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24 marzo 2011

Calderini & Bucci? L'Opinione di chi era presente in sala

Ero indeciso su cosa scrivere in merito all'intervista pubblica fatta oggi dal sottoscritto a Mario Calderini sul tema «Internet e impresa: il nuovo sistema nervoso dell'economia» e sull'intervento di Enrico Bucci di Biodigitalvalley (le cui slides proporrò a brevissimo), quarto appuntamento dei «Dialoghi dell'innovazione», poi girovagando su facebook e twitter alla ricerca di reazioni mi sono imbattuto nel commento di una giovane partecipante all'iniziativa (Isabella Pivot - classe 1991) e mi è sembrato che l'opinione spassionata di chi era presente in sala potesse valere molto di più di qualunque genere di partigiana pappardella avrei potuto scrivere io.


Te la propongo: «Relatori di grande cultura, con grandissima capacità espositiva che hanno saputo analizzare e spiegare in maniera chiara e semplice gli sviluppi economici permessi dalla diffusione della rete, sempre però in un'ottica realista e a volte critica, in particolar modo rivolta ad una stagnante Italia, che dovrebbe rivolgersi alla ricerca per raggiungere l' innovazione necessaria a far funzionare le nostre imprese. Dommage per gli assenti!».


Se eri presente alla conferenza utilizza lo spazio commenti per dire le tue impressioni.

20 marzo 2011

Mario Calderini: Nuovi schemi per Innovare


Per darti un'idea del relatore che interverrà questo giovedì, il 24 marzo, presso la Pépinière d’Entreprises di Aosta, in via Lavoratori vittime del Col du Mont, 24, all'interno del ciclo «I dialoghi dell’Innovazione», .sul tema «Internet e impresa: il nuovo sistema nervoso dell’economia», ti offro un suo commneto pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 3 marzo 2010, dal titolo «Nuovi schemi per innovare». Il testo è stato scritto quando Calderini era ancora presidente di Finpiemonte.

La concezione di una nuova generazione di strumenti di finanza pubblica a sostegno dell'innovazione non può prescindere dalla considerazione che nel prossimo futuro le risorse disponibili saranno largamente insufficienti a sostenere un impianto politico simile a quello che ha caratterizzato gli anni passati. Ciò in ragione non solo della difficile situazione della finanza pubblica ma soprattutto dell'esaurirsi dei fondi strutturali destinati alle Regioni, così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi, già a partire del 2013.

In particolare, per Regioni che – come il Piemonte – hanno destinato nel passato quinquennio ingenti risorse alle politiche per la ricerca e l'innovazione, in particolare nel settore delle cosiddette clean tech, è indifferibile il problema di concepire un portafoglio di strumenti di intervento più coerente e compatibile con la presumibile futura dotazione di risorse pubbliche. Già in questa legislatura, con la forte concentrazione delle risorse su alcuni grandi progetti innovativi e con l'introduzione del principio di negoziazione diretta tra finanziatore e finanziato, ad esempio attraverso le piattaforme tecnologiche e i poli di innovazione, il Governo regionale ha avviato il processo di progressiva sostituzione dei tradizionali strumenti di finanza agevolata con un portafoglio di strumenti di finanziamento di nuova generazione. Nell'assumere la sua forma futura, tale portafoglio dovrà necessariamente articolarsi lungo due grandi linee d'azione, le forme evolute di partenariato pubblico-privato da un lato e l'utilizzo della domanda pubblica come leva di sostegno all' innovazione dall'altro.
 
Il ricorso al partenariato pubblico-privato prevede la compartecipazione del finanziatore pubblico e di partner privati in progetti finalizzati alla realizzazione di infrastrutture tangibili o intangibili; senza entrare nel dettaglio delle diverse articolazioni specifiche del partenariato, una caratteristica distintiva di tale forma di intervento è
 la volontà della Pa di appropriarsi del valore associato ai progetti di innovazione di cui è finanziatrice. Tale appropriazione, nel caso della ricerca ed innovazione, può avvenire sia attraverso la definizione di un opportuno regime di proprietà intellettuale sui risultati attesi, sia attraverso iniziative imprenditoriali congiunte, tipiche del partenariato pubblico-privato istituzionalizzato, con relativa ripartizione dei profitti attesi: non c'è infatti ragione per cui la Pa, nel ruolo di finanziatrice, si debba dedicare ossessivamente ed esclusivamente al controllo di correttezza della spesa, trascurando invece di rivendicare il proprio legittimo ritorno sui risultati. 

Il ricorso al partenariato pubblico-privato nelle sue diverse forme è quindi auspicabile per almeno quattro ordini di ragioni. Primo, per raggiungere la scala minima di investimento, reclutando risorse private complementari a quelle pubbliche. Secondo, per tutelare nella sua interezza il valore generato dall'investimento di risorse pubbliche, che spesso non si limita alle sole generiche ricadute indirette sulla competitività del sistema industriale. Terzo, per sfruttare virtuosamente la capacità di leadership tecnologica e di indirizzo dei grandi innovatori. Quarto, per innescare un circolo virtuoso tra gli investimenti pubblici in ricerca ed innovazione, i profitti che questi possono generare ed il reinvestimento degli stessi profitti in nuovi
progetti. 

I grandi investimenti in ricerca e innovazione nel settore delle energie rinnovabili rappresentano probabilmente il più importante terreno di sperimentazione per le nuove forme di partenariato pubblico-privato. Al successo di una nuova generazione di politiche e di strumenti di finanziamento è probabilmente legata la capacità della nostra Regione e delle sue imprese di intraprendere e percorrere con successo le traiettorie innovative che conducono alle tecnologie pulite del futuro.
 

17 marzo 2011

Mario Calderini ai Dialoghi dell'Innovazione interverrà sul tema «Internet e impresa: il nuovo Sistema nervoso dell'Economia»

Mario Calderini (Politecnico di Torino)

Giovedì 24 marzo, a partire dalle 17,30, quarto appuntamento, presso la Pépinière d’Entreprises di Aosta, in via Lavoratori vittime del Col du Mont, 24, con «I dialoghi dell’Innovazione». Il tema credo possa essere di grande interesse per te che visiti spesso questo blog: «Internet e impresa: il nuovo sistema nervoso dell’economia». Il relatore sarà il professor Mario Calderini del Politecnico di Torino. Classe 1966 Calderini ha il profilo giusto per aiutarci a riflettere su come internet ha cambiato il modo di fare impresa, sulle nuove opportunità di business create dalla rete e sui (sic) ritardi infrastrutturali che l'Italia sembra non voler affrontare e che rischiano di farci perdere il treno dell'innovazione.

Chi è Mario Calderini?
Nato a Milano, il 23 Maggio 1966 è laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino, ha ottenuto il PhD in Economics presso la University of Manchester.  E’ Professore Ordinario presso il Dipartimento di Sistemi di Produzione ed Economia dell’Azienda del Politecnico di Torino, dove insegna Strategia e Management dell’Innovazione. E’ Vice Direttore della Scuola di Dottorato del Politecnico di Torino e Direttore del IP Finance Institute. I suoi interessi di ricerca si concentrano nel campo dell’economia e del management dell’innovazione, con particolare riferimento alle politiche pubbliche per l’innovazione ed alla finanza per l’innovazione. Ricopre numerosi incarichi in organizzazioni ed istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali. In particolare, dal 2008 è Consigliere di Amministrazione dell’Agenzia della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Diffusione delle Tecnologie per l'Innovazione, siede nell’Advisory Board della European Patent Office Academy, è Consigliere di Amministrazione della Fondazione Torino Wireless e Presidente del Comitato di Distretto Aerospaziale Piemontese. Dal 2005 al 2010 è stato Presidente di Finpiemonte, la finanziaria di sviluppo della Regione Piemonte.

Enrico Bucci (BioDigitalValley)
Di qualità come sempre la testimonianza locale. Interverrà Enrico Bucci, Direttore Scientifico di BioDigitalValley. Si tratta di una giovane azienda innovativa, localizzata nell’incubatore di impresa di Pont Saint Martin, nata due anni fa come spin-off del gruppo RGI. Attualmente sta lavorando alla creazione della piattaforma «ProteinQuest» il cui obiettivo consiste nell' integrare i dati della letteratura scientifica biomedica con vari altri tipi di dati e immagini biomediche, allo scopo di ottenere informazioni rilevanti sulle relazioni tra geni, proteine e malattie supportate da esperimenti di laboratorio, individuare geni target per la scoperta di biomarcatori e lo sviluppo dei farmaci, estrarre le informazioni rilevanti nei vari stadi dello sviluppo clinico, estrarre le reti di proteine e mappare la conoscenza scientifica su determinati argomenti di interesse (istituzioni, autori ecc.). Ma sarà lo stesso Bucci ad illustrarci l'importanza di questa ricerca e, soprattutto, ci spiegherà come  - proprio grazie alla rete - sia possibile che una simile impresa metta radici nella nostra regione.

5 gennaio 2011

I Dialoghi dell'Innovazione: Paola Carrea e Mario Calderini

Secondo post per presentare i vari relatori che parteciperanno al ciclo «I Dialoghi dell'innovazione 2011». Ce ne saranno ancora altri tre.

3 marzo 2011 ore 17.30
Pépinière d’Entreprises Espace Aosta
L’auto del futuro
Paola Carrea - Magneti Marelli

Il relatore
Paola Carrea
Laureata in Ingegneria Elettronica, è responsabile della linea di prodotti telematici e Consumer Electronics, Ricerca e Sviluppo, Marketing & Sales e relatività del prodotto nell’intero ciclo per la Magneti Marelli - Electronic Sistems. Ha lavorato al Centro Ricerche Fiat come responsabile della Business Line Advanced Technology for Mobility and Safety. Per il Gruppo Fiat è il riferimento sui temi della telematica e della sicurezza preventiva e cooperativa, occupandosi di innovazione tecnologica e sistemica dall’idea alla fattibilità e, in alcuni casi, al prodotto (es. Blue&Me). Promotrice di molti progetti di ricerca nazionali e internazionali, da alcuni anni sta lavorando sul territorio piemontese a progetti d’infomobilità e infologistica.

Il tema
L’auto diventa sempre più un computer con le ruote, disseminato di sensori e connesso in rete. Guida satellitare, radar anticollisione, paraurti salva-pedone sono alcune realtà nate dal matrimonio tra meccanica, elettronica e telecomunicazioni. Il traguardo finale sarà una vettura che dialoga in permanenza con la strada, a vantaggio della sicurezza e del comfort. Con gli sviluppi dei nuovi hardware e software standardizzati in una piattaforma aperta, e con l’imporsi del GSM, l’auto offre ora servizi di sicurezza, infomobilità e intrattenimento al guidatore e ai passeggeri ed è essa stessa un sensore dinamico per raccogliere dati riguardanti l’infrastruttura che la circonda. Il concetto di piattaforma permette di aprire il design e lo sviluppo a diversi attori come accade con le applicazioni software basate su un sistema operativo che tiene conto dell’hardware e quindi anche dell ’automobile. Nascono così collaborazioni tra la Microsoft e la Magneti Marelli impensabili fino a qualche anno fa.

La testimonianza locale
Automobili che comunicano e scambiano dati con la strada e con gli altri veicoli. Questa, a sentire i ricercatori del settore è la nuova frontiera della sicurezza stradale e dell’effi cienza, sempre desiderata e mai ottenuta, del traffico. Si chiamano «Cooperative Systems» e grazie alle tecnologie di comunicazione «wireless», alla crescente presenza di elettronica nelle auto, sono chiamati a favorire una condotta di guida più sicura, una riduzione di consumi ed emissioni, un maggior confort; i Cooperative Systems prevedono lo scambio di informazioni e l’interazione tra le auto in movimento ed i sistemi fi ssi di terra . In questo spicchio di futuro molto promettente si innesta il consorzio valdostano Sistra che ha sviluppato un sistema per la gestione delle “Barriere Intelligenti”, in grado di rilevare eventi anomali di traffi co (code, congestioni, verso), ambientali (ghiaccio, nebbia) e fi sici (urti, pieghe). Uno dei prototipi più interessanti, già pronto per essere introdotto sul mercato, si basa su una tecnologia innovativa messa a punto da questa giovane azienda valdostana. Il sistema «Wrong Way Driver» ha lo scopo di proteggere gli utenti delle autostrade da chi, creando pericoli per se e per gli altri, «guida in contromano». Il sistema denominato REDWINE verrà installato dall’ATI Astaldi-Impregilo in Calabria, distribuito lungo tutta la nuova statale 106 Ionica di circa 39 km e svilupperà tutte le suddette prestazioni, compresi il segnalamento tempestivo di allerta mediante LED e l’integrazione con l’impianto di illuminazione stradale per l’ottimizzazione del consumo energetico.


Mario Calderini
24 marzo 2011 ore 17.30
Pépinière d’Entreprises Espace Aosta
Internet e impresa: il nuovo sistema nervoso dell’economia

Il relatore
Laureato in Ingegneria Meccanica ha conseguito il PhD in Economics presso la University of Manchester. E’ Professore Straordinario presso il Dipartimento di Sistemi di Produzione ed Economia dell’Azienda del Politecnico di Torino, dove insegna Strategia e Management dell’Innovazione. E’ inoltre Vice Direttore della Scuola di Dottorato del Politecnico di Torino e responsabile scientifico della Summer School in Management of Innovation dell’Alta Scuola Politecnica dei Politecnici di Milano e Torino. I suoi interessi di ricerca si concentrano nel campo dell’economia e del management dell’innovazione, con particolare riferimento alle politiche pubbliche per l’innovazione, allo studio delle determinanti dell’attività innovativa delle imprese, al finanziamento dell’innovazione e all’utilizzo strategico della proprietà intellettuale. Dal 2005 è Presidente di Finpiemonte.

Il tema
L’economia procede in modo discontinuo, con fasi di sviluppo più o meno prolungate, collocate soprattutto in periodi in cui si siano manifestate innovazioni significative nel tipo di beni prodotti. Ma l’innovazione non riguarda solo i beni in sé, ma il loro costo e la loro effettiva disponibilità. Le reti d’interconnessione tra computer sono operative almeno dall’inizio degli anni ’70; dal punto di vista economico, l’innovazione di Internet è stata sia la riduzione senza precedenti dei costi d’accesso, sia la maggiore semplicità e intuitività nell’uso. Ne sono derivati prodotti nuovi o nuovi modi di produrre beni già ben sperimentati; ne sta derivando un profondo ripensamento dell’organizzazione produttiva nelle imprese di tutto il mondo. Può anche scaturirne una migliore distribuzione nel mondo degli accessi alla conoscenza e alla comunicazione, come grande occasione di uguaglianza.

La testimonianza locale
In prima linea nella ricerca contro il Parkinson è questa la mission di ProteinQuest, la nuova piattaforma per il discovery farmaceutico e biomedicale realizzata da BioDigitalValley, giovane azienda innovativa, localizzata nell’incubatore di impresa di Pont Saint Martin, nata due anni fa come spin-off del gruppo RGI. ProteinQuest integra i dati della letteratura scientifica biomedica con vari altri tipi di dati e immagini biomediche, allo scopo di ottenere informazioni rilevanti sulle relazioni tra geni, proteine e malattie supportate da esperimenti di laboratorio, individuare geni target per la scoperta di biomarcatori e lo sviluppo dei farmaci, estrarre le informazioni rilevanti nei vari stadi dello sviluppo clinico, estrarre le reti di proteine e mappare la conoscenza scientifica su determinati argomenti di interesse (istituzioni, autori ecc.). L’impresa proprio in questi ultimi mesi ha ottenuto un importante traguardo: cioè è stato validato un nuovo modo ed originale di individuazione di potenziali marcatori diagnostici per le malattie grazie unicamente l’utilizzo di strumenti informatici di analisi della letteratura scientifica mondiale. ProteinQuest permette di scoprire nuovi biomarcatori diagnostici e terapeutici che aiuteranno ad abbreviare i tempi della ricerca farmacologica.
 

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