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5 giugno 2008

Il Rollandin-pensiero sul fare impresa

Oggi, alla giornata dell'Economia organizzata dalla Chambre, l'assessore al Bilancio Aurelio Marguerettaz ha detto chiaramente che la prossima legislatura dovrà giocarsi tutta sui temi economici. E la politica - aggiungo io - avrà molto da dire. Anzi da fare. Di conseguenza è chiaro che il pensiero sulla materia del futuro Presidente della Giunta diventi estremamente significativo, trattandosi di un soggetto che si confronta annualmente con un bilancio regionale che nel 2008 ha pareggiato sulla cifra di 1,62 miliardi di euro. In attesa però di fare una chiacchierata con il futuro inquilino di Place Deffeyes vi propongo una piccola anticipazione invitandovi a rileggere l'articolo in cui Augusto Rollandin, allora Presidente di Cva, mi raccontava la sua esperienza di imprenditore. Per quelli che poi credono ai programmi, rinvio alla lettura della sintesi pubblicata sul Corriere della Valle di quello del Centro autonomista dove si vagheggia di «identità economica montana», concetto accattivante, ma forse un po' troppo astratto. Per chi cerca invece qualcosa di più concreto consiglio di leggere il post dove metto i tre programmi a confronto.

27 maggio 2008

Elezioni regionali 2008: In Valle d'Aosta i venti nazionali spirano alla loro maniera

Propongo una anticipazione di quanto leggerete sul Corriere della Valle di questa settimana che, ovviamente, dedicherà ampio spazio alle elezioni regionali. Non ho ricevuto ancora mail di commento all'ultima tornata elettorale. Un peccato visto che nella sola giornata di lunedì i visitatori di questo blog sono stati oltre 300.

I venti nazionali spirano alla loro maniera in Valle d’Aosta. Se da un lato non sospingono la Pdl come alle ultime politiche, dall’altro azzerano, anche nella nostra regione, la presenza dell’Arcobaleno fra le mura, a lungo amiche, di Place Deffeyes. Ma l’affinità sicuramente più evidente tra l’elettore valdostano e quello italiano è la precisa volontà di assicurare una governabilità quinquennale con un’indicazione quasi non negoziabile su a chi deve toccare questo compito. Insomma se la legge elettorale italiana non era del tutto bipolarista ma alla fine ha comunque semplificato il sistema politico, anche quella regionale (la cui paternità spetta al presidente dell’Uv Guido Cesal consigliere uscente che, per gli strani giochi della sorte, non siederà fra i banchi del Consiglio in qualche maniera da lui stesso creato) non era presidenzialista, ma i valdostani hanno votato come se lo fosse. I 13.836 voti di Augusto Rollandin lasciano davvero pochi dubbi al riguardo. E così il Consiglio regionale per la sua tredicesima legislatura avrà una maggioranza di ventitre consiglieri (17 Uv, 4 Stella Alpina e 2 Fédèration Autonomiste). All’opposizione siederanno otto consiglieri dell’Alleanza progressista autonomista (cinque per Vallee d'Aoste Vive/Renouveau Valdôtain e tre per il Partito Democratico) e quattro per il Partito della Libertà. La maggioranza uscente passa da 23 consiglieri contro i 25 della tornata precedente. Cresce la Pdl di un seggio (da 3 a 4). Sparisce, come già sottolineato, dal Consiglio regionale, l'Arcobaleno e in Consiglio esordisce Vda Vive-Renouveau con 5 seggi che di botto si ritrova ad essere la seconda forza politica della Regione. Il Pd prende idealmente il posto dei Ds e perde un seggio (da 4 a 3). Il confronto tout court con il risultato di cinque anni fa non rende però giustizia del successo unionista. Una valutazione corretta del trend non può non tenere infatti conto delle due recenti tornate di elezioni politiche del 2006 e del 2008 e delle varie diaspore che hanno colpito il movimento, successivamente al 2003. Eventi che se analizzati sotto la giusta luce confermano l’egemonia politica dell’Union sulla Regione. Centrodestra e centrosinistra, per loro stessa ammissione, hanno fatto segnare score decisamente inferiori alle attese.

Il voto nella regione
Il risultato sul territorio è stato assolutamente omogeneo. Anche il capoluogo regionale come già nel 2003 non ha tradito l’Uv che ha raccolto 6.641 suffragi staccando nettamente il Popolo della libertà che, con il 14,54%, è diventata la seconda forza ad Aosta e raccogliendo, da sola, più voti della coalizione dell’Alleanza autonomista progressista. Oltre che in città l’Union ha vinto con percentuali spesso al di sopra del 50% in altri 66 comuni. I restanti sette sono stati appannaggio di VdaVive-Renouveau (Rhêmes-Notre-Dame, Torgnon e Valsavarenche), di Stella Alpina (Allein e Pollein) e Fédération Autonomiste (Pontey e Saint-Denis), comuni dove le liste vincitrici presentavano o il primo cittadino, ad esempio Albert Chatrian per Torgnon, oppure leader indiscussi come Marco Viérin (Pollein) o Claudio Lavoyer (Pontey).

26 maggio 2008

Elezioni regionali 2008 in Valle d'Aosta: la ripartizione dei seggi

A onor di cronaca propongo la suddivisione dei 35 seggi del Consiglio regionale della Valle d'Aosta per la prossima legislatura: Partito della libertà 4 seggi - Stella Alpina (4) -Federation Autonomiste (2) - Union Valdotaine (17) -Vallee d'Aoste Vive/Renouveau Valdotain (5) - Arcobaleno (0) -Partito Democratico (3) seggi. La maggioranza uscente (Uv - Stella Alpina e Fédération) si ritrova così con una maggioranza di 23 consiglieri contro i 25 della tornata precedente. Cresce la Pdl di un seggio (da 3 a 4). Sparisce dal Consiglio regionale l'Arcobaleno e in Consiglio arriva Renouveau con 5 seggi. Il Pd prende il posto dei Ds e perde un seggio (da 4 a 3). Il confronto con il risultato di cinque anni fa non rende però giustizia al successo unionista. E' un risultato che, almeno come trend, deve tenere conto delle due tornate di elezioni politiche e delle varie diaspore che hanno colpito il movimento che conferma indubbiamente la sua egemonia politica sulla Regione. E ora attendiamo i nomi dei futuri 35 consiglieri cui ricordo la mia famosa lettera.

Elezioni regionali in Valle d'Aosta 2008: vendiamo la pelle dell'orso prima del tempo

Facciamo quello che non si dovrebbe mai fare. Vendiamo la pelle dell'orso prima del tempo. Il trend attuale fa pensare ad un successo già al primo turno del Centro autonomista con però un pesante riequilibrio all'interno della coalizione. La Fédération è a rischio (una profezia che si è autoavverata?) e la Stella Alpina (complice anche la defezione di Ivo Collé nella vallata del Gran San Bernardo) non sembra brillare. In merito alla coalizione di centro sinistra autonomista il risultato finale potrebbe rinbalzare tra la buona performance di Nicco (38%) e lo zoccolo duro referendario (28%). Vda Vive-Renouveau ha portato via qualche suffragio all'Union che però in molti casi è stato compensato con elargizioni involontarie provenienti dagli alleati. Il Pd non sembra riuscire a sfondare l'area diessina, ma bisogna attendere Aosta. Ragionamento molto simile anche per la Pdl. Mi voglio però sbilanciare in una previsione.

Centro autonomista 52-55%

Centro sinistra autonomista: 31-34%

Pdl: 15-17%

Scrivetemi le vostre previsioni. Non si vince niente salvo la soddisfazione di azzeccarci. I più audaci sono invitati anche a dire la loro sulle preferenze. Dove si fermerà Augusto Rollandin? E soprattutto chi ci sarà nelle piazze d'onore? Quali assessori potrebbero non tornare più fra i banchi del Consiglio? Quesiti da thriller...

16 maggio 2008

Elezioni regionali in Valle d'Aosta (2): il programma di Stella Alpina, Fédération Autonomiste e Union Valdôtaine

Prosegue la presentazione dei programmi delle coalizioni. Ricordo che le sintesi sono state curate dalle stesse coalizioni.

GOVERNARE I CAMBIAMENTI

Articolato su 24 pagine, il programma elettorale dell’Union Valdôtaine pone le sue basi, nelle premesse, su quattro punti fondamentali che sintetizzano il pensiero politico del movimento.

La solidità di un simbolo e la chiarezza
di una proposta per il futuro della Valle d’Aosta

La governabilità è un bene prezioso per affrontare con serenità e fiducia i cambiamenti che incombono su tutti noi. L'occasione è utile per ricordare che l'UV si presenta da oltre 60 anni sulla scena politica e a tutte le elezioni, dalla liberazione in poi, con lo stesso identico simbolo. Noi siamo rimasti gli stessi e cioè avvenuto in una politica valdostana ed italiana dove tutti hanno cambiato non solo il loro simbolo ma persino la loro identità, spesso attraverso aggregazioni e riaggregazioni.

La salvaguardia di un’identità
La Valdostanità - sintesi di tante idee e molti valori - cambia e si aggiorna con il mutare della nostra società. Nel naturale succedersi delle generazioni, ciascuna è interprete della temperie della propria epoca. La cultura, ricca del nostro particolarismo linguistico che ne resta il caposaldo, forgia i cittadini prima della politica e le tradizioni ci seguono nel tempo, si modificano e se ne aggiungono nel frattempo di nuove. La trasmissione di determinati valori del popolo valdostano - l'operosità, la sobrietà, la serietà - fa parte dei doveri di ciascuna generazione e questi vanno opportunamente insegnati ai giovani.

Lo sviluppo delle peculiarità per essere leader nella comunità globale
La Valle d’Aosta deve partecipare a complesse reti di rapporti politici. Nei rapporti con Roma, questo significa un confronto continuo con il Parlamento e con il Governo, d'intesa con i parlamentari della Valle. In questo contesto si inserisce la discussione sulla riforma dello Statuto, cui dare un’impronta autenticamente federalista. La Regione può e deve essere leader nei settori che le sono più congeniali, quali le politiche della montagna, poiché la sua sopravvivenza istituzionale in un quadro segnato da turbolenti e minacciosi cambiamenti è legata anche al prestigio che le viene riconosciuto, sia in ambito italiano che internazionale, ed alla sua capacità di essere virtuoso modello per gli altri.

Di fronte ai cambiamenti: governarli per trasformarli in opportunità
Il nostro federalismo personalista ha dimostrato di saper interpretare l’evoluzione della società al contrario e in risposta a tutti gli estremismi. Va consolidata la rete di protezione a vantaggio di tutti i cittadini in una logica inclusiva che preveda l’acquisizione dei diritti e, al contempo, il rispetto dei doveri che sono alla base di una civile convivenza, affinché il futuro e le sue incognite non creino preoccupazioni, ma comportino le azioni necessarie per reagire positivamente.

Il programma è poi suddiviso in 4 grossi blocchi tematici che riassumono in maniera completa ed esaustiva il progetto politico nel suo insieme.

Mettre la personne au centre de l’action politique
I cambiamenti demografici e le modificazioni della società ci devono impegnare al consolidamento ed allo sviluppo di equità e pari opportunità all'interno della nostra comunità: per questo motivo è necessario che il cittadino valdostano sia sempre al centro dell’azione pubblica. La pubblica amministrazione, regionale e comunale, va quindi ulteriormente riformata e semplificata al fine di conferire una sempre maggiore centralità al cittadino ed ai suoi diritti, alla sua sicurezza personale ed alla sua qualità della vita.

Faire progresser notre culture
Nella consapevolezza che è compito della Pubblica Amministrazione creare le condizioni affinché la cultura sia parte concreta nella vita di ogni singolo cittadino, costitutiva dell’identità individuale, quale fatto permanente e strutturale del vivere quotidiano e non solamente come un concetto astratto, le politiche culturali saranno indirizzate a consolidare ed accrescere il concetto di cultura e a promuovere conseguentemente il processo di democratizzazione della stessa. Siamo convinti infatti che fornire gli strumenti culturali affinché le generazioni future siano consapevoli del valore primario che la cultura, nel senso più ampio del termine, riveste per il futuro della nostra regione, sia oltre che un dovere istituzionale anche un obbligo etico.

Gouverner l’économie qui change
L’interdipendenza delle realtà economiche, che travalica i confini istituzionali tradizionali, impone una progettazione dello sviluppo economico con lo sguardo rivolto ad un ambito al fine di garantire la necessaria competitività del sistema Valle d’Aosta. Anche le nostre eccellenze, oggi riconosciute, se non esportate e non confrontate nello scenario globale rischiano di essere superate.
L’idea guida dei prossimi anni sarà quella dello stimolo alla nascita di un’identità economica montana, capace di suscitare lo sviluppo di filiere nei vari settori che già ci vedono protagonisti: la sicurezza del territorio, la salvaguardia ambientale e il ripristino di ecosistemi, le attrezzature per lo sport, la medicina di montagna, l’idro-elettrico e le energie rinnovabili, l’agro-alimentare di nicchia.

Insérer l’environnement dans la modernité
Il modellamento che rende pregevole il nostro paesaggio antropizzato deriva dall’integrazione tra l’opera dei valligiani e le caratteristiche del nostro territorio. Esserne rispettosi significa, con misura ed intelligenza, saper intervenire laddove necessario, coscienti che la difesa dell’ambiente non coincide con l’ambientalismo ideologico. Vivere la modernità vuol dire perseguire obiettivi di benessere e qualità della vita per tutti i cittadini e garantire equità nello sviluppo territoriale. Lo sviluppo locale, infatti, è basato sulla sostenibilità nell’uso intelligente delle risorse e delle tecnologie più accurate. I processi di apprendimento e di formazione mirano ad una maggior efficacia ed una qualità più accentuata della nostra società. (Pubblicato sul Corriere della Valle del 15 maggio)
 

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