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18 ottobre 2017

#Unicredit partner finanziario di #EauxValdôtaines nella realizzazione di una Centrale idroelettrica


E’ stato recentemente perfezionato un contratto di leasing idroelettrico di oltre 18 milioni di euro complessivi con il quale UniCredit Leasing finanzia la società Idroelettrica Arvier S.r.l. nel progetto di realizzazione di una nuova centrale idroelettrica nel comune di Arvier.

L’impianto di potenza nominale di 2,5 Mw è situato nel complesso contesto di utilizzo delle risorse idriche degli affluenti della Dora Baltea, ed è caratterizzato dalla realizzazione di importanti opere edili compresa la costruzione di una galleria che rappresenta il più sfidante aspetto architettonico del progetto, ma nel contempo garantisce un’attenta salvaguardia ambientale e un basso impatto visivo. Anche le condotte forzate saranno realizzate in modo da mimetizzarsi con l’ambiente circostante permettendo la ricrescita spontanea della vegetazione sul terreno interessato dal loro passaggio. Il cronoprogramma prevede tempi di esecuzione che si attestano in circa 20/22 mesi con l’entrata in esercizio previsto entro il 2018.

Idroelettrica Arvier S.r.l. società SPV (Special Purpose Vehicle), si appoggia alle competenze tecniche dalla EAUX Valdotaines maturate nella realizzazione di altre centrali idroelettriche sul territorio valdostano, seguendo lo schema oramai collaudato di affidare i lavori di realizzazione ad imprese locali, generando ulteriori benefici economici per il territorio.

L’operazione è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione con Rödl & Partner che ha assistito UniCredit Leasing nella due diligence e approfondimento di tutti i necessari profili di diritto amministrativo e immobiliare.


EAUX Valdôtaines ha espresso piena soddisfazione circa la gestione della complessa operazione che si è conclusa grazie alla professionalità e competenza delle parti coinvolte. «La firma di questo contratto - ha commentato Federico Oriani, Presidente di Eaux Valdôtaines - è stata la fase finale di un processo iniziato lo scorso anno, in cui UniCredit Leasing ha dimostrato di credere nella nostra iniziativa sin dall’inizio e ci ha supportato con grande professionalità e determinazione».

9 marzo 2016

#Impreseinazione: #Innovazione, #Imprenditorialità ed educazione finanziaria tra i banchi di #scuola…


Presso l’Istituzione Scolastica di Istruzione Tecnica Innocenzio Manzetti di Aosta, gli esperti di Vallée d’Aoste Structure e di UniCredit, nell’ambito dei programmi Impresa in Azione e In-formati, hanno incontrato gli studenti delle classi IVA e IVB CAT (Costruzione Ambiente e Territorio) e V IT (Informatica e Telecomunicazioni), proponendo il corso di formazione “… da una buona idea ad una buona impresa! corso sulla nuova imprenditoria per gli studenti delle Scuole Superiori”. Seguirà, nel mese di aprile, un secondo modulo formativo dal titolo “Il Business Plan e il Piano Operativo”.

Dal 2011 Vallée d’Aoste Structure propone alle Scuole valdostane il Programma Impresa in Azione. Quest’anno sono quattro i team partecipanti, oltre alle tre classi sopracitate ha aderito anche la IV CAT di Saint Vincent, tutti appartenenti all’Istituzione Scolastica Innocenzio Manzetti di Aosta. A partire dallo scorso novembre gli studenti sono impegnati nello sviluppo dei loro progetti innovativi, hanno fondato l’impresa JA e si stanno preparando per la finale regionale di Impresa in Azione, che si terrà ad Aosta nel prossimo mese di maggio.

A livello nazionale, dal 2014 In-formati sostiene Impresa in Azione, attraverso un percorso educational di 8 ore dedicato allo sviluppo del pensiero imprenditoriale dei giovani. Obiettivo del percorso è stimolare la curiosità dei giovani verso l’imprenditoria, fornire loro un kit di conoscenze di base sul fare impresa, allenarli attraverso il Business Model Canvas e il Business Plan a dare struttura ad un’idea d’impresa e soprattutto a sviluppare una curiosità positiva verso la nuova imprenditoria come opportunità occupazionale.

«Siamo orgogliosi di portare avanti con successo iniziative come In – formati – dichiara Daniela Barco, responsabile Unicredit per la Valle d’Aostache testimoniano quanto la vicinanza e il supporto al territorio sia il primo obiettivo della Banca. Una vicinanza resa ancor più concreta dai numeri di “Piano Italia”, il programma di credito di UniCredit che porterà in Valle d’Aosta 240 milioni di euro per famiglie e imprese nei prossimi tre anni».

Nel 2016, oltre 500 edizioni dei corsi In-formati dedicati allo sviluppo del pensiero imprenditoriale verranno erogate da oltre 140 Educatori In-formati coinvolti in aula come formatori. Verranno in tutto formati circa 6.000 studenti di 250 scuole distribuite in 14 Regioni. I Referenti In-formati regionali parteciperanno inoltre alle selezioni Regionali come membri della Giuria. L’evento di premiazione finale nazionale, BIZ Factory, avrà sede presso il Pavillon di UniCredit a Milano e la classe selezionata per il miglior business plan redatto riceverà un premio esclusivo da parte di UniCredit. Dopo la proficua collaborazione con Unicredit dello scorso anno, l’edizione 2015/16 di Impresa in Azione Valle d’Aosta si arricchisce, dunque, di nuovi contenuti con interventi di formazione in classe a cura di esperti UniCredit.

 «La nostra Società - dichiara Roger Tonetti, Presidente di Vallée d’Aoste Structure - promuove da anni l’innovazione nelle scuole e supporta i giovani valdostani nello sviluppo di nuove idee imprenditoriali, con l’obiettivo, da un lato di stimolare la nascita e la crescita di start-up legate al territorio, dall’altro di avvicinare le nuove generazioni alle imprese locali ed al mercato del lavoro».

Impresa in Azione è il programma didattico di Junior Achievement Italia riconosciuto dalla Commissione Europea come migliore prassi di educazione imprenditoriale nella scuola superiore. Nel corso di un intero anno scolastico, la classe realizza un progetto imprenditoriale completo, dalla formulazione dell'idea di business alla concreta realizzazione e vendita di un prodotto o di un servizio. Gli studenti raccolgono il capitale sociale e attuano strategie di investimento, suddividono le responsabilità per aree e funzioni aziendali, definiscono obiettivi e strategie di crescita, attivano interazioni con la comunità locale e con il mondo economico nel suo complesso. Tutto ciò operando concretamente sul mercato, anche se in ambiente protetto e su piccolissima scala. Attraverso la partecipazione ad eventi, fiere e competizioni locali, nazionali ed europee, gli studenti si confrontano con i coetanei, con le loro differenti culture e visioni, con il mondo reale. Oltre a essere una proposta professionalmente orientante, Impresa in Azione consente di riconoscere e potenziare competenze tecniche e trasversali. Le classi partecipanti sono seguite da un docente coordinatore della scuola e da tutors esperti esterni.

30 dicembre 2015

Massimo Leveque (#Finaosta): «L'economia della Valle d'#Aosta dovrà fare il bilancio regionale»

Intervista a Massimo Lévêque, da pochi mesi alla guida di Finaosta

Visto il momento di crisi è evidente che il ruolo della finanziaria regionale è strategico… Spieghiamo perché ai nostri radioascoltatori.
La Finanziaria regionale è uno strumento che la Regione si è data nel 1982 per consentire di operare sul terreno delle azioni per lo sviluppo economico con una agilità diversa da quella che potevano avere la pubblica amministrazione

Da economista come giudica questa crisi?
Questa è una crisi straordinaria. Non è una crisi congiunturale di qualche anno. E' caratterizzata da una durata molto lunga e da una profondità importante. Nel senso che molto indicatori economici – dai consumi delle famiglie al reddito – hanno fatto dei passi indietro. Nel giro di qualche anno sono tornati al livello del 2000. Adesso si sente, si legge più 0,7 o più 0,5, ma in realtà recuperare un meno 10 o un meno 12 a colpi di più 0,7 vuol dire quindici anni per tornare come prima.

Una crisi strutturale…
Una crisi strutturale che ha coinvolto le economie dei grandi paesi. Qualcuno la attribuisce all'eccessiva finanziarizzazione dell'economia. In parte credo che sia spiegabile perché le grandi accumulazioni le hanno fatte i sistemi finanziari, anche se poi il sistema finanziario è andato in crisi, invece la produttività di lavoro e capitale tecnico, le attività tradizionali manifatturiere sono al palo.

In questi primi mesi di Presidenza su cosa ha concentrato maggiormente la sua attenzione?
Prima di tutto ho dovuto studiare un po'. Studiare i dossier, le questioni aperte. Le realtà specifiche di una società che è molto particolare, anche a livello nazionale. Non tutte le finanziarie italiane fanno le stesse cose, hanno gli stessi compiti. Il grosso del lavoro in questi mesi per l'azienda e per chi ha dovuto seguirla come Presidente è stato il problema della reiscrizione a Banca D'Italia richiesta da Banca d'Italia a tutti gli intermediari finanziari sulla base di nuove regole. E quindi chi era già iscritto come la Finaosta ha dovuto affrontare una serie di attività, di produzioni di documenti, di pianificazioni che hanno comportato e stanno comportando molto impegno. In più bisogna anche dire che la Finaosta è particolare perché oltre ad avere la vigilanza della Banca d'Italia come le Banche è anche una società pubblica, quindi ha anche le regole e i controlli di una società pubblica, e cioè la trasparenza, l'anticorruzione. C'è tutta una serie di adempimenti che fanno sì che purtroppo molto del tempo sia dedicato a questo e a trascurare la vera mission che è lo sviluppo del territorio

Quali sono gli attuali numeri di Finaosta? Quanto pesa sull'economia valdostana?
I numeri sono rilevanti. E' una società che ha un patrimonio di 240 milioni come Gruppo, affidamenti per 1,4 miliardi, 600 milioni a valore di libro di partecipazioni, 90 dipendenti qualificati. Oltre 10mila mutui in essere, in una realtà di 100mila persone con 49mila famiglie. Gran parte di questi mutui sono alle persone per i finanziamenti delle case, ma ci sono 1000 in essere soltanto per le imprese.

Finaosta deve confrontarsi con la partita delle partecipate. Qual è il suo pensiero in merito?
Le partecipazioni sono uno degli strumenti attraverso cui si possono e si sono adottate delle politiche, buona parte sono state della Regione, e le partecipazioni sono state acquisite da Finaosta su mandato della Regione. La più importante è quella di Cva che è una grande azienda, poi c'è il blocco funiviario, poi ci sono altre partecipazioni di rilievo finalizzate a gestire dei fenomeni come Autoporto, Structure. La filosofia è che la Finaosta abbia un ruolo di coordinamento strategico di queste partecipazioni, ma che sia la totale autonomia di gestione nelle singole società

Uno dei progetti era quello della cabina di regia unica delle società di impianti a fune...
La Regione ha già dato corso a questa iniziativa, dando mandato alla Finaosta di razionalizzare il sistema delle partecipazioni negli impianti a fune. Oggi ci sono cinque società, sei con la Funivie Monte Bianco, ma io faccio riferimento a quelle operative dei comprensori sciistici sono Courmayeur, La Thuile, Pila, Cervino e Monte Rosa che hanno assorbito alcuni piccoli comprensori non sempre contigui ma almeno affini. C'è una regia unica in quanto in realtà sono tutte controllate dallo stesso azionista, cioè la Regione tramite Finaosta.

La Regione è sempre stata il centro propulsore dell'economia valdostana e Finoasta il suo braccio esecutivo. Con il nuovo contesto economico questo scenario può ancora essere efficace?
Sono cambiate tante cose. Non dimentichiamo che Finaosta è costituita nel 1982, l'anno in cui entra a regime il riparto fiscale, in cui nelle casse regionali iniziano ad esserci molte più risorse di prima, quindi l'opportunità di costruirsi una scatola che possa gestirle e metterle a disposizione dell'economia è stata l'idea portante. E' importante anche ora che dal 2011 sono arrivati i tagli. Non bisogna infatti dimenticare come è cambiato il quadro. Prima era un'azienda che aveva anche dei soci bancari, una finanziaria spa sul mercato, oggi è una cosiddetta società in house, quindi al 100% della Regione. Deve comportarsi come costola della Regione e bisogna tenere conto che il mondo è così cambiato. La riassumo brevemente. Prima c'era il bilancio regionale che faceva l'economia della Valle, oggi, in prospettiva, è l'economia della Valle che dovrà fare il bilancio regionale.

In prospettiva Finaosta dovrà mettersi al servizio anche di questo…
Dovrà creare le condizioni affinché lo sviluppo sia uno sviluppo che produce reddito e occupazione.

Su questo ci sono delle piste?
Ci sono dei dossier aperti. Certamente bisogna anche lavorare sull'attrattività delle imprese perché abbiamo aree dove ci sono spazi disponibili, imprese che ci hanno lasciato e – ahimé – ci lasceranno tra poco, e c'è quindi la necessità di attrarne delle altre.

Ci sono delle novità in vista per il 2016 da annunciare a ImpresaVda?
Sono molti i dossier aperti e come dicevo prima molti dipendono dal via libera della Regione che ci affida il compito di realizzarli. Uno interessante su cui si sta praticamente chiudendo tutta la fase preparatoria e che nel 2016 dovrebbe essere in pista è un nuovo fondo di rotazione a disposizione principalmente dei condomini per attività di efficientamento energetico, per fare degli interventi che consentano nel tempo di avere dei risparmi nei costi energia proprio per i cittadini che vi abitano. Non secondariamente si tratta di lavori che possono essere una opportunità per il settore edilizio e delle professioni in genere.

Per le imprese c'è già un panel ampio di strumenti offerto…
Qui c'è già un tema interessante. In merito alle imprese sappiamo che i contributi a fondo perso non ci sono più e che le quote di finanziamento in un momento i ìn cui i tassi sono bassi sono un po' meno appetibili di una volta. Però le opportunità ci sono e gli strumenti esistono soprattutto nel canmpo dell'innovazione e della ricerca.

Un sogno da Presidente di Finaosta da realizzare?
Se immaginiamo i sogni come un obiettivo auspicabile mi piacerebbe di riuscire con tutti gli staff e le équipe con cui si lavora a portare in Valle qualche nuovo insediamento produttivo innovativo che crei dei posti di lavoro qualificati per i nostri giovani e che possa fare da traino alla crescita di quelle attività della cosiddetta new economy di solito connesse a queste attività e connesse alla diffusione dell'economia digitale. Mi piacerebbe trovare delle partnership che possano essere attratte dalla Valle, collocarsi e dare delle prospettive interessanti.

La vecchia Tecnocity di Lanivi...
La Tecnocity è stata una fase. Noi abbiamo avuto due cicli di industrializzazione. Uno iniziale di circa 50-60 anni legato alle materie prime e all'acqua, poi uno più breve di 25 anni legato ai grandi gruppi industriali di Torino e Ivrea, cioè Fiat e Olivetti, indotto e subfornitura, ora bisogna pensare ad un nuovo modello. 

30 luglio 2015

#Unicredit: Luisa Vuillermoz e Gabriele Accornero nel Consiglio di territorio Nord Ovest

Si è ufficialmente insediato sotto la presidenza di Vincenzo Ilotte, il nuovo Consiglio di Territorio Nord Ovest di UniCredit.

Ilotte, torinese, 49 anni, laureato in Ingegneria Meccanica, è Direttore Generale della 2a S.p.A., azienda di famiglia operante nel campo della produzione di chiusure lampo e di getti pressofusi in leghe di alluminio e zama. È Presidente della Camera di Commercio di Torino; Vice Presidente di Unioncamere Nazionale, Unioncamere Regionale, Unione Industriale ed ICC Italia.

I Consigli di Territorio o Advisory Board Territoriali sono complessivamente 7 in tutta Italia, uno per ciascuna Region in cui è divisa la rete commerciale UniCredit nel Paese. Rappresentano di fatto un contesto di confronto sulle dinamiche territoriali ma anche un laboratorio nel quale sperimentare progettualità congiuntamente tra la Banca e i rappresentanti del territorio, caratterizzato oggi da un forte cambiamento della realtà economico-sociale. I Consigli, composti da stakeholder delle singole aree, intendono inserirsi proprio in tale contesto, in linea con la logica del Progetto “Open – la Banca è del Cliente”, facendo leva su un modello operativo più efficiente e flessibile. Una Banca aperta "Open", quindi, perfettamente integrata nel tessuto locale e nei processi produttivi che garantisca ad ogni Cliente e, ad ogni Territorio, la piena centralità e la soddisfazione di ogni esigenza reale e concreta.

Il Consiglio di Territorio Nord Ovest di UniCredit è formato da 15 componenti. Oltre al Presidente Vincenzo Ilotte, vi sono i consiglieri Franco Aprile (Amministratore Delegato Liguria International, Genova); Pia Bosca (Ceo Bosca S.p.A. Canelli, Asti); Pier Paolo Carini (Amministratore Delegato Egea S.p.A. Alba, Cuneo); Gabriele Accornero (Consigliere Delegato Associazione Forte di Bard, Aosta); Beppe Costa (Presidente Costa Edutainment S.p.A., Genova); Chiara Ercole (Amministratore Delegato F.lli Saclà S.p.A.); Piercarlo Grimaldi (Rettore Università degli Studi di Scienze Gastronomiche Pollenzo Bra, Cuneo); Massimo Martinelli (Notaio, Studio Notarile Martinelli, Cuneo); Licia Mattioli (Presidente Unione Industriale di Torino); Giancarlo Rocchietti (Presidente Club degli Investitori, Torino); Paolo Rovellotti (Titolare Azienda Agricola Rovellotti, Ghemme, Novara); Daniele Vaccarino (Presidente Nazionale CNA, Torino); Luisa Vuillermoz (Direttore Fondation Grand-Paradis Cogne, Aosta); Giovanni Zingarini (Dottore Commercialista, Studio Zingarini, Alessandria). Alle riunioni dell’ADB Territoriale partecipano il Regional Manager Nord Ovest UniCredit, Dario Prunotto, e il Deputy Nord Ovest UniCredit, Attilio Ghiglione.

«Sono diversi, importanti e innovativi –  ha sottolineato Ilotte - i compiti che vengono assegnati ai Consigli di Territorio. Si porrà particolare attenzione ai temi del credito, del welfare aziendale, dello sviluppo delle filiere, del turismo e della internazionalizzazione. Temi che vedono la Banca in prima linea accanto alle imprese nel loro processo di sviluppo. Il Consiglio di Territorio ha il ruolo fondamentale di condurre una lettura attenta delle dinamiche di trasformazione del territorio per individuarne criticità ed opportunità di crescita, ma anche quello di contribuire concretamente all’avvio di iniziative finalizzate al suo concreto sviluppo».

Come ha sottolineato il Country Chairman Italy Gabriele Piccini, «i Consigli di Territorio completano l'assetto della nuova UniCredit in Italia e hanno come principale obiettivo strategico quello di rafforzare ulteriormente il rapporto con le comunità locali e, contemporaneamente, non perdere le professionalità delle specializzazioni per rendere sempre più profonde le sinergie tra i business in termini di efficacia commerciale ed efficienza. Costituiscono, inoltre, uno strumento consultivo per individuare i fattori di successo e i nodi critici di una specifica area locale e le sue opportunità di crescita e di sviluppo».

25 marzo 2015

Hai un'idea innovativa che vorresti realizzare?



Hai un'idea innovativa che vorresti realizzare? UniCredit Start Lab in collaborazione con Struttura Valle d'Aosta organizza il 31 marzo, dalle 10 alle 12,30, un incontro presso l'incubatore di Aosta (Sala Colonna), in via Lavoratori Vittime del Col du Mont 24.

Dopo il benvenuto di Roger Tonetti, Presidente di Struttura Valle d'Aosta e di Giuseppe Mussetta, Referente Territoriale Unicredit,  interverranno Antonio Di Blasi, responsabile area Innovazione e Pépinières di Struttura Valle d'Aosta, sul tema «Innovazione e sostegno alle start up, i servizi proposti da Struttura Valle d’Aosta»; Livia Damilano, Referente Unicredit Nord Ovest progetti StartLab e Go International, sul tema «Iniziative Unicredit per le star up e imprese» e Paolo Borgaro, Commerciale Unicredit Nord Ovest, su «Interventi del Fondo Centrale di Garanzia per le Start Up».

20 febbraio 2014

#Credito: L'identikit del risparmiatore valdostano secondo #Unicredit

Registrano tassi di risparmio in ripresa rispetto al recente passato; sono riusciti a riportare i propri livelli di ricchezza al livello del 2010 e la collocano in portafogli particolarmente cauti.
Sono queste le caratteristiche dei risparmiatori valdostani evidenziate dal secondo Rapporto dell’Osservatorio del Risparmio promosso da UniCredit e Pioneer Investments. Lo studio, basandosi sui dati raccolti dal 1995 al 2012 e su indicazioni predittive per il 2013, fotografa la situazione del risparmio delle famiglie in Val d’Aosta, soffermandosi sulle tematiche complementari dei consumi e della ricchezza finanziaria.
Il risparmio
L’analisi dei dati registrati negli ultimi anni in Valle d’Aosta stima una ripresa del 6,5% di capacità di risparmio nell'anno nel 2013, rispetto all'anno precedente, che invece aveva registrato una sensibile flessione.
Per quanto riguarda la propensione al risparmio, ovvero la quota del risparmio lordo sul reddito disponibile lordo, si assiste in Valle d’Aosta a un piccolo rimbalzo rispetto all'anno precedente (10,6% nel 2012, 9,8% nel 2013), che indica una stabilizzazione del saggio di risparmio.

«Confrontando i numeri del risparmio in Valle d’Aosta con la media Italia si può rilevare come la dinamica riscontrata in regione sia andata assimilandosi a quella registrata sul territorio nazionale, mentre risulti significativamente superiore rispetto alla media delle regioni del Nord Ovest (propensione al risparmio pari a 6,8% nel 2013) afferma Francesco Saracino, Responsabile Commerciale Area Valle D’Aosta UniCredit. In generale, l’impressione che emerge dall’analisi UniCredit – Pioneer è che, sia a livello nazionale che di regione, si sia in presenza di un risparmio di tipo precauzionale, che manifesta ancora una certa preoccupazione delle famiglie nell'approcciare i consumi».

La ricchezza
«Per quanto concerne la ricchezza (intesa coma somma delle attività finanziarie) delle famiglie valdostane si può notare come il valore pro-capite stimato per il 2013 dovrebbe confermarsi superiore ai livelli del 2010, dopo il calo del 2011, attestandosi a 77.400 € - continua Saracino- . La variazione rispetto al 2010 è del +1,2%, superiore al +0,7% registrato, nel medesimo periodo, su base nazionale. Va osservato, inoltre, che la ricchezza procapite valdostana risulta superiore rispetto alla media nazionale (pari a 63.600 € nel 2013) di quasi 14 mila euro».
Circa la ripartizione della ricchezza emerge come i risparmiatori valdostani  abbiano un approccio finanziario più cauto rispetto alla media nazionale, caratterizzato da portafogli posizionati per quasi il 60% su attività liquide e riserve tecniche assicurative.
Ne emerge un’esposizione di portafoglio complessiva orientata verso strumenti finanziari semplici, con un profilo di rischio contenuto ma conseguentemente anche poco remunerativi.
«Se una tale strategia ha consentito di proteggere meglio la ricchezza in fasi di turbolenza dei mercati, non è detto che essa rappresenti la scelta ottimale in un contesto di graduale normalizzazione degli stessi. Infatti, una maggiore esposizione verso strumenti professionali di gestione del risparmio (come i fondi d’investimento o le riserve tecniche delle polizze assicurative), dovrebbe garantire un rendimento del capitale più adeguato su un orizzonte di tempo di medio lungo periodo» conclude Saracino.

9 ottobre 2013

#Credito: A Pont-Saint-Martin #Unicredit festeggia la filiale centenaria



Oggi è stato festeggiato il centenario della storica filiale UniCredit a Pont Sant Martin in via Emile Chanoux, 53. L’istituto infatti - allora Cassa di Risparmio di Torino - aprì la filiale esattamente un secolo fa.

All’inizio del secolo scorso, la crescita economica dell’Italia soffriva i riflessi di una grave crisi iniziata nel 1907. Il quarto governo Giolitti stava cercando di porvi rimedio operando importanti riforme a sostegno dell’industrializzazione; proprio mentre dalle zone meno sviluppate giungeva al culmine un massiccio fenomeno di emigrazione iniziato oltre 25 anni prima. Il 1913 è un anno importante dal punto di vista della produzione industriale in quanto il 7 ottobre nelle sue fabbriche l’americano Henry Ford introdusse la catena di montaggio (che poi venne ripresa solo 4 anni dopo al Lingotto di Torino) . E’ inoltre l’anno in cui, sempre a ottobre, Albert Einstein inizia la divulgazione delle ricerche sulla relatività. E a livello internazionale fu anche l’anno dell’inaugurazione del Canale di Panama, che metteva in comunicazione l’Oceano Atlantico con il Pacifico. Ci stiamo avvicinando alla Prima Guerra Mondiale.

In questo contesto, tutt'altro che omogeneo, si assistette a diverse aperture di sportelli bancari.

C’era, di fondo, la volontà di andare incontro a una nuova propensione al risparmio degli Italiani, di “conservare ed accrescere il tenue risparmio di giornalieri guadagni” dei cittadini delle classi meno agiate per generare ricchezza e opportunità di crescita sociale. Uno di questi sportelli era quello della Cassa di Risparmio di Torino a Pont Sant Martin.

All’evento celebrativo sono intervenuti molti clienti dell’agenzia. Per UniCredit erano presenti i vertici dell’Istituto, Vladimiro Rambaldi, Deputy Manager Nord Ovest, Francesco Saracino Direttore Area Valle d’Aosta, il direttore del Distretto bassa Valle d’Aosta Moreno Marangon e Marco Brunello, direttore dell’agenzia di Pont Sant Martin. Presenti anche il Sindaco Guido Yeuillaz e il Parroco di San Lorenzo Claudio Perruchon.

All’inizio del Novecento c’era la necessità di rendere capillare la raccolta sia nei centri maggiori che in quelli agricoli e convogliarla in impieghi per la nascente industria dei grossi centri; per non dimenticare la crescente richiesta di sportelli bancari ove far pervenire le ingenti rimesse degli emigrati all’estero.

Furono ben diciassette le agenzie Unicredit che nacquero nel 1913 nel Nord Ovest sotto le insegne della Cassa di Risparmio di Torino e del Credito Italiano. Agenzie che hanno affrontato cento anni di vita del nostro paese, due guerre mondiali, gli anni dell’autarchia e del boom economico, gli anni di piombo e quelli della “new economy”.

Breve Storia della Cassa di Risparmio di Torino e della Filiale di Pont Saint Martin
Il 4 Luglio 1827 nasce la Cassa di Risparmio presso la Cassa de’ Censi e Prestiti della Città di Torino al fine di “conservare ed accrescere il tenue risparmio di giornalieri guadagni” dei cittadini delle classi meno agiate.

Nel 1853 la Cassa di Risparmio si affranca dal Municipio di Torino e diviene un’entità autonoma e nel 1882 si trasforma da ente morale a impresa di credito. La beneficenza e l’investimento in imprese industriali sono parte della nuova missione: raccogliere i risparmi minuti per generare ricchezza e opportunità di crescita sociale. Durante i primi venti anni del nuovo secolo la Cassa finanzia l’industria tradizionale cotoniera e laniera e quella innovativa idroelettrica e automobilistica.

La Cassa di Risparmio inizia a favorire l’inserimento dei depositi locali nei circuiti del finanziamento industriale a partire dal primo decennio del 900. Il passo decisivo in questa direzione fu compiuto nel 1906 con la modifica dello Statuto che riformò i criteri per la raccolta dei depositi, la destinazione degli utili e l’investimento dei fondi. In questo contesto prosegue un processo di radicamento nel territorio piemontese, iniziato con l’apertura della filiale di Chieri con delibera del 19 dicembre 1892, che porta all’inaugurazione di nuove filiali e succursali foranee per attrarre clienti tra i ceti meno abbienti e i piccoli e medi imprenditori, che costituivano l’asse portante dell’economia urbana.

Spesso i comuni minori rappresentavano il bacino di riserva da cui la Cassa raccoglieva il risparmio da destinare ai nascenti insediamenti industriali. Una tendenza confermata dall’incremento delle sovvenzioni a industria e commercio per mezzo di sconti cambiari e mutui concessi agli enti locali “per la creazione di infrastrutture e impianti industriali”.

Nel 1907 la Cassa elabora un progetto di apertura delle succursali fuori dalla città di Torino. Il progetto prevedeva di riunire le succursali in gruppi di tre/quattro comuni che superavano i cinquemila abitanti e posti sulla stessa linea ferroviaria o su linee comunicanti. Ogni succursale dove restare aperta da uno a tre giorni alla settimana, principalmente nei giorni di mercato e nelle domeniche. Il personale incaricato, un impiegato e un cassiere, potevano così servire a tutto il gruppo, con grande risparmio di spesa. Fondamentale in questo progetto era una preventiva intesa della Cassa con le autorità comunali. La Banca, inoltre, aveva previsto che qualora un comune acquisisse una tale importanza da richiedere l’apertura per un maggior numero di giorni, il Consiglio poteva deliberare un diverso raggruppamento o la fissazione della sede stabile.

Il Consiglio di Amministrazione del 4 marzo 1913 decreta l’apertura della succursale di Pont-Saint -Martin  La sua istituzione fu sollecitata su richiesta del capo ufficio della succursale di Ivrea: questa, infatti, a causa dell’aumento dell’attività derivante dall’assunzione del servizio di esattoria, aveva necessità di avere un altro impiegato. Il capo ufficio di Ivrea aveva dunque proposto l’apertura di due nuove succursali: una a Pont S. Martin con servizio nei giorni di sabato e domenica, l’altra a Verrès aperta la domenica e il lunedì. Il nuovo impiegato richiesto per Ivrea avrebbe così prestato servizio tre giorni nelle nuove succursali e il resto della settimana nella sede. Nell’aprile 1913 vengono nominati i cassieri locali per le due nuove succursali: a Pont-Saint -Martin viene scelto Caldi Leonardo che in caso di impedimento o assenza aveva l’obbligo di farsi supplire dal farmacista Achille Gallo; a Verrès è incaricato Costante Quagliotti.

Nel 1923 il Consiglio delibera l’aumento di una giornata di servizio per Pont-Saint -Martin e affida la reggenza della succursale a Giuseppe Michetti, che aveva saputo dimostrare un ottima conoscenza dell’ufficio in qualità di cassiere. Nel maggio 1925 con la trasformazione della succursale in agenzia viene nominato agente Emilio Christillin. Qualche anno più tardi, nel 1928, le giornate di apertura furono aumentate da tre a quattro.

Nel 1927 la Cassa di Risparmio di Torino celebra il suo centenario: è il primo istituto di credito in Piemonte e la seconda cassa di risparmio in Italia con 127 succursali e 507mila depositanti e nel 1928 incorpora la Cassa di Risparmio di Casale Monferrato.

Dopo le dimissioni di Alberto Geisser nel 1928, fu nominato presidente Cesare Maria De Vecchi, uno dei quadrunviri della “marcia su Roma”. L’anno successivo fu sostituito dal senatore Giuseppe Broglia. La Cassa di Torino, come altre istituzioni, perde la propria autonomia per seguire le indicazioni del governo centrale. Furono finanziate soprattutto le opere pubbliche e il credito agrario.

Nell’immediato dopoguerra la CRT opera attivamente per la ricostruzione finanziando enti locali e industrie private, imprese agrarie e società impegnate nella realizzazione di imponenti opere infrastrutturali.

Nel maggio 1948 la Cassa definisce una nuova organizzazione delle dipendenze, classificandole in cinque categorie. Le dipendenze di città e quelle di I, II e III categoria vengono denominate “succursali”, le dipendenze foranee di IV e V categoria definite “agenzie”. La dipendenza di Point S. Martin viene classificata di V categoria.

I servizi verso il cliente sono rinnovati con l’impiego delle nuove tecnologie informatiche. Nel corso degli anni settanta e ottanta l’istituto estende le proprie attività in Italia e all’estero. Alla fine degli anni ottanta, viene adottato un nuovo marchio, che simbolizzava l’identità di grande impresa creditizia, attenta ai bisogni dei clienti, radicata nella regione d’origine, proiettata su un mercato finanziario ormai globale.

Nel 1991 si registra la trasformazione in Banca CRT S.p.A. con il passaggio da ente a impresa. A seguito della Legge Amato, nello stesso anno nasce la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

Nel ’95, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino approva l’accordo con la Holding Unicredito per dar vita a Unicredito Spa, mentre nel 1998, dall’accordo fra Unicredito Spa e il Credito Italiano, nasce il progetto UniCredito Italiano.

Nel 2002 avviene la fusione di BANCA CRT in UniCredito Italiano e il contestuale conferimento dell’attività bancaria a UniCredit Banca.

3 dicembre 2012

#Turismo: #Unicredit mette a confronto la Valle d'#Aosta con il #Trentino Alto Adige

Domani, ad Aosta, nell'Aula Magna dell'Università della Valle d'Aosta, il Consiglio di Territorio UniCredit Valle d'Aosta organizza un Workshop sul turismo in Valle d’Aosta, aperto al pubblico che costituirà il momento conclusivo del progetto: «Dal business del passaggio al business dell’attrattività». 

L’iniziativa ha vissuto un primo momento in occasione di una giornata di incontro tra operatori ed esperti tenutasi lo scorso 11 luglio presso la Pépinière d’Entreprises Espace Aosta.

E’ poi seguito un secondo step, definibile come percorso di apprendimento collettivo e partecipato, con una study visit in provincia di Bolzano aperta ad un numero selezionato di operatori valdostani, motivati al confronto e all'analisi di best practices territoriali.

La scelta dell’Alto Adige come campo di approfondimento è stata motivata dai risultati ottenuti da quel territorio sul versante della destagionalizzazione dei flussi e della varietà dell’offerta. 
A tale scopo è stata predisposta, con la collaborazione del Consiglio di Territorio UniCredit di Trento-Bolzano, una visita di tre giorni nel corso della quale i partecipanti hanno avuto la possibilità di incontrare esponenti istituzionali, imprenditori del settore alberghiero, della ristorazione, delle produzioni agro-alimentari, visitare strutture, approfondire la conoscenza dei fattori di successo delle imprese turistiche. Con questa visita non si è intenso unicamente approfondire la conoscenza dei punti di forza del turismo altoatesino, quanto favorire l’attitudine al confronto e allo scambio di esperienze tra i partecipanti.

Il momento conclusivo del progetto prevede, con il workshop, una restituzione dell’esperienza da parte dei partecipanti, l’approfondimento delle buone pratiche, la riflessione collettiva sui punti di forza e debolezza dell’offerta turistica valdostana.

L’intero percorso, accompagnato da ricercatori, esperti, soggetti istituzionali, troverà testimonianza in un rapporto conclusivo curato dalla società di studi e ricerche diretta dal sociologo Aldo Bonomi, il Consorzio AASTER di Milano.

PROGRAMMA:
Ore 15.00 Apertura dei lavori -
Vladimiro Rambaldi, Responsabile di Territorio Nord Ovest UniCredit
Ore 15.05 Saluti istituzionali
Augusto Rollandin, Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta
Gioachino Gobbi, Presidente del Consiglio di Territorio Valle d’Aosta

Ore 15.15 Turismo in Valle d’Aosta e Alto Adige -
Intervento di Aldo Bonomi, Direttore del Consorzio AASTER
Presentazione dati di Salvatore Cominu, Ricercatore del Consorzio AASTER

Ore 15.45 Tavola rotonda, con la partecipazione di:
Aurelio Marguerettaz, Carmine Tripodi, Silvana Perucca, Luisa Vuillermoz, Massimo Lévêque, Vladimiro Rambaldi. Moderatore Aldo Bonomi.

Ore 17.15 Conclusioni di Aldo Bonomi. 

1 ottobre 2012

UniCredit: 9 pratiche creditizie su 10 verranno deliberate sul territorio regionale

Francesco Saracino
Si completa anche in Valle D’Aosta la riorganizzazione della rete commerciale di UniCredit che sarà operativa dal prossimo gennaio 2013 e che prevede l’integrazione delle reti Famiglie & PMI e Corporate Banking in Italia. 

L'obiettivo è «garantire una migliore capacità di risposta ai bisogni dei clienti attraverso un’organizzazione più semplice, processi decisionali più snelli e maggiore efficacia operativa».

Francesco Saracino è stato nominato Direttore dell’Area Commerciale che guiderà le attività della banca in Valle d’Aosta, a riporto del Regional Manager Nord Ovest Giovanni Forestiero.

L’Area sarà articolata in 4 Distretti per le Famiglie e le Piccole Imprese (che coordineranno un totale di 19 sportelli) e 1 Centro Corporate per le Medie e Grandi Imprese. La nuova struttura prevede inoltre il decentramento a livello locale di strutture operative come Crediti, Organizzazione, Risorse Umane e Controlli Interni, al fine di garantire la massima efficacia e rapidità decisionale sui territori.

«Si completa il processo di riorganizzazione della nostra rete commerciale in Italia, in un’ottica di semplificazione e di maggiore aderenza alle esigenze della clientela e dei territori – ha dichiarato Gabriele Piccini, Country Chairman Italia di UniCredit I referenti della banca per i clienti resteranno inalterati, ma cambierà l’assetto: l’Area Commerciale Valle d’Aosta garantirà maggiore rapidità nei processi grazie a una catena decisionale più corta. Nove pratiche creditizie su dieci verranno deliberate sul territorio e lo stesso varrà per le richieste di prezzo. Il Direttore dell’Area Commerciale Valle d’Aosta riporterà al Regional Manager Nord Ovest Giovanni Forestiero». 

12 luglio 2012

Consiglio di territorio di Unicredit: «Occorre un nuovo modello di sviluppo»

Da sinistra Vladimiro Rambaldi, Luisa Vuillermoz, Costantino Charrère e Andrea Celesia
Proseguo la cronaca (leggi qui la prima parte), iniziata ieri, dell'incontro organizzato dal Consiglio di Territorio di Unicredit sul tema sul tema «Business del passaggio al business dell'attrattività».

Gabriella MorelliCapo del servizio marketing, studi e progetti speciali dell'Assessorato al Turismo della Valle d'Aosta, pur ritenendo il modello altoatesino sicuramente uno stimolo importante ha messo in evidenza alcune differenze strutturali con l'offerta valdostana. «La nostra montagna attrae più lo straniero che l'Italiano che sceglie questo tipo di vacanza non tanto per la montagna, ma per il relax e cerca prima di tutto servizi per la famiglia e la presenza di una Spa. L'esperienza di un rifugio nelle Dolomiti si può fare in funivia. Da noi implica comunque un certo tempo di cammino. Ma al di là di questo i dati dell'Alto Adige vanno disaggregati occorre un analisi prodotto per prodotto per capire dove loro sono migliori».


Miriana Detti dell'Office du Tourisme, con alle spalle anche un'esperienza in Trentino ha sottolineato come prima di tutto il modello altaotesino sia caratterizzato da una differenza culturale e di sistema turistico sottolineando come si verifichi «una convergenza talmente stretta tra imprenditoria privata e sistema pubblico da produrre effetti moltiplicatori». In Alto Adige la cultura dell'accoglienza è tramandata da generazioni».


Andrea Celesia, vicepresidente dell'Adava, ha invitato tutti a guardare al futuro e ha espresso  tre certezze, in parte un po' controcorrente:


1°) Destagionalizzare oggi è un errore. L'onda lunga della crisi per Celesia ormai sta colpendo anche la Valle e per questo gli investimenti necessari per destagionalizzare rischiano di portare a risultati nettamente inferiori alle aspettative. «Viviamo difficoltà nelle stagioni estive. Sviluppare il mese di ottobre e poi promuoverlo in mezzo a questa crisi è uno sforzo che non possiamo permetterci. In quest'anno là dove c'è spazio occorre consolidare le stagioni tradizionali. Anche le tariffe andrebbero ritoccate inq uanto i nostri margini si sono troppo ridotti in questi ultimi anni».


2°) Prolungare i periodi di vacanza è un errore. «E' uno sforzo mostruoso. E' meglio puntare a far venire più gente. - spiega Celesia - Per questo occorrono anche sistemi di prenotazione più veloci. Il booking on line ad esempio. Vanno aumentati i volumi di prenotazione. Un'offerta con uno stile di pronta fruibilità credo sia la scelta giusta».


3°) Un'offerta variegata è l'obiettivo da avere.


L'imprenditore vitivinicolo e Presidente della Federazione dei Vignaioli indipendenti (Fivi) Costantino Charrère ha poi posto al centro della sua riflessione il concetto di famiglia, di azienda famigliare che, indubbiamente, è uno dei grandi atout del sistema altoatesino, a partire dal famoso maso chiuso (proprietà terriera al figlio maschio) che ha preservato l'unità delle proprietà immobiliari. Per Charrère questo modello imprenditoriale è ripetibile in Valle. «Una famiglia che investa nel settore vino con tre ettari e mezzo e una produzione di 35-40mila bottiglie può dare vita ad una azienda di grande sostenibilità imprenditoriale e ambientale». Charrère parla di un modello di sviluppo agro-pastorale-turistico che dovrebbe portare, con un occhio benevolo dell'Europa dove da tempo indagini statistiche dimostrano la disponibilità delle popolazione europee a sostenere il mondo agricolo, alla creazione di una rete di filiera in una regione alpina.


Vladimiro Rambaldi, responsabile di Territorio Nord Ovest di Unicredit ha sottoposto ai presenti quattro suggestioni.


1°) L'importanza della presenza in Valle di una produzione di qualità che permetta di costruire un'offerta turistica ad essa collegata sul modello di una realtà come Le Langhe.


2°) L'importanza del Turismo congressuale, dove piazze come Courmayeur e Saint-Vincent possono fare sentire la loro voce.


3°) L'impegno per una maggior copertura dei posti letto nel periodo invernale


4°) L'Alto Adige ha beneficiato anche di un permanente flusso turistico che inizialmente era di passaggio. Possibile che non sia pensabile un'attrattiva di permanenza per il turista francese e svizzero che transita in Valle d'Aosta?


Ricco il dibattito che ha visto intervenire fra gli altri anche Giorgio Gerard, presidente dei Giovani albergatori valdostani, e Ferruccio Fournier, presidente dell'Associazione valdostana degli impianti a fune, che ha detto come gli indicatori più importanti sul fronte dell'accoglienza in montagna siano principalmente due: «il numero dei fiori sul balcone in estate e il numero di luci accese in inverno».  Qui sembra che Valle d'Aosta e Alto Adige siano ancora molto distanti. 

10 luglio 2012

Dal Business del passaggio al Business dell’attrattività




Dal Business del passaggio al Business dell’attrattività. Questo affascinante tema sarà trattato domani alle 15, presso la Sala colonna della Pépinière d’Entreprises Espace Aosta, in Via Lavoratori Vittime del Col Du Mont, 24, ad Aosta, all'interno di un incontro organizzato dal  Consiglio di Territorio Valle d’Aosta di UniCredit. Una segnalazione dell'ultimo minuto di cui chiedo scusa.


Domani interverranno all'incontro esperti ed operatori per focalizzare l’attenzione sulle esperienze di successo e sulle criticità del turismo in Valle d’Aosta. «Obiettivo dell'iniziativa - si legge nell'invito - è contribuire allo sviluppo di attitudini innovative nel campo delle attività che, a vario titolo, contribuiscono a definire l’offer ta turistica del territorio (ricettività, ristorazione, servizi al turismo, trasporti, infrastrutturazione soft, produzioni agroalimentari, cultura, entertainment, tutela ambientale)». 


Sullo sfondo la necessità di superare alcuni limiti strutturali, come la frammentazione dell'offerta, la discontinua cultura dell'ospitalità, dei servizi, della capacità di valorizzare l’insieme delle qualità del territorio. 


La comparazione con le aree più dinamiche del turismo montano, in particolare, propone per la Valle d’Aosta la necessità di:


• destagionalizzare il flusso degli arrivi
• prolungare la durata media delle presenze
• proporre un’offer ta più varia

L’incontro dell’11 luglio vuole costituire per gli organizzatori «il punto di par tenza di un percorso formativo partecipato, rivolto a operatori del settore, che prevede visite di studio presso operatori d’eccellenza di altre regioni dell’Arco Alpino, in particolare in Alto Adige, territorio benchmark del turismo montano. L’incontro costituirà occasione per riflettere, in base ai dati disponibili e alle testimonianze di alcuni esperti, sui vantaggi e sugli svantaggi competitivi della Valle d’Aosta».


Mi piace sottolineare che interverranno (come potrai vedere dal programma che ti propongo qui sotto) molte vecchie conoscenze di questo blog.


PROGRAMMA:

Ore 15.00
Presentazione del progetto "Dal Business del passaggio al business dell’attrattività" 
Luisa Vuillermoz


Ore 15.30
Turismi a confronto: presenze, arrivi e offerta turistica in Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige Salvatore Cominu


Ore 15.45
Tavola rotonda, con la par tecipazione di: 
Gabriella Morelli, Carmine Tripodi, Miriana Detti, Silvana Perucca, Luisa Vuillermoz, Massimo Lévêque, Costantino Charrère, Vladimiro Rambaldi 

Ore 16.45 Dibattito


L'evento vede anche la collaborazione di: 


Assessorato turismo, sport, commercio e trasporti della Regione Autonoma Valle d’Aosta - Università della Valle d’Aosta - Chambre Valdôtaine - Office Régional du Tourisme - ADAVA - Fondation Grand Paradis - Consorzio Aster



Confido di essere presente.

Ma che cosa è il Consiglio di Territorio di Unicredit?
Ne ho già scritto in passato ma se sei nuovo di questo blog devi sapere che il Consiglio di Territorio Valle d’Aosta, nato su iniziativa di UniCredit, ha l’obiettivo di «individuare i fattori di successo e i nodi critici della nostra Regione e le sue opportunità di crescita e sviluppo, agendo come laboratorio di idee per la  condivisione di esperienze tra i diversi protagonisti del nostro territorio e per la promozione di nuove iniziative». 


Il Consiglio è composto da membri individuati tra imprenditori e manager di riferimento del mercato locale ed esponenti di realtà socio-economiche di rilievo, rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e/o di categoria, rappresentanti delle Autonomie Funzionali, esponenti dell’associazionismo e del volontariato, opinion leader ed esponenti del mondo della cultura. 


Il Consiglio è un organo consultivo di UniCredit che si sostanzia in un tavolo di lavoro, di pensiero e di confronto, nonché di proposte e di progettualità, che per il Gruppo UniCredit risulta essere un prezioso anello di congiunzione con il Territorio.

10 maggio 2012

Nicola Rosset (Camera di Commercio): «Per battere la crisi serve l'impegno di tutti»

La Chambre ha diffuso una nota in merito all'intervento del Presidente Rosset all'incontro organizzato da Unicredit di cui ho scritto ieri. Te la propongo. Sono convinto che davvero la Valle d'Aosta viste le sue dimensioni sia assolutamente chiamata ad un lavoro di rete.

«Per superare questo momento di grave difficoltà serve la collaborazione di tutti. Le imprese devono avere il coraggio di scommettere su internazionalizzazione e innovazione, ma banche ed enti pubblici devono metterli nella condizione di poterlo fare. E’ necessario che i grandi gruppi bancari guardino anche alle realtà più piccole». Questo il messaggio lanciato dal Presidente della Chambre Valdôtaine Nicola Rosset nel corso dell’incontro organizzato alla Pepinière d’Entreprises dal Gruppo Unicredit per presentare agli imprenditori valdostani alcune iniziative in programma per il Nord Ovest.

L’incontro ha rappresentato l’occasione per fare un punto della situazione imprenditoriale valdostana che vede 13928 aziende registrate al Registro Imprese, di cui 12286 attive. Di queste, come in tutte le economie simili a quella valdostana e quindi caratterizzate da aziende di piccole e medie dimensioni, oltre 7500 sono imprese individuali, 3780 società di persone e 2162 sono società di capitali.
 Le società individuali sono maggiormente concentrate in ambito turistico e agricolo, e per quanto concerne le società di capitali si nota un lieve, ma costante trend di crescita delle Srl da qualche tempo anche in ambito artigianale mentre le cooperative sono principalmente impegnate nel settore sociale. Nel corso del 2011 le nuove iscrizioni al Registro Imprese sono state 799, mentre le cessazioni di attività sono state 917. I fallimenti nel corso del 2011 sono stati 11 a testimonianza della buona capacità regionale di mettere in moto il credito.

«In questo momento di crisi, che è innegabile così come il rischio di chiusura delle aziende, serve iniziare comunque a dare messaggi positivi per invogliare le imprese ad investire – ha poi proseguito il Presidente della Camera di Commercio – e perché questo accada le banche devono operare per rendere più accessibile il credito e gli enti pubblici devono sostenere le aziende e favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali. Come Chambre abbiamo cercato di sviluppare nuove sinergie con l’Amministrazione regionale e le Associazioni di categoria. Insieme a loro abbiamo realizzato e stiamo realizzando oltre una trentina di progetti con un impegno di oltre 2 milioni e 750 mila euro in iniziative di promozione, di internazionalizzazione e di innovazione, ma anche di studio e di supporto alle aziende in un ottica di espansione dei mercati di riferimento. Stiamo inoltre guardando con interesse l’evolversi della situazione dei confidi per poter giungere ad una fattiva collaborazione con tutti i Confidi vigilati della Valle d’Aosta per rendere ancora più agevole l’accesso al credito da parte delle nostre aziende».

9 maggio 2012

Da Unicredit 5,5 Miliardi per la Ripresa Economica del Nord Ovest

Da destra Argirò, Gentile, Rambaldi e Tallone
Mettere a disposizione 5,5 miliardi di euro per le imprese del Nord Ovest (Val d'Aosta, Piemonte, Liguria) e accompagnare 2 mila aziende di questo territorio nel percorso di internazionalizzazione.
In prima fila Marchiando, Leonardi e Rosset
Il tutto da oggi al 2015. Questi gli obiettivi di
"UniCredit per il Nord Ovest" e di "Unicredit per Aosta" che costituisce la declinazione territoriale di "UniCredit per l'Italia", il manifesto di UniCredit per l'economia del Paese che è stato presentato lo scorso 14 marzo a Roma.

"UniCredit per Aosta" si baserà su due filoni: il supporto ai piani di crescita delle imprese valdostani (UniCredit per i Territori) e l'incentivazione dell'export e di politiche virtuose di nternazionalizzazione (UniCredit International).

"UniCredit per Aosta", è stato presentato questo pomeriggio ad Aosta, presso l'incubatore di impresa, da Vladimiro Rambaldi, Responsabile di Territorio Nord Ovest di Unicredit, da Alberto Gentile, Responsabile Commerciale Sme Territorio Nord Ovest dell'istituto e Enzo Tallone, Responsabile Estero Territorio Nord Ovest di Unicredit. Ad introdurre i lavori il direttore della filiale di Aosta della Banca d'Italia Gennaro Maria Argirò che non ha mancato di sollecitare gli imprenditori a cercare di partecipare maggiormente numerosi a certi appuntamenti formativi-informativi, e Gioachino Gobbi, ad di Grivel e Presidente del Consiglio di territorio Valle d'Aosta.

Dopo l'illustrazione dei dettagli del piano, se ne è discusso in una Tavola Rotonda, condotta da Pier Paolo Marchiando, Presidente Ordine dei Commercialisti Valle d'Aosta, cui hanno preso parte Monica Pirovano, Presidente Confindustria Valle d'Aosta, il  già citato Rambaldi, Nicola Rosset, Presidente Camera di Commercio Valle d'Aosta, Pierantonio Genestrone, Presidente Rete Impresa Italia Valle d'Aosta, e Andrea Leonardi, Presidente Valfidi.

 Rambaldi ha affermato: "Dopo aver portato a termine un'importante operazione di rafforzamento del capitale da 7,5 miliardi di euro, che rendono UniCredit una delle banche più solide nel panorama europeo, stiamo ora lanciando un progetto di. sostegno dell'economia reale del Paese con l'obiettivo di favorire la ripresa e il ritorno alla crescita. Con l'iniziativa presentata oggi ad Aosta vogliamo annunciare quello che ci proponiamo di fare concretamente per il Nord Ovest. La linea di azione è duplice: supportare con azioni concrete i piani di crescita delle imprese e incentivare l'export, nella convinzione che la ricerca di nuovi mercati può essere una valida strategia di uscita dalla crisi. Metteremo a disposizione 5,5 miliardi di euro per le imprese della Val d'Aosta, del Piemonte e della Liguria, che verranno destinati al rafforzamento patrimoniale delle imprese, al supporto diretto all'innovazione e al finanziamento e al/'ottimizzazione del capitale circolante. Inoltre ci proponiamo di accompagnare 2 mila imprese di questo territorio nel percorso di apertura commerciale oltre i confini nazionali"


Nel Nord Ovest il Gruppo ha raggiunto quasi 5 mila dipendenti, (Aosta 133) con 583 sportelli bancari complessivi (Aosta 21), pari al 15.5% del mercato (Aosta 21%), circa un milione e duecentomila clienti (Aosta oltre 40.000), 26 miliardi 39 milioni di euro di impieghi (Aosta 500 min.) e depositi per 24 miliardi 241 milioni (Aosta 800 min.)


UniCredit per i Territori
 UniCredit mette a disposizione 5,5 miliardi di Euro in tre anni per finanziare la crescita delle imprese del Nord Ovest, con interventi articolati su piani diversi, ma tra loro collegati e accomunati dallo stesso obiettivo. Una parte dei fondi (700 milioni) verrà destinata al rafforzamento patrimoniale
delle imprese attraverso prodotti che ne facilitino la ricapitalizzazione e consentano di usufruire degli incentivi ACE, un’offerta e un modello dedicato per la costituzione di reti di imprese e la valorizzazione delle garanzie dei Confidi.
Parte dei fondi verrà destinata al finanziamento e all’ottimizzazione del capitale circolante (3,3 miliardi), con un piano specifico che fa leva su UniCredit Factoring per accelerare lo smobilizzo dei crediti verso la Pubblica Amministrazione. Nello specifico, UniCredit aumenterà del 50% il proprio livello di operatività per quanto riguarda l’anticipo fatture dei crediti delle imprese verso la PA, superando la quota di mercato che la banca detiene attualmente nel settore.

L’attenzione alla crescita dimensionale delle imprese del Nord Ovest è strettamente collegata al supporto diretto all’innovazione (1,5 miliardi), altra condizione necessaria per competere su mercati contraddistinti da sempre maggiore concorrenza e da una spinta decisa verso le nuove tecnologie; in questo ambito un focus particolare sarà riservato alla nuova imprenditoria e alla riprogettazione di specifici distretti e aree industriali.


UniCredit International
Per completare il quadro di interventi a sostegno dell’economia reale del territorio, UniCredit, principale banca italiana all’estero, si impegna a supportare il percorso di internazionalizzazione di 2 mila imprese piemontesi, valdostane e liguri, attraverso la nuova piattaforma UniCredit International che prevede:

un piano di orientamento e formazione per imprenditori che si aprono all’export (9 sessioni tra incontri di orientamento all’estero e corsi di formazione all’esportazione nei prossimi tre anni);

 un percorso di facilitazione nella ricerca di clienti all’estero, basato sull’accesso alla rete di relazioni internazionali di UniCredit (6 incontri B2B tra imprese italiane e operatori stranieri);

una nuova rete di 20 Specialisti UniCredit International attivi nel Nord Ovest, in stretto collegamento con 22 Desk Internazionali attivi presso le banche commerciali del Gruppo UniCredit presenti all’estero e 28 fra Filiali Estere e Uffici di Rappresentanza che la banca conta oltre confine.



 Piano di Sviluppo Territoriale Nord Ovest
 Le azioni strategiche della Banca sul Territorio Nord Ovest si focalizzeranno poi su alcune specifiche linee progettuali: 

- per i comparti ‘storici’ dell’economia del Nord Ovest (metalmeccanico, sistema moda, chimica), UniCredit si propone di incentivare e sostenere processi virtuosi di internazionalizzazione tramite progetti e azioni mirate (incontri per lo sviluppo del business, sviluppo di servizi dedicati, offerta formativa dedicata, sviluppo iniziative mirate con associazioni di categoria) che portino anche le
imprese di dimensioni minori ad affacciarsi con successo sui mercati internazionali;


- la Banca dedicherà risorse e iniziative a un processo di accompagnamento delle imprese facenti parte dei distretti produttivi e dei sistemi di filiera insistenti sul territorio verso l’avvio di politiche di collaborazione in rete, per agevolare le imprese stesse a colmare il gap dimensionale con i competitor
esteri;

- sarà fornito supporto a un settore primario per l’economia del territorio come l’agricoltura e ai settori ad esso collegati (agroalimentare, vitivinicolo) con la fornitura di strumenti e di competenza necessari per intercettare nuove pportunità di business e valorizzare le potenzialità e le peculiarità del territorio;

 - verrà realizzato un programma di implementazione e sostegno degli operatori del Turismo tramite il sostegno agli indirizzi innovativi (marketing turistico, promozione / comunicazione del territorio) e agli investimenti nelle  strutture ricettive, per acquisire quote di mercato in un’ottica di promozione
del patrimonio culturale e gastronomico locale;

 - la Banca si pone l’obiettivo di sostenere direttamente e indirettamente (tramite adesioni a fondi di private equity e a convenzioni e iniziative di partner istituzionali) gli investimenti per l’Innovazione. Risorse specifiche saranno  riservate a favorire la crescita di neo imprese generate dal trasferimento
tecnologico da poli di ricerca e lo sviluppo di progetti imprenditoriali sviluppati nei nuovi distretti tecnologici.

8 maggio 2012

Non sentite anche voi il bisogno di azioni concrete?

Il quesito è interessante. Proviamo a prenderli in parola...



12 aprile 2012

Ottavo Rapporto UniCredit sulle Aggregazioni di Rete


Di fronte a un mutato contesto internazionale, reso più complesso dai processi di globalizzazione, risultano fondamentali le strategie di collaborazione in rete tra le piccole imprese.

E’ questa l’evidenza più importante emersa nel corso dell’Ottavo Rapporto sulle Piccole Imprese di UniCredit presentato nell’ambito del Consiglio di Territorio Valle d’Aosta della banca che si è svolto martedì, sotto la presidenza di Gioachino Gobbi, presso la sede aostana di UniCredit di Avenue du Conseil des Commis. Qui di seguito riporto una sintesi della ricerca. Mi piacerebbe conoscere la tua opinione sui contenuti della ricerca. La mia impressione è che il lavoro di rete non sia così tanto sviluppato come risulterebbe dallo studio. E tu che cosa ne pensi?

«L’indagine - spiega il responsabile Nord Ovest di UniCredit Vladimiro Rambaldi -  è basata su oltre 6 mila interviste a piccoli imprenditori italiani (100 in Valle) e su un questionario inoltrato a circa 200 Associazioni di categoria e Confidi,  e approfondisce vari aspetti e dinamiche dello scenario in cui operano le piccole imprese italiane: dal clima di fiducia alle politiche di innovazione intraprese, dall’appartenenza a filiere produttive alle strategie di internazionalizzazione».


Fiducia dei Piccoli Imprenditori

«Il difficile e contrastato contesto macroeconomico - continua Rambaldi - in cui si trovano ad operare le piccole imprese valdostane influenza senz’altro le loro aspettative per il futuro come testimonia l’indice di fiducia rilevato tra agosto e settembre 2011 e relativo ai successivi 12 mesi».
Il dato del 2011 (pari a 85) risulta decisamente inferiore a quello degli anni passati, ma replica un trend verificato anche in ambito nazionale, dove l’indice di fiducia per il 2011 è di 17 punti inferiore a quello del 2010  (87 vs 104).

Questi risultati, assolutamente in linea e coerenti con la fase di incertezza che  caratterizza il periodo, rivelano però la presenza di un contenuto margine di ottimismo circa le opportunità che si potranno aprire in uno scenario post crisi. Analizzando infatti nel dettaglio i diversi temi sondati nella rilevazione, si può notare come gli imprenditori valdostani conservino una visione positiva per quanto riguarda i tempi di incasso, con un indice di fiducia pari a 108.


Competizione globale, territorio e sistemi reticolare: le nuove sfide delle Piccole Imprese della Valle d’Aosta

L’attuale quadro economico internazionale, caratterizzato da grosse incertezze, ha portato ad uno stallo della domanda dei mercati maturi e di quello italiano in particolare. In una fase congiunturale complessa, come quella attuale, occorre pertanto che le imprese nazionali trovino altre strade per tornare a crescere. Tali vie alternative portano inevitabilmente ai mercati esteri caratterizzati da alti tassi di crescita, tipicamente distanti geograficamente e culturalmente. Le imprese italiane, in particolar modo quelle di piccola dimensione, nell’intraprendere nuovi percorsi di internazionalizzazione si trovano tuttavia ad affrontare nuove difficoltà e resistenze, connesse al mutato contesto globale.

In particolare le piccole imprese della Valle d'Aosta scontano il problema dimensionale che spesso impedisce loro di far fronte agli elevati costi fissi associati all’internazionalizzazione e alle strategie da mettere in atto per intercettare la domanda globale. Risulta pertanto fondamentale capire quali potrebbero essere i meccanismi di crescita che le aziende nostrane possono attuare a breve termine.

Una soluzione potrebbe essere rappresentata dal Contratto di Rete, una forma di aggregazione e collaborazione tra imprese che ha avuto recentemente un certo impulso nel nostro Paese, tanto da portare il numero delle imprese che collaborano in rete quasi a raddoppiare in due mesi, passando dalle 582 di ottobre 2011 alle 1063 di dicembre.

In Valle d’Aosta e in Italia l’indagine individua una discreta propensione alla collaborazione tra piccole imprese (rispettivamente il 36% e 38% degli intervistati), ma al tempo stesso testimonia le potenzialità ancora inespresse di sinergia tra gli imprenditori del territorio.

«Notiamo, tra le pmi della Valle d’Aosta, un interesse crescente per le reti d’imprese e le altre forme di collaborazione strategica possibili - sottolinea Rambaldi - tuttavia in questa regione a fronte di trattative in corso non sono stati ancora siglati  contratti di questo tipo. Quello che è necessario ora è un vero proprio salto culturale nel modo di fare impresa e di approcciare i mercati».

A fronte di un quadro che presenta, quindi,  margini di miglioramento sul versante della collaborazione tra soggetti imprenditoriali diversi emerge in positivo l’intensità di altre forme di collaborazione messe in atto dalle imprese del territorio: tra le aziende che già hanno avviato forme di collaborazione prevalgono coloro che hanno sviluppato sinergie strategiche, con un obiettivo ben definito (commercializzazione  e distribuzione, ricerca e sviluppo, potenziamento della capacità produttiva). Infatti dall’indagine si evidenzia un dato sostanzialmente positivo, anche se più basso della media nazionale, inerente il livello d’intensità dei progetti di cooperazione attivati, con il 53% delle imprese valdostane che registra livelli di collaborazione a media e alta intensità.

I vantaggi derivanti da queste forme di collaborazione risultano poi più evidenti se si prendono in esame le imprese che, nell’ultimo anno, hanno intrapreso politiche virtuose di avanzamento funzionale (acquisizione di nuove funzioni aziendali, ad esempio nuove tecniche manageriali o nuove modalità di organizzazione del lavoro) o relazionale (acquisizione di una propria rete di fornitori e ampliamento dei committenti anche all’estero). Fatto 100 le imprese che hanno portato a termine upgrading di tipo funzionale o relazionale, risalta come la maggior parte di esse (rispettivamente il 55% e il 52%) ha già avviato politiche di collaborazione con altre realtà imprenditoriali. Una corrispondenza ancora più marcata ed evidente emerge poi fra l’attuazione della collaborazione con altre imprese e le diverse forme di innovazione.

In Valle d’Aosta tra le imprese innovative sono più numerose le aziende che hanno in essere forme di collaborazione. Questa evidenza si riscontra soprattutto nel caso dell’introduzione di prodotti o servizi tecnologicamente nuovi (innovazione di prodotto), con il 60% delle imprese innovative che collabora in rete. Rilevante anche il dato relativo alle imprese che hanno introdotto processi di produzione tecnologicamente nuovi (innovazione di processo): il 56% infatti collabora con altre imprese. 
 

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