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31 marzo 2018

Salvatore Addario (#Cna): «In Valle d'#Aosta servono più reti di impresa»

Questa settimana intervistiamo Salvatore Addario, presidente di Cna.

Parliamo di turismo, recentemente in Valle d’Aosta avete realizzato un convegno nazionale sulle reti di impresa. Come è nata questa iniziativa?
L’iniziativa, rientrante nell’interesse di CNA Turismo nazionale e intitolata "Percorsi esperienziali, culturali ed enogastronomici. Strategie innovative e reti d’impresa tra ricettività, servizi e artigianato per valorizzare il turismo montano in Valle d’Aosta", è nata dall’impulso di CNA Valle d’Aosta e ha ricevuto il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, della Regione autonoma Valle d’Aosta, dell’Assessorato al Turismo , della Chambre Valdôtaine, della Rete Turismo Valle d’Aosta e dell’agenzia della Rete Turismo VDA Italy Wonderland. La finalità di questo evento, che si è svolto sabato 27 gennaio nel Palazzo regionale, era quella di unire tutte le energie e la voglia di fare presenti in Valle d’Aosta per costruire delle reti di impresa che permettano di creare percorsi virtuosi in grado di incrementare il turismo.

Fra i relatori un ricco parterre istituzionale. Quali sono state le conclusioni del Convegno?
Ai lavori doveva essere presente l'onorevole Dorina Bianchi, Sottosegretario di Stato al Turismo e ai Beni Culturali, che non avendo potuto partecipare per impegni istituzionali ha inviato un messaggio con diverse riflessioni sui temi trattati. Alla giornata hanno portato il loro contributo il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Laurent Viérin, l'assessore regionale al Turismo, Trasporti e Commercio, Aurelio Marguerettaz, il presidente della Chambre Valdôtaine, Nicola Rosset, il responsabile di promozione e marketing di Italy Wonderland, Takeshi Sugiyama, il coordinatore nazionale di CNA Turismo e Commercio, Cristiano Tomei, l’esperto di Programmi Piter-Alcotra, Luca Veltri, l'esperto di Reti d’Impresa Turismo, Pasquale Anastasi, già direttore generale del Turismo della Regione Calabria, e il presidente nazionale CNA Turismo e Commercio, Luca Tonini. Nel corso del convegno abbiamo affrontato argomenti molto importanti. Le reti di impresa sono davvero fondamentali: dopo la crisi economica vissuta dal paese, credo che ancora oggi, e forse più di prima, l’unione faccia la forza. Il nostro tessuto imprenditoriale è costituito per il 98 per cento da micro imprese e queste devono riuscire a fare massa critica per poter avere un peso. La rete d’impresa non svilisce l’identità dell’azienda, ma la valorizza: un contratto di rete di filiera mette l’azienda nelle condizioni di lavorare a progetti più importanti di quelli che potrebbe affrontare da sola. E sono convinto che anche le associazioni debbano collaborare tra loro: se si tratta di lavorare insieme, non badando solo nell’interesse dei propri associati, CNA è disponibile ad aprire tavoli di confronto con le altre associazioni.

Guardando alla realtà regionale qual è il vostro giudizio?
A mio avviso occorre costruire un sistema totalmente nuovo, che con forza e coesione consenta di unire tutte le energie, il saper fare e la voglia di fare del territorio di questa piccola, ma determinata regione, andando per la prima volta tutti in una stessa direzione. Tutte le associazioni, le organizzazioni, tutti i settori e le aziende che compongono il mondo del Turismo in Valle d’Aosta, le Istituzioni, tutti, lo ribadisco, devono convenire che solo operando insieme potremo risultare vincenti nella sfida globale dei mercati.

Lei è anche vicepresidente nazionale di CNA Turismo e Commercio cosa significa questo per gli associati a Cna valdostani?
Il raggruppamento Turismo e Commercio presso la CNA nazionale, e tramite questa anche nelle CNA locali, è nato per dare alle imprese che lavorano nel turismo una rappresentatività più istituzionale, in modo che rappresentino un mondo unico, un solo comprensorio che le collega tutte. Nella filiera classica del Turismo, CNA associa più di sedicimila imprese, ma se a queste si aggiungono coloro che si occupano degli altri settori legati ai servizi del mondo del Turismo, come ad esempio la mobilità, superiamo i quarantamila. Essere vicepresidente di CNA Turismo e Commercio nazionale mi permette dunque di confrontarmi con una realtà importante e di portare quest’esperienza nella nostra Regione.

Avete altre iniziative in programma in questo settore?
Attraverso la nostra Agenzia Italy Wonderland Stiamo portando avanti un percorso iniziato a partire dal mese di settembre, in collaborazione con Takeshi Sugiyama (già responsabile della promozione VdA in Giappone e Corea del Sud): Italy Wonderland ha gettato le basi per lavorare ad un ambizioso progetto di promozione integrata dell’offerta regionale verso la macro area “Asia Pacifico”, con focus iniziale su 4 mercati di riferimento: Giappone, Repubblica di Cina, Corea del Sud, e Cina Popolare. Questi quattro mercati non sono stati scelti a caso ma perchè ci permettono di destagionalizzare il Turismo in Valle D'Aosta perchè i Turisti di questi paesi si spostano per vacanza da Maggio a Ottobre. Questa nuova modalità di approccio nasce dal desiderio di non lasciar cadere l’eccellente lavoro di promozione svolto negli scorsi anni dalla Regione Autonoma in Giappone e Corea del Sud, che con modalità fortemente innovative ed operando direttamente dal cuore della Valle d’Aosta, ha saputo innescare un forte interesse e coinvolgimento (anche emotivo) da parte del mercato nei confronti del brand Valle d’Aosta. Il concetto di macro area consente inoltre di coordinare e ottimizzare contenuti e iniziative nell’area più strategica del pianeta, la cui stabilità ed intensità di crescita fa sì che tutta l’offerta globale vi si concentri e si scontri... Parliamo dunque di una cabina di regia unica in VDA, che con modalità coordinate e controllate possa gestire con la massima efficacia il rapporto tra i mercati e l’offerta regionale. Basta gestioni parcellizzate dei singoli mercati, con dispersione di risorse regionali, nessuna sinergia e coordinamento di iniziative su mercati limitrofi e interdipendenti, e pochissima massa critica. Nel nuovo progetto “Asia”, Italy Wonderland riversa la grande esperienza di Sugiyama, ancor più rafforzata dalle modalità operative di network della “Rete Turismo Valle d’Aosta”, un inedito concentrato di competenze, contenuti, servizi, logistica e capacità operativa. Il tutto ulteriormente rafforzato dall’introduzione di inediti e rivoluzionari strumenti tecnologici, delle app, appositamente studiate e realizzate da Italy Wonderland, presto a disposizione dell’offerta regionale valdostana.

Abbandoniamo il settore del turismo: qual è la situazione del mondo dell’artigianato valdostano
Facendo riferimento ai dati relativi al 2017, il numero di imprese in Valle d’Aosta è in lieve aumento: la dinamica di iscrizioni e cancellazioni evidenzia un rallentamento delle cancellazioni e una sostanziale tenuta nella nascita di nuove imprese. A chiudere il 2017 in rosso sono state prevalentemente le attività del settore delle costruzioni e del commercio (-4% circa, con risultati analoghi a quelli registrati nel 2015), seguite dalle attività manifatturiere (-3,9%) e dai servizi alle imprese (-2,2%). A fronte di una forte crescita a livello nazionale si registra una sostanziale tenuta nel comparto turistico. Dal canto suo, il comparto artigianale conferma un trend di crescita del numero delle imprese. Ci confrontiamo dunque con dati positivi che confermano quanto emerso già nel periodo precedente: ora sarà fondamentale cercare di consolidare questa tendenza per rilanciare il comparto imprenditoriale.

Ci avviciniamo alle regionali: di cosa ha bisogno il mondo dell’artigianato?
L’Italia e la nostra Regione sono in una fase trasformazione e profondo cambiamento che deve essere governata con politiche a misura delle micro e piccole imprese, che costituiscono il 99,4% dell’imprenditoria, affinché la ripresa economica in atto si possa davvero consolidare ed irrobustire e permetterci di guardare con fiducia al futuro. Le nostre proposte a chi si candida a governare riguardano ambiti di intervento riconducibili a interessi di carattere generale, di quelle componenti economiche e sociali che rappresentano l’anima dei territori, della creatività e del saper fare che ci rendono unici al mondo. In questo senso i temi sui quali sarà necessario concentrare gli sforzi dovranno essere quelli di favorire l’accesso al credito e alla liquidità delle aziende e di promuovere la digitalizzazione attraverso progetti che permettano agli imprenditori di liberare tempo e risorse da destinare allo sviluppo e alla crescita. Sarà inoltre fondamentale sostenere ulteriormente la creazione di reti di imprese per generare una crescita complessiva del comparto imprenditoriale attraverso la valorizzazione delle singole peculiarità che lo compongono.

Per il 2018 quali attività in generale avete in programma come Cna?
Come CNA vogliamo continuare a rappresentare e tutelare gli interessi delle imprese artigiane, delle PMI e di tutte le forme del lavoro autonomo. Scopi della CNA Valle d’Aosta sono la rappresentanza, la tutela e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese, operanti nei settori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e turismo, CNA Valle d’Aosta opera anche nella formazione, organizzando corsi volti alla qualificazione e all’aggiornamento professionale delle imprenditrici e degli imprenditori e dei loro dipendenti. Dopo il successo della prime due edizioni, stiamo lavorando all’organizzazione della Giornata dell’Artigiano, l’iniziativa organizzata in collaborazione con la Chambre Valdôtaine e Confartigianato Valle d’Aosta: quest’iniziativa intende valorizzare il mondo dell’artigianato produttivo valdostano e della piccola e media impresa facendo conoscere ai cittadini il saper fare degli artigiani e promuovendo la cultura del “made in VdA”.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Il sogno per il prossimo periodo è che tutte le associazioni, le organizzazioni, tutti i settori e le aziende che compongono il mondo del Turismo in Valle d’Aosta e le Istituzioni possano riuscire a operare insieme per ottenere risultati concreti e portare la nostra Regione a essere capace di attrarre sempre più turisti e divenire una vera eccellenza a livello nazionale e internazionale.

3 luglio 2013

«Reti di Impresa»: convenzione #Confindustria Piccola Industria - #Intesa San paolo

Aldo Bonomi
Confindustria Valle d'Aosta organizza il 17 luglio, alle 16,30, ad Aosta, presso la sala Cogne della Pépinière d'Entreprise, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, un evento sulle Reti di Impresa, al quale parteciperà quale ospite d'onore Aldo Bonomi, Vice Presidente per le Reti di impresa, filiere e aggregazioni di Confindustria e Presidente di RetImpresa.

Le reti d'impresa rappresentano, da un punto di vista economico, una libera aggregazione tra imprese con l'obiettivo di accrescere la loro competitività e innovatività.

Il "contratto di rete" è un nuovo strumento giuridico molto flessibile, nato nel 2009, che rappresenta l'elemento di maggiore novità tra gli strumenti a favore dell'aggregazione delle imprese che consente di creare collaborazioni e progetti comuni, garantendo alle aziende di mantenere la propria individualità ed autonomia.

In tale occasione verrà inoltre siglata la convenzione che consentirà in tutto il territorio della Valle d'Aosta, l'applicazione dell'accordo "Dare valore alle Imprese: estero, crescita, nuova imprenditoria", sottoscritto a Milano il 1° marzo 2013, tra Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria.

L'evento è aperto a tutti, previa registrazione all'indirizzo segreteria@confindustria.aosta.it

19 novembre 2012

#IntesaSanPaolo: 30 milioni per le Reti di impresa


E' nato oggi in Piemonte un Laboratorio dedicato alle Reti d'Impresa (è il secondo in Italia dopo la Lombardia e altri sono allo studio).

I dati a settembre dell'Osservatorio Intesa Sanpaolo sulle Reti rilevano in Italia 488 Reti per oltre 2.600 aziende coinvolte. In Piemonte ce ne sono 36 per un totale di 114 aziende.

Intesa Sanpaolo, Associazioni datoriali del Piemonte e Politecnico di Torino hanno firmato un accordo per promuovere la nascita di nuove aggregazioni "in una realtà imprenditoriale d'eccellenza, dove ci sono però anche aziende troppo piccole per realizzare da sole progetti di marketing sui mercati emergenti o di innovazione" come sottolineato da Antonio Nucci, Direttore regionale di Intesa Sanpaolo per Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria.

Intesa Sanpaolo ha interamente dedicato alle Reti d'Impresa un plafond di 30 milioni di fondi BEI.

Attualmente in Valle d'Aosta non è attiva nessuna rete d'impresa. Possibile che non ci possa essere interesse a realizzarne almeno una?

5 maggio 2011

Reti d'Impresa: Istruzioni per l'Uso di un Nuovo modo per Crescere

Parterre di tutto rispetto per il Convegno di Arnad:  da sinistra a destra Gunter Isbrandt (Attua Srl aderente a ProPer Italia), Marcello Fantini (Resp. Area Impresa e Territorio di Confindustria Verona), Pietro Domenichini (ISR&Partner Srl aderente a ProPer Italia), Aldo Bonomi (Vicepresidente di Confindustria e Presidente di RetImpresa), Monica Pirovano (Presidente di Confindustria Valle d'Aosta), Gianfranco Salzani (imprenditore iscritto a Confindustria Verona) e Vladimiro Rambaldi (Resp.del Territorio Nord Ovest di Unicredit)
Fare massa critica per competere sui mercati globali. Questo il messaggio che ha voluto lanciare Confindustria Valle d’Aosta con il convegno che si è svolto, martedì 3 maggio, ad Arnad, sul tema delle reti di impresa, in collaborazione con RetImpresa e Unicredit (Evento annunciato in questo post).
Un incontro aperto dalla Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Monica Pirovano, e organizzato con lo scopo di illustrare le opportunità di sviluppo offerte dalle reti d’impresa in quanto libera aggregazione di aziende, con il comune obiettivo di accrescere l’efficienza dei propri processi produttivi e la propria capacità innovativa. Pirovano ha anche un offerto una fotografia delle imprese valdostane che trovi illustrata in queste slides, unitamente ad un quadro nazionale della situazione delle reti di impresa

Durante i lavori è stata anche illustrata l’esperienza del Consorzio Coverfil (Confindustria Verona per i Distretti e le Filiere), una realtà costituita nel giugno del 2006 e che oggi conta 75 aziende aderenti la cui finalità è proprio promuovere le integrazioni ed aggregazioni tra le imprese. Numeri significativi visto che attualmente i contratti di rete in Italia sono 43 e coinvolgono 239 imprese. Obiettivo? «Superare il regionalismo che intralcia le collaborazioni con altre imprese nazionali ed estere e una governante dei distretti che spesso non è adeguata alle esigenze del mondo produttivo».
Qui trovi le slides che hanno illustrato l'intervento dei referenti confindustriali. Insomma se non hai potuto partecipare all'incontro o semplicemente ti incuriosisce il tema grazie a questo post puoi saperne di più.
Se invece non ami le slides qui c'è un mio precedente post che diffusamente ti dà un po' di info.

2 maggio 2011

Le Reti di Impresa (e il loro Contratto) queste sconosciute

Confindustria Valle d’Aosta organizzatoper il 3 maggio, alle 17,00, un convegno sul tema delle reti di impresa, in collaborazione con RetImpresa e Unicredit, e sarà ospitato ad Arnad presso il salumificio Maison Bertolin.


Non tutti però sanno cosa sia un contratto di rete. Eccoti perciò un po' di news sull'argomento.


Una vera novità
La nuova figura del contratto di rete, originariamente inserita dall’articolo 3 del decreto legge 10 febbraio 2009 n. 5, è stata modificata in modo concreto dall’articolo 42 del decreto legge n. 78/2010 convertito in legge n. 122/2010, sia dal punto di vista civilistico che fiscale.
La rete è meramente un contratto, non dà origine ad un nuovo ente né ad una qualche forma societaria o associativa: la rete non ha personalità giuridica, né soggettiva.
La principale funzione del contratto di rete è quella di creare delle regole dispositive – e quindi come tali
liberamente derogabili dalle parti – attraverso le quali le imprese, pur restando autonome ed indipendenti le une dalle altre, realizzano dei progetti comuni con il preciso scopo di: «accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all'esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell'oggetto della propria impresa».
Questa struttura può utilmente servire sia per le attività promozionali collettivamente attuate (per esempio la commercializzazione dell’invenduto in forma integrata) sia per la partecipazione a costi più ridotti agli eventi fieristici e in generale divulgazioni delle iniziative imprenditoriali.

A proposito del contratto
La forma prevista del contratto di rete è quella dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata e
deve indicare:

a) la precisa individuazione delle imprese aderenti alla rete (il nome, la ditta, la ragione o la
denominazione sociale di ogni partecipante per originaria sottoscrizione del contratto o per adesione
successiva);

b) gli obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacità competitiva dei partecipanti e le
modalità concordate tra gli stessi per misurare l’avanzamento verso tali obiettivi;

c) il programma di rete, che contenga l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante, le modalità di realizzazione dello scopo comune e, qualora sia prevista l'istituzione di un fondo patrimoniale comune, la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali contributi successivi che ciascun partecipante si obbliga a versare al fondo nonché le regole di gestione del fondo medesimo;

d) la durata del contratto, le modalità di adesione di altri imprenditori e, se pattuite, le cause facoltative di recesso anticipato e le condizioni per l'esercizio del relativo diritto, ferma restando in ogni caso l'applicazione delle regole generali di legge in materia di scioglimento totale o parziale dei contratti plurilaterali con comunione di scopo;

e) se il contratto prevede l'istituzione dell’organo comune, il nome, la ditta, la ragione o la
denominazione sociale del soggetto prescelto per svolgere l'ufficio per l'esecuzione del contratto o di una o più parti o fasi di esso, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale soggetto come mandatario comune nonché le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la vigenza del contratto;

f) le regole per l'assunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune che non rientri, quando è stato istituito un organo comune, nei poteri di gestione conferiti a tale 1/3 organo, nonché, se il contratto prevede la modificabilità a maggioranza del programma di rete, le regole relative alla modalità di assunzione delle decisioni di modifica del programma stesso.

Il contratto di rete deve essere iscritto nel registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante e l’efficacia del contratto inizia a decorrere da quando è stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittoti originari.L’istituzione del fondo patrimoniale e dell’organo comune non costituiscono elementi essenziali ai fini della creazione del contratto di rete.

I vantaggi fiscali
Alle imprese appartenenti ad una delle reti di impresa riconosciute ai sensi della Legge n. 33/2009 competono vantaggi fiscali, amministrativi e finanziari, nonché la possibilità di stipulare convenzioni con l’associazione bancaria italiana (A.B.I.) nei termini definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze (da emanarsi entro il 15 luglio 2011).
Fino al periodo di imposta in corso e fino al 31 dicembre 2012, l’agevolazione fiscale consiste «in unregime di sospensione di imposta di cui possono fruire gli utili d'esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione di investimenti previsti dal programma comune, preventivamente asseverato (certificato). Detto beneficio spetta a condizione che le somme accantonate siano destinate al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all'affare per realizzare entro l'esercizio successivo gli investimenti previsti dal programma di rete. Gli utili concorrono alla formazione del reddito nell’esercizio in cui la riserva è utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite d’esercizio o in cui viene meno l’adesione al contratto di rete».

L’importo che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può superare il limite di euro 1.000.000 per ciascuna impresa, nonché per ciascun periodo d'imposta in cui è consentito l'accesso all'agevolazione, fermo restando il limite pari a 20 milioni di euro per l'anno 2011 e 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013 (circolare Agenzia delle entrate n. 4/E del 2011). Ciò significa che le imprese beneficeranno dell’agevolazione in modo separato, secondo quanto effettivamente accantonato e nel periodo d’imposta di effettuazione dell’operazione.

Ma che cosa ne pensa l'Europa?
L’operatività dell’agevolazione era stata espressamente subordinata all’autorizzazione della Commissione europea. L’organo comunitario si è pronunciato in senso favorevole, avendo ritenuto che la misura in favore delle reti di imprese non costituisce aiuto di Stato (decisione C(2010) 8939 def. del 26 gennaio 2011).
Per poter beneficiare dell’agevolazione, il programma comune di rete deve essere preventivamente
asseverato. L'asseverazione comporta la verifica dell’esistenza degli elementi propri del contratto di rete e dei relativi requisiti di partecipazione in capo alle imprese che lo hanno sottoscritto.Questa certificazione è rilasciata da "organismi espressione dell'associazionismo imprenditoriale muniti dei requisiti previsti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, o, in via sussidiaria, da organismi pubblici individuati con il medesimo decreto».
I soggetti abilitati sono stati individuati con il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 25 febbraio 2011(in allegato), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011, in cui l’articolo 3 cita testualmente: «sono abilitati a rilasciare l’asseverazione del programma gli organismi espressi dalle Confederazioni di rappresentanza datoriale rappresentative a livello nazionale presenti nel consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ai sensi della legge 30 dicembre 1986, n. 836, espressioni di interessi generali di una pluralità di categorie e territori».

In merito agli organismi pubblici di asseverazione, invece, il decreto ministeriale ha deciso di rinviare l’individuazione degli stessi ad un successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico (articolo 5).

Per saperne di più?
L’ufficio economia e finanza d’impresa di Confindustria Valle d'Aosta è a disposizione per chiarimenti e/o approfondimenti (e-mail: economico@confindustria.aosta.it – tel. 0165.237416). Oppure clicca qui.
 

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