Visualizzazione post con etichetta Sea. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sea. Mostra tutti i post

17 giugno 2014

#Sea: #Telcha non rispetta i patti parasociali


Nota piuttosto dura di Sea nei confronti di Telcha. Mancato rispetto dei patti parasociali con conseguente messa a rischio posti di lavoro. Ecco il testo della nota diffusa oggi:

SEA S.r.l., Azienda promotrice del Teleriscaldamento di Aosta (la propria presenza sul territorio ha costituito la base fondante da cui è partita l'operazione Teleriscaldamento) ha confluito l'iniziativa nella società veicolo di scopo TELCHA S.r.l. unitamente agli altri soci CVA e F.lli Ronc per la realizzazione del progetto, La compagine sociale è stata poi aperta a Cofely per dotare Telcha s.r.l. di un partner finanziario forte.

SEA s.r.l., a seguito dell'ingresso in procedura di concordato, ha ritenuto di dare continuità alla sua azienda (con tutta la progettualità del teleriscaldamento e nell'ottica di non disperderne ì valori, il patrimonio tecnico ed umano ed i capitali investiti) mediante l'affitto del ramo d'azienda a Nuova Energia s.r.l., società ampiamente dotata di specifico Know how.

SEA s.r.l. e Nuova Energia S.r.l. hanno dunque estenuamente rivendicato nei confronti di Telcha s.r.l., oramai etero diretta da Cofely, il rispetto dei patti parasociali che avrebbero dovuto portare, nella misura prevista, all'assegnazìone dei contratti di costruzione degli impianti relativi al Teleriscaldamento e della successiva gestione e manutenzione degli stessi. ll mancato raggiungimento di tali accordi con Telcha, secondo i patti parasociali e secondo principi equi e remunerativi per il breve, medio e lungo periodo, rischia di avere ripercussioni negative sull'Azienda valdostana anche in termini di livello occupazionale.


Tuttavia Nuova Energia-Sea continua ad essere interlocutore importante nel settore energetico e, forte delle proprie competenze sta proponendo su tutto il territorio valdostano (Aosta compresa) azioni e servizi innovativi sempre a vantaggio dell'efficienza, del risparmio, dell'ambiente e del benessere fisico ed economico dei propri clienti.

20 marzo 2014

Pietro Giorgio (#Sea): «Per fare impresa è meglio fare a meno delle #banche»

Intervista a Pietro Giorgio della Sea, un’azienda dalla lunga storia e che ha dovuto lottare strenuamente contro una crisi che per durata e coriacità mette in difficoltà aziende anche dalla lunga storia. 

Pietro Giorgio che cosa è successo?
Effettivamente un’azienda come la nostra che da oltre trent’anni era attiva sul territorio di Aosta in posizione anche da leader nel settore dell’energia ha dovuto affrontare una forte crisi di liquidità che ci ha portato a delle soluzioni di ripiego per assicurarci un futuro.

Prima di spiegarmi la soluzione che avete individuato vorrei sapere In cosa questa crisi è diversa da quelle precedenti?
In realtà la crisi di liquidità è l’atto ultimo. In questi vent’anni abbiamo affrontato altre crisi ma devo dire con argomenti ben distinti e separati. Qui mi è sembrato come si dice una tempesta perfetta. Ci sono più elementi che hanno contribuito ad aggravare la situazione. Ad esempio la crisi immobiliare che non ci ha permesso di cedere alcuni beni che potevano in un momento di crisi di liquidità essere utili vendendoli sul mercato, crisi delle banche, impossibilità di ottenere credito, la spending rewiew in genere che ha portato le pubbliche amministrazioni in genere  a ridurre le commesse, quindi a ridurre i lavori e devo dire che c’è stata una ricaduta anche  a livello internazionale. Nel settore dell’energia c’è stata la riduzione degli incentivi il che ha bloccato a sua volta le banche che a loro volta non hanno provveduto ad erogare crediti.

Come avete salvato l’azienda?
Rispetto a questa tempesta perfetta abbiamo cercato di ripararci in un porto più o meno sicuro. E questo lo abbiamo fatto con coscienza grazie al nostro ottimo management, grazie anche ad un buon portafoglio di commesse e abbiamo cercato di salvaguardare tutti gli attori che fanno parte del complesso aziendale, in particolare i dipendenti, ma anche i creditori, i nostri fornitori con i quali avevamo un rapporto ventennale. Non volevamo creare delle situazioni incresciose con nessuno.

Pietro Giorgio (Sea)
Non sono passaggi semplici. Serve anche la ferma volontà dell’imprenditore. Non è stata una scelta scontata.
Assolutamente no. Evidentemente pur essendoci dei fattori esterni l’imprenditore ha la responsabilità in prima persona. Questo è fuor di dubbio. Quindi tocca  a lui trovare le migliori soluzioni possibili. E per questo noi abbiamo pensato che fosse possibile, come lo è stato realmente, cedere l’azienda d imprenditori che avessero della liquidità da immettere nel sistema. Questo ci ha permesso di continuare l’attività e soprattutto salvaguardare praticamente tutta l’occupazione.

Con un imprenditore che già conoscevate o ex novo?
E’ nata in maniera come tutte le decisioni imprenditoriali nell’arco di 48 ore. Pur conoscendoci come imprenditori abbiamo affrontato questo problema rapidamente risolvendolo in maniera molto positiva a cavallo di Natale tra il 23 e il 27 dicembre. L’azienda è stata così affittata con l’impegno da parte dell’imprenditore all’acquisto una volta chiariti tutti i rapporti con i vari creditori.

 C’è qualcosa che poteva essere fatto prima che la situazione diventasse critica?
Purtroppo nel mondo imprenditoriale i se non esistono. Certamente si poteva non rischiare.  Ma in sé non era sbagliato. Anzi. In un momento in cui il mercato valdostano ci andava un po’ stretto abbiamo cercato di diversificare ed andare all’estero questo ha comportato dei problemi seri ma proprio per il momento critico che stiamo attraversando.

L’impressione è che il sistema Valle d’Aosta non sia preparato ad una simile tipologia di crisi?
In realtà non è preparato neppure il sistema Italia in genere. Fermo restando che l’imprenditore si deve assumere in genere le sue responsabilità e, quindi, deve lottare in proprio, in più nel sistema valle d’Aosta d’Aosta gioca anche la dimensione. L’imprenditore che sbaglia è emarginato in quanto vige il principio che non si dovrebbe sbagliare mai. Non c’è questa volontà di comprendere anche come sia possibile sbagliare, di imparare e di rifare. Invece nei piccoli ambienti questo non avviene e tutti giocano un po’ a nascondino…

Il far parte di una associazione di categoria, nel suo caso Confindustria, è stato utile?   
Io credo che uno dei meccanismi più importanti per gli imprenditori siano proprio i sistemi a rete, anche se in Valle siamo ancora un po’ indietro. L’associazione rappresenta in fondo un momento di rete, di colloquio fra imprese e devo dire che grazie anche alla competenza di chi opera all’interno dell’associazione abbiamo ottenuto un ottimo aiuto.

Come è stato il dialogo con i sindacati?
Devo dire che è la prima volta dopo vent’anni che affrontiamo una tematica di tipo sindacale. Noi siamo metalmeccanici e mi aspettavo – vedendo quello che sostiene a livello televisivo la Fiom - delle posizioni molto più dure, molto più drastiche, mentre invece c’è stato un confronto positivo in quanto il sindacato in tutte le sue sigle ha capito il momento. Credo anche che abbiano apprezzato la sincerità nel proporsi e nel proporre soluzioni, tant’è che anche loro hanno lavorato durante il periodo natalizio con noi a trovare una soluzione dichiarata da tutti adeguata. Grande collaborazione.

Dopo questa esperienza cosa possiamo consigliare a chi sta già facendo impresa e soprattutto ad un giovane imprenditore che intende dare vita ad una nuova impresa…
A chi fa già impresa non mi permetto di consigliare nulla. A chi invece si avvicina al fare impresa io credo che ci siano degli elementi molto importanti che noi abbiamo seguito sempre nel portare avanti la nostra attività. Prima di tutto il mettere insieme la fatica, la fiducia, la competenza e la passione. Elementi che con un po’ di fortuna riescono a fare l’imprenditore poi si può sbagliare ma si deve avere il coraggio di riprendersi e di andare in prima linea sempre, in qualsiasi momento. Per i giovani devo aggiungere che bisogna guardarsi intorno e non fermarsi solamente  a ciò che il mercato i dà in maniera tradizionale. Per esempio evitare le banche può essere importante. Utilizzare cioè i propri fondi, oppure utilizzare meccanismi diversi, ad esempio il crowfounding, cioè il mettere sul mercato le idee e farsele finanziare. Bisogna trovare questi modi innovativi in quanto sul tradizionale si sconteranno dei problemi a cui sarà difficile rimediare. Senza contare il fatto che poi oggi il sistema bancario non finanzia le idee ma il patrimonio.

Un sogno imprenditoriale da realizzare? 
Bisogna essere sempre sognatori anche quando si è passati i sessant’anni. E’ certo che trovare paradigmi diversi è essenziale per qualsiasi imprenditore, cioè trovare “oceani blu”, realtà inesplorate. Vorrei chiudere con una frase di Papa Francesco: “occorre che nessuno rubi la speranza ai giovani”. 

12 marzo 2014

Venerdì 14 marzo Luca #Ragnotti (#Thallosjet) ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore Venerdì 14 marzo, torna il ventesimo appuntamento con «ImpresaVda», alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora Venerdì 14 marzo, sempre alle 9,35 per la puntata numero 144.   Avrò come ospite Luca Ragnotti della Thallosjet, azienda che svolge attività di ricerca, produzione e commercio di prodotti per la stampa destinati ad applicazioni industriali e biomedicali. Il progetto innovativo di impresa è volto allo sviluppo di prodotti per la stampa industriale, in particolare per stampare tramite getto d'inchiostro su materiali dove oggi è difficile o impossibile stampare: alimenti, tessuti, prodotti biologici utilizzanti nel settore life-science. Nel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 7 marzo  a Pietro Giorgio della Sea Energia di Pollein,  la versione cartacea è disponibile anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola venerdì. In proposito ti ricordo che sta terminando la campagna abbonamenti. A 40 euro avrai un Corriere tutto a colori.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

5 marzo 2014

Venerdì 7 marzo Pietro Giorgio (#SeaEnergia) ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore Venerdì 7 marzo, torna il diciannovesimo appuntamento con «ImpresaVda», alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora Venerdì 7 marzo, sempre alle 9,35 per la puntata numero 144.   Avrò come ospite Pietro Giorgio della Sea Energia di Pollein con cui ci interrogheremo su questa crisi e su come sia riuscito a salvaguardare azienda e posti di lavoro. Nel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 28 febbraio  aVivien Charrey, Master black belt del metodo Lean Six Sigma, la versione cartacea è disponibile anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola venerdì. In proposito ti ricordo che è iniziata la campagna abbonamenti. A 40 euro avrai un Corriere tutto a colori.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

13 febbraio 2014

#Teleriscaldamento ad #Aosta: il punto sul progetto

Secondo articolo pubblicato sul Rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore.

154.000 MWh di energia termica prodotta sotto forma d’acqua calda, una rete di distribuzione, lunga circa 47 chilometri, una centrale che consentirà un risparmio annuale di circa 10.000 TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio) evitando l’emissione in atmosfera di oltre 30.000 tonnellate di CO2 all’anno, 400 clienti allacciati entro il 2018 per un investimento che si aggirerà intorno agli 80 milioni. Sono questi i numeri del Teleriscaldamento ad Aosta. Un progetto complesso, innovativo e che di certo non ha tratto giovamento dalla crisi economica, ma che è sicuramente ben visto a livello europeo visto il finanziamento di 5.677.949 euro ottenuto nell'ambito del programma operativo Competitività regionale 2007/2013. 

La Telcha, la società appositamente costituita per dare gambe al progetto,  partita nel 2008 come una cordata tutta valdostana (Compagnia valdostana delle Acque 51%, Fratelli Ronc e Sea entrambe al 24,5) nel 2012, viste le difficoltà nel reperire liquidità nel mondo del credito, ha aperto le sue porte al gruppo GDF-SUEZ con la sua società Cofely Italia che con il 51% ha acquisito il controllo della Telcha assicurando finalmente un cammino futuro senza “stop and go”. 

La particolarità del progetto è costituita dal cuore della centrale termica ovvero la pompa di calore, un’apparecchiatura che permette di trasferire il calore da una sorgente a bassa temperatura a un’utenza ad alta temperatura. Nel caso valdostano, la sorgente a disposizione è rappresentata dall’acqua di raffreddamento del circuito interno alla Cogne Acciai Speciali Spa la cui temperatura media annua si aggira sui 22°C.

Il funzionamento della pompa di calore è possibile grazie all’utilizzo dell’energia elettrica proveniente da un cogeneratore installato in centrale termica. Con un kWh elettrico del cogeneratore è possibile ottenere, in tal modo, circa 4 kWh termici, 3 kWh dalla pompa di calore e oltre 1 kWh proveniente dal raffreddamento dei fumi del cogeneratore stesso.

 Sul valore dell’impianto si è soffermato l’Assessore comunale all’Ambiente Delio Donzel, sottolineando che Aosta si dota così di «un’infrastruttura moderna, realizzata con le migliori tecnologie esistenti e che posizionano il capoluogo valdostano, a pieno titolo, tra le principali città teleriscaldate sul territorio nazionale, oltre a presentare significative ricadute ambientali ed economiche». 

Riccardo Trisoldi, presidente di Telcha, così delinea l’attuale stato dell’arte dei lavori della rete: «Siamo partiti con i primi due lotti per quanto riguarda rete e centrale suddivisi in 5 cantieri sul territorio. In entrambi i casi i lavori sono stati appaltati o lo saranno ad imprese locali. L’obiettivo è iniziare ad erogare il primo calore a circa 130 clienti nell’inverno 2014-2015 con una potenza assorbita di 32 MgW». 

Per Trisoldi l’investimento complessivo in questa prima fase di lavori è stimato intorno ai 50 milioni di cui circa 30 con indebitamento bancario. Una prospettiva finanziaria che comunque si consolida grazie ai recenti bilanci della Società partecipata con un utile pretasse 2013 pari a 105 milioni, in un anno caratterizzato da una forte caduta dei prezzi in seguito alla diminuzione della domanda, contrastata in parte da un eccezionale aumento della produzione (+360 milioni di Kwh rispetto al 2012). 165 i milioni investiti da Cva nel settore idroelettrico tra il 2008 e il 2013 che hanno ulteriormente rafforzato la vocazione all’energia pulita della piccola Regione Autonoma. 

Del resto la scelta green è da tempo anche nelle corde dell’amministrazione regionale come dimostra anche la partecipazione dell’Assessorato alle Attività Produttive, guidato da Pierluigi Marquis, al bando pubblicato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a favore delle Regioni, per il finanziamento di reti di ricarica, dedicate ai veicoli elettrici con la presentazione del progetto «E.VDA» che prevede la stipula di protocolli d’intesa propedeutici con il Comune di Aosta e con i Comuni interessati all'iniziativa e il cofinanziamento con fondi privati. Attualmente i veicoli elettrici in Valle sono circa 50. E' prevista la nascita di 33 punti su tutto il territorio regionale. 

27 settembre 2013

#Energia: al via il #Teleriscaldamento ad #Aosta con Telcha



I primi passi di una grande rete”. Così recita il titolo della campagna di comunicazione che informa i residenti della città di Aosta sull’inizio effettivo dei lavori per la costruzione della centrale di teleriscaldamento e, a breve, dei primi cantieri utili alla realizzazione della rete in città.

Oltre 100 assemblee condominiali, in soli 9 mesi, hanno approvato  l’allacciamento al servizio di teleriscaldamento. Insieme all’adesione del Comune, della Regione e di altri Enti pubblici è stato raggiunto così l’importante primo traguardo di 40 MW di potenza di preadesioni.”

Oggi, alle 16, ad Aosta, si è svolta la cerimonia d’inaugurazione del cantiere della centrale di
Riccardo Trisoldi (Cva)
teleriscaldamento della città di Aosta. Il Presidente di Telcha, Riccardo Trisoldi, ha evidenziato il valore della manifestazione «che si svolge proprio dove sarà presente il cuore pulsante del progetto, ovvero la centrale termica di cogenerazione situata a sud-est della città, nell’area bonificata “Espace Aosta”». Trisoldi ha poi sottolineato l’importanza dell’investimento del gruppo GDF-SUEZ sul territorio regionale, ringraziando i funzionari della Regione e del Comune di Aosta che, operando con professionalità e senso dei tempi, hanno permesso il raggiungimento di quest’importante traguardo.

L’Amministratore Delegato Telcha, Giovanni Rivolta si è soffermato sull’importanza dell’impianto e sul livello tecnologico d’eccellenza dell’opera, non riscontrabile con altre tecnologie utilizzabili per il riscaldamento domestico. La centrale, che a regime, produrrà ogni anno oltre 154.000 MWh di energia termica sotto forma d’acqua calda, con una rete di distribuzione, lunga circa 47 chilometri, servirà infatti l’intera città secondo uno sviluppo verificabile attraverso le mappe che saranno rese disponibili alla popolazione e che verranno continuamente aggiornate, azione questa in linea con la volontà aziendale di rendere partecipe la popolazione residente dell’andamento dei lavori.

Rivolta ha anche posto l’accento sulla valorizzazione intelligente dell’energia di recupero proveniente dalla Cogne Acciai Speciali, contributrice per il 30% del totale necessario per riscaldare le utenze, fatto questo che rende integrato il progetto nel contesto locale e ha evidenziato la sostenibilità del progetto anche dal punto di vista della ricaduta di business sul territorio. Le opere del primo lotto sono state infatti assegnate a operatori locali, così come la progettazione delle stesse, mentre gli allacciamenti allo scambiatore d’utenza potranno essere oggetto di un’attività da affidare agli artigiani locali.
  
Un po' di storia
Nel 2008, con il Comune di Aosta, fu sottoscritta la convenzione per la posa della rete di teleriscaldamento e nel 2009 furono prodotte le prime autorizzazioni. Nel 2012 è risultato determinante l’ingresso di Cofely, come socio al 51% in Telcha. Quest’importante ingresso ha contribuito efficacemente al rilancio dell’opera in quanto è stato recepito e ottimizzato il progetto innovativo elaborato dalle imprese locali, creando una specifica governance dello stesso, attraverso la costituzione di diversi gruppi di lavoro, tecnici e commerciali, dedicati completamente allo sviluppo dell’iniziativa.

Tale presenza si completa con le altre consociate locali, quali la CVA (Compagnia Valdostana delle Acque), la SEA (Società Energetica Aostana) e i F.lli Ronc Costruzioni.

La centrale di cogenerazione
Nell’ambito del progetto, la centrale di cogenerazione che verrà realizzata, sarà alimentata da motori endotermici a gas, pompa di calore e caldaie d’integrazione.
Il calore sarà prodotto attraverso impianti, ad alta tecnologia, che saranno in funzione 24 ore su 24, progettati e costruiti con l’obiettivo del massimo rendimento termico. La cogenerazione consentirà di recuperare e rendere disponibile il calore normalmente disperso nel processo di produzione di energia elettrica, consentendo all’utente finale di disporre d’energia d’alta qualità, in totale sicurezza e autonomia. La centrale, così concepita, consentirà un risparmio annuale di circa 10.000 TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio) evitando l’emissione in atmosfera di oltre 30.000 tonnellate di CO2 all’anno.

La centrale Telcha costituisce il cuore di un progetto di cui l’Amministrazione comunale ha apprezzato la puntualità e il costante monitoraggio di più aspetti, con un’attenzione specifica anche all’ascolto della cittadinanza. Sul valore della proposta progettuale si è soffermato l’Assessore comunale Delio Donzel, sottolineando che Aosta si dota così di un’infrastruttura moderna, realizzata con le migliori tecnologie esistenti e che posizionano il capoluogo valdostano, a pieno titolo, tra le principali città teleriscaldate sul territorio nazionale, oltre a presentare significative ricadute ambientali ed economiche.

Il Presidente della Regione Augusto Rollandin, nell'evidenziare il valore, in termini generali e ambientali, che l’impianto rappresenta, ne ha ribadito le positive ricadute economiche sul territorio, particolarmente significative anche in rapporto alla difficile situazione attuale e alla necessità di risparmio sui costi di riscaldamento per le famiglie.

L’andamento dei lavori, la situazione dei cantieri in città, informazioni e notizie aggiornate sui lavori e sul teleriscaldamento della città di Aosta sono sempre disponibili on-line

31 ottobre 2012

Telcha: Aosta teleriscaldata entro il 2018 | In Valle arriva Cofely Italia del gruppo Cofely GdF Suez

Da sinistra Pietro Giorgio (Sea), Agostino Albertazzi (Cogely Italia), il sindaco Bruno Giordano, Riccardo Trisoldi (Cva), il presidente Augusto Rollandin e l'Assessore comunale Delio Dozel
Questa mattina, presso il Salone Ducale del Comune di Aosta è stato presentato, da Telcha, il progetto di teleriscaldamento della città. Le novità principali? Sostanzialmente tre:

- Aosta sarà completamente teleriscaldata entro il 2018

- Per il teleriscaldamento la compagine originaria (CVA, SEA, F.lli Ronc) rimane confermata, ma ad essa si affianca, con un ingresso con quota maggioritaria Cofely Italia, del gruppo Cofely GdF Suez. La nuova compagine sarà pertanto Cofely (51%) CVA 24%, SEA 12.5% e F.lli Ronc 12.5%. Si tratta di un socio di peso come si deduce da una semplice occhiata al sito.


- Dal 6 novembre si può già aderire al teleriscaldamento


Nel dettaglio. Questa mattina hanno preso la parola il Presidente di Telcha Riccardo Trisoldi, il Sindaco della Città di Aosta Bruno Giordano, l’Assessore comunale allo Sviluppo sostenibile, al Servizio idrico integrato, all’Ambiente, all’Igiene urbana e alla distribuzione del gas naturale Delio Donzel, i Consiglieri d’Amministrazione Telcha Agostino Albertazzi di Cofely Italia e Pietro Giorgio di Sea e il Presidente della Giunta Regionale Augusto Rollandin.

Ha aperto l’incontro Trisoldi, comunicando che «con la nuova compagine azionaria prende il via un progetto che porterà alla città di Aosta un indubbio valore. I nuovi soci raccolgono infatti, sia competenze tecniche, sia la forza finanziaria e la capacità attuativa per portare a termine, nel migliore dei modi, un’iniziativa complessa e tecnologicamente innovativa». Ha poi espresso soddisfazione per il progetto il Sindaco di Aosta che ha detto «Non posso che salutare con soddisfazione l’impulso ricevuto dal progetto del teleriscaldamento, inserito tra le grandi opere previste dal programma di Governo Aosta capitale dell’Autonomia, da oggi più vicino alla sua realizzazione nonostante la difficile fase economica in atto». L’Assessore Donzel ha spiegato come «il teleriscaldamento apporterà benefici importanti alle famiglie non solo in termini di risparmio economico, ma anche per la qualità dell’aria di Aosta, contribuendo a rafforzare le azioni intraprese negli ultimi anni, in favore dell’ambiente, dall’Amministrazione comunale».

Il Consigliere Albertazzi con piglio commerciale ha illustrato i dettagli dell’operazione soffermandosi, in particolare, sugli aspetti tecnici della realizzazione, congiuntamente ai vantaggi economici e ambientali che essa presenta. Attraverso un inquadramento generale del progetto, visto nel panorama energetico mondiale, è stata evidenziata la modernità e la coerenza con gli indirizzi europei e nazionali ed è stato illustrato poi ai presenti il cronoprogramma che prevede, nella stagione di riscaldamento 2014, la prima fornitura di energia termica ai cittadini. Sono stati richiamati inoltre i vantaggi di tipo ambientale conseguenti a una riduzione importante di emissioni di anidride carbonica che, rispetto alla generazione attuale di circa 50.000 tonnellate annue emesse in atmosfera, si attesterà su di una riduzione di circa 15.000 tonnellate annue (considerando nel paniere sia gli impianti alimentati attualmente a gas, sia a gasolio). 

Albertazzi ha anche dichiarato come rilevanti saranno le economie generate per i cittadini che potranno aderire al teleriscaldamento già da subito; il Consigliere Giorgio ha sottolineato che la campagna di adesioni inizierà il 6 novembre, invitando quindi tutti i residenti a informarsi sulle opportunità offerte, soprattutto in questa prima fase che offre maggiori vantaggi. Ha inoltre aggiunto che i responsabili commerciali Telcha saranno presenti sul territorio interfacciandosi direttamente sia con i tecnici, sia con gli amministratori di condominio e gli utenti finali.

Gli interventi si sono quindi conclusi con le parole del Presidente della Giunta Rollandin che ha sottolineato i vantaggi economici per le famiglie della città che potranno dare la loro adesione al progetto e ha aggiunto: «Un progetto la cui affidabilità e la cui potenzialità sono dimostrate dall’interesse con cui una delle aziende leader nel settore dell’energia ha voluto aderirvi. E nel suo intervento Rollandin ha anche evidenziato come: “In un momento in cui tanti parlano di green economy, la Valle d’Aosta risponde nei fatti con un’iniziativa che valorizza il patrimonio ambientale della regione e fornisce risposte concrete a favore dei cittadini».

Da oggi, prende quindi il via il progetto di teleriscaldamento della città per il quale, dal 6 novembre, sarà possibile avere maggiori informazioni presso il punto di contatto allestito ad Aosta, in Via Duc, n.3 (zona Piazza Plouves), aperto tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, in orario 10-12.

Per saperne di più visita il sito di Telcha.

30 ottobre 2012

Teleriscaldamento si riparte

Domani finalmente si avrà una parola definitiva (o almeno così si spera) sulla telenovelas del teleriscaldamento nel capoluogo regionale «congelato e scongelato». Il tutto sarà affidato ad una conferenza stampa. 

Nell'invito si legge che «nell’ambito dell’avvio del progetto teleriscaldamento che consentirà, nel giro di cinque anni, ai condomini e agli edifici pubblici della città di Aosta, di poter usufruire del sistema che offre reali vantaggi, primo fra tutti il risparmio sui costi di bolletta e la riduzione del consumo di energia per riscaldamento, oltre al contenimento delle emissioni di CO2 in atmosfera al fine del miglioramento della qualità dell’aria della città Telcha invita la S.V. all’incontro con la stampa e gli operatori della comunicazione
mercoledì, 31 ottobre 2012 – ore 11:00 
Salone Ducale del Municipio di Aosta
Nel corso dell’incontro, alla presenza del Presidente della Regione Augusto Rollandin, del Sindaco della Città di Aosta Giordano Bruno, dell’Assessore comunale allo Sviluppo sostenibile, al Servizio idrico integrato, all’Ambiente, all’Igiene urbana e alla distribuzione del gas naturale Delio Donzel, del Presidente Telcha Riccardo Trisoldi, dell’Amministratore Delegato e dei Consiglieri d’Amministrazione Telcha, saranno presentate le linee guida del progetto e le principali tappe di sviluppo dello stesso».  

Cva, Sea e Fratelli Ronc rimarranno della partita ma è prevista l'entrata al 51% di un socio di peso. Domani si saprà.

4 dicembre 2011

Valle d'Aosta: Dieci Imprenditori Innovativi

Ti propongo la versione extralarge dell'articolo che ho pubblicato sul Rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore Nord Ovest, accompagnato da alcune foto quasi del tutto inedite e pubblicitariamente subliminali. Buona lettura....

Il tessuto imprenditoriale valdostano è da sempre particolarmente polverizzato. In base ai dati della Camera di Commercio al 30 giugno 2011 le imprese registrate attive erano 12.360 con 40.225 occupati, numeri da cui si deduce facilmente come molte aziende siano spesso costituite da un dipendente. Ecco perché non sempre i tradizionali canoni dimensionali ai piedi delle Alpi sono i migliori per mettere in evidenza le eccellenze territoriali. Lo sa bene Carmine Garzia, docente di Economia aziendale presso la facoltà di Scienze Politiche e relazioni internazionali dell'Università della Valle d'Aosta, che da tempo studia cosa significhi fare impresa nella più piccola regione d'Italia, localizzata agli estremi della penisola e caratterizzata da un territorio complesso e poco favorevole all'insediamento di attività industriali. Tuttavia «nel sistema economico valdostano - precisa il professore - non mancano aziende industriali e di servizi di successo con un posizionamento forte e un'operatività internazionale». Garzia, attraverso la sua ricerca «Imprenditorialità innovativa e sviluppo del territorio», finanziata dall'ateneo valdostano e, recentemente sfociata in una pubblicazione per Egea (vedi copertina in alto a destra...ndr ), focalizzandosi sull'analisi dei modelli di business ha individuato un panel di dieci aziende che ha suddiviso in tre categorie: «Pionieri dell'innovazione», «Innovatori high-tech» e «Campioni del territorio».
Gioachino Gobbi (Grivel)

I pionieri dell'innovazione
Si tratta di aziende che nascono con un posizionamento innovativo, competendo con una proposta di valore basata su un elevato contenuto di unicità e che fondano il proprio modello di business sullo sviluppo e la valorizzazione delle risorse locali. E' il caso della Grivel di Verrayes (20 dipendenti e un fatturato 2010 di circa 10 milioni che dovrebbe essere superato nel 2011), azienda che produce attrezzi per montagna (scalata e trekking, per uso professionale, leader, soprattutto con le sue piccozze, a livello internazionale e con una quantità di export pari al 90%. Gioachino e Betta Gobbi hanno dato vita ad una rete di distribuzione indipendente presente in 25 paesi. Grivel ha rifornito dal punto di vista tecnico il primo team di scialpinismo creato dal Governo cinese. «Lo sforzo di globalizzazione di Grivel, - spiega Gobbi - indispensabile in un mercato piccolo come quello dell’alpinismo, ci ha sempre portato a ricercare il mercato ovunque nel mondo esistessero delle montagne e, soprattutto, il desiderio di salirle».
Costantino Charrère (les Crêtes)

Passione e unicità muovono anche la famiglia Charrère che con il brand Les Crêtes (1,5 milioni di fatturato, 220mila bottiglie e circa 25 dipendenti) ha portato la Valle d'Aosta sui maggiori mercati mondiali. Oggi l’azienda, decollata negli anni ’90 grazie al papà Costantino, da poco più di un anno Presidente della Federazione nazionale dei vignaioli indipendenti, ha il volto giovane delle figlie Eleonora  ed Elena, e realizza il 10% dei suoi fatturati in terra asiatica (l’export complessivo è del 30%). Si può trovare il Chardonnay Cuvée Bois, ormai da un decennio segnalazione immancabile tra i Tre Bicchieri della guida Gambero Rosso, sulle tavole dei ristoranti più prestigiosi di Tokio, Honk Hong e Singapore.

Marilena Péaquin (Maison Bertolin)
Fra i pionieri anche la Maison Bertolin (5 milioni e 30 occupati), oggi guidata da Marilena Péaquin e dal figlio Guido dopo la prematura scomparsa del fondatore Rinaldo. L'azienda ha il merito di avere restituito all’enogastronomia nazionale un lardo Dop come quello di Arnad di cui è il maggior produttore industriale, presente nelle maggiori catene distributive nazionali: da Esselunga a Carrefour. Guido Bertolin non ha dubbi in merito: «Negli anni novanta i cultori dei prodotti tipici costituivano un piccolo gruppo che assorbiva una quota di mercato poco rilevante, dieci anni dopo erano diventati una nicchia interessante, oggi rappresentano il segmento con il più alto potenziale di sviluppo dell'intero mercato del food, tanto che la grande distribuzione ha investito e sta investendo nello sviluppo di linee dedicate a questi consumatori».

Alessandra Fulginiti (Valgrisa)
Infine merita una segnalazione la scommessa di Valgrisa, microimpresa ideata da un gruppo di amici con esperienze professionali molto diverse tra cui l'attuale amministratore delegato Alessandra Fulginiti il cui core-business consiste nel valorizzare l'abbigliamento alpino, traendo spunto dalle centenarie tradizioni tessili valdostane. Il prodotto Valgrisa si caratterizza così per un posizionamento di prezzo elevato e presenta giacche invernali (realizzate dalla Cooperativa Les Tisserands di Valgrisenche con lana proveniente dalle pecore di razza autoctona "Rosset") vendute al pubblico a 1.300 euro.

Gli innovatori high-tech
Sono imprese che puntano a competere con strategie di differenziazione basate sull'offerta di prodotti e servizi unici, tuttavia i loro modelli non sono basati in modo rilevante su risorse locali, quanto su risorse tangibili ed intangibili di carattere tecnologico. Hanno la comune caratteristica di investire in ricerca percentuali decisamente superiori alla poco brillante media nazionale.

Roberto Enrietti (Thermoplay)
Si va dalla Thermoplay  di Pont-Saint-Martin: 25 milioni di fatturato previsto nel 2011 (contro i 23,6 del 2010), 160 addetti e 80 tecnici negli uffici commerciali localizzati in 44 paesi. L'azienda è la quarta al mondo nella produzione di sistemi di iniezione per stampi con una quota di mercato stimata di circa il 6% e nel corso del 2010 ha aperto una piccola unità produttiva in Cina per valutare le potenzialità di espansione sul mercato orientale.

Gaetano Capula (Gps Standard)
Alla Gps Standard di Arnad (18 milioni di fatturato nel 2010 e 80 dipendenti), azienda leader nel settore della sicurezza ed in particolare nella realizzazione di sistemi di protezione perimetrale integrati con sistemi di videosorveglianza. Un ufficio commerciale in Cina ed una consociata in Turchia ad Instambul che testimoniano l'interesse per il Far East e il Medio oriente. Una vocazione internazionale recentemente rafforzata dal coinvolgimento dell'azienda valdostana nel colossal holliwoodiano Transformer 3 in qualità di consulente per tutto quello che concerne la parte tecnica dei sistemi anti intrusione e videosorveglianza presenti nel film.

Paolo Conta (Laser)
Fino alla Laser di Aosta (un fatturato 2010 a 2,36 e una previsione per il 2011 a 2,65 con 27 dipendenti),  società specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni di Mobile Integration per l’erogazione di servizi nell’ambito di Sanità, Turismo e Logistica, Ricco il panel delle partenership avviate: da Vodafone all'Ospedale San Camillo, alla torinese Mizar Automation (Gruppo Swaroski), leader internazionale nella realizzazione di piattaforme telematiche nell'ambito del traffico e dei trasporti, fino a Vivaticket per la quale l'azienda valdostana ha recentemente realizzato un'applicazione per poter acquistare in tutta sicurezza biglietti per concerti, eventi e spettacoli.

I campioni del territorio
Riccardo Trisoldi (Cva)
Pietro Giorgio (sea)
Hanno un modello di business legato in parte alle risorse locali, ma competono in settori dove non è possibile implementare strategie di differenziazione. Le energie Alternative sono così il Core Business della Compagnia valdostana delle acque (azienda arcinota e di cui pure questo blog ha scritto diffusamente ndr) e della Sea Energia (10 milioni di euro e 60 collaboratori) che ha sviluppato competenze nella progettazione e nella costruzione di impianti di teleriscaldamento di piccole dimensioni. Sea opera con successo anche al di fuori dei confini regionali: basta pensare alle centrali per la produzione di energia elettrica in Garfagnana e quella a sansa di olive a treglio, in provincia di Chieti. Infine concludiamo il nostro viaggio con un occhio alla grande distribuzione.

Chiara Celesia (Gros Cidac)
Tocca a Gros Cidac (quasi 90 milioni di ricavi con 310 occupati e una penetrazione del 43% del mercato alimentare valdostano), brand regionale situato nel capoluogo regionale che fa parte del gruppo di acquisto C3 e che come ricavi per punto vendita è notoriamente nella top ten stilata dalle riviste di settore. La parola d'ordine del fondatore Alberto Celesia - che oggi condivide il ponte di comando con la figlia Chiara - è «tipicità e tecnologia per vendere qualità». E così accanto alle casse automatiche, già presenti da diversi anni, campeggia un corner dedicato ai vini regionali con un'offerta da fare invidia ad una enoteca.

19 dicembre 2009

Ricerca e Sviluppo: tra Energia e Biomedicale


Laboratori miniaturizzati per l’analisi di micro-organismi patogeni nel latte (Olivetti I Jet), reazioni dell’acciaio inossidabile nelle fasi di post-laminazione (Cogne Acciai Speciali), edifici ad alto contenuto energetico (Nuova Ceval), Discovery biofarmaceutico (BioDigitalValley), metodi per l'ottenimento di energia elettrica attraverso un processo innovativo per la gassificazione di biomasse povere e ad alto contenuto di umidità (Associazione temporanea di imprese tra la F.lli Ronc s.r.l. e la S.E.A. Società Energetica Aostana s.r.l.) sono alcuni dei progetti di ricerca finanziati dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta attraverso la legge 84 del 1993 nel corso di quest’anno.

Complessivamente nel 2009 la Regione ha staccato un assegno di 7,25 milioni per progetti che sempre più si concentrano su settori che più di altri sembrano garantire positivi trend di crescita: l’energetico (anche sul fronte edilizio) da un lato e il biomedicale dall’altro. Proprio il progetto «Image», portato avanti dalla start up BioDigitalValley (Gruppo RGI), insediata da alcuni mesi nell’incubatore di Pont-Saint-Martin, è stato protagonista la scorsa settimana di una tavola rotonda al Forte di Bard sul tema «Ricerca e innovazione sulle tematiche della bioinformatica in Valle d’Aosta». L’evento è stata l’occasione per raccontare il progetto che BioDigitalValley sta sviluppando grazie al contributo della Regione Autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con la facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Milano e con una rosa di partner scientifici di eccellenza, tra cui spicca l’Istituto per la Ricerca sul Cancro di Candiolo. «Il progetto IMAGE – ha spiegato l’amministratore delegato Paolo Consoli - punta ad indagare la possibilità di effettuare nuove scoperte scientifiche in ambito biofarmaceutico mediante l’identificazione, la catalogazione e l’analisi statistica delle immagini pubblicate negli articoli scientifici e collegate ad una determinata patologia o biomolecola. Lo scopo è quello di identificare nuovi potenziali marcatori proteici di malattie di interesse, in ambito oncologico e neurodegenerativo».

Osservato speciale anche il settore energetico dove Sea e Fratelli Ronc partendo da un brevetto europeo puntano ad aprirsi una nuova strada sul fronte delle fonti rinnovabili. «L’obiettivo è estrarre gas da biomasse per far funzionare i motori di alcuni impianti per la produzione di energia. Si tratta - spiega Pietro Giorgio, amministratore delegato di Sea - di un brevetto di un ingegnere-chimico italiano con cui abbiamo un accordo di sfruttamento esclusivo e il piano di ricerca dovrebbe valutarne l’industrializzazione»

Ma anche la Nuova Ceval sceglie la green-economy e, in questa logica, sta mettendo a punto la realizzazione di edifici ad uso civile con determinati requisiti di risparmio energetico e di resistenza ad azioni sismiche mediante la tecnologia del sistema costruttivo di prefabbricazione leggera a lastre.
L’impegno della Regione nel settore della R&S recentemente in Consiglio regionale su proposta dell’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret sono state approvate alcune modifiche alla legge di carattere squisitamente tecnico con l’unica eccezione di una richiesta di autorizzazione « per l’anno 2009, una maggiore spesa, per gli interventi previsti dalla l.r. 84/1993, pari ad euro 5.000.000, per far fronte alle esigenze che si sono manifestate nel corso dell’anno». Dal 2000 ad oggi sono stati 53 i milioni stanziati e di questi quasi 28 soltanto nell’ultimo triennio.

2 dicembre 2009

Oro Bianco: l'Acqua Batte il Latte


Secondo articolo del Rapporto Valle d'Aosta pubblicato sul Sole 24 Ore del lunedì del 30 novembre. Anche questa volta propongo la versione «valdostana» o potrei dire «anselmiana».

L’ambiente alpino è per la Valle d’Aosta una risorsa non soltanto turistica. E’ sufficiente, ad esempio, analizzare con più attenzione il fenomeno della produzione di energia idroelettrica per trovarsi di fronte ad una realtà economica che di «distretto» non ha soltanto il nome. La piccola regione autonoma presenta infatti realtà di eccellenza sia nel macro con l’impegno della Compagnia Valdostana delle acque, che nel micro dove meritano di essere segnalati gli impianti di teleriscaldamento realizzati da Sea di Pollein e il micro-idroelettrico di montagna, in particolare nell’Alta Valle d’Aosta, della Fratelli Ronc di Introd, questi ultimi esportatori del loro know anche all’estero, sui nuovi mercati dell’Albania e della Romania.

Per dare un’idea della dinamicità del settore - anche in tempi sicuramente non brillanti - è sufficiente ricordare come l’utile netto della Compagnia Valdostana delle acque, guidata dal manager Riccardo Trisoldi - sia passato dai 60,48 milioni del 2007 (che apparivano come un risultato già estremamente soddisfacente) ai 69,70 del 2008. E’ aumentato il valore della produzione (da 200,24 a 206,53 milioni), il margine operativo lordo (da 145,93 a 153,09), il patrimonio consolidato da 711,64 a 763,35, ma soprattutto è nettamente migliorata la posizione finanziaria netta, indebitamento dovuto all’acquisizione delle centrali da Enel, che nel 2005 presentava un rosso di 107,97 milioni e, oggi, è in positivo a quota 127,24. Quest’ultimo dato è davvero «esplosivo» se si pensa che l’uscita dal passivo, salutata con grande soddisfazione in occasione della presentazione del bilancio del 2007, era pari a 58,85.

Cva: nel 2009 ricavi +15%
E il 2009 non sarà da meno. Cva nel corso di quest’anno registrerà un ulteriore crescita nei ricavi del 15% grazie al record di produzione del 2008 con tre miliardi di Kwh. La Cva è indubbiamente un imponente volano di sviluppo per la regione visto che entro nel 2015 ha pianificato investimenti pari a 440 milioni. «Questo ovviamente – spiega il Presidente Riccardo Trisoldi – se oltre alle due centrali che realizzeremo nel comune di La Thuile andranno in porto anche le altre cinque per cui abbiamo fatto domanda di concessione in modo da assicurarci un aumento di produzione pari a 400 milioni di kwh». «Un risultato - osserva ancora Trisoldi - che nasce a più livelli. Non soltanto una crescita dei ricavi, ma anche un miglioramento dei proventi e degli oneri finanziari. Nel 2007 negativi, pari a 400mila euro, e oggi positivi a quota 3,45 milioni».

A Cva si deve anche l’intuizione di fidelizzare la clientela fornendole l’opportunità di esporre il marchio «Eaux de la Vallèe», un brand che garantisce alla clientela, soprattutto istituti di credito e player della grande distribuzione, di poter dimostrare, anche grazie ad una attenta campagna di comunicazione, l’utilizzo di energia completamente proveniente da fonti alternative. Un atout che in tempi di bilancio sociale è particolarmente gradito dai committenti.

La capacità di fare rete
Il settore sta poi dimostrando anche una grande capacità di fare rete. Una delle prossime sfide - che vedrà in gioco know-how interamente valdostano -sarà la realizzazione del teleriscaldamento della città di Aosta. Un progetto del valore di 73 milioni di euro. A realizzarlo sarà la Telechauffage Aoste srl (Telcha), società costituta ad hoc per dare vita all’impianto, di cui fanno parte la Cva con una quota del 49 per cento e la società Energetica Aosta e la Fratelli Ronc, entrambe con il 25,5%. Si tratterà di un impianto estremamente innovativo. «In Italia - spiega Pietro Giorgio, ad di Sea - ce n’è uno simile soltanto a Milano».

Insomma l’acqua sembra essere il vero «oro bianco» (anche sotto forma di neve) della Valle d’Aosta in grado di permettere di ritagliarsi un ruolo significativo in un’economia che sempre più scommette sull’ambiente. Ancora in salita invece la strada di un altro «oro bianco», particolarmente caro a chi abita ai piedi delle Alpi: il latte. In questo settore il player principale è la Cooperativa Produttori di Latte e Fontina che con i suoi 20 milioni di fatturato annuale cerca di assicurare una rendita dignitosa a chi vive di zootecnia. Ezio Mossoni, direttore di Coldiretti Valle d’Aosta, evidenzia come il mercato non presenti affatto elementi rassicuranti e pone sotto accusa il prezzo del latte. «So che molti si stupiranno. Noi dovremmo essere l’isola felice con il latte pagato anche oltre 50 centesimi al litro, mentre nelle altre regioni si punta ai 30 centesimi. Ma nessuno si chiede perché il nostro latte vale quasi il doppio dell’altro e gli allevatori si lamentano? Semplice, perché il nostro latte vale tanto come l’altro, forse perfino meno».

In effetti i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Economia Agraria dimostrano che i costi di produzione del latte in Valle d’Aosta sono in assoluto i più alti d’Italia: pari a 73 centesimi al chilo. Il ragionamento di Mossoni si completa poi con la constatazione della stasi del mercato. «Il prezzo della Fontina - aggiunge - liquidato ai produttori era di 12.000 lire nel 1996 che equivalgono a euro 6,19. Nel 2007 il prezzo era di 6,38 euro. Una differenza di 0,19 centesimi in 10 anni. La Cooperativa, con grandi sforzi, è riuscita a portare il prezzo del 2008 a 7,13, ma l’incidenza sul decennio è, purtroppo, pressoché irrilevante. Diciannove centesimi al chilo di Fontina in dieci anni corrisponde a 0,02 centesimi al litro di latte dopo dieci anni. Quanto sono aumentati nel frattempo i costi? Nel 1996 un consumatore per il miglior latte alimentare che trovava sul mercato pagava circa 1.000 lire. Oggi anche un euro e sessanta, cioè circa 3.100 lire. I conti sono presto fatti».

13 novembre 2009

100 milioni di Euro in un Quinquennio per il Teleriscaldamento di Aosta, Cervinia e La Thuile


Cento milioni nell’arco di un quinquennio per costruire tre nuovi e innovativi impianti di teleriscaldamento. Si inizierà con La Thuile che entrerà in funzione nel 2010, si proseguirà con Cervinia (Valtournenche), presumibilmente nell’arco di un triennio (i lavori saranno affidati nel marzo del 2010), per concludere con Aosta nel 2014. Tutte iniziative portate avanti al 100% da privati. Impianti che si aggiungeranno a quelli già operativi all’autoporto di Pollein (1999), a Morgex, gestito dalla società Le Brasier, partecipata Sea e Fratelli Ronc e con una quota appannaggio anche dell’amministrazione comunale, operativo dal 2000, e Prè-Saint-Didier, in funzione dal 2007 e di proprietà di Sea attraverso la società Forint.
Un business non semplice e che sempre più si caratterizza per margini ridotti e tempi medio-lunghi nel recupero dell’investimento. Senza dimenticare la necessità di un know how che non si può improvvisare e che va raffinato con lo svilupparsi frenetico delle tecnologie in materia di fonti rinnovabili.

Un atout per l'ambiente: La Thuile
La Thuile Energie con un investimento da quindici milioni si prepara ad offrire alla nota località turistica un atout in più per chi ha fatto del proprio territorio un volano economico. «La centrale – commenta l’amministratore delegato Guido Zampieri – è attualmente in Valle un unicum. Si tratta di un impianto cogenerativo che non produce soltanto calore ma anche elettricità e sarà alimentato a legna. Una filiera cortissima, visto che il legname sarà recuperato in zona. Inoltre l’energia prodotta sarà rinnovabile al centro per cento poiché le piante tagliate saranno sostituite da altre nuove. Inoltre grazie ad accumulatore il calore prodotto non sarà dissipato». I lavori già iniziati quest’estate hanno permesso anche la posa della fibra ottica e la risistemazione di alcuni tratti di acquedotto. «Mi sembra meriti di essere evidenziato – conclude Zampieri – che attraverso l’azione dei privati è stato possibile rendere un servizio a tutta la comunità».

Una strategia per ridurre i costi: Cervinia
Si dovrà ancora attendere a Cervinia dove il Comune ha scelto la strada del project financing per la realizzazione di un impianto di generazione combinata di energiatermica ed elettrica per alimentare un sistema di teleriscaldamento urbano nella frazione Breuil Cervinia. Tre le imprese che hanno presentato il loro progetto a fronte di una stima di spesa non inferiore ai 16,5 milioni. L’assessore comunale Luca Varvello che segue il progetto per il comune spiega come una prima idea di creare un impianto di teleriscaldamento risalga addirittura al 1995. «Allora si trattò di una proposta simultanea di un gruppo di privati, formato da albergatori e negozianti di Cervinia, e del comune che intendeva riscaldare alcuni edifici di proprietà. Portando le centrali termiche fuori dagli edifici, si può ridurre il costo di gestione e di manutenzione, soprattutto per alberghi e condomini, da un lato e gli obblighi di legge sull'antincendio dall'altro». L’intervento, come indicato dallo studio di fattibilità, si suddivide in tre parti principali: la centrale di produzione combinata dell’energia termica ed elettrica con i relativi servizi, la rete di teleriscaldamento e le sottostazioni di scambio termico per allacciare alla rete le utenze che decidono di fruire del servizio. L’amministrazione comunale non entrerà nella società che si occuperà della gestione dell’impianto e che si vedrà riconosciuta la gestione economica dell’impianto di cogenerazione e del sistema di teleriscaldamento per 30 anni.

La sfida più grande: Aosta
Per il super impianto aostano (la spesa prevista è di 73 milioni), dopo alcuni incontri con la giunta comunale del capoluogo, si attende a giorni l’annuncio della cantierizzazione dei lavori. «Per la verità - commenta Pietro Giorgio, ad della Sea che con Fratelli Ronc e Cva ha costituito la Telechauffage Aoste srl (Telcha), società con sede a Châtillon, che darà vita all’impianto – in regione Borgnalle dove si sta realizzando un tunnel tecnologico abbiamo già posto i primi tubi della rete che, come si sa, inizierà a svilupparsi nella zona Est, cioè al Quartiere Dora, e si estenderà per circa 10 chilometri. Aosta ha una volumetria pari a 7,1 milioni di metri cubi. Noi contiamo di allacciare circa 5,2 milioni, pari al 72,8%. Una stima per ora prudenziale». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 4 novembre 2009)

27 ottobre 2009

A Tam Tam News con Pietro Giorgio (Sea) si Parla di Energie Rinnovabili


Carissimo visitatore, metto on line anche la quarta puntata di «Tam tam News imprenditori», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 10, su Radio Proposta in Blu, e che è stata trasmessa il 16 ottobre. Con me in studio Alessandra Fulginiti che mi ha raccontato la curiosa esperienza di Valgrisa.

Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata. Ti chiederei la cortesia (anche da anonimo) di segnalare se ascolti o scarichi la trasmissione dal blog. Questo per capire se questo servizio ti è davvero utile.

Questo venerdì, il 30 ottobre, come sempre alle 10, sarà mio ospite Pietro Giorgio della Sea. Con lui approfondirò il tema delle energie alternative e farò il punto sul nuovo progetto del teleriscaldamento di Aosta. Sea è una delle imprese che fa parte di Telcha, la società che realizzerà l'impianto.

Il programma - non mi stancherò mai di ripeterlo - è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare. Fino ad adesso hai lasciato cadere il mio appello nel vuoto e se per questo venerdì provassi a fare un'eccezione?

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

2 maggio 2009

Energia: un'operazione da 225 milioni di euro per Sea e Fratelli Ronc in Romania

Un impianto a biomassa e quattro campi eolici di 1000 ettari per un investimento complessivo di 225 milioni. Sono questi i numeri imponenti dell’operazione che da più di un anno in Romania impegna menti e energie delle aziende Sea di Pollein e Fratelli Ronc di Introd. Imprese che ormai sono diventate portabandiera sui mercati esteri del savoir faire valdostano nel settore dell’energia alternativa.

Un cambio di marcia
Obiettivi estremamente impegnativi che richiedono alle due aziende un significativo cambio di marcia. «E’ chiaro che l’operazione per essere portata a termine – spiega Pietro Giorgio, ad di Sea -, data la sua consistenza finanziaria, ci impone una serie di alleanze strategiche con altre Pmi italiane e straniere che contiamo di definire a breve». «Un’adeguata patrimonializzazione della società – prosegue l’ad - ci permetterà di poter ottenere dagli istituti di credito i finanziamenti necessari al suo completamento. Inoltre sono convinto che, soprattutto in tempi di crisi, si debba fare squadra».

L'asset rumeno
In Romania sono state costituite cinque società di scopo controllate all’80% dalla Ma & D (45% Sea, 45% Fratelli Ronc e 10% altri partner rumeni) e per il restante 20 per cento in mano a Amministrazioni comunali e imprese locali. A Miercurea-Ciuc, cittadina di circa 40mila abitanti, situata nella regione di Harghita sorgerà una centrale cogenerativa a biomassa già concessionata in grado di produrre 7 megawatt elettrici. «L’impianto – osserva Pietro Giorgio – servirà una parte della città attraverso una rete di teleriscaldamento in grado di produrre 15 milioni di Kwh termici. La spesa prevista è di 25 milioni. Qui si tratta soltanto di iniziare i lavori». I campi eolici sorgeranno nelle regioni di Dobrojea e Buzao che danno sul Mar Nero. «Anche qui siamo in una fase molto avanzata - aggiunge Pietro Giorgio -. Stiamo già chiedendo le concessioni avendo misurato i campi. E’ infatti da più di un anno che monitoriamo l’area e secondo i nostri calcoli questi mille ettari potranno produrre circa 150 megawatt elettrici».

La strategia delle alleanze
L’investimento agli occhi degli imprenditori valdostani è estremamente redditizio. «Un campo concessionato – spiega Pietro Giorgio – vale cento volte l’investimento iniziale per questo ci stiamo impegnando per poter giocare la partita fino alla fine. E’ vero che si potrebbe anche vendere le proprie operazioni ottenendo comunque dei risultati economici importanti, ma significherebbe restare fuori da un business in cui crediamo molto». Da qui la già citata strategia di alleanze per combattere la scarsità di liquidità che sta caratterizzando questo 2009. Pietro Giorgio del resto scommette da tempo sulla Romania. «In questo momento tutte le economie sono in difficoltà, ma quando il sistema finalmente ripartirà – conclude l’imprenditore - essere presenti su un mercato come questo sarà importantissimo in quanto i suoi margini di crescita si dimostreranno sicuramente superiori a quelli italiani. Non dimentichiamoci che qui sul fronte delle infrastrutture c’è da fare davvero tantissimo».

L'impegno della Regione
Un piccolo aiuto arriva anche dalla Regione che recentemente ha predisposto un progetto di dichiarazione di intenti tra la Regione autonoma Valle d’Aosta e la Conte dell’Harghita, realtà che condividono affinità di ordine geografico ed economico derivanti dalla comune dimensione montana dei due territori. La dichiarazione – oggetto il 22 e il 23 aprile di un incontro del Presidente della Giunta Augusto Rollandin con il collega della contea rumena Borboly Csaba – prevede fra l’altro l’impegno delle parti a «operare congiuntamente per assistere e sostenere, in maniera diversificata, gli imprenditori, i soggetti portatori di interessi particolari ed i rappresentanti dei vari settori che partecipano alle attività di cooperazione». Le aziende valdostane insomma non devono sentirsi sole.
 

© ImpresaVda Template by Netbe siti web