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15 ottobre 2013

Sul bilancio regionale (in calo del 15-16%) il dibattito tra maggioranza e opposizione si fa incandescente


E’ cominciato con il confronto politico il calendario degli incontri che il Governo regionale, rappresentato dal Presidente Augusto Rollandin e dall’Assessore al Bilancio, Finanze e Patrimonio Mauro Baccega, ha in programma per oggi, martedì 15 ottobre, e domani. Incontri nei quali il Governo presenterà la situazione finanziaria della Valle d’Aosta e darà il via al dialogo per dare vita ad un bilancio 2014 «che meglio risponda alle esigenze dei vari comparti economici e sociali».

Nella sala commissioni del primo piano, l’Assessore Baccega e il Presidente Rollandin hanno incontrato in mattina i capigruppo del Consiglio regionale e i rappresentanti della II Commissione presieduta da Leonardo La Torre. Ai rappresentanti di maggioranza e minoranza sono stati illustrati gli obiettivi a cui vuole concorrere il documento finanziario e, in particolare, le linee che Il Governo regionale sta seguendo per arrivare al documento finanziario di previsione per il 2014.

A tracciare le premesse della situazione contabile è stato il Presidente Rollandin: «E’ una situazione di incertezza quella in cui ci stiamo al momento muovendo. Incertezza dovuta alle notizie della manovre in corso per la legge di stabilità che verrà discussa nel pomeriggio a Roma».

Il Presidente ha poi analizzato quali sono, a suo avviso,  i condizionamenti a cui deve essere sottoposto il prossimo bilancio regionale: «prima di tutto - ha spiegato - i fondi supplementari richiesti alle Speciali, con un decreto che ci è stato notificato ieri e che noi impugneremo ma che al momento esiste e parla di un contributo al debito pubblico nazionale che spetta alla Valle d’Aosta di 109 milioni di euro. E ancora l’applicazione del federalismo fiscale, per il quale dal Governo non abbiamo più avuto anche se richiesto più volte un confronto. Così come una revisione delle normative sugli interventi regionali, per i quali è necessario un cambio di indirizzo che deve tradursi nella filosofia che i contributi dovranno essere mantenuti solo laddove solo l’unica soluzione per dare sostegno all’economia, come nel caso dell’agricoltura».

Ad addentrarsi nelle cifre e nell’analisi tecnica è stato l’Assessore Baccega: «Sulla base delle ultime notizie del decreto dell’11 ottobre, ma soprattutto alla luce di un percorso di restringimento delle risorse cominciato nel 2008, fatto di continue manovre finanziarie contenitive da parte dei vari Governi nazionali che si sono succeduti, la Valle d’Aosta potrà contare per il 2014 di un bilancio pari a un miliardo 71 milioni di euro, che significa un decremento degli impegni pari al 15-16 per cento. Sulla base di queste risultanti stiamo elaborando un percorso che passa attraverso la definizione di priorità. Per il Governo regionale le priorità sono da individuarsi nel sociale, negli interventi per le famiglie meno abbienti, nella riproposizione delle misure anticrisi, nel sostegno al lavoro e all’agricoltura. Il bilancio regionale ha una ingessatura di 870 milioni di euro che derivano dalle spese per il personale, per la sanità e per la scuola. Sono spese incomprimibili. Tra le strategie che stiamo quindi valutando è un’analisi sugli utili delle partecipate e su un loro eventuale utilizzo».

Durissimo il commento delle forze di opposizione affidato ad una nota congiunta di tutti e quattro i gruppi di minoranza:

«
I gruppi consiliari Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, PD-SinistraVdA e Movimento 5 Stelle hanno appreso oggi, martedì 15 ottobre 2013, nel corso dell'incontro con il Presidente della Regione e dell'Assessore al bilancio e finanze, i dati devastanti del bilancio di previsione 2014.
La situazione è molto più grave di quanto si sia lasciato intendere in questi mesi ed è il segno di una politica di governo priva di lungimiranza e di capacità di negoziazione con lo Stato, proseguita anche in questo periodo malgrado le criticità da noi evidenziate. La parabola discendente iniziata nel 2009 non è stata affrontata per tempo con la necessaria riorganizzazione di un sistema che è ormai drammaticamente giunto al collasso e di cui questa maggioranza deve accollarsi tutte le responsabilità. Adesso che tutto cola a picco è tardivo e furbesco che qualcuno cominci a invocare le larghe intese, nella logica del "mal comune mezzo gaudio".
Le forze di minoranza faranno fronte alla situazione proseguendo con l'operazione verità iniziata e lavorando al contempo per una nuova gestione più adeguata alla gravità del momento
».

Gli incontri sono poi proseguiti nel pomeriggio con l’audizione al Celva, cui hanno fatto seguito le riunioni con i rappresentanti delle associazioni degli imprenditori e delle parti sociali e, in conclusione di giornata, con le organizzazioni sindacali confederali.

Per domani mattina, mercoledì 16 ottobre, è stata invece convocata la riunione plenaria con i Sindacati e le Associazioni di categoria per discutere l’adozione delle misure anticrisi che la Regione, come per gli anni passati, ha intenzione di adottare per continuare a dare un sostegno alle famiglie valdostane nell’affrontare il perdurare della crisi economica.

21 maggio 2013

Programmi elettorali & Economia (3): Alpe, Partito Democratico e Union Valdôtaine Progressiste

Tocca ora ai temi economici del programma della coalizione Alpe, Partito Democratico e Union Valdôtaine Progressiste. 


LAVORO ED ECONOMIA

· Ricondurre tutti gli investimenti pubblici e/o sostenuti da risorse pubbliche al principio di sostenibilità (finanziaria, amministrativa, gestionale, ambientale).

· Favorire gli investimenti per la ricerca, l’istruzione e la formazione, le nuove tecnologie e l’innovazione quali fattori indispensabili per la competitività delle imprese.

· Salvaguardare il tessuto del piccolo commercio al dettaglio, il quale rappresenta un fondamentale servizio di prossimità nelle valli e un fattore di vitalità e attrazione nei centri più grandi, evitando nuovi insediamenti della grande distribuzione.

· Sostenere gli investimenti e i redditi delle imprese, incentivando il miglioramento qualitativo delle attività economico imprenditoriali (turismo, artigianato, agricoltura, ecc.) e favorendo la nascita di produzioni e servizi di eccellenza, competitivi e innovativi, in grado di creare valore aggiunto e di migliorare l’attrattività della Valle d’Aosta per nuove imprese e nuovi investimenti.

· Promuovere politiche, strumenti e risorse mirati e specifici per lo sviluppo economico e sociale delle aree più deboli e marginali del territorio valdostano, incoraggiando il policentrismo economico e valorizzando le risorse naturali, culturali e professionali di tali aree.

· Agire rapidamente per avviare un vero processo di semplificazione e sburocratizzazione delle procedure amministrative gravanti sulle imprese e sui cittadini.

· Mantenere il tessuto industriale valdostano e le sue eccellenze, rilanciando al contempo le politiche insediative, a partire dal popolamento degli immobili inutilizzati e degli incubatori d’impresa, in coerenza con le vocazioni produttive della regione e garantendo opportuni sbocchi insediativi e adeguate condizioni operative alle imprese post-incubate.

· Valorizzare e tutelare il tessuto delle imprese artigiane valdostane, operando a favore di una pronta ripresa produttiva e, quindi, del mantenimento dei posti di lavoro del settore.

· Rivedere il numero e l’attuale configurazione delle imprese partecipate regionali, riorganizzarle e renderle più efficienti e razionali, migliorandone la produttività.

· Favorire l’accesso al mondo del lavoro attraverso metodi che premino le capacità e i meriti, pongano attenzione ai giovani, evitino la precarietà e siano svincolati, con regole certe, da qualsivoglia logica clientelare o di appartenenza politica.

· Stabilizzare progressivamente i precari e dare maggiori garanzie per il lavoro stagionale.

· Predisporre un piano di politiche del lavoro orientato all’inserimento dei giovani, alla creazione di nuove opportunità lavorative per i disoccupati e tendendo ad un sistema che offra possibilità occupazionali per tutti.


LE GRANDI OPERE 

· Riconsiderare l’opportunità, la dimensione e gli utilizzi delle grandi opere strutturali e infrastrutturali allo scopo di liberare risorse da destinare a piccoli investimenti diffusi, utili al sostegno dell’occupazione, delle imprese e delle comunità locali. In particolare:

Aeroporto: operare per una soluzione che ne permetta l’uso immediato, con il rilancio delle vocazione sportiva e turistica dello scalo e con una particolare attenzione alla sostenibilità economica del volo civile.

Università: rivedere il progetto del contenitore, definendo prioritariamente i “contenuti”, orientando le scelte verso una Università che diventi centro di eccellenza, con un’offerta formativa originale, di alta qualità e/o legata al territorio (Università di montagna), in grado di attrarre studenti italiani e stranieri.

Area megalitica: garantire la realizzazione di un primo stralcio funzionale finalizzato all’apertura al pubblico dell’ala nord, con l’inserimento del sito archeologico all’interno del sistema beni culturali valdostani, garantendo così una prima fruizione a favore di un pubblico pagante.

Ospedale: revisionare il progetto per una migliore razionalizzazione dell’opera nell’ambito di una complessiva riorganizzazione della sanità valdostana.

Casinò: rilanciare il ruolo della casa da gioco, in sinergia e non in concorrenza con l’offerta turistica e commerciale di Saint-Vincent e della Valle d’Aosta.

ISTRUZIONE E CULTURA

· Creare una rete diffusa di relazioni tra il mondo della formazione, dell’istruzione e dell’Università e il mondo delle imprese e del lavoro, in modo da favorire l’incontro di domanda e offerta di competenze e produrre concrete opportunità occupazionali.


AMBIENTE, AGRICOLTURA E TERRITORIO

· Favorire la crescita delle aziende e contrastare il processo di abbandono dell’attività agricola, la quale rappresenta un presidio fondamentale per la prevenzione dei rischi idrogeologici e per la corretta gestione del territorio e, contestualmente, favorire le pratiche agro-ambientali, l’agricoltura biologica e l’agricoltura sociale, le filiere corte e il turismo rurale.

· Conservare la biodiversità e la naturalità dell’ambiente montano mediante adeguate politiche conservative e limitando il consumo di suolo a fini edificatori.

· Investire in misura importante nello sviluppo della green economy, delle energie rinnovabili e definire le linee-guida per uno sfruttamento più equilibrato e sostenibile delle risorse idriche a fini idroelettrici.

· Realizzare un sistema di gestione dei rifiuti basato sulla loro riduzione, sul recupero di materia, sull’incremento della raccolta differenziata, a partire dalla frazione umida, e su sistemi di trattamenti a freddo della frazione indifferenziata, nel pieno rispetto delle normative vigenti.

· Gestire con attenzione la risorsa idrica, in un più corretto equilibrio tra il suo sfruttamento per usi potabili, irrigui ed energetici e la sua funzione ecologica e di mantenimento degli habitat e degli ecosistemi.

TURISMO E TRASPORTI

· Favorire la diffusione e la diversificazione dell’accoglienza turistica di alto livello qualitativo, anche attraverso nuovi investimenti ed efficaci azioni di marketing e formazione professionale.

· Sostenere lo sviluppo turistico in un’ottica di filiera integrata con l’agricoltura, l’artigianato e il territorio, incoraggiare il turismo di prossimità e la messa in rete degli attori del settore.

· Migliorare l’accessibilità alla nostra regione, in particolare investendo sulla struttura della ferrovia (attraverso il raddoppio selettivo dei binari e l’elettrificazione), compresa la tratta Aosta – Pré St Didier (attraverso una sostenibile riconversione ad un uso turistico) operando per la riduzione delle onerose tariffe autostradali e dei trafori e, sul piano locale, migliorando, coordinando e razionalizzando il sistema dei trasporti di vallata (servizi a chiamata, mezzi più piccoli, ecc.), incoraggiando la mobilità urbana con mezzi pubblici alternativi all’automobile e favorendo lo sviluppo delle autostrade informatiche per colmare il digital divide.

22 settembre 2012

Appalti pubblici: Alpe dice no all'innalzamento a un milione di euro senza gara d'appalto




Era stato uno dei punti fermi di ALPE nel momento di approvare il bilancio 2012-2014: no all'innalzamento a un milione di euro dell'importo dei lavori affidabili senza gara d'appalto. 

«La normativa europea in materia di appalti pubblici, recepita dallo Stato italiano», ricorda il vicepresidente Albert Chatrian, «prevede che si debbano garantire metodi di aggiudicazione aperti e concorrenziali a prescindere dagli importi a base d’asta, anche per beneficiare di offerte più vantaggiose (e assicurare un uso più efficiente del denaro pubblico) e prevenire la corruzione e i favoritismi. Nel 2011, però», osserva Chatrian, «soltanto 10 interventi compresi nel piano lavori di importo inferiore a un milione di euro sono stati affidati mediante procedura aperta. Desideriamo dunque riportare il tema all'attenzione dell'Assemblea regionale, con un'interpellanza che abbiamo depositato oggi (cioè il 21 settembre ndr). Ci sembra giusto dare a tutte le aziende le stesse possibilità di partecipare ai bandi e non affidare i lavori e le forniture in maniera diretta e discrezionale. Chiediamo dunque se le strutture competenti stiano dando finalmente piena attuazione alla normativa europea e se è intenzione del Governo regionale elaborare linee guida operative per il rispetto dei principi che abbiamo ricordato».

Sull'argomento mi interessa conoscere il tuo parere. Non esitare a scrivere




3 luglio 2012

Casa da Gioco: Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Ormai anche sui numeri riesce difficile dire qualcosa di definitivo. O così sembrerebbe, soprattutto quando si parla di Casa da Gioco.


Lunedì 2 luglio. Comunicato stampa di Alpe


Siamo al giro di boa del 2012 e il Casinò di Saint-Vincent perde quasi 8 milioni di introiti lordi rispetto allo stesso periodo del 2011. Un calo del 17% che stride fortemente con le dichiarazioni trionfalistiche del Presidente Rollandin, che tre mesi fa descriveva la Casa da Gioco come la “maglia rosa” fra quelle italiane, giustificando il calo di inizio anno con tre settimane di temperature polari nel mese di febbraio. Il caldo di luglio potrebbe essere la prossima giustificazione per i dati negativi, ma intanto la situazione appare sempre più compromessa. I valdostani e gli 800 dipendenti hanno il diritto di conoscere come stanno davvero le cose. Per fortuna che “les comptes n'ont jamais été aussi positifs”, come ebbe modo di osservare il Presidente Rollandin a inizio anno. Infatti, il giorno che il Governo regionale dovesse ammettere che le cose vanno male saremmo davvero prossimi al baratro. Ci deve essere un cambio drastico di direzione, iniziando col valorizzare le professionalità interne in maniera meritocratica, tenendo conto delle competenze, ma soprattutto va rivista interamente la governance di tutta la Casa da gioco.
Il rilancio pare rimandato al completamento dei lavori di recupero del Grand Hôtel Billia e delle sale da gioco. Ma con i dati degli incassi così negativi, il rischio è che l'azienda abbia serie difficoltà per pagare i debiti contratti.


Luca Frigerio, amministratore unico della Casa da gioco di Saint-Vincent
Martedì 3 Luglio. Comunicato Casa da Gioco (non è integrale - Ti risparmio i riferimenti agli eventi e al nuovo sito WEB del SAINT-VINCENT Resort & Casino)


Migliora il trend dei proventi lordi di gioco registrati al Casino de la Vallée di Saint-Vincent nel secondo trimestre del 2012. Gli introiti sono stati complessivamente pari a Euro 18.620.907,00 con una flessione dell’11,57% rispetto allo stesso periodo del 2011. Il dato di cui sopra evidenza un recupero rispetto al primo trimestre dell’anno alla chiusura del quale lo scostamento sul 2011 era risultato pari al 20,99%. Con riferimento al budget lo scostamento del conto economico della Società, al 31 maggio, è pari a 890 mila Euro, le previsioni formulate per l’anno 2012 tenevano ovviamente conto della ridotta operatività che sarebbe derivata dai lavori di ristrutturazione, situazione che perdurerà sino alla fine del 2013. Alle succitate difficoltà operative, che logicamente limitano l'offerta, sia alberghiera, sia di gioco, si è aggiunta la straordinaria crisi economica che sta caratterizzando il periodo accompagnata da una contrazione dei consumi sicuramente senza precedenti.
Per quanto riguarda le presenze, nel trimestre di riferimento, sono state pari a 130.871 con un calo rispetto al 2011 del 10,49%, ma con un leggero recupero (1,69%) rispetto al primo trimestre 2012.
Il confronto sull’andamento della quota di mercato si rivela ancora positivo, la stessa è cresciuta nei primi 6 mesi del 2012 attestandosi al 23,64% (+1,07% rispetto allo stesso periodo del 2011). Il Casinò di Saint-Vincent si sta comportando meglio rispetto alle altre Case da gioco italiane e a quelle che operano sui confini. La Casino de la Vallée S.p.A. è stata l’unica società a chiudere il bilancio 2011 in utile, un traguardo che genera effetti benefici sulla liquidità a disposizione dell’azienda, conseguentemente sulla tranquillità nella gestione. Proprio con riferimento ai risultati ottenuti, quindi alla liquidità generata, diventa possibile affrontare serenamente il cospicuo piano di investimenti programmato per la realizzazione del Saint-Vincent Resort & Casino, in costanza del trend attuale, aspettando di tornare a pieno regime per sfruttare appieno il potenziale delle nuove strutture che verranno realizzate entro la fine del 2013. Pare opportuno precisare infine che i risultati del secondo trimestre 2012 sono stati sicuramente condizionati, oltre che dalla succitata limitata operatività, dalla disputa degli Europei di Calcio oltre che da un calo generalizzato dei flussi turistici causato dalla crisi economica.


Commento
A partire dal fatto che è abbastanza evidente (e anche normale: gli uffici stampa servono a questo) come il secondo comunicato sia una risposta al primo è evidente che la situazione è difficile per svariati motivi a partire dalla crisi che indubbiamente si fa sentire non soltanto nella cittadina termale. Il comunicato della Casa da gioco, pur con tutti i distinguo del caso, difficilmente può dare vita ad un inno all'ottimismo e la preoccupazione delle opposizioni ci sta tutta. 

Sullo sfondo - ma queste sono considerazioni personali che un po' esulano dal ragionamento puramente economico, d'altra parte nulla può essere slegato dai propri riferimenti etici - rimane poi sempre la problematicità di una struttura dedicata all'azzardo in mano pubblica e che ora accoglie fra le sue mura anche valdostani. Lo so che lo Stato fa peggio martellandoci a ogni piè sospinto sul fronte della dea bendata, ma non è un'attenuante. E' chiaro che non voglio neppure dimenticare gli 800 dipendenti (che significa 800 famiglie) che vi lavorano. Lungi da me il fare demagogia spicciola. Mi pongo soltanto degli interrogativi...






26 gennaio 2012

Tassa di soggiorno anche sulle Seconde case? La Giunta ci sta pensando


Non soltanto i turisti delle strutture ricettive, ma pure i proprietari di seconde case. L’annuncio è arrivato nei giorni scorsi dal Presidente della Giunta regionale Augusto Rollandin e potrebbe, in parte, lenire il malumore di molti albergatori in merito all’applicazione della tassa di soggiorno la cui disciplina è stata approvata dalla Giunta dopo aver incassato l’ok del Consiglio Permanente degli Enti Locali, frutto di un lungo confronto con l’Associazione albergatori guidata da Silvana Perucca. D’intesa con il Consiglio, la Giunta regionale ha disciplinato le modalità di attuazione dell’imposta di soggiorno per il 2012, stabilendo, come richiesto dagli Enti locali, che per tutti i Comuni la tassa venga applicata dal 1° giugno secondo regole omogenee, che avranno per l’anno in corso carattere sperimentale, nell’obiettivo di poterne verificare le ricadute sul gettito e le problematiche applicative. Resta il fatto che per i primi la tassa è ormai una realtà, mentre per i secondi la Giunta sta soltanto «verificando la possibilità di introdurre dei parametri speciali per la sua applicazione». All'opera però non c'è ancora alcuna commissione. Sarà un tema da monitorare con attenzione.

L’applicazione della tassa
Concretamente la tassa sarà pagata dai turisti che soggiorneranno nelle strutture ricettive della Valle (alberghi, affittacamere, strutture a conduzione familiare, agriturismi, residenze turistico alberghiere, case e appartamenti vacanze, case per ferie, ostelli, posti tappa e rifugi alpini). La tassa sarà individuale e sarà applicata per ogni notte di soggiorno. Le fasce di prezzo sono sei, definite sulla base del prezzo medio della camera doppia, dell’unità abitativa o del posto letto (da 20 a 200 euro) e oscillano dai 20 centesimi ai 3 euro. Per campeggi, villaggi turistici e aree attrezzate le tariffe sono fisse ed equivalgono al minimo imponibile, cioè 20 centesimi. Da notare che il Comune può decidere se applicarla oppure no, anche se il diminuire delle risorse finanziarie fa credere che difficilmente un’amministrazione vi rinuncerà. A Gressan, località dove sorge la stazione sciistica di Pila, è già stata approvata e porterà nelle casse municipali circa 20mila euro.

Le reazioni
La legge non piace agli albergatori. L’Associazione che li rappresenta sostiene chiaramente di avere scelto il male minore. «Ad un certo punto – spiega la presidente Perucca - ci siamo trovati di fronte ad un bivio: continuare in maniera ideologica a “salire sulle barricate” ed opporci ad un provvedimento legislativo già in vigore o scendere a compromessi per limitare al massimo i danni? Sono certa che molti sindaci avrebbero auspicato il verificarsi della prima ipotesi con il chiaro obiettivo di non addivenire ad un accordo e decidere autonomamente sul proprio territorio l’importo da applicare. E il modello più accreditato era quello toscano dove ad ogni stella corrisponde un’imposta di un euro: hotel 4 stelle, 4 euro a persona al giorno». «Probabilmente le barricate – sebbene inefficaci – sarebbero state più facilmente comprese dai colleghi, ma avrebbero aperto le porte alla liberalizzazione degli importi – conclude Perucca - e, pertanto, ad un risultato decisamente peggiore per la categoria. Dobbiamo essere onesti, rispetto alle aspettative e allo scenario fortemente auspicato dai sindaci, la maggior parte degli ospiti delle strutture ricettive valdostane andrà a sostenere una tassa di soggiorno pari a 0,50 o 0,80 centesimi di euro a presenza».

Piero Roullet, titolare del Bellevue di Cogne, e per due trienni alla guida dell’Adava, sostiene la profonda ingiustizia del provvedimento perché «colpisce i migliori clienti. Quelli che si fermano. Non quelli delle seconde case o di giornata». Un dato evidenziato anche dalle opposizioni. Il Gruppo alpe, in una nota, denuncia come così si colpisca il turista che produce benefici a caduta per diverse tipologie di operatori, non il turismo mordi e fuggi, che all’economia della Valle contribuisce in minima parte. «Si tratta di valutazioni – si legge - che non sembrano essere sfuggite a un nostro diretto concorrente, la Provincia di Trento, che infatti non ha adottato la tassa di soggiorno, ottenendo un vantaggio di competitività rispetto alla nostra regione». Luca Ghiorzi, titolare dell’Etoile du Nord di Sarre, ritiene che sarebbero necessarie delle riduzioni per certe fasce di turismo più sociale, studenti ed anziani, dove 80 centesimi possono anche pesare un 4% sulla tariffa totale. Ma l’albergatore sottolinea come la tenuta delle aziende alberghiere si stia facendo sempre più insostenibile. «L’applicazione dell’Imu renderà ancora più gravosi i nostri costi fissi. Un albergatore di Courmayeur mi ha fatto sapere che da una prima proiezione arriverà a pagare 38mila euro contro i precedenti 19mila».

25 gennaio 2012

Il Brindisi di Capodanno al «Prosecco Valdostano» debutta in Consiglio regionale

Il Consiglio regionale che inizia oggi presenta un tema di cui si è occupato anche questo blog. Il famoso brindisi di Capodanno  al «prosecco valdostano» di cui ha giustamente scritto con un certo disappunto il wineblogger Franco Ziliani su Vino al vino nel post «Mega spot filo Prosecco al Capodanno tv di Rai Uno in diretta dalla Valle d’Aosta». Il titolo dell'interpellanza è «Promozione dei prodotti tipici locali in occasione della serata televisiva di Capodanno svoltasi a Courmayeur».

Qui di seguito trovi il testo:


I sottoscritti Consiglieri regionale del Gruppo “ALPE”, La pregano di iscrivere all'ordine del giorno del prossimo Consiglio la seguente



INTERPELLANZA



I festeggiamenti di Capodanno, nella milionaria serata televisiva trasmessa da Courmayeur, sono stati allietati da un brindisi che non sembra aver messo in grande risalto la produzione vinicola locale.


i sottoscritti Consiglieri regionali


INTERPELLANO


la Giunta regionale per sapere:


1)  con quale spumante si sia celebrato, in un evento riccamente sponsorizzato dalla Regione, l’arrivo del nuovo anno nell’evento televisivo trasmesso da Courmayeur;


2)  chi abbia operato per parte regionale la supervisione o il confronto con la RAI per la definizione dei contenuti dell’evento;


3)  se erano o meno disponibili sul mercato valdostano, nella quantità e con la qualità richiesta dall’evento, vini da promuovere in quella circostanza;



4)  per quale ragione non si sia ritenuto utile valorizzare, come annunciato negli scopi della collaborazione oggetto di convenzione sottoscritta con la RAI, dei prodotti locali.




                                                                                               F.to:  Roberto LOUVIN

                                                                                                        Alberto BERTIN

La Cooperativa dei Produttori di Latte e Fontina Risponde all'Interrogazione di Alpe

Dopo i dibattiti su facebook sull'autostrada (evento permettetemi mediaticamente un po' gonfiato). Ora tocca alla interpellanza su blog. Chissà se quelli di Alpe vogliono già scrivere nello spazio commenti se sono o no soddisfatti della risposta?


I sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo “ALPE”, La pregano di iscrivere all'ordine del giorno del prossimo Consiglio la seguente

 

INTERROGAZIONE



RICHIAMATE le numerose precedenti iniziative del nostro Gruppo volte ad approfondire e conoscere la situazione produttiva e commerciale del principale prodotto D.O.P. della nostra Regione, la Fontina;
 
TENUTO CONTO del peso rilevante della Fontina sul reddito delle aziende zootecniche della nostra Regione e delle altrettanto rilevanti risorse finanziarie pubbliche destinate a sostenere e rafforzare il settore della trasformazione;
 

RILEVATA l’assoluta priorità riservata da sempre al settore cooperativo e segnatamente alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina nella destinazione degli aiuti regionali, in considerazione del suo ruolo strategico di concentrazione dell’offerta;

CONSIDERATE  le crescenti difficoltà della Cooperativa Produttori Latte e Fontina nel fare fronte ai suoi scopi sociali che consistono nella raccolta e commercializzazione di tutti i prodotti provenienti dai trasformatori di latte ad essa associati;

tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali


INTERROGANO



l'Assessore competente per sapere:

1)  se sia al corrente che nel corso del 2011 si sono registrate notevoli difficoltà di commercializzazione del prodotto FONTINA, tanto da costringere la CPLF a stoccare in magazzino e per diversi mesi le forme già  marchiate, prima di poter provvedere alla loro immissione sul mercato,

2)  se sia al corrente, e se può darne conferma, che per l’anno in corso la CPLF abbia deciso di invitare i propri associati a non trasformare una parte del latte raccolto avviandolo invece alla vendita ad aziende terze;

3)  se, considerati i notevoli aiuti pubblici erogati alla CPLF sia in conto capitale che nella dotazione di importanti e costose infrastrutture, sia nel sostegno delle sue campagne promozionali, l’amministrazione regionale possa condividere tale scelta;

4)  sulla base di qual piano industriale della CPLF la Regione abbia deciso di investire per la realizzazione di un nuovo magazzino nei pressi della sede di Saint-Christophe e quale sia l’attuale livello di operatività della Società Ge.Ca SpA.



                                                                                     F.to:       Albert CHATRIAN

                                                                                                   Giuseppe CERISE


Ed ecco la risposta Cooperativa Produttori Latte e Fontina. L'Assessore farà copia e incolla?

In merito all’interrogazione del Gruppo Alpe, iscritta all’ordine del giorno del Consiglio regionale in programma mercoledì 25 e giovedì 26 gennaio, la Cooperativa Produttori Latte e Fontina, ritiene doveroso fare alcune considerazioni e precisazioni.

 Lungi dall’individuare il significato e la ragione di tale interrogazione, a nostro parere rivolta ad ottenere come effetto immediato lo screditamento della nostra Cooperativa con ovvie ricadute negative per il settore, va detto che la Cooperativa Produttori Latte e Fontina – che da oltre 55 anni, si occupa della raccolta, trasformazione e commercializzazione della produzione lattiero casearia dei propri soci – ha, sempre, pienamente raggiunto i suoi scopi sociali; quello cooperativo è un sistema aperto ed il rapporto mutualistico con il socio ne rappresenta la priorità.

Per quanto riguarda la commercializzazione della Fontina DOP, facciamo rilevare come, anche negli ultimi anni, pur essendo in presenza di una congiuntura economica nazionale ed internazionale negativa, la Cooperativa ha mantenuto sostanzialmente i volumi di vendita e il fatturato complessivo, con una stabilità nei prezzi riconosciuti ai soci. Tali risultati, evidenti dalla semplice lettura dei nostri bilanci, e relativi allegati, sono stati ottenuti grazie alla  razionalizzazione della gestione produttiva, al risparmio sul versante dei costi oltre all’impegno sui mercati nazionali ed internazionali.

Dal 2009, la Cooperativa ha registrato un importante aumento dei conferimenti e, pertanto, per mantenere un equilibrio tra la domanda del mercato e l’offerta, ha deciso di acquistare, da alcuni dei propri associati, latte anziché forme di formaggio destinate a diventare Fontina, collocandolo poi,  sul mercato locale. Tale scelta, è stata fatta non solo nell’interesse dei propri soci, ma dell’intero comparto agricolo valdostano, poiché permette di evitare i costi di trasformazione, stagionatura e commercializzazione, e soprattutto di svendere il prodotto utilizzando canali di distribuzione che non sono minimamente interessati alla qualità, ma solo al prezzo. È del tutto evidente che si tratta di una strategia d’alleggerimento dello “stock”, transitoria e legata al fatto che la Cooperativa, a differenza delle aziende non cooperative che in caso di necessità  possono ridurre  la produzione, deve sempre raccogliere e commercializzare tutta la produzione dei propri soci. Compito che esegue con successo dal 1957.

Per quanto riguarda i contributi pubblici, teniamo a precisare come la cooperativa ha semplicemente usufruito dei contributi previsti dalla legge regionale 12 dicembre 2007 che prevede aiuti a tutte le aziende operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, quindi non solo alla Cooperativa.

A questo proposito, la Cooperativa ha dovuto far fronte, con proprie ingenti risorse, alla parte non coperta da contributi. Testimonianza di ciò sono i notevoli investimenti effettuati nell’ultimo periodo, tra cui quelli legati all’automazione del magazzino di Valpelline,  all’acquisto di una nuova linea per il confezionamento in vaschette "termoformate" di Fontina DOP (distribuite peraltro durante la manifestazione dell’ultimo dell’anno a Courmayeur) e la costruzione di un nuovo magazzino interrato adiacente alla sede di Saint-Christophe con una capacità complessiva superiore alle 90 mila forme in fase di ultimazione.

I grandi investimenti effettuati, sono una conferma del fatto che la Cooperativa Produttori Latte e Fontina è un’azienda viva e  dinamica che, attraverso l’innovazione e il miglioramento della propria immagine ed efficienza, sta cercando di far fronte al periodo di crisi che da tempo ha colpito L’Italia tutta, Valle D‘Aosta compresa.

Infine, sul sostegno alle campagne promozionali, agli interpellanti di “Alpe” è sfuggito, forse volutamente, che la Cooperativa, da sempre, investe molteplici risorse per la promozione della Fontina DOP e che le campagne promozionali, per poter usufruire dei contributi previsti dalla “Misura 133” del Piano di sviluppo rurale 2007-2013, (sostegno alle associazioni di produttori per attività d'informazione e promozione riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare), devono essere prive del marchio commerciale. Quindi, prive del marchio della Cooperativa. Ciò significa che le campagne promozionali vanno a beneficio di tutti i produttori di Fontina, anche ai produttori non aderenti alla Cooperativa stessa che, in ogni caso, ne finanzia una parte.

In conclusione, si ribadisce come tutto ciò che abbiamo sinteticamente illustrato, trovi più ampia espressione nei nostri bilanci che sono pubblici e che consigliamo di leggere a coloro che hanno bisogno di risposte sul ruolo della nostra cooperativa nell’economica regionale.

                                                                                                              

Mauro Trèves                                                                    Ezio Toscoz

                             Presidente                                                                              Direttore    

24 marzo 2011

Fondazione per la Formazione Professionale turistica a Misura di Albergatore

Dare vita ad una Fondazione per la formazione professionale turistica più legata alle esigenze degli albergatori valdostani. Così Claudio Mus, coordinatore del dipartimento Turismo, sport e commercio, descrive l’obiettivo che l’amministrazione regionale intende raggiungere attraverso il nuovo disegno di legge che porrà definitivamente fine a 12 anni di commissariamento: dal 1999 al 2000 con Maria Pia Praz e fino ad oggi da Claudio Vietti.


Un lavoro, quello dei commissari, che comunque ha permesso alla struttura di crescere. Nel 2001, ad esempio, con la Legge Regionale n° 4 del 18/1/2001, alla Fondazione, che ha la sua sede a Châtillon,  è stata anche riconosciuta la possibilità di svolgere attività di istruzione tecnico-professionale mediante l’istituzione e la gestione di corsi di studi quinquennali ad indirizzo turistico-alberghiero in armonia con la normativa vigente in materia. Nasce così l’Istituto Professionale Regionale Alberghiero che attualmente gode di un’ottima reputazione tanto che a fronte di 75 posti disponibili nelel classi prime (complessivamente gli studenti fino alla quinta sono 260) le domande, quest’anno, sono state 98, molte provenienti anche da fuori valle.


Due gli obiettivi concreti individuati dal coordinatore. «Da un lato – spiega Mus – visto che con la riforma Gelmini sono state ridotte le ore di laboratorio, intendiamo organizzare dei corsi professionalizzanti mirati a chi vuole imparare un mestiere; inoltre vorremmo realizzare dei corsi di eccellenza in particolare per i nostri chef che desiderano far crescere il livello delle proprie creazioni».


Da segnalare in queste ultime ore la richiesta fatta dalla Presidente degli Albergatori Silvana Perucca, nel corso dell'audizione in Commissione «Sviluppo economico», svoltasi il 22 marzo, sul disegno di legge istitutivo della Fondazione l''opportunità che l'Associazione Valdostana Albergatori della Valle d'Aosta (Adava) sia presente nel Consiglio di amministrazione della Fondazione.


Richiesta che giunge il giorno dopo della presentazione attraverso una conferenza stampa di una proposta di modifica della legge istitutiva fatta dall'Alpe e che guarda a quanto già realizzato con l'Institut Agricole Régional. «Al fine di rimettere il territorio e le sue peculiarità al centro dell’azione finora svolta dalla Fondazione per la formazione professionale turistica, che compie quest’anno 20 anni di vita di cui una buona parte trascorsi in regime di commissariamento, - si legge nella relazione che accompagna il Pdl - è necessario individuare con precisione un nuovo modello organizzativo che riesca a farsi carico di un processo culturale, sperimentale e di ricerca di più ampio respiro rispetto a quello che ha animato finora la sua attività. Per questo motivo il presente progetto di legge si propone di trasformare la Fondazione per la formazione professionale turistica in una Fondazione per la ricerca e la formazione nei settori dell’ospitalità, della convivialità e delle attività gastronomiche. Questa evoluzione permetterà di affiancare all’attività più squisitamente formativa un ambito di attività pratica e di sperimentazione che le consenta di diventare il fulcro dell’innovazione regionale nel campo della gastronomia e dell’ospitalità, in diretto collegamento con tutto l’ambito territoriale che la esprime».
 

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