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24 gennaio 2014

San Francesco de Sales: Tanti auguri ai #Giornalisti!

Oggi, alle 11, presso la Cappella del Seminario Maggiore parteciperò come Presidente della sezione valdostana dell'Ucsi della Valle d'Aosta alla messa per Saint-François de Sales, patrono del seminario e dei giornalisti, presieduta dal Vescovo di Aosta, Mons. Franco Lovignana. 

La festa ci darà per la prima volta l’opportunità di ammirare  il recente restauro dell’altare dedicato al santo protettore effettuato da Piermauro Reboulaz e che puoi vedere nella foto qui a fianco.

Un carissimo augurio a tutti i colleghi.

31 maggio 2012

I primi 30 anni dell'Ucsi Valle d'Aosta

Una delle foto della mostra
Consentimi un post che esula dall'argomento del blog ma mi riguarda direttamente.

A partire dal 1° giugno (cioè domani), alle 17, fino al 14 giugno presso il Chiostro della Cattedrale (tutti i pomeriggi dalle 15 alle 18), in qualità di Presidente della sezione valdostana dell'Unione cattolica Stampa Italiana, per festeggiare i 30 anni dell'associazione a livello regionale,  ho organizzato con il mio direttivo una mostra fotografica di Mario Rebeschini dal titolo “Io Credo. Alla scoperta della fede e delle nuove chiese arrivate con gli stranieri”.

Inoltre il 1°, l8, il 15 e il 22 giugno, alle 18, presso il seminario maggiore sarà possibile assistere ad una serie di conferenze il cui obiettivo consiste nel riflettere sull’informazione diocesana nelle sue varie sfaccettature – on-line, nazionale, radiofonica e cartacea – oltre che nel conoscere meglio la situazione valdostana dell’informazione e interrogarsi su come i media comunicano la vita della comunità diocesana.

L'iniziativa ha il patrocinio dell'Ufficio diocesano della Cultura e delle Comunicazioni sociali e della Presidenza del Consiglio regionale. Qui puoi trovare qualche informazione in più. 

Ovviamente sei invitato a tutti questi eventi.

24 gennaio 2012

In Festa per Saint-François de Sales

Oggi, alle 11, presso la Cappella del Seminario Maggiore, ad Aosta parteciperò alla messa per Saint-François de Sales, patrono del seminario e dei giornalisti, presieduta per la prima volta da Mons. Franco Lovignana. E a me piace pensare anche dei blogger vista l'attenzione dimostrata da questo santo verso i moderni mezzi di comunicazione. Questa celebrazione è per me molto importante anche come Presidente della sezione valdostana dell'Ucsi (Unione Cattolica stampa italiana) in quanto dà idealmente il via ai festeggiamenti del trentennale della sezione. Ma su questo torneremo più in là con una conferenza stampa ed un post ad hoc.

9 luglio 2010

Libertà d'Informazione? Un Fremito più che il Silenzio

Una giornata di silenzio «per protestare contro il disegno di legge Alfano che limita pesantemente la
libertà di stampa e prevede pesanti sanzioni contro editori e giornalisti che danno conto di fatti di cronaca giudiziaria e indagini investigative». Sono queste le motivazioni addotte dalla Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) per la “giornata del silenzio dell’informazione” in programma oggi 9 luglio. Questo blog non è una testata giornalistica tuttavia mi sembra corretto riflettere sul tema anche da queste colonne digitali. E lo faccio, come già fatto sul Corriere della Valle in edicola in questi giorni, proponendoti un'intervista fatta dal Sir ad Andrea Melodia, presidente dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) di cui condivido toni e contenuti.

La “giornata del silenzio dell’informazione” offre un’occasione che potrebbe essere sfruttata per riflettere e approfondire le tematiche relative alla libertà dell’informazione in Italia?
Non so se una giornata di silenzio possa essere davvero utile, però è certo che c’è motivo per essere preoccupati. Non si tratta di difendere la categoria dei giornalisti, che certo ha le sue responsabilità, ma quando il potere politico attacca indistintamente la stampa c’è da temere per la libertà di informazione, che oggi c’è ma che si potrebbe mettere in discussione. Ci sono legittimi e seri problemi di tutela della privacy,
che possono essere risolti in molti modi ma che non vanno posti sullo stesso piano della libertà di informazione che è un caposaldo della democrazia.

In che modo si può  trovare un equilibrio tra le parti in causa: tutela della privacy, responsabilità dei giornalisti e diritto all’informazione?
Ci possono essere modi diversi di tutelare la privacy ed evitare abusi nelle pubblicazioni. Sono implicate nel problema due categorie, entrambe rilevanti nell’equilibrio dei poteri ed entrambe sotto attacco,
magistrati e giornalisti. Si devono definire meglio obblighi e responsabilità di entrambe le categorie su questo tema specifico, senza esprimere insofferenze o desideri di rivalsa che sembrano nascere da
problemi del tutto diversi. Vorrei che si fosse discusso serenamente, studiando le norme e le prassi di altri Paesi, anziché accanirsi  a inventare prescrizioni che possono rischiare sia di favorire la delinquenza,come i limiti forzosi alle intercettazioni, sia di ostacolare il diritto dei cittadini a essere informati: dico ostacolare perché credo che qualche norma verrebbe presto cancellata per incostituzionalità, ma questo al termine di un percorso confuso e inutilmente conflittuale. Per quanto riguarda i giornalisti, una strada prioritaria mi pare quella della riforma della legge sull’Ordine dei giornalisti, che oggi crea troppi ostacoli nell’applicazione delle norme deontologiche.

L’Ucsi è impegnata nella promozione di un Comitato di Mediaetica ed ha redatto un “Manifesto per un’etica dell’informazione”. Come è possibile dare concreta attuazione ai Codici deontologici e superare alcuni limiti ad essi connaturati?
Noi siamo i primi a denunciare le carenze di etica nell’informazione. Ma l’etica prima ancora che con le norme si difende con la formazione e con le pratiche virtuose. Quando poi non si rispetta la deontologia
devono intervenire, come dicevo, gli organi di autogoverno dei giornalisti, che oggi non funzionano decentemente perché non si riesce a far passare una legge di riforma che sarebbe molto più utile del decreto
anti-intercettazioni. La proposta di un Comitato di Mediaetica, che sarebbe un organo consultivo di alto livello istituzionale, ha suscitato molto interesse ma purtroppo nessuna iniziativa concreta. Il Manifesto,
scritto dal prof. Adriano Fabris e fatto proprio dall’Ucsi, è un decalogo di corretti comportamenti per giornalisti e comunicatori; fa parte delle iniziative culturali e formative necessarie per migliorare la conoscenza di questi problemi nella categoria.

Di fronte a questo scenario, quale contributo può offrire il giornalismo cattolico?
Il giornalismo cattolico ha i numeri per offrire un surplus di onestà intellettuale e di competenza etica, senza pretendere di esserne detentore unico. La rete della stampa e delle radiotelevisioni cattoliche non deve sentirsi estranea a questi problemi, perché si è visto che non basta comportarsi bene per non essere colpiti. Quindi dobbiamo pretendere che tutta la categoria giornalistica venga raggiunta da un fremito di
consapevolezza e responsabilità; e l’imposizione di quello che moltissimi colleghi sentono come un bavaglio,anche se fosse pieno di buchi, non mi pare vada in questa direzione.
 

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