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20 febbraio 2017

E' nato il portale #SistarVda


E’ stato chiamato portale delle statistiche del Sistar VdA ed è la nuova piattaforma informatica che raggruppa i dati statistici di tutte le realtà economiche, culturali, sanitarie e sociali del sistema statistico della Valle d’Aosta. Il progetto, presentato oggi, lunedì 20 febbraio nel corso di una conferenza stampa, è stato promosso e realizzato dall’Osservatorio economico e sociale della Presidenza della Regione, con il supporto tecnico-informatico della Società partecipata INVA S.p.A., e con il contributo della rete dei referenti statistici del Sistar-VdA (Chambre valdôtaine des entreprises, UniVdA, Ausl Valle d’Aosta, Celva e Finaosta).

«Da tempo si assiste alla crescente necessità di disporre di dati tempestivi e affidabili – ha spiegato il Presidente della Regione Augusto Rollandin -, dati che consentano una conoscenza e un’interpretazione dei fenomeni socioeconomici al fine di attuare interventi sempre più mirati e garantire la valutazione da parte dei cittadini e di operatori pubblici e privati circa gli effetti delle politiche. Da qui la nascita del portale, frutto di un progetto condiviso nell’ambito del sistema statistico regionale, come risposta a questa esigenza».

Cos’è il portale delle statistiche Sistar-VdA
Il portale delle statistiche consiste in un datawarehouse, ovvero un magazzino informatico di dati provenienti da fonti diverse messi però in relazione, al fine di consentire agli utenti un accesso più efficace ai dati, per produrre facilmente analisi e relazioni utili a fini decisionali.
Si tratta quindi di un ambiente unico, in cui confluiscono tutti i dati del Sistar-VdA, organizzati per temi e non per fonti, che nelle intenzioni dovrebbe agevolare l’esplorazione delle relazioni tra i dati, per condurre analisi finalizzate all'attuazione di processi decisionali, di studio e anche di miglioramento del patrimonio informativo. Il portale consente, infatti, di integrare e mettere in collegamento reciproco banche dati appartenenti a vari soggetti, senza particolari vincoli tecnologici od organizzativi. Il portale consente una facile navigazione tra i diversi temi, dà la possibilità di comporre le tavole secondo le proprie esigenze, consente di visualizzare i dati in maniera congiunta ai metadati  e di esportarli in differenti formati (excel, txt). I dati sono sempre aggiornati e pronti per essere utilizzati dall’utente finale. Nel portale i dati vengono archiviati in modo che possano essere facilmente letti o elaborati dagli utenti, cioè in modo da favorire la produzione di informazioni.

La finalità
Il Portale è finalizzato a mettere a disposizione l’ampio patrimonio informativo delle amministrazioni, degli enti e delle strutture che compongono il Sistar-VdA e dei loro relativi settori di intervento, al fine di soddisfare le esigenze di informazione e trasparenza dei cittadini e di supportare la definizione e la valutazione delle politiche pubbliche da parte di amministratori pubblici.
Il portale si propone, infatti, di rispondere al principio di trasparenza, di incrementare l’informazione, di fornire supporti a analisi statistiche, valutazioni di efficienza/efficacia, razionalizzazione della PA, definizione e valutazione delle politiche, ecc.

A chi si rivolge
Il portale offre la possibilità di interagire con i dati statistici ad una vasta gamma di utilizzatori: cittadini, società civile, operatori di settore, mondo accademico, amministratori pubblici. In questo senso, il portale si inserisce nella direzione della valorizzazione del patrimonio informativo pubblico.

Come funziona il portale delle statistiche Sistar-VdA
L’accesso al portale avviene tramite internet, nello specifico dalla home page del sito web dell’Amministrazione regionale, all’indirizzo
http://www.regione.vda.it/statistica/portale_i.aspx, senza credenziali.

I contenuti informativi
I contenuti del portale sono numerosi e spaziano su argomenti diversi. Come detto, i dati sono organizzati per temi, il cui indice è rappresentato dall’albero Sistar-VdA, riportato di seguito, che compare all’apertura del portale. I temi non riguardano deleghe amministrative, ma rappresentano una classificazione di tipo statistico, che riprende quella utilizzata per l’Annuario statistico e più in generale quelle proposte dall’Istat.
È definito albero Sistar-VdA, in quanto si tratta di una classificazione di tipo gerarchico, per cui ogni singolo tema può essere a sua volta “esploso”, in quanto è suddiviso in sotto-temi. Navigando liberamente l’albero, l’utente può quindi individuare il proprio ambito di interesse e selezionare i dati desiderati.
Nel portale viene sempre garantita la descrizione della provenienza dei dati, corredando le informazioni statistiche con quelle relative ai soggetti responsabili del dato, ai possessori dei diritti sui dati, nonché alla data di ultima modifica, periodo di riferimento, descrizione, riferimento spaziale, ecc. Tutte queste informazioni fanno parte della scheda metadati.
L’accesso alle informazioni è consentito in sola lettura ed esse possono essere aggregate e indicizzate per rispondere a specifiche necessità conoscitive.
L’utente finale dispone di un insieme di strumenti per effettuare elaborazioni e produrre informazioni appropriate. Tali strumenti possono variare dai semplici generatori di query e report, a sistemi di analisi più complessi.
Attraverso il portale si persegue anche l’obiettivo di garantire la qualità dei dati messi a disposizione, attraverso processi che assicurano un’attività di selezione e controllo dei requisiti dei dati prima della loro validazione e pubblicazione nel sistema.
I temi e la loro articolazione potranno ulteriormente ampliarsi in base alle disponibilità dei dati. 

3 luglio 2014

Dario #Ceccarelli (Osservatore regionale economico sociale): «Cresce il processo di #terziarizzazione»

Intervista a Dario Ceccarelli, responsabile dell'Osservatorio regionale economico sociale.

Venerdì 13 giugno avete presentato il nono censimento delle industrie e dei servizi ed il Censimento delle Istituzioni no profit...
Innanzitutto per correttezza è bene dire che si tratta di una iniziativa presa dall'Istat e da Unioncamere nazionale di presentazione dei dati in tutte le regioni italiane. In questo caso c'è poi una collaborazione nostra come Osservatorio e come Camera di Commercio di Aosta. Entrambi abbiamo contribuito a realizzare il volumetto. I censimenti come è noto sono delle indagini che danno dei dati strutturali delle società. Non si tratta di indagini congiunturali che danno il polso di cosa è successo oggi ma ci dicono che cosa è cambiato nel corso di un periodo piuttosto lungo di tempo nell'economia o nella popolazione. Abbiamo già presentato quello sull'Agricoltura e poi quello sulla popolazione. E ora tocca a quelli economici e coinvolge anche le istituzioni no profit e pure quelle pubbliche. Si tratta di indagini che l'Istat realizza a livello decennale, ma che ormai si stanno impostando per essere aggiornate annualmente, innanzitutto per avere una maggior disponibilità di informazioni ogni anno e poi per essere meno invasivi nel chiedere dati e nel fare indagini capillarmente, ma ci si orienta utilizzando liste amministrative e utilizzandone molte di varie fonti. Questo permetterà di avere dei dati in continuo.

Ci sono altre differenze rispetto alle recenti rilevazioni  di Banca d'Italia e Camera di Commercio?
La questione temporale è quella principale. Queste sono annuali le altre decennali. Inoltre il censimento ha la peculiarità di avere delle informazioni molto più analitiche, più granulari. Sono forniti dati fino al livello comunale con una articolazione più fine rispetto alle normali indagini messe a disposizione ogni anno. Di conseguenza ha una ricchezza informativa molto diverso.

Il censimento si occupa anche di istituzioni pubbliche. Che cosa si intende?
Si riferisce  a tutti gli enti che rientrano nella pubblica amministrazione, sia centrali, come ministeriali o Agenzia delle Entrate, che regionali, senza dimenticare quelli economici come ad esempio la Camera di Commercio, l'Università della Valle d'Aosta e pure, caso molto particolare dovuto alle nostre competenze, la rete di tutte le istituzioni scolastiche, che in altre realtà è stata rilevata direttamente tramite il Ministero dell'Istruzione e a livello centrale. Questo è un po' l'universo di riferimento.

Sulle imprese rispetto allo scenario di dieci anni fa che cosa è cambiato?
L'elemento più importante è il processo di terziarizzazione. A livello settoriale crescono alcuni livelli dei servizi, mentre industria e costruzioni segnano una contrazione, soprattutto dell'occupazione. Di conseguenza si accentua questo processo anche nel settore privato. Turismo, commercio, ristorazione hanno una dinamica positiva sia in termini di addetti che di unità locali. Tra gli altri emerge anche il settore dei servizi alle imprese che sta acquisendo pure un certo peso in termini di addetti. A contraltare di questa dinamica abbiamo i settori produttivi in senso stretto che registrano segnali negativi soprattutto per l'occupazione. Naturalmente bisogna tenere conto del fatto che il censimento prendendo come lasso di tempo il periodo 2001-2011 parte di queste modifiche sono dovute ai primi anni di crisi che come è noto è iniziata nel 2008. Non si vedono tutti gli effetti che ha prodotto la crisi in quanto dai dati più recenti questo processo si è ancora più rafforzato.

Il mondo del no profit invece appare come più dinamico...
Certamente. Crescono gli addetti, le unità locali e le istituzioni. Crescono ad una velocità inferiore a quella nazionale, ma sempre in maniera positiva. E' una tendenza che ci accomuna col nazionale noi abbiamo un ruolo più importanti che altrove soprattutto se si rapporta il numero di addetti volontari e retribuiti rispetto alla popolazione. La dinamicità sta dunque anche nelle possibilità di lavoro che assicura.

Ci sono dei trend locali che non si vedono a livello nazionale e viceversa?
Siamo abbastanza in linea con l'Italia. Ci sono poi delle diversità un po' più puntuali che si possono notare. Sicuramente un aspetto che ci contraddistingue è che il settore pubblico diminuisce in termini di unità, ma non come addetti. Questo è dovuto però alla specificità della nostra realtà e non tiene conto di dati più recenti dove anche nella nostra regione si osserva una contrazione dei dipendenti pubblici, ma allo stesso tempo nel periodo così lungo questi dati sono stati influenzati dal passaggio di alcune competenze in capo allo Stato alla Regione e questo ha comportato passaggio di personale. Ad esempio la regionalizzazione della motorizzazione civile, dei servizi per l'impiego, la nascita dell'Università, nata nel 2000 ma sviluppatasi come addetti negli anni successivi. E' un dato dunque in controtendenza ma in parte distorto da alcuni elementi locali e al quale temporalmente tutto sommato ci stiamo allineando.

Questi dati sono pubblici e c'è un sito dove consultarli?
Assolutamente sì. C'è il sito dell'Istat dove è possibile scaricarli e costruire tabelle in base alle proprie esigenze. E sono pure disponibili in parte sul nostro sito dove si può trovare gratuitamente il volume pubblicato ultimamente. Progressivamente metteremo a disposizione anche noi i dati puntuali ed eventuali ulteriori commenti.

16 giugno 2014

#Censimento: 11832 imprese attive in Valle d'#Aosta


Settimana ricca di numeri la scorsa. Dopo la presentazione della Giornata dell'Economia della Chambre  è stato presentato venerdì 13 giugno il  9° Censimento dell'industria e dei servizi e il Censimento delle istituzioni non profit.


In Valle d’Aosta il 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi ha censito 11.832 imprese attive che, nel complesso, impiegano 39.229 addetti. Con riferimento alle dimensioni, le micro-imprese (da 0 a 9) addetti rappresentano più del 95 per cento del totale, valore peraltro in linea con il dato nazionale.

 Le piccole e medie imprese con 10-49 addetti rappresentano il 4,4 per cento del totale e quelle con 50-249 addetti lo 0,4 per cento; le grandi imprese con almeno 250 addetti rappresentano la classe più esigua con solo lo 0,04 per cento. Le micro-imprese occupano più della metà degli addetti complessivi (56,9 per cento) mentre le imprese più grandi impiegano circa l’8,6 per cento del totale. L’analisi della dimensione di impresa evidenzia una struttura per classi dimensionali che si differenzia parzialmente da quella nazionale, in particolare: da un lato, per una maggiore incidenza della quota di addetti delle micro-imprese, che in Valle d’Aosta è superiore di circa 10 punti percentuali rispetto all’Italia; dall’altro, in ragione del fatto che in regione la percentuale di addetti delle imprese con 250 unità e oltre pesa circa la metà del dato nazionale, concentrando poco meno del 10 per cento degli addetti. 

Dall’analisi della distribuzione delle imprese per forma giuridica emerge una netta preponderanza delle forme non societarie (imprese individuali, professionisti e lavoratori autonomi) che incidono per circa il 63 per cento sul totale delle imprese; per contro, la maggioranza degli addetti è impiegato in imprese con forme giuridiche societarie, anche se le forme giuridiche non societarie concentrano da sole circa il 30 per cento degli addetti (il dato nazionale è pari al 26,1 per cento). Con riferimento alle unità locali  la frammentazione produttiva si manifesta nella ridotta dimensione media dell’unità locale (pari a 3,3 addetti) che, però, risulta in aumento rispetto al 2001 (+1,6 per cento). La quota di addetti nelle unità locali con almeno 250 addetti mostra inoltre un sensibile incremento (+15,8 per cento), a fronte tuttavia di un calo degli addetti in questa classe dimensionale (-17,3 per cento). A livello comunale spicca il capoluogo che occupa il 28,2 per cento degli addetti della regione, in leggera contrazione rispetto al 2001. 

per proseguire la lettura... 

6 giugno 2014

#Istat: in un convegno i dati censuari di industria e servizi in Valle d’#Aosta

L’Istat, in collaborazione con Unioncamere nazionale, presenta in un convegno una sintesi dei principali risultati del 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit, arricchita da confronti territoriali. L’appuntamento per la Valle d’Aosta è organizzato con l’Osservatorio economico e sociale della Presidenza della Regione e la Camera valdostana delle imprese e delle professioni.

Nel corso del convegno, in programma venerdì 13 giugno, alle 9.30 nella Biblioteca regionale di Aosta, vengono illustrati il quadro d’insieme del tessuto produttivo regionale e i principali cambiamenti intervenuti durante il periodo inter censuario. Oggetto di approfondimento all'interno dei lavori le specificità relative all'occupazione e alle specializzazioni settoriali, al mercato, al ruolo delle istituzioni pubbliche e private nell'ottica della sussidiarietà.

Infine, un’analisi è riservata alle varie fasi del processo della rilevazione censuaria e alle valutazioni emerse dalla successiva indagine che ha raccolto i giudizi sulle innovazioni metodologiche, tecniche e organizzative introdotte nel censimento.

Segreteria organizzativa: e-mail: eventi.censimentoindustriaeservizi@istat.it 

5 marzo 2013

Annuario Statistico: Tutti i Numeri della Valle d'#Aosta

Sono stati presentati nel pomeriggio di oggi,nell’Aula Magna del Convitto Chabod, i primi risultati definitivi sulla Valle d’Aosta, contenuti in un report elaborato congiuntamente da Regione e Istat, del 15° Censimento generale della popolazione, realizzato su tutto il territorio nazionale nel 2011. Alla presentazione, che è stata organizzata dalla Presidenza della Regione e dall’Istituto nazionale di statistica ed è stata introdotta dal Presidente Rollandin, è intervenuto anche il Direttore centrale dell’Istat Raffaele Malizia. Sempre per l'Istat è intervenuta Claudia Moriani e per l'Osservatorio economico e sociale regionale Dario Ceccarelli. A tirare le conclusioni è stato Luigi Malfa
Segretario generale della Regione Valle d’Aosta. 
Sul Corriere della Valle che troverai in edicola questa settimana troverai una prima sintesi dei risultati del Censimento. 

Nel corso dell’incontro, sono anche stati illustrati il Programma statistico regionale, documento quadro di programmazione delle attività recentemente approvato dal Consiglio regionale, e l’Annuario statistico del 2012, che presenta il quadro aggiornato dei dati relativi alla Valle d’Aosta, le cui principali novità riguardano l’inserimento di un capitolo specifico sui dati del censimento dell’agricoltura e del censimento della popolazione, oltre all’aggiornamento al 2011 dei conti economici regionali sull’andamento del PIL, valore aggiunto e altri aggregati economici. 

Entrambi i documenti sono consultabili e scaricabili sul sito della Regione

Sono inoltre disponibili copie cartacee di entrambi gli studi, che le persone interessate possono richiedere all’Osservatorio economico sociale dell’Amministrazione regionale. Tel. 0165 273615, email: statistica@regione.vda.it 

23 novembre 2012

Nono #Censimento Industria e Servizi e Istituzioni non profit: restituiti pochi questionari / Sanzioni a chi non consegna



E’ iniziato il conto alla rovescia per la chiusura delle operazioni censuarie del 9° Censimento industria e servizi e istituzioni non profit, partito il 10 settembre per concludersi il 20 dicembre. I dati sulle restituzioni dei questionari mostrano sinora una partecipazione non adeguata da parte di imprese e, soprattutto, di istituzioni non profit.

Ad oggi, infatti, sono soltanto 1225 i questionari che risultano restituiti compilati, su un totale di 2713 unità rispondenti, pari al 45%.
I numeri testimoniano dunque una insufficiente collaborazione da parte dei soggetti coinvolti, chiamati a partecipare ad un grande Censimento del Paese: «Questa tornata censuaria ha propositi e finalità di assoluto rilievo sia per il tessuto economico e sociale italiano, sia per le strategie dei decisori politici ma anche, in via diretta, per imprese e istituzioni – commenta il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini - Si tratta di informazioni preziose anche per le imprese stesse, che potranno utilizzarle, grazie alla creazione di un apposito portale. Le informazioni sul non profit aiuteranno a conoscere le dimensioni del fenomeno e il suo peso sull’economia nazionale».

Dal 20 ottobre sono i rilevatori protagonisti del recupero dei questionari che ancora mancano all’appello. Il coordinamento della rilevazione sul campo spetta, infatti, agli Uffici Provinciali di Censimento (UPC) costituiti presso le Camere di Commercio, con la supervisione dell’Istat. Al loro interno operano appunto  i rilevatori, che forniscono assistenza alla compilazione e sorvegliano affinché la restituzione dei questionari avvenga entro i tempi previsti. I contatti (anche telefonici) degli UPC di pertinenzaterritoriale sono disponibili sul web.

 Partecipare al Censimento, del resto, è un dovere sancito dalla legge (art. 7 e 11 del D.lgs. n. 322 del 6 settembre 1989). Restano aperti il canale web per la compilazione on line del questionario e gli sportelli di accettazione presso gli Uffici Provinciali di Censimento.
  
Le imprese e le istituzioni non profit che entro il 20 dicembre 2012 non provvederanno a restituire il questionario compilato saranno soggette all’accertamento della violazione dell’obbligo di risposta. La procedura sanzionatoria prevede che l'interessato riceva una diffida ad adempiere; in caso di mancata risposta, sarà recapitata la notifica dell'atto di contestazione contenente gli estremi dell'accertamento e le indicazioni sulle modalità di pagamento.
   
Chi non avesse ancora provveduto, quindi, è invitato a farlo nel breve termine prestando la dovuta collaborazione ai rilevatori.

Nella regione Valle d’Aosta sono coinvolte 819 imprese e 1894 istituzioni non profit interessate alla rilevazione censuaria.

Per qualsiasi ulteriore informazione in merito, occorre contattare l’Ufficio di Censimento al n. di tel. 0165/573024 o all’indirizzo e-mail censimento.inp@ao.camcom.it o di visitare il sito  censimentoindustriaeservizi.istat.it 

21 luglio 2010

Annuario Statistico Regionale 2010

Dario Ceccarelli, responsabile dell'Osservatorio Economico regionale, ha presentato la scorsa settimana la quarta edizione dell'Annuario sttaistico regionale, la seconda con la veste grafica e l'impostazione attuale. Qui trovate il link che vi dà accesso ad una mole di dati davvero impressionante. Lo trovate anche nella sezione «strumenti» di questo blog.

In questo post trovate un anota che illustra la struttura del rapporto e, soprattutto, offre un commento dei dati raccolti.

3 i volumi che compongono la pubblicazione: Annuario, Promenade parmi les chiffres, Relazione socio-economica

23 i capitoli di cui si compone, che spaziano dal territorio all'economia; dal commercio agli enti locali; dalla sanità alle famiglie ed agli aspetti sociali

Oltre 500 le tavole della pubblicazione; i capitoli con una maggiore numerosità di tavole sono quello della Popolazione, della Cultura e sport, della Sanità e dell'Agricoltura, con circa 40 tavole ciascuno

Elementi di rilievo

L'edizione 2010 dell'Annuario statistico si inserisce nel solco tracciato dall'edizione precedente, costituendo così un elemento di continuità sotto diversi profili:

• contenutistico, garantendo da un lato la continuità all'informazione statistica, quindi la possibilità di confronti temporali, dall'altro confermando l'ampia ed eterogenea gamma di informazioni, promuovendo la fruizione dei dati statistici presso i diversi livelli della società locale;

• organizzativo, anche per l'edizione 2010 si è potuto beneficiare della proficua collaborazione con l'Istat, in particolare l'Ufficio regionale per il Piemonte e la Valle d'Aosta;

• impostazione grafica, in questo senso si è mantenuto inalterato il tratto grafico "inaugurato" con la scorsa edizione, pur aggiornando alcune componenti.

Pur perseguendo l'obiettivo della continuità, sono state in ogni caso introdotte alcune novità. Certamente va evidenziato lo sforzo di ampliare il contenuto informativo dell'annuario che ogni anno cresce, grazie anche ai dati di fonte regionale. Tuttavia, l'edizione 2010 dell'Annuario si caratterizza soprattutto per "l'esordio" del capitolo relativo all'Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Note a margine

Poiché il principale intento della pubblicazione è quello di promuovere l'informazione e la fruizione dei dati statistici presso la più ampia platea possibile, si può dire che l'Annuario si configura come uno strumento di servizio.

La statistica pubblica svolge, infatti, una funzione primaria di conoscenza grazie a diverse e qualificate fonti. D'altra parte, a fronte di fabbisogni informativi crescenti, deve necessariamente corrispondere una crescita anche dell'offerta di dati statistici, oltre che delle modalità di fruibilità dell'informazione statistica. Infatti, l'elaborazione di politiche, così come le decisioni che devono assumere i singoli cittadini, in merito a scelte professionali piuttosto che di studio, oppure più semplicemente per affinare analisi e studi della società, richiedono necessariamente molte e diversificate informazioni. Inoltre, vengono richiesti dati adeguati e tempestivi.

In questo quadro, non va tuttavia dimenticato che la statistica pubblica ha però il compito di garantire dati affidabili, accurati, comparabili e coerenti nel tempo. Ai dati di fonte Istat, principale produttore di statistiche ufficiali nel Paese, si affiancano dati forniti da altri enti, ivi compresa la stessa Amministrazione regionale, che nel complesso tracciano un ritratto a tutto tondo della Valle d'Aosta e della sua evoluzione economica e sociale più recente.

E' quindi in questo quadro che va collocata la pubblicazione dell'Annuario statistico. Appare peraltro utile ricordare che all'Annuario si affiancano altre modalità di diffusione di informazioni statistiche aggiornate, fra tutte va segnalato in particolare il sito web www.regione.vda.it/statistica.

Nel merito va poi rimarcato che le peculiarità della situazione congiunturale internazionale e nazionale, che come ha chiaramente evidenziato l'Istat nell'ultimo Rapporto annuale (maggio 2010) possono essere indicate come l'espressione della crisi più profonda della storia economica recente, costituiscono anche per questa pubblicazione una cornice di riferimento obbligata.

La relativa straordinarietà delle dinamiche economiche e occupazionali ha infatti prodotto effetti critici anche sul piano regionale e, d'altro canto, anche se la crisi si è manifestata nella nostra regione con ritardo rispetto alle altre aree del Paese, in ragione soprattutto della particolare struttura produttiva regionale, non per questo essa è stata meno rilevante.

Sono soprattutto i dati di natura congiunturale che danno chiaramente conto dell'impatto prodotto dalla crisi nel corso del 2009. Ci riferiamo, in particolare al mercato del lavoro, dove si osserva un contestuale aumento della disoccupazione ed una riduzione dell'occupazione, oltre che un consistente ricorso agli ammortizzatori sociali. Inoltre, anche i dati di fonte amministrativa testimoniano delle criticità occupazionali. Le assunzioni del 2009 risultano, infatti, in contrazione del -5,5% rispetto all'anno precedente.

Segnali di maggiore difficoltà si registrano, in particolare, per il settore secondario e segnatamente per le attività manifatturiere, le quali evidenziano un sensibile rallentamento della produzione, un'importante contrazione dell'export ed un elevato ricorso alla Cassa integrazione guadagni.

A questo proposito si deve notare che i primi mesi del 2010 evidenziano in ogni caso segnali di miglioramento del quadro congiunturale e previsionale, anche se si tratta per il momento di elementi da interpretare con grande cautela, soprattutto perché ancora molto parziali per il mercato del lavoro.

Tuttavia, si deve sottolineare che, nel ricco ed articolato panorama delle informazioni dell'Annuario, sono numerose le informazioni che mettono in luce aspetti positivi della società locale. Ci riferiamo ad esempio ad aspetti relativi alla sanità, piuttosto che all'offerta culturale, ma anche alle produzioni della filiera agroalimentare.

In sintesi, si può osservare che il rilevante intervento regionale da un lato, i buoni livelli di partenza di molti indicatori dall'altro, oltre che i segnali, seppure ancora piuttosto modesti, di rallentamento delle tensioni, lasciano quindi sperare che il picco delle difficoltà sia stato superato e che la fase acuta della crisi sia stata affrontata efficacemente, anche se la trasmissione degli effetti positivi al mercato del lavoro richiederà ancora del tempo.

8 luglio 2009

La Valle d'Aosta dà i numeri

L’Annuario statistico regionale è stato presentato la scorsa settimana dal presidente della Regione, Augusto Rollandin, da Dario Ceccarelli, capo dell'Osservatorio economico e sociale, e da Claudio Moriani, direttore dell'Ufficio Istat Piemonte-Valle d'Aosta.

La pubblicazione (di un'utilità eccezionale) si compone di tre elaborati, che tracciano il profilo della realtà valdostana con un’articolata e ricca documentazione statistica, in una nuova veste grafica di più facile consultazione, che valorizza maggiormente, rispetto al passato, le banche dati di fonte regionale e (udite, udite) offre già alcuni dati che l'Istat renderà noti soltanto nei prossimi mesi.

Ambiente, cultura, economia, turismo, demografia delle imprese sono soltanto alcuni degli argomenti su cui potete trovare riferimenti precisi, puntuali e, soprattutto, consolidati e confrontabili.

C'è di tutto: dalle «forze di lavoro per titolo di studio e sesso» ai «Visitatori per tipologia di biglietto d'ingresso presso alcuni castelli della Regione Autonoma Valle d'Aosta» fino alle «Famiglie per giudizio su alcune caratteristiche della zona in cui abitano e presenza di problemi ambientali (per 100 famiglie della stessa zona) - Valle d'Aosta e aree geografiche». E l'elenco potrebbe continuare.

Vi rimando perciò direttamente alla sezione statistica del sito della regione dove è possibile consultare le tre pubblicazioni. Vi raccomando anche la lettura della «Relazione socio-economica 2009» che fornisce alcune chiavi di lettura dei fenomeni sociali ed economici regionali.

Un link fisso d'ora in poi lo trovate anche nella sezione del mio blog chiamata «Strumenti» alla voce «Annuario statistico Vda». Un occhio ai numeri torna sempre utile.

4 gennaio 2008

Spunti di riflessione - 6

I numeri dell’Istat sulla Valle d’Aosta
L’Istat rende disponibili le stime a livello regionale, riferite al 2006, dei seguenti aggregati economici: occupati interni, unità di lavoro, valore aggiunto, prodotto interno lordo, redditi da lavoro dipendente e spesa per consumi finali delle famiglie. Vi propongo uno stralcio del documento
con il dato nazionale e quello del Nord Ovest.

Principali risultati nel 2006 in Italia
Nel 2006 il Pil a livello nazionale cresce dell’1,9% rispetto al 2005; andamenti quasi analoghi si registrano nel Nord-Ovest e nel Centro-Italia (+2,0% e +1,8%, rispettivamente), mentre nelle altre ripartizioni territoriali il tasso di crescita è risultato pari al 2,4% nel Nord-Est, all’1,3% nel
Mezzogiorno Il Pil per abitante, misurato dal rapporto tra Pil nominale e numero medio di residenti nell’anno, aumenta del 3,1% a livello Italia. Tale andamento è il risultato di una dinamica differenziata tra le ripartizioni geografiche: la crescita è pari al 3,0% nel Nord-Ovest, al 3,3% nel Nord-Est, al 2,3% nel Centro e al 3,3% nel Mezzogiorno. I valori assoluti relativi alle ripartizioni centro-settentrionali risultano, comunque, più elevati di quelli del Mezzogiorno: 30.105 euro nel Nord-ovest, 29.826 euro nel Nord-Est e 27.890 euro nel Centro, contro i 16.999 euro del Mezzogiorno.

Il Nord-Ovest e la Valle d’Aosta
La crescita dell’economia nord-occidentale è spiegata principalmente dall’andamento
dell’attività dell’industria in senso stretto, settore nel quale il valore aggiunto in termini reali registra un incremento del 2,4% , a fronte di dinamiche più contenute nel settore dei servizi (+1,8%) e in quello delle costruzioni (+1,2%), nonché di una flessione del valore aggiunto del settore agricolo (-2,8%). La spesa delle famiglie per consumi finali aumenta dell’1,5%, un risultato appena inferiore al dato nazionale, pari a +1,6% .
Il Pil per abitante segna, nel dettaglio regionale, un +2,2% in Liguria - il risultato meno brillante
della ripartizione - +2,8% in Valle d’Aosta, +3,0% in Piemonte e +3,1% in Lombardia.
Per quanto attiene gli aspetti occupazionali, l’input di lavoro (espresso in unità di lavoro annue)
cresce dell’1,8% (+1,6% il dato nazionale). L’andamento della remunerazione del fattore lavoro
(rapporto fra redditi da lavoro dipendente ed unità di lavoro dipendente) è assai prossimo a quello registrato a livello nazionale:+2,4 % contro +2,5%, attestandosi sul valore di 36.420 euro.
Fra le regioni nord-occidentali la Valle d’Aosta e la Liguria registrano le variazioni più
contenute del Pil (+0,9% e +0,8%, rispettivamente). Nella prima il risultato è da ascriversi alla flessione del valore aggiunto in agricoltura (-1,2%) e al basso profilo dei servizi (+0,4%), non compensati dalle dinamiche positive dell’industria in senso stretto e delle costruzioni (rispettivamente pari al +1,8% e +1,4%). In Liguria l’andamento del Pil (+0,8%) è legato al calo dell’attività edilizia (-0,9%) e alle modeste performance dell’agricoltura (+0,1%), dell’industria (+0,7%) e dei servizi (+0,9%). In Lombardia, dove il Pil cresce del 2,3%, si registrano risultati positivi nell’industria in senso stretto (+2,7%), nei servizi (+2,0%) e nelle costruzioni (+1,8%) mentre il valore aggiunto si contrae nel settore primario (-3,8%). In Piemonte la crescita complessiva dell’economia è meno robusta (+1,6%) in ragione
di incrementi più contenuti sia nell’industria (+1,9%) sia nei servizi (+1,5%), ai quali si associano una sostanziale stagnazione dell’attività edilizia (+0,2%) e una flessione di quella agricola (-2,0%) La domanda finale interna, costituita dai consumi delle famiglie, ha stimolato l’economia
piemontese e quella valdostana, con una crescita rispettivamente pari al 2,0 e al 2,3%; meno dinamica risulta, invece, in Lombardia e Liguria (+1,4% e +0,9%, rispettivamente). L’input di lavoro è ovunque crescente: +1,5% in Piemonte, +1,1% in Valle d’Aosta, +2,0% in Lombardia e +2,1% in Liguria. La produttività del lavoro, espressa dal rapporto tra valore aggiunto e unità di lavoro, risulta crescente, sia pure con un esiguo 0,2%, soltanto in Lombardia, mentre è stabile in Piemonte ed in calo in Valle d’Aosta (-0,5%) e Liguria (-1,4%).
Ulteriori info: http://www.istat.it/

Giovani imprenditori: dall’attesa all’impresa
L’Assessore La Torre intende proporre una legge sui giovani imprenditori. Ecco cosa è stato fatto in Calabria. L’articolo è tratto dal sito www.controcampus.it ed è stato pubblicato il 20 dicembre 2007.

Offrire ai giovani la possibilità di mettersi alla prova e di realizzare concretamente la propria idea imprenditoriale, passando così “dall’attesa all’impresa”, grazie a tutti quegli strumenti di sostegno necessari per far fronte alla fase di avvio sul mercato: questo l’obiettivo del premio, presentato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Catanzaro, questo pomeriggio, nel corso di un incontro con i giovani universitari presso il Campus di Germaneto. L'iniziativa è promossa dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Catanzaro, in collaborazione con Confidi, Assindustria Servizi e Banca Popolare di Crotone. Sono intervenuti Marianna Maura, ricercatrice in Economia Aziendale all’Università Magna Graecia, Daniele Rossi, Presidente di Confindustria Giovani Catanzaro, Aldo Ferrara, Amministratore unico Assindustria Servizi, Enrico Mazza, Componente del Gruppo Giovani Imprenditori di Catanzaro. L’incontro con gli universitari è stata così l’occasione non solo per illustrare, nel dettaglio, tutti gli aspetti specifici del premio, ma anche per sollecitare e stimolare i giovani a mettersi in gioco, “a svegliarsi” – così come ha voluto enfatizzare Aldo Ferrara – a pensare idee nuove e innovative in grado di stare sul mercato e di creare sbocchi occupazionali. Il premio, infatti, attraverso la diffusione della cultura d’impresa tra i giovani, vuole essere proprio un incentivo alla competizione di idee imprenditoriali in un territorio che ha un forte bisogno di innovazione. Ma i giovani almeno per ora non sembrano rispondere, visto che, secondo quanto riferito dallo stesso Presidente Rossi, ad oggi, non è stata ancora presentata alcuna domanda di partecipazione al premio. Ecco perché Daniele Rossi ha voluto insistere sul valore delle tre “s” (sogni, soldi, sostegno) per la realizzazione dell’idea di impresa. «Noi vi offriamo una piccola base imprenditoriale – ha detto Daniele Rossi riferendosi ai giovani presenti in aula – il sogno e l’idea dovete metterli voi».
Il premio, a cui possono partecipare tutte le persone con un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni, residenti nella provincia di Catanzaro che non abbiano in corso un’attività imprenditoriale, prevede la presentazione di un progetto nei settori: Industria, Artigianato, Agricoltura, Servizi, Turismo. Il miglior progetto riceverà i seguenti servizi: concessione di una linea di credito, per un importo massimo di 50.000 euro da parte dell’Istituto di credito coinvolto, a tasso agevolato; consulenza ed assistenza nella ricerca delle fonti di finanziamento cui l’iniziativa potrà accedere; tutoraggio nella fase di avviamento dell’attività; assistenza gratuita nella fase di impianto contabile; eventuale affiancamento con imprenditori del settore interessati all’iniziativa.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare i siti internet http://www.giovaniimprenditori.cz.it/ e http://www.confindustria.cz.it/

14 dicembre 2007

Spunti di riflessione - 3

Lavorare e vivere in montagna. Svantaggi strutturali e costi aggiuntivi

Oggi Alle ore 17, nella sala Conferenze dell’Opera Mortai, al Forte di Bard, il Presidente della Regione, on. Luciano Caveri, e il Commissario dell’Istituto nazionale della Montagna, (Imont) on. Luigi Olivieri, presentano il libro “Lavorare e vivere in montagna. Svantaggi strutturali e costi aggiuntivi”. Il tema è particolarmente interessante. Fare impresa in Valle d’Aosta (dall’azienda agricola a quella industriale) comporta inevitabilmente di dover far fronte a costi che in pianura sono decisamente più contenuti con il rischio di essere meno competitivi o comunque di vedere i propri margini ridursi eccessivamente.
Attraverso un breve tour su internet ho raccolto alcuni pensieri dell’onorevole che possono essere degli utili antipasti in vista dell’incontro di oggi. Olivieri è convinto che sia necessario «rilanciare un progetto di governance per la montagna, che prenda le mosse dai principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione e dalla considerazione che i piccoli Comuni italiani, la maggior parte dei quali di montagna, non sono più in grado di rispondere singolarmente alle richieste dei propri concittadini e di erogare servizi fondamentali sul territorio. Per evitare una sovrapposizione di competenze e rendere efficiente ed economicamente sostenibile la gestione associata dei servizi intercomunali sul territorio montano, è necessario rivedere i rapporti istituzionali e gli equilibri interni al sistema Comuni Comunità montane. Si dovrà prevedere che la Comunità montana sia l'unico strumento associativo dei Comuni montani rivedendone, nel contempo, anche i meccanismi elettivi e di rappresentanza». Olivieri è anche convinto che «il concetto di "montanità" non può più prescindere da un elemento altimetrico coniugato con il grado di accessibilita` dei territori, con gli indici ISTAT di invecchiamento della popolazione, con le condizioni climatiche, con la pendenza delle superfici e con la durata del periodo vegetativo. Questi criteri saranno definiti dalla normativa nazionale, in quanto unificanti e di principio. Potranno essere meglio dettagliati dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano secondo le loro specificità territoriale. Tutto ciò perché le montagne Alpine sono diverse da quelle Appenniniche e delle Isole. Occorre inoltre togliere dalle aree montane quelle aree che montante non sono perché le risorse sono scarse ed è necessario focalizzare gli interventi e selezionare i beneficiari».
Nel sito dell'Imont ho pure trovato questa presentazione della pubblicazione. Che come sempre propongo ai miei lettori:
Nell’ambito delle scienze economiche, la letteratura scientifica presenta una curiosa lacuna: mancano studi sui sovraccosti della montagna, cioè sui costi aggiuntivi che gravano sulle popolazioni che vivono ed esercitano le loro attività nei territori montani, rispetto a coloro che abitano e operano in pianura.A colmare questo vuoto intende provvedere ora una ricerca, commissionata dalla Presidenza della Regione Valle d’Aosta e condotta da un gruppo di studiosi delle Università della Valle d’Aosta, di Trento e del Molise, che l’IMONT ha voluto valorizzare, pubblicandone i risultati all’interno della propria collana “Quaderni della Montagna”. All’origine dei sovraccosti della montagna ci sono fattori di natura sia fisica sia antropica, esterni al controllo delle singole imprese e delle amministrazioni locali che forniscono servizi: selezionando sette specifici settori d’attività in tre differenti aree montane del Paese, lo studio verifica l’esistenza effettiva dei differenziali di costo e ne individua le determinanti, misurandone l’incidenza. I casi studio oggetto dell’indagine (la produzione di latte, la depurazione delle acque, la raccolta dei rifiuti solidi urbani, la distribuzione del gas, il trasporto pubblico locale, i servizi sanitari, la distribuzione commerciale al dettaglio) sono stati selezionati tra i settori più sensibili al condizionamento ambientale della montagna; delle tre aree oggetto della ricerca – la Valle d’Aosta, il Molise e la provincia di Trento – vengono analizzati a fondo i sistemi territoriali, dai quali emergono realtà profondamente differenti, con specificità e articolazioni interne proprie di ciascuna area. “Questa ricerca – dice Luigi Olivieri, commissario straordinario dell’IMONT - non solo fa fronte alle lacune della letteratura scientifica in merito, ma costituisce un ulteriore tassello nella costruzione di una rigorosa base tecnico-scientifica, necessaria per promuovere una nuova politica per le zone montane, che faccia fronte realmente ai bisogni e alle esigenze delle popolazioni di tali aree”.
I tre autori del libro sono: Giovanni Cannata è professore ordinario di Economia e Politica Agraria presso la Facoltà di Economia e Rettore dell’Università degli Studi del Molise. È Presidente della Società Italiana di Economia Agraria (SIDEA). Giuseppe Folloni è professore straordinario di Economia Applicata presso l’Università degli Studi di Trento. Fa parte del Comitato direttivo della School on Local Development ed è membro del Group of Research and Analysis on Development (GRADE) dello stesso ateneo. Gianluigi Gorla è professore ordinario di Economia Urbana e Regionale presso l’Università della Valle d’Aosta e attualmente è presidente dell’Associazione Italiana di Scienze regionali (AISRe).

Boom dell’export in Vallée
Tra gennaio e settembre, secondo l’Istat, la Valle d’Aosta ha fatto registrare un +66,9% nell’esportazioni (da 405 a 675 milioni di euro, cioè dallo 0,2 allo 0,3% dell’export complessivo nazionale). Un risultato che sicuramente fa morale su cui però, visti i piccoli numeri valdostani, pesa sicuramente in maniera consistente il buon andamento della Cogne. Si legge infatti nella nota Istat «Nei primi nove mesi del 2007, nell’ambito delle esportazioni dell’Italia nordoccidentale (più 10,6 per cento) la Valle d’Aosta e la Liguria hanno registrato i più elevati incrementi (rispettivamente più 66,9 e più 14,1 per cento). Le esportazioni della Valle d’Aosta sono dovute soprattutto alle vendite del settore metalmeccanico, caratterizzate dai metalli e prodotti in metallo, dalle macchine e apparecchi meccanici, dai mezzi di trasporto e dai prodotti alimentari. Le vendite della Liguria (più 14,1 per cento) sono derivate soprattutto dalle cessioni dei prodotti del settore metalmeccanico, in particolare dei mezzi di trasporto e dei prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali. Le esportazioni della Lombardia (più 11,3 per cento), hanno riguardato in particolare il settore metalmeccanico, compresi i mezzi di trasporto, i prodotti chimici, il tessile e cuoio. Le vendite del Piemonte (più 7,6 per cento) sono dovute in particolare ai metalli e prodotti in metallo, alle macchine e apparecchi meccanici, ai mezzi di trasporto, ai prodotti agroalimentari e agli articoli in gomma e materie plastiche».
 

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