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17 giugno 2016

Giornata Economia 3 - Un'analisi territoriale

Propongo a puntate (questa è la terza e ultima) una ricca sintesi, fatta dagli stessi interessati, del lavoro svolto dall'Osservatorio economico e sociale della Regione Autonoma Valle d’Aosta (Dario Ceccarelli) e dall'Ufficio studi ed informazione economica della Chambre Valdôtaine (Claudia Nardon e Maria Angela Buffa).

L’APPROFONDIMENTO: UN’ANALISI TERRITORIALE
UNA PROSPETTIVA 
TERRITORIALE SUB-REGIONALE
Nonostante la crescente globalizzazione, si stanno facendo strada studi ed analisi che considerano il territorio come una dimensione strategica importante. La crisi economica, sociale e culturale che stiamo attraversando, incentiva i territori, in particolare quelli montani quale quello regionale, ad intraprendere percorsi di sviluppo prevalentemente fondati sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione di risorse.
Rispetto a questi orientamenti è pertanto opportuno approfondire la conoscenza delle peculiarità territoriali. In questo senso, abbiamo operato un tentativo di individuazione di aree che presentavano nessi economici, sociali e culturali che potevano essere ricondotti a unità. Abbiamo così ripartito i diversi comuni regionali rispetto a aree territoriali sub regionali omogenee, che prescindono da quelle disponibili definite in via amministrativa, che tenessero conto della specifica dimensione sociale del territorio e che potessero dare conto del modello insediativo regionale.
La ripartizione per aree adottata è dunque la seguente :
AREA
COMUNI
AOSTA
AOSTA
CINTURA URBANA
CHARVENSOD – GRESSAN – POLLEIN - SAINT-CHRISTOPHE SARRE
ALTRI COMUNI ASSE CENTRALE
ARNAD - ARVIER -- BARD
CHAMBAVE - CHAMPDEPRAZ
CHATILLON – DONNAS- HONE
ISSOGNE – MONTJOVET - PONTEY
PONT-SAINT-MARTIN -
SAINT-VINCENT- VERRES
CAMPAGNA URBANIZZATA
AYMAVILLES - BRISSOGNE
FENIS - JOVENCAN
NUS - QUART
SAINT-MARCEL
SAINT-PIERRE - VILLENEUVE
MEDIA MONTAGNA
ALLEIN - ANTEY-ST-ANDRE' - AVISE
CHALLAND-ST-ANSELME
CHALLAND-ST-VICTOR - DOUES
EMARESE- ETROUBLES - FONTAINEMORE
GABY - GIGNOD
INTROD - ISSIME
- LA SALLE- LILLIANES - MORGEX
PERLOZ – PONTBOSET- PRE'-SAINT-DIDIER -
- ROISAN - SAINT-DENIS - SAINT-NICOLAS
VALPELLINE - VERRAYES
ALTA MONTAGNA NON TURISTICA
BIONAZ – CHAMOIS- LA MAGDELEINE- OLLOMONT- OYACE
RHEMES-ST-GEORGES SAINT-OYEN
SAINT RHEMY EN BOSSES- VALGRISENCHE - VALSAVARENCHE
ALTA MONTAGNA TURISTICA
AYAS – BRUSSON - CHAMPORCHER - COGNE – COURMAYEUR - GRESSONEY- LA-TRINITE'
GRESSONEY-ST-JEAN - LA THUILE
RHEMES-NOTRE-DAME -- TORGNON
VALTOURNENCHE


IMPRESE E TERRITORIO: SINTESI DI CONFRONTO FRA AREE
L’area che presenta il maggior numero di imprese è Aosta, dove si concentra quasi un quarto delle imprese valdostane (24,4%), seguita dagli altri comuni dell’area centrale (20,5%); tuttavia l’area più densamente popolata di imprese in rapporto alla popolazione risulta essere quella dell’alta montagna turistica, dove si contano ben 191 imprese registrate ogni 1.000 abitanti (la media Italia è di 99,6). In termini di imprese, il settore delle costruzioni predomina o ricopre ruoli rilevanti in quattro aree su sette.
Se lo stock di imprese valdostane ha subìto complessivamente una flessione del 2,5%, dalla disamina per area si evince che, benché tutte siano state interessate da un decremento, il calo maggiore è stato registrato per la campagna urbanizzata (-3,3%). Meno intaccata dalla contrazione è risultata l’area dell’alta montagna: la non turistica (-1,1%), che presenta la fetta più piccola di imprese, e la turistica (-1,6%) .
Le aree con la maggiore quantità di imprese individuali sono la media montagna e l’alta montagna non turistica che contano anche le quote più basse di imprese non di micro dimensioni.
Le imprese più longeve si trovano nell’ alta montagna turistica, prevalentemente nel turismo e nel commercio, e nell’area di Aosta, principalmente nel commercio.
Le imprese femminili sono maggiormente presenti nell’area dell’alta montagna non turistica, nei settori di alloggio e ristorazione e agricoltura.
Le giovanili sono più rappresentate nella media montagna, nei settori costruzioni e agricoltura. Le straniere sono più concentrate nell’area di Aosta, nei settori delle costruzioni e del commercio.
Da un raffronto di più lungo periodo, è l’asse centrale ad aver perso la maggiore quantità di imprese, seguito dalla media montagna che è anche quella che ha visto peggiorare maggiormente il rapporto tra imprese e popolazione residente. Ad eccezione dell’area di Aosta, nella quale le imprese individuali si sono lievemente incrementate, le altre aree presentano delle percentuali inferiori, il che testimonia una mutata composizione del tessuto imprenditoriale.
DEMOGRAFIA, DOMANDA DI LAVORO E FLUSSI TURISTICI NELLA PROSPETTIVA TERRITORIALE
Aspetti demografici
La gran parte dei residenti, circa tre quarti della popolazione si concentra, come noto, sull’asse centrale, circa il 14% nella media montagna e il restante 11% nell’alta montagna. La media montagna, insieme alla cintura urbana ed alla campagna urbanizzata sono le realtà dove è maggiore la quota di giovani di età inferiore ai 15 anni. L’alta montagna e nuovamente la cintura urbana e la campagna urbanizzata sono le aree dove l’incidenza della popolazione in età lavorativa è più elevata, mentre Aosta evidenzia la quota maggiore di ultrasessantacinquenni. Osserviamo altresì che l’incidenza dei residenti con cittadinanza straniera è più elevata nell’asse centrale, in particolare nell’area di Aosta e negli alti comuni dell’asse centrale, ma anche nella montagna turistica.
Se la distribuzione della popolazione è un dato sufficientemente conosciuto, certamente meno si conosce sulle dinamiche demografiche. La natalità nel periodo 2007-2014 appare maggiore nella media montagna e nelle aree a ridosso del capoluogo (cintura urbana e campagna urbanizzata). D’altra parte si tratta delle sole aree che presentano saldi demografici positivi, che uniti ad una dinamica migratoria più intensa, portano a tassi di incremento della popolazione maggiori.
I fabbisogni occupazionali
Anche la domanda di lavoro, misurata in questo caso attraverso le assunzioni, si concentra prevalentemente sull’asse centrale (57,6%), ma risulta significativa anche per l’alta montagna (poco meno del 25%, una quota non molto dissimile dai fabbisogni occupazionali espressi da Aosta). Per questa specifica dimensione si è dovuto tenere conto anche del fatto che una quota dell’offerta di lavoro regionale è impiegata in sedi di lavoro al di fuori della regione.
In termini dinamici, osserviamo che nel corso dell’ultimo anno la domanda di lavoro di flusso evidenzia un’importante crescita nell’alta montagna, dovuta esclusivamente alla montagna turistica, mentre nelle altre aree regionali si contrae, anche se Aosta e l’area urbana mostrano una crescita significativa.
Anche in una prospettiva temporale di più lungo periodo (per ragioni metodologiche in questo caso 2009-2015), in larga parte in ragione delle caratteristiche della crisi più volte richiamate, le aree che vedono rafforzare maggiormente la domanda di lavoro sono l’asse centrale e l’alta montagna, specificatamente quella turistica.
È interessante, infine, notare come la domanda di lavoro soddisfatta dall’offerta di lavoro non residente si sia contratta in misura maggiore di quella regionale, soprattutto nel lungo periodo.
I flussi turistici
In ragione della metodologia utilizzata per la costruzione delle aree, i flussi turistici risultano concentrati principalmente nella montagna turistica, la quale nel 2015 da sola spiega oltre la metà degli arrivi e quasi il 60% delle presenze.
Tuttavia, è altrettanto rilevante rimarcare come anche altre aree stiano definendo un proprio profilo turistico, evidenziando dinamiche positive, soprattutto nel medio periodo. È questo ad esempio il caso della media montagna che tra il 2007 ed il 2015 registra una dinamica particolarmente positiva, sia per gli arrivi, sia per le presenze.


Giornata economia 2 - Mercato del #Lavoro, Benessere economico e Coesione sociale

Propongo a puntate (questa è la seconda) una ricca sintesi, fatta dagli stessi interessati, del lavoro svolto dall'Osservatorio economico e sociale della Regione Autonoma Valle d’Aosta (Dario Ceccarelli) e dall'Ufficio studi ed informazione economica della Chambre Valdôtaine (Claudia Nardon e Maria Angela Buffa).


IL MERCATO DEL LAVORO

Il quadro che caratterizza la regione a inizio 2016, pur manifestando alcuni segnali di miglioramento, permane segnato da una fase di grande incertezza, da un’elevata disomogeneità e conferma la presenza di difficoltà settoriali e la persistenza di fenomeni di criticità sul mercato del lavoro. Nello specifico, il mercato del lavoro per il 2015 evidenzia segnali non lineari che determinano un risultato finale che, rispetto all’anno precedente, ci restituisce un quadro sostanzialmente invariato nei suoi principali aggregati. La prima parte dell’anno ha mostrato tendenze maggiormente positive, vanificate da un secondo semestre più critico. Ne consegue che, nonostante si siano evidenziati alcuni modesti segnali di arresto della caduta, permangono ancora trend critici.
Nel 2015 gli occupati sono mediamente pari a circa 54.800 unità, le forze di lavoro si attestano a 60.200 unità, mentre l’area della disoccupazione interessa, in media, circa 5.300 unità. Rispetto all’anno precedente i dati indicano una modesta diminuzione degli occupati (-0,5%), a cui è corrisposta una più elevata contrazione della partecipazione, in quanto le forze lavoro sono diminuite dello -0,6% rispetto all’anno precedente. Questi andamenti hanno quindi prodotto una riduzione quantitativamente contenuta delle persone in cerca di occupazione (-1%), interrompendo però una fase di crescita costante che si protraeva dal 2010.
In termini comparativi osserviamo che, pur in presenza di forti tensioni occupazionali, i principali indicatori del mercato del lavoro confermano che la regione si colloca su posizioni di eccellenza nel panorama italiano. In particolare, si può notare che il tasso di occupazione è inferiore soltanto a quelli della Provincia di Bolzano e della Regione Emilia-Romagna, è allineato a quello della Provincia di Trento, è di molto superiore a quello medio italiano, oltre che essere migliore di quello relativo al complesso del nord ovest. Per contro, il tasso di disoccupazione resta inferiore di quello di gran parte dei territori considerati, superiore però a quelli delle Province di Trento e di Bolzano e della Lombardia, allineato a quello del nord ovest, ma inferiore e a quello medio italiano.
Il quadro dei principali indicatori del mercato del lavoro risulta sostanzialmente stazionario, con il tasso di attività (15-64 anni), attestato anche per il 2015 al 72,8%, il tasso di occupazione 15-64 anni al 66,2% e il tasso di disoccupazione fermo all’8,9%.
Questi risultati sono, tuttavia, dovuti a trend contrapposti, con una situazione che migliora per la componente femminile, la quale registra un aumento del tasso di occupazione. Per contro, la componente maschile registra una contrazione del tasso di attività unitamente alla riduzione del tasso di occupazione, che danno luogo ad una nuova crescita del tasso di disoccupazione.
Andamenti disomogenei si osservano anche settorialmente, con l’industria che evidenzia una contrazione dei propri posti di lavoro nel corso dell’ultimo anno (-5,4%), dovuta in larga parte alla dinamica particolarmente critica dell’edilizia (-9,2%), mentre la domanda di lavoro cresce nel settore terziario (+0,7%), in particolare nelle attività commerciali e turistiche (+6%).
Osserviamo altresì che nel 2015 il lavoro alle dipendenze si espande (+0,3%), a fronte però di una nuova contrazione del lavoro indipendente (-2,9%). Inoltre, un ulteriore andamento contrastante è dato dal fatto che l’occupazione stabile si riduce (-0,7%) e quella a tempo determinato cresce del 6,8%. Segnaliamo, altresì, un’espansione dei posti di lavoro con orario part-time (+6,4%), prevalentemente determinata dalla componente maschile (+14,4%), nonostante interessi anche quella femminile (+4,1%) che continua a rappresentare la componente più importante dell’occupazione part time. (quasi 3 donne su 10 occupate sono impiegate in un lavoro con orario ridotto).
Segnali incoraggianti possono poi essere tratti dalle dinamiche dei fabbisogni occupazionali misurati attraverso le assunzioni registrate dai dei Centri per l’impiego.
Su queste basi si può, infatti, osservare che nel 2015 le assunzioni si attestano su di un valore non molto dissimile dall’anno precedente (+0,3%), ma anche in questo caso il saldo finale sconta dinamiche eterogenee. Infatti, la componente femminile (+2,2%) mostra performance migliori di quella maschile (-1,8%)
Rispetto ai dati occupazionali, emergono invece alcune differenze rilevanti che si può ipotizzare essere l’espressione, ancorché piuttosto “timida”, dell’emergere di segnali di ripresa della domanda di lavoro che i dati di stock non riescono ancora a cogliere.
Infatti, il settore industriale mostra una importante crescita dei fabbisogni occupazionali (+8,2%), ma se considerata al netto delle costruzioni l’aumento risulta pari al +23,4%. Il settore terziario evidenzierebbe una battuta di arresto della domanda di lavoro di flusso (-0,5%), ma tra le sue componenti quella ricettiva alberghiera è in crescita (+7,1%).
Anche guardando al carattere dell’occupazione, i dati delle assunzioni mostrano alcune discontinuità. Segnaliamo, in particolare, la crescita del lavoro a tempo indeterminato (+48,4%), la cui incidenza sul totale della domanda di flusso resta però ancora modesta (15%) e pertanto, presumibilmente anche per questo motivo, si riproduce con difficoltà sullo stock degli occupati.

BENESSERE ECONOMICO E COESIONE SOCIALE

Il permanere, seppure con intensità attenuata, di una crisi economica senza precedenti, influenza la fascia di popolazione esposta ai rischi di esclusione e di povertà.
Nonostante che il reddito medio annuo pro-capite in Valle d’Aosta, secondo gli ultimi dati disponibili (anno 2014), risulti ancora superiore di circa il 15% rispetto alla media nazionale, nel corso dell’ultimo anno ha registrato una contrazione (-0,8%). Tuttavia, la nostra regione è una delle realtà con la minore diseguaglianza reddituale: il reddito posseduto dal 20% della popolazione con i redditi più alti è di 3,6 volte quello posseduto dal 20% con i redditi più bassi ( 5,8 Italia e 4,6 per la ripartizione Nord).
Come si è visto, i dati di previsione sui consumi delle famiglie indicano una ripresa che troverebbe conferme dall’indagine Istat sui consumi correnti delle famiglie, da cui emerge una crescita nel 2014 in Valle d’Aosta della spesa media mensile per famiglia (+0,8%) dopo un biennio di contrazione.
Un leggero miglioramento della situazione viene registrato anche dagli indicatori di natura soggettiva, misurati attraverso una specifica indagine dell’Istat. Infatti, nel 2015 la percentuale di persone che giudicano la propria situazione peggiorata rispetto all’anno precedente si riduce sensibilmente, così come si riduce la percentuale di coloro che ritengono di disporre di risorse economiche inadeguate.

Segnali positivi vengono poi anche dai dati di deprivazione che vedono una riduzione: sia delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale residenti in Valle d’Aosta, sia degli individui che vivono al di sotto della soglia della povertà relativa.

16 giugno 2016

Giornata economia 1: Quadro economico e Struttura produttiva

Propongo a puntate una ricca sintesi, fatta dagli stessi interessati, del lavoro svolto dall'Osservatorio economico e sociale della Regione Autonoma Valle d’Aosta (Dario Ceccarelli) e dall'Ufficio studi ed informazione economica della Chambre Valdôtaine (Claudia Nardon e Maria Angela Buffa).

IL QUADRO MACROECONOMICO
I dati macroeconomici previsionali di fonte Prometeia sul 2015 delineano un quadro di moderato miglioramento, prevalentemente grazie ad una domanda interna più vivace.

Esaminando infatti i principali aggregati, tra il 2014 ed il 2015 il PIL della Valle d’Aosta è cresciuto dello 0,8%, più del dato nazionale (0,5%) e la variazione 2015/2016 è dell’1,2%, pari all’attesa nazionale.

Secondo la stessa fonte, il valore aggiunto si è incrementato dello 0,7% (Italia 0,3%), la spesa per consumi delle famiglie è cresciuta dell’1,3%, più del dato nazionale (1,1%) sostenuta dall’incremento del reddito disponibile in termini reali (potere di acquisto) e da una sostanziale stabilità dei prezzi al consumo.

Gli investimenti fissi lordi (+0,8%) hanno registrato variazioni moderatamente positive con prospettive di un sensibile incremento per l’anno in corso.

L’export regionale per l’anno 2015 ammonta a circa 605,7 milioni di euro e rispetto alla performance nazionale e dell’area di riferimento si dimostra più debole: la diminuzione rispetto all’anno precedente è stata dello 0,3% (Italia +3,8%, Nord Ovest +2,7%) .
I flussi più rilevanti si confermano essere quelli relativi alle vendite di metalli e di prodotti in metallo (354 milioni di euro complessivi), che incidono sempre in misura preponderante sulle esportazioni regionali, ed in particolare di prodotti della metallurgia (331 milioni), tradizionale comparto di specializzazione.
Fra questi, gli impulsi più favorevoli in rapporto al 2014 si sono riscontrati per le bevande (+21,4%) e i macchinari (+20,4%); l’export di prodotti della metallurgia e di mezzi di trasporto ha invece subìto un calo (rispettivamente del -3,1% e del 23,9%).

LA STRUTTURA PRODUTTIVA
Anche dal punto di vista della demografia delle imprese, i risultati non sono incoraggianti, soprattutto per i settori del commercio e dell’ edilizia, sebbene costituiscano tuttora i comparti numericamente più rilevanti (sommati rappresentano più di un terzo del totale delle imprese).

Le imprese registrate in Valle d'Aosta nel 2015 sono 13.012, costituite per più della metà come imprese individuali, che però continuano a mostrarsi in calo (-177 imprese rispetto al 2014) insieme alle società di persone (-149 imprese). Si conferma invece la tenuta delle società di capitali e delle cooperative. Rispetto al 2014, lo stock di imprese è calato nel complesso del 2,5% ( - 330 imprese, dato Italia +0,3%).

Considerando i settori di attività, si registra stabile la consistenza delle imprese appartenenti al turismo e ai servizi alle imprese. Le imprese agricole e del manifatturiero hanno riportato un calo, per quanto contenuto. Maggiori sofferenze emergono invece dai settore del commercio, che perde 117 imprese, e dell’edilizia (-112 imprese) 1.

Le imprese artigiane, circa un terzo delle imprese registrate, fanno rilevare una dinamica meno favorevole rispetto alla totalità delle imprese, andamento che non sorprende alla luce del fatto che si ripercuote sull’intero comparto l’andamento negativo del settore delle costruzioni che assorbe più del 50% delle imprese artigiane.

Le imprese artigiane registrate nel 2015 sono 3.786, in netta preponderanza costituite sotto forma di impresa individuale, che, anche in questo caso, insieme alle società di persone, si registrano in calo (-92 imprese e – 37 rispettivamente).

In raffronto al 2014 scontano un calo del 3,2%, con un saldo negativo di 124 unità. (dato Italia -1,6%). Prendendo in esame i settori di attività più rilevanti per dimensione, si evidenzia come la flessione sia quasi interamente concentrata nel settore delle costruzioni (-97 imprese che spiegano quasi l’80% della flessione) restituendo un quadro ancora di profonda difficoltà del comparto.

La tendenza alla contrazione si riflette sulle principali fattispecie imprenditoriali: in controtendenza con quanto verificatosi a livello nazionale, si registrano infatti in calo sia le imprese femminili sia le straniere, mentre quelle giovanili mostrano una maggiore tenuta.  (continua)

9 giugno 2016

Venerdì 10 giugno Giornata dell'#Economia 2016 all'Università


La Presidenza della Regione autonoma Valle d’Aosta, la Chambre Valdôtaine e l’Università della Valle d’Aosta organizzano, venerdì 10 giugno, alle 17,  presso l’Aula Magna dell’Università della Valle d’Aosta, la Giornata dell’Economia 2016.

L’iniziativa sarà l’occasione per un’analisi dei dati che hanno caratterizzato il 2015 oltre che della situazione economica e sociale del territorio per fornire una fotografia delle dinamiche in atto anche a livello sub regionale.

Il programma della manifestazione, dopo gli indirizzi di saluto del Rettore dell’Università della Valle d’Aosta, Fabrizio Cassella, e del Presidente della Chambre, Nicola Rosset, prevede gli interventi di Dario Ceccarelli, dell’Osservatorio Economico e Sociale della Regione Valle d’Aosta, di Claudia Nardon e Maria Angela Buffa, dell’Ufficio Studi della Chambre Valdôtaine, e di Paolo Preti dell’Università della Valle d’Aosta.

Le conclusioni saranno invece affidate al Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Augusto Rollandin.

15 giugno 2015

Giornata dell'#Economia: Una fotografia della Valle d'#Aosta



Mercoledì 10 giugno si è svolta presso l'Aula magna dell'Università della Valle d'Aosta la tradizionale Giornata dell'Economia. A offrire ai presenti il quadro dello stato di salute dell'economia regionale è stata Maria Angela Buffa dell'Ufficio Studi della Chambre. Il suo intervento era stato preceduto da quello del Presidente della Chambre Nicola Rosset che ha rivolto un caloroso invito agli imprenditori a tornare ad investire.
Sono poi intervenuti Claudia Nardon, sempre della Chambre, Chiara Mauri e Patrick Vesan, entrambi dell'Università della Valle d'Aosta. Al termine dell'incontro è stato presentato il manifesto dei Giovani imprenditori valdostani di cui ho già scritto. (in proposito ti segnalo anche l'intervista di Edy Incoletti nell'ultima puntata di ImpresaVda di cui puoi riascoltarti il podcast).
Qui di seguito una sintesi della presentazione.
Per il 2013 il PIL in termini correnti della Valle d’Aosta ammonta a 4.721,9 milioni di euro e si registra in aumento rispetto al 2012. Per lo stesso anno un valore del PIL per abitante di 36.832,4 euro colloca la Valle d’Aosta in seconda posizione a livello nazionale. Rispetto al 2013 il valore aggiunto a prezzi correnti (4.104,3 milioni di euro) si registra in incremento e, per branca di attività, l’aumento è da ricondurre in primo luogo ai servizi. La spesa per consumi finali delle famiglie ammonta a 2.826 milioni di euro, rispetto al 2013 è in diminuzione. Per reddito disponibile lordo pro-capite (21.377,1 euro), sebbene in diminuzione, la Valle d’Aosta continua ad essere la prima regione dal 2010.
La partecipazione al mercato del lavoro si mantiene elevata: il tasso di attività 15-64 anni è al 72,8% (Nord Ovest 70,5%) ed è in aumento. Sono aumentati sia gli occupati (+0,7%) ma anche le persone in cerca di occupazione (+10,2%); l’industria (manifatturiero e costruzioni), dopo la contrazione dell’anno precedente, ha assorbito in misura superiore l’aumento degli occupati (+4,3%) ma il singolo comparto delle costruzioni ha ancora subìto una contrazione (-9,8%). Il tasso di disoccupazione è ancora aumentato (8,9%) anche se si mantiene più basso di quello del Nord-Ovest (9,3%) e si è incrementato particolarmente per gli uomini (quasi un punto percentuale). Le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni sono state più di 1,2 milioni, la quota più elevata degli ultimi quattro anni e rispetto al 2013 sono aumentate del 7,3%.

Le esportazioni hanno segnato un risultato molto positivo (+6,1%), riportando una performance superiore a quella rilevata a livello nazionale (+2,0%) e per la macro area Nord Ovest (2,2%). Il manifatturiero ha registrato un incremento del 6% e al suo interno le vendite dei prodotti della siderurgia, prima merce per valore dell’export, si sono incrementate dell’8,7%. Le principali destinazioni rimangono i paesi limitrofi (Francia e Svizzera) ma si segnala un particolare incremento dei flussi verso gli Stati Uniti.

La domanda turistica ha evidenziato un miglioramento: le presenze di turisti in Valle d’Aosta sono aumentate di circa lo 0,2% e il numero degli arrivi dell’1,4% (nel 2013 si erano rispettivamente contratti del 5,9% e 3,7%) e per entrambi i flussi la componente straniera si è registrata in incremento.

Altra nota positiva è emersa sul fronte del credito: la consistenza dei depositi bancari e del risparmio postale in Valle d’Aosta è nel complesso aumentata del 4,1%, gli impieghi bancari sono aumentati dell’1,9% e il numero affidati nel 2014 si è particolarmente ridotto.

Nel 2014 la base imprenditoriale si è nuovamente contratta, ma in maniera meno accentuata a quanto avvenuto dodici mesi prima. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni si è mantenuto negativo ma rispetto al 2013 sono calate le cessazioni, anche se il tasso di mortalità risulta ancora superiore al dato medio del Nord Ovest e al nazionale. Riguardo alla natura giuridica delle imprese, la crescita delle società di capitali riprende vigore (+2,2% dopo lo 0,3% scorso) mentre le altre tipologie risultano in calo. Il calo più rilevante è stato riportato dalle costruzioni che hanno perso 114 imprese (-4,1%). Anche l’industria e i servizi alle imprese sono stati in flessione (rispettivamente -2,4% e -1,4%) ma in compenso sembra essersi arrestata l’emorragia delle imprese agricole. Le imprese artigiane si sono contratte del 3,6% e, anche in questo caso, il settore più colpito è stato quello delle costruzioni (-108 unità pari al -5,0%).

La crisi dilagante non pare avere però eroso la capacità di innovare; le start up innovative, a cui è riservata una sezione speciale del Registro Imprese, per la quasi totalità appartengono al settore dei servizi ed in particolare dei servizi avanzati (produzione di software, R&S, servizi ICT, studi di ingegneria e altre attività professionali, scientifiche e tecniche). La loro incidenza sulle società di capitale è circa lo 0,5%, superiore a quella rilevata per il Nord Ovest (0,28%) e per l’Italia (0,25%).

Sul sito della Chambre trovi tutte le slides.

8 giugno 2015

Giornata economia: save the date!


11 giugno 2014

Giornata dell'economia 2014: quadro critico per la Valle d'#Aosta


Oggi presso l'aula magna dell'Università della Valle d'Aosta è stata presentata la tradiizionale Giornata dell'economia, come sempre organizzata dalla Camera di Commercio di Aosta. Sono intervenuti oltre al Rettore dell'Università Fabrizio Casella, in qualità di padrone di casa, l'Assessore alle Attività Produttive Pierluigi Marquis e il Presidente della Camera di Commercio Nicola Rosset (di cui domani proporrò l'intervento integrale) oggi per chi non c'era pubblico la nota redatta dall'Ufficio studi ed informazione economica della Chambre Valdôtaine che sintetizza la presentazione del rapporto 2013, fatta da Maria Angela Buffa, funzionario Ufficio studi ed informazione economica, la fotografia delle imprese familiari in Valle d'Aosta proposta da Claudia Nardon, responsabile dell'Ufficio studi ed informazione economica, e l'intervento della professoressa Annamaria Merlo dell'Università della Valle d'Aosta dal titolo «Impresa & Sociale per un nuovo paradigma economico». 

L'economia nel 2013
Il quadro economico internazionale nel 2013 continua a manifestare elementi di debolezza: la crescita si è mantenuta nel complesso debole, anche se, nei paesi avanzati la dinamica economica ha registrato un progressivo miglioramento nel secondo semestre.
Nell'area euro, dopo sei trimestri di contrazione, nel secondo trimestre del 2013 l'attività economica è ripartita, ma ha mantenuto nella seconda parte dell'anno una dinamica ancora modesta; in media d'anno il prodotto si è registrato in contrazione (da -0,7% del 2012 a -0,5% del 2013). La debole ripresa è stata guidata dalle componenti interne di domanda, investimenti e consumi, mentre la domanda estera netta ha fornito mediamente un contributo nullo. Nella prima metà del 2014 la crescita del Pii dovrebbe consolidarsi grazie al miglioramento dei consumi privati e al contributo positivo delle esportazioni nette (PIL area euro +1,2%).


Permane critica la situazione occupazionale di quasi tutti i paesi europei, in particolare dei paesi dell'Europa meridionale. Il tasso di disoccupazione per l'Europa calcolato sui 28 paesi membri è pari al 10,8% (10,4% nel 2012); nell' area euro il tasso è salito al 12% (era 11,3 % nel 2012).

In Italia, il calo del PIL per il 2013 è stato dell' 1,9% (nel 2012 era stato del 2,4%) ed è stato generato prevalentemente dalla contrazione delle componenti interne della domanda (investimenti e consumi), ridottesi però in maniera meno rilevante rispetto all'anno precedente. Per l'anno in corso è previsto un miglioramento (+0,6%). In tale fase di debolezza della domanda di beni di consumo, l'inflazione è calata in misura sensibile. La produzione industriale nella media del 2013 è scesa ma con meno vigore rispetto al 2012.

Il mercato del lavoro risulta ancora pesantemente caratterizzato dal quadro di difficoltà ereditato dagli effetti della crisi: gli occupati sono in calo e il tasso di disoccupazione aumenta di un punto percentuale e mezzo rispetto all'anno precedente (12,2 % nel 2013, 10,7 % nel 2012). 

L'economia locale sperimenta una nuova dinamica in peggioramento: dopo aver recuperato nel 2010 ed essere rimasto sostanzialmente stabile nel 2011, il PIL reale del 2012 si contrae del 3,5% sull'anno precedente, riportando una variazione negativa più accentuata rispetto al dato nazionale. Nel 2011 i consumi finali e gli investimenti fissi lordi si erano ridotti rispettivamente dello 0,5% e del 4,8%.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici pro-capite nel 2012 si è ridimensionato (-3,5%), pur mantenendosi su livelli più elevati rispetto al dato medio italiano che rimane di poco superiore ai 17mila euro. Nei tradizionali territori di confronto, solo il territorio di Bolzano mostra una performance lievemente superiore (poco più di 21.600 rispetto a circa 21.100 per la Valle d'Aosta).

Sul versante occupazionale, si consolidano le criticità già emerse negli ultimi anni: la contrazione degli occupati, l'aumento delle persone in cerca di occupazione, l'aumento del tasso di disoccupazione (8,4% nel 2013), soprattutto giovanile (30,8%). Si riduce il numero di ore autorizzate di CIG.

La consistenza dei depositi bancari in Valle d'Aosta è aumentata, in maniera più sensibile degli impieghi, e le sofferenze sono in crescita: si può dedurre allora una maggiore propensione a strategie conservative, atteggiamento non foriero di positivi effetti sulla ripresa dell'economia.

Il tessuto produttivo si è ulteriormente indebolito: il numero di imprese si è ridotto del 2,5%, prevalentemente a causa del calo della componente agricola che sembra manifestare sempre più compiutamente la mancata strutturazione in senso imprenditoriale che la contraddistingue. Anche il settore delle costruzioni ha subito delle perdite, pur confermandosi il settore economico maggiormente rappresentato (21% del totale imprese).

In relazione alla natura giuridica delle imprese registrate, il lieve incremento delle società di capitale evidenzia come nel nostro territorio non sembrino aver avuto particolare successo le forme semplificate di costituzione di società a responsabilità limitata previste dalla recente normativa.
Le imprese artigiane hanno evidenziato una maggiore tenuta in termini di numero di imprese, calando deIl'1,6%, principalmente per via della riduzione registrate nel settore delle costruzioni.

Ora che l'economia è messa alla prova da una prolungata fase di crisi, appare importante interrogarsi sulle prospettive di componenti finora poco indagate del sistema: questa è la ragione per cui si è cercato di conoscere meglio le imprese familiari, pur fra molte difficoltà operative nell'identificare da un punto di vista statistico le imprese di famiglia distinguendole dalle altre.

La realtà delle imprese familiari
Le imprese familiari, intendendo per tali le imprese sia individuali sia societarie il cui controllo è nelle mani di una famiglia, possono essere infatti stimate più che puntualmente individuate e prevalentemente grazie ai dati sugli occupati familiari all'interno delle imprese.

Questa analisi può riservare delle sorprese in un quadro nel quale si è portati a ragionare in termini di impresa public company; le imprese di famiglia infatti per numero, occupazione e valore aggiunto prodotto sono anche in Valle d'Aosta una voce importante del panorama produttivo. Un modello che non può essere ignorato nelle riflessioni in tema di sviluppo e di ripresa competitiva dei sistemi economici locali.

Le imprese familiari valorizzano infatti quel patrimonio di imprenditorialità diffusa che caratterizza il nostro Paese ed evidenziano fattori di resistenza alla crisi quali la capacità di rinunciare al profitto immediato in una prospettiva di lungo periodo e la tendenza alla conservazione dell'impresa. Non mancano però fattori di debolezza,particolarmente sentiti anche nella nostra realtà quali le piccolissime dimensioni, la scarsa propensione al rischio e l'aspetto critico costituito dal passaggio generazionale, tutti elementi sui quali le imprese avrebbero bisogno di sostegno e di assistenza. 

Imprenditorialità sociale: cresce l'attenzione
L'ambito dell'imprenditorialità sociale sta guadagnando attenzione, negli anni recenti, a livello locale, nazionale e anche internazionale, non soltanto per la sua capacità di tenere testa alla crisi economico­finanziaria, ma anche in quanto componente cruciale all'interno di nuovi modelli socio-economici.

Giusto per avere un ordine di grandezza, in Europa 11 milioni di cittadini - il 4,5% della popolazione - lavorano nell'economia sociale, producendo il 10% del PIL dell'Eurozona; le cooperative in particolare impiegano 5,4 milioni di persone. In Italia si tratta di 77.000 imprese, con 1,2 milioni di occupati.
Il mondo delle camere di commercio italiane ha già dedicato in passato spazi di approfondimento a tale ambito, per esempio attraverso rapporti di analisi sulle imprese cooperative (2006), nonché presentandolo tra le possibili 'tematiche per una lettura integrata dei fenomeni economici' (2013).
Dal canto suo, l'economia solidale e le imprese sociali sono ormai un elemento imprescindibile all'interno delle discipline economico-aziendalistiche, e l'Università dedica loro attenzione e specifiche azioni di formazione e ricerca.

Le imprese sociali, secondo gli ultimi dati disponibili (ISTAT, Unioncamere, e altre fonti), mostrano resilienza alle difficoltà, capacità di difendere l'occupazione, valorizzazione delle competenze nonché della forza lavoro femminile, giovanile e immigrata, legami con il territorio, propensione all'innovazione. Per contro, manifestano difficoltà sui versanti del credito e della patrimonializzazione, delle dimensioni sovente piccole e dunque fragili, delle strutture di governance, delle relazioni strategiche con altri tipi di imprese e istituzioni e con il sistema dei media.

Si tratta certamente di elementi che il mondo delle imprese sociali dovrà affrontare e migliorare, nel prossimo futuro, per poter dispiegare al meglio le proprie potenzialità; in parte, effettivamente, tali elementi sono presenti anche nelle Linee-Guida per il terzo settore e l'economia sociale, recentemente proposte da parte del Governo italiano. Perché, come afferma lo stesso Presidente della Commissione Europea J.M.Barroso, «L'impresa sociale può sicuramente rivelarsi un eccellente programma per il cambiamento». 

23 luglio 2012

Claudia Nardon (Camera di Commercio): «di troppa informazione non è mai morto nessuno»


Claudia Nardon (Camera di Commercio)

Questa settimana ti propongo l'intervista di Claudia Nardon, Direttore Area Anagrafica e certificazione della Chambre Valdôtaine. Tema dell’intervista è la professione dell’agente immobiliare. Come sempre l'intervista è già stata trasmessa da Radio Proposta in Blu e pubblicata sul Corriere della Valle, il settimanale che dirigo e a cui ti invito ad abbonarti: 40 euro per un anno di informazione. Dopo lo spot spazio all'intervista.

Qual è lo stato dell’arte della professione? Anche il quadro normativo è profondamente mutato…
Consideriamo che le leggi che disciplinano l’attività di mediazione – e che non riguardano soltanto il settore immobiliare – sono stratificate nel tempo a partire addirittura dal 1913. E quindi, forse, un po’ di manutenzione del quadro normativo andava fatta. Soprattutto è intervenuta abbastanza pesantemente sul settore la direttiva servizi che ha come obiettivo l’armonizzazione europea delle leggi che disciplinano le attività imprenditoriali e ha liberalizzato tutta una parte dell’esercizio dell’attività. Per quello che riguarda però l’attività di mediazione ha confermato la necessità che chi esercita questo tipo di attività proprio perché opera stretto contatto con il mercato e può turbarne l’andamento abbia dei requisiti professionali precisi.

Mettiamoci dalla parte del consumatore: che cosa deve fare un cliente quando contatta o viene contattato da un agente immobiliare? Come si fa a capire se un agente è abilitato oppure no?
Prima di tutto informarsi. Deve sapere se la persona con la quale sta avendo a che fare è una persona che è stata abilitata a fare l’attività che svolge. La cosa più semplicissima è chiedere il tesserino perché i mediatori abilitati sono tutti in possesso di un tesserino con tanto di foto, rilasciato loro dalla Camera di Commercio. O se si è un po’ pigri, viste le recenti novità normative in base alla quale i mediatori saranno tenuti ad iscriversi nel registro delle imprese, fare semplicemente una visura. E’ possibile anche farlo da casa e così ci si rende se la persona con cui si ha a che fare è professionalmente abilitata a fare l’attività. Il che ovviamente non mette al riparo da altri possibili inconvenienti però quanto meno ci avvantaggia.

In Valle d’Aosta c’è stato un vero e proprio prolificare di agenzie? Come ufficio avete mai riflettuto su questo?
Come trend ha colpito anche noi. Siamo passati dalle circa 98 agenzie nel 2009 a 107 del giugno 2011. Ovviamente su una popolazione di circa 130mila abitanti fa un’agenzia ogni 1200 abitanti, una percentuale abbastanza elevata. Io posso soltanto pensare che essendo la nostra una regione con importanti patrimoni immobiliari privati ed una vocazione turistica le agenzie gestiscano tanti affitti, tante seconde case. Però ammetto che si tratta ancora di un’analisi superficiale.

Che tipo di doveri hanno gli agenti immobiliari verso i clienti e verso la Chambre?
Verso i clienti ovviamente il loro compito consisterebbe nello svolgere il loro ruolo nella massima imparzialità possibile perché questa è l’essenza dell’attività del mediatore e l’essere il più corretti possibili. Purtroppo non essendoci un albo professionale come per altre attività non c’è un codice deontologico di riferimento. E questo rende poi difficile andare a sanzionare i comportamenti irregolari Ha però dei compiti di natura amministrativa abbastanza precisi. Iscriversi una volta a ruolo al già citato registro imprese e, soprattutto, depositare i formulari che utilizza per esercitare la sua attività il che consente un ulteriore controllo da parte degli utenti che dovessero averci a che fare. I clienti possono venire in Camera di Commercio e consultare se i formulari a loro proposti sono o non sono conformi a quelli depositati.

Come si diventa agenti immobiliari?
Non è semplicissimo. Nel senso che la legge ha dei requisiti abbastanza stringenti e complicati, oltre ad esserci dei requisiti di natura morale, che sono ovviamente necessari in quanto si opera sul mercato, il requisito professionale è comunque imprescindibile dal superamento di un esame. E’ un esame piuttosto impegnativo, disciplinato da norme specifiche, e che prevede prima di tutto il superamento di un corso con una durata prefissata e poi il sostenimento di una prova scritta ed una orale. E caso direi unico nel mondo delle prove selettive è necessario non soltanto avere la sufficienza come media tra le due prove, ma almeno la media del sette. Risulta quindi una prova molto selettiva. Noi normalmente organizziamo una sessione d’esame all’anno dove registriamo una discreta partecipazione anche perché, proprio per l’alta selettività della prova, è presente anche un discreto gruppo di ripetenti che tornano. Questa comunque è una garanzia in più per l’utente che per lo meno sa di avere a che fare con persone competenti.

Oltretutto come Chambre comminate anche delle sanzioni di tipo amministrativo e pure disciplinare?
Si, purtroppo abbiamo anche questo ingrato compito. Le sanzioni di tipo amministrativo, cioè pecuniarie, vanno prevalentemente a colpire chi esercita abusivamente l’attività e, quindi, non i mediatori, ma coloro che si spacciano per tali. E su questo la legge, modificata in questi ultimi anni, ha previsto delle sanzioni molto elevate che vanno da 5mila a 15mila euro. Quelle disciplinari sono previste per chi turba gravemente l’andamento del mercato o tiene un comportamento deontologicamente scorretto. Come dicevo prima non essendoci un codice deontologico fissato spesso è difficile andare a capire i comportamenti un po’ borderline da che parte stanno. Si va dalla sospensione alla radiazione.

Una novità, come ufficio, da raccontarci…
Usciamo per un momento dal campo della mediazione. Io mi occupo anche di statistica e la cosa interessante che stiamo facendo quest’anno è un grosso progetto di indagine sulla green-economy in Valle d’Aosta. Ciò che più mi preme di rimarcare è che si tratta di uno studio che mira  dare al mondo imprenditoriale delle possibilità di riconversione delle proprie attività in senso green, fornendo quindi degli strumenti concreti.

Dovendo mandare un telegramma urgente sul tema di oggi a chi lo invierebbe e che cosa ci scriverebbe?
Io lo invierei ai consumatori e ci scriverei che in questa come in altre situazioni di troppa informazione non è mai morto nessuno. 

21 giugno 2012

Roberto Nale (Fiaip) torna ospite a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore, metto on line anche la novantasettesima puntata di «ImpresaVda», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Si tratta della puntata trasmessa il 15 giugno.


Con me in studio  Claudia Nardon, Direttore Area Anagrafica e certificazione della Chambre valdôtaine. Al centro della nostra chiacchierata la professione dell'agente immobiliare


Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.


Domani, venerdì 22  giugno, come sempre alle 9,35, sarà invece mio ospite Roberto Nale, presidente della sezione valdostana della Federazione degli agenti immobiliari professionali (Fiaip). Si tratta di un gradito ritorno per completare la chiacchierata avviata la scorsa settimana con Nardon sulla professione dell'agente immobiliare.


 Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

14 giugno 2012

Claudia Nardon (Camera di Commercio) Ospite a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore, metto on line anche la novantaseiesima puntata di «ImpresaVda», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Si tratta della puntata trasmessa l'8 giugno.


Con me in studio  Mario Di Turo, Vice presidente con l'incarico di Direttore Tecnico Commerciale della Ced Impianti, società che dal 1996 si occupa di impianti elettrici e speciali, e più opera nel settore della building automation.


Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.


Domani, venerdì 15  giugno, come sempre alle 9,35, sarà invece mia ospite Claudia Nardon, Direttore Area Anagrafica e certificazione della Chambre valdôtaine. Al centro della nostra chiacchierata la professione dell'agente immobiliare.


 Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 
 

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