Visualizzazione post con etichetta Automotive. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Automotive. Mostra tutti i post

21 giugno 2019

#Rimchain: la rivoluzione del cerchio-catena


Della Rimchain ci siamo già occupati circa un anno fa con Giorgio Augusto Neyroz. Oggi intervistiamo Ezio Roppolo, il nuovo socio.

Il cammino è proseguito e oggi ci sono grosse novità. Di cosa si tratta?  
Nonostante l'età io sono una di queste novità, nel senso che nel corso del 2018, attraverso l'incubatore
di Vda Structure sono venuto in contatto con Giorgio, che è l'inventore di rimchain ovvero del cerchio-catena, che però non aveva un'esperienza di tipo industriale adeguata per svilupparlo. Sono così diventato il suo mentore, cioè a tempo perso ho cercato di aiutarlo, di indirizzarlo verso il percorso di commercializzazione del prodotto e poi, man mano, mi sono fatto coinvolgere dal progetto e così – ed è una delle novità di quest'anno – abbiamo allargato la base societaria con  l'introduzione di altri soci, tra cui il sottoscritto, per cui sono diventato anch'io amministratore della società.

Uno dei grossi scogli era la produzione industriale...
Il lavoro si sta sviluppando in tre direzioni: commercializzazione, sviluppo tecnico ed industriale. In merito a quest'ultimo filone abbiamo scelto una strada di esternalizzazione cioè tutto lo gestiamo noi ma attraverso degli interlocutori esterni. Abbiamo così contattato una società di ingegneria che ha sviluppato la progettazione operativa, la definizione del prodotto, e abbiamo trovato dei fornitori per
la produzione dei componenti e per l'assemblaggio.

Un prodotto di questo tipo, tenendo conto che è brevettato, sembra non avere limiti...
I limiti esistono sempre. Il nostro prodotto, che è una catena da neve, potrebbe anche essere usato
per le automobili o i mezzi industriali fuoristrada, però per ragioni climatiche geograficamente non è diffondibile in tutto il mondo su tutti i veicoli perché ci sono veicoli che circolano anche dove non ci sono queste necessità. Un'altra limitazione di mercato è che il nostro è un prodotto di alta gamma
non confrontabile con le catene tradizionali, cioè è un prodotto che associa alla funzione della catena
tradizionale la facilità e rapidità di installazione. Quindi non può posizionarsi in una fascia bassa di mercato.

Quali sono i più grossi ostacoli sulla vostra strada?
Dal punto di vista tecnico e produttivo non c'è mai nulla di scontato però, essendo un prodotto concettualmente facile da divulgare, anche la tecnologia è disponibile. Occorre soltanto superare gli
ostacoli di tipo quotidiano. Dal punto di vista commerciale gli ostacoli sono la concorrenza, per esempio, oltre che la non abitudine a considerare un prodotto nuovo e questo è normale nel mondo
dell'innovazione.

Una partnership che vi ha particolarmente gratificato?
Ce ne sono diverse. Prima di tutto dobbiamo un ringraziamento a Vallée d'Aoste Structure che ci
ha messo in contatto e che attivamente si impegna a supportare noi come altre start up. Un'altra partnership che si sta sviluppando ancora è con i potenziali finanziatori. Abbiamo bisogno di un po' di capitale e cerchiamo in questa fase persone fisiche piuttosto che imprese. Infine ci sono partner commerciali che stiamo iniziando a contattare e devo dire che l'impatto che ha la proposta Rimchain rispetto a partner importanti come l'Esercito, l'Iveco e la protezione civile è molto soddisfacente.
Raramente nella mia vita professionale ho trovato un simile apprezzamento per l'idea, per la proposta
del prodotto.

In questi giorni di cosa vi state occupando?
Stiamo cercando di superare un po' di ostacoli burocratici perché il nostro prodotto, essendo diverso
dalle catene, non può rispondere alle omologazioni fatte apposta per le catene e quindi stiamo cercando di affrontare con il Ministero dei Trasporti e la Motorizzazione civile questo tipo di problematica. Non è un problema banale. Non è stato sufficiente aver superato le prove di prestazione
attraverso l'operato di un ente indipendente, il Tuv, cioè il maggior ente di certificazione tedesco, grazie al quale abbiamo verificato comparativamente che il nostro prodotto ha le prestazioni di trazione e manovrabilità paragonabili alle migliori catene sul mercato, però non può rispondere ad una delle caratteristiche necessarie alla sicurezza delle catene e quindi dobbiamo trovare il modo
con il Ministero di far accettare il nostro prodotto sebbene non sia una catena tradizionale.

Proporre un simile prodotto dalla Valle d’Aosta è più facile, più difficile o indifferente?
Indifferente. C’era una grande probabilità che nascesse in Valle d’Aosta, visto il tipo di prodotto. Però dal punto di vista della commercializzazione è un prodotto che deve andare in tutti i mercati mondiali. Quindi che parta di qua o da un altro posto poco importa.

Quali saranno i vostri prossimi passi?
Il nostro prodotto è ancora un'invenzione e non un'innovazione, cioè non è ancora arrivato sul mercato. Per arrivare sul mercato abbiamo fatto la scelta di indirizzarci su un segmento molto ben preciso che è quello dei veicoli industriali pesanti, cioè i TIR. Il nostro obiettivo commerciale è raccogliere interesse da parte di clientela privilegiata, come Esercito e Protezione civile, da un lato, e dall'altro da parte dei produttori di mezzi industriali: in Europa vuol dire Iveco CNH, Gruppo Mercedes e Wolkswagen. Come livello di volumi passeremo dal fare qualche decina di pezzi a produrne qualche centinaia per la prossima stagione invernale per poterli dare in prova, facendo un
beta-test, a questi grandi interlocutori.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Di realizzare il programma che ci siamo dati. Io per mestiere faccio anche il docente di processi di innovazione e nel corso della mia vita professionale ho fatto decine e decine di business plan: per una volta vorrei realizzare esattamente quello che ho progettato e non di più o di meno come capita nella normalità dei casi.

24 gennaio 2019

#PodiumEnginering: «puntiamo ad essere una eccellenza mondiale»


Proponiamo l’intervista a Luca Ciancetti della Podium Enginering, società che si occupa di ricerca
e sviluppo nel campo delle tecnologie ibride ed elettriche per autotrazione con sede a Pont-
Saint-Martin. L'intervista è già stata pubblicata sul Corriere della Valle.

Spieghiamo bene di cosa vi occupate... facciamo qualche esempio per i nostri lettori...
Podium è una società che si occupa fondamentalmente di servizi di ingegneria e prototipazione di
esemplari unici e di piccole serie lavorando su tre campi di business ben definiti cioè automobili ad alte prestazioni per utilizzo stradale, elettrificazione e ibridizzazione di qualunque genere di mobilità e quello delle automobili da competizione.

Quindi automotive di nicchia...
Sì assolutamente. E' tutto ciò che riguarda altissime prestazioni e numeri limitati di volumi produttivi.

Prototipazione significa modello base che però, nel nostro caso, spesso è un modello unico...
Esattamente. Spesso succede ed è o l'unico o il primo di una piccola flotta di 4-5 elementi.

Siete nati nel 2011: quando ho intervistato Luca Ciancetti nel 2013 eravate ancora nell’incubatore di impresa di Aosta. Dove siete oggi? E non soltanto dal punto di vista logistico...
Oggi siamo a Pont-Saint-Martin non più nell'incubatore ma in una nostra struttura che ha una  superficie di circa 3500 metri quadri dove si trovano anche delle officine di vetture prototipate. In parallelo a questa crescita anche l'organico è cresciuto da 5 a 50 persone tra soci, collaboratori e dipendenti.

Avete costruito delle reti anche con altre aziende valdostane...
Noi siamo ben inseriti nel tessuto regionale. Sfruttiamo le possibilità che il territorio dà e ci permette di connetterci non soltanto con aziende ma pure con altri player del territorio come il Politecnico di Torino per esempio o che permettono di aggregarsi soprattutto per fare della ricerca, dei progetti che portino un po' di tecnologia nuova.

Quali sono i numeri dell’azienda, oggi?
E' interessante descrivere il parco clienti che è molto internazionale. Molto più del 50% del fatturato deriva da clienti americani o europei, cioè Germania e Inghilterra. La taglia dei clienti sta crescendo. Abbiamo iniziato con piccole forniture per realtà anch'esse piccole e molto localizzate, oggi invece i nostri clienti sono veri costruttori di auto, veri fornitori di tecnologie del mercato dell'auto che magari
ci subappaltano spesso o ci affidano dei lavori di ricerca e sviluppo su tecnologie che vedranno il mercato tra diversi anni.

Il vostro sito prevede la versione russa e quella araba. Avete contatti anche con queste zone?
Ci sono. A oggi però non c'è ancora un vero e proprio business. Il sito lascia intendere che ci stiamo
provando.

In quelle zone stanno lavorando molto con le energie alternative... 
Sicuramente c'è un fermento globale su questo tipo di tecnologie. E da questo punto di vista il mondo
è molto piccolo e perciò abbiamo contatti da tutto il mondo in questo senso.

A cosa state lavorando in questi mesi?
In questo momento siamo impegnati su molti fronti. E' in corso lo sviluppo di cinque vetture per dei
clienti. Quindi ci apprestiamo a vivere un 2019 nel quale dovremo almeno costruire 6-7 prototipi. Alcuni sono già finalizzati dal punto di vista commerciale, ad esempio quello di Amos Automobili, la rassegna della Lancia Delta futurista che tanto ci ha guidato nel 2018 come flag project dell'azienda e poi è sicuramente interessante il grande sviluppo che stiamo facendo per un cliente americano della sua nuova famiglia di vetture, una da competizione e una stradale dedicata al mercato americano.

Il settore della competizione attrae ancora...
Per noi sicuramente rappresenta una buona parte del business.

Altre novità per il 2019?
Abbiamo in questo momento in corso un processo di trasformazione e di crescita dell'azienda molto
forte. L'obiettivo che ci poniamo è quello di diventare per le applicazioni descritte in precedenza un
player di caratura mondiale, quindi apertura di nuovi mercati, magari nella direzione orientale, la Cina che per noi è ancora distante, e sicuramente continuare a finalizzare questa trasformazione da azienda soltanto di fornitura di ingegneria a veri rifornitori di prototipi di piccole serie, quindi lo sviluppo di tutte le infrastrutture di officina messe in piedi e vedere mese dopo mese uscire delle vetture da esse. Credo che nel 2019 faremo un grosso passo in avanti in questa direzione.

Che caratteristiche deve avere un giovane che vuole lavorare con voi?
Fondamentalmente noi abbiamo due tipi di figure operative sui nostri progetti. Da un lato l'ingegneria e il prerequisito è la laurea e le skills che cerchiamo sono intraprendenza e passione, cioè voglia di mettersi in gioco. Questo è un campo in cui la routine non esiste. Il quotidiano è molto variegato e sicuramente la necessità di potersi adattare e avere voglia di intraprendere delle sfide è fondamentale
e poi ci sono altre figure che lavorano presso le nostre officine, cioè persone che giorno dopo giorno montano e sviluppano le nostre vetture e in questo caso occorrono o chi arriva da una esperienza pregressa o se si tratta di un giovane qualcuno che esca da una scuola di formazione di meccanica
o elettronica e che di nuovo abbia voglia di fare un lavoro molto avvincente mettendo della creatività
in quello che fa.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Vogliamo che ci siano delle applicazioni per le quali chiunque nel mondo dica questa cosa la voglia  fare a Podium che siano vetture o sistemi a batteria ad alta prestazione vogliamo legare il nostro nome ad una eccellenza assoluta. E a questo stiamo lavorando.

1 dicembre 2016

Pierre Noussan (#Sicav2000): «D'ora in poi l'unica certezza sarà l'incertezza ma questo non ci deve fermare»

Pierre Noussan
Questa settimana proponiamo l'intervista a Pierre Noussan, Presidente del Gruppo Sicav2000, componente di Confindustria Valle d'Aosta e vicepresidente del Confidi Industriali.

La trimestrale di Confindustria disegna una fine d'anno ancora nell'incertezza. Che cosa rende ancora la situazione critica?
Il contesto è cambiato molto. In passato eravamo abituati ad avere periodi lunghi che ci davano una garanzia di continuità oggi l'unica certezza che abbiamo è l'incertezza. Le aziende devono essere ripensate, strutturate in modo da operare in un contesto diverso. Oggi la digitalizzazione e la velocità di tutti i settori ci pongono dentro ad una centrifuga. Questa centrifuga è e sarà sicuramente il terreno su cui noi dovremmo misurarci. Ecco perché oggi parlare di crisi, di difficoltà del momento non è attuale. Oggi bisogna operare day by day con delle strategie, ma sapendo che oggi il mercato è una montagna russa.

Lei opera in un settore come quello dell'automotive: qual è lo stato di salute del vostro comparto?

Come gruppo operiamo nella distribuzione, però è chiaro che tutta la filiera è coinvolta. Per quanto riguarda l'Italia fino al 2007 si era raggiunto l'apice commerciale con 2,5 milioni di auto vendute, 6000 in Valle d'Aosta, dopodichè è iniziata la discesa lenta e inesorabile che ha portato il mercato italiano a scendere a 1,5 milioni di pezzi e a sfiorare in Valle d'Aosta i 2000 pezzi che percentualmente sono dei numeri che evidentemente hanno selezionato il mercato e hanno creato e rigenerato strutture nuove. Si è ripartiti da circa un triennio per vari motivi cioè l'invecchiamento del parco macchine, la capacità delle case automobilistiche di essere sempre più propositive con modelli nuovi. Pensate che ogni anno escono 150 modelli nuovi. Anche la leva finanziaria ha permesso alle famiglie di rinnovare un parco auto ormai obsoleto.

La manualistica e molti esperti sostengono che questi sono momenti in cui si deve investire per aggredire la crisi e non farsi travolgere. Un consiglio poco seguito. Eppure modi per trovare risorse ci sono. Basta pensare ai confidi…

Chi si ferma è perduto non è una frase banale. Anzi oggi non bisogna soltanto correre ma riuscire a rincorrere in maniera sempre più rapida e in un contesto più altalenante. Certamente per fare questo occorrono le risorse finanziarie, le risorse umane e la determinazione. Per quanto riguarda quelle finanziarie, fondamentali per fare quegli investimenti irrinunciabili sempre più assoggettati a rinnovamenti più brevi il nostro Confidi, figlio della fusione tra il Confidi industriali e quello degli albergatori, è la risposta immediata e puntuale a quelle che sono le domande di liquidità sia di breve che di investimenti e anche di consulenza. Questo ci permette oggi di dare a tutti gli imprenditori valdostani una risposta in tempi rapidi e a condizioni ottime grazie al nostri patrimonio, senza comunque dimentica che queste condizioni dipendono anche dalla capacità di rimborso dell'azienda, cioè da quella parola odiata che si chiama rating.

Il 2016 per il Confidi Valle d'Aosta è stato un anno molto importante…

Il nostro Confidi è cresciuto dal punto di vista di qualità. Certamente la domanda di investimento si è ridotta rispetto agli anni passati. Abbiamo invece la componente degli albergatori che sta andando molto forte in quanto la necessità di rinnovare le strutture è ormai un trend consolidato e questo ha fatto sì che molte attività stiano investendo. Il nostro Confidi poi in questo momento è chiamato a una possibile, probabile fusione con l'altro Confidi valdostano, Valfidi, però i tempi per queste scelte necessitano ancora di ponderazioni, di valutazioni che dipendono molto dal contesto locale e nazionale.

 E per il 2017 che cosa avete in previsione?

Il nostro impegno è quello di lavorare per le aziende. Noi tutti i giorni incontriamo aziende, analizziamo situazioni, ci confrontiamo con le banche. Quindi siamo operativi- La nostra strategia è di vedere questo percorso insieme per valutare le opportunità per avere delle opzioni in più da dare ai soci. Certamente la nostra componente rispetto a quella di Valfidi è diversa, però se ci saranno le condizioni l'obiettivo è quello di un percorso comune, cercando però di mantenere le specificità e le competenze di ciascun confidi.

Da imprenditore da sempre attento all'economia valdostana qual è la sua ricetta per affrontare una congiuntura che forse non è più critica ma è ancora problematica…

La consapevoelzza delle turbolenza è qualcosa cui dobbiamo fare riferimento in ogni nostra azione. La Valle d'Aosta ha risorse uniche – lo diciamo spesso – che spesso trascuriamo, senza condividerle e non facendo rette con tutti i settori, parola busata ma che in Valle d'Aosta rimane più teorica che sostanziale. Dobbiamo fare rete, dobbiamo uscire dai nostri territori. Dobbiamo essere proattivi. Dobbiamo guardare in maniera nuova ai mercati intorno a noi. Intendo Francia, Svizzera, dove già molte realtà hanno già iniziato ad essere presenti. E poi c'è il vicino canavese, Biella. Di fatto dobbiamo guardare la Valle come un punto da cui uscire e andare – perdonatemi il termine – al'attacco di tutti questi mercati che cercano soluzioni, che cercano professionalità che la Valle d'Aosta ha.

Che cosa può mettere in campo la pubblica amministrazione che sia realmente di aiuto per il mondo delle imprese?

La pubblica amministrazione è fondamentale per ogni sviluppo, per ogni paese. Certamente oggi rispetto al passato, come in parte già sta facendo, deve fare un passo indietro. Io direi addirittura tanti passi indietro. Lo scollamento di ciò che la politica vede, di ciò che la politica fa è sotto gli occhi di tutti. Basta pensare alle ultime elezioni americane. Oggi non c'è il contatto con quella che noi chiamiamo la pancia della società, la pancia delle imprese. Altro problema importantissimo – e questo riguarda anche le aziende private – deve esserci un ricambio. Dobbiamo lasciare il passo a chi ha competenze nuove, energie nuove. Ma soprattutto dobbiamo essere consapevoli che le persone che hanno più di 50 anni oggi devono farsi aiutare da quelli che ne hanno meno di 30. Senza di questa consapevolezza si rimarrà piantati al passato. E' un ricambio irrinunciabile. Se non lo faremo noi lo faranno gli altri. E' questo che il mercato chiede e chi nons arà in grado di rispondere in tempi brevissimi sarà pasto per quelli più bravi.

Dal punto di vista aziendale qualche novità?

Il nostro gruppo è cresciuto. Si è aperto. Negli ultimi anni abbiamo aperto due sedi fuori Valle e adesso andremo a consolidare due realtà a Rivarolo e Ivrea legati ai brand Renault e Dacia. Questo significa di nuovo che c'è spazio per i valdostani che sanno dimostrare di essere capaci di onorare le parole e fuori dalla Valle tutte le volte che ci proponiamo ci riconoscono che siamo gente seria, che si impegna e, come si dice, che ci mette sempre la faccia.

Il ruolo dell'associazionismo imprenditoriale nel futuro?

Questa è una domanda importantissima in quanto per tante situazioni anche questo ruolo deve essere ridisegnato. Oggi Confindustria Valle d'Aosta con i suoi 70 anni è una, se non la più autorevole, associazione che di fatto deve cercare di innovare e portare avanti quelle tematiche che oggi noi riteniamo necessarie per le aziende, e cioè il rinnovamento. Come Confindustria abbiamo avuto una manifestazione importantissima, e cioè il PMIDay, organizzato dal vicepresidente Gianfranco Giachino, che ha visto 800 studenti incontrare e visitare le aziende. Il sabato prima c'è stata un'altra iniziativa, per merito dei giovani industriali guidati da Simone Lingeri, dove le scuole della primaria hanno presentato la loro offerta formativa contemporaneamente a molte aziende che hanno illustrato le loro opportunità occupazionali. C'è stato in quell'occasione un fervore di ragazzi, di interesse che secondo me è qualcosa di emozionante e rappresenta la garanzia che è lì che oggi le associazioni, i movimenti, le aziende devono guardare. Dobbiamo aiutare i giovani a formarsi, a fare le loro scelte e poi dar loro lo spazio che meritano. Le nostre aziende hanno bisogno di loro per rinnovarsi.

I giovani di oggi sembrano guardare più al privato che al pubblico?

Evviva. Fortunatamente oggi hanno capito che il posto pubblico non è più garantito e spesso non rappresenta una possibilità di crescita, ma una sedia e basta. I giovani che sono dinamici, hanno voglia di misurarsi e non hanno paura di prendere una valigia è andarsene sono pronti a raccogliere quella sfida. Dobbiamo noi però creare le condizioni altrimenti andranno a cercare da altre parti.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?

I sogni sono due. Come Gruppo vorrei aprire una sede nella vicina svizzera, che rappresenta un territorio in cui c'è bisogno di professionalità e di quella tipicità valdostana di cui parlavo prima: correttezza, serietà, cordialità, il sorriso. Quei valori un po' da montanari che però sono sempre molto intensi. L'altro è quello di creare delle condizioni più strutturate affinché i giovani valdostani che sono andati fuori Valle e hanno fatto grandi cose possano avere voglia di tornare e dare il loro contributo alla terra d'origine.

23 novembre 2016

Venerdì 25 novembre Mauro Papagni (#e4Servizi) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 25 Novembre, ottava puntata di ImpresaVda. su Radio Proposta in Blu. Anche quest'anno per le prime 24 puntate abbiamo come sponsor la BCCValdostana. Questa settimana tocca a Mauro Papagni della e4Servizi, azienda attiva nel settore dell'edilizia.

Se ti sei perso l'intervista della scorsa settimana a Guido Bertolin della Maison Bertolin, la puoi trovare qui.  

Il prossimo appuntamento sarà, dunque, Venerdì 25 Novembre, sempre alle 9,30

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'ntervista a Perre Noussan e nelle prossime settimane quelle a Bertolin e Papagni. Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

16 novembre 2016

Venerdì 18 novembre Guido Bertolin (#MaisonBertolin) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 18 Novembre, ottava puntata di ImpresaVda. su Radio Proposta in Blu. Anche quest'anno per le prime 24 puntate abbiamo come sponsor la BCCValdostana. Questa settimana tocca a Guido Bertolin della Maison Bertolin

Se ti sei perso l'intervista della scorsa settimana a Pierre Noussan, Presidente del Gruppo Sicav2000, impegnato da sempre in Confindustria Valle d'Aosta e vicepresidente del Confidi Valle d'Aosta, la puoi trovare qui.  

Il prossimo appuntamento sarà, dunque, Venerdì 18 Novembre, sempre alle 9,30

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'ntervista a Giulia Mona e nelle prossime settimane quelle a Noussan e Bertolin. Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

22 maggio 2014

Danilo Lazzeri (#BlueEnginering) ci racconta l'ennesimo autogol della #burocrazia italiana

Danilo Lazzeri
Intervista a Danilo Lazzeri, ad e fra i soci fondatori della Blue Engineering, azienda che fornisce servizi specialistici a settori quali automotive, ferroviario, aerospaziale. Lazzeri ci racconta anche una tragica storia di ordinaria burocrazia all'italiana.

In cosa consiste la vostra attività?

Sono due i filoni principali: uno è la progettazione e l’altro è la simulazione della realtà. La prima è più nota e più diffusa. Per costruire un oggetto bisogna prima pensarlo e disegnarlo. L’altra è più difficile da capire. La simulazione consiste nel riprodurre su computer le condizioni di funzionamento di un oggetto o di un sistema e, usando dei software molto specializzati, capire se nelle condizioni di funzionamento resisterà o meno. Questo prima di costruirlo naturalmente. Si pensi ad un satellite. Non si possono fare delle prove fisiche su di un satellite. Lo si lancia e si deve essere certi che funzionerà.

Come mai vi siete specializzati in questi settori?
E’ il risultato di un percorso professionale precedente. La Blue Enginering dove Blue non è un acronimo qualunque ma significa Berkley, Lazzeri, Uslenghi ed Eid. Le quattro iniziali dei soci che si sono conosciuti ben prima che la società nascesse. Tre di questi soci lavoravano assieme in un’altra società che ha avuto dei problemi nel 93 in seguito ad una delle tante crisi dell’automotive in particolare di Fiat e assieme abbiamo deciso di creare una società attiva in questo settore.

Chi sono i vostri committenti e i vostri competitors?
Intanto quando Blue enginering è stata fondata abbiamo fatto un giuramento. Mai più dipendere da un solo settore. E questo è stato molto importante per noi in quanto siamo riusciti a mantenere fede a questo impegno impegnandoci anche nel ferroviario, nell’aerospaziale e nel navale superando in questo modo dignitosamente anche questo periodo che ormai non è più un periodo ma un’era di crisi visto che è dal 2008 che andiamo avanti. Per fortuna non tutti i settori sono andati a fondo. Mentre l’automotive ne ha risentito molto di più il ferroviario per contro si è sviluppato, ovviamente non in Italia. Noi nel 2008 ci siamo resi conto che a livello nazionale la situazione era sempre più critica e allora abbiamo spostato tutta la nostra attenzione e i nostri sforzi all’estero. Tant’è che oggi esportiamo più dell’80% del nostro prodotto, mentre nel 2008 eravamo al 5%. Per quanto riguarda l’automotive ci sono aziende che possiamo definire nostri competitors. Pensiamo a nomi blasonati come Pininfarina, Bertone, Idea o Italdesign per fermarci soltanto alle italiane. In quello ferroviario pensiamo invece di avere ben pochi competitor. Questo in quanto noi abbiamo saputo raccogliere l’eredità della grande tradizione torinese nel settore ferroviario. Si pensi al pendolino, il treno veloce italiano che ha fatto un’epoca e che è piaciuto così tanto ai francesi che un po’ di anni fa hanno addirittura comprato l’ex-Fiat ferroviaria. Noi abbiamo spesso raccolto il personale di Fiat ferroviaria e lo abbiamo utilizzato cercando di sfruttarne l’esperienza per formare i nostri giovani. Oggi grazie a questo modo di fare siamo una delle poche aziende al mondo in grado di progettare a partire dal foglio bianco un mezzo ferroviario che sia esso una carrozza, un tram o una metropolitana. Soltanto le aziende che costruiscono Ansaldo Breda, Amstol, Bombardier hanno questa capacità. Noi non costruiamo però a noi possono chiedere, ad esempio, di realizzare un tram con determinate caratteristiche. Siamo in grado di insegnare anche come mettere su una fabbrica per creare un tram cosa che ad esempio la Turchia non aveva mai fatto e che ora con il nostro aiuto è riuscita a fare.

A cosa state lavorando in questo periodo?
Un grosso progetto a cui stiamo lavorando tuttora è un progetto automobilistico per una partnership russo-americana, cioè Generalmotor-Autowatts. E’ un contratto molto grosso. Si tratta di alcune decine di milioni di euro che in parte ci ha creato dei problemi. Noi riceviamo i pagamenti dall’estero, dalla Russia senza Iva per sviluppare questa attività abbiamo bisogno di fornitori italiani a cui dobbiamo pagare l’Iva e ho scoperto che esiste una normativa che dice che se tu esporti più del 10% del tuo prodotto puoi essere dichiarato esportatore abituale e quindi puoi inviare una lettera ai tuoi fornitori per fatturare senza Iva. Purtroppo non sapevo che questa normativa si applica soltanto a coloro che esportano beni, cioè cose palpabili che hanno un codice doganale. Siccome la “spremuta di cervello” che esportiamo noi non ha questo codice noi non possiamo usufruire di questa agevolazione. Questo ha significato che nel 2013 noi abbiamo ricevuto pagamenti senza Iva, ma abbiamo speso dei milioni per fornitori versando l?Iva. Ora siamo a credito di circa 1,2 milioni che recupereremo, per carità, ma nel 2014 e nel 2015 creando così un problema di liquidità in un periodo in cui le banche prima di concederti un credito ci pensano diecimila volte e poi non te lo danno. Io ho tentato di parlarne con autorità importanti, ma nessuno sembra sentirci. Il rischio è che si sia costretti a cercare fornitori all’estero. Evidentemente era una norma pensata quando l’Italia era soltanto un paese esportatore di beni. Ma ormai sappiamo che per i beni ci sono nazioni come India, Cina che con costi ridotti della manodopera ci surclasseranno se non ci indirizziamo su una professionalità più elevata. Da noi sono tutti ingegneri di varia estrazione.

Come nasce la scelta di insediarvi in Valle?
E’ stata una scelta dettata dalla speranza di far crescere una unità locale visto che le strutture della Valle d’Aosta dal punto di vista amministrativo e di governance sono molto più elastiche rispetto a quelle del Piemonte. In Valle si hanno facilmente incontri ad alto livello mentre a Torino per parlare con un Assessore ci vuole la domanda con carta bollata. E’ così maturata l’idea di aprire una sede locale anche s purtroppo la nostra crescita è stata momentaneamente impedita dal problema di liquidità di cui ho detto prima.

30 aprile 2014

Venerdì 2 maggio Danilo Lazzeri (#BlueEnginering) ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore Venerdì 2 maggio, torna il ventiquattreesimo appuntamento con «ImpresaVda», alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora Venerdì 2 maggio, sempre alle 9,35 per la puntata numero 149.   Avrò come ospite Danilo Lazzeri, della Blue Enginering, società piemontese che sta valutando di sviluppare la propria attività in Valle d'Aosta, azienda che fornisce servizi specialistici a settori quali automotive, ferroviario, aerospaziale   


Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

4 gennaio 2014

Rete Amica #Carrozzeria: «un decreto terribilmente sbagliato»


Rete Amica Carrozzeria ha incontrato l’assessore regionale alle Attività Produttive, Pier Luigi Marquis, per evidenziare degli effetti devastanti che il decreto legge concernente «disposizioni in materia di assicurazioni r.c.auto» potrebbe avere sulle carrozzerie indipendenti valdostane.

Presenti all’incontro: Francesco Iannizzi e Roberto Padovani, rispettivamente presidente e vice presidente di Rete Amica Carrozzeria; Pier Antonio Genestrone, Presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia Valle d’Aosta alla quale Rete Amica Carrozzeria aderisce.

I rappresentanti di Rete Amica Carrozzeria hanno evidenziato all’assessore che la normativa obbligherebbe di fatto agli assicurati a far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine fiduciarie dell’assicurazione.

«Ciò – hanno spiegato Genestrone, Iannizzi e Padovani -   oltre a ledere la libertà di scelta dei consumatori, impedendo ai cittadini di esercitare l’opzione di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dalla propria officina di fiducia, impedisce di lasciare il credito di risarcimento assicurativo al proprio carrozziere affinché quest’ultimo possa effettuare la riparazione».

Iannizzi ha evidenziato che «l’effetto del provvedimento metterebbe in grande difficoltà la maggioranza delle carrozzerie valdostane che hanno condotto negli ultimi anni una battaglia per l’indipendenza imprenditoriale, volta proprio alla tutela del cliente automobilista e alla sua sicurezza».

Secondo Genestrone «la norma, oltretutto, non incentiverebbe assolutamente le liberalizzazione perché indirizza tutto il mercato della riparazione verso le carrozzerie convenzionate abolendo di fatto la logica del libero mercato».

Nel corso dell’incontro i carrozzieri di Rete Amica Carrozzeria hanno chiesto alla Giunta regionaledi attivarsi tempestivamente nei confronti del Governo centrale e del Parlamento affinché modifichino il decreto legge in sede di conversione.

Rete Amica Carrozzeria Valle d’Aosta parteciperà alle due grandi manifestazioni organizzate dalle sigle sindacali e dai consorzi di carrozzieri italiani a Bologna l'11gennaio e a Roma il 15.

Il settore Rca sta infatti per essere rivoluzionato. E contro la riforma voluta dal Governo Letta, attraverso il decreto Destinazione Italia. Rete Amica Carrozzeria sostiene che la nuova norma è terribilmente negativa per automobilisti e riparatori perché  «il decreto mette l'automobilista, vittima di un incidente stradale, nelle mani dell'Assicurazione. Che stabilisce come quando quanto dove e perché risarcire il proprio cliente».

22 novembre 2013

#Whiteqube: alleanza valdoligure per il mercato emergente della generazione distribuita

Davide Bettoni
Articolo pubblicato sul Rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore (12 novembre 2013)

C'è un'alleanza valdo-ligure alla base dell'iniziativa Whiteqube, nata nel marzo del 2012 da uno «spin-out» di competenze molto qualificate nel settore energetico per proporsi come operatore innovativo nel mercato emergente della generazione distribuita. 

A formare il sodalizio sono la valdostana Mavel di Davide Bettoni, leader nel mercato dell'elettronica di potenza per applicazioni aerospaziali, trazione innovativa e nell'industria, e la società genovese Green Venture di Carlo Corallo, operante nel mercato elettrico. «L’azienda - spiega Bettoni - si propone di sviluppare e vendere tecnologie “smart” per la gestione dell’energia presso siti domestici e residenziali, abbinando al prodotto commerciale la gestione del servizio energetico locale al fine della valorizzazione dell’energia auto-consumabile in situ e dell’incremento dell’efficienza energetica». 

Ora il gruppo ha messo le proprie competenze al servizio del progetto di cooperazione territoriale europea AlpStore, nell’ambito del Programma Spazio Alpino 2007/2013, presentato nei giorni scorsi dall’Assessore valdostano alle attività produttive, energia e politiche del lavoro Pierluigi Marquis

In Valle d'Aosta è prevista la realizzazione di uno dei dodici progetti pilota realizzati nella fase d’implementazione. «Obiettivo ambizioso del progetto - osserva Bettoni - è quello di testare il modello Smart Node, un sistema intelligente realizzato da Whiteqube in grado di bilanciare produzione e consumo di energia al suo interno, allo scopo di rendere il più stabile possibile la presenza del nodo rispetto alla rete elettrica». 

Secondo il coordinatore tecnico di progetto Andrea Tampieri, con le prime informazioni raccolte, è stato possibile tratteggiare «le prospettive future d'introduzione dei sistemi di accumulo in Valle d'Aosta, inclusa la mobilità elettrica, e sono state definite le caratteristiche del progetto pilota». 

Nel 2014 WhiteQube conta di iniziare la propria attività commerciale rivolgendosi al proprio mercato di riferimento anche tramite una rete di distributori di prodotti per il mercato fotovoltaico e per la generazione distribuita. 

23 ottobre 2013

Luca Ciancetti (#PodiumEngineering): «realizzeremo dei nostri prodotti nel settore della mobilità sostenibile»

Luca Ciancetti (Podium Engineering)
Nuovo ciclo di trasmissione su Radio Proposta in Blu per ImpresaVda, programma realizzato in
collaborazione con la Chambre valdotaine attraverso il suo sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network». Quest’anno avremo poi un occhio di riguardo per imprenditoria giovanile, internazionalizzazione e innovazione. Il primo ospite è stato appunto un imprenditore under 30: Luca Ciancetti della Podium Engineering, società insediata nell’incubatore di Aosta, operante nel settore della gestione di auto da competizione. Qui ti propongo il testo dell'intervista come è stato pubblicato sull'ultimo numero del Corriere della Valle. Buona lettura!

Spieghiamo concretamente di cosa vi occupate?
La nostra attività valdostana è principalmente orientata alle vetture a bassi consumi e a basso impatto ambientale. Nello specifico ci occupiamo di sistemi elettrici ed ibridi per mobilità e con molta attenzione ai sistemi a batterie

 Da quanto tempo la vostra società è attiva?
La nostra società nasce nel maggio 2011.

 Come mai vi siete insediati in Valle?
Perché la Valle ci ha offerto delle opportunità. Prima di tutto la possibilità di avere delle infrastrutture adeguate con un’offerta molto competitiva sia dal punto di vista economico che pratico.

  In quanti siete a portare avanti l’azienda?
Siamo in sette. Tutti ingegneri. Tutti provenienti dal Politecnico di Torino. Siamo partiti in tre persone e ora siamo in sette.

 E’ un’azienda molto under 35…
Assolutamente. Quasi under 30.

Quali sono le competenze in campo?
Siamo tutti ingegneri con storie e formazioni molto diverse. Alcuni di noi hanno delle competenze nel campo della meccanica, qualcun altro dell’elettronica e diciamo che il punto di forza attuale è di riuscire molto bene ad amalgamare queste competenze create in maniera diversa chi all’estero, in Inghilterra, chi rimanendo a lavorare al Politecnico come ricercatore. L’insieme di tutte queste competenze fa sì che l’azienda possa spendere sul mercato il suo know-how in maniera efficiente.

 Chi sono i vostri clienti?
La nostra attività fino ad ora è stata prevalentemente nel campo dell’automotive e nel campo dei prototipi sia vetture da competizione in esemplare unico sia vetture da esposizione. Le aziende a cui ci rivolgiamo vogliono soluzioni high tech fatte in tempi molto brevi e che possano caratterizzare dei loro prodotti.

Un esempio?
Sicuramente possiamo ricordare un progetto che ci ha visto coinvolti in maniera molto intensa, cioè la P4/5 da competizione che è un auto costruita per correre delle gare di durata presso il circuito del Nurburing in Germania ed è l’esempio più classico del lavoro che può realizzare la nostra azienda. Realizzare esemplari unici o di piccola serie con dei contenuti particolari. La P4/5 ad esempio è la prima vettura ibrida ad aver concluso una 24 ore omologata dalla Fia.

Dal punto di vista imprenditoriale l’Italia è un paese per giovani?
Bella domanda. La risposta migliore è che, forse, è un paese un po’ confuso. Da un certo punto di vista offre delle possibilità. Noi siamo un’azienda che basa la sua competitività sulle competenze e sul know how di persone che sono state tutte formate nell’Università italiana e che sono molto competitive sotto questo punti di vista. Per contro la creazione di un’azienda e il fare imprenditoria in Italia incontra problemi legati ad una burocrazia molto pesante, a modifiche normative continue. Si spende molto tempo ad adeguarsi a queste regole che rendono di fatto l’azienda meno competitiva.

Altre difficoltà incontrate? Che cosa invece vi è stato d’aiuto?
La burocrazia rimane lo scoglio più difficile da superare per dare vita ad un’azienda che sia in grado di esprimersi sul mercato. Dall’idea di un’azienda ad un’azienda funzionante passa un periodo molto lungo. Ci sono però anche aspetti positivi come la pépinière di Aosta che ci ha offerto in maniera molto lineare la possibilità di avere una sede adatta alle nostre esigenze e allo sviluppo della nostra attività.

State sviluppando un progetto di ricerca. Ce ne può parlare?
Il significato della nostra presenza in valle è molto legato alla crescita dell’azienda e ad un progetto che si configura come un progetto di sviluppo delle nostre attività legato allo sviluppo della mobilità sostenibile e dei sistemi a batteria. In questo ambito abbiamo un planning tra i 12 e i 24 mesi e vogliamo creare un laboratorio di ricerca orientato a questa attività con l’obiettivo di migliorare competenze, know-how e avere un’ottica più orientata al mercato.

 Un sogno imprenditoriale da realizzare
In quanto ingegneri siamo molto concreti anche nei sogni. L’obiettivo principale è quello di concretizzare il nostro lavoro di sviluppo e di ricerca e di arrivare a proporre al mercato una serie di prodotti che siano molto riconoscibili e legati all’immagine della Podium Engineering e che si spera abbiano un grande successo sul mercato.

Prodotti made in Valle d’Aosta dunque…
Assolutamente si. In un settore oltretutto a forte crescita. 

11 ottobre 2013

#AlpStore: #Mavel/Whiteqube raccoglie la sfida dell’efficienza energetica in Valle d’#Aosta e nello spazio alpino

Da sinistra l'Assessore alle Attività Produttive Pierluigi Marquis, il coordinatore del progetto Andrea Tampieri e il rappresentante del partner tecnologico MAVEL/Whiteqube Davide Bettoni che, mi piace ricordarlo, è stato anche candidato al premio miglior imprenditore valdostano di ImpresaVda


Integrare in maniera più efficiente l'energia prodotta da fonti rinnovabili sulla rete elettrica e, al contempo, diminuire gli sprechi, aumentando stabilità e sicurezza, il tutto grazie all’introduzione nel sistema energetico dei sistemi di accumulo. 

E’ questo l’obiettivo principale del progetto europeo AlpStore, progetto di cooperazione territoriale europea nell’ambito del Programma Spazio Alpino 2007/2013, presentato giovedì 10 ottobre dall’Assessore alle attività produttive, energia e politiche del lavoro Pierluigi Marquis, dal coordinatore del progetto Andrea Tampieri e da Davide Bettoni, rappresentante del partner tecnologico MAVEL/Whiteqube.

«Il progetto Europeo AlpStore cui partecipiamo – ha evidenziato l’Assessore - affronta i complessi temi dell’accumulo energetico e della mobilità elettrica, con l’obiettivo primario di acquisire strumenti e conoscenze all’avanguardia a supporto della pianificazione energetica regionale.  Tale azione si inserisce nelle politiche energetiche che in Valle stiamo portando avanti nel rispetto delle normative europee in questa materia, che ci orientano a una sempre maggiore diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. Oltre a rappresentare vere e proprie opportunità per le Regioni alpine, tali progetti di ricerca e sperimentazione ci permettono di perseguire gli obiettivi della Strategia europea 20-20-20 e ci danno la possibilità di arricchire ulteriormente il nostro bagaglio di competenze, anche sfruttando il confronto con gli altri partner, nell'ottica di un approccio transnazionale ai temi affrontati».

In Valle d’Aosta, la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo (inclusi i trasporti) per il 2020 dovrà raggiungere il 52,1%. Anche nella regione, quindi, l’incremento della produzione da FER, la decarbonizzazione dei trasporti e l’aumento dell’efficienza dell’intero settore energetico sono indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi energetico-ambientali.

Il progetto AlpStore, che ha avuto ufficialmente inizio a metà del 2012 e si concluderà a fine 2014, coinvolge 19 partner in 7 diversi paesi tra cui Francia  Germania, Austria, Slovenia, Liechtenstein e Svizzera. Al progetto partecipano amministrazioni pubbliche, enti di ricerca, società pubbliche e private nel settore energetico. 

In Valle d'Aosta è prevista la realizzazione di uno dei dodici progetti pilota realizzati nella fase d’implementazione: si tratta di un sistema di accumulo stazionario a servizio di un'utenza dotata d’impianto fotovoltaico e veicolo elettrico.

Scopo del progetto è testare il modello di Smart Node, in altre parole un sistema intelligente in grado di bilanciare produzione e consumo di energia al suo interno, allo scopo di rendere il più possibile stabile la presenza del nodo rispetto alla rete elettrica. Il partner tecnologico di progetto è la società valdostana MAVEL/ Whiteqube, impresa leader nell’elettronica di potenza e nella gestione dell’autoconsumo.

«Il progetto AlpStore – spiega il coordinatore tecnico di progetto – ha previsto una prima fase di analisi dello stato dell’arte normativo e tecnologico a scala internazionale, nazionale e regionale, con focus, oltre che sui sistemi di accumulo, sulle Smart Grids e sulle fonti energetiche rinnovabili.  Con le informazioni raccolte, abbiamo tratteggiato le prospettive future d’introduzione dei sistemi di accumulo in Valle d’Aosta, inclusa la mobilità elettrica, e sono state definite le caratteristiche del progetto pilota». Nei prossimi mesi le attività di progetto si concentreranno nella fase più operativa «a piccola scala testeremo un’applicazione reale di Smart Node, replicabile in prospettiva su tutto il territorio regionale. I dati raccolti serviranno per eseguire delle simulazioni matematiche di dettaglio, il tutto allo scopo di creare strumenti utili per la pianificazione energetica. Nel corso del progetto saranno resi disponibili vari report sulle attività svolte».

Davide Bettoni, rappresentate di MAVEL/Whiteqube, spiega: «riteniamo che lo Smart Node rappresenti una delle soluzioni al problema di gestione dell’energia. La visione di MAVEL/Whiteqube è che solamente con una rete elettrica intelligente ed interconnessa in termini d’informazione e potenza si possono ottenere benefici reali nella limitazione delle emissioni, senza modificare lo stile di vita cui siamo abituati. Per questo studiamo soluzioni integrate ad alta tecnologia per l’accumulo e la distribuzione di energia elettrica».

Il progetto AlpStore porterà a fine 2014 alla creazione di un White Book europeo a uso di tutta la comunità scientifica, delle amministrazioni pubbliche, delle imprese e dei cittadini con la descrizione delle caratteristiche chiave, gli utilizzi e i punti di forza della mobilità sostenibile e dei sistemi di accumulo. I risultati del progetto saranno divulgati tramite diversi canali tra cui il sito della Regione.

29 settembre 2013

Mobilità elettrica: il Progetto #Alpstore


Il 10 ottobre, alle 11, presso l’Assessorato Attività Produttive, Energia e Politiche del lavoro, in Piazza della Repubblica 15 ad Aosta, si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto europeo AlpStore finanziato dal programma di cooperazione territoriale europea Spazio Alpino 2007-2013.

AlpStore ha come obiettivo valutare l'impatto della mobilità elettrica (con i veicoli elettrici intesi anche come sistemi di accumulo mobili) e dei sistemi di accumulo stazionari (quali batterie, volani, pompaggi, ecc..) sul sistema energetico, con particolare attenzione alla possibilità, offerta da questi sistemi, di integrare in maniera più efficiente sulla rete l'energia prodotta da fonti rinnovabili ed al contempo di aumentarne la stabilità, la sicurezza e l’efficienza.

Durante la conferenza saranno presentati gli obiettivi, le attività e i risultati attesi a breve e lungo termine dal progetto, con particolare riferimento agli effetti sul sistema energetico regionale. Particolare attenzione sarà riservata alla realizzazione dell’attività pilota prevista sul progetto e alla presentazione del partner tecnologico valdostano di progetto MAVEL/Whitecube® che mostrerà alcuni componenti innovativi ad alto contenuto tecnologico. 

#Mobilità sostenibile:Conosci #Tacita?


Venerdì 4 ottobre, alle 11, presso la Pépinière di Aosta si svolgerà una breve presentazione dell’azienda Tacita, insediata presso lo stesso incubatore, e del nuovo modello T-Race che sarà presentato, per la prima volta al mondo, al prossimo salone Eicma che si svolgerà dal 7 al 10 novembre a Milano.

Ci tengo  a ricordare come questo blog si sia occupato spesso della Tacita e di come Pierpaolo Rigo sia pure stato uno dei protagonisti di Startuppers.

Ne approfitto anche per segnalarti 
il test e l’intervista a cura di Luca Moroni su Green Start il portale della mobilità sostenibile.

20 agosto 2013

Su #Rai3 Valle d'#Aosta ottava puntata di #Startuppers: in scena #Tacita e #VassTechnologies | #startuppersvda

Pierpaolo Rigo (Tacita)

Alle 20 di mercoledì 21 agosto su Rai 3 Valle d'Aosta ottava puntata di Start-uppers. 


Prosegue il ciclo di nove puntate dedicato a 16 imprese valdostane in fase di start-up realizzato in collaborazione con la  società di produzione ed edizione discografica e audiovisiva Eubage.

Le aziende protagoniste della puntata saranno Tacita e Vass Technologies.


Come piccola anticipazione ecco il lancio della trasmissione. L'unico momento di ogni puntata in cui compare l'autore di questo blog: 

Un nuovo modo di andare in moto, una moto elettrica più amica dell'ambiente, e un nuovo modo di costruire i tetti delle case. Sono queste le due idee imprenditoriali che stanno dietro alle nostre due aziende di oggi: Tacita e Vass technologies le Start up protagoniste di questa puntata si sono insediate all'incubatore di Aosta, ma VassTechnologies dal mese di gennaio, essendo in forte espansione, si è insediata ad Issogne. Ma ora parola e immagini ai nostri Startuppers.

Come sempre sono interessato a commenti, osservazioni, critiche. Lo spazio commenti, di questo blog è tutto tuo. Ma anche il mio profilo Facebook come pure il mio account twitter dove se vuoi puoi utilizzare l'hashtag #startuppersvda. 

Nel frattempo buona visione...

9 luglio 2013

#Podium Engineering si insedia nella Pépinière d'Entreprises di #Aosta




Fiocco azzurro all'incubatore di impresa di Aosta. A partire dal 1° agosto, l'azienda Podium Engineering srl si insidierà nella Pépinière d'Entreprises. 
Si tratta di una società nata nel 2011 operante nel settore della gestione di auto da competizione e della consulenza tecnica nell'ambito di prototipi e competizioni sportive per autoveicoli.
L'obiettivo del progetto di innovazione proposto è la creazione di un'attività di progettazione, realizzazione e fornitura di sistemi di autotrazione ibridi ed elettrici ad alte prestazioni per applicazioni prototipali e di piccola serie con sistemi di accumulo progettati e sviluppati in-house.

20 febbraio 2013

All'Espace Aosta è arrivata #BlueEnginering

Blue Engineering è una nuova azienda insediata nell'area Espace Aosta presso la Pépinière d'Entreprises che fornisce servizi specialistici a settori di eccellenza, quali: automotive, ferroviario, aerospaziale. 

«Il forte know-how multisettoriale e la non comune specializzazione nel campo dell’analisi numerica - si legge in una nota - ci distinguono sul mercato e ci consentono di affiancarvi, al massimo livello di qualità, in tutte le fasi disviluppo: stile, design, ingegnerizzazione, prototipazione virtuale, testing e validazione».

26 novembre 2012

#T-Race: First #motorcycle green grazie a #Tacita

Da sinistra Antonio Di Blasi e Pierpaolo Rigo 

Oggi, presso l'incubatore di Aosta, ho preso parte alla presentazione del progetto T-Race, della società Tacita, cioè il dare vita alla prima moto elettrica completamente green (ha anche la station per le ricariche a pannelli solari). 
Da sinistra Trisoldi e Rigo

Un progetto riuscito che ha dato vita ad una moto così amica dell'ambiente da ottenere il permesso di inoltrarsi sulla pista sterrata del parco dell'Etna dove normalmente gli unici veicoli ammessi sono quelli delle guardie forestali.

First motorcycle green che ha avuto un suo primo battesimo del fuoco non ad una fiera come ci potrebbe aspettare, ma addirittura in una gara fra le dune del Marocco. A dimostrazione di come la variante green garantisca comunque un prodotto competitivo in grado di essere apprezzato dagli appassionati.

Nella foto in alto Pierpaolo Rigo, 44 anni, motociclista, promotore del progetto (con il contributo fondamentale di un gruppo di amici) con Antonio Di Blasi, il responsabile delle pépinières di Aosta e Pont-Saint-Martin.

Particolarmente interessato al progetto anche Riccardo Trisoldi, Presidente e Ad della Compagnia Valdostana delle Acque, che oltretutto è un competente appassionato delle «due ruote». Presenti alla presentazione anche Alfredo Lingeri per Confindustria Valle d'Aosta e Livio Sapinet, presidente di Vallée d'Aoste Structure.

30 agosto 2012

E-Co srl: spin off del Politecnico di Milano futuro protagonista del mercato dei veicoli elettrici e ibridi


Il mercato dei veicoli elettrici e ibridi ha un nuovo protagonista, si tratta di E-Co (Electric&Hybrid-Drive Company) srl, spin off del Politecnico di Milano con sede in Valle d’Aosta. 

La società è espressione dell’eccellenza italiana nell’ambito della tecnologia automotive: oltre a quelle dell’ateneo milanese confluiscono in essa l’esperienza e il consolidato knowhow di Ireth e Mecaprom Technologies.

La neonata società si occupa di progettazione, sviluppo, commercializzazione e integrazione di sistemi innovativi di motopropulsione ibridi ed elettrici per veicoli. E-Co sarà il primo operatore italiano del
settore che realizzerà la migrazione tecnologica ibrida sia a livello pubblico che “corporate” e privato.

I principali obiettivi di E-Co sono:

- la produzione di diverse tipologie di kit per la trasformazione ibrida di veicoli sia esistenti
che di nuovo concept, in modo da consentire la diffusione di una mobilità sostenibile a
basso o nullo impatto ambientale;

- supportare i costruttori che non hanno investito adeguatamente in ambito HEV (Hybrid
electric vehicle), al fine di ridurre il loro attuale gap tecnologico.

«Non solo tecnologia, dunque, - si legge in una nota del Politecnico - ma anche e soprattutto attenzione per l’ambiente e per il benessere sociale, efficienza energetica, risparmio economico, innovazione».

I tre partner di E-Co sono già impegnati all’implementazione del piano industriale che prevederà lo sviluppo e la produzione dei kit, destinati in prevalenza ai mercati UE e ASIA attraverso almeno tre nuovi insediamenti produttivi con conseguente creazione di nuova forza lavoro.

Nello specifico, il Politecnico di Milano apporterà il proprio know-how verticale in ambito meccatronico in fase di ricerca e sviluppo, Mecaprom Technologies gestirà la parte di industrializzazione e produzione, Ireth curerà gli aspetti di International Business Development.

19 giugno 2012

Francesco Iannizzi (Rete Amica Carrozzeria): «una App per la nostra clientela»

Francesco Iannizzi (Rete Amica Carrozzeria)
Ti propongo una mia intervista a Francesco Iannizzi, presidente di Rete Amica Carrozzeria.

Prima di tutto spieghiamo in cosa consiste “Rete Amica carrozzeria”…
Consiste un un’associazione che coinvolge circa l’80% delle carrozzerie operanti sul territorio valdostano. Si ripropone come primo obiettivo la tutela della professionalità. Per difendere il nostro lavoro infatti abbiamo deciso di annullare tutti gli accordi individuali con le compagnie assicuratrici per dire no alle canalizzazioni forzate. Inoltre stiamo facendo numerose azioni per informare i consumatori sul funzionamento dell’indennizzo diretto e sulla facoltà di contattare sempre e comunque la propria carrozzeria di fiducia in caso di sinistro con ragione, invece di farsi indirizzare dalle assicurazioni presso aziende sconosciute. Deve esserci la libera scelta come noi abbiamo sempre sostenuto. Rete Amica Carrozzera nasce nel gennaio del 2010, ma è il frutto di un lungo lavoro, possibile grazie anche alla collaborazione delle associazioni artigiane come Cna, Confartigianato e Artigiani Valdostani e della Camera di Commercio valdostana.

Quali sono i vantaggi per l’utente. So che esiste una carta dei servizi…
Per offrire dei vantaggi all’utente è stata concepita questa carat, presentata nel febbraio 2011 a Palazzo regionale, alla presenza del Presidente della Giunta regionale Augusto Rollandin, dell’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret e dell’allora Presidente della Chambre Pierantonio Genestrone e dai presidenti delle tre confederazioni artigiane operanti sul nostro territorio e da numerosi relatori provenienti da fuori valle. La carta è stata concepita in un’ottica di assoluta trasparenza e di garanzia delle lavorazioni, eseguite a regola d’arte e certificate da documentazioni fiscali. Essa disciplina diritti e doveri dei carrozzieri erogando servizi che vanno dal recupero dell’automezzo incidentato al servizio auto di cortesia gratuito

Proviamo a dettagliare ulteriormente questo vostro impegno…
Il primo è "scegli liberamente la tua carrozzeria di fiducia", cioè al momento dell’assicurazione verifica che non ti venga imposta una carrozzeria determinata dove far riparare la tua auto in caso di incidente. Poi è prevista l’assistenza nei confronti della compagnia di assicurazione per la gestione del sinistro. Questo permetterà di risparmiare tempo, in quanto il tuo carrozziere provvederà direttamente a definire la pratica dell’incidente con l’assicurazione. Poi c’è il preventivo della riparazione, nel senso che al cliente è rilasciato gratuitamente il preventivo, formulato analiticamente con indicazione delle lavorazioni, dei ricambi, dei tempi di lavorazione, delle garanzie rilasciate e del periodo di validità. La Carta stabilisce che vengano utilizzati esclusivamente pezzi originali. Il carrozziere si impegna perciò a realizzare l’operazione a regola d’arte, in conformità con la normativa ambientale e con tutte le leggi vigenti in materia, nel rispetto delle richieste del cliente. Ovviamente viene rilasciata una garanzia per tutte le operazioni effettuate, con dettaglio delle specifiche lavorazioni eseguite e dei ricambi sostituiti. Infine è previsto il check up gratis. La carrozzeria, al fine di mantenere uno standard di sicurezza del parco veicolare, offre gratuitamente un controllo generale del veicolo.

La vostra idea è stata presa ad esempio da altre regioni italiane. Questo mi sembra davvero un aspetto importante che dà un’idea del valore delle vostra iniziativa…
Sì. Infatti alla serata della presentazione della Carta hanno partecipato numerosi colleghi provenienti da altre regioni di’Italia, come Piemonte, Liguria, Emilia Romagna che hanno preso spunto dal nostro lungo lavoro per presentare la loro Carta dei servizi nelle loro Camere di commercio. Nel corso del 2011 i componenti del nostro direttivo hanno presentato la loro esperienza a Torino, Bologna, Brescia, Genova, Firenze e Grosseto. Più recentemente siamo stati anche ad Assago, a Milano, ad un convegno organizzato dal mensile di settore Car Carrozzeria.

Lei da quanto tempo lavora in questo settore?
Io sono in questo campo da più di 40 anni. Ho iniziato il mio apprendistato all’età di 14 anni per aprire l’attività di artigiano con mio fratello nel lontano 1973. Eravamo in Corso padre Lorenzo. Dopo dieci anni di lavoro nella città di Aosta, l’azienda si è trasferita nei nuovi e più ampi locali di Quart, in località Amérique, dove tuttora operiamo.

E’ molto diverso fare il carrozziere oggi rispetto a 10-20 anni fa? Che cosa è cambiato?
Certamente in questi ultimi anni la figura professionale è profondamente cambiata. Se nel passato erano sufficienti capacità manuali e buona volontà, oggi la costante evoluzione tecnologica e l’apparato normativo e burocratico sempre più complessi ci obbligano ad essere oltre che ottimi professionisti anche buoni imprenditori.

Percepite anche voi il momento di crisi dell’automotive?
Questa domanda tocca un punto dolente. In questi ultimi anni anche la Valle d’Aosta ha risentito della crisi generale dell’auto. L’eliminazione dei buoni di benzina e il contemporaneo caro benzina hanno contribuito a provocare questa crisi. Anche gli incentivi statali e regionali hanno contribuito negativamente poiché hanno sì ringiovanito il parco macchine, ma hanno messo in pensione tutte le auto che prima potevano essere riparate. Il parco macchine si è molto ridotto. Tanti lavori che si facevano sulle auto di 6-7 anni che erano ancora efficienti purtroppo adesso non li facciamo più.

Una novità da raccontare in esclusiva a ImpresaVda?
La novità è recentissima. Visto che viviamo in un mondo di tecnologia abbiamo pensato di creare una app per i nostri clienti in grado di funzionare su qualsiasi cellulare di ultima generazione. In caso di bisogno ci possono contattare in tempi reali. Si tratta di un servizio che dovrebbe partire fra luglio e agosto di quest’anno.

Dovendo mandare un telegramma urgente  a chi lo invierebbe e che cosa  ci scriverebbe?
Io ne manderei due. Il primo ai consumatori consigliando di fare attenzione quando si recano a stipulare una polizza assicurativa RcAuto. Prima di firmare leggete attentamente le clausole evitando così di essere indirizzati a carrozzerie stabilite dalle assicurazioni, mettendo in discussione la loro libera scelta a fronte di uno sconto di pochi euro sulla polizza. Il secondo alle case costruttrici suggerendo di calmierare i prezzi dei pezzi di ricambio, contenendo così il costo riparativo dell’auto che nella percentuale del 70% è costituito proprio dal costo di questi pezzi. 


Per saperne di più clicca qui.
 

© ImpresaVda Template by Netbe siti web