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22 novembre 2017

L'economia della Valle d'#Aosta secondo Banca d'Italia

Ieri mattina il direttore della filiale regionale di Banca d'Italia, Angelica Pagliarulo, ha presentato con il suo staff il tradizionale aggiornamento congiunturale del rapporto dedicato all'Economia della Valle d'Aosta. Proponiamo la sintesi che apre il rapporto la cui versione integrale è disponibile online.

Nella prima parte dell'anno l'economia valdostana ha mostrato segnali di miglioramento. Nell'industria l'attività è in recupero, trainata dall'aumento della domanda interna e dalla ripresa di quella estera. Vi si è associata una moderata intensificazione dell'accumulazione di capitale, anche se la propensione all'investimento rimane ancora in media contenuta.
Anche nei servizi il quadro congiunturale è stato nel complesso positivo. Vi ha ancora contribuito il settore turistico: la crescita delle presenze, avviatasi nel 2015, è proseguita nei primi otto mesi dell'anno, sia per la componente nazionale sia per quella straniera. 
Per contro, nelle costruzioni la lunga fase negativa non si è ancora interrotta, per la debolezza della domanda e dell'attività sia nel comparto residenziale sia in quello pubblico. Nel mercato immobiliare le transazioni sono ulteriormente cresciute, anche se a ritmi inferiori rispetto allo scorso anno, e i prezzi sono rimasti stabili.
Come nel biennio precedente, nel primo semestre l'occupazione in Valle d'Aosta si è ridotta, in controtendenza rispetto alla dinamica positiva a livello nazionale. L'andamento negativo si è concentrato nel settore delle costruzioni e nel lavoro autonomo. In presenza di un calo della partecipazione al mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione è rimasto sostanzialmente invariato, su livelli storicamente elevati per la regione.
Nel primo semestre dell'anno si è consolidata la ripresa del credito, avviatasi nel 2016. L'andamento positivo è ancora riconducibile prevalentemente alle famiglie consumatrici. Per contro, è proseguito il calo dei finanziamenti alle imprese, frenati dalla perdurante debolezza della domanda. La dinamica del credito ha continuato a essere differenziata tra i comparti di attività economica, con un'ulteriore flessione nella manifattura e nelle costruzioni e un nuovo aumento nei servizi. Il tasso di deterioramento del credito è rimasto sostanzialmente stabile.
I depositi bancari di famiglie e imprese valdostane sono ulteriormente aumentati nei primi sei mesi, anche se a ritmi inferiori a quelli dell'anno precedente. È ancora calato il valore di mercato dei titoli a custodia depositati dalle famiglie presso le banche. È proseguita la ricomposizione tra le diverse tipologie di strumenti finanziari, con un nuovo aumento delle quote di fondi comuni e una diminuzione dei titoli di Stato e delle obbligazioni bancarie e non bancarie.

16 giugno 2017

Il rapporto di #Bancaditalia sull'economia della Valle d'#Aosta


E' stato reso noto ieri il rapporto annuale di Banca d'Italia sull'economia della Valle d'Aosta redatto dalla filiale di Aosta diretta da Angelica Pagliarulo.

Proponiamo qui di seguito una sintesi. E qui puoi leggere il testo completo.

Nel 2016 l’attività economica in Valle d’Aosta è rimasta nel complesso debole. Nel 2015 il PIL era calato per il quinto anno consecutivo, in base ai nuovi dati rilasciati dall’Istat nel dicembre scorso.

Le imprese

Nell’industria l’attività è stata ancora contenuta; gli investimenti, favoriti dagli incentivi fiscali introdotti dal Governo, hanno fatto registrare segnali di recupero, riconducibili in larga misura alle decisioni di spesa di alcune imprese di grandi dimensioni. Nelle costruzioni la situazione di crisi degli ultimi anni non ha subito sostanziali cambiamenti, in presenza di una domanda che rimane contenuta sia nel comparto pubblico sia in quello privato. Nei servizi non sono emersi segnali positivi, tranne che nel turismo, nel quale si è consolidata la fase di ripresa avviatasi nel 2015 e le presenze hanno raggiunto il valore massimo degli ultimi dieci anni. Tra il 2008 e il 2015 l’offerta turistica in regione è complessivamente cresciuta in termini sia quantitativi sia qualitativi; vi ha corrisposto un incremento dei turisti, risultato tuttavia meno intenso rispetto alla media nazionale.
I prestiti alle imprese hanno fatto registrare andamenti eterogenei tra settori e aziende. Il credito ha continuato a diminuire nella manifattura e nelle costruzioni, mentre è ancora cresciuto nei servizi, in particolare nel comparto del turismo. Le dinamiche sono state più favorevoli per le imprese in condizioni economico-finanziarie solide, per le quali il costo dell’indebitamento si è ridotto in misura più intensa.

Il mercato del lavoro

Nel 2016 l’occupazione in Valle d’Aosta è ulteriormente diminuita, riflettendo il negativo andamento in quasi tutti i settori, ad eccezione di quello dei servizi del commercio, alberghi e ristorazione. Al calo degli occupati si è associata una riduzione delle ore lavorate per addetto, a cui ha contribuito l’aumento del ricorso alla Cassa integrazione guadagni. Il tasso di disoccupazione, in presenza di una contrazione dell’offerta di lavoro, è marginalmente calato, ma rimane elevato nel confronto storico.

Le famiglie

Nel 2016 sarebbe proseguito il recupero dei consumi avviatosi nell’anno precedente. Nel mercato immobiliare le compravendite sono cresciute in misura significativa, anche se rimangono ancora molto al di sotto dei livelli degli anni precedenti la crisi; i prezzi delle case sono tornati a salire nel secondo semestre dell’anno. Il reddito disponibile e la ricchezza pro capite dei valdostani continuano a essere assai più elevati della media italiana, ma sono in diminuzione negli ultimi anni.
In presenza di bassi livelli dei tassi di interesse, il risparmio finanziario si è ancora diretto verso i depositi in conto corrente e gli strumenti del risparmio gestito. Nel complesso, comunque, il valore a prezzi di mercato dei titoli depositati dalle famiglie presso il sistema bancario è ulteriormente calato. L’indebitamento è nuovamente cresciuto, riflettendo la dinamica dei mutui per l’acquisto di abitazioni, sospinta da condizioni di costo molto favorevoli, e l’ulteriore aumento del credito al consumo. Gli indicatori di sostenibilità finanziaria del debito delle famiglie valdostane hanno mostrato negli ultimi anni segnali di moderato peggioramento, pur rimanendo migliori della media nazionale.

Il mercato del credito

Nel complesso i finanziamenti bancari erogati al sistema economico valdostano sono tornati a crescere lo scorso anno, trainati soprattutto da quelli alle famiglie. La qualità del credito ha mostrato segnali di miglioramento per le imprese, ma è peggiorata per le famiglie.
Diversamente dalla tendenza flettente della media nazionale, dall’inizio del decennio la rete territoriale delle banche in Valle d’Aosta è rimasta sostanzialmente stabile. Negli ultimi anni è aumentata la diffusione dei canali alternativi di contatto tra le banche e la clientela.

La finanza pubblica

Nell’ultimo triennio disponibile (2013-15) la spesa delle Amministrazioni locali della Valle d’Aosta si è significativamente ridotta, riflettendo la contrazione sia della parte corrente sia soprattutto di quella per investimenti. Nonostante tale dinamica, la spesa in termini pro capite rimane notevolmente più elevata della media delle altre regioni a statuto speciale. Nel medesimo periodo anche le entrate correnti, rettificate per i trasferimenti tra enti della stessa regione, sono diminuite; come per la spesa, esse si attestano su valori molto maggiori di quelli medi delle regioni di confronto.
Lo scorso anno il debito delle Amministrazioni locali valdostane si è ulteriormente ridotto. In rapporto al PIL esso rimane lievemente maggiore della media nazionale.

2 marzo 2017

Il Rapporto Valle d'#Aosta del #Sole24Ore


Ho dato il mio contributo alla redazione del Rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore, pubblicato ieri. Sul sito del Sole puoi trovare tre degli articoli pubblicati tra cui uno dell'autore di questo blog. 
Buona lettura.

22 giugno 2016

#Bancaditalia: l'economia della Valle d'#Aosta è in graduale recupero

Da sinistra Angelica Pagliarulo e Roberto Cullino

Questa mattina Banca Banca d'Italia ha presentato ai giornalisti il suo tradizionale rapporto sull'andamento dell'economia regionale. In base al lavoro della staff della filiale aostana diretta da Angelica Pagliarulo (oltre a lei sono intervenuti Roberto Cullino, Responsabile Divisione Analisi e Ricerca economica territoriale della Sede di Torino, e Massimiliano Rigon, della Divisione Analisi e Ricerca economica territoriale della Sede di Milano)l’economia della Valle d’Aosta risulta in graduale recupero. Qui di seguito trovi la tradizionale sintesi. Alle 16 presso l'Università della Valle d'Aosta la presentazione pubblica con la presenza dell'economista Mario Deaglio. Troverai anche un mio articolo sul Corriere della Valle di questa settimana.

Nel 2015 l’attività economica in Valle d’Aosta ha fatto registrare un moderato miglioramento, riconducibile soprattutto ai servizi. Secondo le stime preliminari di Prometeia, il prodotto regionale sarebbe cresciuto in termini reali dello 0,8 per cento rispetto all’anno precedente, in misura analoga alla media italiana.

Nel terziario l’attività ha beneficiato dell’andamento positivo del settore turistico, favorito anche dalle condizioni meteorologiche: le presenze nelle strutture ricettive della regione sono tornate a crescere a ritmi significativi, sostenute anche dalla ripresa della componente italiana. Nei trasporti il numero dei passaggi nelle autostrade valdostane è risultato in recupero sia per i mezzi leggeri sia per quelli pesanti. Nel settore delle costruzioni la situazione è rimasta negativa; nel mercato immobiliare all’ulteriore calo delle compravendite di abitazioni si è associata una nuova riduzione dei prezzi. Nell’industria manifatturiera l’attività è stata nel complesso debole.

L’occupazione è cresciuta nei servizi commerciali, alberghieri e di ristorazione, mentre è calata negli altri settori. Le assunzioni a tempo indeterminato sono aumentate, favorite dagli incentivi contributivi introdotti dalla legge di stabilità per il 2015 e dalle recenti riforme del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile, su valori elevati nel confronto storico.

Nel 2015 il credito alle imprese ha continuato a contrarsi, riflettendo il calo nel settore manifatturiero e in quello delle costruzioni; nei servizi, invece, i finanziamenti sono tornati a crescere. I prestiti alle famiglie sono aumentati a ritmi analoghi a quelli dell’anno precedente. Il flusso di nuove sofferenze è cresciuto: l’andamento è dovuto alle imprese, a fronte di una stabilità
per le famiglie.

È proseguito a ritmi moderati l’aumento dei depositi bancari delle famiglie. Per contro, si è ridotto il valore di mercato dei titoli di terzi in deposito, nonostante l’ulteriore crescita di quello delle quote di fondi comuni.

Se sei interessato alla lettura del rapporto integrale clicca qui.

11 novembre 2015

Una Valle d'#Aosta fra segnali positivi ed incertezze per Bankitalia


Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa convocata ad hoc il direttore provvisorio della filiale valdostana di Banca di Italia, Paolo Compagnoni, ha presentato il tradizionale aggiornamento congiunturale. Qui sotto trovi una sintesi dello studio e qui lo studio completo. Buona lettura.
Nella prima parte del 2015 la congiuntura in Valle d’Aosta ha fatto registrare segnali di miglioramento nei servizi, che rappresentano oltre i tre quarti dell’economia regionale. Sull’andamento ha influito la forte crescita del settore turistico, che ha beneficiato di condizioni climatiche particolarmente favorevoli nel periodo estivo: all’ulteriore incremento delle presenze di turisti stranieri si è accompagnata la ripresa della componente italiana. Nell’industria l’attività produttiva e gli investimenti sono rimasti su livelli contenuti. Le costruzioni hanno continuato a risentire della perdurante debolezza della domanda; nel mercato immobiliare le compravendite e i prezzi sono ancora diminuiti.
Nel primo semestre l’occupazione ha continuato a crescere, seppure ai ritmi modesti dell’anno precedente, grazie soprattutto alla positiva dinamica del comparto del commercio, alberghi e ristorazione. Tuttavia, l’offerta di lavoro è aumentata in misura più intensa della domanda. Tali andamenti si sono riflessi nell’ulteriore lieve incremento del tasso di disoccupazione.
Le aspettative delle imprese, rilevate dal sondaggio congiunturale della Banca d’Italia, prefigurano per i prossimi mesi un quadro congiunturale ancora incerto. Ne risentirebbe l’attività di investimento, che rimarrebbe debole anche nel prossimo anno.
Nel primo semestre la dinamica dei prestiti ha fatto registrare segnali di miglioramento. Il credito erogato alle famiglie è ancora cresciuto, per effetto sia di un allentamento dell’offerta sia di un rafforzamento della domanda. La contrazione dei finanziamenti al settore produttivo si è attenuata, in un quadro di perdurante debolezza delle richieste di credito da parte delle imprese. Il flusso di nuove sofferenze, tuttavia, è tornato a crescere in rapporto ai prestiti, a causa del peggioramento per le imprese delle costruzioni e dei servizi. I depositi bancari delle famiglie consumatrici sono diminuiti. Anche il valore di mercato dei titoli a custodia depositati dalle famiglie presso le banche è calato: la forte crescita delle quote di fondi comuni di investimento non ha compensato la flessione delle obbligazioni e dei titoli di Stato.

15 giugno 2015

Per #Bankitalia l'economia della Valle d'#Aosta è ancora debole



Questa mattina il Direttore della filiale di Aosta di Banca d'Italia Gennaro Maria Argirò ha presentato con il suo staff ai giornalisti il nuovo rapporto su "L'Economia della Valle d'Aosta". Propongo come al solito la tradizionale sintesi e rinvio al Corriere della Valle di questa settimana per ulteriori approfondimenti.

Nel 2014 l’attività economica in Valle d’Aosta è rimasta complessivamente debole. Secondo le stime preliminari di Prometeia il PIL è ulteriormente sceso, anche se in misura contenuta (-0,2per cento).

Sull’andamento dell’anno ha continuato a influire negativamente la perdurante debolezza della domanda interna. L’impulso espansivo fornito dalla crescita di quella estera è stato limitato dalla bassa propensione all’esportazione dell’economia regionale.

Nel terziario l’attività si è mantenuta su livelli contenuti. La lieve ripresa dei consumi delle famiglie non è stata sufficiente a recuperare la riduzione dell’anno precedente. Il comparto turistico ha fatto registrare una sostanziale stabilità delle presenze: alla flessione della componente italiana si è associata una significativa ripresa di quella estera. Il settore delle costruzioni ha continuato a risentire del negativo andamento della domanda di lavori pubblici e del mercato residenziale.

Nell’industria  l’attività è rimasta debole e  gli investimenti hanno riflesso l’andamento della congiuntura e l’ampia capacità produttiva inutilizzata. L’occupazione è tornata a crescere. Tuttavia, il recupero della domanda di lavoro non è stato sufficiente ad assorbire la cre-scita dell’offerta; il tasso di disoccupazione è così ulteriormente aumentato.

Nel 2014 il credito alle imprese ha continuato a ridursi, sebbene in misura meno intensa rispetto all’anno precedente. Vi ha ancora influito la debolezza della domanda, in presenza di un lieve allentamento dell’offerta. Per contro, il credito alle famiglie consumatrici ha ripreso a crescere. Le nuove sofferenze in rapporto ai prestiti hanno fatto registrare un ridimensionamento nell’anno; tuttavia, la perdurante debolezza della congiuntura si è riflessa in un ulteriore aumento dell’incidenza delle partite deteriorate diverse dalle sofferenze.

I depositi bancari delle famiglie consumatrici sono rimasti sostanzialmente stabili, come nell’anno precedente. Per contro, il valore ai prezzi di mercato dei titoli a custodia presso il sistema bancario si è ridotto, pur in presenza di una significativa espansione della componente dei fondi comuni di investimento.

Qui trovi il testo integrale del rapporto.

Giornata dell'#Economia: Una fotografia della Valle d'#Aosta



Mercoledì 10 giugno si è svolta presso l'Aula magna dell'Università della Valle d'Aosta la tradizionale Giornata dell'Economia. A offrire ai presenti il quadro dello stato di salute dell'economia regionale è stata Maria Angela Buffa dell'Ufficio Studi della Chambre. Il suo intervento era stato preceduto da quello del Presidente della Chambre Nicola Rosset che ha rivolto un caloroso invito agli imprenditori a tornare ad investire.
Sono poi intervenuti Claudia Nardon, sempre della Chambre, Chiara Mauri e Patrick Vesan, entrambi dell'Università della Valle d'Aosta. Al termine dell'incontro è stato presentato il manifesto dei Giovani imprenditori valdostani di cui ho già scritto. (in proposito ti segnalo anche l'intervista di Edy Incoletti nell'ultima puntata di ImpresaVda di cui puoi riascoltarti il podcast).
Qui di seguito una sintesi della presentazione.
Per il 2013 il PIL in termini correnti della Valle d’Aosta ammonta a 4.721,9 milioni di euro e si registra in aumento rispetto al 2012. Per lo stesso anno un valore del PIL per abitante di 36.832,4 euro colloca la Valle d’Aosta in seconda posizione a livello nazionale. Rispetto al 2013 il valore aggiunto a prezzi correnti (4.104,3 milioni di euro) si registra in incremento e, per branca di attività, l’aumento è da ricondurre in primo luogo ai servizi. La spesa per consumi finali delle famiglie ammonta a 2.826 milioni di euro, rispetto al 2013 è in diminuzione. Per reddito disponibile lordo pro-capite (21.377,1 euro), sebbene in diminuzione, la Valle d’Aosta continua ad essere la prima regione dal 2010.
La partecipazione al mercato del lavoro si mantiene elevata: il tasso di attività 15-64 anni è al 72,8% (Nord Ovest 70,5%) ed è in aumento. Sono aumentati sia gli occupati (+0,7%) ma anche le persone in cerca di occupazione (+10,2%); l’industria (manifatturiero e costruzioni), dopo la contrazione dell’anno precedente, ha assorbito in misura superiore l’aumento degli occupati (+4,3%) ma il singolo comparto delle costruzioni ha ancora subìto una contrazione (-9,8%). Il tasso di disoccupazione è ancora aumentato (8,9%) anche se si mantiene più basso di quello del Nord-Ovest (9,3%) e si è incrementato particolarmente per gli uomini (quasi un punto percentuale). Le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni sono state più di 1,2 milioni, la quota più elevata degli ultimi quattro anni e rispetto al 2013 sono aumentate del 7,3%.

Le esportazioni hanno segnato un risultato molto positivo (+6,1%), riportando una performance superiore a quella rilevata a livello nazionale (+2,0%) e per la macro area Nord Ovest (2,2%). Il manifatturiero ha registrato un incremento del 6% e al suo interno le vendite dei prodotti della siderurgia, prima merce per valore dell’export, si sono incrementate dell’8,7%. Le principali destinazioni rimangono i paesi limitrofi (Francia e Svizzera) ma si segnala un particolare incremento dei flussi verso gli Stati Uniti.

La domanda turistica ha evidenziato un miglioramento: le presenze di turisti in Valle d’Aosta sono aumentate di circa lo 0,2% e il numero degli arrivi dell’1,4% (nel 2013 si erano rispettivamente contratti del 5,9% e 3,7%) e per entrambi i flussi la componente straniera si è registrata in incremento.

Altra nota positiva è emersa sul fronte del credito: la consistenza dei depositi bancari e del risparmio postale in Valle d’Aosta è nel complesso aumentata del 4,1%, gli impieghi bancari sono aumentati dell’1,9% e il numero affidati nel 2014 si è particolarmente ridotto.

Nel 2014 la base imprenditoriale si è nuovamente contratta, ma in maniera meno accentuata a quanto avvenuto dodici mesi prima. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni si è mantenuto negativo ma rispetto al 2013 sono calate le cessazioni, anche se il tasso di mortalità risulta ancora superiore al dato medio del Nord Ovest e al nazionale. Riguardo alla natura giuridica delle imprese, la crescita delle società di capitali riprende vigore (+2,2% dopo lo 0,3% scorso) mentre le altre tipologie risultano in calo. Il calo più rilevante è stato riportato dalle costruzioni che hanno perso 114 imprese (-4,1%). Anche l’industria e i servizi alle imprese sono stati in flessione (rispettivamente -2,4% e -1,4%) ma in compenso sembra essersi arrestata l’emorragia delle imprese agricole. Le imprese artigiane si sono contratte del 3,6% e, anche in questo caso, il settore più colpito è stato quello delle costruzioni (-108 unità pari al -5,0%).

La crisi dilagante non pare avere però eroso la capacità di innovare; le start up innovative, a cui è riservata una sezione speciale del Registro Imprese, per la quasi totalità appartengono al settore dei servizi ed in particolare dei servizi avanzati (produzione di software, R&S, servizi ICT, studi di ingegneria e altre attività professionali, scientifiche e tecniche). La loro incidenza sulle società di capitale è circa lo 0,5%, superiore a quella rilevata per il Nord Ovest (0,28%) e per l’Italia (0,25%).

Sul sito della Chambre trovi tutte le slides.

17 febbraio 2015

On line...


Sul sito del Sole 24 Ore un assaggio del Rapporto Valle d'Aosta di oggi.

#Sole24Ore: rapporto #Valled'Aosta


Segnalo sul Sole 24 Ore di oggi l'uscita del rapporto Valle d'Aosta a cui anche quest'anno ho dato il mio contributo.

Nei prossimi giorni proporrò alcuni degli articoli pubblicati in versione «pre-cucina» di redazione.

Buona lettura.

17 giugno 2014

Rapporto #Bancaditalia: cala ancora il Pil della Valle d'#Aosta


Come ogni anno propongo ai visitatori di ImpresaVda la sintesi del Rapporto della filiale di Aosta della Banca d'Italia, diretta da Gennaro Maria Argirò, su «L'economia della Valle d'Aosta». Il documento è stato presentato questa mattina ai giornalisti e questo pomeriggio in Università. Oltre ad Argirò erano presenti Roberto Cullino, Davide Revelli e Marta Auricchio.

Nel 2013 l'attività economica in Valle d'Aosta si è ulteriormente ridotta. In base alle stime preliminari di Prometeia, il PIL è diminuito dell'1,6 per cento. Era calato del 3,5 per cento nell'anno precedente, secondo i dati Istat.
Sul negativo andamento economico ha influito la perdurante debolezza della domanda interna. La spesa delle famiglie è calata, riflettendo le difficoltà del mercato del lavoro e la debole dinamica dei redditi. Ne hanno risentito sia il commercio sia il turismo. Nei trasporti, i transiti autostradali sono diminuiti. Nell'industria l'attività è stata condizionata negativamente anche dall'ulteriore riduzione delle esportazioni. Nelle costruzioni, la congiuntura è stata negativa sia nel comparto pubblico sia in quello privato. Nel mercato immobiliare sono proseguite le flessioni del numero di transazioni e dei prezzi.
Nel mercato del lavoro l'occupazione è calata per il terzo anno consecutivo. La flessione è stata più forte tra i giovani. Al calo dell'occupazione si è associato un ulteriore aumento del ricorso alla cassa integrazione ordinaria. Il tasso di disoccupazione è nuovamente salito, attestandosi nella media dell'anno all'8,4 per cento.
Il credito al settore privato lo scorso anno ha continuato a contrarsi. La riduzione dei finanziamenti alle imprese ha interessato tutte le principali branche di attività economica. Alla dinamica negativa hanno contribuito sia la perdurante debolezza della domanda delle aziende, soprattutto nelle costruzioni e per il finanziamento degli investimenti, sia condizioni di offerta ancora improntate alla cautela; peraltro, un'attenuazione del grado di restrizione si sarebbe registrata nella seconda parte del 2013, secondo le indicazioni fornite dagli intermediari. Anche il credito alle famiglie è nuovamente calato, anche se a ritmi meno intensi dell'anno precedente. Il negativo andamento della congiuntura si è riflesso in un ulteriore peggioramento della qualità del credito, che ha interessato sia le imprese sia le famiglie.
Sia i depositi sia i titoli detenuti dalle famiglie consumatrici valdostane presso il sistema bancario hanno fatto registrare lo scorso anno una sostanziale stabilità. Secondo nostre stime, nel 2012 (ultimo anno per il quale sono disponibili i dati), la ricchezza netta pro capite delle famiglie consumatrici e produttrici della regione ammontava a circa 226 mila euro, valore notevolmente superiore alla media italiana. Tra il 2008 e il 2012, tuttavia, tale valore ha iniziato a calare, risentendo degli effetti della crisi sul valore delle attività finanziarie e reali.
Segnalo agli amanti del cartaceo che il Corriere della Valle  in edicola da venerdì  dedicherà uno speciale di quattro pagine al Rapporto di Banca d'Italia e a quello della Camera di Commercio. Chi poi ha tempo e voglia può consultare il testo integrale sul sito di Banca d'Italia. Non escludo di tornare su alcuni temi nei prossimi giorni. 

12 febbraio 2014

Il Rapporto Valle d'#Aosta sul sito del #Sole24Ore


Alcuni articoli del Rapporto Valle d'Aosta si trovano sul sito del Sole 24 Ore. 

Per quanto riguarda i tre articoli scritti dall'autore di questo blog te li proporrò nei prossimi giorni. 
Buona Lettura.

11 febbraio 2014

Ritorna il rapporto Valle d'#Aosta del #Sole24Ore


Segnalo oggi in edicola il Sole 24 Ore con il Rapporto Valle d'Aosta a cui anche quest'anno ho dato il mio contributo. Buona lettura.

21 dicembre 2013

Rapporto di fine anno


Ieri nel tardo pomeriggio è stato presentato il Rapporto di fine anno della Presidenza del Consiglio e della Giunta regionale. Nei prossimi giorni proporrò alcuni dei passaggi a maggior rilevanza economica.
La preoccupazione sembra essere tanta in vista di un 2014 con poche certezze.
Nel frattempo attendo con ansia il nuovo sito della Regione.

21 novembre 2013

Se ti sei perso il Rapporto Valle d'#Aosta del #Sole24Ore...


Chi si fosse perso il Rapporto Valle d'Aosta pubblicato sul Sole 24 Ore del 12 novembre e a cui ho dato il mio consueto contributo sappia che ora alcuni articoli sono on line.

Quelli mancanti (ovviamente mi riferisco agli articoli dell'autore di questo blog) saranno proposti nella giornata di domani come sempre nella versione originale, cioè pre-redazione milanese... Buona lettura.



20 novembre 2013

#Bancad'Italia: prosegue in Valle d'#Aosta il calo dell'attività economica


Questa  mattina Banca d'Italia ha presentato il tradizionale aggiornamento congiunturale sull'economia della Valle d'Aosta nel 2012. A illustrare i contenuti del documento, come semepre, il Direttore Gennaro Maria Argirò (nella foto) coadiuvato dal suo staff.
Ecco la sintesi del rapporto che puoi trovare anche sul sito di Banca d'Italia insieme al Pdf del testo integrale.

La situazione in sintesi
Nel corso del 2013 è proseguito il calo dell'attività economica in Valle d'Aosta. Nel settore manifatturiero la flessione della domanda, sia interna sia estera, si è riflessa negativamente sull'attività produttiva e sul grado di utilizzo degli impianti, ancora lontano dai valori pre-crisi; la propensione delle imprese a investire è rimasta su livelli molto contenuti. Le aspettative degli operatori non prefigurano un miglioramento a breve termine.
Nel comparto delle costruzioni è proseguita la flessione determinata dall'andamento negativo della domanda. Anche nel settore dei servizi la congiuntura continua a essere sfavorevole. In particolare, nel turismo gli arrivi e le giornate di presenza sono diminuite, soprattutto per la debolezza della componente nazionale.
Il numero di occupati in regione ha continuato a ridursi; anche l'occupazione femminile, dopo un triennio di crescita, si è contratta. Il tasso di disoccupazione, nella media del primo semestre dell'anno, ha superato l'8 per cento.
Nei primi sei mesi dell'anno la flessione dei prestiti bancari alla clientela residente in regione è proseguita, risentendo della debolezza del quadro congiunturale che influenza la domanda e le condizioni di offerta del credito. La diminuzione dei finanziamenti è stata più intensa per le imprese medio grandi mentre si è attenuato il calo di quelli concessi alle famiglie consumatrici, in particolare per l'acquisto di abitazioni.
La qualità del credito erogato alle imprese evidenzia qualche segnale di miglioramento, anche se è ancora aumentata l'incidenza delle posizioni che presentano difficoltà e ritardi nei rimborsi; è rimasta stabile per le famiglie consumatrici. Si è attenuata la crescita della raccolta bancaria presso la clientela residente in regione, riflettendo la dinamica dei depositi a risparmio. Il valore complessivo dei titoli in custodia e amministrazione presso le banche delle famiglie valdostane, valutati al fair value, è cresciuto grazie all'aumento delle quote di OICR.

12 novembre 2013

Rapporto Valle d'#Aosta sul #Sole24Ore: che cosa ne pensi?

Sul Sole 24 Ore di oggi è stato pubblicato il Rapporto Valle d'Aosta a cui anch'io ho dato il mio contribuito. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi.

Nei prossimi giorni cercherò sul blog di dare spazio agli articoli che ho proposto sul quotidiano economico ad uso di chi non è un lettore abituale della testata.

8 aprile 2013

Rapporto sulla situazione sociale ed economica valdostana (seconda e ultima parte)


L’Osservatorio economico e sociale della Regione Autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con i Dipartimenti, ha realizzato un rapporto sulla situazione sociale valdostana nel quinquennio 2008/2012, allo scopo di mettere in luce continuità e discontinuità e le conseguenze che la crisi ha avuto sulla nostra regione.  Il primo post sull'argomento è stato pubblicato ieri.

Il mercato del lavoro
Il rapporto inizia  con il far notare che tra il 2008 ed il 2012 il livello dell’occupazione in Valle d’Aosta si è contratto (-1,4%), a fronte di un sensibile aumento della partecipazione al mercato del lavoro (+2,7%). Queste due tendenze, unitamente al rallentamento dell’economia, hanno determinato a fine 2012 un sensibile incremento dell’area della disoccupazione rispetto al 2008. «Si tratta – si legge ancora - di dinamiche relativamente nuove per la Valle d’Aosta, che da molti anni non conosceva tensioni occupazionali così rilevanti. Nonostante l’eccezionalità dei trend negativi, la posizione della Valle d’Aosta tra le regioni italiane si conferma sui livelli più elevati per quanto riguarda il tasso di occupazione, mentre si colloca ai livelli più bassi con riferimento al tasso di disoccupazione».
Ma che cosa è successo? Innanzitutto, si è rafforzato il processo di terziarizzazione dell’occupazione. Infatti, nel periodo in esame, il settore industriale ha perso posti di lavoro, mentre il terziario ha visto crescere i propri addetti, senza però arrivare a compensare le perdite del secondario, il che ha comportato un saldo complessivo negativo pari a circa 800 unità. Inoltre, la divergenza tra i due trend richiamati ha determinato che la quota di occupazione spiegata dal terziario sia cresciuta di circa 3 punti percentuali, arrivando al 73,6%, mentre quella dell’industria si contrae in misura sostanzialmente analoga, attestandosi al 22,5%. Poiché, come noto, l’occupazione femminile è in larga parte concentrata nel terziario, questa dinamica ha anche contribuito a trainare la crescita dell’occupazione femminile (+4,3%), a fronte di una sensibile riduzione di quella maschile (-5,8%), rafforzando quindi il processo di femminilizzazione dell’occupazione regionale. Il tasso di femminilizzazione degli occupati, che era già tra i più elevati nel panorama italiano, passa infatti in questo lasso di tempo dal 43,2%, al 45,7%. A quanto illustrato si deve poi aggiungere che alla crescita del lavoro alle dipendenze (+2,5%) fa riscontro un rilevante calo dell’occupazione indipendente (-11,1%), mentre si riscontra una riduzione del lavoro a termine (-2,3%) ed un aumento di quello a tempo indeterminato (+2,6%). Se, per quanto riguarda il primo dato, esso può essere facilmente spiegato con gli effetti della crisi e del clima di incertezza che tolgono spazio, sia a soggetti che operano in forma imprenditoriale, libero professionale, ecc, sia anche a tutte quelle forme di parasubordinazione, rispetto alla seconda dimensione i dati sembrerebbero essere invece apparentemente in contraddizione e comunque risultano più difficilmente spiegabili.

Il settore pubblico
Una modificazione importante del mercato del lavoro regionale è invece certamente data dalla minore capacità di occupazione del settore pubblico. In questo caso, infatti, le politiche di contenimento della spesa pubblica hanno sensibilmente ridotto i fabbisogni occupazionali, diretti ed indiretti, del comparto pubblico, sia attraverso il contenimento del turnover, sia attraverso norme di natura amministrativa e finanziaria. Si ricorda in proposito che tra il 2008 ed il 2011, il complesso dell’occupazione dipendente dell’Amministrazione regionale e degli enti locali della Valle d’Aosta (Comuni e Comunità montane) si è sensibilmente contratto (-6,9%), oltre al fatto sufficientemente noto che la pubblica amministrazione ha ridotto il ricorso all’utilizzo di lavoratori con contratto di diritto privato.

Ricchezza e povertà
Se guardiamo alla ricchezza delle famiglie, secondo un’analisi realizzata dalla Banca d’Italia osserviamo che nell’ultimo triennio il ritmo di crescita della ricchezza netta pro-capite ha registrato un rallentamento notevole, fino a evidenziare un saldo negativo nel 2010 (-1,2% rispetto all’anno precedente). Ciononostante, permane un divario positivo per la Valle d’Aosta sia con l’area del Nord ovest, sia con l’Italia nel suo complesso. La ricchezza netta delle famiglie valdostane, ovvero il complesso dei beni materiali o immateriali con un valore
di mercato di cui una famiglia dispone (abitazioni, terreni, attività finanziarie, ecc.) al netto delle passività (mutui, prestiti personali, ecc.), viene stimata a fine 2010 in circa 29,5 miliardi di euro. In termini pro-capite, la ricchezza ammontava a poco più di 230 mila euro, valore nettamente superiore a quello del Nord ovest ed a quello dell’Italia nel suo complesso. Il 60% della ricchezza netta pro-capite dei valdostani nel 2010 non soltanto è ancora costituita principalmente dalle attività reali, in particolare le abitazioni, ma l’incidenza di questa componente risulta in crescita rispetto al 2008, al contrario delle attività finanziarie che risultano in contrazione di quasi due punti percentuali. La struttura della ricchezza pro-capite della Valle d’Aosta appare sostanzialmente in linea con il dato del Nord ovest, mentre mette in evidenza una maggiore quota delle attività finanziarie rispetto al dato medio nazionale. A questi dati, si affiancano quelli relativi ai conti regionali delle famiglie, aggiornati al 2011, di fonte Istat. Su queste basi viene innanzitutto confermato il positivo posizionamento della nostra regione. Infatti, in Valle d’Aosta il reddito disponibile per abitante si attesta nel 2011 a circa 22.500 euro, ovvero un valore superiore del 25% al dato medio nazionale e di circa l’8% rispetto a quelli dell’area del Nord ovest e del Nord est. Inoltre, in un’ipotetica graduatoria regionale, il reddito della Valle d’Aosta si colloca subito dietro quello della Provincia di Bolzano (circa 22.900 euro per abitante) che si attesta al primo posto. Sebbene le famiglie residenti in Valle d’Aosta godano di un livello più elevato di reddito disponibile, si deve però sottolineare che nel periodo in esame (2008-2011) esse sono state interessate da una caduta più importante di quella osservata per la gran parte delle altre regioni italiane. Per la Valle d’Aosta si osserva, infatti, una perdita del reddito del 2,3%, contro, ad esempio, ad un +0,4% per l’Italia, un -0,5% per il Nord Ovest ed un +1,3% per il Nord est.

Ulteriori informazioni a completamento del quadro riguardano i dati di deprivazione. In Valle d’Aosta nel 2011 si stima che le famiglie in condizione di povertà relativa fossero circa 2.600, ovvero il 4,3% delle famiglie residenti, corrispondenti a circa 8.000 individui poveri, il 6,3% dell’intera popolazione. La stima dell’incidenza della povertà relativa (cioè la percentuale di famiglie e persone povere) viene calcolata sulla base di una soglia convenzionale che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi. Da questa analisi, si osserva poi che la Valle d’Aosta, insieme alla provincia di Trento (3,4%), alla Lombardia (4,2%) e al Veneto (4,3%) sono le realtà territoriali che presentano i valori più bassi dell’incidenza di povertà. A crescere è però l’indice di disuguaglianza del reddito disponibile. Nel 2011 l’indicatore assume in Valle d’Aosta un valore di 4,2, ovvero il 20% più ricco della popolazione riceve un ammontare di reddito di 4,2 volte superiore a quello del 20% più povero. Si tratta di un valore inferiore al dato medio nazionale (5,6) ed anche di quello delle regioni del nord ovest, ma nel periodo 2008-2011 esso ha avuto un andamento crescente, come peraltro nella quasi totalità delle regioni italiane, a testimonianza che la crisi colpisce di più le persone maggiormente vulnerabili. 

7 aprile 2013

Rapporto sulla situazione sociale (ed economica) valdostana (prima parte)

L’Osservatorio economico e sociale della Regione Autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con i Dipartimenti, ha realizzato un rapporto sulla situazione sociale valdostana nel quinquennio 2008/2012, allo scopo di mettere in luce continuità e discontinuità e le conseguenze che la crisi ha avuto sulla nostra regione. In termini di rilevazione statistica, un quinquennio non è un lasso di tempo ampio. «La presentazione di questo studio – spiega il Presidente della Giunta Augusto Rollandin - mette in luce l’esigenza di analizzare attentamente cos’è successo in questi anni per capire come tutto questo sia in parte congiunturale e molto strutturale. Cioè com’è cambiato effettivamente il modo di fare economia, il modo di coniugarsi con le nuove prospettive e soprattutto l’esigenza di mettersi insieme per cercare di fare fronte comune. Quindi, le strategie di domani dovranno tener conto di quelli che oggi abbiamo presentato come dati aggiornati e su cui lavorare per il futuro». Per Dario Ceccarelli, responsabile dell’ Osservatorio economico e sociale della Regione Autonoma Valle d’Aosta, «si tratta di elementi che vanno visti in un arco di tempo più lungo, almeno quelli che riguardano il discorso territoriale, ambientale, le modalità di consumo. Oggi assistiamo anche a cambiamenti negli atteggiamenti di consumo delle persone che però non sappiamo ancora quanto siano soggettivi e quanto invece diventino dei dati di fondo della nostra realtà. Per cui è chiaro che è necessario considerare un arco di tempo un po’ più ampio per capire quali sono i reali cambiamenti. Ma certamente questo lasso di tempo ci permette di individuare almeno qualche linea di indirizzo e di orientamento di questi cambiamenti». L’incontro di presentazione del rapporto ha anche fornito lo spunto per presentare un’ulteriore iniziativa regionale: il programma triennale per la trasparenza e l’integrità. Il Piano risponde al dettame della normativa nazionale e regionale in materia, fornendo anche criteri per giudicare l’operato dell’Amministrazione, e confluirà successivamente nel più ampio Piano triennale di prevenzione della corruzione. Il principale strumento di attuazione del piano è il sito Internet istituzionale. Già oggi si compone di oltre un milione 200 mila pagine e tutte le informazioni che favoriscono la trasparenza confluiranno in una nuova sezione, denominata «Trasparenza, valutazione e merito». Un’azione che la Regione porta avanti anche in sinergia con gli enti locali.  Il referente di questa rete sarà il Segretario generale della Regione, Luigi Malfa, nella doppia veste di responsabile della prevenzione e di responsabile della trasparenza.

Il dossier
a ora proviamo a cogliere gli elementi più importanti di questo dossier che presentano un’economia sotto pressione ed una società in affanno. Una trentina di pagine che cerchiamo di riassumere in questo più esiguo spazio giornalistico. Il post è diviso in due tranche per facilitarne la lettura

Un’economia sotto pressione
Sotto il profilo macroeconomico, la lettura dell’economia valdostana tra il 2008 ed il 2012 mostra come il periodo si apra con una situazione critica che tocca il proprio culmine nel 2009, anno in cui il Pil regionale si contrae in termini reali del -5,8%. I successivi anni ci restituiscono un trend contrastato: dopo un nuovo saldo positivo nel 2010, nel 2011 si registrano ulteriori e significativi rallentamenti, mentre per il 2012 le attese indicano un nuovo episodio recessivo, al momento stimato in circa -1,8%. In termini reali il livello della produzione in Valle d’Aosta a fine 2011 è rimasto sostanzialmente invariato (-0,5%) rispetto al valore del 2007, ultimo anno pre crisi. Nello stesso arco temporale, il Pil italiano si sarebbe contratto, sempre in termini reali, del -4,5% e quello dell’Italia nord occidentale del -2,7%. Se poi si guarda alle singole componenti la domanda, tra il 2008 ed il 2011 l’Istat valuta che i consumi interni delle famiglie si siano ridotti, in termini reali, del -2%, mentre le previsioni per il 2012 stimano una contrazione della spesa delle famiglie rispetto al 2011 di circa il -3%. Parallelamente nel triennio 2008-2010 gli investimenti fissi lordi risultano in sensibile contrazione (-7,8%) e le previsioni per il biennio 2011-2012 indicano un ulteriore peggioramento, nell’ordine del -9%. A questi elementi si deve poi aggiungere che, sulla base dei dati consolidati, la domanda estera tra il 2008 ed il 2012 è andata anch’essa riducendosi (-16,9%), oltre al fatto che il saldo del 2012 interrompe i dati positivi del biennio 2010-2011 che avevano portato ad una, seppure modesta, risalita dell’export regionale. Nello stesso periodo la dinamica dei prezzi, seppur con andamenti non lineari, risulta crescente fino a quasi tutto il 2011, mentre a partire dalla fine di quell’anno è andata progressivamente riducendosi. Nel complesso, su base annua, i dati attualmente disponibili indicherebbero per il 2012 un tasso di inflazione medio annuo del 2,9%, a fronte di un valore del 3,2% registrato nel 2008.

Nuovi equilibri settoriali
Il settore industriale esca da questa fase congiunturale ulteriormente ridimensionato, anche perché oggetto delle principali difficoltà economiche. I dati delineano, infatti, un profilo delle attività secondarie connotato da saldi fondamentalmente negativi. Nel quadriennio 2008-2011 il valore aggiunto del settore secondario si sarebbe ridotto, in termini reali, del -9,7%, mentre il contributo del settore alla formazione del valore aggiunto regionale si sarebbe contratto di oltre due punti percentuali, passando dal 23,9%, al 21,5%; la riduzione avrebbe riguardato principalmente l’industria manifatturiera (-17,2%), ma avrebbe interessato anche quella delle costruzioni, seppure in misura quantitativamente limitata (-0,7%). Lo stock di imprese attive del settore si contrae del -3,2% e nello stesso periodo l’occupazione del settore si riduce di circa il -13%, ma quella dell’industria in senso stretto registra una contrazione di circa il -17% e quella delle costruzioni del -8%. Il settore dei servizi registra invece una crescita del valore aggiunto (in termini reali +4%), un risultato che porta ad accrescere ulteriormente il contributo del settore terziario alla formazione della ricchezza regionale, che arriva a fine periodo ad incidere per oltre il 77%. «Si deve peraltro sottolineare – si legge sempre nel rapporto - che il settore terziario non è comunque esente dalla crisi, anzi gli effetti negativi della congiuntura sono evidenti ed interessano, seppure eterogeneamente, i diversi comparti che lo compongono. Ad esempio il complesso delle attività commerciali e turistiche registra una contrazione del valore aggiunto in termini reali nel periodo considerato (in questo caso 2008-2011) del -3,3%, a fronte però di una crescita del +4,2% delle Attività finanziarie e assicurative, immobiliari, professionali, scientifiche e tecniche. D’altro canto, anche nel settore industriale si osservano comparti e aziende che segnano risultati positivi». L’industria regionale affronta problemi di tipo strutturale: «il permanere di ampie e diffuse attività incentrate sulle fasi più standardizzate della produzione, una limitata diffusione dell’innovazione di prodotti e tecnologie, un modesto potenziamento delle funzioni superiori di impresa (ricerca, marketing, finanza, ecc.), una parcellizzazione produttiva, oltre che un’ancora debole promozione di processi di internazionalizzazione, espongono maggiormente il sistema industriale regionale alle fasi congiunturali più sfavorevoli».
Per Ceccarelli «poiché sono probabilmente venuti meno alcuni dei fattori propulsivi della crescita dei periodi precedenti, è quanto mai opportuno ipotizzare un nuovo motore per il sistema economico regionale, puntando in particolare su di una maggiore apertura delle imprese, sui possibili legami virtuosi tra industria manifatturiera e terziario, tra tradizione e innovazione e, più in generale, tra locale e globale. Appare inoltre strategico far crescere, più che il numero delle imprese, la loro adeguatezza rispetto al nuovo quadro che si è andato delineando. Infatti, come molti osservatori sottolineano da tempo, la reale sfida che si deve affrontare oggi è la capacità di innovare e generare valore, guardando soprattutto agli aspetti qualitativi della crescita. L’uscita dalla crisi passa necessariamente per l’innovazione, considerato che la crescita ormai avviene per effetto del ricambio di beni di investimento e di consumo durevoli già posseduti. E’ l’obsolescenza dei beni, dovuta appunto all’innovazione tecnologica, il principale motore del ricambio che ne induce la loro sostituzione per beneficiare di prestazioni migliori o comunque di beni con una qualità differente da quella di cui già si dispone». Una nota positiva deriva dal fatto che la dinamica della spesa nella ricerca nel periodo 2004-2009 ha registrato per la nostra regione un incremento sostenuto (circa il 15% in termini di tasso medio annuo), tra i più elevati delle regioni italiane, pur fermandosi su di una percentuale rispetto al Pil ancora modesta. Inoltre, tra il 2008 ed il 2010, nella nostra regione è aumentata significativamente, sia l’incidenza di imprese innovatrici (aziende che hanno introdotto nel complesso delle innovazioni tecnologiche, organizzative e di marketing), portando la relativa percentuale ad allinearsi al dato medio nazionale, sia la quota di aziende che hanno effettuato innovazioni di prodotto-servizio. 
 

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