29 febbraio 2008

Zootecnia: parola d'ordine diversificare

Ampliare le occasioni di reddito diversificando il prodotto. Per gli operatori del settore della zootecnia di montagna, caratterizzato da alti costi dovuti alle condizioni geomorfiche del territorio è di vitale importanza scommettere sulla carne oltre che sul latte. Un obiettivo su cui si stanno impegnando, ovviamente con mission diverse, sia la locale Associazione allevatori (Arev), che l’Institut Agricole Régional, luogo per eccellenza di formazione degli imprenditori agricoli nonché fondamentale centro di ricerca per il comparto dell’agroalimentare. L’institut ha presentato la scorsa settimana i risultati di uno studio sulla valorizzazione della carne bovina per la produzione di prodotti tipici realizzato da Roberto del Col, Augusto Chatel, Antonella Sado, Simona Zenato con la collaborazione del Dip. di Scienze Zootecniche della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino.
Fra gli obiettivi del progetto la rilevazione delle caratteristiche della carne degli animali di razza valdostana, a fine carriera (circa 4000 capi all’anno), al fine di valutare l'attitudine della stessa ad essere trasformata in prodotti di elevata tipicità e qualità; la valutazione dell'effetto della stagione, delle tecniche di allevamento e delle condizioni fisiologiche e corporee dell'animale sulle caratteristiche della carne e dei prodotti ottenuti; la verifica dell'influenza delle condizioni e dello stress dell'animale in attesa dell'abbattimento e delle modalità di macellazione sulle caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche della carne; la valutazione delle caratteristiche dei prodotti ottenuti con la carne di animali di razza autoctona; la messa a punto delle tecnologie più opportune per valorizzare le caratteristiche intrinseche della carne proveniente dagli allevamenti valdostani; e la verifica la possibilità di utilizzare carne congelata per la produzione di prodotti tipici. La carne di ogni animale destinato ai salumifici è stata monitorata durante le diverse fasi di lavorazione e di trasformazione.
La trasformazione ha così prodotto essenzialmente due tipologie di prodotto la saucesse e la motsetta. A fine stagionatura tutti prodotti sono poi stati presentati ad una commissione, formata da assaggiatori addestrati, per l’analisi organolettica. «L’obiettivo della ricerca – spiega Del Col – era dimostrare che è possibile recuperare la tradizione di queste lavorazioni particolari, cioè saucesse e motsetta, dove da tempo era venuto meno, con la lodevole eccezione di alcune produzioni certificate, l’utilizzo di carne bovina valdostana, sostituita da altre razze. Spesso c’era la falsa convinzione che questa carne fosse troppo acida. Le nostre analisi hanno invece dimostrato che non è assolutamente vero. Questo apre nuove scenari alle aziende valdostane e può garantire un ulteriore spinta verso la tipicità delle nostre produzioni. La ricerca comunque non si ferma qui in quanto un altro nostro obiettivo rimane quello di dare ai produttori le indicazioni più adatte per una produzione che esalti il sapore delle carni valdostane che dal punto di vista biologico e igienico presentano un’elevata qualità». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 27 febbraio 2008).

28 febbraio 2008

Incentivi ai giovani agricoltori

La parola d’ordine è ricambio generazionale. Soltanto il 15,73 per cento delle aziende agricole individuali valdostane ha un titolare con meno di 40 anni contro un 42,61% dove l’azienda è portata avanti da un imprenditore over 60. Anche a questa emergenza – tipica del mondo agricolo, ma che nelle realtà montane si fa di giorno in giorno più critica - intendono rispondere gli orientamenti strategici del Piano di Sviluppo Rurale (Psr) della Valle d'Aosta 2007-2013 che, lo scorso 12 febbraio, hanno finalmente ottenuto il via libera dalla Commissione europea di Bruxelles. Ora il mondo agricolo rimane in attesa delle delibere applicative che dovranno essere approvate dalla Giunta regionale nei prossimi giorni in modo da rendere il Psr definitivamente operativo. Soddisfatto l'assessore all'Agricoltura, Giuseppe Isabellon (Union Valdôtaine) per il quale si tratta di «un ulteriore tassello che va a completare le iniziative portate avanti al fine di valorizzare il lavoro quotidiano a difesa e a tutela del territorio che gli agricoltori della nostra regione portano avanti».
La dotazione finanziaria complessiva per la Valle ammonta a 118,684 milioni ( 52,221 di quota comunitaria). Di questi 4,85 milioni saranno destinati alla «misura 112» che punta a favorire l’insediamento dei giovani agricoltori. Più nello specifico la misura mira a concedere aiuti, su presentazione di un piano aziendale, ad agricoltori di età compresa fra i 18 e i 40 anni residenti sul territorio regionale e si propone tre precisi obiettivi: ridurre l’età media del settore primario, assicurare un sostegno iniziale e un reddito adeguato ai giovani agricoltori e aumentare la dimensione aziendale, per assicurare l’insediamento di imprese agricole competitive, dinamiche e con minori problemi strutturali. Una misura la cui strutturazione è stata particolarmente apprezzata da Coldiretti (presidente Giuseppe Balicco), dato che sono state accolte gran parte delle modifiche indicate dall’associazione che in Valle d’Aosta rappresenta circa il 90% degli agricoltori ancora attivi. «Il ricambio generazionale è un problema serio per la nostra regione. – spiega il direttore di Coldiretti Ezio Mossoni - In questa logica è stato particolarmente significativo il contributo fornito dall'associazione nella stesura della misura dei giovani agricoltori. In particolare nell'ottica della valorizzazione della professionalità è stata inserita una maggiore “forbice”, rispetto al precedente Psr 2000-2006, tra il premio spettante agli imprenditori agricoli a tempo pieno e quelli a tempo parziale, ampliando il primo e limando leggermente il secondo». «Inoltre, sempre su nostra richiesta, - prosegue Mossoni - è stato elevato, il massimale del premio in conto capitale fino a 40.000 euro, introducendo la possibilità di intervento della Regione in conto interessi per ulteriori 15.000 euro e giungendo così al massimale totale di 55.000 euro di premio». In pratica la misura 112 prevede un premio base che può partire da 14mila (l’imprenditore agricolo non diplomato) e può arrivare a 32mila (l’imprenditore agricolo a tempo prevalente).
Il premio aggiuntivo si ottiene attraverso l’assegnazione di punti che possono essere ottenuti attraverso azioni qualificanti (ad esempio un’attività di agriturismo o le fattorie didattiche), il conseguimento di certificazioni (dall’agricoltura biologica all’Iso 14.000), metodi di marketing innovativi (e-commerce e vendita diretta) fino all’introduzione di tecnologie innovative, ad azioni per il risparmio idrico e/o energetico o alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Fra le novità del nuovo Psr il fatto che l’agricoltore debba presentare una sorta di business plan, denominato piano aziendale. Una scelta che Coldiretti non avverte come un appesantimento burocratico. Anzi. «Riteniamo – spiega Erik Verraz di Coldiretti – che possa essere uno strumento importante per il giovane agricoltore che si avvicina per la prima volta all’attività imprenditoriale. Fra gli allegati del Psr si trova una bozza di piano aziendale che se letta con attenzione può costituire un ottimo strumento per avviare la propria attività nel migliore dei modi. Noi proprio in questi giorni stiamo invitando i nostri iscritti a leggerlo con attenzione prima ancora che per ottenere l’aiuto per capire come ci si deve muovere in una fase di start up». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 27 febbraio 2008)

27 febbraio 2008

L'impegno del Comitato per l'imprenditoria femminile

Sostegno all’export (non disdegnando l’ipotesi di creare in un prossimo futuro un consorzio pilota) e criticità delle imprese femminili Sono questi i due fronti su cui intende confrontarsi il Comitato per l’imprenditoria femminile, presieduto da Marilena Bertolin. Il programma di attività 2008 vuole trasformare le analisi quantitative svolte nel 2007 in strategie ad hoc. Dai dati camerali dell’Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile risulta infatti che in Valle d’Aosta nel 2006 sono attive 3.353 imprese femminili, per il 93% a presenza femminile «esclusiva» e che rappresentano il 26% del totale delle imprese valdostane. Tale percentuale risulta, seppur di poco, superiore al dato medio nazionale (24%) ed in misura più significativa a quello delle regioni del Nord-Ovest (22%). Le donne imprenditrici nello stesso anno sono 8.452, complessivamente in lieve calo rispetto al 2004 (-4%); tale riduzione appare come la risultante della crescita delle imprenditrici con ruolo di amministratore ed un contemporaneo calo di quelle titolari di impresa (ditte individuali in calo) e con ruolo di mero «socio». «In un contesto regionale come quello valdostano, già complessivamente caratterizzato da un tessuto di imprese assai parcellizzato e di piccole dimensioni, - spiega Claudia Carnevali di Attiva che segue l’attività del Comitato per la Chambre - le imprese femminili appaiono ancor più piccole e meno strutturate rispetto al quadro medio complessivo: solo il 4% di esse sono “società di capitali”, contro il 13% a livello medio regionale; le imprese femminili organizzate comunque in forma societaria sono il 28%, contro il 42% regionale; il 56% delle imprese risulta “con capitale assente” e soltanto il 7% con capitale superiore ai 50 mila euro. Le imprese femminili valdostane sono poi relativamente giovani: tre quarti di esse sono nate dopo il 1990 e più di una su tre dopo il 2000. Settorialmente, metà delle imprese risultano equidistribuite nei comparti dell’agricoltura e del commercio». Una ricchezza dei dati che però necessita di manutenzione e di sbocchi concreti. E così nell'ottica di trasformare le analisi effettuate sui dati delle imprese femminili in un osservatorio permanente, il Comitato per il 2008 ha ipotizzato un approfondimento e aggiornamento dei dati quantitativi e qualitativi rilevati nel 2007. «Si procederà inoltre – conclude Carnevali - ad approfondire mediante focus specifici determinati aspetti di particolare interesse quali ad esempio il comportamento delle imprese di piccole-piccolissime dimensioni, o di settori specifici, l'analisi della propensione all'attività di esportazione in vista di un possibile progetto pilota per la creazione di un consorzio all'export, l'analisi delle imprese cessate negli ultimi due anni e delle cause della loro cessazione». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 20 febbraio)

26 febbraio 2008

On line elenco incarichi di consulenza e collaborazione tecnica

Il dirigente dell'assessorato al Bilancio Peter Bieler mi ha informato che la Regione ha provveduto alla pubblicazione dell'elenco degli incarichi di consulenza e collaborazione tecnica anche sul sito della Regione Autonoma. Se volete essere tra i primi a farvi visita cliccate qui

Netbe immagina una Vallée regina dei servizi web per il turismo


Jean Paul Lustrissy e Andrea Guarda sono due quarantaduenni post «bolla tecnologica». Dopo una lunga serie di esperienze affrontate da semplici consulenti hanno deciso di dedicarsi imprenditorialmente internet nel suo periodo più maturo, quando poteva rimanere sul mercato soltanto chi alle competenze creative del web era in grado di affiancare anche consolidate capacità di management. E così nel 2003 si costituisce «Netbe internet solutions» che va ad insediarsi all'interno dell’incubatore di impresa di Aosta.
L’azienda nasce con una mission chiara: offrire soluzioni chiavi in mano e consulenza alle imprese, alla pubblica amministrazione, ad enti pubblici e privati che vogliano ampliare il proprio mercato, rendere più efficace la comunicazione, migliorare la propria efficienza ed i propri processi grazie alle tecnologie internet: portali, siti web, web marketing, multimedialità, applicazioni software di content management, piattaforme per l'e-business, l'e-government, l'e-tourism, gli archivi digitali fotografici e audiovisivi, i musei virtuali in rete e il digital signage.
Dei veri tutor dell’approccio alla rete, particolarmente apprezzati, come si deduce dal ricco portofolio che va dalla Regione Valle d’Aosta (di cui però non hanno curato la realizzazione dell’attuale sito) al Gros Cidac. Qui si respira già da tempo aria di web 2.0. Per i profani della rete si intende quelle realtà dove i contenuti sono creati direttamente dai clienti come ad esempio, realizzata proprio da Netbe, «Image Vallée», l’archivio fotografico digitale dell’Amministrazione regionale costruito grazie al contributo di tantissimi fotografi amatoriali e non che ormai si avvicina a quota 10mila foto. «Netbe – ci racconta Lustrissy - è localizzata ad Aosta, ai piedi del Monte Bianco, in una regione di montagna dalla notevole bellezza paesaggistica e dalla grande ricchezza di tradizioni e di cultura. Per questa ragione la nostra azienda ha mostrato sempre grande attenzione a tutti quei servizi e quelle tecnologie che possano favorire lo sviluppo economico della Montagna in un contesto di turismo sostenibile, e attenuarne i suoi handicap naturali e di comunicazione». Lustrissy si spinge perfino oltre e arriva ad ipotizzare la nascita di un distretto che faccia proprio il core business turismo e web. «Perché – aggiunge Lustrissy – non orientare le risorse già presenti, dalle società già attive come la nostra fino all’università della Valle d’Aosta che per due anni ha proposto addirittura un master del turismo di montagna, e cercare di finanziare dei progetti innovativi in questo particolare settore?».
Il binomio web-turismo li ha addirittura spinti a passare dalla produzione di csm, content management system, cioè realizzatori di piattaforme per la gestione dei contenuti, a realizzarli in prima persona. «Sulla base della nostra esperienza personale – conclude Lustrissy – abbiamo avviato un progetto di blog sperimentale dedicato proprio al turismo di montagna. Un’esperienza nata come collaborazione con il master del turismo di montagna. Prima come stage in azienda e ora come progetto di tirocinio formativo pagato per neolaureati. In questa maniera l’esperienza può continuare e la ragazza si dedica alle problematiche del blog e a tutto ciò che riguarda il web 2.0». «Per noi – conclude Lustrissy – il rapporto con l’Università è fondamentale. I nostri dipendenti sono stimolati ed aiutati a dedicare tempo alla crescita professionale. Innovazione e formazione continua è il circolo virtuoso che ci permette di rimanere competitivi sul mercato». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 31 gennaio 2008)

25 febbraio 2008

Cresce la spesa per le consulenze in Valle d'Aosta

Cresce la spesa per consulenze e incarichi in Valle d’Aosta (Vedi tabella). Dai 3,23 milioni del 2006 ai 4,35 del 2007, con una previsione di 5,88 milioni per il 2008 (quest’ultimo dato però, a detta dei tecnici regionali, è fisiologicamente sovrastimato). Nella piccola regione autonoma la materia è normata da un decennio attraverso la Legge regionale n. 18 del 28 aprile 1998 «Norme per il conferimento di incarichi a soggetti esterni all’Amministrazione regionale, per la costituzione di organi collegiali non permanenti, per l’organizzazione e la partecipazione a manifestazioni pubbliche e per azioni promozionali e pubblicitarie».
In base a questa normativa presso la segreteria della Giunta regionale è tenuto un elenco cartaceo, costantemente aggiornato e pubblico, degli incarichi conferiti nel quale sono indicati l’oggetto dell’incarico, i soggetti destinatari e i compensi previsti.
«La legge regionale n. 18/1998 – spiega Peter Bieler, coordinatore del Dipartimento bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali - prevedeva già fin dall’inizio il rispetto del principio di trasparenza, in quanto all’art. 10 istituiva l’elenco degli incarichi conferiti. Tale elenco trimestralmente aggiornato viene pubblicato sull’albo notiziario della regione, oltre che mediante comunicazione al Consiglio regionale. E’ in corso la predisposizione della pagina del sito web per una ulteriore pubblicazione. Peraltro, come noto, tutte le deliberazioni sono pubbliche e disponibili sul sito, ciò che manca è un elenco organizzato, ma le informazioni sono disponibili per i cittadini». Lista che sarà messa on line nel corso del 2008. Fra gli incarichi più significativi va segnalato il recente rinnovo (26 gennaio 2008) al prof. avv. Gianfranco Garancini e all’avv. Antonella Banfi dello Studio Legale «Garancini e Associati» di Varese, dell’incarico per undici mesi di prestare alla Regione consulenza in materia giuridico-amministrativa di 134.640 euro oppure quello di 207.000 euro alla società Ambrosetti di Milano per l’elaborazione del Piano strategico regionale di posizionamento e sviluppo del territorio. Sulla materia è spesso acceso il dibattito con le opposizioni. Enrico Tibaldi (Casa della libertà) ritiene che il ricorso alle consulenze da parte dell’amministrazione regionale sia eccessivo. «Soprattutto – spiega il consigliere – se teniamo conto delle dimensioni della macchina amministrativa, cioè circa 3000 dipendenti regionali per 120mila abitanti. Le risorse professionali interne non mancano. Bisognerebbe utilizzarle di più e meglio». Anche la trasparenza nell’assegnazione degli incarichi è spesso oggetto delle attenzioni da parte delle opposizioni. Recentemente in Consiglio regionale il gruppo Arcobaleno ha presentato una mozione in base alla quale doveva essere indicato in delibera l’eventuale grado di parentela con componenti dell’esecutivo di persone destinatarie di incarichi di consulenza da parte dell’Amministrazione. Il Presidente Luciano Caveri, ricordando come già in simili casi fosse previsto l’allontanamento del componente della Giunta dalla sala prima dell’inizio della discussione della proposta e fino all’effettuazione del voto, si è impegnato a precisare nella parte preliminare delle delibere che quando un assessore si assenta è perché l’incarico comporta legami di parentela. L’argomento è tornato nuovamente in Consiglio con un'iniziativa del Gruppo Arcobaleno. (Pubblicato sul Corriere della Valle del 21 febbraio 2008).
La consigliere Secondina Squarzino durante la seduta del Consiglio regionale della settimana scorsa ha evidenziato in particolare la mancanza di un miglioramento della qualità dei servizi forniti dalla pubblica amministrazione nonostante l'aumento della spesa di consulenza. Affermazione ritenuta «denigrante» dal Presidente Caveri nei confronti dei dpendenti regionali e in particolare dei dirigenti. In merito al ricorso al personale esterno all'amministrazione il Presidente ha poi specificato come esso avvenga in funzione «di puntuali esigenze».

23 febbraio 2008

News flash: tavolo tributario e spot Corriere della Valle

Si riunisce il tavolo permanente tributario
Torna a riunirsi il tavolo permanente tributario nato da un’idea del professore Orlando Formica. Tavolo che il mio blog vuole seguire con attenzione. Ci sono alcune modifiche che segnalo ai nostri visitatori

Martedì 26 febbraio
Edilizia privata, pubblica e casa
ore 15.00 presso Hotel des Etats del Palazzo Comunale di AOSTA

Giovedì 27 marzo
Agricoltura - Zootecnia- Viticoltura
ore 15.00 presso Hotel des Etats del Palazzo Comunale di AOSTA


Piccolo spot «pro domo mea»
Le notizie che trovate in questo blog rispecchiano lo stile di informazione che sto cercando di offrire attraverso il Corriere della Valle di cui sono direttore responsabile. Non farò il «venditore di tappeti»dicendo che si tratta di un settimanale migliore di altri, credo però che, in quanto pubblicazione di area (è il settimanale della diocesi), sia un modo di fare informazione diverso e complementare. Se vi piace il blog e non avete letto il Corriere dateci una chance. Una copia vi costa 1,20 euro (tutti i venerdì in edicola, fatta eccezione per quella di Piazza Chanoux dove lo trovate già disponibile il giovedì). Oppure c’è anche la soluzione dell’abbonamento:35 euro per 48 numeri. Si interest, ovviamente.

22 febbraio 2008

Spunti di riflessione 13 - Anche il turismo valdostano è fermo?

Ho letto con molta attenzione l'articolo firmato da Riccardo Viale pubblicato sul Sole 24 Ore di ieri dal titolo «Il turismo si trasforma ma l'Italia resta ferma» (se volete leggerlo cliccate qui). E credo che sia necessario domandarsi se questa affermazione così perentoria non possa valere anche per la Valle d'Aosta. L'articolo ha soprattutto il merito di indicare delle piste (a criticare, si sa, sono bravi tutti... perfino il sottoscritto) che hanno destato molto il mio interesse in quanto mi sembra che possano essere applicabili anche nella nostra realtà regionale e qualcosa,a onor del vero, si sta muovendo, cito l'avvio del marchio dei «Saveur» e il restiling del sito internet dell'Assessorato al Turismo. Piero Roullet ha ripetuto un'infinità di volte (mi sembra inascoltato) la necessità di un piano di sviluppo turistico per la nostra regione. Credo che su questa proposta andrebbe fatta una seria riflessione. Se qualcuno vuole farmi sapere la sua opinione non esiti a scrivermi. Si interest, ovviamente.

21 febbraio 2008

Mercati esteri: Cina e Russia nel mirino delle imprese valdostane

Cina e Russia nel mirino. La prima per promuovere il proprio know-how sciistico (impiantistico e ricettività alberghiera) e la seconda con l’obiettivo di diffondere ulteriormente il comparto dei prodotti agroalimentari. La Valle d’Aosta, viste le ridotte dimensioni del mercato interno e le difficoltà (almeno per alcuni settori) di quello nazionale, con l’aiuto della locale Camera di Commercio, guidata dal Presidente Pierantonio Genestrone, vuole far crescere la sua presenza sui mercati esteri. Il tema è stato oggetto ieri mattina di un seminario, presso la sala Cogne dell’incubatore d’impresa di Aosta, dedicato ai servizi e alle opportunità che il sistema camerale offre alle imprese valdostane. Chambre Valdôtaine, Centro estero per l’internazionalizzazione del Piemonte (di cui la Chambre fa parte) e i responsabili della rete europea Enterprise Europe Network sono stati riuniti sotto uno stesso tetto con l’obiettivo di dare agli imprenditori valdostani la possibilità di ricevere un’informazione completa, corretta e dettagliata in merito alle opportunità di internazionalizzazione. «L’obiettivo – spiega Edda Crosa, direttore di Confindustria Valle d’Aosta e componente del Comitato tecnico di consultazione del Centro estero – era duplice: da un lato informare e dall’altra creare un primo contatto affinché le imprese valdostane manifestassero le loro esigenze in termini di servizi e assistenza in modo da imbastire azioni mirate al particolare tessuto imprenditoriale della nostra regione». La Chambre, con il direttore Pierguido Quartero, ha illustrato le strategie di internazionalizzazione e il programma di attività. Nove le nazioni «target» individuate.
Oltre alle già citate Russia e Cina l’ente intende proporre il savoir faire delle aziende del settore delle energie rinnovabili in Germania (missione di imprese, scouting e fiere di settore) e Stati Uniti (accoglienza esperti di settore). Sono previste iniziative di promozione anche in Francia per favorire la diffusione di prodotti regionali, Dubai con l’obbiettivo di avviare relazioni istituzionali e commerciali con la locale camera di commercio e, infine, in Svizzera, Giappone e Spagna attraverso eventi multisettoriali. In particolare Quartero, nel suo intervento - illustrando tutte le risorse disponibili nel sistema camerale dai documenti certificati per il commercio estero fino ad una ricca rete di banche dati) – non ha mancato di sottolineare come la Chambre si metta al servizio delle imprese anche nella ricerca di un partner tecnologico e commerciale sui mercati esteri. «Grazie alle banche dati online, i CD contenenti informazioni sulle aziende e i nostri partner all'estero, - ha precisato il direttore - siamo in grado di fornire mailing list personalizzate e supportare l’organizzazione di eventi di partenariato e brokerage event tecnologici collegamento con i punti delle reti e con i desk all’estero».
Il Convegno è stata anche un’occasione per presentare la rete europea Enterprise Europe Network, di cui la Chambre è socia attraverso la sua società in house «Attiva». Si tratta di una nuova importante rete europea di supporto alle imprese operativa dal 1° gennaio 2008. La rete si articola in Europa in oltre 500 punti di contatto per imprenditori, in grado di fornire un’ampia gamma di servizi di supporto legati strettamente alle PMI sull’intero territorio dell’UE e anche al suo esterno. Concretamente, Enterprise Europe Network offre i seguenti servizi: aiuto alle aziende per individuare potenziali partner commerciali; aiuto alle PMI nello sviluppo di nuovi prodotti, nell’accesso a nuovi mercati e nell’ottenere informazioni circa le attività e le opportunità a livello di UE; consulenza alle piccole imprese su aspetti tecnici quali diritti di proprietà intellettuale, norme e legislazione dell'UE, commercio internazionale e si offre come canale di dialogo fra gli imprenditori e le istanze decisionali a livello europeo. Anche Ceipiemonte, attraverso il suo Presidente Camillo Venesio e il direttore Giuliano Longo, ha illustrato i servizi messi a disposizione di chi fa impresa in Valle d’Aosta. «Su incarico dei Soci, alle imprese piemontesi e valdostane – ha detto Longo - Ceipiemonte fornisce supporto specializzato nelle attività con l’estero, con particolare attenzione ai mercati più difficili e lontani. Per aiutarle a sviluppare o potenziare all’estero la propria presenza e immagine, valorizzando il sistema economico locale nel suo complesso, sono previsti numerosi servizi e iniziative che includono: partecipazioni a eventi nel mondo, indagini di mercato, ricerche mirate di partner commerciali e industriali, missioni economiche e di studio, accoglienza di delegazioni e buyer dall’estero, iniziative per grandi committenti e grande distribuzione, incontri b2b, percorsi di formazione specialistica e tecnico normativa in materia di commercio estero». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 20 febbraio).


Chi volesse approfondire troverà parecchio materiale sul sito della Chambre.

20 febbraio 2008

Dite la vostra sul nuovo Cda della Casa da gioco di Saint-Vincent

La giunta regionale (o se vi piace di più l’assemblea degli azionisti cioè 99% Regione e 1% Comune di Saint-Vincent), indisponendo non poco le opposizioni (come credo si vedrà concretamente nel Consiglio regionale di oggi), ha provveduto alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione della Casa da gioco. Enrico Cheillon e Riccardo Varvello saranno rispettivamente presidente del nuovo Cda e amministratore delegato della Casinò de la Vallee Spa. Il Cda sarà anche composto da Walter Lillaz (vice presidente) e dai consiglieri Roberto Oggiani e Sergio Vitali. Cheillon è stato per molti anni funzionario regionale presso la casa da gioco, mentre Lillaz ha ricoperto il ruolo di capo del personale dell'Amministrazione regionale. Varvello è un manager di Valtournenche con esperienze nell'informatica e nella gestione delle risorse umane. Più sotto trovate il mio ultimo articolo sulla Casa da gioco (pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest il 13 febbraio) un piccolo riassunto delle puntate precedenti.
Come spesso accade le prime reazioni alle nomine sono state svariate. Alcune particolarmente ispirate a ira funesta. La più gettonata appare quella che evidenzia la chiara politicizzazione dei suoi componenti. I primi tre all’Uv e gli altri due rispettivamente a Fédération Autonomiste e Stella Alpina. Personalmente, data la situazione in cui versa la Casa da Gioco, mi aspettavo una cura più drastica con professionalità più importanti, magari perfino strappate alla concorrenza. Tuttavia non va nascosto che anche il precedente Presidente, Moreno Martini, vantava un ottimo curriculum (anche se non nel settore specifico) e i risultati non sono arrivati lo stesso. Forse è bene aspettare e vedere cosa farà il nuovo Consiglio.
Chi invece ha già le idee chiare può votare il mio nuovo sondaggio che è proprio sulla Casa da Gioco dove vi chiedo che cosa pensate delle nomine e di come sono state fatte. Vi pregherei di argomentare le vostre risposte con qualche e-mail, così tanto per provare a ragionarci insieme. "Si interest" ovviamente.
Casinò senza puntate a Gennaio
«Gennaio horribilis» per la Casa da Gioco di Saint-Vincent Consiglio di amministrazione decapitato (dimissioni date il 26 gennaio su richiesta pressante dell’azionista di maggioranza, cioè la Regione), incassi in forte calo (-13,61%) e presenze a picco (-21,63%), come dire che un cliente su cinque ha disertato il casinò della cittadina termale. Ora la Regione dovrà decidere chi sostituirà il presidente Moreno Martini, il vice Edo Chatel e i consiglieri Gianni Zandano, Pietro Conca e Aldo Stesuri. Se le dimissioni del Cda erano da tempo nell’aria (oltre alle forze di opposizione anche ambienti interni alla maggioranza chiedevano un azzeramento del vertice) il crollo degli incassi a gennaio ha colto molti impreparati anche perché il 2007 si era chiuso con un sostanziale mantenimento dei proventi lordi del 2006, cresciuti del 0,61%, e un lieve decremento in termini di presenze (-1,41%).
I primissimi giorni del 2008 hanno da subito fatto segnare una pesante inversione di tendenza. Nei primi sei giorni la casa da gioco ha perso 7.121 presenze (13.559 alla fine del mese) e 1.128.668 di incassi lordi (1.312.696 alla fine di gennaio). Negativo l’andamento dei giochi Americani (-25,19%) e dei giochi Elettronici (-20,75%), non compensati dalle buone performance messe a segno dai giochi Francesi (+17,33%) e dai giochi Misti (+275,60%). «Dal 2 di gennaio – spiega Marco Fiore, responsabile del settore comunicazione del Casinò - abbiamo assistito ad un effetto svuotamento che non si era mai verificato negli anni precedenti. I primi 7-10 giorni dell’anno - a seconda di come si collocava la festività della befana- ci hanno sempre garantito afflussi significativi sia in termini di massa monetaria che di presenze. Quest’anno le cose sono cambiate e temo non sia troppo difficile capire il perché: la congiuntura economica che interessa il Paese non è “virtuale”, ma reale e quindi festeggiato doverosamente il Capodanno, il problema di far quadrare il bilancio mensile da parte degli Italiani, si è ripresentato con tanto di aumenti tariffari e prezzi dei carburanti in continua ascesa». Di diverso parere le opposizioni che da tempo chiedono nuove strategie per la gestione della Casa da gioco. In particolare sia il Partito democratico che la Casa della Libertà hanno presentato due proposte di legge per modificare la legge 36 del 30 novembre 2001 concernente la «Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent». La proposta del Pd mira ad attribuire al Consiglio regionale, e non più alla Giunta, la competenza in materia di nomina dei rappresentanti della Regione nel Consiglio di amministrazione. Un obiettivo condiviso anche dalla Cdl che però con la sua proposta intende introdurre anche la possibilità che la Casa da gioco sia amministrata da un amministratore unico in alternativa alla consueta gestione in forma collegiale che si realizza attraverso un consiglio di amministrazione (in questo caso comunque composto da non più di tre persone). «La facoltà di scegliere un organo monocratico al vertice della Casino de la Vallée S.p.A. – si legge nella relazione che accompagna la pdl - permette agli azionisti di optare per una formula gestionale più snella e più agile, soprattutto nei casi in cui siano richieste tempestività ed efficacia delle strategie aziendali adottate». «Prendendo spunto dalle esperienze rissose del recente passato - ha ricordato Enrico Tibaldi, vice presidente del Consiglio regionale - la legge intende evitare che all'eccessivo numero dei consiglieri consegua l'impossibilità, o anche solo la difficoltà, di perseguire le comuni intenzioni condivise dagli azionisti e che ciò si traduca, quindi, in un danno per la gestione aziendale nel suo complesso».
Va anche detto che le forze di opposizione in un documento congiunto, presentato il 17 gennaio, visto l’avvicinarsi della scadenza elettorale, avevano chiesto «l'immediato azzeramento dell'attuale Consiglio di Amministrazione e, al fine di superare l'impasse di questa fase transitoria, si proceda alla contestuale nomina di un organo monocratico, autorevole e competente, che possa garantire un'efficace conduzione dell'azienda in grado di restituire serenità e fiducia ai dipendenti». Per i quattro gruppi consiliari (Arcobaleno, Casa delle Libertà, Partito Democratico e Per il Partito Democratico appariva «assolutamente inopportuno confermare o sostituire l'attuale consiglio di Amministrazione a soli quattro mesi dalla scadenza della legislatura» ritenendo che dovesse essere «compito della futura maggioranza e della nuova Giunta regionale la designazione di un nuovo Consiglio di Amministrazione».

19 febbraio 2008

Leo Garin racconta le origini della Maison de Filippo


La neve è sicuramente la miglior ambasciatrice della Valle d’Aosta e l’ultima abbondante nevicata, appena prima dell’Epifania, ha ridato ulteriore slancio ad una stagione invernale che ai piedi del Monte Bianco, tra Natale e Capodanno, sembrava già essere partita con il piede
giusto. Per chi fa impresa turistica infatti l’arrivo dell’«oro bianco» rimane pur sempre la miglior garanzia di una stagione positiva anche per operatori storici come Leo Garin, presidente dell’Aiat Monte Bianco e titolare dal 1996 dell’«Auberge de la Maison » e della notissima «Maison de Filippo», fondata il 1° luglio 1965. Locali che, sulla scia della felice intuizione del patriarca Filippo, possono vantare unitamente ad una radicata tradizione famigliare di ospitalità anche una notorietà ed una clientela internazionali. Ad Entrèves a una manciata di metri dal
Traforo del Monte Bianco negli anni 50 nasce la ristorazione tipica valdostana con la Brenva una locanda con quattro camere e un ristorante che poi diventerà «Maison de Filippo» e che deve la sua fortuna agli articoli scritti da Rolly Marchi, giornalista, scrittore, sportivo, ideatore del
Trofeo Topolino, su alcune riviste dell’epoca. «Marchi – racconta Garin – scrive di questo ristorante dove si mangiano salumi, piatti a base di fontina, la fonduta in un clima famigliare
e questo fa la fortuna del locale che diventa uno dei primi simboli della cucina valdostana. Del
resto non bisogna dimenticare che qui nasce la tradizione della Grolla dell’amicizia con il caffè alla valdostana
». Ma le circostanze favorevoli non sono terminate «Nel frattempo – aggiunge Garin - si sta costruendo il traforo e abbiamo le maestranze e i direttori che ci adottano
quasi come una casa e così arriviamo al 1965, anno dell’apertura del tunnel, con una clientela affezionata. In quegli anni la mia famiglia compra la villa del Generale Ambrosio concepita
come cassaforte di difesa per un eventuale attacco dei francesi e in quello stesso anno apriamo la «Maison». Sono anni in cui ospitiamo nel nostro ristorante tutti i grandi protagonisti del turismo a Courmayeur, da attrici a politici, fino alle più alte cariche dello Stato, sia italiane che francesi
». Garin racconta con entusiasmo quegli anni ma senza rimanerne intrappolato e, pur
non nascondendo le difficoltà che sta attraversando il turismo di montagna, è convinto che non si debba andare molto lontano per assicurare a Courmayeur, e alla Valle d’Aosta, un buon
tasso di copertura dei posti letto anche al di fuori della stagione invernale, che rimane uno dei punti di forza della località. Garin arriva addirittura a sostenere (idea lanciata alcuni mesi
fa dall’Assessore al Turismo Ennio Pastoret) la necessità di un’Aiat unica, in modo da impostare un’azione promozionale perfettamente coordinata sotto un unico cappello a livello regionale che però per avere effetto deve basarsi sulla creazione di eventi di forte «appeal».
«E’ una lezione che hanno ben imparato le città d’arte. – sottolinea Garin – Il patrimonio architettonico, che possiamo paragonare alle nostre montagne o ai nostri castelli, non basta
più. Gli avvenimenti importanti fanno conoscere una località e fanno ritornare la clientela. Anche le semplici iniziative legate al folklore locale, le sagre, le feste patronali non possono
diventare punti di forza di una località turistica
».
Sulla promozione Garin ha le idee chiare. «Dobbiamo puntare ad una clientela italiana di qualità. Con un compasso puntato sulla Valle d’Aosta bisognerebbe tracciare un cerchio con un raggio di trecento chilometri e all’interno di questa area concentrare i nostri sforzi promozionali. La stessa Valle d’Aosta deve farsi conoscere di più sul mercato nazionale. Anche Francia e Svizzera sono mercati interessanti, ma bisogna rimanere all’interno di questo cerchio ideale». «Insomma serve più qualità che quantità – prosegue Garin - anche perché il nostro comprensorio è sicuramente molto bello ma di certo non è molto esteso anche se i recenti investimenti fatti dalla «Compagnie des Alpes» hanno creato delle piste di rientro articolarmente interessanti e che quest’anno potranno essere apprezzate per la prima volta dagli sciatori. In più si sta sviluppando il fenomeno del fondo cui recentemente si è aggiunta una splendida passeggiata sulla neve che da Planpincieux costeggia praticamente la pista di fondo». (pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 10 gennaio 2008)

18 febbraio 2008

Professionisti valdostani 3 - Sicurezza nei cantieri e razionalizzazione dell'acqua le nuove frontiere dei geometri

Identikit

Iscritti dell'ultimo triennio:
fine 2005: 495
fine 2006: 495
fine 2007: 487

Suddivisione maschi e femmine:
Maschi n. 447 - Femmine n. 43 (la suddivisione si riferisce al 2008 con un totale di 490 iscritti alla data del 04/02/008). N° 17 geometri risultano iscritti in posizione IA per la Cassa Geometri ovvero coloro che dichiarano annualmente di NON esercitare la libera professione

Composizione direttivo:
Presidente Rémy Vauterin - Segretario Gabriella Chatrian - Tesoriere Angelo Di Berardo Consiglieri: Ennio Barocco, Micaela Maria Franceschet, Ettore Lavy, Luigi Mello-Sartor, Danilo Novallet e Carlo Perruquet - Delegato Cassa: Mario Bertolin

Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti:
Si pensa ad un sostanziale pareggio dei colleghi che si cancellano con i nuovi iscritti che si valutano in circa 20 nuove unità: il numero complessivo di iscritti si attesta in 500 geometri.
Le nostre domande
Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
È venuto meno un rapporto collaudato tra le componenti sociali e le libere professioni: con le ultime modifiche alle norme nazionali, in particolare con la legge Bersani, si è voluto riportare la figura dei professionisti a quella delle imprese; da questa trasformazione, soprattutto per le amministrazioni pubbliche, si rischia di avere a che fare non più con un consulente ma con appaltatore qualsiasi.
L’enorme quantitativo di leggi che vengono emanate, si susseguono in modo disomogeneo e sovente in contrasto tra loro e creano un clima di incertezza: anche a livello regionale manca una trama nell’organizzare un insieme organico di leggi e regolamenti.
L’incapacità di procedere con una riforma delle professioni che in qualche modo coinvolga tutte le componenti (tutte le varie categorie, le scuole e le università) al fine di organizzare un nuovo scenario chiaro ed adeguato alle esigenze di una moderna società: senza questo importante passo è difficile pensare ad una vera riforma scolastica e rimanere al passo con gli altri Paesi europei.
Auspichiamo una maggiore attenzione nell’affidamento degli incarichi, i quali non possono basarsi sulla sola offerta economica ma si deve tutelare la qualità della prestazione e dell’interesse generale.
Procedere velocemente con la definizione dei vari criteri necessari all’applicazione delle normative in materia di risparmio energetico, al fine di coprire il divario accumulato con le regioni italiane e del nord Europa; è necessario procedere in sinergia con tutti gli attori del processo per ottenere risultati importanti in breve tempo.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d'Aosta oppure il settore è saturo?
E’ difficile definire il nostro settore saturo o meno: il mercato consente ancora un buon margine di operatività ma è diventato sicuramente più esigente e quindi aperto ai professionisti che sapranno rimanere al passo con i tempi, con le nuove tecnologie e con le aspettative di una clientela in rapida evoluzione.

Può indicarci alcuni nuovi sbocchi professionali?
Di frequente assistiamo all’introduzione di nuovi aspetti che necessitano dell’intervento dei liberi professionisti nel campo tecnico, senza dimenticare le tradizionali materie, quali i rilievi topografici, le attività legate all’agricoltura e all’ambiente, l’aggiornamento dei dati catastali degli edifici e dei terreni, la consulenza nei tribunali per derimere le cause, le stime, la progettazione e al direzione lavori ecc. con tutte le innovazioni ed evoluzioni che periodicamente si verificano. Per quanto riguarda le nuove opportunità si possono citare la sicurezza nei cantieri e sui luoghi di lavoro, valutando le diverse specializzazioni che si stanno delineando, l’utilizzo delle fonti rinnovabili e il miglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio edile esistente e di quello da realizzare, lo studio e la certificazione del confort acustico, e di notevole importanza la razionalizzazione dell’utilizzo dell’acqua in tutti i vari casi di consumo – umano, agricolo, energetico, industriale ecc. -

Quali iniziative di formazione avete realizzato nel 2007 e quali sono in programma nel 2008?
Corsi di formazione dei tecnici della sicurezza e per la prevenzione antincendio; Corsi applicati per il risparmio energetico negli edifici nuovi ed esistenti; Corso di approfondimento delle nuove tecniche di rilievo con strumenti GPS e con stazioni integrate e Corsi di aggiornamento sulle procedure catastali

Quali consigli si possono dare a chi si vuole avvicinare alla professione?
La qualità della prestazione professionale, abbinata alla correttezza del rapporto con il proprio cliente, devono rimanere i punti di forza del professionista: la formazione continua, come richiesta dal nostro codice deontologico, e la sensibilità nei confronti delle problematiche dei committenti rappresentano gli aspetti salienti di un corretto approccio al mondo del lavoro della libera professione.

Qual è il rapporto con il mondo delle imprese?
Non ci sono state numerose occasioni in cui poter dibattere apertamente delle tematiche comuni: sentiamo però l’esigenza di dover instaurare un dialogo più ampio, al fine di capire meglio quali sono le problematiche e in che maniera la nostra categoria può apportare un maggior contributo all’intero sistema economico valdostano.

15 febbraio 2008

Spunti di riflessione 12 - Per Ottoz in Valle serve più liberta in economia

Non molti giorni fa’ il mio blog aveva interrogato i visitatori su cosa pensassero della presenza della pubblica amministrazione nell’economia valdostana. Oggi aggiungo un contributo che mi sembra utile per la riflessione. Una lettura che ovviamente va fatta tenendo conto del fatto che regionali e politiche sono alle porte, quindi la propaganda elettorale si sta avviando (ma è mai finita?), tuttavia se la si fa ricorrendo a dati oggettivi come in questo caso mi sembra proficua per tutti. Il Consigliere della Casa delle Libertà Eddy Ottoz, attraverso le pagine di «Foglio Azzurro», citando un’indagine di Unioncamere ha delineato uno scenario piuttosto fosco per la nostra regione in materia di società partecipate pubbliche. Soltanto il 32% delle società valdostane sarebbe in utile. A fare peggio di noi ci riesce solo il Molise che si ferma a 25%. Riporto il testo dell’articolo e vi invito a visitare il blog di Ottoz (www.eddyottoz.com) dove si trova il testo dell’interpellanza e dove, soprattutto, c’è il link a Unioncamere che vi rinvia ad una presentazione particolareggiata e chiara (attraverso slide) della ricerca. Vi invito a visitare dunque il blog di Ottoz in modo che l’informazione sia completa. In modo da dare a Cesare quel che è di Cesare. O meglio a Eddy quel che è di Eddy. E’ ovvio che nei prossimi giorni darò anche spazio alla replica dell’Assessore al Bilancio Aurelio Marguerettaz.

Valle d’Aosta: serve libertà in economia
Il 22 gennaio Unioncamere, l’Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, ha pubblicato la «Mappa del capitalismo pubblico locale», un censimento dell’evoluzione, dal 2003 al 2005, del mondo delle società partecipate e controllate da Comuni, Province, Regioni e Comunità Montane in Italia, un esercito di oltre 30.000 amministratori, tra Presidenti, consiglieri d’amministrazione e collegi sindacali.
«Decisamente tante e poco efficienti, soprattutto nel mezzogiorno (dove, come vedremo, dovremmo collocare la Valle d’Aosta), con un numero elevato di amministratori, un tasso di crescita dell’occupazione e del costo del lavoro notevole e una bassa produttività», questa l’apertura del documento con cui Unioncamere ha presentato la Mappa.
Se, come è emerso dai dati Istat sulla produttività da noi in costante calo, pesanti sono i problemi dell’economia valdostana, il quadro delle nostre partecipazioni regionali era drammatico nel 2003 ed è divenuto tragico nel 2005. Né, ad oggi, Casinò docet, abbiamo motivo di pensare che nel 2007 la situazione sia migliorata.
Nel 2003 solamente il 47% delle società pubbliche valdostane controllate produceva utili, nessuna era in pareggio e perciò il 53%, oltre la metà, chiudeva il bilancio in perdita. Diciamo subito che questo dato era già molto negativo, comparandolo sia con la media nazionale (60% di società pubbliche in utile), sia con quella del Centro-Nord (62%), sia infine con la media del Sud (51%). A parte la pecora nera, il Molise (13% di società in utile), eravamo in zona retrocessione che vedeva la Sardegna con il 46% e la magnifica terna Basilicata, Calabria e Valle d’Aosta (47% appunto). Pronti per il terzo mondo, insomma.
Mentre negli anni successivi tutte le regioni più disastrate hanno cercato di porre rimedio ed hanno migliorato, la Valle d’Aosta nel 2005 era sprofondata ancora di più: 68% di società pubbliche in perdita (il 23% in più del 2003…!), penultima solo perché il Molise, che da un fallimentare 88% nel 2003, pur migliorando decisamente (+13%), si teneva la maglia nera con il 75%. La media nazionale è migliorata, la media del Centro-Nord è migliorata di poco, quella del Sud è peggiorata di un punto, La nostra Valle, grazie alle dissennate politiche economiche dei suoi amministratori, è crollata di altri quindici punti!
A parte pochi esempi di successo (il più brillante è CVA, alla quale peraltro si sta mettendo mano…) questo è il quadro del fallimento della politica di Finaosta e dell’assessore alle partecipazioni regionali Aurelio Marguerettaz. Una volta eravamo il socialismo reale che funziona, ci stiamo avviando a diventare il socialismo reale che, come gli altri, non funziona e fallisce. E’ essenziale che questa Regione inizi a destinare parte delle grandi risorse di cui dispone ad una riconfigurazione di tutto il comparto produttivo, liberando energie per il mercato, mollando il cappio che sta soffocando l’economia privata e le impedisce di crescere. Mantenendo le attività private gracili e in costante crisi di astinenza da contributi si rafforza la rete di un omnipervasivo controllo politico, ma si porta questa Valle alla rovina.
Eddy Ottoz (www.eddyottoz.com)

14 febbraio 2008

Massobrio e il turismo enogastronomico di alta montagna

Segnalo un’iniziativa di promozione come piace a me. Sinergica, che sa scegliersi i testimonial, destinata a durare e, soprattutto, realizzata grazie all’ingegno imprenditoriale di un gruppo di privati. Leggete con attenzione credo ci sia un’interessante lezione da imparare.
Alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT), in programma dal 21 al 24 febbraio nella nuova fiera di Milano/Rho una parte del padiglione 9 è riservato a CerticiBit, il nuovo evento dedicato al turismo delle buone abitudini alimentari e delle produzioni di qualità. Paolo Massobrio – giornalista e autore de Il Golosario, – è stato chiamato ad identificare «certi cibi» che hanno promosso fenomeni di ricettività turistica in Italia. Così ogni giorno, sfileranno sotto forma di talk show «le pillole di CerticiBit» col racconto delle case history più curiose legate al cibo che produce un nuovo modo di intendere il turismo: dagli «alberghi diffusi», alle stazioni ferroviarie in disuso, dai relais di charme nel Monferrato all'agriturismo del vino sui Colli Euganei. Ogni giornata termina poi con l'incontro di artisti e scrittori che parleranno con Massobrio del loro viaggio, attraverso musiche antiche e moderne. «Il fenomeno del turismo enogastronomico in Italia - dice Paolo Massobrio - cresce del 6% annuo e le motivazioni per un viaggio oggi sono le più diverse. Il successo del Golosario ne è un esempio, essendo passato da guida per il prodotto artigianale di qualità a guida turistica dove è particolarmente apprezzato il negozio di prodotti o il caffè storico di una città». Papillon, il movimento di consumatori fondato da Massobrio (www.clubpapillon.it) ha poi registrato il successo per tre iniziative di carattere gastronomico legate al turismo: da Goloway, il software per il palmare satellitare con 1000 segnalazioni del Golosario, da scaricare gratuitamente dal sito, a Golosaria, la manifestazione che il 7 - 8 - 9 marzo prossimo aprirà 30 castelli del Monferrato per accogliere oltre 40 mila persone (http://www.golosaria.it/). E infine l'itinerario d'autore "Se dici gusto dici Sedici" creato da Papillon per Fiat, che ogni mese conduce gli appassionati in 16 luoghi imperdibili. E il prossimo, dopo Valle D'Aosta e Valtellina, sarà proprio Il Monferrato.
«In Valle d’Aosta – spiega Massobrio - stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione del turismo d’alta montagna, non solo itinerari sui monti, ma anche viaggi enogastronomici alla ricerca del prodotto tipico del territorio, percorsi all’insegna della buona cucina, ma anche spa dove passare momenti di totale relax».
La giornata dedicata alla Valle d’Aosta sarà giovedì 21 febbraio alle 12 nell’incontro dal titolo: «Valle d'Aosta: la rivoluzione qualitativa del turismo enogastronomico d’alta montagna». Massobrio presenterà quattro case history rappresentative dell’offerta turistico-enogastronomica della Vallè, oltre ad approfondimenti su Fontina, Seupa Valpellinentze, vini e altre specialità scovate nei suoi innumerevoli viaggi.
«L’incontro – spiega ancora Massobrio - esordirà con il caso dell'Hotel Bellevue di Cogne, villaggio con offerta diversificata: ristoranti, cantina, grotta per la stagionatura dei formaggi, ma anche spa e proposte di percorsi e attività sportive su tutto il territorio; si passerà poi al caso di Valgrisa di Aosta con Andrea e Alessandra Nicola che hanno ideato una linea di capi di abbigliamento ispirati alla tradizione valdostana e realizzati con la lana della pecora Rosset, razza ovina autoctona. Ogni capo è confezionato a mano e numerato. Si parlerà poi del Grand Hotel de la Ville di Saint Vincent la cui titolare Silvana Perucca, ha puntato la sua offerta sulla colazione d'autore, un modo per fidelizzare i clienti. Infine Marilena Bertolin, produttrice dell'inimitabile lardo d'Arnad, ma anche creatrice di uno show room unico, La Maison Bertolin di Arnad (Ao), dove è possibile incontrare in un solo colpo tutti i prodotti della Vallèe».

13 febbraio 2008

Neyroz: «è fondamentale riuscire a fare sistema»

«Tutto sta diventando più difficile da gestire. Crescono le esigenze dei clienti del personale, i problemi con i fornitori, si complica il quadro normativo. Tuttavia se si riesce a vincere la sfida della qualità si possono raccogliere anche grandi soddisfazioni». Risponde senza esitazioni Corrado Neyroz, titolare dell’Hotel Hermitage di Cervinia, albergo a quattro stelle caratterizzate dal marchio «Relais & Château», che dovunque nel mondo garantisce un’offerta di qualità davvero esclusiva. E già ad uno sguardo notturno della facciata, magari dopo una bella imbiancata come quella che ha ricoperto la Valle in questi giorni, si intuisce cosa significhi non trascurare i particolari di una ospitalità che deve essere istantanea fin dalla hall dell’albergo dove il calore del legno è protagonista assoluto. Neyroz ci accompagna in un ragionamento sul sistema turistico nel suo complesso e ci spiega come il maggior problema di Cervinia sia la scarsità di posti letto. «D’inverno negli alberghi la maggior parte delle stanze sono affittate – osserva l’albergatore che ha da pochi giorni terminato i lavori di ristrutturazione dell’Hotel - tuttavia l’attuale offerta ricettiva non permette ancora di raggiungere quella soglia minima in grado di garantire la sopravvivenza di tutto l’indotto del turismo. In particolare Cervinia ha pochi posti letto alberghieri di qualità. Mi auguro però che sia una situazione transitoria in quanto sono a conoscenza del fatto che nei prossimi quattro anni dovrebbero concretizzarsi alcuni importanti progetti alberghieri».
Neyroz è profondamente convinto che ogni località sia chiamata a fare sistema e che la presenza di nuovi soggetti possa soltanto rafforzare la località. «L’arrivo del Club Mediterranée a Cervinia ad esempio – commenta – ha riportato nella nostra località la clientela francese. Inoltre si è rivelata un’ottima promozione. L’immagine di qualità del Club si è riverberata sulla località a vantaggio di tutti». «Dobbiamo infatti comprendere – prosegue Neyroz - che Cervinia deve fronteggiare la concorrenza non delle altre località alpine, ma del mare d’inverno che oltretutto, anche grazie ai voli low cost, è sempre più economico. La mobilità è diventata estrema. Dobbiamo essere molto concreti. E’ il turismo di montagna nel suo complesso che deve essere rilanciato». Per l’albergatore l’obiettivo principale è la riconquista dei turisti italiani e l’acquisizione di quelli europei. «Il rapporto costi benefici rende chiaramente giapponesi e statunitensi meno appetibili» osserva. Quote di clientela che, secondo l’albergatore, soltanto attraverso un’azione unitaria che promuova prima di tutto il prodotto Valle d’Aosta. Quote di clientela che l’Hermitage di Cervinia, anche grazie alla sua beauty farm, sembra avere da tempo consolidato anche grazie ad una notorietà ormai internazionale.
Neyroz non lo dice ma è sufficiente una rapida occhiata al suo sito internet (http://www.hotelhermitage/. com) per, in rapida successione, trovare citazioni entusiaste su albergo e ristorante in riviste francesi, inglesi e tedesche. Da «Vogue France» per la quale l’hotel «décoré de meubles anciens, est une adresse privilégiée» a «Paris Match» che inserisce la struttura tra i suoi hotel mitici «Au pied du Cervin ce luxueux chalet a su préserver son authenticité: meubles rustiques; superbes parquets anciens, objets d’art du XVIIIe contribuent a créer l’atmosphère chaleureuse». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 20 dicembre 2007)

12 febbraio 2008

Valeco: far crescere la qualità del servizio del business dei rifiuti

Tutti sanno dove vanno a finire i rifiuti solidi urbani prodotti dai 74 comuni della Valle d’Aosta,
ma non tutti conoscono, forse, la società che dal gennaio 1989 (in forza della legge regionale n.63
del 10 agosto 1987) ha il compito di gestire il Centro Regionale trattamento rifiuti situato a l’Ile Blonde a Brissogne. Si tratta della Valeco S.p.A., società a capitale misto, partecipata per il 20% dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta e per l’80% dalla Ecofin s.r.l. che annovera fra i suoi soci aziende specializzate che operano da molti anni nel settore dello smaltimento rifiuti, cioè
l’ASVS International, costruttrice dell’impianto, l’Aimeri che in passato gestiva la raccolta rifiuti e la Baltea service, socio locale specializzato nella conduzione di macchinari elettromeccanici.
«Nel corso degli anni l’azienda si è specializzata nel campo dello smaltimento rifiuti – spiega Piero Bal, da sette anni amministratore delegato dell’azienda – sviluppando alcune procedure volte a minimizzare l’impatto ambientale della discarica, e a recuperare energia dai rifiuti attraverso il biogas che grazie ad un impianto di cogenerazione utilizziamo in impianti di riscaldamento». «Ad esempio a Brissogne – aggiunge l’ad - pratichiamo il pretrattamento di pressatura. Una procedura che non si trova in altre discariche presenti sul territorio nazionale e che garantisce una più pulita conduzione della discarica. In pratica i rifiuti sono pressati all’interno di un capannone e trasformati in blocchi prima di essere posizionati in discarica riducendo così al minimo la dispersione dei rifiuti».
Un settore in espansione sia in termini di business che normativi tanto che dai quindici addetti del 1989 si è arrivati agli attuali 29 e contemporaneamente è stata notevolmente implementata la dotazione di mezzi e attrezzature.
Una crescita occupazionale dovuta anche all’ampliarsi dei servizi offerti dalla Valeco. «Il Centro
– sottolinea Bal - dispone di una piattaforma per lo stoccaggio provvisorio di alcune tipologie di rifiuti speciali e pericolosi che si rivela particolarmente adatto per i piccoli artigiani che dovrebbero sobbarcarsi costi particolarmente onerosi se lo facessero in proprio. Inoltre,
in virtù di un appalto Arev, ci occupiamo dell’incenerimento delle carogne di animali. Sembra un aspetto irrilevante, ma ogni anno ce ne sono più di 1500
».
Valeco inoltre si occupa della costruzione e gestione di discariche di rifiuti inerti situate in Valle, della costruzione e gestione delle discariche per rifiuti speciali non pericolosi, del trasporto di rifiuti speciali non pericolosi e del riciclaggio e valorizzazione di rifiuti inerti. «Nel corso del 2006 – precisa Bal – Valeco ha costituito una nuova società, controllata al 100%, denominata Rival srl, cioè Riciclaggio e valorizzazione rifiuti inerti, con la quale ha avviato l’attività di recupero e riciclaggio dei rifiuti inerti per i loro riutilizzo. L’attività della Rival, che ha sede a Nus,consiste nel ricevimento dei rifiuti inerti, nella loro frantumazione, deferrizzazione, lavaggio e vagliatura al fine di ottenere materiale adatto ad essere reimpiegato nella attività di costruzione». Recentemente Valeco, ha supportato l’Assessorato al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche nell’organizzare una serie di incontri in materia di corretta gestione dei rifiuti allo scopo di fornire agli amministratori e consiglieri regionali e comunali tutti gli elementi giuridici, amministrativi e tecnici necessari a formare una conoscenza critica sulle proposte che la Regione sottoporrà loro in merito alle scelte che dovranno essere effettuate. In ballo c’è la scelta di un sistema di smaltimento dei rifiuti alternativo a quello attuale. «L’obiettivo dell’Assessore Alberto Cerise – conclude Bal – è che di comune accordo con gli amministratori locali si arrivi ad una scelta condivisa sul sistema più adeguato per il futuro smaltimento dei rifiuti». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 13 dicembre 2007)

11 febbraio 2008

Professionisti valdostani - 2: il futuro degli architetti è nella riprogettazione

Identikit
Iscritti dell’ultimo triennio:
2 Albi: Sez. A (Laurea Magistrale) e Sez. B (Laurea Triennale)
al 31/12/2005 n° 316
al 31/12/2006 n° 333
al 31/12/2007 n° 341


Suddivisione maschi e femmine:
Uomini n° 230 di cui n° 228 con Laurea Magistrale e n° 2 con Laurea Triennale
Donne n° 112 di cui n° 111 con Laurea Magistrale e n° 1 con Laurea Triennale


Composizione direttivo:
Presidente: Andrea Marchisio, Segretario: Paolo Merlo, Tesoriere: Daria Cini
Consiglieri: Sergio Bechaz, Luciano Bonetti, Ismaele Maino, Oliviero Peaquin, Sandro Sapia e Maurizio Schiagno.

Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti:
Incremento previsto di circa 25 Persone/anno


Mail e sito internet:
Le nostre domande
Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?· un primo problema è sicuramente legato alla formazione universitaria in quanto, l’articolazione in lauree triennali e magistrali non corrisponde alle richieste del mercato ed aggrava quindi il generale stato di confusione sulle competenze professionali;
· un secondo problema è legato alla legge di riforma delle libere professioni che si attende ormai da tempo;
· un terzo problema è di tipo culturale: capire che il progetto non è solamente un pezzo di carta per ottenere un permesso di costruire ma un’occasione unica per migliorare la qualità di vita. Occorre quindi riconoscere tale “plusvalore” del progetto e ridare al progettista quella dignità che sembra perduta sia per colpa del mercato, che accetta di pagare un progetto al prezzo di un caffè al giorno, sia per colpa del progettista stesso, che, accettando una tale situazione, svilisce il progetto trasformandolo in mera “pratica edilizia”;
· un quarto problema, credo, sia l’organizzazione degli studi di progettazione in Italia che spesso si presentano scarsamente strutturati (ridotto numero di componenti e assenza di multidisciplinarietà) e, di conseguenza, non sempre adeguati alla continua e rapida evoluzione del mercato.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
A seguito della capillare infrastrutturazione del territorio (urbanizzazioni primarie e secondarie) e del progressivo esaurimento delle aree edificabili, assistiamo rispettivamente ad un rallentamento sia delle opere pubbliche sia del mercato immobiliare del “nuovo”. Per contro ereditiamo un patrimonio costruito con grande bisogno di “cure” che, unitamente alla crescente richiesta di “qualità” di vita, suggeriscono nuove possibilità di sbocchi professionali.

Può indicarci alcuni nuovi sbocchi professionali?
Il settore trainante del prossimo futuro sarà probabilmente la riprogettazione dell’esistente con una particolare attenzione:
· agli aspetti compositivi di inserimento nel contesto ambientale;
· agli aspetti manutentivi e gestionali del costruito;
· agli aspetti di comfort energetico, acustico ed illuminotecnico


Quali iniziative di formazione avete realizzato nel 2007 e quali sono in programma nel 2008?
· Corsi per l’ottenimento della qualifica di Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione dei lavori in base agli artt. 10 e 19 del D.Lgs. 494/1996 e s.m.i.;
· Corso sul risparmio energetico, sui requisiti acustici degli edifici, sugli aspetti illuminotecnici;
· Corso sulla progettazione di giardini e spazi verdi;
· Corso di aggiornamento sulla normativa antincendio;
· Organizzazione di viaggi culturali (Yemen – Berna e Basilea)

Quali consigli si possono dare a chi si vuole avvicinare alla professione?
· considerare la Laurea non come un punto di arrivo bensì di partenza;
· prendere coscienza che la professione di Architetto non è statica ma dinamica in continua evoluzione; è necessario “strutturarsi” per poter affrontare il continuo cambiamento mediante, ad esempio, l’aggiornamento professionale continuo e un’adeguata organizzazione lavorativa;
· mantenere vivo l’entusiasmo del “primo progetto” parlando, leggendo e viaggiando;
· in un mercato dove non è più possibile sbagliare ritagliarsi spazi dove poter sperimentare.

Qual è il rapporto con il mondo delle imprese?
Sono in corso alcune iniziative che vedono partecipare insieme Imprese e Tecnici per la definizione di prezziari regionali delle costruzioni. (Pubblicato sul Corriere della Valle del 7 febbraio 2008)

9 febbraio 2008

La Urruso Publishing con i «Lunnis» si avventura in Europa

«I Lunnis» sono il nuovo fenomeno di cartoons (prodotti dalla Tve spagnola) (target bambini 3-10 anni) che, dopo il successo sul mercato iberico, invaderà il mercato italiano e a seguire quello europeo. Un’iniziativa editoriale avviata da un’azienda valdostana, la Urruso Publishing di Pont-Saint-Martin, fondata dall'imprenditore Calogero Urruso. Si tratta di personaggi simili ai «Muppets», che abitano in un pianeta che richiama la Luna e presentano avventure di vita quotidiana ad alto sfondo educativo. Dalla prima settimana di ottobre 2007, «I Lunnis» sono programmati nei giorni feriali su Raidue alle ore 7.15 con uno share di quasi il 9%, in crescita rispetto alla media di rete (e prossimamente sulle tv di stato di Grecia, Francia, Germania e Serbia dove l’iniziativa valdostana è destinata ad espandersi). Un fenomeno seguito con attenzione. Numerose aziende hanno già acquisito i diritti per produrre dai peluche alle macchinine. De Agostini ha acquisito i diritti per realizzare i dvd legati alla serie tv, il gruppo Giochi Preziosi quelli relativi ai giocattoli/pelouches e la Panini quelli per le figurine. «I Lunnis» hanno realizzato altre produzioni oltre quella televisiva, tra le quali alcuni film monotematici legati a celebri romanzi. Urruso Publishing ha acquisito da Tve l’esclusiva per l’edizione in edicola, a livello europeo, di queste serie speciali. Dalla prima settimana di febbraio la società di Pont-Saint-Martin edita in esclusiva il film «I Lunnis e Don Chisciotte» attraverso 6 uscite mensili, distribuite in edicola a livello nazionale dalla Mepe Messaggerie Periodici. Ogni uscita avverrà attraverso un blister contenente dvd, fotoromanzo di 32 pagine illustrato con scene tratte dal film e personaggio collezionabile in vinile prodotto in Cina, a soli euro 9,90 ad uscita. Il tutto attraverso la direzione progettuale dell’agenzia di comunicazione Twentyone di Milano, specializzata in iniziative a target bambini (ultime campagne Supermag e Ninja Turtles) coadiuvata da Tortuga (agenzia creativa legata al gruppo Disney) e da Francesco Raiano (direttore Hasbro Italia per 11 anni). L’operazione si ripeterà a fine anno con il nuovo «I Lunnis e l’Odissea di Ulisse».

8 febbraio 2008

Spunti di riflessione 11 - Grazie a «E-Periscope» le imprese piemontesi parlano inglese


Più che una riflessione questa settimana vi faccio una segnalazione (che però, secondo me, suggerisce molte riflessioni…). In linea con le policies del sistema camerale piemontese volte a favorire la conoscenza delle dinamiche economiche internazionali nei confronti delle imprese e dei vari operatori economici e culturali, Unioncamere Piemonte ha deciso di realizzare «E-Periscope», la nuova rivista trimestrale di informazione economica regionale che guarda all’Italia e al mondo, (udite, udite) redatta esclusivamente in lingua inglese.
La newsletter sarà presentata giovedì 14 Febbraio alle 10.30 al Centro Congressi «Torino Incontra» di via Nino Costa 8 (Sala Sella). Interverranno Renato Viale, Presidente Unioncamere Piemonte; Massimo Deandreis, Direttore Unioncamere Piemonte; e Mike Arcamone, Vicepresidente GM Powertrain Europe.
Gli obiettivi sono davvero interessanti. «La pubblicazione – si legge sulla nota stampa - intende colmare un vuoto informativo presente in Piemonte. E-Periscope si occuperà, infatti, di dati economico-statistici in ambito internazionale, italiano e piemontese, e sarà arricchita da una sezione di marketing territoriale con le notizie per le aziende: nuovi investimenti, accordi commerciali, incentivi e aspetti normativi regionali, news legate all’innovazione tecnologica e spunti di livello internazionale provenienti dalle diverse Camere di commercio».
Nel primo numero vengono analizzate le previsioni sulle dinamiche dell’economia italiana nel 2008, per poi scendere nel dettaglio delle previsioni regionali di medio-lungo periodo, con approfondimenti dedicati al posizionamento del Piemonte sui mercati internazionali e al Contratto d’investimento regionale. La rivista contiene inoltre un’intervista al Vicepresidente GM Powertrain Europe Mike Arcamone e una sezione dedicata alle news provenienti da enti e istituzioni locali. Il naming evoca la potenza dell’esplorazione e dell’aumento di conoscenza che deriva dall’osservazione della superficie quando ci si trova al di sotto di essa. Vuole essere uno strumento a disposizione per orientarsi nel mercato, non solo piemontese, segnalando opportunità e nuove sfide.
E-Periscope, realizzata con il contributo di Intesa Sanpaolo e UniCredit Private Banking e in collaborazione con l’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti Contabili di Ivrea-Pinerolo-Torino e con la Commissione Regionale Abi del Piemonte, è rivolta in particolare agli investitori e agli operatori esteri in Piemonte, oltre che a docenti e professionisti stranieri che operano in Piemonte o che intrattengono relazioni con il mondo produttivo regionale.
La rivista sarà disponibile sia in versione cartacea che on line: sul nuovo sito internet http://www.e-periscope.eu/ (on line dal 14 Febbraio) oltre a poter scaricare la pubblicazione in formato elettronico, saranno presenti ulteriori approfondimenti delle tematiche affrontate. Sarà inoltre possibile riceverla direttamente via mail iscrivendosi alla mailing list ( sempre su http://www.e-periscope.eu/.). Il sito è stato concepito come un vero e proprio luogo di scambio di idee e visioni, poiché ad ogni articolo è associata una “lavagna virtuale” sulla quale i lettori potranno scrivere i propri commenti, suggerimenti e opinioni.
La nostra Chambre ci ha da poco regalato un'utile ed interessante newsletter. Dal Piemonte ci arriva un ulteriore esempio di come questi strumenti possano essere utilizzati per una comunicazione che fa da volàno allo sviluppo.

7 febbraio 2008

Cresce l'impatto dei Confidi valdostani sull'economia

I consorzi valdostani si confermano come uno strumento indispensabile per le Pmi regionali. A dirlo sono i numeri del 2007 (vedi tabella) che confermano un trend in forte ascesa. L’erogato garantito 2007 ha fatto registrare la performance migliore del quadriennio (92,3 milioni) e l’importo globale degli affidamenti ha raggiunto quota 350 milioni contro i 256,48 del 2004. Anche la recente operazione di salvataggio della Rossignol di Verrayes, acquisita dalla Grivel, azienda storica di Courmayeur di proprietà della famiglia Gobbi, leader mondiali nel settore della produzione di attrezzature da montagna - oltre all’intervento di Finaosta attraverso la concessione alla neonata Ski Poles Verrayes Srl di un mutuo decennale di 500 mila euro - ha visto anche l’intervento del Confidi industriali di Federico Jacquin. Sull’impatto significativo sull’economia valdostana dell’attività di garanzia fidi concorda ovviamente anche Andrea Leonardi, presidente di Valfidi. «I dati riferiti al 31 dicembre 2007 - commenta Leonardi - confermano soddisfacenti risultati e sana gestione del Consorzio, in stretta connessione con il tessuto imprenditoriale valdostano. Occorrerà consolidare tale epilogo, per poter affrontare, con una rinnovata strategia di crescita, le nuove sfide del 2008, che vedranno Valfidi – dopo le appena emanate disposizioni del Ministero dell’Economia – approdare, con molta probabilità, alla normativa degli intermediari finanziari (ex art. 107 del Testo Unico Bancario)».
Per Valfidi lo scenario del 107 non sembra così distante. «Bisognerà attendere le disposizioni della Banca d’Italia. Intanto, se si guarda ai volumi realizzati da Valfidi non vi è dubbio che, alla luce del Decreto 9 novembre 2007 (Ministero dell’Economia - Criteri di iscrizione dei Confidi nell’elenco speciale previsto dall’art. 107, comma 1, del D.Lgs. 1.9.1993, n.386) i numeri concretizzati nell’esercizio 2007 pongono il nostro Consorzio nelle condizioni di guardare al futuro con fiducia». Valfidi starebbe infatti per superare la famosa soglia di 75 milioni di affidamenti globali garantiti (attualmente 74,8), oltre la quale dovrebbe diventare possibile l’accesso al 107 e quindi la trasformazione in intermediario finanziario. Il condizionale è d’obbligo perché manca ancora la circolare di applicazione al decreto che dovrebbe sciogliere gli ultimi dubbi. Appare anche mutato il clima tra i confidi valdostani. Se fino ad un anno fa l’adesione a Basilea 2 era avvertito come un obbligo insormontabile gli scenari più recenti hanno indotto alcuni soggetti a ritenere l’approdo al 107 meno conveniente di quanto inizialmente preventivato. Un’incertezza che si è pure riverberata sugli scenari di unificazione - anch’essi un anno fa ormai dati per certi - sulla spinta, allora tutt’altro che emotiva, che le garanzie dei consorzi tradizionali potessero diventare di “serie B”. In questa logica il protocollo d’intesa con fidindustria Biella che doveva portare alla fusione delle due realtà consortili entro il 1° gennaio 2008 è stato messo in stand by dal Confidi industriali fino alla prossima assemblea che si terrà in aprile. Anche il processo regionale di unificazione sembra in un momento di impasse. Pericle Calgaro, presidente di Confidal (albergatori), ritiene che, fatta eccezione per Valfidi, gli altri Consorzi debbano cercare nuovi equilibri «con formule che possano permetterci di operare correttamente anche senza aderire al 107. L’importante è curare il rapporto con gli istituti di credito indipendentemente da Basilea 2 in modo che non ci siano costi aggiuntivi per le nostre aziende». Un ragionamento che non trova in disaccordo Agostino Menzio, consulente del Confidi agricoltori (presieduto da Angelo Lanièce). «Noi non siamo contrari all’unificazione ma l’attuale peso delle nostre pratiche, circa 120 operazioni annue per un valore medio di 10.000 euro, è tale da permetterci di continuare ad operare come abbiamo fatto fino ad ora. Ci è sufficiente lo stanziamento fondi di 30.250 euro messo a disposizione nel 2007 dalla Camera di Commercio per l’abbattimento dei tassi grazie al quale abbiamo ovviato al problema del de minimis”. Pierluigi Genta, presidente del Consorzio “Turismo, servizi e commercio», arriva ad ipotizzare, sulla scorta di quanto già sperimentato in Toscana, la nascita di un ente superiore in 107 cui i confidi regionali si rivolgono per ottenere le garanzie. «Le altre ipotesi di unificazione – conclude Genta – mi possono interessare soltanto se tutti i soggetti hanno una governance paritaria». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 6 febbraio 2008).

6 febbraio 2008

Cogne Acciai Speciali: nessun interesse per Alfa Acciai

«Non abbiamo neppure mai ipotizzato una simile acquisizione. Non so come mai sia stato collegato il nostro nome a questa operazione dove, fra l’altro, erano presenti competitors di livello internazionale». Roberto Marzorati, vicepresidente del Gruppo Cogne Acciai Speciali, la più importante (per fatturato e occupati) azienda valdostana e fra le prime venti del settore siderurgico nazionale, smentisce risolutamente l’intenzione dell’impresa valdostana di candidarsi all’acquisto della Alfa Acciai. Nei giorni scorsi si era infatti diffusa la notizia che per il passaggio di proprietà della storica azienda bresciana, controllata pariteticamente dalle famiglie Lonati e Stabiumi, fossero scesi in campo il colosso Arcelor Mittal, che ha come azionista e consigliere di amministrazione il finanziere Romain Zaleski, il russo Roman Abramovich e la Cogne Acciai Speciali della famiglia Marzorati. Sulla carta un colpo davvero grosso se si tiene conto che l’azienda lombarda, con alle spalle mezzo secolo di vita, ha raggiunto una produzione annua di 2 milioni di tonnellate. In più la concorrenza in campo faceva davvero pensare ad uno scontro Davide contro Golia. «Non ho mai neppure aperto il dossier dell’Alfa Acciai – aggiunge Marzorati – anche perché le future acquisizioni su cui stiamo concentrando il nostro impegno, e di cui è ancora prematuro parlare, non riguardano il mercato nazionale ma quello comunitario e extracomunitario». Di certo l’accostamento dell’azienda valdostana a simili colossi del settore è comunque un indiretto riconoscimento della vivacità dell’impresa. La Cogne sta attraversando un momento estremamente positivo favorita dalla scelta di sviluppare sempre di più prodotti destinati a nicchie di mercato che al momento non presentano segnali di debolezza. L’azienda siderurgica ha infatti chiuso il 2007 con 178 mila tonnellate di prodotti spediti verso clienti ( +1,6% rispetto al 2006), corrispondenti ad un fatturato di 795 milioni di euro (+48,2% rispetto al 2006). «La situazione complessivamente positiva – ha proseguito nell’analisi il vice presidente Roberto Marzorati – ha contribuito a valorizzare i nostri piani di sviluppo e a confermarne la validità. Così, nell’anno in corso proseguirà e si completerà il piano degli investimenti previsto dal progetto triennale Eccellenza Cogne 2008. In particolare, saranno investiti circa 20 milioni di euro per due progetti specifici: la realizzazione della Nuova fucina e l’ampliamento delle lavorazioni meccaniche al PRS che comprende anche l’estensione del relativo fabbricato». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 6 febbraio 2008)

P.S.
Sulla Cogne in Consiglio regionale oggi è andata come avevo anticipato. Partnership non cessione.

Fondazione Crt: il Master dei Talenti Neolaureati accelera la carriera di piemontesi e valdostani

Procter & Gamble, Abn Amro, Lehman Brothers, il gruppo Unicredit ma anche organismi e istituti dell’Onu e dell’Oms: sono solo alcune delle aziende che partecipano all’Edizione 2008 del «Master dei Talenti Neolaureati», presentata ieri a Torino dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino che ha ideato e lanciato il progetto nel 2004. Il bando mette a disposizione 80 borse di perfezionamento destinate a giovani neolaureati degli Atenei del Piemonte e della Valle d’Aosta per integrare il percorso di studi con esperienze di tirocinio all’estero. Un’indagine fatta dalla Fondazione dimostra che questa esperienza lavorativa all’estero si configura come un vero e proprio “acceleratore di carriere”. Il delta retributivo tra un laureato “normale” ed un ex borsista si attesta infatti su un 32% di differenza.
Fra i Paesi di destinazione previsti nel nuovo Bando - accanto alle nazioni europee più familiari come Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Spagna, Belgio – anche mète più inusuali come Polonia, Romania, Russia, Finlandia e Svezia. Ma non mancano offerte in altri continenti: dall’America del Nord e del Sud (Stati Uniti, Cile, Messico, Argentina) all’Africa (Capo Verde, Senegal, Burkina Faso) fino all’Estremo Oriente (Cina e Giappone). Quanto alle sedi di lavoro, non ci sono solo aziende “for profit”, che restano comunque il “cuore” dell’offerta formativa. Quest’anno infatti hanno aderito anche istituzioni culturali di grande prestigio come il Getty Conservation Institute di Los Angeles e il Museo di Storia Naturale di Parigi, centri di ricerca fra i più noti al mondo come il Cern di Ginevra e, ancora, il Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti. Numerose posizioni, infine, sono state messe a disposizione da realtà italiane che non solo hanno radici fortemente legate al Piemonte ma anche un’intensa attività di sviluppo internazionale come Slow Food, l’Editrice La Stampa, Unioncamere Piemonte, Fata, Italdesign Giugiaro Berci, Novamont e altre.
Fra le specializzazioni di studio più richieste per gli aspiranti borsisti 2008 figurano le classiche lauree in Ingegneria, Economia, Giurisprudenza, Scienze Politiche ma anche in ambiti poco consueti o solitamente meno richiesti come Lingue Orientali, Fisica, Architettura, Psicologia, Matematica, Scienze della Comunicazione.
Per l’Edizione 2008 la durata dei tirocini è compresa tra i 6 e i 12 mesi, mentre gli importi mensili lordi delle borse variano tra i 1.400 e i 3.500 euro per un investimento complessivo di 2,2 milioni di euro.
Il bando “Master dei Talenti Neolaureati 2008”, disponibile sul sito della Fondazione CRT (http://www.fondazionecrt.it/) insieme al modulo per la candidatura, contiene tutte le informazioni sul progetto, le indicazioni per partecipare e le schede con la descrizione di ogni singolo stage. I neolaureati hanno tempo fino al 29 febbraio 2008 per inviare la loro candidatura secondo le modalità descritte sul bando.
«Per la nostra Fondazione l’elemento più importante del progetto Master dei Talenti è rappresentato dal fatto che questa iniziativa permette ai vincitori delle borse di sviluppare il loro talento attraverso esperienze internazionali. In questo modo giovani neolaureati possono maturare un bagaglio di esperienze ‘sul campo’ capace di rendere il loro profilo professionale altamente competitivo e allettante per il mercato del lavoro italiano», ha dichiarato il Segretario Generale della Fondazione CRT, Angelo Miglietta. «Questa quinta edizione evidenzia il successo riconosciuto al progetto dal mondo imprenditoriale: alcune aziende sono infatti partner ormai consolidati che hanno potuto apprezzare negli anni l’utilità dei tirocini; altre, realtà di rilevanza internazionale come Lehman Brothers e Procter & Gamble, hanno invece proposto spontaneamente la loro candidatura per l’Edizione 2008».

5 febbraio 2008

Cogne ai Russi? No solo partner commerciali

Nel Consiglio regionale che si riunirà domani la Casa delle Libertà interrogherà il Presidente della Regione o l’Assessore delegato a sapere sul fatto (Bilancio o Attività produttive immagino) in merito alle indiscrezioni, giunte agli interroganti, secondo le quali sarebbero in fase di perfezionamento le trattative per l’acquisto di Cogne Acciai Speciali S.p.A. da parte di un importante gruppo siderurgico russo. Esperti russi starebbero compiendo, da diversi mesi, analisi e sopralluoghi presso gli uffici e i capannoni dello stabilimento aostano. Notizie che, a detta dei consiglieri regionali di opposizione, stanno suscitando qualche comprensibile preoccupazione tra i dipendenti. Tuttavia in base a voci aziendali non ufficiali con i russi in questione si starebbero in realtà imbastendo rapporti commerciali che garantiranno alla Cogne una maggior penetrazione nell’area. Altro che ipotesi di cessione! Sono proprio curioso di vedere cosa risponderà la Giunta a Enrico Tibaldi, Dario Frassy, Massimo Lattanzi e Eddy Ottoz. Del resto la Cogne comincia a farci il callo a queste curiose indiscrezioni. Qualche giorno fa si era diffusa la notizia che la Cogne fosse interessata all’acquisizione della Alfa Acciai di Brescia. Volete sapere se quest’ultima news sia vera oppure no? E soprattutto con chi era in competizione la Cogne? Leggetevi il Sole 24 Ore Nord Ovest di domani nella pagina dedicata alla Valle d’Aosta. Oppure ricollegatevi a questo blog.

Mussino: grazie alla Argol ho assicurato un futuro alla mia azienda

E’ nato in questi ultimi giorni un nuovo sog­getto imprenditoriale che però affonda le sue radici in una tradizione aziendale ben radicata sul territorio valdostano e proprio per questo ce ne occupiamo anche all'interno di questo spazio. Si tratta della Argol­-Mussino.
Roberto Mussi­no, 56 anni, titolare del­ l'omonima società, ha in­fatti ceduto la proprietà dell'impresa di famiglia al­la Argol di Casale Monfer­rato che da diversi anni opera con successo come operatore logistico integra to. In pratica l'azienda pie­montese con 400.000 metri quadri di aree logistiche, due chilometri di raccordi ferroviari, 34 siti operativi e oltre 1000 dipendenti spe­cializzati si propone come interlocutore unico del­l'azienda cliente per la ge­stione dell'intera catena lo­gistica. Oggi Mussino siede nel consiglio di ammini­strazione della Argol-Mussino con l'incarico di svi­luppare i progetti di busi­ness legati al territorio val­dostano. «Si è trattato di una scelta obbligata - spie­ga l'imprenditore valdosta­no - Io non ho figli e dove­vo assicurare un futuro alla mia azienda e ai suoi trenta operai. In passato avevo già rifiutato altre offerte di ac­quisto in quanto non mi davano sufficiente sicurez­za per il futuro. Non volevo che l'acquisizione fosse semplicemente un modo per eliminare un concor­rente».
Non così invece l'accordo raggiunto con Argol. «Ho chiesto come clausola per la cessione dell'azienda - precisa l'im­prenditore - che la Argol spostasse la sede legale del­la sua divisione global moving in Valle d'Aosta e so­no stato accontentato. Un segno evidente della loro buona volontà che mi ha convinto». Un'operazione sicuramente economica­mente virtuosa e che, oltre a proporre sul territorio re­gionale un soggetto più consolidato sul fronte del trasporto del collettame, garantirà alla Valle signifi­cative ricadute finanziarie. In pratica, se la Mussino fatturava circa 3 milioni, la Argol-Mussino garantirà ri­cavi per ben 16. Tredici mi­lioni in più che grazie al ri­parto fiscale porteranno nuove risorse alla Valle. L'azienda, inoltre, intende fortemente radicarsi sul territorio regionale e, in questa logica, segue ad­ esempio con molto interes­se lo studio preliminare di fattibilità, comprensivo di piano industriale, per la riorganizzazione della di­stribuzione delle merci nel centro storico, sul modello del «cityporto» operativo a Padova, commissionato dal comune di Aosta alla Ca­mera di Commercio. «Pos­siamo mettere a disposi­zione di simili iniziative - aggiunge Mussino - il no­stro ricco bagaglio di risor­se e di competenze. E' un progetto a nostro avviso molto stimolante».
II feli­ce momento aziendale non impedisce però al­l'imprenditore valdosta­no, che è pure delegato di Confindustria Valle d'Ao­sta per il settore, di espri­mere le sue preoccupazio­ne per il comparto del tra­sporto merci. Fra i punti dolenti Mussino indica prima di tutto il prezzo del gasolio che ormai incide per il 30% degli oneri di esercizio. «La tanto an­nunciata direttiva sul gaso­lio professionale - osserva Mussino - è infatti ferma da anni. Per non parlare del fatto che le norme eu­ropee si fanno sempre più vincolanti e vanno ad ag­giungersi ad una legisla­zione italiana esagerata­mente farraginosa in quanto stabilisce spesso regole difficili da rispetta­re che hanno un impatto negativo sui già precari conti delle imprese. In un contesto così diventa sem­pre più difficile operare, soprattutto per le aziende di piccole dimensioni». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 6 dicembre 2007)
 

© ImpresaVda Template by Netbe siti web