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27 maggio 2015

Mario Dalbard (Caves Coopératives de Donnas): «Sempre avanti. Un passo alla volta»

Mario Dalbard riceve la medaglia di Cangrande
Intervista a Mario Dalbard, presidente delle Caves Coopérative di Donnas.

Da quanti anni esistono le Caves a Donnas? Si tratta di un territorio con una lunga tradizione rispetto al mondo del vino...
E' un territorio con una tradizione lunghissima. La Cooperativa esiste dal 1971 però parlando di territori abbiamo documenti che risalgono al 1200 dove si parla di doppia vinearum. Ci sono delle tappe importanti. Il 1200 per quanto riguarda le prime annotazioni di vigne a Donnas con diverse frazioni che avevano una certa importanza nella produzione. Poi nel 1500 si parla per la prima volta del Picotendro, della qualità del nostro Nebbiolo. Nel 1800 abbiamo apprezzamenti per il Donnas da parte di Napoleone e di Cavour. Questa è la parte storica del nostro territorio. La Cooperativa come già detto nasce nel 1971 e aveva essenzialmente lo scopo di promuovere, difendere e valorizzare il nostro vino. E' stata la prima della Valle d'Aosta e direi che ha centrato pienamente i suoi obiettivi. In questi vent'anno siamo cresciuti. C'è stata tanta partecipazione da parte dei viticultori e anche un riconoscimento esterno al mondo viticolo. Penso ai consumatori, all'autorità. Anche perché la Cooperativa è pienamente inserita nel territorio valdostano e si occupa anche di una difesa del territorio.

Che tipi di vini producete?
Noi ci consideriamo un po' la cantina del picotendro, del Nebbiolo. Che è vinificato in tanti modi per valorizzare e scoprire le potenzialità di un vitigno formidabile. Dal nebbiolo noi produciamo vini che vanno dall'aperitivo al digestivo. Uno spumante metodo charmant magie, un rosato Larme du Paradis, un nebbiolo giovane il Barmet, il Donnas classico invecchiato, un Donnas Napoleone affinato nei tonneaux, un Donnas vieilee vignes e un Donatium che è un aromatizzato. In più una piccola produzione di bianchi con Erbaluce e pinot grigio.

Come è andata l'ultima vendemmia?
Dal punto di vista qualitativo non ci possiamo lamentare. Negli ultimi dieci anni siamo sempre andati molto bene. Quest'anno però dal punto di vista quantitativo l'annata è stata scarsa come quella del 2012. E per noi che siamo già riusciti ad avere una buona richiesta di mercato un calo di questo tipo crea problemi per quanto riguarda l'assorbimento dei costi fissi e soddisfare la clientela.

Come è cambiato il mondo del vino in questi 40 anni. Lei è dal 1973 che se ne occupa?
Io in questo mondo ci sono persino entrato un po' prima. A 14 anni quando facevo parte del Comitato per la Festa dell'Uva di Donnas. Poi ho continuato a seguire un po' più specificatamente i problemi di Donnas alla fine degli anni 60 per la costituzione di una Cooperativa e poi per la costituzione di una federazione regionale di cooperative. Posso dire che il mondo del vino in questi 40 anni è cambiato quasi come per noi a Donnas. Si è cercato di migliorare la qualità con una promozione sia sul mercato nazionale che su quelli esteri. Obiettivi pienamente centrati. Il vino valdostano oggi è apprezzato. Ottiene tanti premi ed è anche riuscito ad aumentare le aziende e questo anche grazie alle Cooperative che per prime hanno cercato di potenziare il mondo del vino valdostano e così sulla base di questi risultati sono nati tanti piccoli produttori.

Un presidio importante per i momenti difficili...
Assolutamente sì.

Come commercializzate i vostri vini?
Siamo una piccola Cantina quindi non abbiamo una struttura commerciale collaudata. In Valle d'Aosta ci muoviamo tramite grossisti e distributori e anche vendita diretta. Mentre nel resto d'Italia con contatti diretti: enoteche, ristoranti, tantissimi privati che ci contattano tramite internet. Molta importanza lo ha l'estero, Negli ultimi sette anni è diventato un mercato importante. Si tratta del 15% del nostro fatturato. E nel 2012-2013 ci ha permesso di sostituire la diminuzione della domanda interna.

Il fenomeno dell'enoturismo a Donnas?
E' importantissimo. Dovremmo dire sia in cantina e in vigna sia in fiera e alle manifestazioni. Oramai la gente non si accontenta di visitare la cantina ma vuole avere informazioni aggiuntive. Vuole avere la possibilità di visitare le vigne, vedere il paesaggio. Noi nella nostra promozione diciamo che quando vendiamo del vino stiamo vendendo un territorio. Chi compra del Donnas deve avere presente le peculiarità della nostra viticoltura, una viticoltura difficile. E quindi è una soddisfazione che le persone che vengono per acquistare il nostro vino chiedono qualchecosa in più rispetto alla semplice degustazione del prodotto. L'enoturista è molto più preparato e richiede una maggior preparazione da parte nostra per poter soddisfare le sue domande che possono essere tecniche, ad esempio le tecniche di coltivazione con un'attenzione anche alla salvaguardia del consumatore. Inoltre a Donnas abbiamo anche la fortuna di avere un Museo della vite che è stato recentemente ristrutturato, un atout in più.

All'interno del mondo delle Cooperative sociali c'è stata un po' di maretta in merito alla questione dell'affitto delle sedi, caratterizzato da grandi aumenti. Qual è la vostra situazione?
La nostra situazione è un po' diversa. I nostri primi amministratori hanno avuto una visione molto lungimirante. Siamo l'unica Cantina sociale proprietaria del fabbricato. E' chiaro che la Cantina è stata progettata e costruita secondo le esigenze del momento. Quindi i nostri spazi sono più ristretti rispetto ad altre cantine che hanno avuto il fabbricato gratis e non si sono preoccupate delle necessità finanziarie. Noi l'abbiamo ampliata più volte in funzione delle esigenze che sono nate e anche delle nostre disponibilità finanziarie. Ad esempio nel 2007 in occasione di un ultimo ampliamento i soci ci hanno anche sostenuto con un prestito sociale. Noi non siamo toccati da questo problema. Al massimo si tratta di manutenzioni straordinarie che abbiamo sempre fatto.

Qualche novità in vista?
Come prodotti nuovi ci sono delle idee ma dipende molto dalla qualità e dalla quantità della prossima vendemmia. Sull'immediato non c'è ancora nulla. Per quello che riguarda struttura e organizzazione  a breve termine ci sono dei progetti per un rafforzamento della Cantina.

Un sogno imprenditoriale?
Ne abbiamo molti. La nostra zona è l'unica che non ha avuto una crescita delle superfici viticole. Il sogno è quello di rendere più agevole e più facile lavorare la vigna e, quindi, rendere più appetibile e conveniente la lavorazione e riuscire a costituire una Cooperativa o una società di viticultori giovani che possa proseguire questa attività.

14 maggio 2015

Venerdì 15 maggio Lucio Lillaz (Connection System) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu


Carissimo visitatore, domani, Venerdì 15 maggio, puntata numero 190 di ImpresaVda, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu. 

Anche questa settimana la trasmissione sarà realizzata grazie al contributo della BCC Valdostana. 

Ti aspetto allora Venerdì 15 maggio, sempre alle 9,30.  Avrò come ospite  Lucio Lillaz della Cosy - Connection System, azienda attiva nel settore del controllo degli edifici, presente il 15 e il 16 maggio a InnovArti alla Cittadella.  

Nel frattempo ti segnalo che  qui puoi trovare l'intervista a  
Mario Dalbard, presidente delle Caves Coopératives di Donnas.
 
L'intervista sarà pubblicata anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola la prossima settimana.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

7 maggio 2015

Venerdì 8 maggio Mario Dalbard (Caves Coopératives di Donnas) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu


Carissimo visitatore, domani, Venerdì 8 maggio, puntata numero 189 di ImpresaVda, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu. 

Anche questa settimana la trasmissione sarà realizzata grazie al contributo della BCC Valdostana. 

Ti aspetto allora Venerdì 8 maggio, sempre alle 9,30.  Avrò come ospite Mario Dalbard, Presidente delle Caves Coopératives di Donnas.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

26 marzo 2012

Vinitaly: Medaglia di Cangrande a Mario Dalbard

E’ stata assegnata quest’anno a Mario Dalbard, presidente delle Caves Coopératives de Donnas, la Medaglia di Cangrande ai Benemeriti della viticoltura italiana per la Valle d’Aosta, riconoscimento che premia coloro che, uno per ogni regione, si sono distinti per aver saputo promuovere e valorizzare la cultura vitivinicola. Dalbard - aggiungo io - è davvero una bella persona e si merita questo premio.  La Medaglia per la Valle d’Aosta è stata consegnata su segnalazione dell’Assessore all’agricoltura e risorse naturali Giuseppe Isabellon.

La cerimonia si è svolta ieri, domenica 25 marzo, nell’ambito dell’inaugurazione di Vinitaly, il grande evento vitivinicolo in programma a Verona fino al prossimo mercoledì. Quest’anno figurava tra i Benemeriti, riconoscimento istituito nel 1973, anche il Ministro delle Politiche agricole Mario Catania, che era presente alla cerimonia.

Mario Dalbard, classe 1949, residente a Donnas, è da lungo tempo impegnato nel settore vitivinicolo: già a 14 anni entra a far parte del Comitato per la festa dell’uva di Donnas e negli anni 1968/71 collabora, all’interno del Comitato, alla costituzione della Cooperativa e alla richiesta della “Doc Donnaz”. Nel 1973 viene eletto nel Consiglio di amministrazione delle Caves Coopératives de Donnas nel quale, dopo diversi mandati come vicepresidente, dal 2004 ricopre la carica di presidente. Dagli anni 70 fa parte del Comitato di coordinamento della viticoltura valdostana, divenendone successivamente presidente. Ha partecipato, nel 2004, alla costituzione dell’Associazione Route des Vins, della quale è presidente. Ha fatto parte per diversi mandati del Consiglio di amministrazione del CERVIM e attualmente ne è revisore dei conti. E’ anche componente del Consiglio di amministrazione della Fédération des Coopératives Valdôtaines, in rappresentanza delle cooperative vinicole.

12 luglio 2008

Donnas: quando un vino può promuovere un territorio

Un territorio promosso da un vino o meglio dall’ampia gamma di una cantina sociale che quotidianamente dà la possibilità ai suoi novanta soci, anche con un appezzamento microscopico, di far vinificare le proprie uve nebbiolo e trasformarle nel pregiato Donnas. «Il territorio – spiega il presidente della Caves de Coopératives della cittadina della Bassa Valle Mario Dalbard è estremamente frammentato. Alcuni pezzi non superano i 500 metri. Ci sono ben tre ettari di vigneto che sarebbero abbandonati se non venissero seguiti dai dipendenti della Cantina. Al di là degli aspetti economici la Cave ha una funzione sociale importantissima: evita l’incolto mantenendo gli agricoltori sul territorio anche se per molti si tratta di una attività hobbistica». Ma si tratta di un lavoro reso complesso dall’attuale stato dei terrazzamenti, tipici della viticoltura di Donnas. «E’ chiaro che vanno mantenuti perché sono una particolarità del nostro paesaggio – osserva Dalbard – ma ciò non toglie che sia ormai da tempo necessario prevedere un attento riordino fondiario di tutta l’area in modo da raggruppare le varie proprietà. Attualmente i terrazzamenti non sono regolari, ci sono molte pietre e questo fa sì che sia impossibile ipotizzare un meccanizzazione della raccolta dell’uva. I mezzi non riuscirebbero a transitare in maniera efficiente sotto i pergolati. Non dobbiamo stravolgere il paesaggio, ma è necessario permettere questo tipo di lavorazione così da riuscire a rendere l’attività vitivinicola appetibile ai giovani». Sul fronte della promozione del territorio, come accennavamo nell’incipit dell’articolo, Donnas ha aderito ad una iniziativa estremamente interessante (condivisa anche dai privati Les Crêtes e Grosjean) denominata «vinoparlante» . La nuova annata presenterà una retro etichetta dove potranno essere lette come in un vero dépliant le informazioni complete sulle caratteristiche del vino in questione, sui migliori abbinamenti al cibo, sulle uve da cui è ricavato, sul territorio da cui proviene, sulla vinificazione e sull’azienda, un progetto di «Autoctono – Vino ed eventi», presentato in occasione dell’ultimo Vinitaly e cui hanno aderito diverse etichette su tutto il territorio nazionale. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 3 luglio 2008)

6 luglio 2008

Il ruolo delle cantine sociali in Valle d'Aosta: in arrivo il super-consorzio

Le cantine sociali studiano nuove strategie per sfruttare al meglio il buon momento del vino valdostano e far crescere la redditività dei propri produttori. Con 11.300 quintali di uve lavorate, 1,24 milioni di bottiglie prodotte, e 4,2 milioni di fatturato le sei «Caves Coopératives» (vedi tabella) della piccola regione autonoma rappresentano il 60-70% del mondo vitivinicolo valdostano e, nel corso del 2007, hanno trasformato in vino il lavoro di quasi 700 soci distribuiti su 162 ettari. Un peso economico rilevante che però, rispetto al passato, richiede di focalizzare maggiormente l’attenzione sulla qualità in vigna e durante la vinificazione nonché su tutto ciò che oggi significa commercializzazione: dallo studio del packaging fino alle campagne di comunicazione al di fuori dei confini regionali. In questa logica c’è particolare attesa per l’annuncio, previsto per la prima quindicina di luglio, dell’ufficializzazione del Consorzio unico «Quatremillemètres» che porterà sotto una regia unica l’attività di tre cantine sociali: la «Cave du vin Blanc de Morgex et de La Salle», la «Cave de l’Enfer d’Arvier» e la «Crotta di Vegneron» di Chambave. Regista dell’operazione Gianluca Telloli, attuale enologo e responsabile commerciale di Morgex e Arvier. «Nascerà un soggetto che con le sue 540mila bottiglie sarà il primo produttore valdostano (primato fino ad ora detenuto dalla «Cave des Onze Communes»di Dino Darensod con le sue 450 mila bottiglie ndr) – sottolinea Telloli –. Un’alleanza fondamentale sia sul mercato regionale che su quello nazionale che ha già alle spalle la positiva esperienza degli spumanti Fripon Dry, Refrain Dry e Ancestrale Dry realizzata proprio grazie all’azione comune delle tre cantine. Ora però arriva la parte più complessa. Tra luglio e agosto dovremo impegnarci per razionalizzare e amalgamare le scelte produttive di ogni realtà».
Mario Dalbard, presidente della Cave di Donnas e della Associazione Route des vins, ritiene necessario creare occasioni di promozione comuni dei vini valdostani. «La commercializzazione sul territorio regionale – osserva – avviene grazie alla Comproval, una cooperativa di secondo grado di cui fanno parte tutte le cooperative, non soltanto quelle viticole. Uno strumento utile cui però si deve dare maggiore autonomia di gestione. La struttura di vendita deve essere più flessibile, soprattutto per quanto riguarda la scontistica, e non doversi attenere rigidamente a quanto fissato dalle singole Cave. Solo così possiamo competere con i privati».
Interrogato sulla recente questione del Brunello «allungato» Dalbard spiega come in Valle i controlli siano sicuramente superiori ad altre regioni. «Da un lato ci sono i tecnici regionali e poi i responsabili delle cantine sociali. I controlli avvengono già in vigna. Inoltre il conferimento non è fatto tramite trattori, ma in cassette e c’è sempre un componente della Cave a vigilare. Se la qualità dell’uva non è considerata sufficiente il viticultore se la riporta a casa».
Ivo Joly, presidente de «La Kiuva» di Arnad, è invece maggiormente interessato a fare sinergia con il territorio. «Al di là delle alleanze con le altre cantine – spiega Joly che è anche assessore comunale all’agricoltura – per noi è più importante legare la nostra immagine alla realtà enogastronomica di Arnad, cioè al suo Lardo Dop. Il salumificio Bertolin da solo porta in paese 20mila turisti soltanto per visitare lo stabilimento». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 25 giugno 2008)
 

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