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15 luglio 2016

#Birra & #Birrifici: Nuova sede per la #Chaco (video)



L’Assessore alle attività produttive, energia e politiche del lavoro Raimondo Donzel in una nota esprime «soddisfazione per l’insediamento dell’iniziativa imprenditoriale Chaco S.r.l., che evidenzia come la capacità di fare impresa dei valdostani possa valorizzare importanti stabilimenti che da anni erano sottoutilizzati, grazie alle positive collaborazioni con Vallée d Aoste Structure».

Mi permetto di condividere questa soddisfazione anche con una segnalazione un po' autoreferenziale. La Chaco è stata una delle aziende protagoniste della prima puntata di Under 35 la trasmissione che ho realizzato per Rai3Vda. In merito ti propongo il video. Parlo di loro a partire dal quindicesimo minuto. Buona visione



  Notizie sulla Chaco
 La società costituita nel novembre 2009 ha iniziato l’attività di produzione di birra nel luglio 2010. L’attività di birrificio artigianale con il marchio Les Bières du Grand St. Bernard è stata insediata nella Valle del Gran San Bernardo, in un’unità sita nel Comune di Etroubles, tuttora sede operativa dell’azienda.
L’azienda in esame produce birra artigianale, prodotto che si realizza con 4 ingredienti: acqua, malto d'orzo, luppolo e lievito. L’attività concerne la produzione di birra artigianale, che per definizione deve essere cruda, vale a dire non pastorizzata. La gamma di birre proposte, che comprende le principali tipologie birrarie, è rivolta ad un pubblico che cerca un prodotto artigianale, originale, legato al territorio, che ne giustifica la fascia di prezzo medio alta.

L’attività è stata inizialmente indirizzata al mercato regionale, con fatturati in continua crescita. Nel secondo semestre 2015 il mercato è stato ampliato, in un primo momento all'Italia e, successivamente, all'estero (Svizzera). Al 31 marzo 2016 è stato riscontrato un incremento del volume d’affari del 33% rispetto ad analogo periodo 2015.  La birra artigianale, infatti, registra un incremento notevole, sia produttivo, sia qualitativo e i microbirrifici diventano sempre più aziende solide, con fatturati in crescita. I margini di crescita si devono al raggiungimento di una maggiore efficienza in fase produttiva e a un’effettiva capacità di collocare volumi più ampi sul mercato. La birra artigianale italiana oltreconfine è sempre più apprezzata e le esportazioni all’estero sono in aumento.

«Con il trasferimento dell'attività nella sede di Gignod (immobile GND01),  - si legge ancora nella nota - l’azienda Chaco S.r.l. avrà a disposizione aree idonee per impostare al meglio il processo produttivo, installare impianti di dimensioni maggiori, aumentare il livello di automazione, realizzare un laboratorio per il controllo della qualità ed ottimizzare la logistica».

20 febbraio 2014

#Under35: Prime riprese presso la #Chaco di Etroubles


Ho iniziato oggi con Luca Bich e Ester Mira dell'Eubage le riprese per un nuovo progetto televisivo dedicato agli imprenditori Under 35.


 Anche questa volta come già fatto per Startuppers ti propongo un dietro le quinte fatto di tre mini-video realizzati dal sottoscritto con l'Ipad e qualche istantanea.



Protagonista Stefano Collé, titolare con Remy Charbonnier, della Chaco di Etroubles  che sicuramente conoscerai come azienda produttrice de «Les Bières du Grand-Saint-Bernard».



Dove e quando potrai vedere Under 35? Lo saprai prossimamente...



13 dicembre 2013

Stefano Collé (Bières du Grand Saint Bernard): «Punto alla #birra a chilometro zero»

Stefano Collé
Intervista a Stefano Collé  socio fondatore dell’azienda Les Bières du Grand Saint-Bernard. 

Con Remy Charbonnier avete dato vita alla Chaco. Come nasce questo vostro sodalizio?
Innanzitutto da un’amicizia precedente e poi dalla passione per la birra e i sapori.

Come sta evolvendo la vostra azienda?
Noi abbiamo avviato l’attività nel luglio 2010. Sono tre anni e mezzo in questo momento. L’azienda cresce costantemente con una aumento annuale della produzione del 30-40%. Dato il periodo possiamo dire che stiamo crescendo bene. Il marchio si sta diffondendo.

Quante birre producete attualmente e quali sono i vostri obiettivi per il futuro ?
Produciamo sei tipologie di birre e dovrebbero rimanere queste anche per i prossimi anni anche perché per un birrificio si tratta di una offerta sufficientemente variegata. Il nostro dimensionamento ideale è intorno al doppio della produzione attuale che si aggira intorno agli 800-900 ettolitri. Non possiamo però per ora fare previsioni. E’ un obiettivo che può essere raggiunto in uno come tre anni.

Ho notato che producete piccoli numeri per tanti tipi di birra. Solitamente i micro birrifici orientano le loro produzioni su un catalogo meno ampio. O mi sbaglio…
Non direi. I birrifici in Italia propongono normalmente dai sei a sette qualità di birra più o meno costanti durante l’anno a seconda anche del territorio. Si cerca comunque di andare a cercare i gusti delle persone. Proporre più tipologie creerebbe problemi a livello gestionale.

Avete avuto dei riconoscimenti in merito al vostro operato?
Ci sono tantissimi concorsi. A livello nazionale c’è quello di birra dell’anno che raggruppa un po’ tutti i birrifici italiani. A livello europeo, internazionale possiamo dire che ce ne uno ogni 15 giorni. Noi però non abbiamo partecipato a nessuna di queste selezioni in quanto siamo più concentrati sulla Valle d’Aosta.

Come curate la commercializzazione del prodotto?
Vendiamo il 95% della nostra produzione in Valle d’Aosta. Ci appoggiamo ad una azienda di distribuzione anche perché, secondo noi, c’è ancora tanto mercato da sviluppare in Valle d’Aosta. Noi in questo momento non abbiamo neppure l’1% del mercato regionale. Ci sono ancora grandi spazi.

Le birre artigianali sono una nicchia di mercato destinata a consolidarsi? Non c’è il rischio della moda passeggera?
E’ un mercato in forte crescita. Poi bisogna intendersi. Noi proponiamo birra artigianale non estrema da consumarsi in ogni occasione. Altre birre artigianali molto più particolari stanno facendo fatica. Il mercato è difficile. Se proponi soltanto prodotti di nicchia corri grossi rischi. Noi ad esempio proponiamo birre sulla base di quelle più diffuse, da bar, da spina o anche sullo stile dei birrai inglesi. Non sono prodotti di ristorazione tanto per capirci. Vogliamo evitare di copiare il vino.

Avete anche utilizzato la legge per l’imprenditoria giovanile. Al di là del sostegno economico di cos’altro ha bisogno un giovane imprenditore per dare gambe alla sua idea imprenditoriale?
Un giovane imprenditore deve avere prima di tutto idee più che chiare in quanto il mercato è molto difficile, soprattutto in questi periodi dove si guarda tutto a partire dal prezzo. Di conseguenza  se offri un prodotto un po’ più caro devi sapere cosa vendi. D’altra parte bisogna anche intercettare la fiducia di chi compra ed è ciò su cui si fa più fatica anche con un buon prodotto. Bisogna creare interesse nella popolazione per questo puntiamo sulla Valle in quanto è più facile creare il rapporto.

Una novità da annunciare a livello imprenditoriale?
La novità più importante è sicuramente quella di cercare di coltivare orzo in Valle d’Aosta. E’ difficile trovare terreni ma per il 2014 confidiamo di avere già dei terreni coltivati.

Oltretutto proprio nella zona dove sorge il vostro birrificio, cioè Etroubles, se non ricordo male c’era una tradizione di coltivazione dell’orzo…
Sì era una vallata dove si produceva tanto cereale e anche per la famosa birreria Zimmerman, azienda particolarmente attiva tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Idealmente proviamo a ricollegarci a quella tradizione che in Valle si era un po’ persa. Creare poi una filiera corta permette di legarsi al territorio.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Direi che il nostro sogno si sta già un po’ realizzando. L’altro sogno sarebbe poi quello di fare impresa in un paese in crescita. Io sono 12-13 anni che lavoro ed ho sempre sentito parlare di crisi.



5 dicembre 2013

Venerdì 6 dicembre Anna Maria Merlo (#Economia solidale) e Luigino Vallet (Fondazione Comunitaria) ospiti a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore, ti ricordo per Venerdì 6 dicembre l'ottavo appuntamento con «ImpresaVda»,  alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora domani Venerdì 6 dicembre, sempre alle 9,35 per la puntata numero 134.   Avrò come ospite Anna Maria Merlo, docente di Economia solidale e gestione delle aziende non profit presso l’Università della Valle d’Aosta e Luigino Vallet, presidente della Fondazione ComunitariaNel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 29 novembre a Stefano Collé (Les Bières du Grand-Saint-Bernard), la versione cartacea è disponibile anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola domani.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.
 

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