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27 ottobre 2018

Sandro Theodule (#CrottadeVegneron): «#Vendemmia ottima per qualità e quantità»

Questa settimana p r o p o n i a m o l’intervista a Sandro Théodule, Presidente della Crotta di Vegneron di Chambave. 

70 soci, duecentomila bottiglie sono numeri importanti per la Valle d’Aosta…
Sono dei piccoli numeri in una piccola regione, quella che ha la minor produzione di vino a livello italiano. Oggi la nostra regione si attesta intorno ai 2 milioni e mezzo di bottiglie. Siamo un’azienda mediogrande. 

E ora avete anche una nuova sede. Avevate bisogno di più spazio? 
L’esigenza è nata da tempo. Avevamo delle carenze di spazio soprattutto per quanto riguarda i magazzini. Fino allo scorso anno avevamo preso in affitto un magazzino a Châtillon, quindi anche molto distante dalla nostra sede produttiva con conseguenti costi di trasporto importanti. Inizialmente avevamo pensato di costruire soltanto il magazzino ma poi visto che la cantina dove produciamo ha una certa età ed è ovviamente non di proprietà, abbiamo deciso di costruire una nuova sede che sarà definitiva anche per quanto riguarda la produzione. Al momento in questa nuova sede abbiamo ovviamente il magazzino che ci mancava, tutti gli uffici amministrativi e il punto vendita. 

Ricordiamo quali sono le tipologie di vino che commercializzate... 
Sono più di dieci. Fra i bianchi il muller, la petite arvine, la malvoisie di Nus e chiaramente il muscat che oltre ad essere il vino più prodotto è anche quello che più di tutti rappresenta la nostra identità di cantina. Lo Chambave muscat è quello che ci ha fatto conoscere in giro per l’Italia, e non solo, sia nella versione secca che in quella passita. Poi abbiamo dei rossi: gamay, pinot nero, Chambave rouge che ricordiamo è un petit rouge fino al Sirah che rappresenta un po’ una novità in quanto lo  produciamo in purezza, mentre prima era utilizzato come uvaggio nello Chambave superieur e, infine, ovviamente il fumin. Per poi passare in ultimo agli spumanti
con un metodo charmat il Refrain e uno classico il 4478. Inoltre siamo rimasti
l’unica distilleria, accanto alle due storiche La Valdôtaine e Saint-Roch, e facciamo
le nostre grappe direttamente in azienda. 

Quanto incide il turista sul fronte della vendita diretta?
Il turista è importante sia in termini diretti che indiretti. Noi abbiamo un punto vendita ed è importante per il nostro fatturato. E lo è ancora di più se pensiamo che il mercato
valdostano rappresenta il 60% del nostro fatturato. E ovviamente i nostri clienti – Hôtel, ristoranti, esercizi commerciali – vendono e propongono i nostri prodotti soprattutto al turista.

Come è stata l’ultima vendemmia?  
E’ sicuramente una buona annata sia in termini qualitativi, ma pure quantitativi, ci avviciniamo infatti a quanto raccolto nel al 2016 e con una qualità superiore. E’ chiaro che veniamo da un 2017 che è stata una annata terribile.

Gestire una cooperativa non è mai stato semplice, ma oggi forse è più complicato di un tempo. E’ vero?  
Come tutto gli imprenditori anche io mi lamento per il crescere degli adempimenti burocratici. Anzi l’introduzione degli strumenti informatici sembra ulteriormente aumentata e richiede una quantità di tempo impressionante. Non solo in questo momento gestire una impresa deve essere comunque un impegno costante dal punto di vista gestionale. L’amministratore che lavora in una società deve avere sempre sotto controllo l’andamento e quindi vendite, pagamenti, produzione quant’altro. Prova ne è che noi abbiamo da anni del personale che si occupa di tutto l’aspetto gestionale ovviamente coordinato dal sottoscritto. Anche sul fronte produttivo abbiamo un enologo a tempo pieno che coordinato con noi soci, al consiglio di amministrazione e ad un agronomo seguiamo tutta la produzione dei vigneti. Tutto questo perché nel tempo come azienda abbiamo cominciato ad affermarci non soltanto in campo regionale ma nazionale e internazionale e il vino valdostano sta prendendo piede e comincia da interessare perché ha una sua identità. La cura del vigneto è fondamentale. Ritornando però al tema di partenza è chiaro che gli adempimenti burocratici legati al mondo del vino sono tanti ma questo significa anche che è un prodotto altamente controllato.

Il mondo del vino valdostano comunque sembra in buona salute…

Assolutamente. Riscontriamo grande interesse da parte del mercato.

Iniziative per il 2019?

Il prossimo anno ci sarà il sessantesimo anniversario della Festa dell’Uva di Chambave che sarà per noi e per il territorio un avvenimento importante. Vedremo di solennizzare maggiormente l’evento.

Qual è la situazione del vostro export?

Siamo in crescita. A livello europeo siamo presenti in Germania, Svizzera, Finlandia, Ucraina, Russia. Al di fuori dell’Europa Stati Uniti, Giappone, Canada e recentemente Corea del Sud. Prossimamente avremo in visita per una degustazione un gruppo di turisti cinesi. A fine ottobre avremo anche una delegazione di ucraini che verranno a visitare la nostra cantina.

Un sogno cooperativo-imprenditoriale da realizzare?

Poter portare anche la cantina produttiva nella nuova sede ovviamente.

16 dicembre 2015

#Vino: #Crotta di Vegneron e #Sicpa alleate per la #tracciabilità


La Crotta di Vegneron, storica cooperativa valdostana e SICPA, azienda svizzera, con una filiale italiana in Valle d’Aosta, organizza oggi, mercoledì 16 dicembre, alle 18, in Piazza Roncas, 2 a Chambave nella sede della cooperativa all’evento di presentazione dell’annata 2013 del Valle d’Aosta Chambave Moscato Passito Prieuré, premiato dalla prestigiosa guida dei “Vini d'Italia 2016” del GAMBERO ROSSO con i Tre bicchieri risultando, inoltre, il Vino Dolce dell'Anno.

La serata sarà anche l’occasione per raccontare della collaborazione tra le due aziende rispetto al progetto pilota “Autentificazione e Tracciabilità dei prodotti sotto regime di qualità della Valle d’Aosta” lanciato in occasione di Expo 2015 di Milano, in collaborazione con la Regione Autonoma Valle d’Aosta e la società Expo VdA.

Scopo del progetto, primo in Italia, è quello di garantire al consumatore, attraverso lo strumento proposto da SICPA, leader mondiale delle soluzioni di tracciabilità sicura, che il prodotto acquistato in qualsiasi parte del mondo, è autenticamente e genuinamente della Valle d’Aosta.

«La tracciabilità e l’autenticità nel settore vino - spiega Sandro Théodule presidente de La Crotta di Vegneron - sono già ampiamente controllate con i sistemi delle DOC ma abbiamo voluto aderire al progetto con il vino più rappresentativo e fiore all’occhiello della nostra produzione perché pensiamo che sia importante garantire l’autenticità della bottiglia a tutela del consumatore».

10 settembre 2015

#GamberoRosso: sono sei i #TreBicchieri2016 della Valle d'#Aosta



La guida del Gambero Rosso regala alla Valle d'Aosta uno splendido risultato.
Sono ben sei i Tre Bicchieri 2016
Ecco l'elenco:

Valle d'Aosta Chambave Moscato Passito Prieuré '13 - La Crotta di Vegneron
Valle d'Aosta Chardonnay Cuvée Bois '13 - Les Crêtes
Valle d'Aosta Petite Arvine '14 - Elio Ottin
Valle d'Aosta Pinot Gris '14 - Lo Triolet
Valle d'Aosta Pinot Noir Semel Pater '13 - Maison Anselmet
Valle d'Aosta Syrah '13 - Rosset Terroir 


Ma non solo va alla Valle d’Aosta il premio speciale Dolce dell’Anno con la versione di Chambave Moscato Passito ’13, il Prieuré della Crotta di Vegneron.

Il giudizio è davvero entusiastico e te lo riporto qui sotto.

«La Valle d’Aosta del vino offre uno dei panorami più affascinanti sotto il profilo dei paesaggi e delle varietà autoctone. Non troverete in nessun’altra regione d’Italia (e in pochissime nel mondo) vigne oltre i 1200 metri di quota. Nessun altro terroir può vantare una tradizione di viticoltura di montagna plurimillenaria come quella valdostana. Il fascino di questi vini antichi, vere sfide alla natura, ci ripaga anche dell’unico neo di questa bella storia, la difficoltà di reperimento legata all’esiguità di queste produzioni.
Quest’anno c'è una crescita, particolarmente sensibile tra quei produttori che cercano di esprimere le potenzialità di queste straordinarie vigne d’alta quota e dei vitigni autoctoni valdostani. E il risultato c'è: va alla Valle d’Aosta il premio speciale Dolce dell’Anno (una sfolgorante versione di Chambave Moscato Passito ’13, il Prieuré della Crotta di Vegneron) e il numero dei Tre Bicchieri sale a 6, massimo storico per la Valle. I tre bianchi sono dei classici, ma molte belle notizie vengono dai rossi. Massimo premio per due straordinari rossi da vitigni internazionali che però qui hanno trovato un habitat interessantissimo, che gli permette di esprimere con eleganza i caratteri varietali senza rinunciare alla tipica impronta alpina. Buone prove anche da numerosi Fumin, Cornalin, Mayolet e Vuillermin, ma anche Nebbiolo.
Segnali più che positivi. I giovani stanno tornando a coltivare le vigne eroiche di montagna, determinati a raccontare storie enologiche sempre più fascinosamente locali, che non possono prescindere dallo straordinario patrimonio di esperienze della tradizione e dalla ricchezza di varietà autoctone».



7 settembre 2012

Incoronate La Crotta di Vegneron e la Kiuva

Sono state assegnate dalla guida del Touring Club «Vini Buoni d'Italia», l'unica guida dedicata esclusivamente ai vini autoctoni italiani, le Corone.

Per la Valle d'Aosta sono state premiate La Crotta di Vegneron con il Valle d'Aosta Doc Fumin Esprit Follet 2010 e La Kiuva con il Valle d'Aosta Doc Arnad-Montjovet Superiore 2009.      

Per conoscere tutti i vini premiati clicca qui.                                                                    

22 maggio 2012

La Crotta di Vegneron: un nuovo premio e la seconda edizione di «Degustar leggendo»

Nuovo premio per la cooperativa vitivinicola La Crotta di Vegneron di Chambave.

Il “Valle d'Aosta Chambave Muscat 2011” ha ricevuto il diploma di merito nell’ambito della “Selezione Internazionale Vini da Pesce” abilitata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Venerdì 11 maggio si è conclusa la prima edizione della manifestazione indetta dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini a Sirolo (Ancona). Il Concorso - realizzato con la collaborazione dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani che si è assunta la responsabilità dell’esecuzione tecnico operativa delle selezioni - era riservato solo ai vini bianchi e rosati a denominazione di origine e ad indicazione geografica tipica e ai vini spumanti bianchi e rosati.

L'obiettivo dell'iniziativa era «evidenziare la migliore produzione enologica, farla conoscere ai consumatori ed agli operatori, di presentare al pubblico le tipologie dei vini più caratteristici dei diversi stati, nonché di premiare e stimolare lo sforzo delle aziende vinicole al continuo miglioramento qualitativo dei loro prodotti». Alla Selezione, nella categoria vini bianchi secchi tranquilli a denominazione di origine elaborati in barrique o comunque affinati in legno, il “Valle d'Aosta Chambave Muscat 2011” ha ricevuto il diploma di merito. Una menzione otttenuta ra seicento e più vini provenienti da Australia, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo e Slovenia. 

«Eclatante nei profumi, questo vino - si legge in una nota della Crotta - ha sentori di pesca bianca, salvia e timo sono sostenuti da un sottofondo di frutta esotica che lo rendono suadente ed elegante. In bocca si percepisce quasi quel senso croccante della bacca del moscato che, quando viene schiacciata, libera freschezza, aromaticità e ridondante piacevolezza. L'annata 2011 grazie ad una ancora più spiccata mineralità fa presagire ad una grande capacità di affinamento in bottiglia. Si potrà sicuramente assaggiare domenica 27 maggio in occasione di Cantine Aperte».

Degustar leggendo
Tra le prossime novità, lunedì 4 giugno ci sarà l’inaugurazione della nuova edizione di “Degustar Leggendo”. Verrà riproposta la rassegna di appuntamenti culturali con degustazioni di vini: conferenze di interesse storico, archeologico, vitivinicolo, incontri con scrittori di narrativa, poesia e di saggistica, mostre di fotografia e pittura. Questa seconda edizione, sempre in collaborazione col comune di Chambave e con la locale Pro Loco, si svilupperà da giugno a fine agosto, alle 18,30. Tutti gli appuntamenti e le degustazioni sono ad ingresso gratuito presso il punto vendita di Chambave in piazza Roncas,2. Per informazione sul calendario di Degustar Leggendo tel.0166.46670 oppure basta cercare su facebook «La crotta di Vegneron».




DEGUSTAR LEGGENDO 
2° EDIZIONE

tutti i lunedì alle ore 18,30 
punto vendita La Crotta di Vegneron
piazza Roncas, 2
Chambave (AO)

Lunedì 4 giugno  - Mauro Caniggia & Luca Poggianti, conferenza sulla storia della Valle d'Aosta.
Lunedì 11 giugno - Giulio Moriondo, saggio viticoltura
Lunedì 18 giugno - Ale Mota, narrativa, concerto RAP 
Lunedì 25 giugno - Vincenzo Costanza, narrativa horror            
Lunedì 2 luglio -    Chantal Vuillermoz, Gozzano in VdA  
Lunedì 9 luglio  -  Damien Daudry, archeologia in Vda, Le ultime novità sulle raffigurazioni rupestri 
Lunedì 16 luglio -   Giulio Poli, narrativa      
Lunedì 23 luglio-    Sofia Cossard, poesia   
Lunedì 30 luglio -   Claudio Morandini, narrativa       
Lunedì 6 agosto -     Elettra Groppo, narrativa              
Lunedì 13 agosto  -  Ezio Gerbore, monologo teatrale La stregoneria in VdA      
Lunedì 20 agosto    -  Valerio Lancerotto, pittore e fotografo          
Lunedì 27 agosto      -  Piera Dunoyer, récital poesia

5 maggio 2011

Export: Cresce l'Interesse per l'Asia



Cresce l’interesse delle imprese valdostane per i mercati asiatici. Si tratta ancora di piccoli numeri (i primi dieci paesi di destinazione nel 2010 non arrivavano a 50 milioni – contro i 32,8 del 2009 - a fronte di un export mondiale della piccola regione autonoma pari a circa 621). 


Guardando alla top ten dei paesi sul fronte dell’export la Cina nel 2010 è in testa a quota 18,78 milioni (16,2 nel 2009), seguita dalla Corea del Sud a 10,6 (6,6) e dall’India che ha realizzato il balzo più significativo: da 1,2 nel 2009 a 5,4 nel 2010. 


Ma le aziende che si stanno attrezzando per essere presenti al di fuori dei confini nazionali iniziano a guardare con più insistenza molto oltre l’Europa a 27. Un esempio – anche se di nicchia – sono i vini dell’etichetta Les Crêtes da tempo presenti in Giappone, Honk Hong e Singapore e più recentemente anche quelli della Crotta de Vegneron, la cantina sociale di Chambave. «In Asia – spiega Eleonora Charrère, ad di Les Crêtes - realizziamo ormai il 10% del nostro fatturato». Senza dimenticare la presenza produttiva della Cogne Acciai Speciali con il suo stabilimento di Dong Guan. 


Il settore agroalimentare appare comunque quello che – pur con piccoli numeri – può trarre maggior giovamento dal posizionarsi su mercati esteri come quelli asiatici dove l’agroalimentare italiano è vissuto come un prodotto premium. La Regione sta però mutando la sua strategia. Se in passato il programma di iniziative in accordo con l’Istituto del Commercio Estero puntava soprattutto alla partecipazione a fiere oggi si valutano nuove modalità per mettere in contatto domanda e offerta. «Gli sforzi messi in campo dall’Assessorato  in questi ultimi anni – spiega l’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret - sono stati rivolti soprattutto all’individuazione di piani promozionali sempre più aderenti alle esigenze manifestate dalle nostre aziende che, nel settore delle iniziative dirette, hanno dimostrato di apprezzare particolarmente le missioni in Valle d’Aosta dei compratori stranieri, rispetto alla partecipazione diretta dell’azienda ad eventi promozionali». 


Un esempio recente sono state le due giornate di incontri bilaterali e conseguenti visite conoscitive tra quindici operatori russi e ben 18 aziende valdostane del settore agroalimentare: vini, carni, formaggi e olio di noci hanno veicolato un’immagine di tipicità particolarmente apprezzata e che fa pure da volano al settore turistico. 


Nell’ultimo quinquennio i contributi concessi dall’Assessorato per favorire l'internazionalizzazione delle imprese ai sensi dell'articolo 24 della l.r. 6/2003 sono stati pari a circa 2 milioni di euro. Non va poi dimenticato il contributo sensibile svolto dalla Camera di Commercio che attraverso la propria società in house Attiva, in qualità di partner della rete Enterprise Europe Network per la Valle d'Aosta, aiuta gli imprenditori a muoversi sullo scenario europeo, offrendo un ricco catalogo di servizi: dalle informazioni e dalla consulenza sulla normativa comunitaria e la sua applicazione nazionale fino all’assistenza per i bandi di gara comunitari e per l’accesso ai finanziamenti, promozione delle opportunità presenti sui mercati esteri e segnalazione alla Commissione Europea dei problemi concreti incontrati dalle imprese nel funzionamento del Mercato Interno. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 4 maggio 2011)

8 aprile 2011

Vinitaly: a Cornaz la Medaglia di Cangrande

Al centro della foto Elio Cornaz
Nell’ambito della 45° edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati, in corso a Verona fino a lunedì 11 aprile, si è svolta la cerimonia di consegna della Medaglia di Cangrande ai Benemeriti della viticoltura italiana. L’onorificenza, una per ogni Regione italiana, viene assegnata ogni anno dall’Ente Autonomo Veronafiere su segnalazione delle Regioni stesse, per premiare una persona che si sia particolarmente distinta per aver saputo promuovere e valorizzare la cultura vitivinicola.

La Medaglia per la Valle d’Aosta è stata consegnata, giovedì 7 aprile, dall’Assessore all’agricoltura e risorse naturali Giuseppe Isabellon a Elio Giuseppe Cornaz, presidente della Cooperativa La Crotta di Vegneron di Chambave dal 2001. A Cornaz va il merito di aver sviluppato un nuovo e moderno approccio commerciale che ha portato a importanti risultati, tra i quali l’apertura di mercati nazionali ed esteri.

«Sotto la sua presidenza - si legge nella nota diffusa dall'assessorato - , la Cooperativa ha iniziato, inoltre, una innovativa collaborazione con un’altra cantina storica presente sul territorio valdostano, la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, nell’obiettivo di produrre un vino spumante, il Refrain. Il successo commerciale del prodotto e la proficua collaborazione hanno fatto sì che anche la Cooperative de l’Enfer d’Arvier, nata nel 1978, si aggiungesse al progetto nel 2008, con la conseguente nascita del Consorzio Quatremillemètres Vins d’Altitude, che ha lo scopo di promuovere spumanti di eccellenza prodotti sul territorio valdostano».

1 ottobre 2010

Ecco i Tre Bicchieri Valdostani del 2011


Il Torrette di Di Barrò

Il wineblogger Enofaber dedica un post alla presentazione della guida «I vini d'Italia 2011» de l'Espresso che ti invito a leggere.
Io ne approfitto per segnalarti i «Tre Bicchieri» valdostani 2011 scelti dalla guida «Gambero Rosso», messi on line sul sito proprio oggi, anche se con un refuso che, per qualche ora, confesso, mi ha un po' mandato in confusione, ma alla fine sono riuscito a capire che la sesta bottiglia era il Torrette supérieur di Di Barrò. E proprio a quest'ultima bottiglia dedico la foto del post confessando che si tratta di un «furto» a fin di bene perpetrato sul sito aostano dell'enoteca «L'uva e un quarto», dove sicuramente puoi trovare tutti questi vini per una degustazione ben guidata dal sommelier A.I.S Roberto Jacquemod.

I magnifici sei del 2011 sono:

Valle d'Aosta Chambave Moscato Passito Prieuré '08 La Crotta di Vegneron


Valle d'Aosta Chardonnay Cuvée Bois '08 Les Crêtes


Valle d'Aosta Chardonnay Élevé en Fût de Chêne '09 Anselmet


Valle d'Aosta Petite Arvine Vigne Rovettaz '09 F.lli Grosjean


Valle d'Aosta Pinot Gris '09 Lo Triolet

Valle d'Aosta Torrette Supérieur Vigne de Torrette '06 Di Barro

22 settembre 2010

L'Ancestrale su Viniamo.it

I vini valdostani si affermano sempre di più all'interno dei circuiti di vendita, non solo tradizionali. Proprio in questi giorni nella mia casella di posta elettronica personale (quella che uso per la mia vita da blogger) ho trovato un comunicato stampa di Viniamo.it, sito di e-commerce dedicato al vino che negli ultimi mesi ha deciso di proporre ai suoi clienti una selezione di bottiglie poco conosciute e di difficile reperibilità. 


Dopo il Primitivo di Manduria D.O.C. “Pazzia”, un’autentica “rarità” nata dal genio creativo dell’enologo della nobile azienda Farnese, è disponibile online una seconda bottiglia “scoperta” dal sommelier di Viniamo, questa volta proveniente proprio dalla Valle d'Aosta. Si tratta de l’Ancestrale de La Crotta de Vegneron di Chambave. «Uno spumante vinificato in rosso con uve Gamay sulle ripide alpi valdostane - si legge sul comunicato - e dotato dell’etichetta “Quatremillemetres vins d’altitude”, nuovissimo marchio che contraddistingue i tre spumanti valdostani prodotti in alta quota: il Refrain, il Fripon e l’Ancestrale».


Come riportato sul blog di Viniamo una delle peculiarità dell’Ancestrale è quella di essere un metodo di vinificazione per bollicine che risale agli antichi Romani, senza lieviti estranei aggiunti per favorire l’effervescenza (come nel metodo champenois), ma solo una doppia fermentazione naturale a diverse temperature. Il vino, definito un’autentica “chicca”, è disponibile online, al prezzo di 10,20 €, in una sola bottiglia per ogni cartone da sei.

Due parole su Viniamo.it
Lanciato esattamente un anno fa, Viniamo.it offre un’impostazione completamente nuova per navigazione, funzionalità e servizio. Il sito mette a disposizione on-line le competenze di una vera enoteca offrendo, per ciascuna etichetta, una descrizione delle proprietà organolettiche e suggerimenti sulle modalità di fruizione più indicate di vendita online di vino che offre. Con una ampia selezione di oltre 800 vini e la possibilità di visionare in anteprima ogni bottiglia fronte e retro, ruotandola con un semplice click del mouse.


Ideato e gestito da un team di sette imprenditori guidato da Alberto De Martini (a.d. dell’agenzia di pubblicità Red Cell), Emanuele Nenna (a.d dell’agenzia di comunicazione Now Available) e il general manager Francesca Bortesi, Viniamo è anche presente su Facebook con una fan page dedicata a “tutti gli amanti del vino”  che ha già superato i 1.200 iscritti e che quotidianamente viene aggiornata con le principali novità ed eventi del settore.

17 settembre 2010

La Crotta di Vegneron di Chambave sul Corriere della Sera

Il wineblogger Franco Ziliani si occupa della Crotta di Vegneron di Chambave nel numero oggi in edicola (ottobre 2010) de «La Cucina del Corriere della Sera».

Si tratta di un servizio dove si racconta «il cambiamento avvenuto in un buon numero di cantine cooperative in Italia, la sana iniezione di imprenditorialità ed il confronto vero con il mercato».

Insomma una bella soddisfazione per la cave valdostana e per la nostra produzioni vitivinicola.

 Qui trovi il post di lancio di Ziliani. L'articolo però non è on line. Se sei interessato fai alla vecchia maniera. Vai in edicola.

10 agosto 2008

Crotta Vegneron di Chambave: obbligatorio crescere sui mercati esteri

Consorzio unico «Quatremillemètres» che porterà sotto una regia unica l’attività di tre cantine sociali: la «Cave du vin Blanc de Morgex et de La Salle», la «Cave de l’Enfer d’Arvier» e la «Crotta di Vegneron» di Chambave. Andrea Costa, dal 1996 enologo della Crotta, Cooperativa nata nel 1980, con la finalità di valorizzare la viticoltura delle zone di Chambave e Nus, crede profondamente nel progetto.
«I tre marchi storici – spiega – rimarranno anche perché ovviamente ogni cantina mantiene
i suoi asset produttivi, ma nasce un coordinamento per le attività su cui si può fare sinergia come gli acquisti, le vendite, le azioni di marketing. Del resto con il marchio «Quatremillemètres» abbiamo già prodotto 60mila spumanti
». La Crotta (Presidente Elio Giuseppe Cornaz) oggi conta su 120 soci e su una produzione di 350mila bottiglie su di un territorio di 35 ettari. La zona è privilegiata da un microclima particolarissimo con scarse precipitazioni per cui gli attacchi dei parassiti della vite sono estremamente limitati e temperature medie elevate nel periodo estivo. La politica aziendale è marcatamente votata alla valorizzazione dei vitigni autoctoni come Petit Rouge,Fumin, Vien de Nus oltre a quelli tradizionali come Muscat de Chambave e Nus Malvoisie. Sono in particolare i passiti ad essere da sempre il biglietto da visita di questa Cooperativa anche se ormai anche la produzione dei rossi sta incontrando il favore di alcune guide di settore, soprattutto per il loro buon rapporto qualità- prezzo. «La qualità c’è – prosegue Costa – bisogna però lavorare di più sulla commercializzazione anche se devo dire che in questi ultimi anni il mercato sta rispondendo bene». La Crotta sta facendo crescere la sua quota di mercato al di
fuori dei confini regionali. «Dal 2005 – puntualizza l’enologo – lavoriamo sul territorio nazionale con la cuneese Vinifera che propone i nostri vini in hôtel, ristoranti e bar con risultati ottimi nel Lazio e buoni in Piemonte e Toscana. Ma dal 2008 si è aperto anche il mercato estero. Giappone a parte, dove abbiamo sempre potuto contare su un importatore che ha sempre creduto in noi, siamo entrati sul mercato statunitense con l’agenzia «Villa Italia» di San Francisco». Uno sbarco in grande stile che ha avuto recentemente il suo evento clou con una quattro giorni di manifestazioni itinerante sul suolo americano organizzata dall’importatore. «Il nostro moscato ha avuto un successo eccezionale per i suoi profumi fascinosi – sottolinea Costa – per il suo gusto secco che lascia la bocca pulita e fresca e che ben si presta al gusto americano con la sua predilezione per la cucina giapponese e il pesce crudo. Ma è stato apprezzato, devo dire in maniera anche inaspettata, il rosso Fumin. E’ un vino meno facile che è piaciuto soprattutto a San Francisco e Chicago». Piazze buone per i vini della Crotta sono anche il Belgio, l’Inghilterra, la Germania e recentemente grazie alla nuova linea di spumanti anche la Svezia e, presto, l’Ucraina. Attualmente il mercato italiano assorbe il 15% della produzione e il 5% l’estero, ma l’obiettivo dell’azienda è nel giro di alcuni anni di arrivare a commercializzare al di fuori dei confini valdostani il 40% delle bottiglie prodotte. «Puntiamo anche ad aumentare la produzione – conclude Costa – già nel corso del 2008 entreranno in produzione altri due ettari e nel prossimo triennio altri 3-4. Complessivamente significa altre 50-60 mila bottiglie». (Pubblicato sul Corriere della Valle del 17 luglio 2008)
 

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