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31 maggio 2017

Il #turismo accessibile nei #parchi e negli ambienti naturali di #montagna


Un turismo che punta su una sempre più ampia accessibilità, anche negli ambienti naturali e nelle aree protette di montagna, non è solo un diritto per chi vuole fruire dello spettacolo fornito dal patrimonio naturalistico, ma anche un'opportunità per creare lavoro, indotto, economia, oltre ad un nuovo modello di business più aperto e legato al mondo delle sensazioni da vivere.

Questo lo spunto con cui si è aperto l’incontro di studi “Il turismo accessibile nei parchi e negli ambienti naturali di montagna” organizzato a Palazzo regionale dall'Osservatorio sul Sistema montagna “Laurent Ferretti” della Fondazione Courmayeur Mont Blanc, dal CSV Onlus, dal Consorzio delle Cooperative sociali Trait d’Union e dalla Cooperativa C’Era l’Acca, tenutosi venerdì 26 maggio 2017.

Ad aprire i lavori è stato l'Assessore regionale al Turismo Claudio Restano che, in rappresentanza dell’amministrazione regionale, ha illustrato quanto promosso in tema di turismo accessibile e ha evidenziato gli obiettivi che l'amministrazione vuole raggiungere: «Le aree protette e naturali offrono un turismo diverso, in costante crescita e che rappresenta un potente attrattore turistico. La Valle d'Aosta ha iniziato ad investire sull'accessibilità sin dagli anni '80, ora serve implementare idee sempre nuove, come il turismo legato alla pesca, la valorizzazione del lavoro sulla sentieristica ed il rafforzamento dei progetti già avviati, quali quello sulla via Francigena. Siamo molto impegnati nel creare un'offerta diversificata per un turismo sociale che tenga conto anche delle potenzialità della 'media montagna'».

Uno sviluppo che, come spiegato invece dal giornalista del Corriere della Sera Simone Fanti, non può prescindere dalla comunicazione: «Questa regione è ricca di possibilità per le persone con disabilità, ci sono enormi potenzialità e capacità che sono però ancora poco comunicate. La prima sfida di questo nuovo modo di valorizzare il territorio è proprio la comunicazione. Spesso le iniziative legate alla disabilità sono frutto del volontariato, manca la mentalità di fare impresa, il turismo accessibile rappresenta anche un’importante opportunità economica.
I disabili sono persone che vogliono vivere emozioni, la Valle d’Aosta le può senz’altro offrire grazie al suo meraviglioso territorio».

La prima sessione dei lavori, moderata dal Coordinatore del CSV Fabio Molino, ha puntato sui percorsi di sviluppo in Valle d’Aosta riguardo al turismo accessibile in montagna, oltre ad esperienze innovative in altre realtà alpine. Il primo intervento, illustrato dai dirigenti regionali Gabriella Furfaro e Paolo Oreiller, ha evidenziato i “Cammini e percorsi” dell'accoglienza accessibile in montagna, partendo dalla realizzazione di un percorso accessibile a Champdepraz e di un'area attrezzata – che porta a 34 il numero di quelle presenti sul territorio regionale – a Verrayes. In entrambi i casi sono stati installati pannelli informativi utilizzabili da tutti, anche per chi ha difficoltà motorie o visive, mentre nell'area di Verrayes sono presenti un percorso ad anello per usufruire di tutto lo spazio, pannelli sulla fauna presente e punti di sosta con panche, tavoli e barbecue pensati specificamente per essere fruiti da persone con disabilità motoria.

Graziella Anesi, Presidente della Cooperativa Handicrea di Trento, ha spiegato il funzionamento dell'App gratuita per smartphone Trentino Accessibile che permette, grazie ad un sistema Gps, di conoscere il grado di accessibilità di oltre 1350 strutture pubbliche e private della Provincia di Trento, interessando 12 diverse tipologie di disabilità.

In chiusura della prima parte, il titolare dell'Agenzia di viaggio Sicuramente Vacanze, Walter Jacquemet, e la coordinatrice della Cooperativa Sociale C'era l'Acca, Maria Cosentino, hanno illustrato il progetto “Valle per Te”, una rete per il turismo accessibile in Valle d'Aosta che, attraverso il miglioramento dell'accessibilità, intende attrarre una ulteriore fetta del mercato turistico.

La seconda sessione dell’incontro di studi, moderata da Jean Frassy del Consorzio Trait d'Union, si è concentrata sulle testimonianze dirette ed i progetti legati al turismo accessibile nei parchi e nelle aree protette. Accessibilità sviluppata nel concetto di “Montagne partagée”, spiegato da Cécile Borghini, guida naturalistica francese che ha portato la sua esperienza in merito a trekking per persone con disabilità, e nei progetti avviati dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Alle esperienze extra-valdostane hanno fatto seguito le esperienze locali maturate nell’ambito dei due parchi presenti in Valle d’Aosta. Barbara Rosai del Parco Nazionale del Gran Paradiso ha illustrato, tra gli altri, il progetto Un paradiso accessibile che approfondisce lo stato dell’arte ed il grado di fruibilità del sito web e degli otto centri visitatori. Massimo Bocca, direttore del Parco naturale del Mont Avic ha illustrato il Parcours découvertes che permettono a famiglie con bambini e a scolaresche di vivere la montagna in sentieri attrezzati, anche di notte.

21 aprile 2009

Marchio collettivo di qualità per l'Ente Parco nazionale Gran Paradiso

Il parco non come vincolo, ma come risorsa in grado promuovere l’offerta di un territorio e sostenere così il tessuto economico locale. La piccola rivoluzione copernicana è uno degli obiettivi che l’Ente Parco nazionale Gran Paradiso (quasi 600mila visitatori nel 2007 sul versante valdostano) intende raggiungere attraverso la creazione di un marchio collettivo di qualità, registrato presso l’Ufficio italiano Brevetti e marchi.
L’iniziativa, finanziata con 68mila euro provenienti da fondi europei, nel corso del 2008 ha coinvolto il versante valdostano attraverso l’organizzazione di un corso di formazione per gli operatori potenzialmente interessati.

Tre i settori di riferimento del marchio: turistico-ricettivo, agroalimentare tipico e artigianato tipico. «I soggetti interessati – spiega Andrea Casaleggio, referente per l’ente del progetto – devono poi essere localizzati o all’interno dei confini dell’area protetta o nell’area geografica denominata “Spazio Gran Paradiso” che coinvolge la comunità montane dove il parco è presente». In questa maniera potranno usufruire del marchio attività presenti in comuni che fanno parte della Comunità montana Gran Paradis, ma il cui territorio è esterno all’area protetta. «L’intenzione – prosegue Casaleggio – è comunque di diversificare graficamente l’aspetto del marchio concesso agli operatori in base alla loro collocazione».
Per vederselo assegnare sarà poi fondamentale anche la tipicità del processo produttivo adottato e il forte legame con il territorio nel rispetto della tradizione ambientale e culturale dell’area protetta.

Trenta i soggetti che nella piccola regione alpina stanno lavorando al progetto. Oltre a quelli istituzionali anche dodici strutture ricettive e di ristorazione, sei produttori del settore agroalimentare, tre servizi turistici e due esponenti dell’artigianato tipico locale.
«Ora l’attenzione – aggiunge Casaleggio – si sposta sul Piemonte dove, con il finanziamento della Regione proporremo un corso simile a quello già realizzato in Valle d’Aosta. L’obiettivo è di arrivare alla fine del 2009 potendo contare su una decina di esercizi in entrambe le regioni e così nel 2010 far esordire il marchio. Se riusciremo a far subito percepire i benefici di questa iniziativa in breve tempo aumenteranno le adesioni e il circuito diventerà ancora più appetibile». Va precisato che la cessione del marchio da parte del Parco per il primo triennio sarà gratuita. «Terminato quel periodo – conclude – la cifra per il suo utilizzo si aggirerà fra i 300 e i 350 euro».

Anche il Parco regionale del Mont Avic ha reso nota agli operatori economici la sua disponibilità a concedere l'uso del logo per valorizzare attività e prodotti realizzati con tecniche compatibili con la tutela dell'ambiente, ma per ora, sembrerebbe, con meno fortuna. «Attualmente – spiega il direttore Massimo Bocca che si prepara nei prossimi giorni a varare un calendario di iniziative per celebrare i vent’anni della legge istitutiva dell’area protetta - non abbiamo ancora registrato nessuna segnalazione di interesse. Del resto non sono molti i soggetti operanti nell’area dove è presente il parco. Inoltre il nostro marchio non vuole certificare la qualità di servizi e prodotti, aspetto che non riteniamo di nostra competenza». (Pubbllicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest)
 

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