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26 gennaio 2014

Lanièce e Marguerettaz: Governo #Letta? Fiducia vacillante

Albert Lanièce e Rudi Marguerettaz

Propongo l'intervista realizzata ai parlamentari valdostani Albert Lanièce e Rudy Marguerettaz pubblicata sul Corriere di alcune settimane fa.

In questo momento come si struttura il vostro impegno romano?
Lanièce: L’impegno romano è caratterizzato da una presenza in Senato in funzione dell’attività delle commissioni permanenti, bicamerali e dell'Aula; di norma è richiesta la presenza dal martedì al giovedì ma spesso, in questa legislatura, i lavori iniziano già il lunedì e si protraggono al venerdì o a oltranza durante i periodi più impegnativi.
Marguerettaz: Devo dire che il lavoro parlamentare è più impegnativo di quanto pensassi, soprattutto per la responsabilità che comporta. Personalmente ho avvertito questo carico di responsabilità che i valdostani hanno voluto affidarmi fin dall’inizio della legislatura. I primi mesi li ho dedicati, forzatamente, allo studio dei meccanismi e delle procedure parlamentari, cercando di mettere a frutto la mia passata esperienza politica e amministrativa. Mi sono quindi dedicato allo studio degli atti, cercando, in modo particolare, di focalizzare la mia attenzione su iniziative e proposte che potessero avere ripercussioni dirette per la Valle e, specificatamente, per la nostra autonomia. Sono momenti, quelli dello studio degli atti, evidentemente molto importanti, ma che bisogna spesso esercitare ricavando il tempo al di fuori degli impegni d’aula e di commissione. Le riunioni dell’assemblea e delle commissioni, infatti, sono convocate tutte le settimane, mediamente per quattro giorni. E’ poi importante, direi molto importante, il tempo dedicato ai rapporti politici, a quegli incontri, cioè, con Ministri, Vice-ministri, Sottosegretari, Capi di gabinetto, per cercare di dare risposte alle aspettative della Regione, dei Comuni, dei cittadini.

Il provvedimento più importante di cui vi siete occupati riguardante la Valle d’Aosta
Lanièce: Su molti provvedimenti legislativi il nostro impegno è spesso riferito a tutelare ciò che la nostra Regione, e le Provincie Autonome, prevedono già nei vari argomenti che si stanno esaminando: si tratta di predisporre e inserire "norme di salvaguardia" che hanno lo scopo di tutelare le nostre normative "speciali" e lo Statuto Speciale. Un provvedimento, in particolare, che mi ha visto impegnato nel corso dell’ultimo mese è stato l emendamento che ha evitato alla nostra Regione di pagare Trenitalia per l’anno 2013, accollando questo onere, che ammonta a 23 milioni di euro ,allo Stato (rimangono tuttora degli aspetti  di criticità per noi da definire meglio con l’applicazione delle norme di attuazione sul trasporto ferroviario ).
Marguerettaz: Sia per i contenuti, sia per l’impegno che ha richiesto, è stata la recente legge di stabilità: quella che, una volta, si definiva “la finanziaria”. Sono stati quindici giorni molto intensi, con sedute-fiume della commissione, che si protraevano, sovente, fino a notte inoltrata. Abbiamo cercato, col Senatore Lanièce, di porre rimedio alle tante penalizzazioni nei confronti della Valle d’Aosta, con risultati, devo ammetterlo, inferiori alle aspettative. Se è vero che siamo riusciti, con i nostri emendamenti, ad evitare che fossero addebitati alla Regione ulteriori 23 mln di spesa per i servizi di Trenitalia e a definire che, entro il mese di giugno 2014, si giunga ad un trasferimento delle competenze sulla ferrovia, è altrettanto vero che, come abbiamo fortemente denunciato, i tagli al Bilancio regionale che derivano da questa legge di stabilità, rimangono esagerati e decisamente iniqui. Non è pensabile, ad esempio, che la Valle d’Aosta debba accollarsi circa il 10% del contributo a carico delle Regioni a Statuto speciale per il risanamento delle finanze dello Stato, così come grida vendetta l’obbligo, per la Valle, di partecipare alla riduzione del fondo del Sistema Sanitario Nazionale, dal momento che non ne usufruisce. L’impegno che siamo riusciti a fare assumere al Governo è di organizzare un tavolo istituzionale con la nostra Regione, per affrontare le varie problematiche finanziarie, a partire dalla ricerca di un accordo sul Patto di stabilità.

E quello di tipo nazionale?
Lanièce: A livello nazionale il nostro appoggio all'attuale governo Letta ha il senso, da una parte, di assunzione di responsabilità nel garantire una amministrazione (nonostante molte criticità) al nostro Paese in questo momento storico molto difficile (sopratutto nei confronti dell’Unione Europea), dall'altra nel cercare di mantenere buoni rapporti di collaborazione con le strutture dei vari ministeri con l’unico scopo di ottenere la massima collaborazione nei vari provvedimenti che interessano la nostra Valle, evitando un possibile isolamento che sarebbe veramente deleterio per noi.
Marguerettaz: Credo che il cosiddetto “Decreto Fare” sia l’atto più significativo assunto da questo Governo negli otto mesi di attività. Un decreto con cui, una volta tanto, si è cercato di affiancare ad un’esasperata  politica del rigore un’iniziativa tendente alla semplificazione burocratica e, seppur molto timidamente, alla ripresa economica. Tra l’altro è proprio grazie a questo decreto che si sono destinati circa 27 mln alla nostra Regione, che permetteranno l’acquisto di treni bimodali per il miglioramento del collegamento ferroviario col Piemonte. Sottolineo anche l’obbligo, per le Pubbliche amministrazioni, di dare risposte ai cittadini e alle imprese in tempi certi. Tempi che, qualora non fossero rispettati, comporterebbero un obbligo di indennizzo ai richiedenti da parte delle amministrazioni inadempienti.

Un contributo personale che avete offerto all’aula?
Marguerettaz: Oltre ai già accennati interventi sulla legge di stabilità, ho avuto modo di prendere la parola nei dibattiti sulle varie mozioni di fiducia al Governo, in difesa del bilinguismo, in varie dichiarazioni di voto su questo o quel provvedimento. Se ne devo sceglierne uno, ricorderei il contributo nel dibattito sulla legge contro l’omofobia. Ho cercato di illustrare all’aula, con toni pacati, la mia contrarietà a questa proposta, portando delle ragioni che sono state condivise da colleghi di diversi partiti. Ho definito questa legge inutile e subdola: inutile perché gli atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali potevano già essere considerati nell’attuale codice penale, all’interno dei cosiddetti “motivi abbietti”, senza dover necessariamente ricorrere ad una normativa ad hoc; subdola perché il vero obiettivo che si voleva raggiungere con l’approvazione di questa legge era, da un lato, il riconoscimento da parte dello Stato di una categoria di persone sulla base del loro orientamento sessuale (?!), dall’altro, come dichiarato dagli stessi promotori dell’iniziativa, si voleva una legge “propedeutica” al raggiungimento del matrimonio fra persone dello stesso sesso e, successivamente, alla possibilità di adozione di figli. E’ inoltre una legge pericolosa perché lascerà alla decisione del giudice di turno tracciare il limite tra la discriminazione e la libertà di pensiero. Credo non sia superfluo aggiungere che non sono queste le priorità che il Paese attende.

Il vostro giudizio sul Governo mi sembra si sia modificato in questi mesi. Che cosa pensate del governo Letta? E sulla legislatura?
Lanièce: Il governo Letta ha fatto ciò che ha potuto, in questi mesi, tenendo conto del fatto che non ci sono risorse finanziarie per poter portare avanti una reale politica di ripresa nei vari settori , soprattutto in quello del lavoro. Dal punto di vista delle riforme costituzionale, che erano state annunciate (e che ci hanno visti e ci vedranno molto vigili sulla tutela della nostra Autonomia) all’inizio della legislatura, si registra un grave ritardo dovuto alle grandi novità politiche degli ultimo mesi (spaccatura del Pdl , di Scelta civica, nuovo segretario Pd) che hanno influito in modo negativo sul crono-programma previsto dal Governo.
Per quanto riguarda l’azione del Governo verso la nostra Regione, rimangono ancora delle criticità importanti soprattutto nei rapporti con il ministero delle Finanze per ciò che riguarda il patto di stabilità, l 'argomento delle "accise" , la quota di compartecipazione della nostra Regione al risanamento dello Stato. Tutti argomenti che per noi, con l’attuale interpretazione della Ragioneria dello Stato, rappresentano un aspetto decisamente negativo per ciò che riguarda il trasferimento delle risorse da parte dell’Amministrazione centrale alla Valle. Stiamo poi aspettando la nomina – finalmente - della commissione Paritetica per poter portare a compimento l’iter delle norme di attuazione che da anni stanno aspettando il loro completamento (argomento che a più riprese abbiamo sollecitato ai Ministri competenti e al Presidente Letta), come il completamento dell’accordo sul federalismo fiscale, i trasporti ferroviari, catasto, sanità penitenziaria, ordinamento linguistico.
Marguerettaz: E’ vero: come ho avuto modo di dire intervenendo in aula, la nostra fiducia sta vacillando. Il Governo Letta, nato come “larghe intese” per le riforme istituzionali, per rifare la legge elettorale e per favorire una ripresa economica, non ha finora dato risultati soddisfacenti. Mi si dirà che otto mesi di attività non sono molti per poter realizzare gli obiettivi, tuttavia la nostra preoccupazione rimane, soprattutto se guardiamo al mancato seguito che hanno avuto le parole di Letta nel momento del suo insediamento, quando prometteva di “valorizzare le autonomie speciali”. Su questo punto, in particolare, noi auspichiamo un’inversione di tendenza rispetto al passato Governo, a partire da una maggiore equità nei sacrifici richiesti alla Valle d’Aosta e da un rilancio della sua specialità all’interno di quelle che saranno le future riforme costituzionali. L’anno appena iniziato sarà decisivo sotto vari aspetti, a partire dai rapporti con l’Unione europea. Nel 2014, infatti, si rinnoverà il Parlamento europeo e, nel secondo semestre, l’Italia avrà la Presidenza della Commissione: un’occasione importante per poter rinegoziare gli impegni assunti dal nostro Paese, che si stanno rivelando troppo rigidi e fortemente limitativi per favorire la tanto auspicata ripresa economica. In merito poi alla legislatura va detto che questa nasce tra mille difficoltà. Il risultato elettorale ha, di fatto, creato per un lungo periodo una situazione di stallo, protrattosi per i tentativi iniziali del Centro-sinistra di giungere ad un accordo col Movimento 5 stelle, portando poi alla soluzione del Governo delle larghe intese. Ricordo anche il momento di grave sbandamento istituzionale, quando si è dovuto procedere all’elezione del Presidente della Repubblica, che ha portato gli esponenti di numerosi Partiti (anche di quelli che oggi lo denigrano) a chiedere la disponibilità di ricandidarsi a Giorgio Napolitano. Una legislatura che non ha mai interrotto la campagna elettorale: col fatto che nuove elezioni sono sempre dietro l’angolo, i Partiti non hanno mai abbassato la guardia, mantenendo, appunto, un’impostazione da campagna elettorale. A parte l’atteggiamento del Movimento 5 stelle che, volendo distruggere il sistema, vuole raggiungere il 51% dei consensi e quindi, finchè non raggiungerà quest’obiettivo, manterrà perennemente i toni alti tipici delle elezioni, anche Forza Italia prima, e, dopo il recente Congresso, anche il PD, sembrano contribuire a creare un clima di scarsa serenità. Una legislatura che, dato lo stato delle cose, dovrebbe impegnare le forze politiche a darsi un serio sistema elettorale, che garantisca la governabilità, a fare le riforme più urgenti, come quelle costituzionali, per poi chiudersi rapidamente.

In materia di riforme quali hanno il vostro appoggio e quali no?
Lanièce: Preferirei aspettare ad esprimermi quando ci saranno delle proposte concrete sul tappeto.
Marguerettaz: Tutte le riforme tendenti a semplificare, a ridurre i costi, ad abbattere l’eccessiva burocrazia avranno il nostro appoggio. Nella fattispecie, sarà indispensabile giungere al superamento del bicameralismo perfetto che, se aveva un senso all’alba della repubblica, oggi appare come un meccanismo farraginoso e inutile. Questo significa, come proponiamo da anni, che si dovrebbe ripensare al ruolo del Senato, trasformandolo in un organismo rappresentativo delle Regioni, ed affidare alla sola Camera il potere legislativo e di fiducia al Governo. Questa riforma porterebbe, da un lato, ad una velocizzazione dei tempi di risposta della politica e, dall’altro, ad un superamento dei diversi organismi pensati oggi per garantire un collegamento tra lo Stato e le Regioni. Accanto a questa riforma ritengo importante che si giunga ad una significativa riduzione del numero di Parlamentari, oggi davvero troppo numeroso (e oneroso). Nella riforma del titolo V della Costituzione e, in particolare, dell’art. 116, dove si fa riferimento alle Regioni a Statuto speciale, dovremo, come Parlamentari valdostani, mantenere alta la guardia. L’obiettivo minimo, logicamente, sarà quello di conservare la nostra specialità (cosa non così scontata viste le riflessioni fatte da alcuni saggi nominati nella commissione per le proposte di riforma), ma, se riusciremo, cercheremo di far inserire nella nuova Carta il principio dell’intesa, in modo da dare, finalmente, una tutela costituzionale  al nostro Statuto speciale.

22 gennaio 2014

Incoletti (Giovani Imprenditori di #Confindustria) ha incontrato i parlamentari valdostani


Il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Valle d'Aosta, Edy Incoletti, ha incontrato oggi i Parlamentari valdostani Albert Lanièce e Rudy Marguerettaz per parlare della situazione economica e politica italiana.

L'incontro, che rientra nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione lanciata dal Gruppo Giovani di Confindustria, è servito per esprimere il senso di frustrazione e disillusione dei Giovani Imprenditori, alle prese con una crisi che continua a colpire l'Italia più duramente degli altri paesi, un Parlamento
che sembra non avere il coraggio di attuare le necessarie riforme e un fisco che ha raggiunto livelli da “confisca”.

Con l’occasione il Presidente Incoletti ha consegnato la proposta di Confindustria “Crescere si può, si deve”, presentata a gennaio 2013, che racchiude tutte le proposte del sistema confindustriale per rendere
nuovamente competitive le imprese, abbattendo i costi e sostenendo gli investimenti e quella di Confindustria Valle d’Aosta “Elezioni regionali 2013: Le Indicazioni delle imprese per disegnare insieme il futuro della Valle d’Aosta”.

«I nostri Parlamentari - ha dichiarato Incoletti al termine dell'incontro - hanno condiviso le preoccupazioni che hanno condotto le imprese italiane al limite della sopportazione e hanno riconosciuto l'urgenza e la validità delle proposte di Confindustria».

«I nostri rappresentanti - continua il Presidente - hanno, in particolare, riconosciuto l'urgenza di una nuova legge elettorale, la necessità di una riforma istituzionale volta all'abolizione delle province e di misure di stimolo dell'economia, partendo dalla riduzione del costo del lavoro. Speriamo che, grazie all'interesse dei nostri rappresentanti, queste proposte possano essere, finalmente, prese in seria considerazione da parte del parlamento».

«Forti della nostra posizione esterna ai partiti nazionali e supportati da una realtà regionale che, sotto molti profili, riesce a costituire un esempio per tutta la nazione – ha dichiarato il Senatore Lanièce – faremo il possibile per far sì che le riforme auspicate e condivise di Confindustria giungano a compimento, pur nella difficile e complicata situazione politica che stiamo vivendo in questi giorni, continuando a lottare per mantenere le nostre prerogative e la salvaguardia della nostra autonomia».

29 ottobre 2013

L'imprenditoria valdostana pronta a fare la sua parte

Su iniziativa di Confcommercio Imprese per l’Italia della Valle d’Aosta le organizzazioni imprenditoriali hanno incontrato ieri, lunedì 28 ottobre, alle 11, presso la sede centrale dell’Union Valdôtaine, i Parlamentari valdostani

«Dalla legge di stabilità del Governo Letta ci aspettavamo molto di più - hanno sostenuto le categorie imprenditoriali - l'irrilevante taglio delle tasse nel triennio viene totalmente assorbito, in termini di potere d'acquisto dall'aumento Iva. La delusione è forte perché ancora una volta il Governo non ha saputo dare risposte concrete alle attese delle imprese e dei consumatori, e finora non c'è stato il più volte promesso taglio alla spesa pubblica». 

Il senatore Albert Laniéce ed il deputato Aurelio Marguerettaz, hanno detto chiaramente: «Dal Governo Letta abbiamo avuto solo tante belle parole, come da Monti, ma nei fatti la Valle d'Aosta è la regione italiana che esce maggiormente penalizzata, tra quelle a Statuto speciale, dall'applicazione della Legge di stabilità».

Analizzando più in generale la situazione relativa alla Valle d’Aosta, Lanièce e Marguerettaz hanno osservato che «L'iniquità della manovra nei confronti delle regioni a Statuto speciale è evidenziata dai tagli alla Sanità nazionale, 500 milioni di euro quest'anno e 600 nel 2014, saranno assorbiti interamente da una compensazione che graverà solo ed esclusivamente su Valle d'Aosta, Trentino, Friuli e Sardegna. A conti fatti, la Valle d’Aosta dovrà contribuire al Sistema sanitario nazionale per 50 milioni di euro entro il 2013 e più di 60 il prossimo anno».

La situazione è davvero preoccupante, ma Pier Antonio Genestrone ed Emilio Cenghialta (Confcommercio), Edda Crosa e Alfredo Lingeri (Confindustria), Ezio Mossoni (Coldiretti), Stefano Toscano (Ava-Confartigianato), Alessandro Cavaliere ed Emilio Conte (Adava) confidano nei due parlamentari ai quali hanno ribadito: «l’imprenditoria valdostana si impegna a fare la propria parte, ma non lasciateci soli ad affrontare una crisi economica e quindi gestionale sempre più difficile da risolvere».

26 ottobre 2013

Le organizzazioni imprenditoriali incontrano i parlamentari valdostani

Il Senatore Albert Lanièce e il deputato Rudy Marguerettaz
Su iniziativa di Confcommercio Imprese per l’Italia della Valle d’Aosta le organizzazioni imprenditoriali incontreranno lunedì 28 ottobre, alle 11, presso la sede centrale dell’Union Valdôtaine, i Parlamentari valdostani, il senatore Albert Lanièce e il deputato Rudy Marguerettaz.

«Dalla legge di stabilità del Governo Letta - ha spiegato Pier Antonio Genestrone, Presidente di Confcommercio e vice president di Rete Imprese Valle d’Aosta - ci aspettavamo molto di più; l’irrilevante taglio delle tasse nel triennio viene totalmente assorbito, in termini di potere d’acquisto dall’aumento Iva. La delusione è forte perché ancora una volta il Governo non ha saputo dare risposte concrete alle attese del terziario e dei consumatori. Ridurre il tasso della pressione fiscale dal 44,3% al 43,3% in tre anni è poca cosa soprattutto se si considera che la vigilia del varo è stata foriera di grandi promesse. Non c’è stata  la svolta che chiedevamo così come non c’è stato il più volte promesso taglio alla spesa pubblica. Per questo vogliamo incontrare i Parlamentari valdostani, e li ringraziamo per aver accolto la nostra richiesta, per valutare le possibili azioni tese ad una concreta riduzione della pressione fiscale in fase di dibattito della Legge di Stabilità nelle due Camere del Parlamento». 

7 marzo 2013

#ElezioniPolitiche2013: Le attese di #Coldiretti Valle d'#Aosta

Albert Lanièce e Rudi Marguerettaz

Sull'ultimo numero dell'«Agriculteur Valdôtain», il periodico della Coldiretti valdostana in distribuzione in questi giorni, c'è un articolo dal titolo «Elezioni che cosa ci aspettiamo» che mi sembra di un certo interesse come riflessione sui problemi del mondo agricolo e proprio per questo motivo ho deciso di proporlo come post in questo blog. 

Mentre a livello Nazionale la Coldiretti ha incontrato tutti Leaders politici (Letta, Vendola, Casini, Monti, Berlusconi e Grillo) la Associazione Agricoltori ha incontrato, nelle fasi precedenti le elezioni, prima i candidati Guichardaz-Morelli, poi Lanièce-Marguerettaz, infine in candidato Vierin.  La campagna elettorale è – tradizionalmente – sempre calda e, nella nostra Regione non si sfugge a  tale realtà. Le elezioni politiche sono sempre meno sentite delle Regionali ma, a causa del “traino” che vi sarà – in quanto le elezioni si succederanno di pochi mesi – gli osservatori ritengono che il primo risultato elettorale potrebbe poi influenzare gli schieramenti e i risultati di maggio, anche se l’elettorato Valdostano ha, sovente, spiazzato tutti con scelte – l’incrocio della penultima tornata elettorale ne è la prova – che certamente avranno dei motivi validi.   Non ci azzardiamo  a fare previsioni  ma a sperare che, dopo una profonda crisi economica, ci possa essere una fase di ripresa, soprattutto per l’occupazione e soprattutto per i giovani.

Noi, nel ruolo di difesa degli interessi del mondo agricolo abbiamo presentato ai candidati un documento che vogliamo riassumere ora, a bocce ferme, per poi riconfrontarci con i due eletti – Albert Lanièce al Senato e Rudi Marguerettaz alla Camera -  su temi che, e non poteva essere altrimenti , hanno fortemente condiviso in campagna elettorale.

Innanzi tutto la “Montagna” : ricordando che la Costituzione recita“Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali …... la legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane” abbiamo sottolineato come le politiche di sostegno alla montagna sono vanificate sia nelle risorse che nei conseguenti effetti, a causa di quello che definiamo “il peccato originale” cioè una non corretta delimitazione territoriale della montagna stessa. Si  rende pertanto indispensabile una revisione della norma  poiché le sempre più limitate risorse portano a vanificare qualsiasi intervento destinato alla montagna  se disperso in una moltitudine di territori che con la montagna poco hanno a che fare.

Il fisco: L’agricoltura è strozzata in una situazione economica rispetto alla quale non vi è uscita. Il settore primario non produce né acciaio né automobili ma “CIBO” e il cibo è uno dei pochissimi fattori indispensabili per l’umanità. Ma il cibo deve essere accessibile e mantenere un prezzo che dia dignità ai consumatori e alle famiglie. I costi però, per le imprese agricole, sono follemente aumentati trainati da quelli dell’energia, ma i ricavi sono sempre gli stessi – portiamo ad esempio il nostro prodotto principe, la Fontina pagata al produttore 7.03€ nel 2011 contro i  7,13€ nel 2008. L’attuale sistema fiscale serve da “ammortizzatore sociale”rispetto a tale situazione;   qualsiasi modifica del fisco, che introduca nuove imposte per il settore agricolo NON SARA’ SOPPORTABILE.

La previdenza: In tale ambito ricordiamo e, premettiamo, che la pensione di un coltivatore diretto ammonta – oggi – a  circa 480 euro mensili compresa l’integrazione al minimo. Il settore agricolo si trova in una situazione, al momento, poco evidenziata in quanto i tempi di attuazione della riforma Fornero non sono immediati ma, con l’introduzione progressiva del sistema contributivo il mondo autonomo agricolo dovrà cercare di versare sempre più contributi se vorrà avere una soglia di sopravvivenza minima ma si trova a che fare con gravissime difficoltà, oramai strutturali, ove, sempre più, aziende in difficoltà non riesco a versare i propri contributi previdenziali e assistenziali. La riforma porterà, inoltre,  nel 2017, a disperdere quasi interamente il patrimonio di agevolazioni  per le zone montane portando i nostri agricoltori pressoché agli stessi livelli contributivi dell’agricoltura di pianura.

Il lavoro Come noto il lavoro agricolo a tempo determinato è la prassi, mentre il lavoro a tempo indeterminato è l’eccezione. La normativa non sembra però tenerne conto. Agli inizi degli anni 2000 le norme relative al lavoro agricolo consentivano “l’anarchia assoluta”. Oggi è molto più facile assumere per la Fiat che per un conduttore di alpeggio e i costi del lavoro stesso sono molto elevati, salvo poi riscontrare periodicamente – e questo lascia il mondo agricolo locale nello sconcerto – le decine di “Rosarno” che la stampa nazionale evidenzia. Il concetto è da estendere anche alla normativa  relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro in agricoltura. La tutela dei lavoratori autonomi e degli operai non deve assolutamente essere messa in discussione ma, proprio per questo,  gli interventi di formazione, tutela e informazione dei lavoratori devono essere efficaci e snelliti.  

La Burocrazia: Purtroppo pervade trasversalmente ogni attività agricola  con provvedimenti che trovano giustificazioni nella necessità di eseguire controlli e impedire evasione ed elusione, ma si  sono messe in campo, nel tempo, procedure burocratiche che stanno agendo da freno alla attività del settore. Le norme, oramai, ci sono, da quelle relative alla gestione di una stalla fino all’esasperazione assoluta delle centinaia di norme che regolano il settore vitivinicolo. Oltre ad una attenta analisi necessaria per individuare la cosi detta “ burocrazia inutile” si impone un processo di ARMONIZZAZIONE della burocrazia. Le imprese agricole non sono stufe di fare documenti  ma di dare decine di volte  lo stesso documento, a volte, allo stesso ente, in barba a qualsiasi processo di semplificazione. La semplificazione si fa eliminando procedure e non sostituendole con altre.
Agli eletti il lavoro, certamente, non mancherà.     

28 gennaio 2011

Artigianato Tipico: Ivat Avvia una Nuova Strategia Commerciale

Il negozio di Gressoney-Saint-Jean

Calano del 4,26% i ricavi degli esercizi commerciali di Ivat l’Istituto valdostano dell'artigianato tipico. In attesa della grande kermesse di Sant'Orso del 30 e 31 gennaio il settore (un centinaio di professionisti e oltre un migliaio di hobbisti) fa il bilancio di un biennio in cui la crisi economica si è fatta sentire nelle tasche di molti turisti che normalmente affollano simili punti vendita. Nel 2010 i sei negozi situati (Aosta, Ayas, Cogne, Courmayeur, Gressoney e Bard) hanno totalizzato incassi pari a 524.924 euro contro i 548mila dell'anno precedente. 

«Vista la particolare congiuntura e assodato che l'artigianato di certo non può dirsi un prodotto primario – ha spiegato il presidente dell’Istituto Rudi Marguerettaz - si tratta di una perdita che riteniamo non grave». 

In Ivat in particolare fanno notare che il trend negativo riguarda soprattutto il punto vendita di Gressoney-Saint-Jean che per alcuni mesi non ha potuto essere gestito al 100% del suo potenziale, facendo registrare un calo del 12% a fronte di ricavi annuali che normalmente si aggiravano intorno ai 50mila euro. «Proprio da Gressoney – spiega Marguerettaz – si è dato avvio ad un percorso per valorizzare la rete commerciale. Abbiamo individuato un nuovo marchio, l’Artisanat de la Vallée d’Aoste, espressione della nuova strategia proposta dall’IVAT e che, in questa logica di sviluppo, da ora in poi identificherà tutta la rete commerciale istituzionale». 

La boutique di Gressoney-Saint-Jean è stato così il primo punto vendita riallestito secondo questa filosofia, con una nuova veste che valorizza l’oggetto, filo che lega passato e presente, ma soprattutto che pone l’artigiano al centro dell’attenzione della clientela, ne mette in valore la persona e ne evidenzia gli specifici savoir-faire, senza trascurare, peraltro, la forte presenza del Museo, fonte di informazione, riflessione e ispirazione. 

E proprio dal Museo che da pochi giorni ha compiuto il suo secondo anno di vita giungono buone notizie con un incremento di visitatori consistente: Dai 6000 del 2009 ai 7000 del 2010. Nel frattempo Il Comitato di sorveglianza del piano operativo di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2007-2013 ha approvato il progetto “La culture du geste” presentato dall’Ivat in qualità di Capofila, unitamente al Comune di La Thuile (partner italiano), ai Musées de Bagnes (Capofila svizzero) ed al Musée Valaisan de la Vigne et du Vin (partner svizzero). 

Il progetto prevede azioni legate alla ricerca storica ed etno-artigianale, alla salvaguardia e diffusione dei savoir faire, all’individuazione sul territorio valdostano e svizzero di luoghi e spazi significativi, testimoni della gestualità artigianale, alla creazione di un “atelier pédagogique itinerante”, strumento didattico-pedagogico innovativo legato al mondo dell’artigianato, oltre ad attività di comunicazione e promozione in chiave transfrontaliera. Il progetto si concluderà nell’estate 2012 e prevede un importo di finanziamento complessivo di 526.950 € di cui 416.000 € per la compagine partenariale italiana e 110.700 € per quella elvetica.

14 gennaio 2011

Rudi Marguerettaz (Ivat) Ospite a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu per la puntata numero 50

Carissimo visitatore, metto on line la puntata del 7 gennaio di «ImpresaVda», trasmessa su Radio Proposta in Blu. Ospite della puntata Ferruccio Fournier, Presidente dell'Associazione Valdostana degli Impianti a fune. Si tratta della puntata numero 49.

Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.

Venerdì 14 gennaio, alle 10, sarà invece mio ospite, Rudi Margueretta, Presidente dell'Ivat, l'Institut Valdôtain de l'Artiasanat de Tradition, con lui ci interrogheremo sullo stato di salute dell'artigianato tipico in Valle d'Aosta. Arriverò così alla puntata numero 50.


Ti ricordo che ImpresaVda è disponibile a dare voce ai tuoi dubbi, ai tuoi quesiti, ai tuoi commenti critici. Scrivi a: diretta@radiopropostainblu.it.

Anche a trasmissione terminata non esitare a mandare una tua impressione o a lasciare un tuo commento anche su questo blog. Sarà apprezzata anche la segnalazione di un ospite che vorresti fosse invitato in trasmissione. Anche le autosegnalazioni di imprenditori desiderosi di far conoscere i loro progetti aziendali sono ben accette. Ne farò buon uso.

Non dimenticare che è possibile ascoltare Radio Proposta anche sul tuo pc: clicca qui.

Se non conosci ancora la radio ti segnalo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.
Buon ascolto.

30 gennaio 2009

Sant'Orso 2009: il popolo dell'artigianato di tradizione occupa Aosta

Un unicum nell’area alpina francofona. A metà strada tra il volàno turistico e la nicchia di eccellenza. Venerdì 30 e sabato 31 gennaio il popolo dell’artigianato tipico valdostano occupa Aosta per una kermesse che non ha pari né sul versante francese né su quello svizzero. L’edizione numero 1009 della Fiera di Sant'Orso si ferma a quota 1085 espositori, di cui ben 905 iscritti nel settore tradizionale, 22 in quello equiparato, oltre a 38 adesioni da parte delle scuole di artigianato. Un popolo in massima parte di hobbisti (gli scultori sono ben 298), ma dove iniziano a crescere e consolidarsi le realtà imprenditoriali, ospitate nell’Atelier, che hanno saputo trasformare una passione in una professione. «Rispetto alla prima edizione invernale dell’anno 2000, - osserva l’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret - si evidenzia una crescita complessiva nel numero di espositori, da 49 a 84, cioè un +71,4%: questo aumento ha comportato, anche quest’anno, il prolungamento del padiglione espositivo di piazza Chanoux in una sede espositiva complementare. La scelta è ricaduta sulla tensostruttura di piazza Plouves che ospiterà quindi, oltre alle ditte del settore enogastronomico valdostano, anche quattordici artigiani professionisti». In base al registro dei produttori di oggetti di artigianato tradizionale professionali il comparto è composto da circa duecento persone in massima parte mobilieri. Trattandosi di micro-aziende non è facile cogliere il trend del mercato, tuttavia un buon indicatore è sempre costituito dall’andamento dei sei esercizi commerciali gestiti direttamente dall’Ivat (Aosta, Ayas, Cogne, Courmayeur, Gressoney e prima Issogne oggi Bard), l’«Institut Valdôtain de l’Artisanat typique», guidato da circa un anno da Rudi Marguerettaz. «Il 2008 – spiega il direttore Roberto Valletsi è chiuso a quota 534mila euro con un calo del 5%. I produttori ci hanno segnalato una diminuzione dei volumi di vendita diretta all’interno dei loro laboratori». «Per il 2009 – precisa il direttore - è però difficile fare previsioni. Il primo appuntamento sarà proprio Sant’Orso. La presenza di neve dovrebbe favorire il turismo e questo inevitabilmente avrà ricadute positive sulle nostre attività. Durante le festività si è lavorato molto bene». Ma l’Ivat guarda con particolare interesse al prossimo Sant’Orso anche per un altro motivo. «Saremo presenti alla Fiera – prosegue Marguerettaz – con un nostro stand per promuovere il Museo dedicato all’artigianato valdostano, inaugurato proprio la settimana scorsa a Fènis». Il museo, che vanta una gestazione decennale (e se ne parla ormai da un secolo), è costato 2,4 milioni e raccoglie circa 860 pezzi, in parte frutto del lavoro certosino di recupero dell’Ivat (da non dimenticare l’opera di Nurye Donatoni, oggi conservatore responsabile del museo e, in passato, per diversi anni consulente dell’Istituto), in parte di proprietà regionale e in parte frutto di donazioni da parte di privati. «L’idea – commenta Vallet – è quella di ampliare ulteriormente l’offerta di turismo culturale della nostra regione unita al fatto che individuando la giusta formula vorremmo mettere in relazione il Museo con le nostre strutture commerciali. Ma su questo tema c’è ancora molto da approfondire». Sembrano definitivamente sepolte le polemiche del Sant’Orso dell’anno scorso quando l’ipotesi di un disciplinare più rigido per determinare cosa era davvero artigianato tipico aveva scatenato le proteste di molti artigiani. «Il Museo – conclude Marguerettaz – ci offre un’istantanea di cosa sia davvero un oggetto tipico valdostano sicuramente migliore di qualunque disciplinare». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 28 gennaio 2009)

6 gennaio 2009

Ivat: ultimi preparativi per il Museo dell'artigianato tipico di Fénis

Negozio di Bard a pieno regime e Museo dell’artigianato di Fénis pronto per la Fiera di Sant’Orso edizione 2009. Sono questi i due obbiettivi, scaramanticamente appena appena sussurrati, del nuovo staff dirigenziale dell’«Institut Valdôtain de l’Artisanat typique» (Ivat). Sia il Presidente Rudi Marguerettaz che il direttore Roberto Vallet hanno infatti dovuto già confrontarsi con un 2008 difficile in cui alla fine i volumi dei sei esercizi commerciali gestiti direttamente dall’Ivat (Aosta, Ayas, Cogne, Courmayeur, Gressoney e prima Issogne oggi Bard) non si discosteranno di molto da quelli del 2007, quando l’ente registrò un risultato commerciale pari a 564.760,49. Anche se le attese per il 2008 apparivano più brillanti Marguerettaz non si dice deluso. «Molte delle persone che vivono di artigianato tipico – commenta Marguerettaz – ci hanno confessato di aver constatato una forte riduzione della vendita all’interno dell’atelier, mentre i nostri negozi tutto sommato hanno tenuto. Di conseguenza per alcuni artigiani siamo diventati quasi l’unico canale di vendita». L’impegno dell’Ivat resta comunque fortemente concentrato sulla realizzazione del Museo dell’artigianato. Una mission irrinunciabile. «L’area espositiva – sottolinea Marguerettaz – sarà pronta per i primi mesi del 2009. Sogno di farcela per Sant’Orso. Difficile fare previsioni. Il Museo è ormai pronto al 90%, ma simili interventi nascondono sempre grandi insidie». Innovativo l’allestimento che punta a diventare un volàno sia per l’artigianato tipico che per l’offerta turistica. Il Museo, nelle intenzioni dei curatori, con i suoi oltre 700 pezzi, ospiterà un percorso fatto di materie prime, linee estetiche, tecniche e idee che salvaguardi un’arte e un’identità indissolubilmente legate tra loro e che le renda fruibili al grande pubblico. «E proprio per questo – conclude il Presidente - che questa struttura non è stata concepita come un mero luogo di conservazione e salvaguardia di manufatti artigianali, ma come un progetto di comunicazione nel quale gli oggetti d’uso “spariti “ dalla vita quotidiana e vere e proprie sculture vengono esposti e fatti condividere dalla comunità che li ha creati. Un percorso fatto di oggetti, immagini, musiche e materie che accompagni le persone dentro il gusto del “fare”. Un ponte tra la storia dell’artigianato che è stato e il lavoro dei numerosi artigiani ancora in attività». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 17 dicembre 2008)

24 ottobre 2008

L'Università valdostana in collaborazione con l'Ivat ha attivato un laboratorio sul patrimonio artigianale locale

Presentare il «Progetto Museo» inteso non solo come luogo di conservazione, ma come polo di ricerca, valorizzazione, divulgazione e didattica del patrimonio, attraverso l'analisi dei beni culturali di interesse demo-etno-antropologico e artigianale, nonché di natura materiale ed immateriale che concorrono a formare l'identità individuale e collettiva. E’ questo uno degli obiettivi del laboratorio «Il patrimonio artigianale locale: tutela, valorizzazione e didattica» attivato presso il terzo anno del corso di laurea in Scienze dell’Educazione ai beni ambientali e culturali dell’Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste, in collaborazione con l’Ivat VdA.
Condotto da Nurye Donatoni, conservatore - responsabile museale del Mav, il futuro Museo dell’Artigianato Valdostano di Tradizione, in fase di allestimento a Fénis e di prossima apertura, il percorso alterna ore teoriche a esercitazioni pratiche e presterà particolare attenzione alla realtà artigianale regionale, che sarà confrontata con le zone alpine limitrofe (ad es. Francia e Svizzera). Il programma del corso prevede, inoltre, visite guidate a mostre e a sedi museali, con il coinvolgimento di diverse figure professionali che collaborano all'interno del Mav. Tra le finalità del corso, infatti, quella di formare i ragazzi in previsione di eventuali lavori di tirocinio e di stage presso il Museo.
«La collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta – precisa il Presidente dell’Ivat, Rudi Marguerettaz - si inserisce in un progetto culturale di largo respiro che l’Ivat ha intrapreso da diverso tempo e che vedrà la prossima apertura del Mav quale punto di riferimento dell’artigianato, in cui si ritrovino i tratti caratteristici del patrimonio culturale valdostano. Il percorso attivato con l’Università si inserisce in questo contesto. Il Mav, infatti, è stato concepito come luogo di ricerca e sperimentazione, oltre che di conservazione e salvaguardia dei manufatti artigianali locali: il coinvolgimento dei giovani studenti, che potranno trovare in futuro anche una posizione di collaborazione lavorativa con il Museo, va in questo senso».
Il corso, che si svolgerà nel primo semestre, è iniziato il 16 ottobre e terminerà alla fine del mese di gennaio 2009.

19 ottobre 2008

L'Ivat tutela e aiuta l'artigianato tipico valdostano

«L’IVAT riveste un ruolo delicato nel quadro della tutela della tradizione. Più che un lavoro, in questo frangente si parla di missione. Esistono dei regolamenti che hanno stabilito quali siano le caratteristiche dell’artigianato di tradizione, ma i regolamenti devono essere interpretati e messi in pratica». Così si legge nel sito dell’«Institut Valdôtain de l’Artisanat typique» a ulteriormente sottolineare il ruolo di questo ente così particolare a favore del mondo dell’artigianato tipico. Ma non solo l’Ivat ha anche il compito di favorire la commercializzazione di questi prodotti. «E direi che mai come quest’anno – osserva il Presidente Rudy Marguerettaz, coadiuvato dal direttore Roberto Valletabbiamo dato un contributo importante in questa direzione». In effetti anche se in termini di fatturati il 2008 non si discosterà molto dal 2007 sembra essere aumentata l’incidenza della vendita tramite gli esercizi dell’Ivat sui fatturati dei singoli artigiani professionisti. «Molte delle persone che vivono di artigianato tipico – commenta Marguerettaz – ci hanno detto di aver ridotto la vendita all’interno dell’atelier, mentre i nostri negozi tutto sommato hanno tenuto. Anzi in alcune zone, ad esempio Aosta e Courmayeur, siamo cresciuti. Negativi invece i risultati di Cogne e Gressoney». Dal 2008 gli uomini dell’Ivat in realtà si aspettavano di più. Scorrendo l’ultimo bilancio approvato infatti per l’anno in corso era ipotizzata una crescita del 20% rispetto ai 564.760,48 del 2007. Molte delle speranze del trend positivo si concentravano sull’apertura del nuovo esercizio di Bard. «Questa apertura – precisa Marguerettaz – è avvenuta molto più tardi del previsto. In effetti il punto vendita è operativo soltanto dal mese di luglio e, inoltre, per ora non è stata ancora avviata una adeguata campagna di promozione. Non va poi dimenticato che, a fronte di un forte aumento dei visitatori, a causa dell’incidenza della congiuntura economica sui consumi, registriamo una diminuzione della spesa media. Speriamo che gli effetti positivi si evidenzino nel 2009». Di grande interesse anche l’impegno dell’Ivat a fianco del Politecnico di Torino e su richiesta dell’associazione di mobilieri «Lo Rabot», presieduta da Fabrizio Varisellaz di Verrès, di avviare una serie di studi, attraverso l’elaborazione di alcune tesi di laurea, sulla definizione di una nuova linea di arredo valdostana. «L’obiettivo – spiega Vallet – è creare una rete trasversale a diverse imprese artigiane che unite possano finalmente far fronte all’invasione di numerose ditte non valdostane che propongono il loro mobilio montano non tradizionale. In questa maniera si vuole soddisfare le esigenze di enti collettivi proponendo mobili da ufficio o da albergo. Commesse che attualmente sono appannaggio di aziende provenienti da fuori regione».
L’impegno dell’Ivat è anche fortemente concretizzato sulla realizzazione del Museo dell’artigianato di Fénis. «La struttura – sottolinea Marguerettaz – sarà pronta per i primi mesi del 2009. Il sogno sarebbe di farcela per Sant’Orso ma preferiamo non sbilanciarci. Gli ultimi ritocchi, il Museo è ormai pronto all’80%, nascondono sempre grandi insidie». «Il Museo – conclude Marguerettaz - vuole creare un percorso fatto di materie prime, linee estetiche, tecniche e idee che salvaguardi un’arte e un’identità indissolubilmente legate tra loro e che le renda fruibili al grande pubblico. È proprio per questo che questa struttura non è stata concepita come un mero luogo di conservazione e salvaguardia di manufatti artigianali, ma come un progetto di comunicazione nel quale gli oggetti d’uso “spariti” dalla vita quotidiana e vere e proprie sculture vengono esposti e fatti condividere dalla comunità che li ha creati». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 2 ottobre 2008)
 

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