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15 giugno 2015

Per #Bankitalia l'economia della Valle d'#Aosta è ancora debole



Questa mattina il Direttore della filiale di Aosta di Banca d'Italia Gennaro Maria Argirò ha presentato con il suo staff ai giornalisti il nuovo rapporto su "L'Economia della Valle d'Aosta". Propongo come al solito la tradizionale sintesi e rinvio al Corriere della Valle di questa settimana per ulteriori approfondimenti.

Nel 2014 l’attività economica in Valle d’Aosta è rimasta complessivamente debole. Secondo le stime preliminari di Prometeia il PIL è ulteriormente sceso, anche se in misura contenuta (-0,2per cento).

Sull’andamento dell’anno ha continuato a influire negativamente la perdurante debolezza della domanda interna. L’impulso espansivo fornito dalla crescita di quella estera è stato limitato dalla bassa propensione all’esportazione dell’economia regionale.

Nel terziario l’attività si è mantenuta su livelli contenuti. La lieve ripresa dei consumi delle famiglie non è stata sufficiente a recuperare la riduzione dell’anno precedente. Il comparto turistico ha fatto registrare una sostanziale stabilità delle presenze: alla flessione della componente italiana si è associata una significativa ripresa di quella estera. Il settore delle costruzioni ha continuato a risentire del negativo andamento della domanda di lavori pubblici e del mercato residenziale.

Nell’industria  l’attività è rimasta debole e  gli investimenti hanno riflesso l’andamento della congiuntura e l’ampia capacità produttiva inutilizzata. L’occupazione è tornata a crescere. Tuttavia, il recupero della domanda di lavoro non è stato sufficiente ad assorbire la cre-scita dell’offerta; il tasso di disoccupazione è così ulteriormente aumentato.

Nel 2014 il credito alle imprese ha continuato a ridursi, sebbene in misura meno intensa rispetto all’anno precedente. Vi ha ancora influito la debolezza della domanda, in presenza di un lieve allentamento dell’offerta. Per contro, il credito alle famiglie consumatrici ha ripreso a crescere. Le nuove sofferenze in rapporto ai prestiti hanno fatto registrare un ridimensionamento nell’anno; tuttavia, la perdurante debolezza della congiuntura si è riflessa in un ulteriore aumento dell’incidenza delle partite deteriorate diverse dalle sofferenze.

I depositi bancari delle famiglie consumatrici sono rimasti sostanzialmente stabili, come nell’anno precedente. Per contro, il valore ai prezzi di mercato dei titoli a custodia presso il sistema bancario si è ridotto, pur in presenza di una significativa espansione della componente dei fondi comuni di investimento.

Qui trovi il testo integrale del rapporto.

11 novembre 2014

Banca d'Italia: In Valle d'#Aosta «stop alla fase recessiva ma non c'è ancora la svolta congiunturale»

Da sinistra Daniele Coin, Gennaro Argirò e Silvia Camussi
Questa mattina il direttore generale della sezione di Aosta della Banca d'Italia Gennaro Argirò ha presentato, coadiuvato dai colleghi torinesi Silvia Camussi e Daniele Coin, l'aggiornamento congiunturale del rapporto "L'economia della Valle d'Aosta". In estrema sintesi il direttore ha detto che "non siamo in una situazione recessiva come nel 2013, ma la svolta congiunturale non c'è stata ancora».

Propongo ai visitatori del blog la tradizionale sintesi con cui si apre il documento: 


Nella prima metà dell'anno è proseguita la fase di debolezza dell'economia valdostana. L'attività industriale ha continuato a riflettere la stagnazione della domanda interna, a fronte di una lieve ripresa delle esportazioni. La congiuntura delle costruzioni è rimasta negativa sia nella componente pubblica sia in quella privata.
Il terziario ha continuato a risentire della debole domanda interna: sulle attività turistiche e su quelle commerciali hanno influito negativamente anche le avverse condizioni climatiche estive. Nei primi otto mesi del 2014 le presenze di turisti presso le strutture ricettive della regione sono ulteriormente calate, nonostante la ripresa di quelle estere.
Secondo le previsioni formulate dalle imprese, nei prossimi mesi non si registrerebbe un significativo cambiamento della congiuntura. I livelli contenuti di attività e l'incertezza sui tempi della ripresa si rifletterebbero in un sostanziale ristagno degli investimenti.
Le condizioni nel mercato del lavoro hanno fatto registrare nel primo semestre un miglioramento nell'industria, a fronte di un'ulteriore contrazione nei servizi del commercio, alberghi e ristoranti e nelle costruzioni. Il tasso di disoccupazione è marginalmente aumentato.
Il credito alle imprese ha continuato a contrarsi, seppur a ritmi lievemente meno accentuati dello scorso anno. In presenza di una domanda che rimane debole soprattutto nella componente per investimenti, il processo di irrigidimento dell'offerta si sarebbe arrestato nel corso dei primi sei mesi; nei confronti delle imprese più rischiose permane, tuttavia, un orientamento selettivo. Si è interrotto, invece, il calo dei finanziamenti alle famiglie.
La rischiosità del credito è ulteriormente cresciuta, a causa del peggioramento nel settore delle imprese. Nei primi sei mesi i depositi delle famiglie sono tornati a crescere, grazie alla componente dei conti correnti. Anche il valore dei titoli in deposito delle famiglie è aumentato.
Se sei particolarmente amante dei numeri puoi approfondire sul sito della Banca d'Italia è possibile consultare il testo integrale. Anche sul Corriere della Valle di questa settimana troverai qualche dato in più. 

17 giugno 2014

Rapporto #Bancaditalia: cala ancora il Pil della Valle d'#Aosta


Come ogni anno propongo ai visitatori di ImpresaVda la sintesi del Rapporto della filiale di Aosta della Banca d'Italia, diretta da Gennaro Maria Argirò, su «L'economia della Valle d'Aosta». Il documento è stato presentato questa mattina ai giornalisti e questo pomeriggio in Università. Oltre ad Argirò erano presenti Roberto Cullino, Davide Revelli e Marta Auricchio.

Nel 2013 l'attività economica in Valle d'Aosta si è ulteriormente ridotta. In base alle stime preliminari di Prometeia, il PIL è diminuito dell'1,6 per cento. Era calato del 3,5 per cento nell'anno precedente, secondo i dati Istat.
Sul negativo andamento economico ha influito la perdurante debolezza della domanda interna. La spesa delle famiglie è calata, riflettendo le difficoltà del mercato del lavoro e la debole dinamica dei redditi. Ne hanno risentito sia il commercio sia il turismo. Nei trasporti, i transiti autostradali sono diminuiti. Nell'industria l'attività è stata condizionata negativamente anche dall'ulteriore riduzione delle esportazioni. Nelle costruzioni, la congiuntura è stata negativa sia nel comparto pubblico sia in quello privato. Nel mercato immobiliare sono proseguite le flessioni del numero di transazioni e dei prezzi.
Nel mercato del lavoro l'occupazione è calata per il terzo anno consecutivo. La flessione è stata più forte tra i giovani. Al calo dell'occupazione si è associato un ulteriore aumento del ricorso alla cassa integrazione ordinaria. Il tasso di disoccupazione è nuovamente salito, attestandosi nella media dell'anno all'8,4 per cento.
Il credito al settore privato lo scorso anno ha continuato a contrarsi. La riduzione dei finanziamenti alle imprese ha interessato tutte le principali branche di attività economica. Alla dinamica negativa hanno contribuito sia la perdurante debolezza della domanda delle aziende, soprattutto nelle costruzioni e per il finanziamento degli investimenti, sia condizioni di offerta ancora improntate alla cautela; peraltro, un'attenuazione del grado di restrizione si sarebbe registrata nella seconda parte del 2013, secondo le indicazioni fornite dagli intermediari. Anche il credito alle famiglie è nuovamente calato, anche se a ritmi meno intensi dell'anno precedente. Il negativo andamento della congiuntura si è riflesso in un ulteriore peggioramento della qualità del credito, che ha interessato sia le imprese sia le famiglie.
Sia i depositi sia i titoli detenuti dalle famiglie consumatrici valdostane presso il sistema bancario hanno fatto registrare lo scorso anno una sostanziale stabilità. Secondo nostre stime, nel 2012 (ultimo anno per il quale sono disponibili i dati), la ricchezza netta pro capite delle famiglie consumatrici e produttrici della regione ammontava a circa 226 mila euro, valore notevolmente superiore alla media italiana. Tra il 2008 e il 2012, tuttavia, tale valore ha iniziato a calare, risentendo degli effetti della crisi sul valore delle attività finanziarie e reali.
Segnalo agli amanti del cartaceo che il Corriere della Valle  in edicola da venerdì  dedicherà uno speciale di quattro pagine al Rapporto di Banca d'Italia e a quello della Camera di Commercio. Chi poi ha tempo e voglia può consultare il testo integrale sul sito di Banca d'Italia. Non escludo di tornare su alcuni temi nei prossimi giorni. 

20 novembre 2013

#Bancad'Italia: prosegue in Valle d'#Aosta il calo dell'attività economica


Questa  mattina Banca d'Italia ha presentato il tradizionale aggiornamento congiunturale sull'economia della Valle d'Aosta nel 2012. A illustrare i contenuti del documento, come semepre, il Direttore Gennaro Maria Argirò (nella foto) coadiuvato dal suo staff.
Ecco la sintesi del rapporto che puoi trovare anche sul sito di Banca d'Italia insieme al Pdf del testo integrale.

La situazione in sintesi
Nel corso del 2013 è proseguito il calo dell'attività economica in Valle d'Aosta. Nel settore manifatturiero la flessione della domanda, sia interna sia estera, si è riflessa negativamente sull'attività produttiva e sul grado di utilizzo degli impianti, ancora lontano dai valori pre-crisi; la propensione delle imprese a investire è rimasta su livelli molto contenuti. Le aspettative degli operatori non prefigurano un miglioramento a breve termine.
Nel comparto delle costruzioni è proseguita la flessione determinata dall'andamento negativo della domanda. Anche nel settore dei servizi la congiuntura continua a essere sfavorevole. In particolare, nel turismo gli arrivi e le giornate di presenza sono diminuite, soprattutto per la debolezza della componente nazionale.
Il numero di occupati in regione ha continuato a ridursi; anche l'occupazione femminile, dopo un triennio di crescita, si è contratta. Il tasso di disoccupazione, nella media del primo semestre dell'anno, ha superato l'8 per cento.
Nei primi sei mesi dell'anno la flessione dei prestiti bancari alla clientela residente in regione è proseguita, risentendo della debolezza del quadro congiunturale che influenza la domanda e le condizioni di offerta del credito. La diminuzione dei finanziamenti è stata più intensa per le imprese medio grandi mentre si è attenuato il calo di quelli concessi alle famiglie consumatrici, in particolare per l'acquisto di abitazioni.
La qualità del credito erogato alle imprese evidenzia qualche segnale di miglioramento, anche se è ancora aumentata l'incidenza delle posizioni che presentano difficoltà e ritardi nei rimborsi; è rimasta stabile per le famiglie consumatrici. Si è attenuata la crescita della raccolta bancaria presso la clientela residente in regione, riflettendo la dinamica dei depositi a risparmio. Il valore complessivo dei titoli in custodia e amministrazione presso le banche delle famiglie valdostane, valutati al fair value, è cresciuto grazie all'aumento delle quote di OICR.

20 giugno 2013

Per #Bancad'Italia in Valle d'#Aosta c'è poca #innovazione

Per Banca d'Italia non brilla la lampadina dell'innovazione valdostana
Uno dei paragrafi più interessanti del rapporto di Banca d'Italia sulla Valle d'Aosta è sicuramente il paragrafo  dl titolo «L'attività innovativa in regione» (da pag 16 a 18). Una lettura da cui emerge un preoccupante ritardo del tessuto imprenditoriale della nostra regione.

Riporto uno stralcio dell'analisi realizzata dallo staff della filiale valdostana diretta da Gennaro Maria Argirò.

L’approccio più comunemente usato per una valutazione quantitativa prende in esame gli input dell’attività innovativa, come la spesa in ricerca e sviluppo o la forza lavoro impiegata in attività innovative, e l’output, come la diffusione di imprese innovative e il ricorso a strumenti per la protezione della proprietà intellettuale delle innovazioni (brevetti, marchi, design).

Gli indicatori disponibili mostrano nel complesso un ritardo dell’attività innovativa delle imprese italiane rispetto a quella degli altri principali paesi europei. Questo ritardo relativo risulta più elevato in Valle d’Aosta, dove la diffusione dei processi innovativi è inferiore sia rispetto al Nord Ovest sia all’Italia. 

È infatti minore rispetto alle aree di confronto la quota di imprese che ha portato a termine innovazioni di prodotto e processo e vi è uno scarso ricorso agli strumenti di protezione della proprietà intellettuale. Vi concorre una più bassa intensità della spesa in ricerca e sviluppo effettuata dalle imprese. 

Al gap innovativo regionale contribuisce un minore peso, rispetto al Nord Ovest, delle imprese di grandi dimensioni, che di norma mostrano una maggiore capacità innovativa. 

Gli input. – Nel 2010 la quota di risorse umane impiegate nelle aziende valdostane per attività innovativa era inferiore a quella del Nord Ovest e alla media italiana: gli addetti alla ricerca e sviluppo rappresentavano l’1,0 per cento del totale (1,7 nel Nord Ovest e 1,5 in Italia) e i ricercatori lo 0,4 per cento. Nel decennio
2000-2010 la prima quota è tuttavia salita in misura considerevole (era pari allo 0,6 per cento nel 2000), mentre la seconda è rimasta stabile.

In regione gli investimenti in ricerca e sviluppo rappresentavano nel 2009 lo 0,7 per cento del prodotto, valore inferiore alla media nazionale e a quella del Nord Ovest (rispettivamente pari all’1,3 e all’1,4 per cento). La differenza è principalmente imputabile ai livelli di spesa sostenuti dalle imprese (0,5 per cento in regione; 0,7 per l’Italia e 1,0 nel Nord Ovest), mentre l’apporto della componente pubblica è in linea
con quello delle aree di confronto (0,1 per cento in Valle d’Aosta e nel Nord Ovest; 0,2 in Italia).

Per quanto riguarda la spesa pubblica in ricerca, l’utilizzo di fondi europei rappresenta uno strumento
di finanziamento dell’attività innovativa delle imprese, singolarmente o in partnership con enti di ricerca pubblici e privati. Utilizzando la banca dati “Opencoesione” del Ministero dello Sviluppo Economico  emerge che la Valle d’Aosta è stata destinataria per il periodo di programmazione 2007-2013 del finanziamento di 84 progetti, per un ammontare pari a 45 euro per abitante, valore analogo alla media delle regioni del Nord Ovest.

Gli output. – Secondo gli standard internazionali, un’impresa è ritenuta innovativa se ha introdotto sul mercato o al proprio interno innovazioni significative, sia di natura tecnologica (cambiamenti nei prodotti o nei processi produttivi) sia di altro tipo (mutamenti nella struttura organizzativa, nelle tecniche di marketing, ecc.). In base ai dati dell’ultima rilevazione CIS dell’Istat, tra il 2008 e il 2010 il 56,8 per cento delle imprese valdostane ha attuato, o cercato di attuare, innovazioni di prodotto, di processo, di marketing o organizzative; l’analogo dato è pari al 58,4 per cento nel Nord Ovest e al 56,3 per il complesso del paese.

La quota scende al 32,2 per cento includendo soltanto le innovazioni di prodotto o di processo (44,1 nel Nord Ovest) e cala al 25,7 per cento considerando esclusivamente l’attività innovativa effettivamente portata a termine, valore di oltre 16 punti percentuali inferiore rispetto al Nord Ovest. Vi contribuisce il minore peso 
delle imprese di grandi dimensioni. In Valle d’Aosta, infatti, gli occupati in imprese con almeno 50 addetti erano nel 2010 il 18,7 per cento del totale, contro il 29,6 del Nord Ovest. 

L’innovazione si realizza in larga misura all’interno del perimetro aziendale: l’85 per cento delle imprese innovatrici sviluppa tale attività in-house (93 per cento sia nel Nord Ovest che in Italia). Soltanto il 13 per cento delle imprese innovatrici ha definito accordi di cooperazione, una quota simile alla media nazionale, ma inferiore a quella del Nord Ovest.

Un’ulteriore indicazione della bassa propensione all’innovazione è testimoniata dallo scarso ricorso a strumenti che offrono una protezione legale delle proprietà intellettuale e che al contempo consentono la trasferibilità tra imprese. In Valle d’Aosta la propensione a ricorrere al registro o al deposito di brevetti presso lo European Patent Office (EPO) è molto contenuta: tra il 2000 e il 2008 l’intensità media brevettuale, data dal numero di brevetti registrati per milione di abitante è stata mediamente di 61,2 all’anno, un valore inferiore sia a quello nazionale (72,6) sia soprattutto a quello del Nord Ovest (126,1).

Restringendo l’analisi ai brevetti presentati dalle sole imprese, in base a nostre elaborazioni sulla banca dati Patstat, le domande di brevetto provenivano per lo più dai settori delle macchine elettriche, elettroniche e apparecchi di precisione, della chimica, gomma e plastica e dei macchinari. 

Anche il ricorso a marchi è inferiore alle aree di confronto. Tra il 1999 e il 2011 in Valle d’Aosta le imprese hanno depositato presso l’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno (UAMI) 249 marchi, 4,3 ogni 1.000 addetti. L’intensità di produzione di marchi registrati è risultata ampiamente inferiore sia a quella del Nord Ovest sia a quella nazionale (rispettivamente, 11,0 e 7,7 marchi per 1.000 addetti). I marchi
provengono in prevalenza dall’industria, sia quella tradizionale (93) sia quella a più alta tecnologia (59).

Tra il 2003 e il 2011 le imprese industriali e delle costruzioni valdostane hanno presentato 95 domande di registrazione di design presso l'UAMI, una media di circa 6,5 domande ogni 1.000 addetti. Anche in questo caso l'intensità di produzione è risultata inferiore sia a quella del Nord Ovest sia a quella nazionale rispettivamente, 13,7 e 13,5). Le domande provengono con maggiore frequenza dall’industria tradizionale (56) rispetto a quella avanzata (37).

13 giugno 2013

Banca d'Italia: Nel 2012 il Pil della Valle d'#Aosta è diminuito dell'1,8 per cento

Da sinistra Antonio Ferraro, il Direttore Gennaro Maria Argirò e Marta Auticchio
Questa mattina con la consueta conferenza stampa è stato presentato il rapporto di Banca d'Italia dal titolo «L'economia della Valle d'Aosta». Inutile dire che il 2012 descritto dal direttore Gennaro Maria Argirò e dal suo staff (Marta Auricchio, Antonio Ferraro, coadiuvati dal torinese Roberto Cullino) è stato un Annus  Horribilis. In tragica perfetta sintonia con l'economia nazionale. Anzi, il consueto ritardo con cui si manifestano i fenomeni economici in Valle sembra disegnare uno scenario con qualche tinta più fosca se non del quadro nazionale di sicuro dell'area del Nord Ovest.

Come è mia abitudine in questo blog propongo ai visitatori di ImpresaVda il sommario di un testo complessivamente costituito da 81 pagine disponibile integralmente sul sito della Banca d'Italia. 
Nei prossimi giorni proporrò alcuni passaggi in versione antologica per proseguire insieme la riflessione. Vorrei augurarti buona lettura, ma di certo il tema non è ameno.

Nel 2012 l'attività economica della Valle d'Aosta si è contratta. Secondo le stime di Prometeia, il prodotto regionale in termini reali è diminuito dell'1,8 per cento, in misura inferiore alla media nazionale.
Nel settore manifatturiero la flessione della domanda interna ed estera ha determinato un calo della produzione e del fatturato delle imprese. La spesa per investimenti è risultata contenuta.
L'attività economica nell'edilizia ha continuato a ridursi; vi ha influito il deterioramento della domanda sia privata sia pubblica. È proseguita la diminuzione delle compravendite immobiliari; i prezzi delle abitazioni in termini nominali hanno iniziato a diminuire nel secondo semestre dell'anno. Il valore e il numero dei bandi per appalti pubblici sono calati fortemente.
Nei servizi il valore aggiunto si è ridotto dello 0,6 per cento, sulla base delle stime di Prometeia, principalmente per il calo nel comparto del commercio, che ha continuato a risentire della debolezza dei consumi delle famiglie, e in quello dei trasporti. Il movimento turistico è invece cresciuto per il contributo positivo sia della componente italiana sia di quella straniera.
Nel 2012 il numero di occupati è nuovamente calato; vi ha influito l'ulteriore flessione nel settore delle costruzioni e la riduzione in quello dei servizi. Il numero di occupati è diminuito nelle classi di età fino a 44 anni. Il tasso di disoccupazione è salito di quasi due punti percentuali, al 7,1 per cento. Le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni sono aumentate, soprattutto per l'apporto della componente straordinaria e in deroga.
Nel 2012 i prestiti bancari alla clientela residente in regione sono diminuiti. La riduzione ha riguardato sia i finanziamenti alle imprese sia quelli alle famiglie consumatrici. Sul calo hanno continuato a pesare le difficoltà di accesso al credito, che si sono accompagnate a una diminuzione della domanda. Nel primo trimestre dell'anno in corso la dinamica del credito è tornata ad essere positiva per le imprese, mentre hanno continuato a ridursi i prestiti alle famiglie consumatrici.
L'andamento negativo dei finanziamenti alle famiglie ha riflesso la contrazione sia dei mutui immobiliari sia del credito al consumo. Le nuove erogazioni per l'acquisto di abitazioni si sono ridotte e si sono ulteriormente concentrate presso le fasce più anziane della popolazione; si è arrestata la tendenza all'aumento di quelle di importo elevato. Negli anni tra il 2007 e il 2011 è cresciuta la quota di famiglie valdostane indebitate e l'incidenza della rata del mutuo sul reddito di queste famiglie è lievemente aumentata, restando comunque inferiore alla media del Nord Ovest e a quella nazionale.
La riduzione dei prestiti alle imprese ha riguardato principalmente i finanziamenti collegati alla gestione del portafoglio commerciale, in connessione alla flessione delle vendite; sono diminuite anche le forme a scadenza, a causa della scarsa attività di investimento. Si sono ulteriormente contratti i finanziamenti alle attività manifatturiere ed è diventato negativo il tasso di crescita dei prestiti al settore delle costruzioni.
Il perdurante stato di debolezza dell'attività economica si è riflesso sul peggioramento della qualità del credito. La dinamica è riconducibile principalmente all'aumento di nuove sofferenze tra le imprese, in particolare tra quelle delle costruzioni. Gli indicatori prospettici prefigurano un ulteriore abbassamento della qualità dei portafogli delle banche. Si è lievemente deteriorata anche la qualità del credito alle famiglie consumatrici.
La raccolta bancaria presso le famiglie e le imprese è tornata a crescere sospinta dall'incremento delle componenti a scadenza protratta, più remunerative, a fronte del calo dei conti correnti e dei pronti contro termine. L'ammontare dei titoli depositati dalle famiglie presso le banche, misurato al fair value, è diminuito; sono calati gli investimenti in obbligazioni e in titoli di Stato italiani a fronte di un aumento di quelli in azioni e in quote di OICR.

14 novembre 2012

Banca d'Italia: Continua a Deteriorarsi l'Economia Valdostana


Da sinistra Antonio Ferraro, il Direttore Gennaro Argirò e Marta Auricchio
Questa  mattina Banca d'Italia ha presentato il tradizionale aggiornamento congiunturale sull'economia della Valle d'Aosta nel 2012. A illustrare i contenuti del documento il Direttore Gennaro Maria Argirò coadiuvato da Marta Auricchio che ha illustrato l'economia reale e da Antonio Ferraro che si è occupato della parte sul credito.

Ecco la sintesi del rapporto che potete trovare anche sul sito di Banca d'Italia insieme al Pdf del testp integrale.


Nella prima parte dell'anno è proseguito il deterioramento congiunturale iniziato alla fine dell'anno scorso. Nel settore manifatturiero l'indebolimento della domanda interna ed estera ha determinato un calo della produzione e del fatturato delle imprese. L'attività di investimento è rimasta debole. Le aspettative delle imprese non prefigurano un miglioramento significativo della congiuntura nei prossimi mesi.
Nelle costruzioni è proseguita la fase negativa iniziata nel 2009; vi ha influito la debolezza della domanda sia pubblica che privata. Nei servizi la congiuntura è stata complessivamente sfavorevole; segnali positivi si sono avuti nel comparto turistico. Le condizioni nel mercato del lavoro hanno risentito del quadro congiunturale negativo: nel primo semestre gli occupati e il tasso di occupazione sono calati; il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 7 per cento. È tornato a crescere il ricorso alla Cassa integrazione guadagni.
Nei primi sei mesi dell'anno i prestiti bancari alle famiglie sono diminuiti; vi ha ancora influito la debolezza della domanda. Dopo il picco toccato nella seconda metà del 2011, l'irrigidimento dell'offerta di prestiti si è attenuato. Il credito alle imprese è ancora aumentato anche se a ritmi modesti: all'aumento dei finanziamenti alle aziende di maggiori dimensioni si è contrapposta la diminuzione di quelli concessi alle imprese più piccole. La domanda di credito delle imprese è rimasta debole, in particolare nel comparto delle costruzioni, riflettendo soprattutto una ridotta attività di investimento in capitale fisso. Hanno invece agito in senso moderatamente espansivo le esigenze di copertura del fabbisogno di circolante e quelle connesse con la ristrutturazione del debito.
La qualità del credito erogato alle imprese è ulteriormente peggiorata, mentre è rimasta stabile quella per le famiglie consumatrici. La raccolta bancaria presso le famiglie e le imprese è tornata a crescere, anche se in misura lieve. Sono aumentati sia i depositi, nelle forme diverse dai conti correnti, sia le obbligazioni bancarie. 

11 giugno 2012

L'Economia Valdostana nel corso del 2011 secondo Banca d'Italia

Lo staff  aostano di Banca d'Italia:  da sinistra il Direttore Gennaro Maria Argirò, Antonio Ferraro che si è occupato della parte sul credito e Marta Auricchio che ha illustrato l'economia reale


Questa mattina Banca d'Italia ha presentato il tradizionale rapporto annuale sull'economia della Valle d'Aosta nel 2011 (si tratta del quarto appuntamento regionale dopo Toscana, Province Autonome di Trento e Bolzano e Lombardia). Come sempre al tema dedicherò diversi post nei prossimi giorni. Inizio con il proporti la tradizionale sintesi. Le prime due pagine del rapporto che scattano l'istantanea più importante della nostra economia e, come è prevedibile, la Valle non è esente dalla crisi che ci circonda.


In Valle d'Aosta lo scorso anno la ripresa avviatasi nel 2010 si è indebolita. In base alle stime Prometeia, il PIL è aumentato dello 0,5 per cento, in rallentamento rispetto all'anno precedente (2,1 per cento).

Nell'industria il valore aggiunto ha bruscamente decelerato, risentendo a partire dall'estate del peggioramento della congiuntura nazionale e dell'indebolimento della domanda estera. Il fatturato delle imprese, secondo l'indagine della Banca d'Italia, sarebbe rimasto sostanzialmente stabile in termini reali, dopo la forte crescita dell'anno precedente. L'attività di investimento è risultata nel complesso debole, riflettendo il basso grado di utilizzo degli impianti e il deterioramento delle aspettative. 


Nel settore delle costruzioni è proseguita la fase negativa iniziata nel 2009. Nel mercato immobiliare il numero di transazioni ha fatto registrare un modesto calo, allontanandosi ulteriormente dai livelli massimi del 2006. Vi si è associata una flessione dei prezzi valutati al netto dell'inflazione. 


Nel settore dei servizi la crescita del valore aggiunto si è dimezzata rispetto all'anno precedente, scendendo all'1,1 per cento secondo i dati di Prometeia. Il comparto del commercio ha risentito della debolezza dei consumi delle famiglie. Il movimento turistico invece è cresciuto ulteriormente, trainato principalmente dall'aumento delle presenze di turisti stranieri. I transiti di automezzi pesanti sulle autostrade della regione sono aumentati.


Nel mercato del lavoro nella media del 2011 gli occupati e il tasso di occupazione sono calati; l'incidenza della disoccupazione è salita al 5,3 per cento. Sul calo occupazionale ha influito principalmente l'ulteriore flessione nell'industria in senso stretto e nelle costruzioni. Le ore autorizzate di Cassa integrazioni guadagni sono calate sia nella componente ordinaria sia per la parte straordinaria e in deroga. La crisi continua a colpire principalmente i giovani, per i quali il tasso di disoccupazione è aumentato in maniera intensa. Nostre elaborazioni relative ai livelli di istruzione in Valle d'Aosta mostrano un ritardo nel processo di accumulazione di capitale umano; tra i residenti il tasso di scolarizzazione e la percentuale di laureati sono inferiori sia alla media del Nord Ovest sia a quella italiana. 

L'indebolimento congiunturale si è riflesso negativamente sulla domanda di credito delle famiglie e delle imprese. Vi si è associato un irrigidimento dei criteri di offerta da parte delle banche. Nel 2011 i prestiti bancari concessi alla clientela residente in regione hanno decelerato. 
Con riferimento alle famiglie consumatrici, il rallentamento dei mutui ipotecari si è associato a un aumento del TAEG sui prestiti per l'acquisto di nuove abitazioni. Le nuove erogazioni hanno finanziato l'acquisto di immobili di maggior valore. È tornata invece positiva la dinamica del credito al consumo, grazie al contributo delle società finanziarie. 


La decelerazione dei finanziamenti alle imprese è imputabile principalmente al calo delle forme a scadenza, connesso con la debolezza del processo di accumulazione di capitale produttivo; si sono incrementati, invece, i prestiti erogati sotto forma di aperture di credito in conto corrente. Secondo dati provvisori, nel primo trimestre del 2012 la dinamica del credito alle imprese è diventata negativa.
Nel corso del 2011 è ripreso a salire il differenziale tra i tassi di interesse a breve termine sui prestiti bancari alle imprese e il tasso di riferimento della Banca centrale europea. L'aumento è stato nettamente più intenso nell'ultimo trimestre dell'anno, in concomitanza con l'acuirsi della crisi dei debiti sovrani e con il mutamento delle prospettive economiche generali. 


La qualità del credito, misurata dagli ingressi in sofferenza, si è mantenuta elevata per le famiglie consumatrici; per le imprese è rimasta nel complesso invariata, riflettendo un miglioramento nel settore delle costruzioni e dei servizi a fronte di un peggioramento nel comparto manifatturiero. Segnali di deterioramento della qualità dei portafogli bancari emergono invece dalla dinamica dei crediti deteriorati sia per le imprese, in particolare per quelle con almeno 20 addetti, sia per le famiglie.


La raccolta di depositi effettuata dal sistema bancario nella regione si è ridotta per le imprese, mentre è aumentata per le famiglie consumatrici. I titoli a custodia e amministrazione presso le banche delle famiglie valdostane sono diminuiti; in particolare sono calati gli investimenti in obbligazioni non bancarie, in azioni e in quote di OICR, a fronte di un aumento di quelli in titoli di Stato italiani e delle obbligazioni bancarie.



Qui trovi tutta la relazione.

12 febbraio 2012

L'andamento e la Qualità del Credito in Valle d'Aosta

Giovedì 2 febbraio, presso la Pépinières d'Entreprises di Aosta si è svolto il workshop dal titolo "Andamento e qualità del credito" organizzato dalla Camera di Commercio di Aosta in collaborazione con la Commissione regionale ABI della Valle d'Aosta e l'Ordine dei Dottori Commercialisti.

Obiettivo dell'iniziativa è stato quello di analizzare la situazione generale del credito con particolare attenzione sul nuovo regime di segnalazione delle esposizioni scadute e/o sconfinate previsto a livello comunitario e in vigore dal 1° gennaio 2012.

La giornata di lavoro, dal taglio essenzialmente operativo e finalizzato a portare avanti una riflessione congiunta sulle possibili iniziative per mitigare l'impatto sulle imprese, è stata moderata dal Presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti, dott. Piero Marchiando, e ha visto gli interventi della Camera di Commercio con il suo vicepresidente Roberto Sapia, del Direttore della Banca d'Italia Valle d'Aosta, dott. Gennaro Maria Argirò (lo scenario del credito in Valle d'Aosta), del Presidente della Commissione regionale ABI Valle d'Aosta, dott. Angelo Barbarulo (qualità del credito e crediti deteriorati: il nuovo regime di segnalazione delle partite scadute) e del dott. Pierpaolo Ferrari, SDA Professor all'Università Commerciale L.Bocconi (l'accesso al credito bancario da parte delle imprese: criteri, regole e strategie).

Qui  sono disponibili le slides delle relazioni proiettate durante il workshop. Chi non c'era può recuperare molti dei contenuti presentati.

19 novembre 2011

Banca d'Italia fa l'Aggiornamento Congiunturale

Da sinistra Antonio Ferraro, il Direttore Gennaro Maria Argirò e Marta Auricchio
Gennaro Maria Argirò, direttore della filiale di Aosta della Banca d'Italia, coadiuvato da Antonio Ferraro e dalla new-entry Marta Auricchio, chiamata ad occuparsi del Nucleo di ricerca economica, finalmente costituito in maniera stabile anche nella filiale aostana, ha presentato il rapporto “L’economia della Valle d’Aosta – Aggiornamento congiunturale”. Testo che potete trovare qui in versione integrale.
Sempre sul sito della Banca si trova anche la pubblicazione ”L’economia delle regioni italiane” che, oltre a descrivere le dinamiche più recenti della congiuntura, presenta alcuni approfondimenti monografici.

Qui sotto ti propongo una sintesi del rapporto su cui mi soffermerò a lungo nei prossimi giorni.

Nella prima metà del 2011 è proseguita la ripresa dell'attività produttiva in Valle d'Aosta, avviatasi nell'ultima parte del 2009. A partire dall'estate la congiuntura ha iniziato a peggiorare. Nell'industria la dinamica degli ordini e della produzione, ancora mi-gliorata nei primi sei mesi, si è successivamente indebolita, risentendo del rallentamento del commercio internazionale e delle turbolenze nei mercati finanziari. Le valutazioni espresse dalle imprese industriali contattate dalla Banca d'Italia e da Confindustria Valle d'Aosta delineano un quadro di forte incertezza sulle prospettive dell'attività produttiva e dei piani di investimento.

Nelle costruzioni l'attività è rimasta debole. Nei servizi, segnali positivi provengono dal turismo, con l'aumento degli arrivi di turisti, soprattutto stranieri, e dai transiti di mezzi pesanti nei due trafori internazionali. Le vendite nel commercio mostrano, invece, un profilo flettente.

Sono diminuiti gli occupati, sia tra gli uomini sia tra le donne. È lievemente aumentato il tasso di disoccupazione. Nei primi sei mesi dell'anno sono cresciuti, sui ritmi del 2010, i prestiti bancari alle famiglie consumatrici, a fronte di un rallentamento dei finanziamenti alle imprese. La dinamica del credito al consumo erogato dalle banche e dalle società finanziarie è risultata appena positiva. La qualità del credito è peggiorata per le imprese; è lievemente migliorata per le famiglie consumatrici.

14 giugno 2011

L'Economia Valdostana nel corso del 2010 secondo Banca d'Italia

Al centro della foto il direttore della Banca d'Italia Gennaro Maria Argirò
Oggi (come già annunciato in un precedente post) il nuovo direttore della filiale di Aosta Gennaro Maria Argirò ha presentato il rapporto di Banca d’Italia sull’andamento dell’economia regionale nel corso del 2010, come già fatto negli anni passati ti propongo il testo di sintesi che si trova all’inizio della relazione. Qui trovi il testo completo. Alcuni passaggi li posterò anche nei prossimi giorni.

L'economia della Valle d'Aosta nel 2010 ha mostrato segni di ripresa. In base alle stime di Prometeia, il PII, regionale è cresciuto dell'1,4 per cento recuperando meno della metà della riduzione del precedente biennio. All'incremento dell'attività hanno contribuito il settore dei servizi e quello dell'industria in senso stretto, a fronte di un ulteriore calo del valore aggiunto nelle costruzioni.

Gli ordini e la produzione nell'industria hanno registrato un miglioramento nel 2010, dopo la riduzione rilevata nei due anni precedenti, grazie soprattutto all'incremento del commercio internazionale. Le esportazioni delle imprese valdostane hanno avuto una ripresa intensa, superiore a quanto osservato al Nord Ovest e a livello nazionale, senza tuttavia raggiungere i livelli precedenti la crisi: vi ha contribuito l'andamento particolarmente positivo delle vendite di prodotti in metallo, principale comparto di esportazione regionale. Gli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata non hanno favorito la ripresa degli investimenti.

Nelle costruzioni le indagini congiunturali hanno evidenziato ancora una contrazione dell'attività; alcune indicazioni di miglioramento sono giunte dal mercato immobiliare, che ha registrato un aumento del numero delle transazioni e dei prezzi di vendita.

Deboli segnali di ripresa sono venuti dai principali comparti del settore dei servizi: sono aumentati i flussi turistici e i transiti di automezzi pesanti; in presenza di un lieve aumento dei consumi finali delle famiglie, nel 2010 si è contratta la spesa per beni durevoli.

I1 recupero dell'attività economica ha favorito un incremento dell'occupazione complessiva, in controtendenza con il Nord Ovest e il resto dell'Italia. Tra i settori, il contributo positivo è venuto solamente dai servizi, a fronte di un andamento negativo nell'agricoltura e nell'industria; l'aumento ha riguardato quasi esclusivamente la componente femminile e i lavoratori indipendenti. Il recupero dell'occupazione è testimoniato anche dal brusco calo della Cassa integrazione guadagni (CIG), tornata ai livelli precedenti la crisi.

I dati congiunturali più recenti, relativi in particolare all'andamento degli ordini nell'industria e della CIG, indicano un rallentamento della ripresa economica nel primo trimestre di quest'anno.

Alla fine del 2010 i prestiti bancari ai residenti in regione sono tornati a crescere dopo la lieve flessione dell'anno precedente. La dinamica positiva del credito è riconducibile sia ai prestiti alle famiglie consumatrici, in lieve accelerazione rispetto al 2009, sia ai prestiti alle imprese, che erano calati nell'anno precedente. I.'incremento dei finanziamenti bancari è proseguito anche nel primo trimestre del 2011, benché ad un tasso inferiore a duello del 2010. La qualità del credito si è mantenuta elevata nei confronti delle famiglie consumatrici, mentre quella dei finanziamenti alle imprese si è deteriorata, in particolare con riferimento alle famiglie produttrici. Per queste ultime, il peggioramento della qualità creditizia si è riflesso in un aumento dell'incidenza sui prestiti sia delle sofferenze bancarie sia dei crediti verso soggetti in temporanea difficoltà.

Il risparmio finanziario in regione e aumentato per le imprese, mentre è diminuito per le famiglie. I risparmiatori valdostani, pur continuando a prediligere in prevalenza strumenti finanziari caratterizzati da livelli di rischio contenuti, si sono indirizzati verso attività a maggior rendimento. Sono diminuiti i depositi delle famiglie a favore dei titoli di Stato e delle quote di OICR, mentre le imprese hanno ridotto i conti correnti, attuando una ricomposizione del portafoglio in favore dei depositi in pronti contro termine, dei titoli di Stato italiani, delle obbligazioni non bancarie e delle azioni.

4 giugno 2011

La Giornata dell'Economia 2011 e il Rapporto Banca d'Italia

Due appuntamenti da non perdere per avere un quadro approfondito dell'economia valdostana.

Giornata dell'economia 2011
Il primo appuntamento, organizzato dalla Camera valdostana, consiste nel consueto appuntamento camerale dedicato all'analisi economica del territorio, la «Giornata dell'economia» ed è in programma per le 15 di martedì  7 giugno, presso la Sala conferenze della Biblioteca regionale.
Nel corso dell'incontro, che sarà introdotto dai presidenti della Regione e della Chambre Augusto Rollandin e Pierantonio Genestrone, interverranno i docenti universitari dell'Università della Valle d'Aosta Massimo Lévêque, autore dell'analisi per conto della Camera valdostana, e Carmine Tripodi.

In particolare, l'economista Lévêque, dopo aver fornito i dati di quadro e presentato l'andamento dell'economia valdostana nel 2010, proporrà un focus sulle attività manifatturiere (andamento, insediamenti, R&S, aspettative), mentre il prof. Tripodi terrà un intervento sul tema «Lo sviluppo turistico di un territorio: tra strategie d'impresa e destination management».

Rapporto Banca d'Italia
Il secondo, organizzato dalla Filiale di Aosta della Banca d'Italia, diretta dal dott. Gennaro Maria Argirò, è la tradizionale presentazione del rapporto che analizza l'evoluzione della congiuntura economica della regione, sulla base degli indicatori statistici disponibili, delle rilevazioni effettuate presso gli opertaori e dei dati sul credito e sulla finanza in possesso dell'Istituto. L'appuntamento è previsto per martedì 14 giugno, alle 17, presso il Théatre de la Ville, via Xavier de Maistre, 21.

Relatori dell'incontro saranno Paolo Piselli, funzionario del Servizio Studi e relazioni internazionali della Banca d'Italia, e Antonio Ferraro, osservatore economico regionale della Filiale di Aosta, Interverranno il presidente della Giunta Rollandin, la presidente di Confindustria Valle d'Aosta Monica Pirovano, il Magnifico Rettore dell'Università della Valle d'Aosta Pietro Passerin d'Entrèves, il professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università della Valle d'Aosta Federico Visconti e Alessandra Staderini,funzionario del Servizio Studi di struttura economica e finanziaria della Banca d'Italia. 

19 novembre 2010

Riparte il Mercato Immobiliare ma il Comparto delle Costruzioni è in Difficoltà

«Nelle costruzioni prevalgono i segnali di difficoltà, pur in presenza di una ripresa del mercato immobiliare». Il verdetto arriva dall’aggiornamento congiunturale di Banca d’Italia sull’andamento dell’economia valdostana nel primo semestre, diffuso proprio in questi giorni e predisposto dalla filiale di Aosta, diretta dal mese di settembre da Gennaro Maria Argirò.

Il mercato immobiliare, secondo l’istituto di Avenue des Conseil des Commis ha registrato una significativa ripresa, favorita dal basso livello dei tassi di interesse sui mutui. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’Agenzia del territorio (OMI), citato dal rapporto, nel primo semestre del 2010 il numero di transazioni immobiliari in regione è aumentato del 5,2 % rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Era diminuito del 12,8 % nella media del 2009. L’incremento risulta così più alto di quello medio rilevato nell’area del Nord Ovest. «In base a elaborazioni su dati OMI, nel primo semestre di quest’anno – si legge ancora nella nota - i prezzi degli immobili residenziali sono aumentati, a valori correnti, del 2,3 per cento rispetto al corrispondente semestre del 2009, valore uguale a quello rilevato nella media dell’anno scorso».

Per Tecnocasa se i prezzi del capoluogo sono stabili località come Cogne (+2,9%), Morgex (+3,6%) e La Salle (+3,3%) hanno visto crescere il valore al metro quadro sia sulle tipologie nuove che su quelle usate. Le grandi capitali del turismo, soprattutto invernale, come Cervinia e Courmayeur, non fanno invece registrare particolari sussulti anche in virtù di prezzi decisamente sostenuti. Un appartamento ristrutturato in centro a Courmayeur può arrivare a costare anche 12mila euro al metro quadro.

Roberto Sapia, presidente di Cna Costruzioni, conferma la ripresa del mercato che comunque arriva «dopo lo scoppio della bolla immobiliare americana che ha avuto anche pesanti ripercussioni sulla realtà italiana». Le aziende non sembrano però avvantaggiarsene, anche perché sul fronte degli appalti pubblici la situazione è estremamente critica. «Banca d’Italia nel suo ultimo rapporto – evidenzia Sapia – fotografa una situazione che avevamo purtroppo già prefigurato un anno fa». In effetti il rapporto rileva come nel comparto delle opere pubbliche, in base ai dati CRESME, nel primo semestre del 2010 il valore dei bandi di gara pubblicati è diminuito del 55,3 per cento rispetto al primo semestre del 2009. L’importo medio degli appalti banditi si è collocato intorno a 600 mila euro, in forte contrazione rispetto allo stesso periodo del 2009 (2 milioni di euro). Il calo riflette anche la riduzione del valore medio delle opere inserite nel Piano operativo regionale. Nell’edilizia residenziale l’attività di ristrutturazione ha beneficiato dell‘aumento del numero di comunicazioni di detrazioni fiscali connesse con opere di manutenzione e di ristrutturazione (5,6 per cento nei primi sette mesi dell’anno), in misura inferiore a quanto rilevato nelle altre regioni del Nord Ovest. Nel comparto la preoccupazione cresce. Gli imprenditori contattati dalla Banca d’Italia nell’ambito del sondaggio congiunturale, condotto su un campione di imprese regionali del settore, hanno espresso per il 2010 indicazioni in prevalenza negative per la produzione e l’occupazione; la maggioranza delle imprese prevede comunque di chiudere l’esercizio in utile. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 17 novembre 2010)

23 settembre 2010

Banca d'Italia: Buon Lavoro Direttore!

Giuseppe Manitta
Permettimi, caro visitatore, di pagare un debito di riconoscenza con una persona di cui ho sperimentato in quest'ultimo triennio la cortesia, la disponibilità e, soprattutto, la professionalità.

Si tratta del dottor Giuseppe Manitta fino al 20 settembre Direttore della filiale della Banca d'Italia di Aosta e ora chiamato a più prestigioso incarico presso la sede di Verona. A lui faccio i miei migliori auguri di un lavoro proficuo come quello svolto nella nostra regione.

Lo faccio attraverso il blog anche perchè so che era un lettore attento non soltanto del Sole 24 Ore Nord Ovest, ma anche di quanto veniva proposto da ImpresaVda. Per questo mi auguro che, ogni tanto, per tenersi informato sulla Valle, torni a dare un'occhiata a queste pagine on line. 

Un  augurio di buon lavoro anche al nuovo Direttore della filiale. Si tratta del dottor Gennaro Maria Argirò che sino ad ora aveva ricoperto l'incarico di Vice Direttore.
 

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