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20 maggio 2016

Le 10 proposte per un #fisco più giusto di #CNA


Il livello della pressione fiscale in Italia rimane intollerabile, con 19,4 punti percentuali in più rispetto alla media europea. Il Total tax rate, ovvero l’aliquota fiscale totale nazionale, regionale e comunale, nel 2016 arriverà mediamente al 61%: un incremento che deriva dall’aumento programmato dell’aliquota dell’Ivs (Invalidità-vecchiaia-superstiti), la contribuzione previdenziale della Cassa artigiani e commercianti, solo in parte attenuato dall’elevazione della franchigia Irap a 13mila euro. Inoltre, la maggior parte degli interventi introdotti con Legge di stabilità del 2016 non produrranno effetti sensibili sulle imprese di minore dimensione, se non il beneficio che deriva dal super ammortamento relativamente agli investimenti effettuati in corso d’anno.
Secondo lo studio effettuato per il terzo anno consecutivo dall’Osservatorio CNA sulla tassazione della piccola impresa, Reggio Calabria è la città italiana con la fiscalità più elevata: il Total tax rate tocca il 73,2 per cento. Seconda è Bologna, con il Ttr al 71,9 per cento, terza Roma con il 69,8 per cento, quarta Catania e quinta Firenze. A Reggio Calabria l’imprenditore lavora per il fisco fino al 24 settembre, giorno della liberazione fiscale, il Tax free day; a Bologna fino al 19 settembre, a Roma fino all’11 settembre. Al capo opposto la città meno onerosa è Gorizia con il Ttr al 54,4 per cento e Tax free day il 17 luglio, seguita da Cuneo, Belluno, Sondrio e Udine.
In questa speciale classifica, con una percentuale del Ttr del 56,6%, Aosta si classifica al 112° posto sui 124 Comuni capoluoghi di Provincia e Regione presi in considerazione dallo studio dell’Osservatorio: i cittadini aostani dovranno quindi lavorare per il fisco per i primi 207 giorni dell’anno, cioè fino al 25 luglio.
È possibile migliorare il sistema tributario? Per la CNA nazionale si può e si deve. Tre le direttrici operative una più consistente riduzione della pressione fiscale, il capovolgimento della tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli, l’uso intelligente della leva fiscale per aumentare la domanda interna.
In che modo? La CNA nazionale ha preparato dieci proposte:
  • rendere l’Imu sugli immobili strumentali completamente deducibile dal reddito d’impresa;
  • utilizzare le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione per ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo;
  • introdurre una misura premiale che riduca l’imposizione sul reddito incrementale rispetto al reddito “ideale” stimato dagli studi di settore;
  • definire il concetto di autonoma organizzazione ai fini del non assoggettamento all’Irap;
  • introdurre l’Iri (Imposta sul reddito delle imprese) per consentire alle imprese personali di allineare l’imposizione sui redditi re-investiti in azienda a quella applicata alle società di capitali;
  • redistribuire il gettito derivante dalla tassazione sugli immobili adeguando i valori catastali ai valori commerciali;
  • trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d’imposta cedibili agli intermediari finanziari;
  • introdurre il principio di cassa nella determinazione del reddito delle imprese personali in regime di contabilità semplificata;
  • eliminare lo split payment e ridurre la ritenuta sui bonifici, relativi a spese per le quali sono riconosciute le detrazioni fiscali, dall’8 perlomeno al 4 per cento, come in precedenza; evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica B2B;
  • agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni d’azienda, al pari di quanto previsto in caso di conferimenti.

Nota – Dati “Comune che vai fisco che trovi”, Osservatorio permanente sulla tassazione delle PMI della CNA Nazionale: il Centro Studi CNA ha misurato e quantificato il peso complessivo del fisco (Total Tax Rate) sulle piccole imprese e sugli artigiani, controllando 124 città italiane, cioè tutti i capoluoghi di Provincia e di Regione. L’Osservatorio ha raccolto i dati fiscali del 2011 – 2012 – 2013 – 2014 – 2015, comparati con le previsioni per il 2016.



25 settembre 2015

Seminari formativi sul #vendere in #UnioneEuropea ed in Paesi #Extra-UE

La Chambre valdôtaine, attraverso lo sportello Enterprise Europe Network (EEN), organizza per questo autunno, presso la sala Colonna della Pépinière d'Entreprises Espace Aosta, un ciclo di 3 seminari formativi dedicati all'esportazione, con l'obiettivo di sviluppare le competenze e le conoscenze delle imprese valdostane, interessate ad aprirsi ai mercati internazionali o che già operano all'estero, in tema di contratti, credito, fisco, dogane e trasporti e risolvere quesiti tecnici legati alle attività di import-export.

1° incontro - Lunedì 28 settembre
ASPETTI LEGALI E CONTRATTUALI - TUTELA DEL PAGAMENTO - RECUPERO DEL CREDITO

2° incontro - Martedì 27 ottobre
PROBLEMATICHE FISCALI E DOGANALI

3° incontro - Martedì 24 novembre
LA GESTIONE DEI TRASPORTI E DELLE SPEDIZIONI INTERNAZIONALI

Al mattino è prevista una parte più teorica, mentre il pomeriggio sarà dedicato all'illustrazione di una casistica operativa/pratica e alla risposta a quesiti specifici che le aziende vorranno sottoporre (si chiede l'invio anticipato dei quesiti - vedi dettagli nel programma allegato).

Gli incontri, organizzati in collaborazione con il Centro Estero per l'Internazionalizzazione del Piemonte (CEIP), nell'ambito delle attività previste nel Piano per l'Internazionalizzazione 2015, sono rivolti in via prioritaria alle imprese valdostane che hanno aderito ai Progetti Integrati di Filiera (PIF) e ai Progetti Integrati di Mercato (PIM) e, sino ad esaurimento posti (massimo 30 persone per incontro), a tutte le imprese valdostane. Una impresa può scegliere di partecipare anche ad un solo incontro formativo.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione da effettuare compilando l'apposito modulo di iscrizione (vedi circolare in allegato).

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Sportello SPIN2 - Enterprise Europe Network
Servizio associato fra la Camera valdostana delle imprese e delle professioni e Unioncamere Piemonte
Tel. 0165 573089 - Fax 0165 573090
sportellovda@pie.camcom.it - www.madeinvda.it

21 maggio 2015

#Antiriciclaggio, dalla teoria alla pratica

 Alavie, la prima società italiana strutturata per offrire la gestione completa della conformità normativa a professionisti ed aziende, organizza il workshop “Voluntary Disclosure & Antiriciclaggio, dalla teoria alla pratica”, in collaborazione con l’Associazione Commercialisti del Piemonte e della Valle d’Aosta.

L’appuntamento per i professionisti fiscali e tributari valdostani è giovedì 21 maggio alle 14,30 ad Aosta, presso l’Hotel HB – Via Malherbes 18/A.
«E’ sempre più alta l’attenzione agli adempimenti antiriciclaggio da parte delle istituzioni. - si legge in una nota - Le recenti novità e le scadenze relative alla Voluntary Disclosure, inoltre, stanno ulteriormente aggravando l’impatto di queste normative sul lavoro quotidiano dei commercialisti, che in molti casi faticano ancora ad allinearsi ai requisiti richiesti dalla normativa. Il workshop organizzato da Alavie sarà l’occasione per approfondire e chiarire tutti gli aspetti di una normativa controversa e molto dibattuta dai professionisti fiscali, entrando nel merito delle competenze e dell’organizzazione degli studi professionali. Un focus particolare sarà riservato proprio alla Voluntary Disclosure, approfondendo il tema del rimpatrio dei patrimoni sul piano sia fisico sia giuridico e analizzando i diversi profili applicativi delle nuove norme, il tutto inquadrato nel contesto internazionale e interno».

Il workshop è gratuito, previa registrazione sul sito. Per il suo carattere didattico, l’iniziativa è in corso di accreditamento per la formazione continua dei professionisti.

IL PROGRAMMA

Ad aprire il workshop, l’intervento del Dott. Walter Cavrenghi, Presidente dell’Associazione Commercialisti Piemonte e Valle D’Aosta.
Il dottor Stefano Germagnoli, General Manager di Alavie, condurrà la parte teorica del workshop, dedicata alla normativa e agli obblighi pratici dei commercialisti in termini di Antiriciclaggio e di Voluntary Disclosure. L’intervento del Dott. Germagnoli è volto a mettere in evidenza possibili soluzioni alle sfide poste ai professionisti, analizzando chi sono i soggetti coinvolti e quali i controlli applicati, così come quali prestazioni sono richieste e quali verifiche, procedure e aggiornamenti è necessario porre in essere.

Nella seconda parte del workshop, dedicata alla “pratica”, la dottoressa Silvia Marini, Consulente Tecnico di Alavie, accompagnerà i partecipanti in un percorso di verifica “in tempo reale” in tema di antiriciclaggio, che consentirà la valutazione personalizzata del livello di adeguamento normativo. A seguito della sessione, gli esperti Alavie forniranno infatti un’analisi puntuale della compliance di ogni professionista, volta a prendere atto e a migliorare le singole competenze, oltre ad incrementare l’efficienza nell’operatività quotidiana di studio.

Il programma del Worskshop è disponibile on line

A proposito di Alavie
Alavie è la prima società italiana strutturata per offrire la gestione completa della conformità normativa a professionisti ed aziende. Da oltre 20 anni, una capillare rete di consulenti e piattaforme tecnologiche proprietarie costantemente aggiornate garantiscono ai clienti servizi per l’adozione e l’applicazione delle normative di certificazione, modello 231, privacy, sicurezza, antiriciclaggio in maniera continuativa con un’unica interfaccia. Alavie eroga in media annualmente ai propri clienti oltre 15.000 ore di consulenza, più di 1500 ore di formazione in aula e 4000 ore di e-learning; anche attraverso il proprio blog, fornisce ai professionisti uno strumento concreto per essere sempre aggiornati sullo scenario normativo italiano, gli organismi e le implicazioni per il mondo dei professionisti e delle aziende, fornendo spunti di discussione su tematiche professionalmente rilevanti e uno stimolo al confronto con i colleghi.

7 febbraio 2015

#Fondi #pensione, #Tfr e benefici #fiscali: l'analisi della Servizi #Previdenziali

La Servizi Previdenziali di Stefano Distilli ha diffuso una nota con alcune news in materia previdenziale di grande interesse e che propongo ai visitatori del blog.

La nuova tassazione dei rendimenti dei fondi pensione, i Fondi pensione rimangono ancora vantaggiosi
Come noto la recente “manovra di stabilità” ha  previsto un incremento dell’imposta sostitutiva sui rendimenti dei fondi pensione (cioè sui rendimenti finanziari ottenuti dall’investimento dei contributi e del TFR versato dai lavoratori ai fondi) dall’11,5% al 20%. E’ evidente, innanzitutto, come tale incremento ha esclusivamente fini di “cassa” per lo Stato e, in modo miope e poco lungimirante, si ponga in contrasto con le politiche portate avanti negli ultimi 20 anni mirate a favorire lo sviluppo della previdenza complementare, con vantaggi di carattere fiscale e contributivo, per permettere ai lavoratori di costruirsi una pensione integrativa in grado di garantire loro il mantenimento di un tenore di vita adeguato, considerato il progressivo decremento delle pensioni di base.
Occorre però rilevare come, seppur un incremento teorico dell’8,5% della tassazione sui rendimenti possa apparire  di certo  disincentivante,  la scelta di aderire ad un fondo pensione continua a rimanere decisamente vantaggiosa. Precedentemente, infatti, a fronte di una tassazione sulle rendite finanziarie pari generalmente al 12,5%, i fondi pensione erano favoriti con una aliquota inferiore di 1,5 punti percentuali. Attualmente, invece, essendo stata l’aliquota generale sulle rendite finanziarie elevata al 26%, il vantaggio per i fondi pensione complementari ammonta a 6 punti percentuali.
E’ da sottolineare, poi, come la componente del patrimonio investita in Titoli di Stato ed assimilati  (piuttosto consistente) continui ad essere tassata al 12,5%.  Pertanto l’aliquota media effettiva di tassazione dei rendimenti per i fondi pensione risulta comunque decisamente inferiore al 20%.
Per una valutazione complessiva della previdenza complementare occorre, comunque, tenere in considerazione gli ulteriori significativi vantaggi fiscali relativi alla deducibilità dei contributi versati ed alla tassazione delle prestazioni notevolmente favorevole (15%), che sono stati mantenuti.

TFR in busta paga, una cattiva scelta per il lavoratore
Anche in questo caso  la misura prevista dalla “manovra di stabilità” si pone in totale contrasto con tutte le politiche previdenziali ed “educative” portate avanti negli ultimi 20 anni al fine di incentivare i lavoratori ad adottare le scelte più opportune per ovviare alla progressiva riduzione delle pensioni di base. Ciò detto tutte le analisi e le valutazioni effettuate indicano come, seppur evidentemente la possibilità di percepire il TFR direttamente in  busta paga mese per mese possa fare comodo a molti lavoratori e soprattutto a quelli con i redditi più bassi, tale scelta si riveli  come decisamente negativa ed, inoltre, rischia di creare un grosso buco nel futuro previdenziale.
Infatti:
a)  A fronte di un immediato incremento del potere di spesa i lavoratori si vedranno privati in futuro della possibilità di percepire tali somme in modo cumulativo + la rivalutazione maturata sotto forma di TFR, piuttosto che come prestazione di previdenza complementare;

b)  La tassazione del “TFR in busta paga”, tenuto conto che sarà tassato come la normale retribuzione secondo l’aliquota marginale di ognuno, risulterà notevolmente superiore alla tassazione in via separata che sarebbe applicata sul TFR ed ancora di più a quella applicabile alla prestazione che sarebbe erogata dal fondo pensione (15%, che può scendere sino al 9%);

c)  Tale previsione, inoltre, è discriminatoria per i lavoratori del settore pubblico, considerato che sarà valida solo per quelli privati;

d)  Inoltre percepire  il TFR in busta paga potrà avere effetti negativi sull’accesso ad altri servizi pubblici e sulle tariffe applicate in quanto influisce sul calcolo dell’ISEE.

Le stime effettuate da qualificati esperti del settore evidenziano, per esempio come relativamente ad un salario netto di 1.650 euro (30.000 euro lordi/anno) scegliendo di dirottare il TFR in busta paga in 4 anni si incasserebbero circa. 9.232 euro (164 euro in più al mese), ma con 35 anni di anzianità il lavoratore, ove non iscritto alla previdenza complementare, a fine carriera dovrebbe rinunciare in alternativa a circa 15.000 euro di liquidazione. Ove, invece, fosse iscritto ad un fondo pensione rinuncerebbe, oltre a tutti gli ulteriori vantaggi, ad circa. 100 euro mensili in meno sulla rendita integrativa.
La  scelta del TFR in busta paga rappresenta, pertanto, senza dubbio una cattiva scelta in prospettiva per i lavoratori, mentre la scelta della previdenza complementare si conferma, oltre che quella più lungimirante, quella più vantaggiosa.

Misure a sostegno della previdenza complementare
Si ricorda, poi, come la Regione Autonoma Valle d’Aosta, ai sensi di quanto previsto dalla l.r. 27/2006,  abbia  previsto  specifiche misure a sostegno della previdenza complementare e, in particolare, dei lavoratori che si  trovino in situazioni di “bisogno e difficoltà”, la cui gestione è affidata alla Società “in house” Servizi Previdenziali Valle d’Aosta Spa, creata per supportare il progetto complessivo nato  nel  1997 per lo sviluppo della previdenza complementare.
Considerata  la  perdurante  situazione di grave crisi che ha coinvolto molte realtà economiche e produttive  e, conseguentemente, un numero rilevante di lavoratori e nuclei famigliari, si invitano tutti gli interessati a rivolgersi presso gli uffici della Società (Loc. Autoporto n. 33/E – Centro Direzionale Autoporto – Pollein; tel. 0165.230060) per avere ulteriori informazioni e dettagli riguardo alle misure previste.

Benefici fiscali per il sistema Valle d’Aosta
Lo sviluppo di fondi pensione complementari a carattere territoriale, nell’ambito del
progetto supportato dalla RAVA attraverso le leggi regionali 22/97 e 27/2006, oltre ai
vantaggi conseguenti, tra gli altri:
- alla possibilità per i lavoratori valdostani di  avere una alternativa a livello locale ai
fondi a carattere nazionale;
- alla possibilità di usufruire di tutti i servizi di supporto ed assistenza in loco;
- allo sviluppo in loco di personale qualificato con elevate professionalità;
- al mantenimento sul territorio di ingenti masse finanziarie (oltre 122 mil. Euro), rappresenta sempre più, al crescere dei capitali gestiti, un notevole “atout” in termini di benefici fiscali correlati al meccanismo del riparto fiscale.

Prendendo in considerazione il 2014  si rileva, infatti, come a fronte dei rendimenti ottenuti il Fondo Pensione FOPADIVA verserà un’imposta “sostitutiva” complessiva pari a  circa 1,092  milioni di euro  che, rientrando nel computo dei 10/10 di riparto fiscale, andranno a beneficio dell’intero sistema Valle d’Aosta,  progressivamente  ben superiore rispetto alle risorse impegnate dalla Regione nel progetto.
Il progetto “REGARDEMAIN  -  previdenza complementare territoriale” sta dimostrando, quindi, come era nelle premesse, di poter generare un circolo virtuoso e di potersi alimentare tramite le risorse crescenti che è in grado di generare.
Se si considera, poi, il periodo 2009-2014  e si confrontano  le risorse affluite al sistema Valle d’Aosta grazie alle imposte sostitutive versate da  FOPADIVA con le risorse stanziate dalla RAVA, sia a supporto dello sviluppo del sistema di previdenza complementare  territoriale  che a finanziamento delle misure di sostegno in favore dei lavoratori in situazione di “difficoltà”, si può notare come a fronte di circa 3,6 milioni di euro di imposta sostitutiva versata,  le risorse destinate dalla RAVA ammontino a circa 1,7 milioni di euro,  a testimonianza di come il progetto avviato
sia ormai in grado di “autofinanziarsi” e di generare un circolo virtuoso  in termini finanziari.

17 luglio 2014

#Locazioni e #Fisco: quarta edizione per Mochet

Il commercialista Jean Claude Mochet (nonché Presidente diAostafactor e della sezione valdostana dell'Uppi, l'Unione dei Piccoli Proprietari Immobiliari) torna in libreria con la quarta edizione del volume «Locazione e fisco» edito dalle Edizioni Fag Milano

Un testo dinamico, aggiornatissimo e perciò in grado di rispondere ai tantissimi quesiti sulla materia e che segnalo con piacere ai visitatori di questo blog.

Del resto la tematica "locazioni e fisco" è così in continua trasformazione che questo testo non può mancare sugli scaffali di chi più o meno professionalmente deve occuparsi del mercato immobiliare.

21 febbraio 2014

#Fiscalità locale: la preoccupazione di Cavaliere (#Adava) | Il carico fiscale delle imprese italiane è pari al 65,8% dei profitti


Secondo un recente rapporto della Banca Mondiale (Paying Taxes 2014 di Ifc e Pwc), il carico fiscale complessivo per le imprese italiane si conferma il più alto d’Europa, pari al 65,8% dei profitti, contro una media europea scesa dal 42,6% al 41,1% e una media mondiale scesa dal 44,7% al 43,1%. Il rapporto citato esamina i costi per imposte e tasse in capo a un’impresa e il carico amministrativo per i relativi adempimenti. La situazione è ugualmente critica se andiamo ad analizzare il sistema impositivo a livello locale. Con la definizione dei nuovi regimi di fiscalità comunali previsti per l’anno 2014 (TASI, TARI,IMU) le imprese turistico-ricettive registreranno un raddoppio e in alcuni casi un triplicarsi degli importi da pagare rispetto al vecchio sistema.

Sul tema è intervenuto il Presidente degli albergatori valdostani Alessandro Cavaliere.

«Gli albergatori valdostani – sottolinea Cavalieresono particolarmente preoccupati per il continuo aumento del carico fiscale che non solo disincentiva la nascita di nuove imprese, ma funge da freno per lo sviluppo di quelle esistenti (che potrebbero invece offrire nuove opportunità di lavoro sul territorio) e mette in seria difficoltà quelle imprese turistico ricettive che hanno maggiormente risentito degli effetti della crisi economica in atto,  con il rischio di un vero e proprio default».

«In questo contesto particolarmente preoccupante – continua il Presidente – non possiamo comunque non riconoscere ed apprezzare lo sforzo messo in atto dal CELVA e dal Presidente Bruno Giordano con la costituzione di un tavolo di confronto tra gli enti locali e gli operatori della ricettività che ha portato alla condivisione ed adozione delle proposte ADAVA nella formulazione degli schemi di regolamento tipo che il CELVA ha approvato in questi giorni. Mi riferisco nello specifico alla rateizzazione e alla ridefinizione delle scadenze impositive a favore delle imprese e all’introduzione di un principio che prevede la riparametrazione della tassa rifiuti in capo alle imprese alberghiere attraverso un’applicazione nella stessa struttura ricettiva di due differenti tariffe: quella più alta applicata alla sola superficie dell’attività dedicata al ristorante, l’altra (più bassa) applicata ai metri quadri restanti. Riteniamo ora veramente importante che i singoli Comuni valdostani adottino a livello locale quanto previsto nei regolamenti approvati dal CELVA». 

15 gennaio 2014

Università Valle d'#Aosta: La variabile fiscale nelle imprese

Il Dipartimento di Scienze economiche e politiche dell'Università della Valle d'Aosta insieme alla Direzione Generale di Ateneo propongono, venerdì 24 gennaio dalle 14 alle 18, presso l'Aula Magna S. Anselmo di Strada Cappuccini, il quarto appuntamento del ciclo "L'Università per lo sviluppo del territorio" dal titolo “La gestione della variabile fiscale nelle imprese e negli studi professionali”, dedicato al tema del tax risk assessment all’interno delle imprese e degli studi professionali.

Aprirà i lavori il Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate della Valle d’Aosta, Carmelo Rau. Seguiranno le relazioni dei docenti dell’Università della Valle d’Aosta: Roberto Calvo, ordinario di Diritto privato e di Roberto Franzè, ricercatore di Diritto tributario. Prenderanno altresì la parola Filippo Miglietta, responsabile fiscale del gruppo I.PE.M. e Giacomo Soldani, senior tax counsel del gruppo Kering. Presiederà Claudio Sacchetto, ordinario di Diritto tributario presso l’Università degli Studi di Torino.
Le attività di tax risk assessment poste in essere dalle imprese sono finalizzate a ridurre la probabilità di contestazioni di carattere fiscale in esito ad attività accertative condotte dagli uffici finanziari. Tali attività sono condotte anche all’interno degli studi professionali sia con riferimento ai rischi connessi alla corretta applicazione delle norme tributarie che presiedono alla determinazione della ricchezza dei professionisti sia, più incisivamente, con riferimento all’attività svolta dai consulenti a vantaggio dei propri clienti, ai fini dell’assolvimento degli obblighi tributari di questi ultimi.
L'iniziativa prevede il coinvolgimento dei principali attori del contesto socio-economico regionale. L’incontro di venerdì 24 gennaio è stato accreditato, ai fini della formazione professionale continua, presso l’Ordine degli Avvocati della Valle d’Aosta e l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Aosta.

Maggiori informazioni sono disponibili sulsito. La partecipazione al seminario è gratuita. 

11 ottobre 2013

«Case fantasma»: Censiti 543 immobili con rendite attribuite per circa 838mila euro


Chiusa da parte della sede regionale dell'Agenzia delle Entrate l’operazione “case fantasma” con l’attribuzione a 543 immobili di una rendita complessiva di circa 838mila euro, frutto dell’attività di controllo sui fabbricati sconosciuti al Catasto.

L’operazione di regolarizzazione delle case sconosciute al Catasto è stata realizzata grazie all’incrocio delle mappe catastali con le immagini aeree rese disponibili dall’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), per “avvistare” così i fabbricati presenti sul territorio ma non nelle banche dati catastali.

Vale 838.671 euro la somma delle rendite catastali che sono state associate agli immobili accertati in Valle d’Aosta. In particolare, 730.812 euro sono le rendite definitive, cioè attribuite dopo che gli interessati hanno provveduto spontaneamente a presentare gli atti di aggiornamento del Catasto, mentre raggiungono il valore di 107.858 euro quelle presunte, cioè attribuite d’ufficio, perché gli immobili non erano stati accatastati volontariamente dai contribuenti alla data del 30 novembre 2012,  giorno in cui si è chiusa l’attività di accertamento sui fabbricati non dichiarati.

Infatti, il Dl 78/2010 ha previsto l’attribuzione d’ufficio di una rendita presunta agli immobili mai dichiarati e non ancora regolarizzati, associando agli stessi una rendita catastale provvisoria. Per presumere le rendite catastali e associarle ai fabbricati, l’Agenzia si è basata su precisi parametri, acquisiti anche con sopralluoghi esterni agli edifici non in regola. 

16 luglio 2013

#Locazioni e #Fisco (terza edizione) di Jean Claude #Mochet

Il commercialista Jean Claude Mochet (nonché Presidente di Aostafactor e della sezione valdostana dell'Uppi, l'Unione dei Piccoli Proprietari Immobiliari) torna a proporre la terza edizione del volume «Locazione e fisco» edito dalle Edizioni Fag Milano. Un testo aggiornato, dinamico, in grado di rispondere ai tantissimi quesiti sulla materia e che segnalo con piacere.

La locazione immobiliare da sempre si presenta come una materia assai complessa e soggetta a continue novità. Il volume esamina dettagliatamente le numerose novità fiscali introdotte in più fasi nel corso degli ultimi anni. Le più rilevanti sono sicuramente quelle introdotte dal DLgs 14 marzo 2011, n. 23 (Federalismo fiscale municipale) relativamente all'introduzione della "cedolare secca sugli affitti" e da ultimo dal DL 22 giugno 2012, n. 83 relativamente al regime IVA delle locazioni degli immobili da parte delle imprese. 

«Dopo aver analizzato le principali tipologie contrattuali, il testo – spiega l’autore - offre un quadro completo ed esaustivo della disciplina tributaria afferente la locazione immobiliare e finanziaria, nei suoi aspetti fondamentali relativamente all'lVA, all'imposta di registro, all'imposta di bollo, all'lRPEF ed alla cedolare secca sugli affitti».

In quest'ottica, l'opera è: aggiornata con le novità sulla tassazione dei canoni di locazione in vigore dal 10 gennaio 2013 e dei redditi degli immobili non locati alla luce dell'introduzione delI'IMU; aggiornata con le novità introdotte dal decreto legislativo sul Federalismo fiscale municipale relativamente alla cedolare secca sui contratti di locazione di fabbricati abitativi, alla luce dei recenti chiarimenti ministeriali; arricchita da oltre 180 casi risolti che illustrano le posizioni della più recente giurisprudenza e prassi ministeriale sulle questioni maggiormente controverse; corredata da esempi di calcolo e tabelle riepilogative indispensabili per una consultazione agevole ed immediata.

Il libro si prefigge una duplice finalità. La prima è quella di fornire ai professionisti, agli agenti immobiliari e agli operatori del settore, uno strumento operativo aggiornato e ricco di casi risolti per curare in prima persona gli adempi menti fiscali relativi ai contratti di locazione. La seconda è quella di agevolare, con un manuale di pronta consultazione e di facile lettura, gli utenti non professionali, interessati a tali problematiche, per un'immediata risoluzione dei problemi quali, per esempio, la registrazione di un contratto di locazione.

14 novembre 2010

Le Frontiere dell'Imposizione tra Evoluzione Tecnologica e nuovi Assetti Istituzionali

Mi permetto una segnalazione su di un tema di un certo interesse, come può essere quello dei tributi. 
Giovedì 18 novembre, dalle 15 alle 17.30, la Facoltà di Scienze dell’Economia e della gestione aziendale dell’Università della Valle d’Aosta propone il seminario dal titolo «Le frontiere dell'imposizione tra evoluzione tecnologica e nuovi assetti istituzionali» che si svolgerà in località Grand Chemin 73/75 a Saint-Christophe (AO).

Il Seminario affronta alcuni tra i temi tributari più dibattuti in dottrina e con rilevante influenza nella pratica professionale: lo stato attuale della giustizia tributaria, l’accertamento basato sugli studi di settore e quello basato sulla nozione di abuso del diritto.

Interverranno Antonio Uricchio, Preside della Facoltà di Giurisprudenza II, Università degli studi di Bari (sede di Taranto), Piero Marchiando, Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Aosta e Roberto Franzè, Ricercatore di diritto tributario Università della Valle d’Aosta.
La conferenza sarà introdotta dal Direttore Agenzia delle Entrate Regione Valle d’Aosta Carmelo Rau e
moderata dal Presidente Tribunale di Aosta Massimo Scuffi.
 

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