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7 dicembre 2017

Paolo Calosso (Consorzio #Traitdunion): «#Housing e #welfare aziendale sono la nostra nuova frontiera»


Paolo Calosso 

Questa settimana vi propogo l’intervista a Paolo Calosso, presidente del Consorzio Trait d’Union.


Il Consorzio è una realtà economica importante della Valle. Nel 2015, in una precedente intervista il vostro fatturato aggregato era di circa 10 milioni di euro con circa 500 dipendenti. Oggi?
I valori complessivi grosso modo non sono variati. E questo però è anche una grande successo perché se la crisi rispetto ad altri territori qui è arrivata tardi il fatto di essere riusciti a mantenere gli stessi fatturati e lo stesso occupazionale è un grande successo. Ovviamente abbiamo cercato di esplorare nuove aree non ci siamo più interfacciati soltanto con i grandi bandi pubblici ma anche con quelli delle fondazioni bancarie e poi abbiamo esplorato il mercato privato e questo ci ha permesso, anche se con una grossa frammentazione delle attività e dunque con una gestione molto più complessa, di non perdere pezzi sia sul lato del fatturato che dei dipendenti.

Una delle grandi scommesse – immagino – è stata la gestione della Cittadella. Come sta andando?
Sta andando molto bene. E’ un po’ la punta di diamante del Consorzio. Prima di tutto perché ha visto un lavoro corale un po’ di tutte le cooperative e poi perché ha cambiato il volto di quel posto. La Cittadella non è più soltanto un luogo che propone ma anche che accoglie. Dove i giovani, le persone, le associazioni possono proporre le loro attività e trovare professionisti, anche non del nostro settore, che possono accompagnarle nel costruire le loro iniziative. Dunque un posto di scambio dove si costruiscono legami e dove in qualche maniera si realizzano sia le organizzazioni che le persone.

Il rapporto con la pubblica amministrazione nell’ultimo quinquennio si è modificato moltissimo. Quali criticità e quali opportunità sono nate?
Il rapporto si è intensificato sia in termini di scambio che di riconoscimento reciproco. Credo che in realtà così piccole come quella valdostana si debba in base al proprio ruolo, senza sconfinare in situazioni poco chiare, sempre garantendo la massima trasparenza, lavorare fianco a fianco per il bene della collettività. Da una parte emergono sempre nuovi bisogni più complessi e meno definibili in termini di classica analisi dei bisogni. Se non vogliamo trovarci in un pantano dobbiamo ripensare insieme lo sviluppo delle nostre comunità, ma non solo con l’amministrazione pubblica, ma con tutta la società civile. Questa idea non è solo nella mia testa ma è stata anche pensata dal legislatore che con la riforma del terzo settore all’art 55 della legge delega prevede un lavoro di coprogrammazione e coprogettazione che ci vedrà fianco a fianco a ripensare e riprogettare insieme i servizi, cercando di rispondere in modo attento ai bisogni della comunità, che sono cambiati nel corso tempo, ma anche di favorire modalità maggiormente partecipate ed inclusive con tutta la società civile. Un modo nuovo di lavorare che ci riconnette con le comunità con cui lavoriamo. Per tanti anni abbiamo discusso sulla questione della territorialità o meno, cioè se dovevamo andare al di fuori dei confini della Regione, oggi invece viene riproposta fortemente una condizione di forte territorialità dove noi dobbiamo essere il trait d’union tra la società civile e la pubblica amministrazione.

Esperienze sul fronte universitario?

Si continuiamo ad avere scambi con l’Università in quanto abbiamo molto bisogno di ricerca e sviluppo. L’Università in questo è un punto di riferimento e ci sono alcuni docenti con cui abbiamo rapporti costanti anche per connettere l’esperienza di studio con nuove opportunità di lavoro all’interno delle nostre organizzazioni.

Avete intenzione di esplorare nuovi settori?
Si , continuamente, a volte anche con grande fatica e dispendio di energie. Non possiamo rimanere fermi ad aspettare semplicemente l’uscita di un bando, perché questo modo prefigura la fine delle nostre organizzazioni. In questo momento stiamo valutando due aree di investimento: L’area del Food con due cooperative che hanno già da alcuni anni dato l’avvio a produzioni di altissimo livello rivolte al mercato interno, ma anche a quello esterno con accordi con distributori che operano a livello nazionale e con organizzazioni che operano nel settore del commercio Equo. Le due cooperative sono Mont Fallère con Madame Escargot (produzioni di lumache fresche e trasformate in sughi con l’ausilio di un grande chef di fama internazionale che è Mirko Zago) e Enaip con Brutti e Buoni (prodotti da panificazione e dolciari). E l’area del turismo, dove vorremmo proporre una applicazione per device che possa mettere in rete i diversi attori di un territorio definito per arricchire la loro proposta turistica con i nostri servizi rivolti alle persone (assistenza e accompagnamento anziani, bambini e persone con disabilità, ecc). L’idea è quello di trasferire il nostro know how, di gestori di servizi alle persone, nel settore del turismo in modo da arricchire l’offerta turistica e rinforzare un’area strategica per tutta la Valle.

Lei in passato auspicava una maggior contaminazione tra profit e no profit. E’ stato fatto qualche passo avanti in questo senso?
Continuiamo a lavorare in quest’ottica in quanto siamo profondamente convinti che entrambe le aree abbiano qualcosa da scambiare. Da una parte noi dobbiamo imparare dall’imprenditore classico, che lavora sui mercati ordinari, come si lavora in termini di economicità, di efficienza, di performance; dall’altra parte noi possiamo però portare un modello che è inclusivo e tiene conto della domanda e dell’offerta in maniera integrata. A brevissimo partirà un’esperienza che ci vede insieme con la Cofruit per la vendita e la promozione dei prodotti del nostro territorio all’interno del mercatino di Natale. E’ un’operazione molto interessante in quanto si va a consolidare i produttori locali attraverso la possibilità di avere uno sbocco commerciale. Secondo noi è una operazione di senso perché parte dalle specialità di questo territorio e le rende accessibili anche alle persone che vengono da fuori e che vogliono portarsi a casa un pezzo di Valle d’Aosta.

La recente Settimana sociale dei cattolici di Italiani si è occupata del tema del Lavoro. C’è qualche suggestione che vi è parsa interessante per la vostra attività?
Posso dire che la Diocesi di Aosta è stata in questo molto innovativa. Da quattro anni con la Diocesi stiamo portando avanti un progetto interessante che prevede l’integrazione di alcune persone all’interno di percorsi di inserimento lavorativo. Abbiamo costruito dei cantieri apposta in modo che le persone non percepiscano un semplice contributo magari per pagare la bolletta o integrare il loro reddito per far fronte alle difficoltà giornaliere che hanno, ma abbiamo loro dato una riposta in termini lavorativi. Dove? Direttamente nelle comunità. All’interno delle parrocchie. In modo che loro possano riacquistare dignità ed essere visti come lavoratori capaci e che possono contribuire ad un bene comune perché le parrocchie sono vissute non soltanto dalle persone che frequentano la Chiesa, ma da tutti attraverso gli oratori, le famiglie, i ragazzi.

Adesso su cosa state lavorando? Progetti futuri?
Si tratta di alcune iniziative che escono un po’ dai progetti classici su cui lavoriamo normalmente. Prima di tutto il Progetto dello Sprar , una servizio di accoglienza integrata rivolto ai richiedenti asilo, basata su progetti sviluppati assieme agli enti locali, che prevede iniziative di integrazione all’interno delle comunità e di avviamento al lavoro. E poi l’ Housing sociale, dentro al quale stanno aree diverse. Non soltanto la fragilità legata all’abitare ma anche il turismo o gli studenti. L’idea di favorire un maggior accesso alla casa o a soluzioni abitative innovative (co-housing) per persone che si trovano in situazioni di difficoltà temporanea legate alla precarietà del lavoro o ad altri soggetti che per qualunque motivo cercano soluzioni abitative temporanee e non definitive. Un’altra area interessantissima è quella del Welfare aziendale. C’è stata una riforma fiscale che garantisce la defiscalizzazione dei benefit e delle prestazioni che l’azienda eroga per migliorare la qualità̀ della vita e il benessere dei dipendenti e dei loro familiari. Rispetto all’erogazione in denaro, non sono soggetti a tassazioni e hanno un evidente e immediato risparmio economico sui premi di risultato.
In questo momento stiamo definendo un accordo con confindustria per poter rendere visibili e accessibili all’interno di un portale dedicato la pluralità di servizi che le cooperative del Consorzio possono offrire alle aziende e ai lavoratori. Questo percorso nasce all’interno di una collaborazione con Eudaimon, una società che offre a livello nazionale una proposta completa e integrata per il welfare aziendale. Segnalo anche i laboratori occupazionali che sono un’altra formula innovativa e integrata per portare le persone con disabilità all’interno di contesti produttivi con forti connessioni con il mercato. Le cooperative coinvolte hanno progettato percorsi integrati dove i destinatari, adeguatamente accompagnati possano sperimentare una pluralità di attività lavorative che si connettono con il tessuto produttivo valdostano e dunque con un forte orientamento al mercato. I nostri laboratori sono quattro: laboratorio di Sartoria, un negozio di abiti usati, un laboratorio di cucina e uno di serigrafia.

Un sogno cooperativo da realizzare?
E’ un sogno molto ambizioso cioè riuscire a riportare il lavoro in valle, e fare in modo che i giovani possano rimanere e investire nelle nostre organizzazioni.

30 novembre 2017

Venerdì 1° dicembre Erika Galassi (#ConsorzioPorossan) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 1° dicembre, alle 9,35, nona  puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. L'ospite sarà Maria Lucia della Cooperativa Nella di Saint-Vincent.  

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'intervista a Paolo Calosso, Presidente del Consorzio Trait d'Union, mentre su quello della prossima quella a Maria Lucia della Cooperativa Nella di Saint-Vincent.  

Domani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ai link sottostanti trovi i podcast delle due puntate precedenti. Buon ascolto.

Carlo Marchesini (Bourgeon de vie)
Paolo Calosso (Consorzio Trait d'Union)
Maria Lucia (Cooperativa Nella)

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

22 novembre 2017

Venerdì 24 novembre Maria Lucia (#CooperativaNella) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 24 novembre, alle 9,35, ottava  puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. L'ospite sarà Maria Lucia della Cooperativa Nella di Saint-Vincent.  

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'intervista a Carlo Marchesini del Bourgeon de vie, mentre su quello della prossima quella a Paolo Calosso, Presidente del Consorzio Trait d'Union.  

Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

15 novembre 2017

Venerdì 17 novembre Paolo Calosso (Consorzio #TraitdUnion) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 17 novembre, alle 9,35, settima  puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. L'ospite sarà Paolo Calosso, Presidente del Consorzio Trait d'Union.  

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'intervista a Riccardo Jacquemod, delegato di Federsolidarietà, mentre su quello della prossima quella a Carlo Marchesini del Bourgeon de vie.

Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

29 aprile 2015

Paolo Calosso (Consorzio Trait d'Union): « #Profit e #noprofit devono fare rete»

Paolo Calosso
Intervista a Paolo Calosso, Presidente del Consorzio Trait d'Union.

Che cosa è oggi il Consorzio Trait d'Union? Possiamo dare un po' di numeri?
Il Consorzio Trait d'Union è una realtà imprenditoriale abbastanza complessa. E' costituita da cooperative sociali. Ha un fatturato aggregato di circa 10 milioni di euro ed ha circa 500 dipendenti. E' costituito da due tipi di cooperative: le cooperative di tipo A che svolgono servizi alla persona come la gestione di microcomunità, ludoteche, comunità minori, asili nido, comunità terapeutiche. E poi ci sono quelle di tipo B che sono vere e proprie imprese operanti nei settori tradizionali e all'interno di questi settori fanno inserimento lavorativo, cioè cercano di inserire le persone svantaggiate - ad esempio ex-tossicodipendenti, ex-alcolisti, detenuti - all'interno delle proprie attività.

Prima della presidenza quale era il suo ruolo all'interno del Consorzio?
Io provenendo da una Cooperativa di tipo B, la Montfallère, mi sono sempre occupato di politiche del lavoro. E dunque ho partecipato a tavoli di discussione all'interno del Consorzio finalizzati a progetti di inserimento lavorativo.

Quale è lo stato di salute del Terzo settore in Valle d'Aosta?
Credo che sia una situazione abbastanza buona anche se dobbiamo dire che il terzo settore ha vissuto le stesse tensioni, le stesse criticità della società civile e dunque ha dovuto affrontare sfide nuove e ed impegnative. Le cooperative sociali da una parte si sono viste un po' ridurre quella che era l'entità dei servizi in quanto ci sono meno risorse e le amministrazioni pubbliche hanno avuto grossi tagli e dall'altra parte le associazioni hanno dovuto confrontarsi con nuove tensioni sociali. Però credo che ci siano degli aspetti assolutamente buoni perché il terzo settore si è riunito e una anno fa ha deciso di costituire il Forum del Terzo settore. Credo che questo dovrebbe diventare il luogo principe dove le organizzazioni, le cooperative, la società civile, le associazioni possono confrontarsi, discutere, affrontare i problemi e fare proposte in qualche maniera valide per andare verso un nuovo welfare, sostenendo valori quali quelli della gratuità, della solidarietà e della responsabilità civile.

Il trend dell'impresa sociale è simile?
L'impresa sociale è strettamente collegata al Terzo settore e dunque ha dovuto anche lei ricollocarsi e riprogettarsi. L'unico vantaggio dell'impresa sociale è che normalmente abituata ad affrontare situazioni di criticità, proprio perché al loro interno già lavorano persone con disagio, difficoltà e dunque c'è più l'abitudine a sapersi ripensare e riprogettare.

Una delle grandi novità è la gestione della Cittadella...
Noi siamo entusiasti di questa esperienza che inizieremo dal 1° di giugno. L'idea è quella di far diventare i giovani il cuore pulsante della città. Vogliamo che diventi un luogo di incontro dove i giovani possano essere protagonisti e curare i loro interessi, musicali, artistici. Però nel frattempo vogliamo anche affiancarli con delle proposte formative. Ad esempio abbiamo idea di avere anche uno spazio per avvicinare la scuola al mondo del lavoro. Tutto questo non lo faremo da soli. Lo faremo con le associazioni, con il Centro dei Servizi per il volontariato, con altre organizzazioni che hanno con noi progettato la Cittadella come l'Eubage che si occuperà di tutta la parte arte, spettacolo e cultura e Quintetto che invece si occuperà dei software, della piattaforma informatica, dei new media.

Quanto conta il fare rete?
Credo che sia fondamentale. Oggi per poter superare la crisi economica e occupazionale la rete è uno strumento validissimo. Credo però che non debba soltanto mettere insieme imprese simili. Noi lo stiamo già facendo come Consorzio facendo parte di una rete nazionale di Consorzi, il Consorzio Gino Mattarelli grazie al quale possiamo esplorare progettualità, iniziative nuove cercando di riportarle, con i giusti aggiustamenti, in Valle. Però credo che si debbano mettere insieme risorse differenti, competenze diverse. Occorre che il no profit impari a lavorare con il profit, con le associazioni, con gli enti pubblici e la strada maestra sarà sicuramente la co-progettazione.

Come è il dialogo con la Pubblica Amministrazione?
E' sicuramente buono, anche se stiamo vivendo un periodo molto particolare. La Politica deve ripensarsi in quanto le risorse sono diminuite e i bisogni sono drasticamente aumentati. Però in questo senso il Terzo settore può dare delle risposte concrete. Abbiamo particolarmente apprezzato l'apertura che ha fatto la Consulta regionale “Salute e benessere” di attivare dei tavoli di confronto e di concertazione che riguardano l'inclusione sociale, la povertà, il welfare. Credo che questo sia un modo buono per affrontare i problemi della collettività

Il mondo della cooperazione sociale, fortunatamente non in Valle, è stato segnato da ombre quali sono state le sue reazioni?
Sicuramente di grosso dispiacere. Non soltanto per le ombre che ponevano sul nostro settore, ma perché sono state consumate sulle spalle delle persone più fragili come i profughi che già arrivavano da situazioni di estrema marginalità e sofferenza. Credo che in qualche maniera la cooperazione debba essere molto più attenta anche al suo interno, facendo anche autocritica, però la politica non deve mai smettere di avere un controllo sulla cooperazione. E' un po' come due binari che devono viaggiare vicini puntando allo stesso orizzonte senza mai intersecarsi.

Qualche novità come Consorzio?
Stiamo facendo dei pensieri di attivarci su settori nei quali non avevamo mai sviluppato attività. Vorremmo esplorare aree che riteniamo strategiche come quelle che riguardano tutta la filiera del riciclo e del riuso, le fonti rinnovabili, il risparmio energetico. Sicuramente però per poter procedere su questa strada avremo bisogno di collaborare anche con organizzazioni profit che hanno livelli di tecnologia molto superiori e sicuramente integrare le due esperienze. In questo senso potremo portare un risparmio alla pubblica amministrazione. Mi rifaccio all'esempio di quello che è stato il Consorzio di Matera che attraverso ad un intervento sulle luminarie della cittadina è riuscito a risparmiare grosse quantità di denaro che sono state reinvestite per sostenere i servizi per i quali ci sono sempre meno risorse.

Ci sono già delle partnership ipotizzate?
Sì ma non vogliamo ancora svelarle. Anche se confermo che ci sono anche sul territorio valdostano la presenza di notevoli risorse e e competenze in grado di aprire porte di imprenditorialità fortissime.

Diventa importante la contaminazione tra profit e no profit...
Questo perché in qualche maniera la cooperazione porta in sé sia capacità imprenditoriali, attenzione al capitale umano, però ha ancora delle lacune sul fonte della comunicazione, dell'innovazione e dello sviluppo delle tecnologie. E soltanto attraverso la contaminazione reciproca - che non è soltanto quella tra imprese profit e no profit, ma anche quella con le associazioni presenti sui territori - io credo che bisogna pensare a progetti complessi per rispondere a bisogni che sono diventati ancora più complessi.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
In parte l'ho già detto. Il mio sogno è che tra una decina di anni non ci sia più questa netta distinzione tra impresa profit e no profit. Questa contaminazione reciproca potrebbe permettere a noi di crescere e all'impresa ordinaria di assumere tutto quel know how riguardo alla gestione del capitale umano e delle risorse. A volte mi viene in mente il modello tedesco della wolkswagen dove gli amministratori, gli operai, i sindacati lavorano sugli stessi tavoli per ripensare la vita futura dell'impresa. Un'impresa sociale è un'impresa che fa occupazione e mantiene posti di lavoro se riesce anche ad avere un'attenzione per le fasce più deboli credo proprio che la distinzione potrebbe venire meno.

22 aprile 2015

Venerdì 24 Aprile Edy Incoletti (Giovani imprenditori #Confindustria) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu


Carissimo visitatore, dopodomani, Venerdì 24 aprile, puntata numero 188 di ImpresaVda, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu. 

Anche questa settimana la trasmissione sarà realizzata grazie al contributo della BCC Valdostana. 

Ti aspetto allora Venerdì 24 aprile, sempre alle 9,30.  Avrò come ospite Edy Incoletti, Presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Valle d'Aosta.

Nel frattempo ti segnalo che  qui puoi trovare l'intervista a  
Paolo Calosso, Presidente del Consorzio Trait d'Union della scorsa settimana. 
 
L'intervista è stata pubblicata anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola questo venerdì.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

15 aprile 2015

Venerdì 17 aprile Paolo Calosso (#Consorzio #Traitd'Union) ospite a #ImpresaVda su #Radiopropostainblu


Carissimo visitatore, dopodomani, Venerdì 17 aprile, puntata numero 187 di ImpresaVda, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu. 

Anche questa settimana la trasmissione sarà realizzata grazie al contributo della BCC Valdostana. 

Ti aspetto allora Venerdì 17 aprile, sempre alle 9,30.  Avrò come ospite Paolo Calosso, Presidente del Consorzio Trait d'Union.

Nel frattempo ti segnalo che  qui puoi trovare l'intervista a  Paolo Musumeci della Musumeci editore della scorsa settimana. Musumeci oltre che sul settore dell'editoria si concede anche qualche riflessione sul fare impresa in Valle d'Aosta

 
L'intervista è stata pubblicata anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola questo venerdì.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

27 marzo 2015

La #Cittadella dei #Giovani al Consorzio Trait d'Union


E’ ufficiale: sarà il Consorzio di cooperative sociali Trait d’Union, capofila del raggruppamento che comprende anche l’Eubage srl e Quintetto srl, a gestire nei prossimi tre anni e, quindi, fino a maggio del 2018 la Cittadella dei Giovani di Aosta per un importo complessivo superiore ad 1 milione 418mila euro.


La determina che aggiudica definitivamente la concessione del servizio al Trait d’Union è giunta questa mattina, venerdì 27 marzo, nella sede di Via Monte Pasubio 24 ad Aosta.

Si chiude così una lunga ed accurata fase valutativa che ha individuato con nettezza nel Trait d’Union il raggruppamento vincente per - si legge nella determina - «aver riportato il punteggio complessivamente più elevato in relazione all'offerta tecnica» e per aver «fornito idonee garanzie di capacità gestionale ed un buon potenziale di attrattività delle attività offerte».

«Siamo contenti di questo risultato – è il primo commento di Paolo Calosso, presidente del Consorzio Trait d’Union - che premia il lavoro di squadra e il sostegno che ci arriva dai 47 partner, tra cui buona parte del mondo del volontariato valdostano, che hanno creduto nella nostra idea di Cittadella. Siamo consapevoli dell’importanza di questa struttura e abbiamo idee, energie, entusiasmo e competenze per fare in modo che diventi davvero un luogo partecipato e vivo, punto di riferimento per le attività giovanili della nostra regione».
 

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