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18 maggio 2017

#Credito fare impresa: un aiuto dalla #CEI alle #PMI valdostane

Articolo pubblicato nei giorni scorsi sul Corriere della Valle. A destra la copertina del numero dove è stato ospitato questo scritto.

Una partnership all’insegna della Speranza quella sottoscritta giovedì scorso dal Vescovo di di Aosta, Mons. Franco Lovignana, dal Presidente della Fondazione Comunitaria, Luigino Vallet, e dal Presidente della Chambre Valdotaine, Nicola Rosset. Mons. Lovignana, Vallet e Rosset (presente anche il direttore della Caritas Andrea Gatto e il Segretario Generale della Chambre Jeannette Pia Grosjacques) hanno firmato un protocollo di intesa ed una convenzioni finalizzati all’avvio di un servizio di accoglienza presso la Camera di Commercio per mettere a disposizione di cittadini ed imprese i fondi previsti dal “Prestito della Speranza”. «E’ un punto di partenza molto importante – ha detto Rosset - in un momento come l’attuale in cui constatiamo un calo numerico netto delle imprese in Valle d’Aosta. Siamo infatti convinti che in una realtà come quella valdostana, dove impresa e famiglia in molti casi sono un tutt’uno, il 56% delle aziende è infatti monoaddetto, intervenendo sulle imprese finiamo per agire sulle famiglie e questo è importante per la tenuta sociale ed economica della regione». Vallet ha invece sottolineato come questo microfinanziamento come già altre iniziative avviate in collaborazione con la Caritas si proponga un obiettivo di tipo «generativo» puntando sui talenti di chi chiede aiuto. Mons. Lovignana, a sua volta, ha sottolineato il senso dell’iniziativa: «Come Diocesi, attraverso la Caritas in particolare – ha detto il Vescovo – ci siamo presi a cuore da tempo il problema delle famiglie e delle microimprese che spesso coincidono con la famiglia. Questo protocollo si inserisce nel filone di alcune altre iniziative già realizzate in questi anni. Ricordo ad esempio i lavori realizzati nelle parrocchie da alcune squadre di lavoro composte da persone in difficoltà economica. Senza dimenticare altri progetti simili con la Cogne Acciai Speciali e i Lions, sempre nella logica della collaborazione. E’ questo il valore aggiunto del protocollo che oggi viene firmato. Ci auguriamo che il Prestito della Speranza grazie a questo protocollo possa decollare ulteriormente nel suo utilizzo».

Ma che cosa è il Prestito della Speranza?
La Conferenza Episcopale Italiana attraverso il «Prestito della Speranza» intende sostenere l’accesso al credito a condizione agevolate, a persone e microimprese in condizioni di vulnerabilità economica. Nel garantire il Prestito, la CEI intende perseguire l’inclusione sociale e lavorativa della persona, facendo leva sulla responsabilità personale e sulla libera iniziativa, in grado di favorire una ripresa economica e la creazione di lavoro. Si tratta di una iniziativa nata nel 2009 e che in Valle d’Aosta ha iniziato ad avere concreta attuazione nel 2012.

Chi dono i destinatari?
I destinatari sono persone fisiche, famiglie e microimprese che hanno difficoltà ad accedere al credito. Per quanto riguarda il protocollo firmato da Diocesi, Chambre e Fondazione i soggetti coinvolti sono le Microimprese che incontrano difficoltà di accesso al credito per realizzare investimenti sostenibili di crescita e sviluppo oppure sono in fase di avvio: imprese individuali, società di persone, S.R.L. semplificate ex art. 2463 bis c.c. e società cooperative.

Credito fare impresa
All’interno del «Prestito della Speranza» esiste infatti una parte riservata alle microimprese denominata «Credito fare impresa». Sono finanziamenti di importo non superiore a 25.000 euro, erogati in una unica tranche, se non diversamente concordato tra Banca e Cliente, per l’avvio o lo sviluppo di un’iniziativa imprenditoriale o di lavoro autonomo, TAN non superiore al 4,5% . La rata mensile indicativa è di 468 euro. Il finanziamento viene restituito alla Banca sulla base di un piano di ammortamento della durata massima di 6 anni, comprensivi del periodo di preammortamento di 12 mesi In nessun caso si applicano le penali di estinzione anticipata.

Gli impegni di chi ha sottoscritto il Protocollo
La Diocesi di Aosta si impegna ad attivare, attraverso la Caritas diocesana, un servizio di accoglienza gratuito nell’ambito del progetto denominato “Prestito della Speranza”, nel quale i volontari della stessa o di associazioni che con essa hanno stipulato accordi o convenzioni: svolgono l’attività di incontro dei potenziali beneficiari dei prestiti in un contesto istituzionale di riferimento per il tessuto imprenditoriale locale; forniscono i chiarimenti e le precisazioni sul progetto; e verificano la sussistenza dei requisiti per la successiva istruzione delle domande e valutazione della loro sostenibilità per l’ammissione all’iniziativa. La Chambre, a sua volta, si impegna a mettere a disposizione della Caritas diocesana di Aosta, a propria cura e spese un servizio di segreteria per l’annotazione degli appuntamenti e uno spazio per ospitare il servizio di accoglienza.  

6 novembre 2015

Un seminario dedicato al #welfare #generativo



Superare il modello di welfare basato quasi esclusivamente su uno Stato che raccoglie e distribuisce risorse tramite il sistema fiscale e i trasferimenti monetari per costruire un nuovo welfare in grado di rigenerare le risorse (già) disponibili, responsabilizzando le persone che ricevono aiuto, al fine di aumentare il rendimento degli interventi delle politiche sociali a beneficio dell’intera collettività. E’ la proposta culturale, lanciata dalla Fondazione Zancan, e che prende il nome di "welfare generativo" (WG).

La sfida del “Welfare generativo”, lanciata dalla Fondazione Zancan nel Rapporto sulla lotta alla povertà 2012 e ripresa e approfondita nel Rapporto 2013, sarà al centro di un seminario per addetti ai lavori che si terrà giovedì 12 novembre, a partire dalle ore 14.30, nell’aula magna dell’Università della Valle d’Aosta. A promuoverlo è la Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta in collaborazione con la Caritas diocesana e con l’Università della Valle d’Aosta.

Ospite del seminario il Direttore Fondazione Zancan Tiziano Vecchiato, che presenterà le idee e le esperienze di Welfare generativo. Il programma prevede poi, dopo i saluti introduttivi, del rettore dell’Università Fabrizio Cassella e del Presidente della Fondazione comunitaria Luigino Vallet, gli interventi di Andrea Gatto, Direttore Caritas Diocesi di Aosta, Gianni Nuti, Dirigente Struttura Politiche Sociali dell’Assessorato regionale Sanità, Salute e Politiche sociali, Sabina Fazari, Portavoce Terzo Settore Valle d’Aosta, Claudio Latino, Vice Presidente Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta, Patrik Vesan, Ricercatore Università della Valle d’Aosta, Riccardo Jacquemod, Federsolidarietà e Roberto Presciani, Consorzio Trait d’Union.

Il seminario è gratuito. Le persone interessate possono inviare le loro preiscrizioni via mail a presso la Segreteria della Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta: segreteria@fondazionevda.it

3 gennaio 2014

Il #Nonprofit e la sfida dell'#innovazione sociale


«Come si è visto, il tema oggi non  sembra essere più quello di riconoscere il mondo non profit. Di riconoscerne la funzione, sociale ed economica. Il tema – invece – è diventato quello dell’impatto sociale delle iniziative promosse dalle istituzioni nonprofit. Da qui la sfida dell’innovazione sociale». 
Nereo Zamaro, Dirigente di ricerca ISTAT, lo dice chiaramente. Il mondo del non profit oggi è chiamato a rendere palesi e misurabili i benefici derivanti dal suo operato soprattutto in un contesto come quello valdostano dove anche Dario Ceccarelli, Capo dell’Osservatorio economico e sociale della Regione, evidenzia numeri da primato. 

Il numero di organizzazioni non profit ogni 10mila abitanti è passato da 69,2 a 104,2 nel 2011, contro una media italiana di 50,7. Sulla stessa lunghezza d'onda valdostana soltanto Trento passata da 46,7 a 102,3. Si tratta di alcuni dei dati forniti nel corso del Convegno Osservare, capire, agire. Leggere il mondo non profit attraverso i dati del censimento, svoltosi nell’Aula magna dell’ateneo valdostano e organizzato la Presidenza della Regione e la Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta e la Chambre Valdôtaine. 

Nel dettaglio i numeri del settore consistono in 1.219 unità istituzionali attive, 2113 addetti, 589 lavoratori esterni, 24 lavoratori temporanei e 18.692 volontari. In pratica la Valle d'Aosta conta 187 addetti ogni 10 abitanti (media italiana 115 e Bolzano, per fare un esempio significativo è a quota 150, mentre Trento guida a quota 211) e i volontari sono 1.525 sempre ogni 10mila abitanti contro una media italiana di 801 e un Bolzano a 3.012, miglior risultato italiano. Il 35,6% degli addetti si dedica ad attività assistenziali e di protezione civile, il 25,9 ad istruzione e ricerca e il 13,8 a cultura, sport e ricreazione. 

Numeri tutti che esprimono una grande ricchezza che però a detta di molti osservatori si scontra con il pericolo di una frammentazione che inevitabilmente mina l'efficacia dell'azione del Terzo settore. In proposito Zamaro in una delle slides presentate ha ipotizzato alcune soluzioni per migliorare la qualità dell'operato del mondo della coperazione sociale. Prima di tutto la necessità di Piattaforme comuni, della condivisione delle informazioni e di sistemi di allerta per sovrapposizioni da gestire. Poi la creazione di maggiori opportunità per il lavoro a distanza, la formazione online, l'integrazione delle basi dati tra istituzioni diverse; l'attenzione ai punti di rischio e gestione del rischio informativo; la presenza di Standard comuni tra uffici; il produrre e diffondere indicatori per il monitoraggio dei livelli di risultato individuale; il costruire occasioni di comunicazione; la consultazione frequente dei cittadini; la diffusione di indicatori sui risultati raggiunti; l'utilizzo di varie soluzioni e-gestite e, infine, la Condivisione del back office, anche via cloud; della formazione on-line; e la nascita di luoghi di condivisione delle best practices.

All'incontro sono intervenuti anche il Presidente della Chambre Nicola Rosset, e il Rettore dell’Università Fabrizio Cassella, Luigino Vallet, Presidente della Fondazione Comunitaria di Aosta. Il convegno ha dato anche spazio ad alcune realtà valdostane del non profit, i cui rappresentanti sono intervenuti in una tavola rotonda, e alla relazione di Anna Maria Merlo, docente di Economia solidale e gestione delle aziende non profit presso l’Università della Valle d’Aosta, sulle linee di azione da intraprendere in questo ambito. 

22 dicembre 2013

Economia #solidale, #Welfare e #Nonprofit: intervista alla professoressa Anna Maria Merlo e al Presidente della Fondazione Comunitaria Luigino Vallet

Intervista a Luigino Vallet, presidente della Fondazione Comunitaria e Anna Maria Merlo, docente di Economia solidale e gestione delle aziende non profit presso l’Università della Valle d’Aosta.

Vallet prima di tutto ricordiamo il compito della Fondazione Comunitaria…
Pur interessandoci in questo momento ad aiuti concreti legati alla crisi come il «Pronto soccorso» gestito con la Caritas, la Fondazione cerca di sostenere con dei progetti esemplari un modo nuovo di affrontare la crisi delle risorse.

Professoressa Merlo cosa si intende per economia solidale e come questa si relaziona con il no profit?
Per economia solidale intendiamo un modo differente di fare economia, di fare impresa, di svolgere delle attività produttive, di produrre dei beni o dei servizi, di generare ricchezza e di utilizzarla, investirla o spenderla. Un modo differente rispetto ai modelli applicati nel ‘900. Sono stati dei modelli economici «classici» caratterizzati da una spiccata propensione per un'alta produttività, per competitività, per un'attitudine alla generazione di ricchezza, di profitto, la realizzazione anche di lucro e negli ultimi decenni del secolo scorso anche caratterizzati da una propensione speculativa, il cosiddetto capitalismo finanziario che è una delle ragioni maggiori della crisi nella quale ci troviamo. Economia solidale dunque come dice la parola stessa caratterizzata da comportamenti cooperativi, solidali dove per solidali possiamo pensare alla definizione di "responsabili in solido" come si usa dire nel diritto, ciò significa che siamo tutti responsabili: i singoli individui, la collettività, le imprese e le istituzioni. Questo si intende per economia solidale. Siamo tutti responsabili del benessere, della risposta ai bisogni delle persone, della comunità, e pure dell'ambiente.

Entrambi avete partecipato al convegno «Leggere il non profit attraverso i dati del censimento». Professoressa Merlo che cosa emerge da questa analisi?
Il trend di fondo è di un ruolo sempre più cruciale del non profit, del terzo settore. E il non profit è un attore molto rilevante nell'economia solidale in quanto è caratterizzato per sua natura da atteggiamenti, valori, modi di funzionare cooperativi e responsabili. Emerge questa combinazione tra terzo settore, non profit ed economia solidale.

Vallet, l’evento è stato patrocinato dalla Camera di Commercio perché una realtà che normalmente offre servizi alle imprese profit è interessata al terzo settore?
Noi abbiamo coinvolto la Camera di Commercio per due motivi. Il primo è che la Camera è un soggetto che h nell'ambito delle sue attività l'obiettivo di promuovere impresa. E ovviamente il mondo del terzo settore è un mondo di un'impresa particolare, quella sociale, che produce servizi sul piano del fondamento del conto economico, ma pure valore aggiunto in termini di relazionalità. Tra l'altro questo ha fatto sì, ad esempio, che nella Camera di Commercio di Torino creassero due ambiti: un osservatorio di economia civile e un laboratorio continuativo della sussidiarietà. Quest'ultimo è l'altro motivo per cui riteniamo opportuno coinvolgere la Chambre con la voglia di farsi coinvolgere non soltanto per il profit ma pure per il non profit.

Professoressa Merlo possiamo collegare i concetti di economia solidale e di welfare?
Assolutamente sì. Se pensiamo che welfare significa benessere, cioè che le persone abbiano le risposte ai loro almeno più importanti bisogni. Se dunque ricordiamo che l'economia solidale è un'economia che si ripropone di essere responsabile dei bisogni delle persone e dei loro gruppi sociale ecco che il collegamento tra le due componenti appare evidente e naturale. Molto più naturale rispetto a quello che poteva succedere nei modelli di economia classica del passato. Pensiamo agli Stati Uniti. Alla fatica che si sta facendo in quel paese per poter introdurre il diritto all'assistenza socio-sanitaria per tutti, prescindendo dalla ricchezza delle persone. Questo è un buon esempio che ci fa capire come nei sistemi economici molto liberisti, come quello statunitense, il welfare è vissuto quasi come un intruso, una specie di riserva indiana, mentre invece in un modello di economia solidale il welfare è una componente naturale e fondamentale. In quanto in un'economia dove le persone non stanno bene non possono funzionare neppure le altre attività.

Vallet può illustrarci come si è svolto l’evento?
L'evento si è articolato in due parti. Dopo i saluti istituzionali c'è stata una presentazione da parte del professor Nereo Zamara, dirigente dell'Istat, dei dati quantitativi del censimento. Dopo questo esame fatto attraverso un confronto con altre realtà alpine come Trento e Bolzano e del Nord Ovest. Successivamente siccome l'obiettivo della Fondazione comunitaria voleva essere anche proporre un momento di riflessione, collegato alla precedente conferenza del professor Borzaga Miglietta Scavini sul ruolo dell'economia sociale abbiamo voluto sollecitare questo mondo attraverso una tavola rotonda, preceduta da un intervento di Dario Ceccarelli, responsabile dell'Osservatorio economico-sociale regionale, per definire la cornice di riferimento di questo mondo, con interventi di rappresentanti del mondo della cooperazione sociale, delle organizzazioni di volontariato e dell'associazionismo di promozione sociale e del mondo delle Fondazioni che è un po' la scoperta di questi ultimi anni,il soggetto emergente, soprattutto nell'ambito dell'istruzione.

In questo quadro le istituzioni giocano un ruolo importante...
Sicuramente. Ad esempio l'Assessore alla Sanità Antonio Fosson dovrebbe entrare in un ruolo di governo non tanto sul fronte della gestione ma della valorizzazione degli attori presenti sul territorio. La Chambre invece è stata incaricata di realizzare concretamente il censimento del non profit di qui il suo ruolo tutt'altro che secondario.

Vallet Una novità da annunciare come Fondazione comunitaria?
Posso annunciare un progetto sperimentale legato all'istituto dell'affidamento mirato a cambiare la strategia in questo momento di crisi. Partire anziché dal soggetto individuale da famiglia a famiglia. Cercare di recuperare il più possibile il ruolo della famiglia dove il bambino ha difficoltà cresce.

Professoressa Merlo abbiamo un sogno legato al futuro del terzo settore ma pure dell'economia? E non aggiungo la parola solidale in quanto a mio avviso l'economia solidale non è un'economia nuova ma il proporre la realtà economica nella sua giusta realtà...
Il mio è un sogno culturale cioè che tutte le persone, in particolare i giovani e gli studenti con i quali lavoro e che cerco di far riflettere moltissimo su questo, le istituzioni e pure le imprese, insomma gli attori di tutti i settori, capiscano che comportarsi in una maniera differente in campo economico e quindi in modo responsabile e solidale e non più con un approccio speculativo, attento unicamente al profitto e alla ricchezza, non è soltanto un comportamento o un'attitudine che contiene dei valori, quindi buona o giusta, ma è prima di tutto un comportamento razionale e una risposta intelligente rispetto alle difficoltà e alle necessità delle persone e del mondo, sarebbe una reazione razionale rispetto ai fallimenti ormai evidenti dell'economia classica. Il mio sogno è che essere speculatori egoisti, opportunisti, irresponsabili non sia assolutamente più di moda, non sia ritenuto intelligente, ma un comportamento anacronistico e sbagliato. Aggiungerei antieconomico da tutti i punti di vista.

12 dicembre 2013

Venerdì 13 dicembre Stefano Fracasso (#RAV) ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore, ti ricordo per Venerdì 13 dicembre il nono appuntamento con «ImpresaVda», alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora domani Venerdì 13 dicembre, sempre alle 9,35 per la puntata numero 135.   Avrò come ospite Stefano Fracasso, il Presidente della Rav, cioè la società Raccordo Autostradale Valle d'AostaNel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 6 dicembre alla Professoressa di Economia solidale Anna Maria Merlo dell'Università della Valle d'Aosta e a Luigino Vallet, presidente della Fondazione Comunitaria della Valle d'Aosta, la versione cartacea è disponibile anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola domani.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

5 dicembre 2013

Venerdì 6 dicembre Anna Maria Merlo (#Economia solidale) e Luigino Vallet (Fondazione Comunitaria) ospiti a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore, ti ricordo per Venerdì 6 dicembre l'ottavo appuntamento con «ImpresaVda»,  alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora domani Venerdì 6 dicembre, sempre alle 9,35 per la puntata numero 134.   Avrò come ospite Anna Maria Merlo, docente di Economia solidale e gestione delle aziende non profit presso l’Università della Valle d’Aosta e Luigino Vallet, presidente della Fondazione ComunitariaNel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 29 novembre a Stefano Collé (Les Bières du Grand-Saint-Bernard), la versione cartacea è disponibile anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola domani.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

30 novembre 2013

Leggere il mondo del «non profit»


Fornire un quadro aggiornato e attendibile sulla realtà del non profit in Valle d’Aosta ed offrire alcune chiavi di lettura utili a comprendere, interpretare e prendere decisioni, per affrontare e risolvere le problematiche di un mondo articolato e complesso, che comprende il volontariato, l’associazionismo di promozione sociale, la cooperazione sociale e le fondazioni.

Con questi obiettivi, la Presidenza della Regione e la Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta e la Chambre Valdôtaine, organizzano il convegno Osservare, capire, agire. Leggere il mondo non profit attraverso i dati del censimento, che si svolgerà venerdì 6 dicembre, alle ore 14.30, nell’Aula magna dell’ateneo valdostano, in Strada Cappuccini 2 ad Aosta.

Il convegno, grazie alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, esperti e studiosi, responsabili ed operatori del terzo settore, si propone come occasione di confronto sulla dimensione quantitativa e qualitativa del terzo settore valdostano, a partire dai dati forniti dall’ultimo censimento sul non profit realizzato dall’Istat.

L’incontro sarà aperto dal Presidente della Regione Augusto Rollandin e dal Rettore dell’Università Fabrizio Cassella, mentre l’introduzione ai lavori è affidata a Luigino Vallet, Presidente della Fondazione Comunitaria di Aosta. Ad offrire la fotografia del terzo settore valdostano, anche in relazione al contesto socio-economico locale, saranno Nereo Zamaro, Dirigente di ricerca ISTAT, e Dario Ceccarelli, Capo dell’Osservatorio economico e sociale della Regione.

Il convegno darà anche spazio ad alcune realtà valdostane del non profit, i cui rappresentanti interverranno in una tavola rotonda, e alla relazione di Anna Maria Merlo, docente di Economia solidale e gestione delle aziende non profit presso l’Università della Valle d’Aosta, sulle linee di azione da intraprendere in questo ambito.

Le considerazioni conclusive saranno, infine, a cura dell’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali Antonio Fosson e di Luigino Vallet.

28 febbraio 2013

L'importanza dell'economia sociale e solidale

Approfondire il ruolo positivo che gioca l’economia sociale nei confronti di questa crisi che investe sia il modello di sviluppo economico sia i valori di riferimento della nostra società. Nasce con questi presupposti il convegno “Dall’economia sociale e solidale siamo tutti coinvolti” organizzato dalla Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta in collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta, presso cui da sempre si dedica attenzione anche ai temi dell’economia solidale e del welfare, e il Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta e previsto sabato 16 marzo ad Aosta presso l’Aula magna dell’ateneo valdostano. 

Anche la Valle d’Aosta si misura oggi con una situazione di crescente disagio delle persone alle prese con problemi legati alla casa, con un aumento progressivo della disoccupazione, che interessa in particolare le fasce giovanili e con nuove tensioni sociali. Sul piano dei valori si registrano poi comportamenti caratterizzati da passività, qualunquismo, individualismo e  dalla difficoltà a prendersi carico del “bene comune”.

Su questo fronte fanno eccezione le realtà della società civile organizzata che quotidianamente si spendono in opere di cura del territorio e di promozione sociale. Sono associazioni di volontariato, cooperative sociali, centri di primo ascolto, gruppi di acquisto solidale, ONG, fondazioni di comunità, associazioni civili di lotta alla mafia, organizzazioni di consumo critico che con il loro impegno hanno contribuito alla tenuta della coesione sociale proponendo valori di fraternità e di giustizia sociale in risposta ad egoismi e interessi corporativi. Queste esperienze di solidarietà vissuta in più di un caso hanno sperimentato alternative innovative e  credibili e hanno creato situazioni lavorative che permettono  di vivere ad una proficua relazione tra società ed economia, dando nuovo slancio ideale e nuova vitalità alla nostra comunità.

Il convegno intende, quindi, approfondire il ruolo che potrebbe giocare l’economia sociale nel superare, nel contesto più ampio italiano ed europeo, questo momento di perdurante crisi economica e sociale.  Da stimolo alla nascita di nuove esperienze di sviluppo per le comunità locali, a riscoperta del mutualismo delle “Societés Ouvrières”, al rilancio ancora dell’impiego non tradizionale legati allo sviluppo delle cooperative sociali, dell’housing sociale, delle produzioni agricole biologiche.

 «Sappiamo infatti che anche nella nostra realtà ci sono esperienze, capacità e sensibilità adatte ad essere “portatori di intenzionalità” generative, e ci consideriamo, da questo punto di vista una risorsa, anche se piccola, ma riteniamo preziosa per la nostra comunità» dichiara Luigino Vallet, Presidente della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, da sempre impegnata in una logica di welfare territoriale nel riscatto delle competenze e nel protagonismo e nella solidarietà delle comunità locali.

Al convegno interverranno, tra gli altri, Carlo Borzaga, docente di Politica Economica, Università degli Studi di Trento, Angelo Miglietta, docente di Economia e gestione delle imprese, IULM, Milano e Felice Scalvini, avvocato, presidente Assifero. 
 

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