12 aprile 2012

Ottavo Rapporto UniCredit sulle Aggregazioni di Rete


Di fronte a un mutato contesto internazionale, reso più complesso dai processi di globalizzazione, risultano fondamentali le strategie di collaborazione in rete tra le piccole imprese.

E’ questa l’evidenza più importante emersa nel corso dell’Ottavo Rapporto sulle Piccole Imprese di UniCredit presentato nell’ambito del Consiglio di Territorio Valle d’Aosta della banca che si è svolto martedì, sotto la presidenza di Gioachino Gobbi, presso la sede aostana di UniCredit di Avenue du Conseil des Commis. Qui di seguito riporto una sintesi della ricerca. Mi piacerebbe conoscere la tua opinione sui contenuti della ricerca. La mia impressione è che il lavoro di rete non sia così tanto sviluppato come risulterebbe dallo studio. E tu che cosa ne pensi?

«L’indagine - spiega il responsabile Nord Ovest di UniCredit Vladimiro Rambaldi -  è basata su oltre 6 mila interviste a piccoli imprenditori italiani (100 in Valle) e su un questionario inoltrato a circa 200 Associazioni di categoria e Confidi,  e approfondisce vari aspetti e dinamiche dello scenario in cui operano le piccole imprese italiane: dal clima di fiducia alle politiche di innovazione intraprese, dall’appartenenza a filiere produttive alle strategie di internazionalizzazione».


Fiducia dei Piccoli Imprenditori

«Il difficile e contrastato contesto macroeconomico - continua Rambaldi - in cui si trovano ad operare le piccole imprese valdostane influenza senz’altro le loro aspettative per il futuro come testimonia l’indice di fiducia rilevato tra agosto e settembre 2011 e relativo ai successivi 12 mesi».
Il dato del 2011 (pari a 85) risulta decisamente inferiore a quello degli anni passati, ma replica un trend verificato anche in ambito nazionale, dove l’indice di fiducia per il 2011 è di 17 punti inferiore a quello del 2010  (87 vs 104).

Questi risultati, assolutamente in linea e coerenti con la fase di incertezza che  caratterizza il periodo, rivelano però la presenza di un contenuto margine di ottimismo circa le opportunità che si potranno aprire in uno scenario post crisi. Analizzando infatti nel dettaglio i diversi temi sondati nella rilevazione, si può notare come gli imprenditori valdostani conservino una visione positiva per quanto riguarda i tempi di incasso, con un indice di fiducia pari a 108.


Competizione globale, territorio e sistemi reticolare: le nuove sfide delle Piccole Imprese della Valle d’Aosta

L’attuale quadro economico internazionale, caratterizzato da grosse incertezze, ha portato ad uno stallo della domanda dei mercati maturi e di quello italiano in particolare. In una fase congiunturale complessa, come quella attuale, occorre pertanto che le imprese nazionali trovino altre strade per tornare a crescere. Tali vie alternative portano inevitabilmente ai mercati esteri caratterizzati da alti tassi di crescita, tipicamente distanti geograficamente e culturalmente. Le imprese italiane, in particolar modo quelle di piccola dimensione, nell’intraprendere nuovi percorsi di internazionalizzazione si trovano tuttavia ad affrontare nuove difficoltà e resistenze, connesse al mutato contesto globale.

In particolare le piccole imprese della Valle d'Aosta scontano il problema dimensionale che spesso impedisce loro di far fronte agli elevati costi fissi associati all’internazionalizzazione e alle strategie da mettere in atto per intercettare la domanda globale. Risulta pertanto fondamentale capire quali potrebbero essere i meccanismi di crescita che le aziende nostrane possono attuare a breve termine.

Una soluzione potrebbe essere rappresentata dal Contratto di Rete, una forma di aggregazione e collaborazione tra imprese che ha avuto recentemente un certo impulso nel nostro Paese, tanto da portare il numero delle imprese che collaborano in rete quasi a raddoppiare in due mesi, passando dalle 582 di ottobre 2011 alle 1063 di dicembre.

In Valle d’Aosta e in Italia l’indagine individua una discreta propensione alla collaborazione tra piccole imprese (rispettivamente il 36% e 38% degli intervistati), ma al tempo stesso testimonia le potenzialità ancora inespresse di sinergia tra gli imprenditori del territorio.

«Notiamo, tra le pmi della Valle d’Aosta, un interesse crescente per le reti d’imprese e le altre forme di collaborazione strategica possibili - sottolinea Rambaldi - tuttavia in questa regione a fronte di trattative in corso non sono stati ancora siglati  contratti di questo tipo. Quello che è necessario ora è un vero proprio salto culturale nel modo di fare impresa e di approcciare i mercati».

A fronte di un quadro che presenta, quindi,  margini di miglioramento sul versante della collaborazione tra soggetti imprenditoriali diversi emerge in positivo l’intensità di altre forme di collaborazione messe in atto dalle imprese del territorio: tra le aziende che già hanno avviato forme di collaborazione prevalgono coloro che hanno sviluppato sinergie strategiche, con un obiettivo ben definito (commercializzazione  e distribuzione, ricerca e sviluppo, potenziamento della capacità produttiva). Infatti dall’indagine si evidenzia un dato sostanzialmente positivo, anche se più basso della media nazionale, inerente il livello d’intensità dei progetti di cooperazione attivati, con il 53% delle imprese valdostane che registra livelli di collaborazione a media e alta intensità.

I vantaggi derivanti da queste forme di collaborazione risultano poi più evidenti se si prendono in esame le imprese che, nell’ultimo anno, hanno intrapreso politiche virtuose di avanzamento funzionale (acquisizione di nuove funzioni aziendali, ad esempio nuove tecniche manageriali o nuove modalità di organizzazione del lavoro) o relazionale (acquisizione di una propria rete di fornitori e ampliamento dei committenti anche all’estero). Fatto 100 le imprese che hanno portato a termine upgrading di tipo funzionale o relazionale, risalta come la maggior parte di esse (rispettivamente il 55% e il 52%) ha già avviato politiche di collaborazione con altre realtà imprenditoriali. Una corrispondenza ancora più marcata ed evidente emerge poi fra l’attuazione della collaborazione con altre imprese e le diverse forme di innovazione.

In Valle d’Aosta tra le imprese innovative sono più numerose le aziende che hanno in essere forme di collaborazione. Questa evidenza si riscontra soprattutto nel caso dell’introduzione di prodotti o servizi tecnologicamente nuovi (innovazione di prodotto), con il 60% delle imprese innovative che collabora in rete. Rilevante anche il dato relativo alle imprese che hanno introdotto processi di produzione tecnologicamente nuovi (innovazione di processo): il 56% infatti collabora con altre imprese. 

2 commenti:

Paolo Conta ha detto...

Come sempre l'analisi dei dati relativi alla Valle d'Aosta non è semplice: visti i bassi numeri assoluti, le analisi percentuali talvolta falsano la realtà. Bisognerebbe quindi scendere in una analisi di maggior dettaglio. Certo colpisce il dato che pone le imprese del nostro territorio ad un livello elevato di rete e relazione inter-aziendale. Non posso dire, per quanto relativo alla mia esperienza, che tale atteggiamento di apertura sia riscontrato con così elevato entusiasmo nella realtà. Forse la differenza sta tra disponibilità a fare e attuazione vera.

Fabrizio Favre on 14 aprile 2012 22:26 ha detto...

Sono abbastanza d'accordo. C'è qualche imprenditore che ha voglia di smentirci?

 

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