17 ottobre 2019

Lorenzo Quaccia: con #Altura alla conquista del NordOvest



Questa settimana proponiamo l’intervista a Lorenzo Quaccia, uno dei soci fondatori della società Altura di Verrès. L'intervista dopo essere stata trasmessa da Radio Proposta in Blu è stata pubblicata sul Corriere della Valle.

Altura ha una missione molto particolare...Di cosa si tratta?   
Il nostro obiettivo è quello di valorizzare il pesce d’acqua dolce, un prodotto unico, legato alla montagna troppo spesso dimenticato. Noi vogliamo farlo attraverso la trasformazione per questo abbiamo fondato Altura.

Com’è nata questa passione imprenditoriale?
E’ nata dalla passione per la montagna e per la pesca che condivido con il mio socio. Nel tempo ci siamo resi conto che in Valle d’Aosta nonostante il pesce d’acqua dolce fosse considerato un prodotto tipico non era quasi presente sul mercato. Di qui abbiamo iniziato a fare ricerca e abbiamo capito che poteva essere un mercato che valeva la pena di affrontare.

Voi vi occupate soprattutto della Trota…
In tutte le sue specie. Abbiamo iniziato con la Iridea e adesso stiamo ampliando il catalogo con Fario e Salmerino Alpino.

Voi avete vinto RestartAlp e il Concorso delle pépinières. Siete sostanzialmente una start up promettente. Quali sono i vostri punti di forza? 
Sicuramente il team è il nostro punto di forza. Siamo tre soci di formazioni opposte e assolutamente complementari: io mi occupo della produzione, un altro socio delle analisi del mercato e della comunicazione e di tutte le questioni amministrative e un terzo delle vendite. Altri punti di forza sono la ricerca continua della qualità della nostra materia prima, che selezioniamo da fornitori certificati, allevatori rigorosamente a ciclo chiuso in acqua sorgiva.

In questo momento in azienda di cosa vi state occupando?
Stiamo portando avanti la produzione degli affumicati che abbiamo lanciato a giugno. Si tratta di affumicati a freddo, quindi un affumicatura bassa. E stiamo facendo tanta ricerca per riuscire a lanciare presto nuovi prodotti, come conservati in vaso e precotti. L’obiettivo sono carpioni e prodotti di questo tipo. La produzione avviene tutto l’anno, mentre la commercializzazione ha una sua stagionalità.

La scelta di mastro affumicatore è precedente o conseguente alla nascita dell’azienda?
Sono diventato Mastro affumicatore per creare Altura. Sono comunque legato al mondo della ristorazione da una decina d’anni e sono tuttora sommelier professionista, e finché ci riuscirò avrò un doppio lavoro. Diciamo che il mondo del cibo mi ha sempre affascinato, anche gli aspetti più tecnici. Per questo quando abbiamo deciso di aprire altura ci siamo formati per più di due anni prima di riuscire a concretizzare il progetto di impresa.

E’ una figura professionale rara?
Assolutamente. All’inizio ho dovuto fare delle consulenze ad hoc.

Quali sono state le maggiori difficoltà nell’avviare una nuova impresa?
Consapevoli che ci sarebbero state inizialmente delle difficoltà siamo riusciti a rifinire il tutto. Il problema più grosso è stato l’individuazione della sede. Tutto era pronto, ma eravamo senza sede, ma dopo una lunga ricerca siamo riusciti a trovare il posto adatto.

Quali sono i vostri mercati di riferimento?
Siamo operativi dai primi di maggio. Abbiamo iniziato aggredendo il mercato valdostano e il canavese. Al momento stiamo aspettando il riconoscimento comunitario che ci permetterà entro meno due mesi di poter aggredire tutto il Piemonte per poi andare su tutto il nord ovest. Noi vendiamo soprattutto all’ingrosso, al dettaglio poco a parte un po’ di vendita itinerante: 50 a ristorazione e 50 a gastronomie.

Oltre a voi ci sono altro operatori?
In Valle diamo gli unici. Nel canavese c’è una realtà molto piccola, invece a livello piemontese nella provincia di Cuneo c’è una bella produzione ma limitata al territorio. Realtà come le nostre si fanno fatica ad individuare. Grosse industrie a parte in Lombardia e Trentino ovviamente.

Vi siete dati degli obiettivi? Un cronoprogramma?
Abbiamo un cronoprogramma che come il business plan sarebbe da aggiornare ogni settimana se non ogni giorno mese. Per il momento a breve termine i nostri principali obbiettivi sono quelli di ampliare il catalogo dei prodotti e di riuscire a raggiungere tutte le province piemontesi. Da qui a due anni dovremmo cambiare sede, aumentare la produzione e aggredire le province oltreconfine e tutto il Nord Ovest italiano.

Quindi questo è un tipo di prodotto che potrebbe interessare anche Svizzera e Francia?
Il Lago di Lemano, in Svizzera, ha una bella produzione. Si tratta di tante piccolissime realtà che fanno trasformazione da generazioni. Il mercato francese è invece più facile da aggredire. Aggiungo che nell’arco di quattro anni puntiamo ad avere una filiera completa e quindi oltre che trasformatori a diventare allevatori. I nostri fornitori attualmente sono presenti soprattutto in Piemonte, si tratta di quattro aziende.

Il vostro sogno imprenditoriale?
Il mio sogno era quello di diventare imprenditore, non mi sento ancora tale, ma mi sento molto fortunato per essere riuscito a concretizzare la nostra idea imprenditoriale. Quindi al momento il mio sogno è quello di vedere Altura crescere e affermarsi sul mercato creando anche nuove opportunità di lavoro.

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