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24 marzo 2019

#ProImpresa 10: Breve guida al nuovo regolamento privacy (#crosa10)


Fa sorridere parlare di privacy, che è un diritto inalienabile, di fronte alla forza dei Big Data, perché qualsiasi intervento legislativo rischia di essere vanificato dalla forza del web. Nel 2018 siamo passati da una Direttiva che consentiva a ciascun Paese di recepirla adeguandola alla propria legislazione, ad
un unico regime di protezione dei dati personali dei cittadini e residenti dell’Unione, all’interno ed all’esterno dei suoi confini, comune e omogeneo a tutto il territorio dell’UE.

Il Regolamento 679/2016 è portatore di importanti novità, comporta una serie di nuovi obblighi a carico delle aziende e impone l’adozione di misure di protezione fin dalla fase di progettazione
del trattamento. Viene introdotto il concetto di responsabilizzazione del titolare e del responsabile
del trattamento che devono operare la raccolta in modo lecito, corretto e soprattutto trasparente.
La normativa si applica ogni volta che avviene una qualsiasi operazione compiuta sui dati personali (es. visualizzare un codice fiscale, un numero di telefono, la localizzazione satellitare, un
nickname), esclusi i trattamenti effettuati per attività esclusivamente personale o domestica.

La tenuta del registro dei trattamenti, in forma scritta o elettronica e dove bisogna indicare una serie precisa di informazioni, è un obbligo, ma non si applica alle imprese e organizzazioni con meno
di 250 dipendenti, a meno che il trattamento non sia occasionale o ad alto rischio, o includa particolari categorie di dati (es. dati sensibili).

Il Garante Privacy ha pubblicato le istruzioni sul Registro, che le PMI possono tenere in forma semplificata, e ha chiarito che devono tenerlo liberi professionisti, esercizi commerciali o artigiani
con almeno un dipendente (bar, officine, negozi) o che trattano dati sanitari dei clienti (estetisti, ottici,
odontotecnici, tatuatori) o dati relativi a condanne penali o reati. Il Responsabile del trattamento
è un soggetto particolarmente qualificato e esterno all’impresa, al quale il titolare ha delegato lo svolgimento di determinate attività (es. consulente del lavoro).

L’informativa, in forma concisa, trasparente, intelligibile per l'interessato e facilmente accessibile, va data al massimo entro 1 mese dalla raccolta o dalla comunicazione dei dati. La forma scritta per il consenso, ove previsto, resta la forma più idonea. Restano validi l’informativa e il consenso prestati ante 25 maggio 2018 se hanno tutte le caratteristiche previste dal Regolamento.
Deve sempre essere indicato il periodo di conservazione dei dati e, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinarlo (es. termini prescrizionali di 5 o 10 anni). Il CV va conservato solo per il tempo necessario alla verifica dei requisiti degli aspiranti lavoratori, salvo che si sia specificato che può essere usato per eventuali altre posizioni. Per i dati trattati elettronicamente è necessario
fare un’analisi dei rischi e poi adottare soluzioni di sicurezza informatica per neutralizzarli.

23 marzo 2019

#ProImpresa 9 : Finanziamento per le PMI, aperto il bando della nuova #Sabatini (#crosa09)

La rubrica ProImpresa di Edda Crosa è pubblicata tutte le settimane sul Corriere della Valle d'Aosta.

480 milioni di euro messi a disposizione, dal 7 febbraio scorso, con il bando della Nuova Sabatini che facilita l’accesso al credito delle micro e piccole e medie imprese, comprese le start up, e sostiene gli investimenti sia per acquistare, sia per acquisire in leasing. È un finanziamento erogato da banche
e intermediari aderenti ad un Addendum del Ministero dello Sviluppo economico, con un contributo del Ministero stesso sugli interessi. Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca; sono escluse le attività finanziarie e assicurative, quelle connesse all’esportazione e gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

I beni acquistati o acquisiti in leasing, anche da fornitori esteri, devono essere nuovi; sono escluse le spese relative a terreni e fabbricati, a beni usati o rigenerati o per mera sostituzione; a spese per pubblicità e le promozioni di qualsiasi genere, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti” e a quei componenti o parti di macchinari che non hanno un’autonomia funzionale
o che riguardano costi relativi a commesse interne. Sono ammesse le spese per l’acquisto di serre, a condizione che possano essere considerate impianti, di impianti di cogenerazione, mini eolico e microgeneratore, per le imprese che svolgono attività diverse dalla produzione di energia, e l’acquisto
di software di base, in quanto riconducibile alle immobilizzazioni materiali.

L’acquisto può essere interamente coperto dal finanziamento bancario e deve essere compreso tra i 20mila e i 2 milioni di euro. Il contributo del Ministero è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni, comprensiva di un periodo di preammortamento o di prelocazione non superiore a dodici mesi, e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti
ordinari e al 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali (industria 4.0).

Il contributo è erogato dal MISE in quote annuali, una volta l’anno; è concesso nei limiti dell’intensità di aiuto massima concedibile in rapporto agli investimenti previsti dai regolamenti comunitari di settore ed è cumulabile con altri aiuti pubblici concessi per le medesime spese. La richiesta di finanziamento va fatta alla banca o all’intermediario finanziario, insieme alla domanda di accesso al contributo ministeriale. Il finanziamento può beneficiare di tutti gli interventi di garanzia, pubblici e privati, compresi quelli dei Confidi e può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, richiesto dalla banca/ intermediario o dal Confidi che rilascia la garanzia.

Le specifiche tecniche per accedere al finanziamento si trovano sul sito del MISE 
https://www.mise. gov.it/index.php/it/incentivi/i mpresa/beni-strumentali-nuovasabatini.

28 febbraio 2019

#ProImpresa 8 : Il nuovo ruolo del rappresentante dei lavoratori per la #sicurezza (#crosa08)

L’8 febbraio nella Biblioteca di Aosta si è parlato del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS). La tavola rotonda era organizzata dalla Regione, nell’ambito delle attività del Comitato regionale per la sicurezza, in collaborazione con INAIL, INPS e le organizzazioni datoriali e sindacali. L’obiettivo era offrire ai partecipanti un’opportunità per riflettere su salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e in particolare sul ruolo del RLS, troppo spesso assente nelle piccole realtà perché ci sono pochi dipendenti, che lavorano a strettissimo contatto con il datore di lavoro e non sempre conoscono questa figura, o solo lavoratori per lo più stagionali o che lavorano in limitati periodi dell’anno o solo soci lavoratori o perché nessuno vuole accollarsi questo ruolo di responsabilità.

L’RLS è invece una valida risorsa per l’azienda per la diffusione della cultura della sicurezza e la sua elezione deve essere incoraggiata, perché talvolta nei dipendenti manca una percezione del rischio: adottano comportamenti non corretti o non sicuri, o gli stessi datori di lavoro non pretendono dai propri dipendenti il rispetto delle norme di sicurezza o considerano la valutazione dei rischi e la formazione in materia di sicurezza come un mero adempimento burocratico.

L’RLS ha una posizione privilegiata: conosce i lavoratori e le problematiche aziendali e svolge una funzione di intermediario tra il datore di lavoro, il responsabile per il servizio di prevenzione e
protezione (RSPP), il medico competente e i lavoratori che non riguarda solo l’adempimento normativo, ma l’adozione di comportamenti virtuosi per ridurre e/o eliminare i fattori di rischio in azienda.

Lo sviluppo della cultura della sicurezza all’interno della Cogne Acciai Speciali, ha spiegato il responsabile per la sicurezza, ha permesso di ridurre gli incidenti negli ultimi 10 anni, da 150 a 29, ma il loro obiettivo è migliorare ancora, perché ogni infortunio è considerato un fallimento organizzativo. Nelle aziende fino a 15 unità, l’RLS viene eletto dai lavoratori al proprio interno, mentre in quelle con più di 15 addetti viene eletto tra le rappresentanze sindacali. In assenza di elezione il suo ruolo è affidato all’RLS territoriale(RLST), di designazione sindacale, ove previsto da
accordi collettivi nazionali, come nel settore dell’edilizia, dove in Valle molto si è fatto per garantire
una formazione adeguata in materia di sicurezza, anche grazie all’RLST. Manca invece l’RLST in alcuni comparti quali agricoltura, commercio e industria.

Tra le tante testimonianze è emerso che capacità di comunicazione, intelligenza emotiva, ma anche
tanta passione, sono requisiti fondamentali per svolgere bene il ruolo di RLS. Come ha detto il moderatore la fortuna non è un dispositivo di sicurezza e, aggiungo io, gli incidenti non sono una fatalità, ma l’esito della mancanza della cultura della prevenzione e del rispetto delle norme e dobbiamo fare di tutto per salvaguardare il bene più prezioso che abbiamo: la vita.

7 febbraio 2019

#ProImpresa 4 : Bando regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (CROSA04)

Il bando “regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari”, cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale e dalla Regione, intende migliorare la conoscenza dei prodotti tutelati dai regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario o nazionale, anche al fine di valorizzare gli aspetti  economici e commerciali delle singole produzioni.

Tra il 1° febbraio e il 30 settembre 2019 le risorse a disposizione sono 450.000 euro. I beneficiari sono associazioni di produttori coinvolte attivamente in uno o più regimi di qualità, compresi i consorzi e gli organismi promotori dei regimi di qualità, di prodotti agricoli e agroalimentari DOP e IGP, produzione e etichettatura di prodotti biologici, etichettatura e indicazione geografica di bevande spiritose, vini aromatizzati, bevande aromatizzate a base di vino e cocktail aromatizzati di prodotti vitivinicoli, settore vitivinicolo, etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari e sistema di qualità nazionale zootecnia.

Le domande di adesione devono avvenire per via informatica tramite il portale del Sistema  informativo Agricolo Nazionale SIAN. Il sostegno è concesso nella forma di contributo in conto capitale e l’intensità del sostegno è pari al 70% della spesa ammessa. Ogni beneficiario può ottenere il sostegno per una sola iniziativa/ progetto. Sono finanziabili solo le spese sostenute dal giorno successivo alla presentazione della domanda per pubblicazioni e prodotti multimediali, realizzazione di immagini fotografiche e video a scopo promozionale, realizzazione e sviluppo di siti web,  limitatamente alle attività di informazione e promozione, costi per cartellonistica e affissioni,  realizzazione di campagne ed eventi promozionali, comprese eventuali degustazioni e il materiale
promozionale divulgativo distribuito allo stesso scopo, realizzazione di seminari, incontri, workshop,
compresi i relatori, acquisto di spazi pubblicitari e pubbliredazionali, pubblicità su media e su piattaforma internet, organizzazione e partecipazione a fiere e mostre e parte delle spese tecniche generali.

Tra le spese non finanziabili troviamo le mere missioni aziendali finalizzate a stabilire contatti commerciali, la progettazione e realizzazione di confezioni ed etichette per la commercializzazione del prodotto, l'Iva, salvo che non sia recuperabile. Ad ogni domanda è attribuito un punteggio di merito in modo da selezionare i progetti che maggiormente possono contribuire alla realizzazione
della logica dell’intervento della misura e al raggiungimento dei target degli indicatori. Il punteggio
minimo per essere ammessi è 30 e le domande sono finanziate fino alla dotazione della copertura finanziaria. La graduatoria deve avvenire entro 90 giorni dalla chiusura del bando. Gli interventi devono essere conclusi e rendicontati entro diciotto mesi dalla data di notifica di concessione dell’aiuto.

La documentazione e i modelli sono reperibili sul sito istituzionale della Regione.


31 gennaio 2019

#ProImpresa 3 : Bando di ricerca per le PMI Prism-e (#CROSA03)


La Valle d'Aosta mette a disposizione 500mila euro e aderisce al bando piemontese Prism-e che incentiva la realizzazione da parte di micro, piccole e medie imprese di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale negli ambiti individuati dalla Strategia regionale di specializzazione intelligente. Prosegue dunque la collaborazione con il Piemonte che ha lo scopo di consentire alle imprese valdostane di inserirsi in un sistema più ampio di ricerca e costruire delle relazioni per il loro sviluppo.

Le grandi imprese possono partecipare solo se collaborano con le PMI. Tutte le imprese devono essere iscritte al registro delle imprese da almeno due anni e avere due bilanci chiusi ed approvati, oltre alla sede o l’unità locale, dove verranno prevalentemente svolte le attività di R&S, sita e operativa in Piemonte, o in Valle d’Aosta per le sole imprese valdostane, e provvista di carattere
attivo e produttivo. L'impresa valdostana può presentare un solo progetto in forma singola o  collaborare con un'impresa piemontese,  che sarà capofila, senza obbligo di assunzione di un giovane in apprendistato di alta formazione e ricerca.

Gli Organismi di Ricerca possono partecipare ai progetti solo in qualità di fornitori di servizi di ricerca contrattuale, nei limiti del 10% massimo dei costi ammissibili di progetto e solo per spese di
personale. Le domande si possono presentare fino all'8 marzo 2019, compilando un apposito modulo
telematico scaricabile dal sito della Regione Piemonte. Sono elementi caratterizzanti del progetto: innovatività, composizione partnership, dimensione progetto e collaborazione. L'investimento minimo è di euro 300.000 per progetti che coinvolgono solo PMI, euro 600.000 per quelli che
coinvolgono una o più grandi imprese. La durata massima del progetto è di 24 mesi. Non è obbligatorio aderire ad uno dei poli di innovazione piemontesi.

Le tipologie di agevolazione sono due. Il contributo a fondo perso, nella misura massima del 75% del costo ammissibile di progetto per singolo beneficiario, che riguarda il costo del personale, consulenze, spese per prestazioni rese dai soci/amministratori e spese generali. Il restante 25% a copertura di materiale e forniture, strumenti e attrezzature, spese viaggio e consulenze è coperto da un finanziamento agevolato (1%) a valere sulla LR 6/2003 della durata di 60 mesi, oltre un anno di
preammortamento, la cui valutazione spetta alla Regione Valle d'Aosta. L'intensità massima di aiuto
per il fondo perso è del 55% dei costi per le piccole imprese, del 45% per le medie e del 35% per le
grandi. Le domande sono soggette a valutazione formale, tecnica-finanziaria e di merito tecnico-scientifico da parte del Piemonte, da chiudersi entro settembre, e sono previste premialità di punteggio in presenza di PMI innovativa, rating di legalità o SOE certificato di eccellenza europeo, inclusione di almeno un Polo di innovazione.

Tutta la documentazione e maggiori informazioni  scaricabili dal sito della Chambre Valdôtaine

Edda Crosa 

24 gennaio 2019

#ProImpresa 2 : Avviso start the Valley up (#CROSA02)


Le micro e piccole imprese che hanno come oggetto esclusivo o prevalente la ricerca, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi e che sono costituite da meno di cinque anni possono presentare domanda alla Regione per ottenere un contributo a fondo perso dell'importo massimo di 150.000 euro, pari al 65% delle spese sostenute per la realizzazione del loro piano di sviluppo.

L'intensità di aiuto è aumentata del 5% per le imprese iscritte nella sezione speciale start up innovative e di un altro 10% se insediate in una delle due Pépinière. Le imprese devono essere operative da almeno sei mesi ed avere la sede operativa in Valle al momento della prima erogazione del contributo. Particolarità interessante: possono accedere al contributo anche i liberi professionisti. 

Questo in sintesi il contenuto dell'Avviso a sportello “ Start the Valley up” che sarà chiuso il 31 dicembre 2020. Sono innovative le imprese che non hanno distribuito utili, non hanno rilevato un'altra attività o sono nate da fusione e hanno un valore annuo della produzione inferiore a 5 milioni di euro. Il piano di sviluppo deve essere di importo non inferiore a 50.000 euro. 
L'impresa o il professionista deve dimostrare, con valutazione eseguita da un esperto esterno, che in un futuro prevedibile svilupperà prodotti, servizi o processi nuovi o sensibilmente migliorati rispetto allo stato dell'arte nel settore interessato e che comportano un rischio di insuccesso tecnologico o industriale. In alternativa i costi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere almeno il 10 % del totale dei costi di esercizio in almeno uno dei tre anni precedenti la concessione dell’aiuto oppure, nel caso di una start-up senza dati finanziari precedenti, nella revisione contabile dell'esercizio finanziario in corso, come certificato da un revisore dei conti esterno. 

Il vero punto focale dell'Avviso è il piano di sviluppo che deve avere specifiche caratteristiche per essere finanziato. Deve riguardare un ambito tecnologico compreso tra quelli individuati nella Strategia di specializzazione intelligente della Regione (Montagna di eccellenza, Montagna intelligente e Montagna sostenibile), il suo contenuto deve essere tecnologico e innovativo, mirato a sviluppare nuovi prodotti o servizi, deve individuare obiettivi quantificati di crescita, deve dimostrare la possibilità del raggiungimento degli obiettivi e la loro sostenibilità finanziaria. Ma non basta, il piano deve prevedere anche delle consulenze specialisitiche e almeno un investimento in macchinari o brevetti/licenze o know-how e conoscenze tecniche anche non brevettate. Il piano deve avere una durata compresa tra uno e due anni e deve essere sviluppato prevalentemente in Valle. Le domande devono essere presentate online sul sistema informativo SISPREG2014 e sono soggette ad una valutazione formale, tecnica e di sostenibilità economico-finanziaria.

Edda Crosa










16 gennaio 2019

#ProImpresa 1 - Bando per l'insediamento e lo sviluppo di imprese in Valle d'Aosta (#CROSA01)


Con particolare piacere ospito la rubrica settimanale "Pro Impresa" di Edda Crosa, già Direttore di Confindustria Valle d'Aosta che la scorsa settimana ha iniziato a collaborare con il Corriere della Valle. I suoi articoli troveranno spazio anche sul mio blog.

Novità positiva per lo sviluppo e la crescita del sistema produttivo valdostano. A fine anno la Giunta ha approvato il secondo bando finalizzato a promuovere Accordi per l'insediamento e lo sviluppo di imprese che realizzino ricadute positive in termini di produzione, innovazione e occupazione nel territorio regionale, con particolare riguardo alla specializzazione intelligente del sistema produttivo. Grazie a questi aiuti potranno riprendere vita aree industriali dismesse, si eviteranno le delocalizzazioni, ci saranno nuovi investimenti con ricadute positive sul sistema economico e si offriranno nuove opportunità lavorative ai disoccupati. Il bando è rivolto a grandi e medie imprese che intendono realizzare un programma di sviluppo con un impatto aggiuntivo in termini di occupazione di 30 addetti o per la creazione/implementazione di un centro di ricerca con impatto occupazionale aggiuntivo di almeno 20 laureati. Possono presentare domanda le imprese singole o aggregate in forma consortile che intendono insediarsi in Valle e quelle già presenti. Il programma di investimento deve terminare entro 36 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.
Le domande si potranno presentate a partire dal 14 gennaio su apposita modulistica che sarà resa disponibile sul sito della Regione. I fondi messi a disposizione per il triennio 2019-2021 sono 23,5 milioni di euro, 9 milioni per il 2019.
Le domande, superata la valutazione formale, sono soggette ad una valutazione tecnica ed economico-finanziaria da parte di Finaosta. Le domande istruite sono soggette, infine, alla valutazione di un esperto esterno che le valuta secondo i criteri indicati nel bando: qualità, strategicità, coerenza industriale, validità economica, impatto occupazionale, pertinenza e congruità delle spese. Per ogni tipologia di intervento sono indicati i costi ammissibili, l'entità massima di aiuto e i criteri di valutazione, se previsti. Per la ricerca e lo sviluppo possono essere presentati fino a 3 progetti, con costi non inferiori a 750mila euro ciascuno, e l'entità massima di aiuto è di 9 milioni. Per gli investimenti materiali e immateriali, per la tutela dell'ambiente ed efficienza energetica e cogenerazione l'aiuto massimo è di un milione e di due milioni per gli interventi per la formazione. La percentuale di aiuto è maggiore per le medie imprese e per gli investimenti effettuati nelle zone in deroga. Sono previsti inoltre incentivi per l'assunzione a tempo indeterminato di persone svantaggiate, molto svantaggiate o con disabilità, con domicilio in Valle all'atto dell'assunzione, salvo che non ci siano le competenze richieste presso i Centri per l'impiego valdostani. Una volta approvato il programma di investimento, viene definito e sottoscritto l'Accordo tra la Regione e l'impresa, che contiene gli impegni e gli obblighi per l'insediamento e lo sviluppo, le modalità di erogazione dei contributi, la rendicontazione, il monitoraggio e i controlli.


Edda Crosa 
 

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