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23 novembre 2017

Riccardo Jacquemod (#Federsolidarietà): Come cambia in Valle il #TerzoSettore?

Riccardo Jacquemod
Questa settimana proponiamo l’intervista a Riccardo Jacquemod, responsabile della Cooperativa La Sorgente e delegato valdostano per federsolidarietà, l’organizzazione di rappresentanza politico-sindacale delle cooperative sociali e delle imprese sociali aderenti a Confcooperative

Definizione burocratica a parte, in concreto che cosa è Federsolidarietà?
Federsolidarietà è una federazione di Confcooperative che raggruppa le cooperative sociali. A livello nazionale sono 6150 organizzazioni che danno lavoro a 227mila persone di cui 16.800 svantaggiati e 24mila soci volontari.

Quale è il suo ruolo?
Io sono consigliere nazionale e rappresento la Valle d’Aosta quando ci sono i consigli nazionali delle cooperative che in particolare si riuniscono sotto la Fédération des Coopératives che è un po’ il punto di riferimento in Valle d’Aosta di Confcooperative. La parte più significativa è di rappresentanza, di tutela. Federsolidarietà segue la gestione del contratto collettivo nazionale delle cooperative sociali, quindi tutta la parte di rapporti con il sindacato per la costruzione del contrato collettivo e di sviluppo della cooperazione, compreso anche lo sviluppo e la promozione dei cooperatori che sono all’interno.

Da questo speciale osservatorio che cosa puoi dirci del mondo delle cooperative sociali a livello nazionale?
La cooperazione sociale sta vivendo un cambio di paradigma abbastanza significativo per diverse ragioni. Intanto perché la pubblica amministrazione ha drasticamente ridotto le risorse per il sociale e anche per una questione di immagine. Ci sono stati una serie di scandali legati alla gestione dei richiedenti protezione internazionale, piuttosto che mafia capitale. Di conseguenza il credito che prima veniva dato alla cooperazione sociale un po’ a priori adesso deve essere ricostruito. Però a fronte di questi due aspetti a livello nazionale si assiste ad un grandissimo dinamismo per ricavarsi uno spazio nuovo in cui trovare nuovi soggetti con cui lavorare per sviluppare le proprie caratteristiche a prescindere dalla pubblica amministrazione o comunque con un rapporto diverso. Di conseguenza le fondazioni di origine bancaria diventano dei partner importanti per andare a costruire pezzi di welfare o altri pezzi di welfare costruiti con la comunità con azioni di progettazione partecipata. E’ un momento molto fertile in quanto la precedente funzione di fornitore della pubblica amministrazione si è ormai persa.

La situazione valdostana è molto differente?
In valle d’Aosta il fenomeno delle riduzioni delle risorse è arrivato con diversi anni di ritardo, di conseguenza siamo in una situazione di rincorsa. Abbiamo vissuto questa situazione di fornitura di servizi della pubblica amministrazione più a lungo che nel resto d’Italia. In questo momento siamo a metà del guado. Da una parte le cooperative iniziano a fare dei passi, dei movimenti per riuscire a trovare una progettazione che non sia troppo dipendente dalle politiche pubbliche e dall’altra parte anche il soggetto pubblico ancora deve un po’ acquisire una cultura nuova del rapporto con questi soggetti di impresa sociale che ci sono in quanto abituata ancora fortemente a gestire le leve delle parti economiche.

Uno degli aspetti che mi sembra maggiormente cambiato è dunque il rapporto con la pubblica amministrazione?
E’ il punto più difficile e delicato di questa fase. Si tratta di un quadro in movimento che però da noi è ancora alle prime battute, mentre a livello nazionale siamo già molto più avanti. Inoltre le dimensioni del nostro contesto sono più critiche in quanto in Valle non abbiamo una fondazione bancaria che possa espletare le sue funzioni direttamente qui ma principalmente succursali di fondazioni che hanno la sede altrove.

Il settore ora è normato da una nuova legge. Quali sono state le sue concrete ricadute?
Il nuovo testo unico sul Terzo Settore porta grandi cambiamenti propria nella direzione di cui parlavamo prima. E’ ovviamente ancora in via di definizione in quanto mancano una quarantina di decreti applicativi per poterlo rendere effettivo nella sua operatività. Ma è una buona base per rilanciare i ruoli e le strategie di tutte le imprese sociali che nel caso del Terzo settore non sono più soltanto le cooperative sociali ma pure le imprese ordinarie che si connotano come imprese sociali, ma pure le associazioni e le associazioni di volontariato. E’ un mondo che si mette insieme per poi immaginare delle strategie legate allo sviluppo dei territori. E questo, secondo me, è un aspetto molto positivo. Quello che introduce in modo significativo è una fiscalizzazione degli investimenti fatti dalle imprese che diventano utili per l’impresa stessa per poter finanziare le attività proposte per il welfare del futuro. E’ un ottimo indirizzo, un ottimo avvio. Poi abbiamo la fortuna di avere come deus ex-machina della legge l’on. Luigi Bobba che è un grande amico della Valle d’Aosta.

Uno dei temi caldi è quello del Codice appalti…  
Il Codice sta cambiando radicalmente la funzione della cooperazione sociale, soprattutto di quella che ha radici nel territorio. Infatti assistiamo sempre più spesso a dei bandi di gara con cifre estremamente ridotte e quindi in tante situazioni impediscono alle imprese che hanno piccole dimensioni di poter partecipare stando in equilibrio in quanto non ci sono assolutamente più le marginalità che una volta consentivano di poter fare il lavoro, e poter gestire e mantenere la struttura. Assistiamo così sempre di più a grandi colossi che si muovono a livello nazionale e anche internazionale che acquisiscono questi lavori. Sono Cooperative sociali ma un po’ sui generis in quanto hanno industrializzato dei processi di lavoro.

Adesso su cosa state lavorando?
Questa è una fase in cui siamo tutti orientati ad approfondire le nuove leve che il testo unico sul Terzo Settore ci metterà a disposizione, immaginando un lavoro sempre più condiviso, più concertato, che possa anche superare i limiti che il Codice degli appalti ha messo in evidenza in questo periodo. Uno dei risultato è che i territori si spopolano delle proprie risorse di impresa e non è un bene. Il grosso da fare è diffondere una cultura nuova legata alla riforma e immaginare un lavoro che vada continuamente a tenere insieme anche un ragionamento importante sulla coesione sociale che anche in Valle d’Aosta mi sembra stia subendo qualche battuta di arresto

Un sogno cooperativo da realizzare?
Io credo che Confcooperative in generale, Federsolidarietà in particolare abbia il sogno di poter continuare a servire le comunità di riferimento assumendo un protagonismo maggiore e anche un po’ più diretto, assumendosi più responsabilità e cercando di sviluppare quello che a nostro modo di vedere è un principio importantissimo e cioè il lavorare insieme, in quanto solo insieme si riesce a vincere. La cooperazione come metodo di poter fare impresa, servire bene i territori, crescere tutti quanti, essere coesi, più vicini e più sereni.

2 novembre 2017

Venerdì 3 novembre Riccardo Jacquemod (#federsolidarietà) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 3 novembre, alle 9,35, quinta  puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. L'ospite sarà Riccardo Jacquemod in qualità di delegato di Federsolidarietà.  

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana troverai l'intervista a Danilo Grivon della Fromagerie Haut Val d'Ayas, mentre la prossima ci sarà quella a Davide Trapani della Cooperativa edilizia Edileco.   

Domani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

8 febbraio 2016

Riccardo Jacquemod (#Lasorgente): «L'#economiacivile può trovare casa in Valle d'Aosta»

Riccardo Jacquemod 
Intervista a  Riccardo Jacquemod, della Cooperativa La Sorgente.

Dall'inizio di gennaio il servizio per la Famiglia e la Prima Infanzia Farfavola si propone in gestione privata. Come nasce questa decisione?
E' una decisione che abbiamo preso in conseguenza di una serie di situazioni che si sono verificate nel corso del 2015. Va detto che da dieci anni noi gestivamo la Farfavola nei locali che avevamo reperito dalla parrocchia. Li gestivamo per conto del Comune di Aosta. Nel momento in cui il Comune di Aosta ha rinunciato a proseguire nella gestione del servizio ci siamo chiesti come fare per continuare ad offrire i servizi dentro agli spazi che avevamo allestito, anche con investimenti significativi, negli ultimi dieci anni. E l'idea di poter proseguire in termini di attività privata ci è parsa la strada più percorribile. Sarà molto difficile tenere in quadro il bilancio però cominciamo ad avere sufficiente esperienza per poter immaginare una prospettiva non così negativa. Adesso siamo partiti. Abbiamo ottenuto l'autorizzazione proprio sul filo di lana, il 30 dicembre, da parte della Regione. I clienti stanno crescendo. Speriamo in bene.

Preso atto dei problemi legati alle risorse economiche come si può strutturare in una maniera più razionale un nuovo welfare che non sia semplicemente il risultato di tagli? Ovviamente se è possibile…
La prima considerazione è che i servizi del welfare valdostano – fino a qualche anno fa definito munifico, ricco, abbondante – oltre che costi molto elevati presentano probabilmente anche delle spese che si possono razionalizzare. Credo che in parte lo sforzo che si sta intraprendendo in questo periodo sia proprio di razionalizzazione di questa spesa. E' evidente che il welfare, i servizi alla persona non possono rispondere esclusivamente ad una domanda privata in quanto hanno un fortissimo valore del lavoro e sarebbero troppo cari in una offerta privata. Di conseguenza un welfare totalmente privato non può stare in piedi. Però razionalizzando la spesa e con una buona partecipazione dell'utenza privata io sono convinto che cio sia uno spazio per poter mantenere dei livelli di copertura dei servizi adeguati per il nostro contesto.

 Dal tema della famiglia all'immigrazione. Sulla chiusura del Centro immigrati è stata detta davvero la parola fine?
Credo che il servizio migranti come lo abbiamo fatto crescere insieme con l'amministrazione comunale, il Celva e la Regione in questi anni non si riproporrà più. E' la conclusione di un servizio dedicato esclusivamente a questa materia. Naturalmente noi come cooperativa abbiamo un po' la necessità e la voglia di riuscire, avendo dato continuità agli operatori che lavoravano nel servizio, di mettere a valore le conoscenze che in 25 anni di attività il servizio ha acquisito e accumulato. Ci sembra molto opportuno sia per quanto riguarda l'utenza straniera che in tante situazioni ha proprio bisogno di avere un punto d'appoggio un po' specializzato per le risposte che deve ottenere. E mi sembra anche utile perché dentro il servizio migranti la comunità ha sempre avuto un punto di attenzione e una fotografia di un processo che anche guardando gli ultimi eventi sta andando avanti e non si arresta di sicuro con la chiusura del servizio

Quali sono gli attuali numeri della Cooperativa?
La Cooperativa ha circa 140 tra soci lavoratori e dipendenti oltre ad una ventina di collaborazione più episodiche. I numeri restano più o meno quelli anche se dopo le riduzioni che ci sono state nei servizi alla prima infanzia siamo un po' più in tensione sul fronte occupazionale. Però stiamo tenendo su questa dimensione. E' presente nella gestione di tre tipologie di servizi. Sul fronte della prima infanzia noi abbiamo nove servizi tra Courmayeur e Gressoney e dopo le novità legate alla Farfavola il settore al momento è in ristrutturazione. Noi abbiamo poi un altro settore, quello storico legato all'accoglienza e alle politiche per l'immigrazione, in cui al di là della chiusura del servizio migranti cresce l'impegno per l'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Abbiamo poi una filiera di servizi dedicati agli anziani con la gestione di alcuni servizi pubblici sul Comune di Aosta – assistenza domiciliari più altre tipologie – e la gestione di servizi privati di intermediazione di manodopera. Con la Bonne famille stiamo sviluppando un buon rapporto con la clientela privata che sta cercando progetti di assistenza per i propri anziani.

L'attività del Piccolo Albergo di Comunità prosegue e si consolida…
A noi piace pensare che sia davvero qualcosa di presente in maniera significativa nella nostra comunità. Il ristorante Intrecci poi continua a mantenere un buon livello di qualità con prezzi concorrenziali, offrendo la possibilità di fare serate di approfondimento in quanto abbiamo tantissime collaborazioni con associazioni e gruppi di riferimento. L'attività del Piccolo Albergo di Comunità con la Bonne Famille è significativo. Ci sono tantissime assistenti familiari che fanno riferimento alla Cooperativa per i loro problemi e in più c'è la parte dedicata all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, c'è una dove ospitiamo persone che preferiscono vivere in una situazione un po' più protetta e viva piuttosto che stare da soli presso il proprio domicilio.

Il concetto di economia civile può trovare casa anche in Valle d'Aosta?
Sicuramente sì. Noi un po' come tutti gli altri soggetti che si trovano ad aver lavorato negli ultimi vent'anni in questo nostro contesto abbiamo bisogno di recuperare del tempo rispetto alla capacità di fare impresa. E' al momento l'aspetto che forze manca di più tra tutti i soggetti del terzo settore, in particolare tra le imprese sociali. Però c'è spazio. E l'economia civile è quella che potrà dare una prospettiva. Qui bisogna tutti affrancarci un po' dall'essere stati più dei fornitori di servizi che dei creatori di economia civile. E questo è un lavoro difficile. Però vedo che ci sono tante realtà cooperative e associazioni che iniziano a confrontarsi con questi dati partendo dai problemi e dai bisogni d elle persone per poter trovare soluzioni non necessariamente che arrivano sempre dal pubblico. Anche l'idea dell'Emporio Solidale che si sta cercando di mettere a fuoco i in questi giorni è un po' il tentativo di riuscire a recuperare, nelle pieghe di un'economia che produce anche sprechi, la possibilità di dare dei sostegni effettivi ai bisogni delle persone. Credo che siano tutti dei piccoli indizi di un'attività e un'attenzione che la comunità ha nei confronti dei problemi e dei bisogni delle persone che sono più fragili.

L'Emporio solidale potrebbe essere una delle novità del 2016?
Bisognerà aspettare l'esito della selezione. Però ci auguriamo di poter realizzare anche in tempi ragionevolmente brevi un'esperienza che altrove ha trovato un'ottima applicazione. Penso alle regioni dell'Emilia e che è anche suffragata da decisioni legislative. Pensiamo alla legge che è stata approvata in Francia da poco. In cui il legislatore francese ha deciso di obbligare di riutilizzare gli sprechi della grande distribuzione, rendendo obbligatoria la raccolta e la distribuzione verso i poveri delle derrate in scadenza. Ed è una legge davvero interessante.

Un sogno da Imprenditore da realizzare?
Non smettiamo mai di sognare, di avere idee. Il confronto dentro la Cooperativa, soci e volontari, alla fine è il risultato di sogni che cercano di trovare spazi di realizzazione.

20 gennaio 2016

Venerdì 22 gennaio Riccardo Jacquemod (#LaSorgente) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 22 gennaio, ImpresaVda. avrà come ospite Riccardo Jacquemod della Cooperativa La Sorgente con lui rifletteremo di Terzo Settore.

L'ospite della scorsa settimana è stata  Renato Anselmet, fondatore dell'omonima etichetta oggi portata avanti con successo dal figlio Giorgio. Qui (se te la sei persa o la vuoi riascoltare) puoi trovare la sua intervista.

Il prossimo appuntamento, patrocinato dalla BCC Valdostana, sarà, dunque, Venerdì 22 gennaio, sempre alle 9,30. Avrò come ospite Riccardo Jacquemod de La Sorgente,

L'intervista a Jacquemod sarà anche pubblicata sul Corriere della Valle in edicola la prossima settimana. Sul Corriere di questa settimana trovi invece quella a Anselmet.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

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Buon ascolto. 

9 ottobre 2014

Riccardo Jacquemod (Cooperativa La Sorgente): «Pienamente coinvolti nei progetti che possono sviluppare l'#Economiacivile»

Riccardo Jacquemod
Questa settimana abbiamo intervistato Riccardo Jacquemod, responsabile della Cooperativa La Sorgente. L’intervista è stata mandata in onda in occasione della trasmissione di esordio della nuova stagione di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu e poi pubblicata sul Corriere della Valle.

Lei è già stato ospite di ImpresaVda nel 2010. In quattro anni quanto è cambiato il perimetro di azione della Cooperativa La Sorgente? Sono stati anni complessi…
In questi quattro anni lo scenario economico si è radicalmente trasformato. Da una parte la crisi ha evidenziato tutte le sue facce ed ha incominciato a mordere anche nel tessuto socio economico valdostano, quindi contrazione dei consumi, risorse pubbliche in diminuzione, livelli di occupazione in calo. Questi eventi hanno profondamente inciso sull’attività della cooperativa. La cooperativa è stata toccata pesantemente. Infatti mentre la linea di sviluppo negli anni 2000 era legata alla possibilità di rispondere a nuovi bisogni o a realizzare e acquisire nuovi servizi, dopo il 2010 ci si è trovati di fronte alla contrazione dei servizi esistenti, alla perdita progressiva di utenza e soprattutto davanti all’esigenza di spendere meno da parte delle pubbliche amministrazioni. La Cooperativa ha così cominciato a muoversi in altri territori, forse anticipando il periodo di crisi e mettendo a frutto gli investimenti effettuati nei periodi più floridi. Ora l’orientamento attuale è di sviluppare attività che intercettino i bisogni delle persone e della comunità attraverso l’offerta privata. Sono nati in questi anni il servizio La bonne Famille, che si occupa di intermediazione per l’individuazione di assistenza famigliare, il piccolo albergo di comunità. Hanno resistito le progettazioni innovative negli  ambiti come la mediazione culturale, l’intermediazione lavorativa, e anche l’offerta di servizi per le famiglie in relazione a bisogni estemporanei o specifici, con il centro estivo o l’ospitalità di persone con varie caratteristiche.

Quanto si è modificato invece il mondo dell’impresa sociale?
In corso ci sono dei grossi cambiamenti. Gli ambiti di attività convenzionati hanno subito in generale una contrazione e ogni organizzazione ha reagito con l’esplorazione di mercati o proposte differenti. Emerge con chiarezza un confronto con il mondo dei servizi più attento e maturo: non basta più un progetto interessante ma deve essere anche mirato a bisogni effettivi e contenuto nei costi. Ci sono stati degli sviluppi interessanti in situazioni a forte disagio sociale, per esempio il carcere, o il mondo della malattia della mente, o quello delle disabilità. Settori che anche in questi anni di crisi hanno avuto uno sviluppo abbastanza significativo. E soprattutto sono state valorizzate le iniziative che puntavano alla promozione umana: laddove l’inerzia o l’assenza di servizi si rivela più costosa in termini di garanzia di assistenza rispetto al costo dei servizi. E poi c’è il mercato privato, la cosiddetta domanda pagante, dove però l’offerta deve farsi più precisata, non più solo sottoposta all’osservazione dei criteri dettati dal pubblico, ma deve essere in grado captareil mercato e crescere all’interno del mercato. Per la cooperazione, per l’economia sociale in genere è un cambio di pelle. Siamo proprio di fronte ad un cambio di paradigma…  

A proposito di nuovi servizi. Con il piccolo albergo di comunità avete anche predisposto un ricco calendario di eventi.
Abbiamo provato a mettere insieme alcune riflessioni. In quanto a noi sembra che nelle nostre comunità ci siano alcune priorità da mettere più a fuoco. E Il bisogno culturale diventa anche un bisogno sociale. C’è bisogno di discutere, di confrontarsi di condividere momenti con altre persone, non necessariamente della propria cerchia. C’è bisogno di approfondire temi delicati su cui spesso si concentrano invece approcci ideologici che negano le posizioni reciproche e impediscono di andare a capire effettivamente che cosa sono le situazioni, a comprenderle. I problemi più importanti  come giovani, lavoro e stranieri sono trattati in modo superficiale. Le iniziative che sono in programma al piccolo albergo di comunità vogliono offrire una spazio di confronto su questi ambiti, per ritrovare il gusto di stare insieme nella convivialità, con la cura dei contenuti ma anche del cibo e degli ambienti, perché insieme le cose si vedono meglio. Insieme si riesce a uscire dalle difficoltà più forti e più velocemente. Il programma si trova sul sito della cooperativa – www.lasorgente.it – su facebook alla pagina degli eventi PAC (l’acronimo di Piccolo albergo di comunità). Ci fa piacere incontrare tante persone e costruire insieme gli eventi…

 E’ cambiato e come il rapporto con le istituzioni?
Con le istituzioni il rapporto è cambiato anche se è sempre molto  intenso. Non si può immaginare un welfare senza l’apporto decisivo delle istituzioni che ne hanno la piena responsabilità. In questa fase le istituzioni sono impegnate ad assimilare la contrazione delle risorse. E’ un momento ancora molto faticoso e in alcuni casi ancora in abbozzo. Ma nella relazione con il mondo istituzionale si stanno aprendo spazi di co-costruzione effettiva. Queste sono opportunità per il mondo del terzo settore che deve imparare a relazionarsi con un interlocutore nuovo e che deve essere in grado di sviluppare azioni e progetti concreti, un po’ abbandonando la logica della “questua” e misurandosi con le proprie capacità di proposta.

L’impressione è che comunque l’importanza del contributo della cooperazione sociale al welfare sia destinato ad aumentare. E’ vero? O dovrebbe essere vero?
Diciamo che sarebbe bello fosse vero. L’opportunità di dare un contributo maggiore è legata alla capacità di cambiare e di adattarsi della cooperazione sociale stessa: il cambiamento non ci deve paralizzare. Come ogni organizzazione economica la cooperazione sociale è figlia del contesto istituzionale dove si trova ad operare. Se riesce a modificare le sue modalità di relazione gli spazi nel welfare sono destinati a crescere notevolmente. Ma il cammino del cambiamento è lungo e impervio e non ci sono tante scorciatoie. 

Si parla spesso di economia civile…Immagino che il mondo della cooperazione si senta pienamente chiamato.
Pienamente coinvolti. Quest’anno c’è un gruppo di approfondimento sul tema che fa riferimento alla figura del professor Zamagni. Alle giornate di Bertinoro il tema è proprio questo mettere insieme, in quanto sono state sempre molto separate, l’economia con la società civile. E’ sempre più importante che ci sia un coinvolgimento pieno delle persone anche dentro al mondo del lavoro. L’economia civile o sociale ha degli spazi musicali.

A livello nazionale il Governo ha predisposto un nuovo testo sul terzo settore. Voi cosa ne pensate? Che cosa vi piace e cosa no?
Abbiamo avuto un confronto ad Agosto con il sottosegretario al lavoro, Gigi Bobba che è promotore delle linee guida sul terzo settore. A noi pare che la traccia abbia molti punti validi, come l’enfasi sulla sussidiarietà e sulla libera iniziativa dei cittadini, come il servizio civile. Sono spunti molto interessanti. Tutto sta nel vedere se nel percorso queste linee guida inducano un effettivo cambio di passo. In effetti tutto sta nel vedere se si riesce a cancellare, come diceva anche Bobba nell’incontro,  anche culturalmente la coincidenza dell’interesse pubblico con il perimetro della Pubblica Amministrazione.  

Sul fronte regionale: come giudicate le politiche locali in campo sociale?
Abbiamo vissuto fino al 2010 un ventennio di grande sviluppo delle politiche di welfare che in questo periodo si è interrotto e rischia anche di arretrare. La regione ha avuto e ha ancora una regia forte, determinata soprattutto dalla capacità di spesa. Ora è impegnata a conciliare un modello di welfare ricco e a volte anche poco efficiente con la riduzione delle risorse. Una sfida tutt’altro che semplice.

Prossimi progetti?
Continuare a Investire le risorse, umane prima e poi economiche della cooperativa nel costruire il benessere della nostra comunità. Abbiamo progetti di sviluppo legati ad alcuni beni da sistemare in Aosta e ad alcune idee progettuali di servizio da sviluppare e offrire a un mercato più ampio. Vorremmo riuscire anche a guardarci anche intorno, intendo fuori valle per imparare e ampliare il volume delle nostre attività. E avere anche un ritorno di competenza al nostro interno.

E’ stato accennato di sfuggita però mi sembra il caso evidenziare come il Piccolo Albergo di Comunità sia stata un’azione di investimento. In momenti difficile le imprese per non arretrare cercano di investire…
E’ stata un po’ una scommessa. Però un investimento che con il lavoro di anni di tutti i soci della Cooperativa siamo riusciti a mettere insieme. Adesso le opportunità sono tante. Ci sembra di avere in mano più leve per riuscire ad uscirne bene oppure non riuscire ad uscirne. Insomma siamo più responsabili di quello che facciamo.

Un sogno imprenditoriale da realizzare…
Il sogno riguarda quella che per noi è una priorità importante: i giovani. Il nostro sogno è di poter offrire la cooperativa come base di lancio per la costruzione del futuro delle nostre nuove generazioni: contribuire a cambiare l’idea di lavoro, il gusto del lavoro del nostro contesto ci appare come una delle sfide importanti. Ci stiamo ragionando in quanto nella cooperativa iniziano ad esserci persone giovani ma pure meno giovani e queste ultime devono essere un po’ contaminate dall’energia delle nuove generazioni.

2 ottobre 2014

Venerdì 3 ottobre Giuliana Rosset (#Bjork) ospite a #Impresavda su #RadioPropostainBlu !


Carissimo visitatore, domani, Venerdì 3 ottobre, puntata numero 163 di ImpresaVda, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora Venerdì 3 ottobre, sempre alle 9,30.  Avrò come ospite Giuliana Rosset, titolare di Bjork, la swedish brasserie che punta trasformarsi nell'eataly svedese, fra l'altro recente vincitrice del sondaggio lanciato dal mio blog per stabilire quale fosse il miglior ristorante della Valle d'Aosta.

Nel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista a Riccardo Jacquemod della Cooperativa La Sorgente della scorsa settimana.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

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Buon ascolto.

24 settembre 2014

Venerdì 26 settembre, alle 9, Riccardo Jacquemod (Cooperativa #LaSorgente) ospite a #Impresavda su #RadioPropostainBlu !


Carissimo visitatore, sono molto felice di annunciarti per dopodomani, Venerdì 26 settembre, il ritorno di «ImpresaVda», il programma che ormai da cinque anni (161 puntate sino ad oggi) conduco ogni venerdì mattina su Radio Proposta in Blu. Con una piccola novità: l'orario non più alle 9,35, ma alle 9. Ti aspetto allora Venerdì 26 settembre, sempre alle 9 per la puntata numero 162. Avrò come ospite Riccardo Jacquemod della Cooperativa La Sorgente.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

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Buon ascolto.

18 settembre 2014

Piccolo albergo di comunità: presentato un ricco programma di eventi


Riccardo Jacquemod, presidente della Cooperativa La Sorgente, Maria Grazia Vacchina, Ranzie Mensah e il fisioterapista Paolo Bosonetto venerdì scorso hanno illustrato con abile gioco di squadra il programma degli eventi PAC, acronimo sotto le cui spoglie si cela Il Piccolo Albergo diComunità della Cooperativa Sociale "La Sorgente", che comprende il ristorante "Intrecci", una sala riunione, un bar, delle terrazze, dei giardini per il gioco dei bambini, uno spazio famiglia, delle camere per ospitare le persone anziane, e quelle che necessitano di un sostegno temporaneo. 

Mensah ha inquadrato l’obiettivo dell’iniziativa: «Il Piccolo Albergo di Comunità vuole essere un luogo d'incontro e di ospitalità per tutte le fasce d'étà. Con questo scopo, propone una serie di eventi e di attività come "L'Arbre à Palabres", il "Progetto Salute”, "Cenando con lo scrittore" e serate per promuovere l'intercultura come "Argentina Sotto le Stelle", l’evento più prossimo, "Intercultura a Tavola" e altre serate a tema. In questa logica il ristorante "intrecci" propone dei menu a tema, con prodotti freschi e creativi a prezzi abbordabili per gli amanti della cucina e dello star bene».

I presenti hanno spiegato come queste attività offrano momenti di confronto, di dibattito e di condivisione su argomenti di attualità inerenti la famiglia, il lavoratore e l'individuo, in una atmosfera di convivialità. ”Palabrer" in francese significa "discutere", “parlare”. «Discutere di un pensiero e condividerlo con altri è sempre stata la roccaforte delle relazioni umane e del progresso della collettività. Questa collettività oggi abbraccia tutta l'umanità e non più solo i confini di un villaggio o di una nazione. La globalizzazione impone a tutti di avere una visione che trascende i limiti delle nostre frontiere geografiche e le nostre mentalità». Riflessioni a partire dalle quali Vacchina, forte del suo passato a livello internazionale nel settore della difesa civica, non ha mancato di ricordare come i popoli africani proprio sotto il grande albero «cerchino di dirimere le questioni alla ricerca della vera equità. Che non è sempre quella dei tribunali». A Bosonetto poi il compito di concretizzare come il Piccolo Albergo di Comunità voglia essere «un luogo dove corpo, mente e spirito trovino casa».

Proponiamo il programma delle attività fino alla fine dell’anno


Sabato 20 settembre, alle 19.30, «Argentina sotto le stelle» - cena con
ASADO, curato da CIACIO, empanadas e TANGO dall'Associazione SpazioTango.

Giovedi 2 ottobre, alle 19, «Progetto Salute», con Luciano Sblendorio, specialista in chirurgia toracica. Tema: Tumore al seno: è ancora valido lo screening mammografico?

Venerdi 17 ottobre, alle 19.30, «Cenando con lo scrittore». Serata con Tijana Djerkovic (Serbia). Scrittrice e autrice del romanzo «Inclini all'amore».

Venerdi 24 ottobre, alle 18,  «L'arbre a palabres» (Seconda edizione) Albero
Castagna con Ilaria Caprioglio (Savona - ex top model, avvocatessa, scrittrice).
Tema: «Senza limiti - Generazioni in fuga dal tempo». Presentazione del libro.
Seguito dalla cena albero castagna

Mercoledi 5 novembre, alle 19,  «Progetto Salute» con Stefano Papandrea, Chirurgo Ortopedico; Dott. Nicolas Vallet, Podologo. Tema: Le patologie dell'avampiede: alluce valgo, dita a martello e la
metatarsalgia. Quadro clinico, diagnosi e terapia.

Venerdi 28 novembre, alle 18, «L'arbre a palabres» (seconda edizione) Albero Cipresso con Cristina Scalambra (Varese, formatrice). Tema: «Genitori = Facilìtatori. Imparare a crescere insieme». Seguita dalla cena albero cipresso

Venerdi 5 dicembre, alle 19 30, «Cenando con lo scrittore» serata con Arben Dedja (Albania). Scrittrice e autrice di «Amputazioni prolungate».

Venerdi 12 dicembre, alle 19, «Progetto salute», Marco Paonessa, Fisioterapista, Osteopata. Tema: Osteopatia: gravidanza, neonati, bambini.

Sabato 13 dicembre, alle 19.30, Serata Cioccolato con animazione dal vivo

22 luglio 2010

Riccardo Jacquemod Ospite di ImpresaVda

Carissimo visitatore, metto on line la puntata del 16 luglio di «ImpresaVda», trasmessa su Radio Proposta in Blu. Maddalena Cristiani, presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio e titolare della pizzeria Ulisse ha fatto con noi il punto sulla ristorazione in città e sulla situazione dell'imprenditoria femminile nella nostra regione.

Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.

Domani venerdì 23 luglio, alle 10,30, all'interno del progranma del mattino «L'Arcobaleno» (lo studio mobile sarà di fronte alla Chiesa di Santa Croce), sarà invece mio ospite, per l'undicesima puntata, Riccardo Jacquemod, responsabile della Cooperativa sociale «La Sorgente» che fa parte del Consorzio Trait d'Union, con lui, ovviamente, approfondiremo i temi dell'impresa sociale con un occhio di riguardao ai servizi dedicati a immigrati, infanzia e anziani. La settimana successiva toccherà invece al dottor Andrea Nicola con i suoi prodotti cosmetici made in valle d'Aosta.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it). E' possibile ascoltare Radio Proposta anche attraverso il tuo pc: clicca qui.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.
 

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