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8 luglio 2010

«L'agricoltura Biologica è una Nicchia, ma è una Nicchia che Cresce...»

«L’agricoltura biologica in Valle d’Aosta è una nicchia, ma è una nicchia dove la domanda è crescente, in forte controtendenza in un comparto come quello agricolo che anno dopo anno vede invece diminuire il numero di aziende». Erik Verraz, segretario di Agrimercato Aosta, l’associazione nata in seno a Coldiretti che attualmente raggruppa una trentina di produttori biologici e biodinamici, traccia un bilancio positivo del bio in Valle d’Aosta pur nella consapevolezza che si tratta di numeri piccoli. In base a dati forniti dall’Assessorato all’Agricoltura, nel 2009 le imprese notificate erano 83 contro le 87 del 2003.

«In realtà – spiega Stefano Bertello del Dipartimento Agricoltura – il numero del quadriennio è sostanzialmente costante. Infatti pur a fronte di quattro aziende che hanno rinunciato agli impegni previsti dal regolamento 834/07 ce ne sono altre cinque che hanno notificato l’attività verso la fine del 2009 ma sono ancora in procedura di certificazione». Di queste 76 sono produttori (49 operanti nella zootecnia, 22 nell’ortofrutticolo, 2 nell’apicoltura e 3 nelle piante officinali), 5 preparatori e 2 commercianti. Crescono di quasi il 5% le superfici aziendali che passano da 2000 ettari a 2100: 1819 già in regime di agricoltura biologica e 273 in conversione.

Un milione di euro la stima del fatturato del settore, di cui circa il 50% realizzato nel zootecnico. Tanto per dare un’idea dell’espansione del comparto è sufficiente pensare che nel 1995 le imprese erano soltanto due e gli ettari meno di 200. L’interesse per il settore da parte dei consumatori valdostani si deduce anche dal successo di manifestazioni quali le «Piazze del Bio», svoltasi nell’aprile di quest’anno, con ben 15 produttori presenti sulla centralissima Piazza Chanoux.

Anche il Comune di Saint-Vincent ha chiesto a Coldiretti di collaborare alla prima edizione del «Tour des saveurs valdôtains», il 31 luglio e il 1° agosto di quest’anno, e il bio sarà protagonista anche il 26 settembre, sempre ad Aosta, per la Désarpa, manifestazione organizzata dall’assessorato all’Agricoltura per celebrare la discesa degli allevatori con le loro mandrie dagli alpeggi in alta montagna.

Nel settore lattiero-caseario cresce ancora l’impegno della Fromagerie Haut Val d’Ayas di Brusson che da sei anni produce la prima fontina biologica: 13mila forme che si possono trovare in molte catene nazionali bio di recente costituzioni (una, la Biobottega di Torino, ha aperto anche alle porte di Aosta), e incontrano il favore dei mercati nord-europei, in particolare di quello tedesco. «Da pochi mesi – commenta Danilo Grivon, dal 2006 alla guida del caseificio, una laurea in Scienze delle tecnologie alimentari e un passato nel settore sviluppo e marketing di Barilla, Colussi e Saclà – abbiamo inaugurato una filiera biologica per la Mocetta e confidiamo nel corso del 2010 di poter certificare anche la produzione di burro». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 30 giugno 2010)

28 febbraio 2008

Incentivi ai giovani agricoltori

La parola d’ordine è ricambio generazionale. Soltanto il 15,73 per cento delle aziende agricole individuali valdostane ha un titolare con meno di 40 anni contro un 42,61% dove l’azienda è portata avanti da un imprenditore over 60. Anche a questa emergenza – tipica del mondo agricolo, ma che nelle realtà montane si fa di giorno in giorno più critica - intendono rispondere gli orientamenti strategici del Piano di Sviluppo Rurale (Psr) della Valle d'Aosta 2007-2013 che, lo scorso 12 febbraio, hanno finalmente ottenuto il via libera dalla Commissione europea di Bruxelles. Ora il mondo agricolo rimane in attesa delle delibere applicative che dovranno essere approvate dalla Giunta regionale nei prossimi giorni in modo da rendere il Psr definitivamente operativo. Soddisfatto l'assessore all'Agricoltura, Giuseppe Isabellon (Union Valdôtaine) per il quale si tratta di «un ulteriore tassello che va a completare le iniziative portate avanti al fine di valorizzare il lavoro quotidiano a difesa e a tutela del territorio che gli agricoltori della nostra regione portano avanti».
La dotazione finanziaria complessiva per la Valle ammonta a 118,684 milioni ( 52,221 di quota comunitaria). Di questi 4,85 milioni saranno destinati alla «misura 112» che punta a favorire l’insediamento dei giovani agricoltori. Più nello specifico la misura mira a concedere aiuti, su presentazione di un piano aziendale, ad agricoltori di età compresa fra i 18 e i 40 anni residenti sul territorio regionale e si propone tre precisi obiettivi: ridurre l’età media del settore primario, assicurare un sostegno iniziale e un reddito adeguato ai giovani agricoltori e aumentare la dimensione aziendale, per assicurare l’insediamento di imprese agricole competitive, dinamiche e con minori problemi strutturali. Una misura la cui strutturazione è stata particolarmente apprezzata da Coldiretti (presidente Giuseppe Balicco), dato che sono state accolte gran parte delle modifiche indicate dall’associazione che in Valle d’Aosta rappresenta circa il 90% degli agricoltori ancora attivi. «Il ricambio generazionale è un problema serio per la nostra regione. – spiega il direttore di Coldiretti Ezio Mossoni - In questa logica è stato particolarmente significativo il contributo fornito dall'associazione nella stesura della misura dei giovani agricoltori. In particolare nell'ottica della valorizzazione della professionalità è stata inserita una maggiore “forbice”, rispetto al precedente Psr 2000-2006, tra il premio spettante agli imprenditori agricoli a tempo pieno e quelli a tempo parziale, ampliando il primo e limando leggermente il secondo». «Inoltre, sempre su nostra richiesta, - prosegue Mossoni - è stato elevato, il massimale del premio in conto capitale fino a 40.000 euro, introducendo la possibilità di intervento della Regione in conto interessi per ulteriori 15.000 euro e giungendo così al massimale totale di 55.000 euro di premio». In pratica la misura 112 prevede un premio base che può partire da 14mila (l’imprenditore agricolo non diplomato) e può arrivare a 32mila (l’imprenditore agricolo a tempo prevalente).
Il premio aggiuntivo si ottiene attraverso l’assegnazione di punti che possono essere ottenuti attraverso azioni qualificanti (ad esempio un’attività di agriturismo o le fattorie didattiche), il conseguimento di certificazioni (dall’agricoltura biologica all’Iso 14.000), metodi di marketing innovativi (e-commerce e vendita diretta) fino all’introduzione di tecnologie innovative, ad azioni per il risparmio idrico e/o energetico o alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Fra le novità del nuovo Psr il fatto che l’agricoltore debba presentare una sorta di business plan, denominato piano aziendale. Una scelta che Coldiretti non avverte come un appesantimento burocratico. Anzi. «Riteniamo – spiega Erik Verraz di Coldiretti – che possa essere uno strumento importante per il giovane agricoltore che si avvicina per la prima volta all’attività imprenditoriale. Fra gli allegati del Psr si trova una bozza di piano aziendale che se letta con attenzione può costituire un ottimo strumento per avviare la propria attività nel migliore dei modi. Noi proprio in questi giorni stiamo invitando i nostri iscritti a leggerlo con attenzione prima ancora che per ottenere l’aiuto per capire come ci si deve muovere in una fase di start up». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 27 febbraio 2008)
 

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