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30 luglio 2014

#Decreto #Competitività: meno #burocrazia nei contratti di affitto


Coldiretti Valle d’Aosta accoglie molto positivamente la norma, già annunciata dal Senatore Albert Lanièce, secondo la quale viene introdotta una sostanziale sburocratizzazione del sistema delle domande di aiuto in agricoltura semplificando la procedura dei contratti di affitto per terreni con una superficie inferiore a 5.000 mq.

«Nella nostra Regione la polverizzazione fondiaria è rilevantissima - sostiene il direttore Coldiretti Ezio Mossoni -  dai dati in nostro possesso risulta che l’entità fondiaria delle particelle – compresi gli alpeggi - rileva una superficie media di circa 2.100 metri, mentre se si escludono le superfici di alpe il limite si riduce a circa 700 mq; da questi dati si capisce l’importanza delle semplificazione amministrativa per le aree inferiori ai cinquemila metri e condotte in affitto».

Novità importanti anche per il decreto che permette le bruciature dei residui di potatura e altri vegetali in agricoltura. Infatti, a seguito di forte pressione di Coldiretti, è abrogato, sempre nell’ottica della semplificazione delle procedure, il comma che prevede l’ordinanza del Sindaco. Viene inoltre sottolineato – una volta per tutte – che non vi è assimilazione alcuna tra i residui di questo tipo di lavorazione agricola e i “rifiuti”, sottolineatura molto importante in quanto tutte le complesse norme che riguardano specificatamente la materia dei rifiuti non sono applicabili per le bruciature nel settore agricolo, naturalmente sempreché regolamentate.

«Restiamo in attesa delle norme specifiche di attuazione sia per i contratti di locazione agricoli che per le bruciature – conclude Mossoni – nel nostro Paese la macchina burocratica non sempre si allinea con la volontà politica, speriamo che sia tutto come annunciato, e sarà certamente un passo avanti»

26 gennaio 2014

Lanièce e Marguerettaz: Governo #Letta? Fiducia vacillante

Albert Lanièce e Rudi Marguerettaz

Propongo l'intervista realizzata ai parlamentari valdostani Albert Lanièce e Rudy Marguerettaz pubblicata sul Corriere di alcune settimane fa.

In questo momento come si struttura il vostro impegno romano?
Lanièce: L’impegno romano è caratterizzato da una presenza in Senato in funzione dell’attività delle commissioni permanenti, bicamerali e dell'Aula; di norma è richiesta la presenza dal martedì al giovedì ma spesso, in questa legislatura, i lavori iniziano già il lunedì e si protraggono al venerdì o a oltranza durante i periodi più impegnativi.
Marguerettaz: Devo dire che il lavoro parlamentare è più impegnativo di quanto pensassi, soprattutto per la responsabilità che comporta. Personalmente ho avvertito questo carico di responsabilità che i valdostani hanno voluto affidarmi fin dall’inizio della legislatura. I primi mesi li ho dedicati, forzatamente, allo studio dei meccanismi e delle procedure parlamentari, cercando di mettere a frutto la mia passata esperienza politica e amministrativa. Mi sono quindi dedicato allo studio degli atti, cercando, in modo particolare, di focalizzare la mia attenzione su iniziative e proposte che potessero avere ripercussioni dirette per la Valle e, specificatamente, per la nostra autonomia. Sono momenti, quelli dello studio degli atti, evidentemente molto importanti, ma che bisogna spesso esercitare ricavando il tempo al di fuori degli impegni d’aula e di commissione. Le riunioni dell’assemblea e delle commissioni, infatti, sono convocate tutte le settimane, mediamente per quattro giorni. E’ poi importante, direi molto importante, il tempo dedicato ai rapporti politici, a quegli incontri, cioè, con Ministri, Vice-ministri, Sottosegretari, Capi di gabinetto, per cercare di dare risposte alle aspettative della Regione, dei Comuni, dei cittadini.

Il provvedimento più importante di cui vi siete occupati riguardante la Valle d’Aosta
Lanièce: Su molti provvedimenti legislativi il nostro impegno è spesso riferito a tutelare ciò che la nostra Regione, e le Provincie Autonome, prevedono già nei vari argomenti che si stanno esaminando: si tratta di predisporre e inserire "norme di salvaguardia" che hanno lo scopo di tutelare le nostre normative "speciali" e lo Statuto Speciale. Un provvedimento, in particolare, che mi ha visto impegnato nel corso dell’ultimo mese è stato l emendamento che ha evitato alla nostra Regione di pagare Trenitalia per l’anno 2013, accollando questo onere, che ammonta a 23 milioni di euro ,allo Stato (rimangono tuttora degli aspetti  di criticità per noi da definire meglio con l’applicazione delle norme di attuazione sul trasporto ferroviario ).
Marguerettaz: Sia per i contenuti, sia per l’impegno che ha richiesto, è stata la recente legge di stabilità: quella che, una volta, si definiva “la finanziaria”. Sono stati quindici giorni molto intensi, con sedute-fiume della commissione, che si protraevano, sovente, fino a notte inoltrata. Abbiamo cercato, col Senatore Lanièce, di porre rimedio alle tante penalizzazioni nei confronti della Valle d’Aosta, con risultati, devo ammetterlo, inferiori alle aspettative. Se è vero che siamo riusciti, con i nostri emendamenti, ad evitare che fossero addebitati alla Regione ulteriori 23 mln di spesa per i servizi di Trenitalia e a definire che, entro il mese di giugno 2014, si giunga ad un trasferimento delle competenze sulla ferrovia, è altrettanto vero che, come abbiamo fortemente denunciato, i tagli al Bilancio regionale che derivano da questa legge di stabilità, rimangono esagerati e decisamente iniqui. Non è pensabile, ad esempio, che la Valle d’Aosta debba accollarsi circa il 10% del contributo a carico delle Regioni a Statuto speciale per il risanamento delle finanze dello Stato, così come grida vendetta l’obbligo, per la Valle, di partecipare alla riduzione del fondo del Sistema Sanitario Nazionale, dal momento che non ne usufruisce. L’impegno che siamo riusciti a fare assumere al Governo è di organizzare un tavolo istituzionale con la nostra Regione, per affrontare le varie problematiche finanziarie, a partire dalla ricerca di un accordo sul Patto di stabilità.

E quello di tipo nazionale?
Lanièce: A livello nazionale il nostro appoggio all'attuale governo Letta ha il senso, da una parte, di assunzione di responsabilità nel garantire una amministrazione (nonostante molte criticità) al nostro Paese in questo momento storico molto difficile (sopratutto nei confronti dell’Unione Europea), dall'altra nel cercare di mantenere buoni rapporti di collaborazione con le strutture dei vari ministeri con l’unico scopo di ottenere la massima collaborazione nei vari provvedimenti che interessano la nostra Valle, evitando un possibile isolamento che sarebbe veramente deleterio per noi.
Marguerettaz: Credo che il cosiddetto “Decreto Fare” sia l’atto più significativo assunto da questo Governo negli otto mesi di attività. Un decreto con cui, una volta tanto, si è cercato di affiancare ad un’esasperata  politica del rigore un’iniziativa tendente alla semplificazione burocratica e, seppur molto timidamente, alla ripresa economica. Tra l’altro è proprio grazie a questo decreto che si sono destinati circa 27 mln alla nostra Regione, che permetteranno l’acquisto di treni bimodali per il miglioramento del collegamento ferroviario col Piemonte. Sottolineo anche l’obbligo, per le Pubbliche amministrazioni, di dare risposte ai cittadini e alle imprese in tempi certi. Tempi che, qualora non fossero rispettati, comporterebbero un obbligo di indennizzo ai richiedenti da parte delle amministrazioni inadempienti.

Un contributo personale che avete offerto all’aula?
Marguerettaz: Oltre ai già accennati interventi sulla legge di stabilità, ho avuto modo di prendere la parola nei dibattiti sulle varie mozioni di fiducia al Governo, in difesa del bilinguismo, in varie dichiarazioni di voto su questo o quel provvedimento. Se ne devo sceglierne uno, ricorderei il contributo nel dibattito sulla legge contro l’omofobia. Ho cercato di illustrare all’aula, con toni pacati, la mia contrarietà a questa proposta, portando delle ragioni che sono state condivise da colleghi di diversi partiti. Ho definito questa legge inutile e subdola: inutile perché gli atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali potevano già essere considerati nell’attuale codice penale, all’interno dei cosiddetti “motivi abbietti”, senza dover necessariamente ricorrere ad una normativa ad hoc; subdola perché il vero obiettivo che si voleva raggiungere con l’approvazione di questa legge era, da un lato, il riconoscimento da parte dello Stato di una categoria di persone sulla base del loro orientamento sessuale (?!), dall’altro, come dichiarato dagli stessi promotori dell’iniziativa, si voleva una legge “propedeutica” al raggiungimento del matrimonio fra persone dello stesso sesso e, successivamente, alla possibilità di adozione di figli. E’ inoltre una legge pericolosa perché lascerà alla decisione del giudice di turno tracciare il limite tra la discriminazione e la libertà di pensiero. Credo non sia superfluo aggiungere che non sono queste le priorità che il Paese attende.

Il vostro giudizio sul Governo mi sembra si sia modificato in questi mesi. Che cosa pensate del governo Letta? E sulla legislatura?
Lanièce: Il governo Letta ha fatto ciò che ha potuto, in questi mesi, tenendo conto del fatto che non ci sono risorse finanziarie per poter portare avanti una reale politica di ripresa nei vari settori , soprattutto in quello del lavoro. Dal punto di vista delle riforme costituzionale, che erano state annunciate (e che ci hanno visti e ci vedranno molto vigili sulla tutela della nostra Autonomia) all’inizio della legislatura, si registra un grave ritardo dovuto alle grandi novità politiche degli ultimo mesi (spaccatura del Pdl , di Scelta civica, nuovo segretario Pd) che hanno influito in modo negativo sul crono-programma previsto dal Governo.
Per quanto riguarda l’azione del Governo verso la nostra Regione, rimangono ancora delle criticità importanti soprattutto nei rapporti con il ministero delle Finanze per ciò che riguarda il patto di stabilità, l 'argomento delle "accise" , la quota di compartecipazione della nostra Regione al risanamento dello Stato. Tutti argomenti che per noi, con l’attuale interpretazione della Ragioneria dello Stato, rappresentano un aspetto decisamente negativo per ciò che riguarda il trasferimento delle risorse da parte dell’Amministrazione centrale alla Valle. Stiamo poi aspettando la nomina – finalmente - della commissione Paritetica per poter portare a compimento l’iter delle norme di attuazione che da anni stanno aspettando il loro completamento (argomento che a più riprese abbiamo sollecitato ai Ministri competenti e al Presidente Letta), come il completamento dell’accordo sul federalismo fiscale, i trasporti ferroviari, catasto, sanità penitenziaria, ordinamento linguistico.
Marguerettaz: E’ vero: come ho avuto modo di dire intervenendo in aula, la nostra fiducia sta vacillando. Il Governo Letta, nato come “larghe intese” per le riforme istituzionali, per rifare la legge elettorale e per favorire una ripresa economica, non ha finora dato risultati soddisfacenti. Mi si dirà che otto mesi di attività non sono molti per poter realizzare gli obiettivi, tuttavia la nostra preoccupazione rimane, soprattutto se guardiamo al mancato seguito che hanno avuto le parole di Letta nel momento del suo insediamento, quando prometteva di “valorizzare le autonomie speciali”. Su questo punto, in particolare, noi auspichiamo un’inversione di tendenza rispetto al passato Governo, a partire da una maggiore equità nei sacrifici richiesti alla Valle d’Aosta e da un rilancio della sua specialità all’interno di quelle che saranno le future riforme costituzionali. L’anno appena iniziato sarà decisivo sotto vari aspetti, a partire dai rapporti con l’Unione europea. Nel 2014, infatti, si rinnoverà il Parlamento europeo e, nel secondo semestre, l’Italia avrà la Presidenza della Commissione: un’occasione importante per poter rinegoziare gli impegni assunti dal nostro Paese, che si stanno rivelando troppo rigidi e fortemente limitativi per favorire la tanto auspicata ripresa economica. In merito poi alla legislatura va detto che questa nasce tra mille difficoltà. Il risultato elettorale ha, di fatto, creato per un lungo periodo una situazione di stallo, protrattosi per i tentativi iniziali del Centro-sinistra di giungere ad un accordo col Movimento 5 stelle, portando poi alla soluzione del Governo delle larghe intese. Ricordo anche il momento di grave sbandamento istituzionale, quando si è dovuto procedere all’elezione del Presidente della Repubblica, che ha portato gli esponenti di numerosi Partiti (anche di quelli che oggi lo denigrano) a chiedere la disponibilità di ricandidarsi a Giorgio Napolitano. Una legislatura che non ha mai interrotto la campagna elettorale: col fatto che nuove elezioni sono sempre dietro l’angolo, i Partiti non hanno mai abbassato la guardia, mantenendo, appunto, un’impostazione da campagna elettorale. A parte l’atteggiamento del Movimento 5 stelle che, volendo distruggere il sistema, vuole raggiungere il 51% dei consensi e quindi, finchè non raggiungerà quest’obiettivo, manterrà perennemente i toni alti tipici delle elezioni, anche Forza Italia prima, e, dopo il recente Congresso, anche il PD, sembrano contribuire a creare un clima di scarsa serenità. Una legislatura che, dato lo stato delle cose, dovrebbe impegnare le forze politiche a darsi un serio sistema elettorale, che garantisca la governabilità, a fare le riforme più urgenti, come quelle costituzionali, per poi chiudersi rapidamente.

In materia di riforme quali hanno il vostro appoggio e quali no?
Lanièce: Preferirei aspettare ad esprimermi quando ci saranno delle proposte concrete sul tappeto.
Marguerettaz: Tutte le riforme tendenti a semplificare, a ridurre i costi, ad abbattere l’eccessiva burocrazia avranno il nostro appoggio. Nella fattispecie, sarà indispensabile giungere al superamento del bicameralismo perfetto che, se aveva un senso all’alba della repubblica, oggi appare come un meccanismo farraginoso e inutile. Questo significa, come proponiamo da anni, che si dovrebbe ripensare al ruolo del Senato, trasformandolo in un organismo rappresentativo delle Regioni, ed affidare alla sola Camera il potere legislativo e di fiducia al Governo. Questa riforma porterebbe, da un lato, ad una velocizzazione dei tempi di risposta della politica e, dall’altro, ad un superamento dei diversi organismi pensati oggi per garantire un collegamento tra lo Stato e le Regioni. Accanto a questa riforma ritengo importante che si giunga ad una significativa riduzione del numero di Parlamentari, oggi davvero troppo numeroso (e oneroso). Nella riforma del titolo V della Costituzione e, in particolare, dell’art. 116, dove si fa riferimento alle Regioni a Statuto speciale, dovremo, come Parlamentari valdostani, mantenere alta la guardia. L’obiettivo minimo, logicamente, sarà quello di conservare la nostra specialità (cosa non così scontata viste le riflessioni fatte da alcuni saggi nominati nella commissione per le proposte di riforma), ma, se riusciremo, cercheremo di far inserire nella nuova Carta il principio dell’intesa, in modo da dare, finalmente, una tutela costituzionale  al nostro Statuto speciale.

22 gennaio 2014

Incoletti (Giovani Imprenditori di #Confindustria) ha incontrato i parlamentari valdostani


Il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Valle d'Aosta, Edy Incoletti, ha incontrato oggi i Parlamentari valdostani Albert Lanièce e Rudy Marguerettaz per parlare della situazione economica e politica italiana.

L'incontro, che rientra nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione lanciata dal Gruppo Giovani di Confindustria, è servito per esprimere il senso di frustrazione e disillusione dei Giovani Imprenditori, alle prese con una crisi che continua a colpire l'Italia più duramente degli altri paesi, un Parlamento
che sembra non avere il coraggio di attuare le necessarie riforme e un fisco che ha raggiunto livelli da “confisca”.

Con l’occasione il Presidente Incoletti ha consegnato la proposta di Confindustria “Crescere si può, si deve”, presentata a gennaio 2013, che racchiude tutte le proposte del sistema confindustriale per rendere
nuovamente competitive le imprese, abbattendo i costi e sostenendo gli investimenti e quella di Confindustria Valle d’Aosta “Elezioni regionali 2013: Le Indicazioni delle imprese per disegnare insieme il futuro della Valle d’Aosta”.

«I nostri Parlamentari - ha dichiarato Incoletti al termine dell'incontro - hanno condiviso le preoccupazioni che hanno condotto le imprese italiane al limite della sopportazione e hanno riconosciuto l'urgenza e la validità delle proposte di Confindustria».

«I nostri rappresentanti - continua il Presidente - hanno, in particolare, riconosciuto l'urgenza di una nuova legge elettorale, la necessità di una riforma istituzionale volta all'abolizione delle province e di misure di stimolo dell'economia, partendo dalla riduzione del costo del lavoro. Speriamo che, grazie all'interesse dei nostri rappresentanti, queste proposte possano essere, finalmente, prese in seria considerazione da parte del parlamento».

«Forti della nostra posizione esterna ai partiti nazionali e supportati da una realtà regionale che, sotto molti profili, riesce a costituire un esempio per tutta la nazione – ha dichiarato il Senatore Lanièce – faremo il possibile per far sì che le riforme auspicate e condivise di Confindustria giungano a compimento, pur nella difficile e complicata situazione politica che stiamo vivendo in questi giorni, continuando a lottare per mantenere le nostre prerogative e la salvaguardia della nostra autonomia».

29 ottobre 2013

L'imprenditoria valdostana pronta a fare la sua parte

Su iniziativa di Confcommercio Imprese per l’Italia della Valle d’Aosta le organizzazioni imprenditoriali hanno incontrato ieri, lunedì 28 ottobre, alle 11, presso la sede centrale dell’Union Valdôtaine, i Parlamentari valdostani

«Dalla legge di stabilità del Governo Letta ci aspettavamo molto di più - hanno sostenuto le categorie imprenditoriali - l'irrilevante taglio delle tasse nel triennio viene totalmente assorbito, in termini di potere d'acquisto dall'aumento Iva. La delusione è forte perché ancora una volta il Governo non ha saputo dare risposte concrete alle attese delle imprese e dei consumatori, e finora non c'è stato il più volte promesso taglio alla spesa pubblica». 

Il senatore Albert Laniéce ed il deputato Aurelio Marguerettaz, hanno detto chiaramente: «Dal Governo Letta abbiamo avuto solo tante belle parole, come da Monti, ma nei fatti la Valle d'Aosta è la regione italiana che esce maggiormente penalizzata, tra quelle a Statuto speciale, dall'applicazione della Legge di stabilità».

Analizzando più in generale la situazione relativa alla Valle d’Aosta, Lanièce e Marguerettaz hanno osservato che «L'iniquità della manovra nei confronti delle regioni a Statuto speciale è evidenziata dai tagli alla Sanità nazionale, 500 milioni di euro quest'anno e 600 nel 2014, saranno assorbiti interamente da una compensazione che graverà solo ed esclusivamente su Valle d'Aosta, Trentino, Friuli e Sardegna. A conti fatti, la Valle d’Aosta dovrà contribuire al Sistema sanitario nazionale per 50 milioni di euro entro il 2013 e più di 60 il prossimo anno».

La situazione è davvero preoccupante, ma Pier Antonio Genestrone ed Emilio Cenghialta (Confcommercio), Edda Crosa e Alfredo Lingeri (Confindustria), Ezio Mossoni (Coldiretti), Stefano Toscano (Ava-Confartigianato), Alessandro Cavaliere ed Emilio Conte (Adava) confidano nei due parlamentari ai quali hanno ribadito: «l’imprenditoria valdostana si impegna a fare la propria parte, ma non lasciateci soli ad affrontare una crisi economica e quindi gestionale sempre più difficile da risolvere».

26 ottobre 2013

Le organizzazioni imprenditoriali incontrano i parlamentari valdostani

Il Senatore Albert Lanièce e il deputato Rudy Marguerettaz
Su iniziativa di Confcommercio Imprese per l’Italia della Valle d’Aosta le organizzazioni imprenditoriali incontreranno lunedì 28 ottobre, alle 11, presso la sede centrale dell’Union Valdôtaine, i Parlamentari valdostani, il senatore Albert Lanièce e il deputato Rudy Marguerettaz.

«Dalla legge di stabilità del Governo Letta - ha spiegato Pier Antonio Genestrone, Presidente di Confcommercio e vice president di Rete Imprese Valle d’Aosta - ci aspettavamo molto di più; l’irrilevante taglio delle tasse nel triennio viene totalmente assorbito, in termini di potere d’acquisto dall’aumento Iva. La delusione è forte perché ancora una volta il Governo non ha saputo dare risposte concrete alle attese del terziario e dei consumatori. Ridurre il tasso della pressione fiscale dal 44,3% al 43,3% in tre anni è poca cosa soprattutto se si considera che la vigilia del varo è stata foriera di grandi promesse. Non c’è stata  la svolta che chiedevamo così come non c’è stato il più volte promesso taglio alla spesa pubblica. Per questo vogliamo incontrare i Parlamentari valdostani, e li ringraziamo per aver accolto la nostra richiesta, per valutare le possibili azioni tese ad una concreta riduzione della pressione fiscale in fase di dibattito della Legge di Stabilità nelle due Camere del Parlamento». 

7 marzo 2013

#ElezioniPolitiche2013: Le attese di #Coldiretti Valle d'#Aosta

Albert Lanièce e Rudi Marguerettaz

Sull'ultimo numero dell'«Agriculteur Valdôtain», il periodico della Coldiretti valdostana in distribuzione in questi giorni, c'è un articolo dal titolo «Elezioni che cosa ci aspettiamo» che mi sembra di un certo interesse come riflessione sui problemi del mondo agricolo e proprio per questo motivo ho deciso di proporlo come post in questo blog. 

Mentre a livello Nazionale la Coldiretti ha incontrato tutti Leaders politici (Letta, Vendola, Casini, Monti, Berlusconi e Grillo) la Associazione Agricoltori ha incontrato, nelle fasi precedenti le elezioni, prima i candidati Guichardaz-Morelli, poi Lanièce-Marguerettaz, infine in candidato Vierin.  La campagna elettorale è – tradizionalmente – sempre calda e, nella nostra Regione non si sfugge a  tale realtà. Le elezioni politiche sono sempre meno sentite delle Regionali ma, a causa del “traino” che vi sarà – in quanto le elezioni si succederanno di pochi mesi – gli osservatori ritengono che il primo risultato elettorale potrebbe poi influenzare gli schieramenti e i risultati di maggio, anche se l’elettorato Valdostano ha, sovente, spiazzato tutti con scelte – l’incrocio della penultima tornata elettorale ne è la prova – che certamente avranno dei motivi validi.   Non ci azzardiamo  a fare previsioni  ma a sperare che, dopo una profonda crisi economica, ci possa essere una fase di ripresa, soprattutto per l’occupazione e soprattutto per i giovani.

Noi, nel ruolo di difesa degli interessi del mondo agricolo abbiamo presentato ai candidati un documento che vogliamo riassumere ora, a bocce ferme, per poi riconfrontarci con i due eletti – Albert Lanièce al Senato e Rudi Marguerettaz alla Camera -  su temi che, e non poteva essere altrimenti , hanno fortemente condiviso in campagna elettorale.

Innanzi tutto la “Montagna” : ricordando che la Costituzione recita“Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali …... la legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane” abbiamo sottolineato come le politiche di sostegno alla montagna sono vanificate sia nelle risorse che nei conseguenti effetti, a causa di quello che definiamo “il peccato originale” cioè una non corretta delimitazione territoriale della montagna stessa. Si  rende pertanto indispensabile una revisione della norma  poiché le sempre più limitate risorse portano a vanificare qualsiasi intervento destinato alla montagna  se disperso in una moltitudine di territori che con la montagna poco hanno a che fare.

Il fisco: L’agricoltura è strozzata in una situazione economica rispetto alla quale non vi è uscita. Il settore primario non produce né acciaio né automobili ma “CIBO” e il cibo è uno dei pochissimi fattori indispensabili per l’umanità. Ma il cibo deve essere accessibile e mantenere un prezzo che dia dignità ai consumatori e alle famiglie. I costi però, per le imprese agricole, sono follemente aumentati trainati da quelli dell’energia, ma i ricavi sono sempre gli stessi – portiamo ad esempio il nostro prodotto principe, la Fontina pagata al produttore 7.03€ nel 2011 contro i  7,13€ nel 2008. L’attuale sistema fiscale serve da “ammortizzatore sociale”rispetto a tale situazione;   qualsiasi modifica del fisco, che introduca nuove imposte per il settore agricolo NON SARA’ SOPPORTABILE.

La previdenza: In tale ambito ricordiamo e, premettiamo, che la pensione di un coltivatore diretto ammonta – oggi – a  circa 480 euro mensili compresa l’integrazione al minimo. Il settore agricolo si trova in una situazione, al momento, poco evidenziata in quanto i tempi di attuazione della riforma Fornero non sono immediati ma, con l’introduzione progressiva del sistema contributivo il mondo autonomo agricolo dovrà cercare di versare sempre più contributi se vorrà avere una soglia di sopravvivenza minima ma si trova a che fare con gravissime difficoltà, oramai strutturali, ove, sempre più, aziende in difficoltà non riesco a versare i propri contributi previdenziali e assistenziali. La riforma porterà, inoltre,  nel 2017, a disperdere quasi interamente il patrimonio di agevolazioni  per le zone montane portando i nostri agricoltori pressoché agli stessi livelli contributivi dell’agricoltura di pianura.

Il lavoro Come noto il lavoro agricolo a tempo determinato è la prassi, mentre il lavoro a tempo indeterminato è l’eccezione. La normativa non sembra però tenerne conto. Agli inizi degli anni 2000 le norme relative al lavoro agricolo consentivano “l’anarchia assoluta”. Oggi è molto più facile assumere per la Fiat che per un conduttore di alpeggio e i costi del lavoro stesso sono molto elevati, salvo poi riscontrare periodicamente – e questo lascia il mondo agricolo locale nello sconcerto – le decine di “Rosarno” che la stampa nazionale evidenzia. Il concetto è da estendere anche alla normativa  relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro in agricoltura. La tutela dei lavoratori autonomi e degli operai non deve assolutamente essere messa in discussione ma, proprio per questo,  gli interventi di formazione, tutela e informazione dei lavoratori devono essere efficaci e snelliti.  

La Burocrazia: Purtroppo pervade trasversalmente ogni attività agricola  con provvedimenti che trovano giustificazioni nella necessità di eseguire controlli e impedire evasione ed elusione, ma si  sono messe in campo, nel tempo, procedure burocratiche che stanno agendo da freno alla attività del settore. Le norme, oramai, ci sono, da quelle relative alla gestione di una stalla fino all’esasperazione assoluta delle centinaia di norme che regolano il settore vitivinicolo. Oltre ad una attenta analisi necessaria per individuare la cosi detta “ burocrazia inutile” si impone un processo di ARMONIZZAZIONE della burocrazia. Le imprese agricole non sono stufe di fare documenti  ma di dare decine di volte  lo stesso documento, a volte, allo stesso ente, in barba a qualsiasi processo di semplificazione. La semplificazione si fa eliminando procedure e non sostituendole con altre.
Agli eletti il lavoro, certamente, non mancherà.     

16 gennaio 2012

Conferenza stampa fine anno: elementi rilevanti per il 2012 per l'Assessorato alla Sanità, salute e Politiche sociali

L'Assessore Albert Lanièce
Prosegue l'analisi del rapporto della Giunta regionale dal punto di vista delle iniziative di sviluppo economico previste per il 2012. Oggi tocca all'Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali

Ampliamento microcomunità
In attuazione della programmazione regionale in ambito socio-assistenziale, saranno ultimati i lavori di ristrutturazione ed ampliamento delle microcomunità di Gaby e Brusson. Le strutture verranno ampliate con una capienza di 25 posti letto a Gaby e di 24 posti letto a Brusson e saranno adeguate per accogliere utenti con importanti livelli di non autosufficienza.

10 gennaio 2010

Conferenza Stampa di Fine Anno (1)

Propongo tra oggi e domani i contenuti della Conferenza stampa di fine anno, svoltasi il 28 dicembre, così come li ho raccontati sul Corriere della Valle del 31 dicembre. Chi fosse interessato alla lettura del rapporto della Giunta regionale clicchi qui. L'attività del Consiglio regionale invece si trova qui.

L'attività del Consiglio: alcuni numeri
Ventidue adunanze per un totale di 59 sedute – fra le quali quella europea e quella del 60° anniversario del Consiglio Valle – per una durata complessiva di 226 ore, mentre la durata media di ogni adunanza è stata pari a 9 ore e 50 minuti. Sono questi alcuni dei numeri attraverso i quali il Presidente del Consiglio Alberto Cerise, lunedì, in occasione della conferenza stampa di fine anno, ha illustrato l’attività del Consiglio regionale. L’assemblea in ogni adunanza ha trattato in media 29 oggetti. 58 gli atti legislativi (50 disegni di legge e 8 proposte di legge), mentre l’attività deliberativa ha visto 84 atti discussi tra mozioni, ordini del giorno, risoluzioni e atti vari. «L’attività ispettiva – ha aggiunto Cerise – mostra, anch’essa, un ampio confronto dialettico sui temi di maggior interesse della comunità. In particolare, sono state 113 le interrogazioni, 16 quelle a risposta immediata e 265 le interpellanze: 178 al Presidente della Regione, 78 all’Assessore alla sanità e 70 all’Assessore alle Opere Pubbliche». Per la prima volta il rapport d’activité presenta anche un capitolo dedicato alla dialettica politica vale a dire un intervento di ciascun gruppo politico rappresentato in Consiglio Valle. «Questo a dimostrazione – ha sottolineato il Presidente – della pluralità dell’azione dell’assemblea regionale, in un confronto, a volte anche acceso nella diversità delle opinioni che la compongono, ma sempre improntato al massimo rispetto dei ruoli e delle responsabilità che ogni forza politica, di maggioranza o di opposizione, ha il dovere di esercitare in rappresentanza». Concludendo il Presidente Cerise ha sottolineato come «Le Conseil de la Vallée, en tant que coeur historique de la démocratie dans notre région, doit être le dépositaire de comportements et d'attitudes qui vont dans la direction de concilier les différends, de promouvoir la dignité de la personne et de la liberté, de valoriser le développement de l'individu, de rechercher des chemins pour que les citoyens puissent non seulement résoudre leurs problèmes, mais plutôt réaliser leurs rêves. La pluralité des opinions représentées au sein du Conseil est l'élément unificateur - une sorte de fertilisant - pour alimenter le terrain de la démocratie par le débat et la dialectique; cette pluralité ne doit donc pas être perçue comme un terrain de conflits étant une fin en soi».

La parola alla Giunta: le misure anticrisi
L’Assessore al Bilancio, Finanze e Patrimonio Claudio Lavoyer è stato il primo della Giunta ad intervenire
e ha ricordato l’impegno del Governo regionale predisporre per il 2009 e per il 2010 dei pacchetti anticrisi
mirati ad attutire l’effetto della difficile congiuntura economica sulla Valle d’Aosta. «Attraverso la costituzione di un comitato di monitoraggio della crisi, - ha precisato l’assessore - i contatti con le società bancarie e una lunga serie di confronti con le categorie sociali, le forze produttive e le associazioni di volontariato, abbiamo cercato di trovare e istituire strumenti concreti ed efficaci di analisi ed elaborazione di idee, che sono confluiti nella prima legge del 2009. Misure regionali straordinarie ed urgenti in funzione anticrisi per il sostegno alle famiglie e alle imprese, e alle sue successive applicazioni. Strumenti che si sono resi ancora più efficaci perché frutto di una concertazione. Ed è su questo indirizzo di condivisione che stiamo predisponendo un’altra legge a sostegno dell’economia, consapevoli del fatto che la crisi sarà percepibile anche nel prossimo anno, ma consci che l’aiuto dell’Amministrazione potrà essere importante per il tessuto sociale e imprenditoriale della nostra regione».

Maggiore equità
L’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Albert Lanièce ha posto come impegno centrale del suo
assessorato il garantire sempre maggiore equità nella salute e nel benessere sociale migliorando anche la
qualità dei servizi. «Ma la ricerca di una migliore qualità delle cure mediche – ha spiegato nel rapporto che illustra l’attività della Giunta regionale - ci porterà anche a riorganizzare le funzioni ospedaliere e territoriali relative alle cure palliative, al controllo del dolore, in tutte le fasi della malattia, specie in quelle avanzate  e terminali, in cui la persona ha diritto a ricevere accoglienza, professionalità e umanità insieme alla sua famiglia, proteggendo da ulteriore dolore fisico e psicologico il percorso di fine vita. Sarà garantita in questa situazione di particolare fragilità una presa in carico globale, realizzata attraverso una rete di servizi e attività strettamente coordinate e interconnesse, volte a garantire continuità d’assistenza al malato, dalla struttura ospedaliera al suo domicilio; in questo contesto prenderà l’avvio l’attività dell’Hospice regionale».

Addio Buoni benzina
L’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret è inevitabilmente partito nel suo sguardo sul 2009 dall’addio ai buoni di benzina. «Si tratta di un epilogo annunciato già da anni, - ha spiegato - anche se questa non è una rinuncia da parte nostra, ma un’imposizione comunitaria iniqua, che subiamo e contro la quale a nulla sono valse le reiterate richieste ed i ripetuti tentativi per poter conservare una misura che tutti noi abbiamo visto presente, da sempre, nelle nostre vite». Pastoret ha pure ricordato come «Nel campo dell’energia sono state introdotte significative novità sia per quanto riguarda la semplificazione amministrativa, sia per quanto riguarda l’adeguamento di alcune importanti leggi del settore, con lo scopo di sostenere il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili». (continua)

18 ottobre 2009

La Valle d'Aosta Ha la Sua Prima Clinica Privata: al 43% di Proprietà di Humanitas


Sarà operativo per fine mese a Saint-Pierre, in località Breyan, il primo centro della Valle d’Aosta interamente dedicato all’assistenza riabilitativa, neurologica e ortopedica.

Realizzato in tempi rapidissimi e seguendo le più moderne tecnologie green, con un investimento complessivo di 15 milioni di euro, l'Istituto Clinico Valle d'Aosta si avvale di uno staff composto da specialisti in Medicina Fisica e Riabilitazione, fisioterapisti e infermieri, e mette a disposizione dei pazienti 80 posti letto, Day Hospital, palestre e una piscina terapeutica.

Gestito da ISAV-Iniziative sanitarie valdostane, società mista a capitale privato partecipata al 43% da Humanitas, al 41% da Valsan srl (controllata dall’Istituto Radiologico Valdostano-Irv che detiene l’1%), e al 15% da Finaosta (Regione Valle d’Aosta), è stato inaugurato venerdì 9 ottobre alla presenza del Presidente della Regione Valle D’Aosta Augusto Rollandin, dell’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali Albert Lanièce, del Sindaco di Saint-Pierre Giuseppe Jocallaz e del Vescovo di Aosta, Mons. Giuseppe Anfossi. Tra la folla parecchi consiglieri regionali. Assente giustificato il sen. Antonio Fosson.

In fase di convenzionamento con il Servizio Sanitario Nazionale, l’Istituto risponde ad un’esigenza del territorio e dei suoi 120 mila abitanti. Situata a poca distanza dal centro abitato e facilmente raggiungibile dall’autostrada, la struttura si trova in una posizione comoda sia per i residenti in Valle sia per i pazienti provenienti da altre regioni. Immersa nel verde, a 700 metri di altitudine e ai piedi della montagna, circondata da 9 mila metri quadrati di parco offre ai pazienti il giusto clima di serenità e riposo.


«La nascita dell’Istituto Clinico Valle d’Aosta rappresenta una tappa importante nello sviluppo della sanità valdostana ed un completamento dell’offerta dei servizi sanitari in Valle - commenta Franco Colombo, Presidente dell'Istituto Clinico Valle d'Aosta -. Nella nostra regione infatti non esisteva una struttura riabilitativa dedicata e questo obbligava la popolazione a rivolgersi a centri piemontesi, liguri, lombardi, oppure a rimanere nei reparti per pazienti acuti. Da oggi, invece, grazie a tempi di realizzazione brevissimi e alla sinergia con l’Assessorato regionale alla Sanità e l’USL, chi ha necessità di cure e assistenza in ambito riabilitativo può trovare accoglienza e competenza direttamente a Saint-Pierre. Tutto ciò in stretta collaborazione con le strutture sanitarie del territorio e i medici di famiglia. Il centro si pone inoltre l’ambizioso obiettivo di richiamare ed attrarre utenti anche da fuori Valle».

Frutto di 15 mesi di lavoro, l’Istituto Clinico Valle d’Aosta è il risultato di una sinergia vincente tra istituzioni pubbliche e private, che hanno messo al servizio del paziente le loro competenze. «Il confronto, seppur regolato, tra ospedali pubblici e privati - spiega Gianfelice Rocca, presidente di Humanitas - può innescare processi virtuosi di miglioramento di qualità e efficienza, investimenti nell’aggiornamento continuo delle tecnologie e dei professionisti. Humanitas - partner tecnico e clinico del progetto - ha messo a disposizione della Valle d’Aosta le competenze acquisite in anni di attività nel mondo sanitario in tutta Italia, e ha trovato nelle istituzioni locali appoggio e professionalità per realizzare un sogno comune. Humanitas fa parte di un Gruppo internazionale che affonda le sue radici nelle comunità locali. In esse si è sempre integrata, valorizzandone le peculiarità. La sfida di coniugare la globalità di un mondo integrato con le eccezionalità dei contesti locali si ripropone qui anche oggi».

4 piani e 6.500 metri quadrati a disposizione dei pazienti

Costruito seguendo le più moderne tecnologie green (è dotato infatti di impianto solare e fotovoltaico), l'Istituto Clinico Valle d'Aosta si sviluppa su quattro piani, due dei quali dedicati alle degenze, ed è provvisto di un ampio parcheggio e di un’area verde a disposizione degli ospiti. Non mancano palestre e sale polifunzionali. Fiore all’occhiello della struttura è la piscina terapeutica, nella quale i pazienti praticano l’idroterapia. Concepita e realizzata con le più recenti tecnologie, è dotata di sistemi di movimentazione che consentono l’accesso ed il trattamento anche a pazienti portatori di disabilità maggiori.

L’Istituto Clinico Valle d’Aosta si avvale di un’équipe multidisciplinare composta da specialisti in Medicina Fisica e Riabilitazione, responsabili dei progetti e dei programmi riabilitativi per i pazienti, e fisioterapisti. Accanto alle terapie tradizionali, presso l’Istituto vengono attuate le metodiche più moderne e utilizzate apparecchiature elettromedicali all’avanguardia al fine di consentire al paziente il miglior recupero delle funzioni temporaneamente perdute. Tutti i trattamenti vengono effettuati da fisioterapisti qualificati e sotto stretto controllo medico. Responsabile del Dipartimento di Riabilitazione è il dott. Massimo Ugolini; Direttore Sanitario della struttura è il dott. Luciano Rassat.

L’Istituto Clinico Valle d’Aosta può contare su 2 piani di degenza per un totale di 80 posti letto dove vengono ricoverati pazienti con problematiche complesse di natura sia ortopedica sia neurologica. In particolare afferiscono alla degenza di Riabilitazione, con l’obiettivo di un recupero di funzione, autonomia e qualità di vita, tre tipologie di pazienti. Quelli sottoposti a interventi di chirurgia ortopedica (in particolare per impianti protesici di anca e di ginocchio) e pazienti portatori di esiti di amputazione di arti inferiori in attesa di protesizzazione, che vengono trattati fino al completo recupero della stazione eretta e della deambulazione. Inoltre pazienti politraumatizzati, ad esempio in seguito ad incidenti stradali. Ancora, vengono accolti presso l’Istituto pazienti con patologie neurologiche responsabili di disabilità complesse ad eziologia multifattoriale (PCI, ictus cerebri, lesioni traumatiche cerebrali e/o spinali, malattie degenerative del sistema nervoso centrale).

L’Istituto inoltre può contare sulla presenza di un servizio di Day Hospital rivolto in particolare a pazienti portatori di disabilità maggiori, che non necessitano di ospedalizzazione ma possono trarre giovamento da un trattamento riabilitativo quotidiano.

Tutti i numeri dell’Istituto Clinico Valle d’Aosta

6.500 metri quadrati disposti su 4 piani

• 2 degenze con 80 posti letto per la riabilitazione

• 9 mila metri quadrati di parco

• 10 ambulatori

• 3 palestre

• piscina per la riabilitazione

28 ottobre 2008

Albert Lanièce: per le nuove povertà occorre anche un'azione preventiva (2)

Seconda parte dell'intervista all'assessore alla Sanità Albert Lanièce. La prima parte la potete trovare qui.

Sempre nel programma elettorale era evidenziata la vostra intenzione di ampliare il concetto di politiche sociali, includendo in esso, oltre agli interventi di carattere assistenziale, tutto il complesso mondo delle politiche a sostegno dell’individuo e della famiglia. Può darci un esempio di questo?
Un primo esempio di aiuto consiste nel prevedere sostegni alle famiglie numerose, cioè con più di quattro figli. E’ un intervento che abbiamo allo studio proprio in questi giorni. Una prima ipotesi consiste nel prevedere una serie di convenzioni con enti che permettano sconti particolari. Stiamo anche pensando di regionalizzare il Centro per la famiglia di Aosta per metterlo a disposizione di tutto il territorio. Può diventare un aiuto alle famiglie giovani sotto forma di corsi o di sostegno nei momenti più critici.

Una delibera regionale dell’agosto 2007 stabilisce gli standard per le strutture per anziani. Fissa gli aiuti per la ristrutturazione degli edifici e per la formazione del personale e riguarda ovviamente le strutture pubbliche. Quali attenzioni prevedete per le case di riposo private?
Proprio nei giorni scorsi abbiamo approvato la delibera che rende operativo quel provvedimento quadro. Per quanto riguarda le strutture private in un incontro informale con i responsabili abbiamo chiarito la nostra intenzione di venire incontro alle eventuali esigenze che dovessero manifestare simili strutture per l’adeguamento agli standard con i quali è possibile ottenere l'accreditamento. Anche le strutture pubbliche, cioè le microcomunità, saranno oggetto di una intensa attività di ristrutturazione in modo da potenziarle. Nasceranno anche nuovi CEA, Centri educativi assistenziali per disabili. A Hône, Gressan e Morgex.

A che punto siamo con l’attuazione del piano di zona?
Nella fase della raccolta dati che, una volta terminata, conosciuti in maniera più chiara i bisogni dell’utenza, ci permetterà una migliore pianificazione dei servizi sul territorio regionale. Sarà una fotografia fedele dell’attuale situazione socio-sanitaria.

Il programma parla di un nuovo impianto normativo della legge regionale sulla disabilità. Cioè?
Si tratta di dare piena applicazione alla legge regionale numero 14 del 2007.

Ampliamento ospedale: qual è la situazione?
La ristrutturazione dell’attuale struttura procede. Per fine anno saranno terminati il nuovo pronto soccorso e i locali che ospiteranno la radioterapia. Nella tarda primavera sarà pronto il bunker per la cella a torre lineare per la radioterapia che attiveremo, finalmente, come servizio per la fine del 2009. Vanno avanti anche tutte le procedure per la ristrutturazione di altre parti dell’ospedale come quella denominata “triangolo”. Per l’ampliamento ad est si stanno definendo le procedure in modo da dare il via alla fase operativa e questo comprende anche la sottoscrizione dell’accordo di programma con il Comune di Aosta.

Come ci si trova a fare l’assessore sub-judice?
Sono sereno. Non mi pongo il problema della durata del mio incarico e cerco di lavorare con il massimo dell’impegno.

27 ottobre 2008

Albert Lanièce: per le nuove povertà occorre anche un'azione preventiva (1)

Completo il mio ciclo di interviste alla nuova giunta ponendo alcune domande al neo-eletto assessore alla Sanità e Politiche sociali Albert Lanièce. L'intervista, come sempre, è stata divisa in due parti.

Federalismo fiscale: avete provato ad ipotizzare uno scenario in cui il welfare regionale potrebbe avere meno risorse delle attuali?
Premesso che la sanità è una nostra competenza primaria va detto che, per ora, il governo ha garantito che nel 2009 non ci saranno tagli. Proprio in questi giorni sono in corso delle riunioni a livello ministeriale sui LEA, i livelli essenziali di assistenza, in pratica i servizi che devono essere erogati dall’Usl. Su questo si sta discutendo parecchio e potrebbero essere rivisti. Come regione per ora stiamo aspettando che il governo faccia più chiarezza sulla materia. Tuttavia non va dimenticato che esistono anche i LEA regionali e certi servizi possono essere integrati, come già attualmente avviene ad esempio con l’agopuntura, normalmente erogato in ospedale. Sono comunque convinto che sulla materia sanitaria non si verificheranno grossi stravolgimenti.

E’ in forte crescita il fenomeno delle nuove povertà anche in Valle d’Aosta. Quali misure intendete mettere in campo… Nel programma elettorale, ad esempio, si evidenziava l’intenzione di studiare formule di microcredito alle famiglie in difficoltà, restituibile con forme di prestazioni lavorative.
Il quadro ci è purtroppo noto da tempo ed era presente nel programma di maggioranza. Cresce il numero delle persone anziane con grosse difficoltà economiche, aumentano gli invalidi, gli immigrati, le famiglie monoparentali. Senza contare la forte crescita dell’indebitamento famigliare che oggi interessa in maniera sempre più rilevante anche il ceto medio, soprattutto se lavora soltanto uno dei coniugi. Anche se iniziamo a riscontrare difficoltà in famiglie
dove entrambi i genitori lavorano. Se si sommano affitto, mutuo da pagare per l’auto il peso cresce e rischia di diventare insostenibile. Noi comunque stiamo monitorando attentamente il fenomeno in quanto a breve vorremmo proporre delle nuove soluzioni.

Interventi principalmente di tipo creditizio…
Il microcredito è un tipo di risposta interessante, anche se devo rilevare che sono pochissime le regioni italiane ad aver approvato un simile provvedimento. La prima è stata il Lazio. Tuttavia accanto all’assistenza economica credo che, risolti i problemi del breve termine, sia indispensabile iniziare a ragionare sull’avvio di attività preventive. Ragionare sul lungo termine e chiedersi quali siano le misure che possono, non dico prevenire completamente ceret situazioni, ma evitare di farle in maniera incontrollata, facendo crescere il numero delle nuove povertà. Non posso non notare infatti come il fenomeno sia stato scatenato dalla società dei consumi. Le famiglie del ceto medio sono bombardate da continui messaggi. Esiste un problema di cultura che rende difficile rompere questo circolo vizioso. Occorre però un cambio di mentalità soprattutto per quanto riguarda i ragazzi che più di tutti inducono le famiglie a spendere. E’ un ragionamento che prima o poi andrà messo in agenda perché non si potrà sempre intervenire con il nostro welfare che, per quanto sia in grado di garantire molto, costa anche molto. Dobbiamo in coscienza chiederci fino a quando questo sarà possibile e agire di conseguenza… (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 16 ottobre 2008)
 

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