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15 dicembre 2019

Stefano Celi (#Vival): «I nostri vini raccontano il territorio»


Proponiamo questa settimana l'intervista a Stefano Celi, Presidente di Vival.


Cosa è Vival?
E' l'associazione dei viticultori della Valle d'Aosta e raggruppa una trentina dei produttori vitivinicoli e rappresenta circa l'85% della produzione enologica valdostana.

Cosa fate per i vostri associati?  
Curiamo i rapporti con l'amministrazione regionale prima di tutto, ma anche con altri organismi locali, nazionali e internazionali interessati al modo vitivinicolo sia per eventuali provvedimenti legislativi di nostro interesse sia per la promozione dei nostri prodotti. Oragnizziamo, ad esempio, la partecipazione al Vinitaly e anche ad altre manifestazioni e ci stiamo preparando a Vins etrêmes che sarà ospitato questo fine settimana al Forte di Bard.

Dal vostro osservatorio cosa si può dire sul mondo vitivinicolo valdostano?
E' un mondo abbastanza vivace, in leggera crescita anche se c'è un fenomeno di abbandono da parte di alcuni viticultori anziani con alcuni terreni più marginali, però allo stesso tempo ci sono anche molti giovani che si stanno avvicinando a questo mondo e intendono produrre vino.

La vendemmia come è andata?
La quantità è un po' più scarsa per via delle condizioni climatiche, in particolare della prolungata siccità, però avremo dei vini di grande qualità, di lunga conservaibilità, quindi da invecchiamento e questa è una bella notizia.

Siete stati anche al Vinitaly: come sono stati accolti i vini valdostani?
Nel panorama nazionale siamo una piccolissima nicchia, però c'è interesse. Anche i mercati esteri sono un po' stufi dei soliti vini che ormai da decenni bevono e cercano qualcosa di nuovo, in particolare le piccole produzioni. Noi in Valle d'Aosta in primis, ma anche altre località di queste viticulture cosiddette eroiche dove la produzione è piccola ma la qualità è molto alta. Inoltre spesso provengono da vitigni autoctoni che esistono soltanto in queste zone, la rarità li fa apprezzare anche perché permettono di raccontare un territorio. Se i nostri vini hanno delle qualità e anche, purtroppo, dei prezzi più elevati è dovuto ad un territorio che ci permette di fare anche della viticoltura di grande qualità a basso impatto ambientale con però molte ore di lavoro. E questo è tutto da raccontare.

Avete organizzato Vins extremes? Di cosa si tratta?
E' un salone dedicato ai vini di viticoltura eroica, ospitato il 30 novembre e il 1° dicembre al Forte di Bard dove erano presenti non soltanto viticultori valdostani ma produttori da zone a viticoltura estrema, a viticoltura eroica con i loro prodotti. Sarà un momento di confronto, di racconto e di degustazione.

Diamo un po’ di numeri della manifestazione…
Una sessantina di aziende espositrici di cui è sttao possibile assaggiare i vini e colloquiare con il produttore. Si è potuto anche degustare i 300 vini premiati al Mondial del Vins extrêmes del Cervim di quest'anno. Tutti vini di grande eccellenza, provenienti da ogni parte del mondo, che hanno preso più di 89 punti. 

Uno dei temi sarà “Da UNESCO e FAO nuovi strumenti per la valorizzazione dei paesaggi viticoli eroici”...
Indubbiamente i nostri territori ci danno dei paesaggi stupendi e questo è un elemento di grande attrazione quindi siamo inevitabilmente molto legati al mondo del turismo. In questi anni si parla molto di enoturismo e in questi organismi si sta approfondendo l'analisi della valorizzazione del legame fra prodotto e territorio.

La viticoltura eroica è in luoghi anche un po' inaspettati...
Certo avremo un'azienda che arriva da Ustica, dal Principato di Andorra. Al Concorso si sono presentati vini provenienti dal libano, dalla Palestina, da Capo Verde, dalla Bolivia, dal Perù, dalla Georgia, dal Kazakistan. Tante sorprese per tutti.

Novità per il 2020?
L'ultima domenica di maggio ci sarà Cantine Aperte, appuntamento che si svolge a livello nazionale da oltre 25 anni dove il visitatore, l'enoturista, l'appassionato può entrare direttamente in cantina, parlare con il produttore, vedere dove e come è prodotto il vino, assaggiarlo e così entrare proprio in contatto con la materia. Continuerà ovviamente il nostro supporto alle imprese valdostane: dal Vinitaly ad altri eventi dove siamo invitati a rappresentare la Valle d'Aosta con i nostri bellissimi vini.

Un sogno come associazione da realizzare?
Sicuramente che il comparto sia unito e lotti insieme per promuovere il vino e per le necesità del settore. E poi che la gente beva, lo faccia con cognizione di causa, il giusto, e sia curiosa di andare a cercare anche ciò che è meno famoso che può veramente regalare delle bellissime sorprese.

21 novembre 2019

Stefano Celi (#Vival): ospite il 22 novembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 22 novembre, alle 10, nona puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Stefano Celi, Presidente di Vival, associazione che raccoglie l'85% dei produttori valdostani.

Sul Corriere in edicola l'intervista a Leopoldo Gerbore, ristoratore e nel Direttivo di Confcommercio.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

21 luglio 2016

Stefano Celi riconfermato alla guida della #VIVAL


Stefano Celi
Stefano Celi presidente uscente della VIVAL è stato riconfermato all’unanimità, durante l’assemblea di mercoledì 6 luglio, alla guida dell’Associazione Viticoltori della Valle d’Aosta per il prossimo triennio. Nella VIVAL sono riuniti le sei cooperative vitivinicole valdostane, l’Institut Agricole Régional e 25 produttori vitivinicoli rappresentando circa il 90% della produzione regionale di vino DOC, circa 2 milioni di bottiglie, destinate al mercato nazionale ed internazionale. La VIVAL è inoltre associata al Movimento Turismo del Vino per la promozione di eventi enoturistici in primis la manifestazione “Cantine Aperte”.

Riconfermato anche il direttivo composto da Daniele Domeneghetti dell’Institut Agricole Régional, Daniela Dellio di Maison Agricole D&D, Sandro Théodule de La Crotta di Vegneron, Mario Dalbard di Caves Cooperatives de Donnas, André Gerbore della Cave des Onze Communes, Ivan Spatari della Cave Mont Blanc, Didier Gerbelle dell’azienda omonima e Sara Patat della Coenfer.


«Sono onorato di questa rinnovata stima nei miei confronti e nei confronti del direttivo. In questi tre anni abbiamo lavorato per fare sistema come ci eravamo prefissi raggiungendo buoni risultati, non ultimo la riuscita della prima edizione di Vins Extrêmes dello scorso novembre e della quale stiamo già organizzando la seconda edizione che si terrà nel 2017. - ha dichiarato Celi - Per il futuro intendiamo proseguire su questa strada con l’obiettivo di valorizzare sempre più i nostri vini ed il nostro territorio e di portare le nostre problematiche all’attenzione dei vari organismi nazionali e internazionale che si occupano di vitivinicoltura continuando i rapporti instaurati in questi anni con Cervim, Arev e rappresentanze di produttori di zone simili alla nostra». 

17 maggio 2016

Ritorna #cantineaperte #vedicosabevi

Dal 1993, l’ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino.
Domenica 29 maggio Cantine Aperte oltre alla possibilità di assaggiare i vini e di acquistarli direttamente in azienda, offrirà la possibilità entrare nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell'affinamento.
«Un appuntamento annuale molto atteso, anche per noi viticoltori, quello di Cantine Aperte - dice Stefano Celi presidente della VIVAL associazione viticoltori della Valle d’Aosta e del Movimento Turismo del vino regionale - un appuntamento che ci consente di aprire le porte delle nostre cantine, di mostrare e raccontare i luoghi dove il vino viene prodotto ma anche il nostro territorio».

L’elenco delle aziende valdostane partecipanti dall’alta alla bassa Valle
Cave MontBlanc Morgex
Azienda Vitivinicola Pavese Esrmes Morgex
Co-Enfer Arvier
Lo Triolet di Marco Martin Introd
Di Francesco-Gasperi vini e spiriti di Saint Pierre (ospite della Co-enfer ad Arvier)
La Source di Stefano Celi Saint Pierre
Chateau Feuillet di Fiorano Maurizio Saint Pierre
Cave des 11 Communes Aymavilles
Clos Blanc di Alberto Blanc Jovençan
Le Clocher di Danilo Charrère Jovençan
Institut Agricole Régional Aosta
La Crotta di Tanteun e Marietta di Federico Marcoz Aosta
Azienda Agricola D&D Aosta
Maison Vigneronne Frères Grosjean Quart
La Vrille di Hervé Daniel Deguillaume Verrayes
La Crotta di Vegneron Chambave
Dino Bonin Arnad
La Kiuva Arnad
Caves coop. de Donnas Donnas

E per la prima volta l’Azienda Agricola Pianta Grossa di Luciano Zoppo Ronzero di Donnas.

Tra gli eventi da segnalare nelle cantine: la Cave Montblanc aprirà anche la cantina al Pavillon, Pavese Ermes ospiterà il produttore alsaziano di vini biologici e biodinamici Vins Kleinknecht, oltre alla Cioccolateria Robbiano di Arvier ed i prodotti caseari dell’azienda agricola Quinson. Prodotti tipici valdostani anche per la Cave des 11 Communes accompagnati dalle salse dell’azienda Alpenzu di Arnad. Specialità e sorprese della casa per La Vrille che ospiterà anche la mostra “Couleurs de Montagne” di Aimé Maquignaz. Infine l’azienda Pianta Grossa propone passaggi musicali con il coro Voixià della scuola media di Pont Saint Martin e Cavatappi, letture apribottiglie con Simone Torino.
E’ possibile seguire l’evento sui social, sia sulla pagina VIVAL a livello locale ma anche su quella del movimento, per le ultime novità e utilizzare gli hashtag #cantineaperte #vedicosabevi per pubblicare foto e notizie.

11 aprile 2016

#Vinitaly: a Stefano Celi la Medaglia di #Cangrande

Stefano Celi (a sinistra) con l'Assessore all'Agricoltura della Regione Valle d'Aosta Renzo Testolin
Domenica 10 aprile, nell’ambito della cerimonia inaugurale di Vinitaly, 50° Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati di Verona, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina, il Presidente dell’Associazione Viticoltori Valdostani-VIVAL Stefano Celi è stato proclamato Benemerito della vitivinicoltura italiana e ha ricevuto la Medaglia di Cangrande.

Il riconoscimento, istituito nel 1973, premia ogni anno, per ogni regione d’Italia, una persona che si sia distinta per aver saputo promuovere e valorizzare la cultura vitivinicola del proprio territorio.

La VIVAL, che raggruppa le sei cooperative vitivinicole valdostane, l’IAR e 25 produttori privati, è nata nel 2013 con lo scopo di promuovere e sostenere la viticoltura e le sue produzioni. In qualità di suo presidente Celi è stato ritenuto meritevole dell’onorificenza per l’importanza dell’attività svolta in questi anni dall’Associazione a tutela e promozione, in primis, del settore vitivinicolo valdostano e, più in generale, della viticoltura di montagna, in particolare con l’organizzazione, nel 2015, della prima edizione di Vins Extrêmes – Il meglio dei vini d’alta quota. La manifestazione, a carattere biennale, nella sua prima edizione ha saputo attrarre oltre 60 produttori dell’arco alpino e di altre realtà territoriali eroiche e ha saputo valorizzare le produzioni di qualità in contesti particolarmente difficili.

6 ottobre 2015

#Vins Extrêmes 2015 a #Bard


Da sinistra Roberto Gaudio, Constanze Reuscher, Stefano Celi e Renzo Testolin
La viticoltura di montagna sarà l’assoluta protagonista, sabato 21 e domenica 22 novembre al Forte di Bard in Valle d’Aosta, di Vins Extrêmes 2015. Il meglio dei vini d’alta quota.

La manifestazione, che si svolgerà al Forte di Bard in Valle d’Aosta, vedrà l’esposizione di vini provenienti dalla cosiddetta “viticoltura eroica”, una viticoltura praticata in contesti estremi, su terreni in forte pendenza, a quote elevate e in particolari condizioni climatiche. I vini che nascono da questi vitigni autoctoni e da questi ambienti incontaminati possiedono peculiarità e virtù davvero uniche che meritano di essere svelate.

Alla due giorni di Vins Extrêmes parteciperanno oltre cinquanta aziende vitivinicole italiane, provenienti da Valle d’Aosta – che ospita la kermesse –, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Calabria, e Abruzzo. Saranno presenti, inoltre, aziende provenienti da Francia, Svizzera, Slovenia, Germania e Spagna.

Durante le due giornate della manifestazione i visitatori avranno la possibilità di degustare i vini presenti, di partecipare a diversi laboratori del gusto – su temi quali la carne, gli “insaccati della povertà”, i formaggi, lo zafferano, i formaggi di malga accompagnati da spumanti trentini – e di assaporare quattro “verticali di assaggio”: i Nebbioli dell’Arco alpino, i Vini bianchi intorno al Monte Bianco, i Vini dei territori vulcanici e Armenia e Valle d’Aosta. Sarà, inoltre, possibile assistere alla cerimonia di premiazione del 23° Concorso Internazionale Vini di Montagna e assaggiarne i vini vincitori.

Vins Extrêmes vuole essere anche un momento di riflessione e di dibattito: tre tavole rotonde, con la partecipazione di esponenti nazionali e internazionali del mondo vitivinicolo, universitario e della ricerca, affronteranno le tematiche legate al territorio, al paesaggio e all’accessibilità in cantina. 

28 maggio 2014

Stefano Celi (La Source): «Dobbiamo essere più coordinati nel promuovere i nostri prodotti»

Stefano  Celi
Stefano Celi, imprenditore vitivinicolo titolare de La Source e da quasi un anno alla guida della Vi.val, comitato di coordinamento tra tutte le organizzazioni private e cooperative del settore vitivinicolo valdostano.

Come è andato il Vinitaly?
E’ andato bene. E’ stato il primo anno in cui lo abbiamo organizzato come associazione di conseguenza è stata un’esperienza anche nuova. Abiamo rivoluzionato un po’ il nostro stand ed è pure piaciuta l’immagine che abbiamo dato e c’è stata una grande affluenza di pubblico sia italiano che straniero.

Qual è stata l’idea nuova?
Abbiamo cercato di valorizzare il nostro territorio inserendo gigantografie dove erano presenti i nostri vigneti con le montagne valdostane di sfondo. La viticoltura di montagna o eroica come si dice è ciò che ci contraddistingue da altre realtà.

Perché fare l’imprenditore vitivinicolo?
La viticoltura in Valle è sempre esistita. Prima  a livello di autoconsumo famigliare, negli ultimi decenni ha avuto un grande sviluppo. E’ uno dei nuovi filoni dell’agricoltura per la nostra regione oltre all’allevamento. E’ un trend nuovo, giovane, che dà soddisfazioni in quanto molto creativo. In questo momento il mondo del vino desta molto interesse. Ci sono molti imprenditori giovani con una visione molto aperta del mondo. In questo momento stiamo girando davvero tutto il mondo con i nostri prodotti.

Come mai il nome La Source?
Nella barricaia abbiamo una sorgente che sgorga naturalmente. Ci dona l’umidità necessaria per conservare bene il vino nelle botti di legno e da lì abbiamo preso il nome.

Numeri di produzione e tipologie di vino?
Adesso abbiamo sei ettari e mezzo di vigneto per circa 40mila bottiglie suddivise in otto vini diversi: due bianchi, Chardonnay e Petite Arvine, un rosé, fatto principalmente con del Petit rouge, particolarmente apprezzato dai turisti francesi, e cinque rossi, Cornalin, Gamay, due Torrette, una  versione base che fa affinamento in acciaio e una superiore in legno, e il Sirah.

Autoctoni o internazionali? Preferenze?
Entrambi. Però adesso come adesso puntiamo maggiormente sugli autoctoni. Gli internazionali sono serviti alla viticultura valdostana per farsi conoscere nel mondo. Adesso la gente è curiosa per cui cerca molto gli autoctoni ed è quello che ci contraddistingue da tutti gli altri. Uno Chardonnay per buono che sa sarà sempre uno Chardonnay, mentre gli autoctoni ce li abbiamo soltanto noi e nessuno può copiarceli.

Quanto export?
Io faccio ancora poco. Sono sul 10%. Il mercato principale per tutti resta sempre la Valle d’Aosta. Siamo fortunatamente una regione turistica e il legame Turismo-Agricoltura è fondamentale.

Soprattutto con agli autoctoni…
Certamente e poi adesso il mercato italiano ha una bella curiosità intorno ai nostri vini. Ci cerca anche abbastanza. Anche al Vinitaly c’era chi cercava i nostri vini in quanto siamo ancora la novità sul mercato vitivinicolo italiano. Chi vuole proporre qualcosa di nuovo e di diverso cerca la Valle ‘Aosta.

Lei è presidente della Vival, un osservatorio importante. Qual è lo stato di salute del vino in Valle d’Aosta?
Buono. E’ forse uno dei settori migliori per l’agricoltura valdostana anche perché abbiamo un mercato che ci sostiene. Siamo stati forse i primi a capire che per vincere le sfide sul mercato bisognava fare qualità.

All’interno del settore c’è anche molta sinergia…
Di fronte al momento di crisi abbiamo avvertito la necessità di essere tutti uniti. Fino all’anno scorso produttori privati e cooperative viaggiavano separati ora ci siamo tutti riuniti sotto l’associazione che io attualmente presiedo con lo scopo sia di promuovere il prodotto Valle d’Aosta, ma soprattutto di confrontarci sulle varie problematiche e avere una voce unitaria per relazionarci con il sistema politico e l’amministrazione pubblica.

Qualche iniziativa da segnalare come associazione?
La più prossima è Cantine aperte, il 25 maggio, organizzata in Valle d’Aosta dal Movimento Turismo del Vino che in Valle fa sempre parte della Vival. E’ un’iniziativa nazionale durante la quale apriamo le cantine ai turisti e alle persone che vogliono vedere dove si fa il vino, assaggiare i nostri prodotti e conoscerci. Abbiamo in corso anche diversi contatti con le varie pro loco per organizzare le manifestazioni estive. Faremo qualcosa anche in giro per l’Italia con l’Assessorato all’Agricoltura e la Presidenza del Consiglio regionale. Andremo a Spoleto alla manifestazioni i “Vini del mondo” e a Trento per quella dei “Vini di montagna”. Faremo una presentazione non soltanto dei vini ma pure degli altri prodotti Dop della Valle. Realizzeremo dei laboratori del gusto dove abbineremo salumi e vini e formaggi e vini.

Una novità da annunciare in esclusiva a ImpresaVda
Alla produzione vitivinicola sto pensando di aggiungere un’attività di agriturismo. La cantina è stata realizzata a partire da una vecchia stalla e nella parte del fienile sto facendo delle camere. Se fare un ristorante o meno ci sto ancora pensando di sicuro allargheremo il nostro campo di azione all’attività ricettiva. Il connubio agricoltura-turismo è,  a mio avviso, vincente. Inoltre la cantina si trova proprio davanti al castello di Saint-Pierre e quando si aprono le finestre al mattino si può godere di uno scenario molto bello.

L’enoturismo è dunque un fenomeno di interesse…
C’è gente che chiede di venire a visitare la cantina, di degustare e fortunatamente acquista. Sia italiani che stranieri, soprattutto quelli provenienti dal Nord Europa.

Un sogno imprenditoriale da realizzare…
Il mio sogno da Presidente è quello di far collaborare tutti i produttori, non solo quelli vitivinicoli. Siamo piccoli e dobbiamo essere uniti per affrontare insieme le sfide che il mercato ci lancia. Se agiremo insieme saremo imbattibili.

15 maggio 2014

Venerdì 16 maggio Marco Gianni (#L'Eubage) ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu


Carissimo visitatore Venerdì 16 maggio, torna il ventottesimo appuntamento con «ImpresaVda», alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora Venerdì 16 maggio, sempre alle 9,35 per la puntata numero 151.  
 Avrò come ospite Marco Gianni, socio fondatore dell'Eubage, società attiva nel settore dell'audiovisivo con cui ho spesso collaborato nel passato

Nel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 9 maggio  a Stefano Celi, produttore vitivincolo con l'etichetta La Source e presidente della Vi.val, il comitato di coordinamento tra tutte le organizzazioni private ecooperative del settore. 

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

8 maggio 2014

Venerdì 9 maggio Stefano Celi (#Lasource) ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore Venerdì 9 maggio, torna il venticinquesimo appuntamento con «ImpresaVda», alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora Venerdì 9 maggio, sempre alle 9,35 per la puntata numero 150.  

 Avrò come ospite Stefano Celi, dell'etichetta «La Source», produttore vitivinicolo nonché Presidente della Vi.val, comitato di coordinamento tra tutte le organizzazioni private e cooperative del settore vitivinicolo valdostano. 

Nel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 2 maggio  a Danilo Lazzeri di Blue Enginering, società operativa nel settore dell'automotive, in quello ferroviario e nell'aerospaziale. 

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

24 ottobre 2013

Autoctoni che passione: anche la Valle d'#Aosta protagonista ad #Autochtona | Premiata La Source per il suo Petite Arvine 2011

I vini premiati
Anche quest'anno la Valle d'Aosta (accompagnata con cura dal suo ambasciatore Fabrizio Gallino in arte blogger Enofaber) ha fatto la sua bella figura agli «Autochtona Award» nel corso della decima edizione di Autochtona, il Forum internazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano.

 La giuria – composta da prestigiosi wine journalist italiani e internazionali – non ha avuto un compito facile: i vini vincitori delle cinque categorie sono stati infatti selezionati tra un parterre di oltre 300 etichette.

Partendo dal Friuli Venezia Giulia, il premio Miglior Vino Dolce è andato all’Ucelut 2009 di Castelcosa srl. È volato in Emilia Romagna l’award nella categoria Miglior Spumante: l’etichetta vincitrice è risultata il Lambrusco Rosé di Modena DOC Metodo Classico 2010 di Cantina della Volta. All’Abruzzo va invece il riconoscimento del Miglior Vino Bianco con l’Abruzzo DOP Montonico superiore 2012 di Vini La Quercia. Scendendo più a Sud, sale sul podio la Puglia: il premio di Miglior Vino Rosso va infatti al Salento IGTNegroamaro Le Braci 2006 dell’Azienda Monaci. 


E arriviamo così dalle nostre parti. L’azienda valdostana La Source di Stefano celi si è aggiudicata il Premio Speciale Terroir – tradizionalmente assegnato all’etichetta che meglio rappresenta l’espressione del vitigno legato al suo territorio di riferimento – con il vino Valle d’Aosta DOP Petite Arvine 2011.Per i più curiosi ecco i nominativi della giuria che ha assegnato gli “Autochtona Award”: Antonio Paolini, giornalista L’Espresso (presidente); Pierluigi Gorgoni, giornalista Guida l’Espresso (coordinatore); Pierre Thomas, giornalista e blogger (giurato); Mototsogu Hayashi, sommelier ristorante Cracco (giurato); Roger Morris, giornalista Wine & Spirits (giurato); Stefano Caffarri, giornalista Cucchiaio.it (giurato); Alessandro Franceschini, giornalista Spirito di Vino (giurato); Filippo Gastaldi, Vinarius (giurato).

8 settembre 2013

#Vino: Imprese #valdostane da Oscar alla 41° #Douja d’Or di Asti

I premiati con i componenti della Giunta camerale

Eccezionale risultato per le imprese valdostane alla 41° edizione della Douja d’Or di Asti, uno dei più ambiti premi a livello nazionale ed internazionale nel settore dell’enologia che, sabato 7 settembre al Civico Teatro Alfieri di Asti, ha celebrato la cerimonia di premiazione.

La giuria della manifestazione ha assegnato l'Oscar della Douja al Valle d’Aosta Muscat Petit Grain Fletry 2011 della Cave des Onze Communes di Aymavilles e al Valle d’Aosta Syrah 2011 dell’Institut Agricole Régional di Aosta , che entrano così a far parte del ristretto numero di aziende che si possono fregiare dell’importante riconoscimento. Tra i premiati dell’edizione 2013 della manifestazione anche il Valle d’Aosta Syrah 2010 dell’azienda vitivinicola La Source di Stefano Celi di Saint-Pierre, a testimonianza dell’ottimo livello generale raggiunto dalle imprese e dalle produzioni valdostane.


Alla cerimonia di premiazione ha preso parte anche una delegazione della Chambre Valdôtaine guidata dal Presidente Nicola Rosset e dai componenti di Giunta Pierantonio Genestrone e Giulio Gorsjacques, che hanno avuto la possibilità di consegnare direttamente dalle proprie mani l’importante riconoscimento alle imprese valdostane.

«Per le nostre aziende si tratta un risultato di assoluto prestigio – spiegano Rosset ed i rappresentanti della Chambre – che conferma l’alto livello raggiunto dalle produzioni di qualità valdostane. La Douja d’Or è certamente uno dei concorsi enologici più importanti sia a livello nazionale sia internazionale ed il fatto che ben tre delle nostre aziende siano state considerate meritevoli di attenzione da parte dei giurati rappresenta una importante iniezione di fiducia per tutto il comparto economico, soprattutto in un momento di grande difficoltà come quello attuale».

28 giugno 2013

#Viticoltori Valdostani: un in bocca al lupo a Stefano Celi e Didier Gerbelle

Stefano Celi (Foto Enofaber)
Questo blog cerca di essere particolarmente attento al mondo dell'enogastronomia e del vino in particolare, come dimostrano anche alcuni dei sondaggi che annualmente propongo, di conseguenza mi permetto un in bocca al lupo a Stefano Celi, 42 anni, titolare dell'azienda vitivinicola «La Source» di Saint-Pierre, che da pochi giorni è alla guida della Vi.val, comitato di coordinamento tra tutte le organizzazioni private e cooperative del settore vitivinicolo valdostano. 
Un identico in bocca al lupo va a Didier Gerbelle dell'omonima etichetta nominato invece alla guida dell'Association Viticultuers Encaveurs.

Celi e Gerbelle prendono il posto di Vincent Grosjean ovviamente dimissionario dopo la sua elezione in Consiglio regionale.

Buon lavoro.


 

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