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5 dicembre 2019

9 Dicembre #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: #GiovaniCommercialisti - intervista a Antonella Lucchese

Lunedì 9 dicembre, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu undicesima puntata del nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Antonella Lucchese, Presidente dei Giovani Commercialisti

Sul Corriere della Valle in edicola trovate l'intervista a  Simone Bertucco alla Guida del Consorzio per le Tecnologie e l'Innovazione (CTI) Buona lettura.


17 ottobre 2019

Alberto Castagno (#Chimici e #Fisici): «Le possibilità di lavoro sono molteplici»

Alberto Castagno
Questa settimana proponiamo l’intervista al chimico Alberto Castagno, Rappresentante per l’Ordine interregionale dei Chimici e dei Fisici in Valle d’Aosta


Identikit dell'Ordine 
dei Chimici e dei Fisici

Iscritti totali anno 2019:al 20/09/2019 risultano iscritti n. 703 professionisti, divisi in 583 chimici e 120 fisici

Il Consiglio Direttivo per il quadriennio 2017/2021 risulta così composto:

Presidente: Renato Alberto Tomasso
Vicepresidente: Anna Albina Sampò
Segretario: Antonietta Mastrone
Tesoriere: Paolo Branca
Consiglieri: (Sezione A)  Giovanni Dacomo,  Marco Ginepro, Antonello Nonnato, Andrea Pich, Michele Santovito e Alessandro Tosa  (Sezione B)  Davide Tiraboschi
                                                       
Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede in crescita

Sito internet: www.chimicipiemonte.it



L'INTERVISTA AD ALBERTO CASTAGNO

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Gli ordini hanno lo scopo di regolamentare e vigilare i rapporti fra l’utenza di prestazioni professionali (che possono essere privati, aziende, enti pubblici o privati, ecc.) e i professionisti chimici e fisici iscritti all’albo. Questa regolamentazione deve dare garanzia del rispetto delle reciproche esigenze e del livello delle prestazioni professionali offerte dagli iscritti garantendo l’obbligo di un loro aggiornamento continuo. Sia a livello territoriale regionale sia nazionale le tematiche sono sempre incentrate nel far comprendere all’utenza l’importanza di rivolgersi sempre a professionisti qualificati iscritti ai rispettivi ordini professionali. È evidente che l’ordine territoriale si trovi ad affrontare tematiche dirette sul campo, come possono essere ad esempio la verifica del rispetto di limiti di legge, o ad operare a fianco delle imprese nel campo della ricerca e sviluppo, nell’innovazione di prodotto, qualità, ambiente ecc. A livello nazionale invece la Federazione gestisce i rapporti con le associazioni di settore, i ministeri, organismi di normazione internazionali, ecc. svolgendo un’opera di coordinamento fra i vari ordini territoriali.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Le possibilità di lavoro sono molteplici in quanto la chimica e la fisica spaziano davvero in  tanti settori, ad esempio alimentare, cosmetico, farmaceutico, agricolo, medico, informatico, spaziale, meteorologico, ottico. E questo sia in ambito pubblico che privato. Inoltre il chimico e il fisico possono operare nel campo dell’insegnamento e della consulenza a tutti i livelli. Pensare quindi che il chimico possa solo operare come analista di laboratorio o che il fisico possa solo insegnare nelle scuole è estremamente riduttivo e dimostra  purtroppo quanto sia ancora lontano nell’immaginario collettivo il vero ruolo che rivestono queste figure chiave fondamentali nel mondo del lavoro e da evidenza di quanto per il nostro futuro sia sempre più irrinunciabile una stretta collaborazione multi e interdisciplinare tra le diverse figure.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Oltre a quelli già anticipati, esistono nuovi sbocchi professionali legati alle tematiche attuali della progettazione Europea, rivolte a un futuro sostenibile, di green and circolar economy, di ricerca di nuove frontiere nel supporto chimico e fisico della diagnosi medica, di metodiche atte a ridurre gli impatti ambientali, di ricerca di nuove fonti di energia e di sostentamento. L’elenco ė lungo e le figure professionali dei chimici e dei fisici, al contrario di un immaginario collettivo direi di piuttosto basso livello ma tant’è, sono indispensabili e presenti un po’ ovunque.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Molte sono state le iniziative organizzate nel 2018 da parte dall’Ordine con l’erogazione di corsi di formazione trasversali, cioè non prettamente specifici per chimici o fisici, ma progettati per  dare conoscenze e competenze utili ad entrambe le figure. Sono stati trattati ad esempio i temi della brevettualità in inglese, l’analisi sensoriale o le norme UNI riguardanti la gestione dei laboratori di misura e di analisi. Il 2019 con l’introduzione dei crediti ECM ha visto un leggero decremento dei corsi a favore di altre attività istituzionali. Però è importante sottolineare che l’ordine non ha obbligo di erogare corsi, ma garantire che gli iscritti si mantengano aggiornati attraverso corsi di formazione che possono essere erogati anche da altri enti formatori accreditati e specializzati in questa attività e ai quali ovviamente i professionisti possono rivolgersi in base alle loro esigenze.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Personalmente l’unico consiglio che mi permetterei di dare è di avvicinarsi alla professione che si ama e alla quale ci si sente più portati. Amare la propria professione significa averla dentro il cuore e sentirsela propria, quindi non “fare” il chimico o il fisico, ma “essere” chimici o fisici. Il resto viene da se.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Sul fronte pensionistico, per i chimici e i fisici valgono  le stesse tematiche o problematiche che affrontano gli altri professionisti. Sono sempre da considerare l’età, gli anni di contribuzione, l’ente previdenziale, le opportunità che le normative concedono sul momento. Per  il ns.ordine ė prevista la cassa previdenziale EPAP in cui sono presenti anche altre figure professionali oltre ai chimici e fisici. Il problema non è tanto di per se la pensione, ma la legislazione che non ha ancora trovato una sua forma stabile nel tempo.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
Ovviamente la risposta è affermativa. In generale i chimici e i fisici, con lo studio dei materiali e dei fenomeni fisici, hanno contribuito in maniera fondamentale alla creazione e allo sviluppo dell’era digitale.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
I chimici e i fisici adottano un codice deontologico per l’esercizio della professione. Ciò implica che il professionista si impegna a garantire, oltre alle prestazioni richieste al massimo livello qualitativo, un comportamento deontologicamente corretto, serio e anche di massima trasparenza. Quale valore generale nella società, da consolidare e valido un po’ per tutti, ė la responsabilità, nel suo significato latino proprio di Responsus, cioè la capacità, l’essere capaci di “dare risposte”, sempre e corrette, ovviamente al massimo delle proprie conoscenze e competenze professionali. 

27 settembre 2019

30 settembre #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: #Chimici e #Fisici

Lunedì 30 settembre, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu seconda puntata del nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Alberto Castagno, referente per la Valle d'Aosta dell'Ordine interregionale dei Chimici e dei Fisici. 

Nel Corriere in edicola trovate l'intervista a Donatello Anello, referente di Confcommercio per gli amministratori di Condominio. 

Buona lettura.

23 luglio 2019

#Grandangolo sulle professioni in Valle d'#Aosta: Gli #Agronomi

IDENTIKIT DELL'ORDINE DEGLI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI 

Iscritti totali anno 2018: 45 – di cui 28 Dottori Forestali, 14 Dottori Agronomi e 3 Dottori in produzione animale

 Composizione del Consiglio Direttivo in carica 2017 al 2021
Presidente:                  Federica Pozzi, dottore forestale     
Vice Presidente:          Elena Pittana, dottore forestale     
 Segretario:                 Jenny Hugonin, dottore forestale     
 Tesoriere:                   Luca Pezzuolo, dottore forestale     
Consiglieri:     Angèle Barrel (dottore agronomo), Alessandra Gallizioli (dottore forestale), Paola Flamini (dottore agronomo)
                                                        
L'INTERVISTA ALLA VICEPRESDENTE ELENA PITTANA

Quli ono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Quali sono le principali problematiche a livello nazionale e regionale?
La problematica maggiore è quella di essere poco conosciuti. Siamo una professione che ha un importante ruolo nella gestione del territorio, dell'ambiente perchè abbiamo competenze sia scientifiche che tecniche. Sovente veniamo scambiati o per guardie forestali o pre degli agrotecnici o periti mentre il nostro ruolo ha una certa valenza e, quindi, negli ultimi anni il nostro ordine ha tra i suoi obiettivi quello di far conoscere maggiormente la professione. 

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Il settore non è satuto proprio perchè all'interno della nostra categoria abbiamo molteplici settori di lavoro: per i dottori forestali la gestione del territorio intesa come sistemazione idraulico-forestale, una pianificazione territoriale di gestione forestale, per gli agronomi le consulenze alle aziende agricole, ad esempio ci si può occupare di sicurezza igienica degli alimenti. In generale direi che il professionista può ricavarsi una nicchia dove lavorare e in Valle d'Aosta lo spazio c'è. 
Esistono nuovi sbocchi professionali?
Più che nuovi sbocchi abbiamo nuove possibilità di interpretare la nostra professione alla luce dei cambiamenti climatici e socio-economici in segito ad un certo ritorno alle attività rurali. Le nostre competenze sono indispensanbili in questo scenario. Possiamo dare un contributo. Anche noi dobbiamo saperci evolvere.
Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Il nostro Ordine regionale aderisce ad un piano formativo interregionale tra Piemonte e Valle d'Aosta e che nel 2018 ha organizzato quasi 200 eventi e ne prevede quasi altrettanto per quest'anno perriuscire ad offrire un panorama di corsi diversi per le diverse competenze. E' ovvio che un dottore i Scienza della produzione animale richiede dei corsi differenti da un dottoreforestale. E quindi ciascuno riesce in qualche modo a ritrovare all'interno di questa offerta i corsi che predilige. Ne abbiamo di tipo sia tecnico cioè per l'utilizzo di nuovo strumenti, ad esempio le piattaforme elettroniche, sia più specifici sulle materie che uno vuole sviluppare.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Innanziatutto di contattare i professionisti che già lavorano sul territorio. Non siamo in tanti e quindi è anche facile avere un rapporto diretto. Alcuni di noi hanno degli studi molto grandi e quindi sono benvenuti i giovani che vogliono imparare e conoscere la professione. Richiediamo ai ragazzi neolauretai di essere più digitali di quanti possono essere molti colleghi con una età più avanzata. Di qui l'importanza di imparare ad usare gli strumenti più innovativi, ad esempio il GIS per l'analisi dei dati territoriali. E poi continuare a studiare ed informarsi per proporre nuovi approcci alla professione. Senza diemnticare magari una conoscenza del territorio e delle sue tradizioni. A Torino si possono trovare tutti i corsi cui appartengono i nostri iscritti: da Scienze ambientali a Scienze della produzione animale. Per tutte le lauree esiste la triennale e successivi due anni di Laurea Magistrale. I consiglio di concludere il ciclo dei cinque anni perchè dà delle conoscenze maggiori. 

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Noi aderiamo ad una cassa previdenziale pluricategoriale insieme a geologi, chimici, fisici ed attuari che agisce con modello contributivo e quindi che la nostra pensione è correlata a quelloo che noi abbiamo versato durante gli anni di professione. Non essendo delle pensioni eccessivamente alte è consigliabile avere un fondo di pensione integrativa. E' una cassa che cerca di garantire anche un po' di welfare dando aiuti a chi ha bambini, per la maternità, per l'asilo nido in modo da facilitare un po'l avita dei professionisti.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
E' entrato a gamba tesa direi. Sempre di più è richiesto ai professionisti di saper accedere a portali, a pagine internet per gestiore i dati amministrativi e burocratici della nostra professione, anche semplicemente per partecipare a delle gare di appalto in quanto per avere dei nuovi lavori si deve sapersi registrare, entrare, generare documenti. Dal punto di vista tecnico è indispensabile per ciascuno di noi saper utilizzare i software territorial, cioè i Gis oltre che quelli per l'analisi di dati. Chi si occupa di cosulenza per le aziende agricole deve saper utilizzare tutti i software messi a disposizione dalle amministrazioni per poter registrare domande di contributi e via dicendo. E' indispensabile essere costantemente aggiornati ed avere una base di conoscenze sul mondo digitale.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Nonostante le difficoltà della libera professione il valore che riusciamo sempre a portare e quello della passione e dell'entusiasmo per un lavoro ce ci permette di entrare a contatto con il territerio e di saperlo analizzare ed interpretare nei suoi molteplici aspetti. E poi, ma questo vale per tutte le prfessioni, la serietà e il rigore di cui c'è sempre più bisogno. Si fa bene ciò che si fa con passione. 

18 luglio 2019

#Grandangolo sulle professioni in Valle d'#Aosta: I #Maestridisci

IDENTIKIT DEI MAESTRI DI SCI DELLA VALLE d'AOSTA

Iscritti totali anno 2018: Albo professionale n. 1500

Composizione del Consiglio Direttivo in carica dal 01/01/2019 al 01/01/2022 
Presidente:  Cuc Giuseppe              
Vice Presidente:  Lamastra Giuseppe        
 Segretario: Schimizzi Francesco                

Consiglieri: Merlet Francesca, Chasseur Enrico, Broglio Paolo, Castellaro Riccardo, Rao Francesco,

Sito internet: www.maestridisci.com


INTERVISTA AL PRESIDENTE GIUSEPPE CUC
Giuseppe Cuc 

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Un po' come tutto il settore turistico la nostra professione è in continua evoluzione. Dal punto di vista della programmazione per la formazione in quanto noi come Collegio professionale siamo delegati dalla Regione per la formazione dei neomaestri sia di sci alpino che di sci di fondo che di snowboard. Insieme alla Federazione Italiana Sport Invernali che ha il compito di redarre i testi nazionali in questi ultimi anni c'è stato un grande impegno nell'aggiornare la formazione e poter informare al meglio anche i Maestri che già operano sul territorio.


Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
E' un settore il nostro difficile da gestire. La domanda è ovviamente legata ai flussi turistici di maggior intensità per esempio nel periodo di Natale e nelle settimane di Carnevale abbiamo un numero altissimo di clientela e servirebbero tantissimi maestri. Faccio un numero ipotetico una settimana a Pila ne servirebbero 200 quella dopo ne basterebbero 40. E' molto difficile per noi, per le scuole di sci gestire tutto questo. Purtroppo in Italia le vacanze scolastiche sono tutte concentrate in alcune settimane. In Francia il ministero a livello di educazione dello sport ha diviso la Francia in cinque settori e garantiscono una fruibilità migliore per i ragazzi e condizioni di lavoro molto più flessibili e valide per chi deve operare sul campo.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
E' un tema su cui discutiamo da tempo. E cioè che va benissimo formare questi ragazzi in quanto 40-50 giovani che giungono sul mercato se hanno desiderio hanno la possibilità di lavorare durante l'inverno però vuol dire 3-4 mesi, cioè 100 giorni in modo continuativo e questo non basta per garantire una reale occupazione. Quello che si sta chiedendo da parecchi anni è di poter dare degli sbocchi ulteriori a questi giovani. Ad esempio in estate il maestro di sci potrebbe trasformarsi nell'accompagnatore nella natura, o nella guida di mezza montagna. E questa è una proposta che in una regione turistica come la nostra non si riesce a portare avanti. Ed è un peccato. Ci stiamo lavorando con gli uffici regionali da tempo per dare una possibilitàa questi giovani che vogliono lavorare all'aria aperta di avere uno sbocco anche in estate.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Ogni anno c'è il bando per il concorso di abilitazione di maestro di sci alpino, cioè circa il 90% del nostro fabbisogno. Anche perchè formando 40 maestri all'anno ce ne sono altrettanti che smettono per mille ragioni. In Valle d'Aosta puntiamo ad avere un maestro di sci il più completo possibile. Per esempio l'attività del fuoripista da noi si fanno in qunato la natura ci presenta dei comprensori dove è possibile però servono dei professionisti adeguatamente preparati. Di qui la presenza di alcuni moduli specifici dedicati al tema della sicurezza che il Maestro di sci deve conoscere per poterla insegnare al meglio e soprattutto per garantire la sicurezza al cliente. Una parte di corso svolta in collaborazione con la Fondazione Montagna Sicura, con le guide alpine, con gli istruttori delle guide. Si tratta di una settimana dove è previsto l'utilizzo dell'elicottero e di tutto quello che serve. Insomma possiamo dire di essere attrezzati in linea con gli standard formativi di oggi.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Oggi c'è finalmente uno standard di livello europeo e quindi molto elevato. Di conseguenza oltre ad avere tutta una serie di nozioni, di conoscenze dal punto di vista pedagogico, didattico, psicologico è chiaro che per l'avvio della professione occorre avere una capacità tecnica già di ottimo livello. Noi verifichiamo che oggi come oggi i ragazzi che si avvicinano a questa professione hanno già alle spalle un percorso personale di vita sportiva, anche agonistica, di diversi anni. Non ti inventi Maestro di sci dall'oggi al domani. Poi cambia tutto perchè l'agonismo è lasciato un po' da parte, salvo per chi si specilaizza e siq ualifica come allenatore, in quanto l'80% del lavoro è svolto con dei bambini quindi ci sono altri elementi che devono essere debitamente preparati e studiati dai candidati.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Noi siamo iscritti all'Inps in una gestione separata e abbiamo la possibilità di effettuare dei versamenti. Non esiste neppure una cassa dei maestri di sci a livello nazionale, ma molti hanno aderito a dei fondi.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
L'attenzione da parte della categoria al tema digitale è imprescindibile. In effetti tanti Maestri, soprattutto quelli giovani, sono abituali utilizzatori delle varie piattaforme per promuovere la propria attività a costo zero. Stesso discorso vale per le Scuole di sci.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
La nostra professione è indispensabile. Proviamo ad immaginarci una stazione di sci senza Maestri. La nostra professionalità è riconosciuta e prima di tutto dobbiamo essere visti come delle figure di educatori nei confronti delle giovani generazioni con l'obiettivo di far conoscere la montagna che è un ambiente bello, ma che ha anche qualche rischio, insegnando loro come affrontare la montagna nel modo giusto. Noi siamo anche uno strumento di promozione del territorio, fondamentale per il sistema turistico valdostano.

6 luglio 2019

#Grandangolo sulle professioni in Valle d'#Aosta: I #Farmacisti



L'IDENTIKIT DELL'ORDINE REGIONALE DEI FARMACISTI 

Iscritti n.171 

Consiglio direttivo 
Presidente Dott.Fabio Giacherio 
Vicepresidente Dott.Salvatore Caltabiano 
Segretario Dott.Sergio Santini 
Tesoriere Dott.ssa Maria Piera Spezzigu 
Consiglieri Dott. Andrea Nicola, Dott. Simone Pascale e Dott.Alexis Quey 

Trend: stabile

E-Mail assprofvda@tin.it 

L'INTERVISTA AL PRESIDENTE FABIO GIACHERIO


Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Prima di tutto direi che anche noi siamo toccati dalla crisi politica che sta vivendo la nostra Regione. Abbiamo dei problemi a confrontarci perché manca una certa continuità con il referente in quanto cambia con in tempi relativamente brevi. A livello più generale le risorse economiche che stanno diminuendo sono un problema sia per quanto riguarda il pubblico che la clientela privata. Questa criticità ricade su tutta la filiera del farmaco e interessa sia i titolari di farmacia, sia le industrie ma anche chi lavora in questi settori. I farmaci generici costano meno. C’è più distribuzione diretta per cui le aziende faticano un po’.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Sono molto ottimista in quanto ci sono ottime possibilità per gli iscritti. Anzi c’è carenza di laureati e noi siamo una di quelle zone in cui importeremmo laureati. Purtroppo c’è poca mobilità. Parlando con altri Presidenti di ordini regionali si riscontra che ci sono delle località dove c’è un plus di offerta, però è difficile spostarli. Ultimamente, nell’ultimo biennio, la FOFI nazionale ha istituito un portale che si chiama Farmalavoro e aiuta molto a fare incontrare la domanda e l’offerta.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Gli sbocchi sono limitati. Fino a qualche tempo fa c’era anche l’insegnamento che però ora è stato occupato da altre figure professionali. C’è una piccola possibilità a livello industriale o di enti pubblici. La grande distribuzione sempre di più apre dei corner all’interno delle grosse superfici per cui anche questo può aiutare però lo sbocco principale continua a rimanere la farmacia.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Si tratta di un tasto dolente. Noi siamo un Ordine piccolo e con delle carenze strutturali ed economiche molto marcate, oltretutto siamo un ente pubblico e abbiamo difficoltà a spendere quei pochissimi soldi che abbiamo. Tutto sommato riusciamo comunque a fare qualche iniziativa. Quest’anno ad esempio abbiamo organizzato un corso d’inglese base per i farmacisti che stanno al banco e, fra anche proposto un evento per quanto riguardava le modalità di consiglio rispetto al farmaco generico.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Innanzitutto considerare il raggiungimento della Laurea come un punto di partenza. Poi si aprono una serie di prospettive, ma comunque sia si deve imparare. Essere anche pronti al cambiamento. Chi si avvicina al nostro universo deve essere pronto a cambiare, a cambiare mentalità, posto di lavoro, l’approccio alla professione che non è più così statica come un tempo.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Non è una situazione rosea. L’Enpa riconosce delle pensioni bassissime siamo nell’Ordine di poche centinaia di euro al mese per cui non si può farvi affidamento. Va considerata una pensione accessoria. Del resto la gran parte prenderanno la pensione Inps da dipendenti, mentre i titolari di farmacia o si sono fatti una pensione integrativa loro oppure la vendita della farmacia può essere una base per poter costruire il proprio futuro. Spesso la nostra pensione standard è più bassa di quella sociale.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
In modo massiccio ma con numerosissimi problemi dovuti ad un certo disinteresse da parte della struttura pubblica. Noi abbiamo iniziato a fare molte attività sul web, ma spesso - o perché sottodimensionati o per piattaforme problematiche – abbiamo dei grossi problemi a fare quanto la legge ci impone. Lo Stato ci dice devi fare questo e quest’altro però poi non ci dà gli strumenti per poterlo fare in modo efficace. Un problema per noi ma pure per l’utente.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Senz’altro l’ascolto e il consiglio nei confronti dell’utente. Anche perché noi soprattutto in un territorio come il nostro siamo l’unico presidio sanitario cui l’utente può avere accesso in maniera rapida. Di conseguenza sono convinto che il rapporto dell’utente con il proprio farmacista sia estremamente importante e diffuso nella nostra regione. Noto che l’utente preferisce sempre rivolgersi alla stessa farmacista perché in quel luogo ha ascolto e ha fiducia in chi lo supporta. Mi piace molto questa parte della nostra professione. 

#Grandangolo sulle professioni in Valle d'#Aosta: Gli #EducatoriProfessionali


IDENTIKIT DEGLI EDUCATORI PROFESSIONALI


Iscritti totali anno 2018: 83

Composizione del Consiglio Direttivo in carica dal al
Presidente: Martina Vitillo
Vice Presidente: Alessandro Forneris
Segretario: Mauro Piccinelli
Consiglieri: Federica Anfossi, Saverio Maiullari, Stefano Ramello, Alessandra Sabella, Alessandro Trombini e Giuseppe Vernero
                                                          
Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede: 


L'INTERVISTA ALLA PRESIDENTE MARTINA VITILLO


Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
La nostra figura professionale ha un riconoscimento giuridico che non è ancora completo e questo crea criticità rispetto ad alcuni provvedimenti normativi che ancora non riconoscono a tutto tondo la figura professionale come unitaria ma in modo spezzettato in base ai vari settori di intervento. Si tratta di un vero paradosso. Nessuna figura professionale si trova nelle nostre condizioni. Normalmente le professioni quando nascono sono riconosciute come unitarie.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Le possibilità occupazionali ci sono. Lo confermano anche i dati almalaurea prodotti dalle Università. Si trova lavoro sia con la formazione derivante dalla laurea legata alle professioni sanitarie sia attraverso la Laurea di Scienza della Formazione. E’ un settore che ha sempre necessità di professionisti in quanto ci sono molti servizi e molti nuovi bisogni che emergono dalla popolazione e necessitano di essere affrontati. Il problema spesso sono le contrazioni di spesa nella gestione dei servizi. Di conseguenza ci sono dei periodi in cui c’è maggiore richiesta e altri in cui ce n’è di meno.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
La professione dell’educatore è a tutto campo in quanto si occupa di persone che si trovano in una situazione di difficoltà E questa difficoltà può essere dovuta a tantissimi problemi molto diversi fra di loro e che investono tutti gli ambiti della vita delle persone. Si va dalla disabilità alle dipendenze patologiche, a povertà educative, a problemi di violenza in famiglia, alle difficoltà di integrazione degli immigrati. E’ un ambito veramente molto molto ampio. Recentemente ci sono stati alcuni settore che hanno avuto un maggiore sviluppo. Per esempio nella disabilità se pensiamo a tutto il settore dell’autismo. Sono stati avviati molti servizi che in passato non esistevano. Ma questa è una caratteristica della nostra professione. Quando siamo nati come professione nei primi anni ‘50 i primi educatori hanno lavorato negli istituti per i bambini disadattati. Oggi non si usa più questa terminologia e queste modalità di intervento e così si modificano anche le attività in cui è impegnato l’educatore. Poi c’è l’ambito dell’immigrazione. Quando sono iniziati in modo molto più forte i processi migratori hanno iniziato a svilupparsi anche alcuni servizi che avevano lo scopo di favorire l’integrazione. Adesso ci sono provvedimenti normativi di altro genere che hanno ridotto questo ambito. Gli ambiti in cui un educatore lavora dipendono sia dalle conoscenze di tipo scientifico - ad esempio ciò che si sa oggi sull’autismo che non si sapeva un tempo -, ma anche da che cosa lo Stato decide di mettere in campo rispetto a determinate problematiche, o meglio dalla direzione in cui vanno le politiche sanitarie e sociali nazionali.


Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Principalmente direi da una parte tutti i fondamenti della professione, il core competences, cioè l’individuazione delle attività fondanti della professioni e la definizione dei bisogni prioritari sociosanitari delle persone, oltre all’aspetto etico e deontologico. E poi tutta una serie di altri approfondimenti quali la scrittura professionale, cioè la capacità di riuscire a trasmettere con lo scritto quello che facciamo con le persone. La nostra attività si basa tantissimo sulla relazione interpersonale, ma poi questa deve anche trovare i mezzi per essere trasmessa sia per la redazione dei progetti individuali sia per tutta l’attività di documentazione del lavoro svolto.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Prima di tutto fare una profonda riflessione su se stessi in quanto non è una professione che si basa su delle tecniche che io apprendo e poi applico e, quindi, ho un risultato. E’ una professione che mette molto in gioco la persona e quindi il come si è. Di conseguenza una riflessione su se stessi è assolutamente fondamentale. Questo è uno degli aspetti ripreso anche dal nostro codice deontologico cioè che l’educatore deve sempre mantenere vivo questo approccio autoriflessivo.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
E’ una tema su cui non abbiamo ancora nessun dato in quanto siamo una professione giovane, nel senso che chi è stato inquadrato come educatore professionale di fatto da qualche anno sta iniziando ad andare in pensione e quindi lo fa ancora con le vecchie regole. Non possiamo perciò ancora dire nulla su quella che è la nuova gestione del sistema pensionistico.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
In due aspetti: il primo come comunità professionale in quanto utilizziamo molto le tecnologie digitali per poterci tenere in contatto, per scambiarci esperienze, per riflettere sulla professione, per utilizzare delle piattaforme di formazione a distanza o strumenti come skype in modo da scrivere in modo condiviso dei documenti. Il secondo invece è per quanto riguarda il lavoro con le persone. Molte attività che un tempo non era neanche possibile immaginare oggi possono essere realizzate.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
La solidarietà e l’integrazione. In questo momento è molto importante che le persone riflettano su quale sia la società che vogliono in futuro e quanto vogliono che sia inclusiva. Noi come educatori diciamo che deve essere massimamente inclusiva. 

30 giugno 2019

#Grandangolo sulle professioni in Valle d'#Aosta: I #Veterinari

IDENTIKIT DELL'ORDINE 
DEI VETERINARI

Iscritti totali anno 2018: 109

Composizione del Consiglio Direttivo
Presidente: Sandra Ganio
Vice Presidente: Maria Claudia Vincenti
Segretario: Alberto Giudice
Tesoriere: Andrea Visentin
Consiglieri: Emilio Bazzocchi, Laurenzia Delpiano, Davide Mila
Revisori dei conti: Barbara Benetti, Federico Molino, Enrica Veysendaz
Revisore dei conti supplente: Alice Centelli

Trend: Si prevedono due nuovi iscritti il prossimo anno

E-Mail: segreteria@veterinari.vda.it
Sito internet: www. veterinari.vda.it


INTERVISTA AL CONSIGLIERE EMILIO BAZZOCCHI

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
La professione si sta evolvendo in maniera notevole. Una volta il veterinario era quello che curava
le mucche in campagna, ora questa immagine è totalmente cambiata e in certi casi addirittura dimenticata. Ora il veterinario è colui che cura cani e gatti e gli animali d’affezione in genere. C’è ancora bisogno di buiatri, cioè quelli che curano le mucche, i cavalli, gli animali da reddito in generale, e in Valle ce ne sono pochi. Inoltre ci sono gli animali esotici o l’aspetto dell’igiene degli alimenti.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Il settore si sta saturando ma degli spazi ci possono ancora essere almeno per quanto riguarda le
nicchie che ho appena citato. La consulenza alimentare, l’hccp perquanto riguarda le aziende, e poi c’è tutto il settore della veterinaria pubblica che è misconosciuto, ma avrà presto delle richieste notevoli. È difficile entrare in Asl ma è comunque una branca appetibile.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Oltre a quelli già citati possiamo ricordare la veterinaria forense che sta cominciando ad avere una sua importanza ed una certa richiesta.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
La formazione era un’esigenza, ora è diventata una routine. Tutti i veterinari si aggiornano e lo fanno senza stare a contare i punteggi obbligatori. Tutti i veterinari avvertono l’esigenza di formarsi, sia quelli privati che quelli pubblici. Corsi ce ne sono tantissimi e sono frequentati. Inoltre anche  l’Ordine promuove  iniziative. L’ultima è stata, una ventina di giorni fa, un corso sul lupo con referenti da tutta Italia.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Ci vuole passione e si devono avere le idee chiare, altrimenti si rischia di andare incontro a delle delusioni. Diversamente, se si è molto motivati, le soddisfazioni ci possono essere. Dal punto di vista degli animali d’affezione ormai la medicina del cane e del gatto è paragonabile quasi completamente  a quella umana. È molto sofisticata. Il mercato è saturo. Non è una professione che assicura grandi guadagni.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
La nostra cassa è l’ENPAV (Ente Previdenziale Assistenza Veterinari): siamo obbligati a versare, sia i liberi professionisti, che quelli pubblici, in base al reddito. Ci sono delle agevolazioni per i primi anni. Pur assicurando una continuità contributiva, la pensione non è granché e si va sempre di più verso fondi pensione paralleli per garantire un tenore di vita minimo. Anche le ottime pensioni di un tempo del settore pubblico ormai sono un ricordo e quindi il problema comincia a porsi.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
È un’entrata che ha pure un po’ stufato in quanto è stata tumultuosa. Io personalmente devo accedere obbligatoriamente per il normale lavoro quotidiano ad un incredibile numero di portali. C’è la ricetta
elettronica, i prontuari dei farmaci elettronici, le anagrafi della maggior parte degli animali. Ormai è tutto tracciato e gli ambulatori sono obbligati a lavorare con dei gestionali. È una coabitazione ormai assodata.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Il valore etico da recuperare. La veterinaria è sempre stata considerata una professione intellettuale dove l’aspetto commerciale non era preponderante e adesso c’è stata un’apertura verso gli aspetti commerciali e in molti tendono a dimenticare che ci sono anche altri aspetti. Una volta si parlava di agire secondo scienza e coscienza, secondo la virtù del buon padre di famiglia. Sono tutti aspetti da tenere presenti tanto che ancora oggi quando uno si iscrive all’Ordine deve giurare sul codice deontologico. E l’Ordine serve anche a vigilare che il Codice sia rispettato. Un aspetto etico da  salvaguardare.

21 giugno 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: Gli #AgentiImmobiliari

IDENTIKIT FEDERAZIONE ITALIANA DEGLI AGENTI IMMOBILIARI

Iscritti totali anno 2019: 42
Composizione del Consiglio direttivo in carica dal 1° gennaio 2018
Presidente: Angelo Aresu
Vice Presidente: Roberto Nale
Segretario: Nathalie Money
Consiglieri: Marinella Gerandin, Vanda Bieler

Trend: l’ obiettivo è il mantenimento degli associati e nuovi iscritti tra le giovani leve.

E-Mail: 22279.aresu@fiaip. it
Sito internet: www. fiaip.it


L'INTERVISTA AL PRESIDENTE ANGELO ARESU


Quali sono le principali problematiche a livello nazionale e regionale?
Le difficoltà di accesso al credito e l'elevata tassazione fiscale sulla proprietà immobiliare sono i fattori che hanno in questi ultimi anni immobilizzato il mercato e fatto sì che il numero di compravendite si sia dimezzato. Gli stessi problemi cadono a pioggia sul territorio regionale. Questa situazione ha fatto sì che il valore degli immobili sia diminuito notevolmente nell'arco degli ultimi
10 anni.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Ritengo che il settore non sia saturo, ma è necessario fare una distinzione tra le categorie di  professionisti che possono operare nell'ambito della mediazione. Il professionista che intende intermediare la vendita o la locazione di un immobile deve essere in possesso dei requisiti (L. 39/89)
e deve essere iscritto presso la Camera di commercio con l'obbligo di essere assicurato. La piaga maggiore è rappresentata da coloro che operano in modo abusivo. Uno dei settori che ritengo debba essere tenuto in seria considerazione per tutta una serie di obblighi imposti alle Banche è quello delle aste immobiliari, NPL "crediti deteriorati" e relativo saldo e stralcio. Qui ci sono nuove possibilità di lavoro.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
L'Unione europea ha imposto a diverse categorie di professionisti di adeguare la propria posizione in
merito alle "incompatibilità". La Fiaip da subito ha presentato, per mezzo della Consulta associativa degli agenti Immobiliari, una serie di emendamenti e integrazioni che la politica nazionale ha recepito. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo della Legge europea 3 maggio 2019, n. 37: Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018. Per Fiaip va dato merito alla lungimiranza del legislatore e del
Governo che ha saputo sbloccare i divieti che per anni hanno impedito agli agenti immobiliari italiani
di svolgere attività imprenditoriali. Grazie alla nuova legge l’agente immobiliare potrà modernizzarsi e competere sul mercato con i grandi del web. Il legislatore è sempre più vicino al mercato immobiliare e recepisce le istanze della categoria. La caduta delle incompatibilità permetterà la nascita di agenzie immobiliari multiservizi e multidisciplinari che potranno così soddisfare tutte le esigenze di chi intende comprare, vendere e affittare casa. Siamo soddisfatti per l’eliminazione
delle barriere che impedivano agli agenti di svolgere ogni attività imprenditoriale e per il fatto che il provvedimento rafforza e mantiene le incompatibilità verso le professioni intellettuali, i dipendenti
tutti, con espresso riferimento nel testo a quelli bancari, assicurativi e delle finanziarie. La nuova
normativa, entrata in vigore il 26 maggio 2019, segna una vera e propria rivoluzione per chi svolge l’attività di mediazione immobiliare in Italia e pone sempre più l’agente immobiliare al centro
della filiera del Real Estate, con tutti i vantaggi che ne derivano per il sistema Paese e per i consumatori. Uno dei nostri obiettivi sul territorio regionale è quello di riuscire ad organizzare il  corso per l'accesso alla professione. Per poterlo realizzare le associazioni devono essere accreditate
presso la Regione e quindi possedere tutti i requisiti di carattere organizzazivo ecc; la difficoltà nasce dal momento in cui la Regione ha tagliato i contributi che venivano erogati per la realizzazione del corso e dunque il costo di ogni singola iscrizione è praticamente raddoppiato.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Ogni anno la Fiaip Valle d'Aosta mette a disposizione dei propri associati un calendario di corsi di formazione. Il nostro lavoro è in continua evoluzione ed è necessario aggiornarsi continuamente.
Corsi effettuati nel 2019 "Novità introdotte dalla legge di bilancio per il settore immobiliare", "Corso
Marketing "Maike Ferry - Come costruire una lista incarichi", "Corso sulle Aste immobiliari". La Fiaip ha partecipato alla Fiera Maison & Loisir con uno stand dedicato. È in programma la Presentazione dell'Osservatorio Immobiliare Fiaip Vda il 24 giugno. Seguiranno altri corsi di marketing e corsi tecnici sulla modulistica e contrattualistica. La Fiaip ha aderito come socio aggregato a Confindustria in quanto ha come scopo comune la rappresentanza e la tutela di interessi
specifici dei propri associati. È interesse comune poter assumere un ruolo di maggiore incidenza
presso gli interlocutori istituzionali. La Fiaip usufruisce di una serie di servizi messi a disposizione da
Confindustria, tra i quali servizio di segreteria, gestione della corrispondenza, utilizzo della sala riunioni, servizio di assistenza per la predisposizione di corsi per dipendenti e altri servizi.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Il consiglio è rivolto soprattutto alla classe "Millennial" che ha già dimestichezza con la tecnologia
digitale e che arriva da un percorso "fresco" di studi. Il consiglio in primis è quello di concepire la differenza tra il mediatore e il venditore. In seconda battuta ritengo che il valore aggiunto sia dettato dalla professionalità, trasparenza, umiltà e soprattutto l'essere educato e gentile. Mi duole doverlo sottolineare ma vi sono realtà che si distinguono al contrario.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
L'agente immobiliare è un libero professionista che paga le tasse in funzione al reddito percepito e che, vista la situazione economica e politica attuale, è obbligato ad integrare la "futura" pensione con un prodotto finanziario che possa rafforzarla.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
La dilagante diffusione delle nuove tecnologie digitali ha trasformato l’economia, le relazioni sociali,
il rapporto con la clientela e ha portato, da un lato, all’illusione di poter disintermediare la relazione
con il consumatore e dall’altro, alla nascita di un’economia delle piattaforme. In quest’ottica Fiaip ha presentato il "progetto innovativo FIAIP 4. 0 e le nuove tecnologie e nuove opportunità per l’intermediazione immobiliare, per dare agli associati la possibilità di gestire al meglio la propria agenzia immobiliare ed il rapporto con la clientela.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
La professionalità è il valore aggiunto nel nostro settore. Il successo di ognuno di noi arriva dal  momento in cui il tuo status di "professionista è riconosciuto" sia dai colleghi che dai clienti. Sono certo che dare più importanza al rapporto tra persone piuttosto che fossilizzarsi sulla sola conclusione di un affare sia la strada giusta da percorrere.
 

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