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24 ottobre 2013

Alla #BCCValdostana Il Premio Internazionale sullo Sviluppo locale di Cluses

Martino Cossard ha ritirato il premio per la BCC Valdostana
Complimenti alla Bcc Valdostana che è stata premiata nell’ambito della Conferenza Internazionale «Les territoires et les systèmes productifs localisés au coeur des mutations économiques et sociales», svoltasi a Cluses (Savoia-Francia), dove, tra il 3 e il 5 Ottobre, si è avuta la cerimonia di consegna dei Premi Internazionali sullo Sviluppo Locale, giunti alla terza Edizione bandita e gestita dal Comune di Cluses e dalla Comunità della Valle dell’Arve.

A Cluses si sono riuniti numerosi specialisti internazionali sullo sviluppo locale e regionale che hanno discusso con gli «stakeholder» di vari territori e soprattutto del distretto di Cluses, il più importante in Francia e che è stato all’origine della costituzione del Club dei distretti francesi. Durante la Conferenza si è avuto modo di discutere anche dell’esperienza dei poli di competitività (con particolare riferimento al polo di competitività «Arve Industries»), lo strumento di politica dell’innovazione introdotta da alcuni anni in Francia a livello nazionale ma che ha attuazione progettuale ed operativa a livello territoriale, grazie alla lezione di François Perroux ma anche degli studiosi italiani dei distretti.

Sono stati consegnati i premi ai vincitori delle quattro sezioni su cui era organizzato il bando sullo sviluppo locale: sezione saggistica, sezione giovane ricercatore, sezione territori e sezione imprese responsabili nei riguardi dello sviluppo territoriale.

Per la sezione impresa sono stati premiati, fra gli altri, il modello della Banca di Credito Cooperativo e la Banca di Credito Cooperativo Valdostana, in particolare.

«Le Banche di Credito Cooperativo - si legge in una nota che illustra le motivazioni del premio rappresentano piccole banche che hanno mantenuto una relazione diretta tra risorse finanziarie locali e gli investimenti delle imprese del territorio, permettendo di stabilire sul lungo periodo un convolgimento sociale delle banche nello sviluppo locale. Il caso delle BCC rappresenta, dunque, un’esperienza incredibile di successo che sottolinea una logica di relazioni tra banca e sviluppo locale e una funzione di responsabilità sociale che le banche potrebbero svolgere. Siamo, dunque, di fronte ad un caso particolarmente interessante di costruzione di «capitale di prossimità» per le imprese e il sistema produttivo che si contrappone al modello della finanza moderna, «creativa» e autoreferenziale che è all’origine dell’attuale lunga crisi economica. Le BCC garantiscono la copertura di servizi bancari anche per comunità relativamente marginali, specie in aree montane e rurali, e non interessanti per le altre banche, come si può riscontrare nel caso della Banca di Credito Cooperativo Valdostana (unica BCC che copre una intera regione, con presenza di servizi nell’80% dei comuni e con una quota di mercato superiore al 20%). La BCC Valdostana raggiunge una forte partecipazione e radicamento a livello territoriale con oltre 8.000 soci (il più alto rapporto tra soci e popolazione del territorio di riferimento fra tutte le BCC) e presenta un indice particolarmente basso di sofferenze (solo il 2,75% dei crediti verso i clienti)».

27 maggio 2012

Bcc: Super Martino Cossard!


Il presidente uscente Martino Cossard

La vicenda Lavoyer non ha minimamente scalfito i vertici della banca di credito cooperativo valdostana, tanto che l'assemblea dei soci della banca, eleggendo  il nuovo consiglio di amministrazione, ha ricoperto di voti Martino Cossard che con 1.504  suffragi è stato il primo degli eletti. E per lui sembrerebbero ora aprirsi le porte per un importante incarico a livello nazionale nel mondo Bcc.
Dietro a lui Roberto Domaine (1.451), Marco Linty (1.285) presidente in pectore (leggi qui), Mauro Azzalea (1.186), Marco Boch (1.170), Raffaella Quendoz (1.036), Ornella Vection (958), Dino Vierin (919), Nadia Piccot (898), Mauro Treves (847) e Mario Dalbard (771). Nel collegio sindacale sono stati nominati Lorenzo Louvin (1.254), Paolo Pressendo (1.098) e Davide Ferré (995).

24 maggio 2012

Bcc Valdostana: Marco Linty for President!

Marco Linty
Sale la temperatura intorno alla nomina del futuro Consiglio di amministrazione  (nonché del futuro presidente) della Bcc Valdostana. Il voto del 27 maggio si annuncia decisamente delicato. L'ultima news è quella data oggi da La Stampa, a firma di Enrico Martinet la Banca d’Italia ha fatto ricorso al Tar contro una delibera della Regione sulla modalità di rappresentanza regionale nel Consiglio di amministrazione e nel collegio dei sindaci della stessa Bcc di Gressan (qui trovi la versione on line dell'articolo). In sintesi estrema la Regione sta cercando di avere comunque un proprio rappresentante all'interno del Cda dopo essere rimasta fuori dai giochi all'ultimo giro. Mentre il buon Martinet trascriveva il suo articolo nelle redazioni arrivava una nota proveniente dal gruppo che sostiene la candidatura del commercialista Marco Linty, alla guida della Bcc. Il successore di Martino Cossard che - se nuovamente eletto - si vedrà quasi sicuramente aprire le porte di un importante incarico nazionale nel mondo Bcc. 

La nota
Ma veniamo alla nota che, di certo, non è destinata a raffreddare i rapporti Istituto di Credito-Regione. Anzi: «Domenica 27 maggio prossimo i soci della BCC Valdostana si recheranno a Gressan per rinnovare il Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale della Banca. Difficile però, anche in Valle d’Aosta, una Regione orgogliosamente autonoma, tenere la “cattiva” politica fuori dalle cariche di qualsiasi genere. Anche per l’elezione della BCC si affaccia la politica e iniziano le manipolazioni. Nella corsa al rinnovo della “governance” i Soci dovranno decidere se favorire un gruppo di cui fanno parte il presidente uscente Martino Cossard, il vice presidente uscente Roberto Domaine, i consiglieri uscenti Mauro Azzalea, Marco Boch, Nadia Piccot, Raffaella Quendoz, Ornella Vection, nonché Mario Dalbard e Mauro Treves, gruppo che appoggia alla Presidenza il Presidente del Collegio sindacale uscente Marco Linty, che di finanza e di strategie adatte ad una gestione oculata e progressista se ne intende, come da indicazioni della Banca d’Italia che auspica una direzione sana, prudente e indipendente, oppure favorire l’ingresso di una squadra voluta dal “Palazzo”, come indicato nell’articolo apparso su “La Vallée notizie” sabato 19 maggio 2012. “Sono i Soci della BCC valdostana a decidere il loro destino” dichiara Marco Linty “Sono sempre per la democrazia e mi piacerebbe preservarla. Non amo molto questi ultimi anni in cui le pressioni per manipolare le menti sono sempre in prima fila. Credo alla buona volontà e alla volontà popolare libera. La nostra Banca è il nostro passato, presente e futuro, è una ricchezza che abbiamo in mano, senza tanto guardare al mondo e a quello che ci raccontano. Questa è la nostra realtà che teniamo saldamente in pugno, che va gestita nel rispetto dei Soci che la formano e che nella sua esistenza hanno creduto”».


I nomi in gara
Per completezza voglio ricordare chi sono i 18 candidati alla carica di consigliere di amministrazione: il già due volte Presidente della Giunta Dino Viérin, che però non potrà fare il presidente in quanto si deve fare parte del Cda da almeno cinque anni e che, secondo molti, si prepara, a fare da ago della bilancia all'interno del futuro Consiglio,  l'attuale presidente dell'Istituto di credito, Martino Cossard, i vice presidenti Roberto Domaine e Giusto Perron e gli amministratori uscenti Mauro Azzalea, Marco Boch, Marco Linty (presidente del Collegio sindacale), Elmo Marlier, Davide Perrin, Nadia Piccot, Raffaella Quendoz e Ornella Vection. Completano la rosa Mario Dalbard, presidente della Cave cooperative di Donnas, Federico Maquignaz, presidente della Cervino spa, l'architetto Dante Stacchetti, Mauro Treves, presidente della cooperativa produttori latte e fontina, l'artigiano di Saint-Pierre Davide Bochet e l'ex bancario Santino Cuneaz. Per il Collegio sindacale Lorenzo Louvin e Paolo Pressendo, entrambi sindaci effettivi uscenti e poi i commercialisti Dario Barone, Fabrizio Berti, Davide Casola, Davide Ferré, Pierfrancesco Frau, Jean-Claude Perron, Claudio Vietti e il  Presidente della Servizi Previdenziali Valle d'Aosta Spa, società regionale che presta i servizi di supporto e amministrativi in favore di Fopadiva, Stefano Distilli, anche lui dottore commercialista.


Il mio pensiero
La squadra individuata da Linty, a partire dal Presidente, mi sembra meritevole, soprattutto sul fronte delle competenze. E il «mondo nuovo» con cui la Valle d'Aosta dovrà sempre più confrontarsi richiede con urgenza che merito e capacità diventino le leve grazie alle quali superare il difficile momento economico che stiamo vivendo. Qualunque altro tipo di criterio alla distanza si rivelerà suicida. Come mi è già capitato di scrivere in un mio editoriale sul Corriere della Valle dal titolo "Nuove strade" «le risorse finanziarie diminuiscono e vanno utilizzate tenendo conto dei paletti europei (leggasi legge sulla concorrenza). Occorre insomma un nuovo modello di sviluppo per una regione che gode ancora di un certo benessere (attenti però ai tanti segnali di crescente povertà che registra la nostra Caritas), ma deve fare i conti con un mondo che cambia a grande velocità e che, un po’ come negli scacchi, non richiede soltanto di predisporre la mossa successiva, ma di avere già in testa come giocarsi tutta la partita. Forse mai come prima la Valle d’Aosta è chiamata a dimostrare concretamente – al di là di una storia identitaria incontestabile - cosa significhi davvero autonomia dal punto di vista amministrativo».

1 marzo 2012

Intervista al Presidente della BCC Valdostana Martino Cossard (seconda parte)

Martino Cossard
Seconda parte dell'intervista al presidente della Bcc Valdostana Martino Cossard. Il primo post è di ieri. Lo puoi trovare qui.

Ora Basilea 2 è applicata...

Sì. Dal 1° gennaio. E comporta un impegno patrimoniale più gravoso rispetto al passato. Lo sconfinamento che supera un certo periodo va ad incidere sul patrimonio. Ecco perché bisogna far
crescere il patrimonio in modo che sia equilibrato rispetto alle attività che si svolgono. Per una banca
come la nostra non è un'operazione semplice. Le grosse banche lanciano invece una sottoscrizione
di capitale sociale spesso con risultati anche interessanti. Noi invece possiamo soltanto consentire
l'incremento delle quote sociali che già ci sono e portare a patrimonio parte dell'utile annuale.
E farete così anche quest'anno?

Il 70% è obbligatorio, ma probabilmente la percentuale sarà maggiore. Una parte serve per remunerare
le azioni e un'altra parte va a beneficenza come previsto dallo Statuto. Una percentuale dell'utile va pure al fondo della cooperazione. Credo che per il territorio la Bcc sia una bella realtà. In quanto Banca locale sentiamo di più le necessità E quest'anno lo abbiamo notato chiaramente. Nel momento in cui le banche avevano come obiettivo più che fare credito il fare raccolta - in Valle sono arrivati anche nuovi istituti di credito - molti utenti si sono rivolti a noi per ottenere del credito. A dire di alcuni notai - tanto per fare un esempio - eravamo una delle poche banche che faceva mutui.
C'è concorrenza all'interno del sistema bancario?
Sì. Ormai la concorrenza è notevole.

E le banche on line, il credito elettronico?
E' sicuramente il futuro. Anche se vedo che la clientela valdostana in generale - per quella che è

la mia esperienza - necessita di avere un contatto diretto con la propria banca. Vedremo con le
nuove generazioni. 

Sulla vicenda Banca d’Italia qual è la vostra posizione?
Su questo tema abbiamo diffuso una nota dove spieghiamo che il Consiglio di amministrazione della BCC Valdostana, riunitosi recentemente, ha affrontato il clamore mediatico emerso in questi giorni, avente ad oggetto l'ispezione periodica della Banca d'Italia effettuata un anno fa e la sanzione

amministrativa irrogata al termine della stessa alla governance della Banca. Di tale verifica l'interesse degli organi di stampa è stato, peraltro, destato, in via esclusiva, dal profilo attinente l'operatività non convenzionale riscontrata su una posizione facente capo all'Assessore regionale Claudio Lavoyer. Il Consiglio ha così provveduto a riconsiderare i rilievi emersi dall'ispezione e la conseguente sanzione, nuovamente valutando con la massima attenzione tali rilievi, giungendo al termine di tale disamina a ribadire la totale trasparenza e regolarità del contesto in cui opera la Banca, cercando di soddisfare le richieste e le necessità dei Valdostani in questo difficile momento economico che sta attraversando
il nostro Paese. Infatti anche per il 2011 il sostegno all'economia locale è stato molto intenso. Proprio nel momento in cui l'intero sistema creditizio evidenziava difficoltà nell'erogazione del credito.
Come Cda intendiamo assicurare tutti i Soci e Clienti sul tradizionale supporto che la Banca continua ad offrire alla comunità Valdostana, in quanto nessun riflesso operativo e tanto meno patrimoniale, la stessa ha subìto in conseguenza all'ispezione avvenuta. Giova, infatti, sottolineare, per un verso, che l'ispezione della Banca d'Italia rientra fra quelle che periodicamente, per legge, l'Organo di Vigilanza è tenuto ad effettuare sulle banche e dunque la stessa non è stata provocata dall'esistenza di sospetti che
si appuntassero sulla nostra attività; per altro verso, le sanzioni inflitte sono state comminate al minimo di legge, il che non sarebbe ovviamente accaduto laddove fossero stati riscontrati flussi di denaro sospetti. Tali sanzioni, inoltre, sono state irrogate e pagate personalmente dagli amministratori,
dai sindaci e dal direttore generale, senza dunque che la banca abbia, per ciò, subito alcun esborso. Riguardo alla pubblicità mediatica che ne è emersa, con accostamento della nostra Banca a profili di interferenza con il quadro politico regionale, il Consiglio non ritiene di dovere esprimere alcuna valutazione in merito a vicende che non rientrano nella ropria sfera istituzionale né nei propri compiti di gestione finanziaria e creditizia locale, salvo ancora una volta ribadire come gli accadimenti propri
della politica mai abbiano interferito con la gestione dell'azienda di credito, rimanendo sempre estranei
alle relative linee di conduzione, unicamente ispirata ai principi di ottimizzazione economica e
solidarietà già in precedenza ricordati. 

29 febbraio 2012

Intervista al Presidente della BCC Valdostana Martino Cossard (prima parte)

Martino Cossard
Nell'occhio del ciclone  per la vicenda Lavoyer  la Bcc Valdostana (21 sportelli e 126 dipendenti) ha



Può darci alcune anticipazioni sul bilancio 2011 della Bcc?
Si tratta di un anno molto positivo come risultato economico. Gli impieghi sono cresciuti del 6%.
Nel 2011 avete anche aperto un nuovo Sportello su Aosta?
Un dato alto rispetto alle previsioni e agli obiettivi che ci eravamo posti. Si è trattato di una chiara richiesta del mercato che abbiamo cercato di esaudire nei limiti di patrimonio e liquidità che possiamo
permetterci in un simile contesto di crisi. Anche la raccolta diretta pari a 518 milioni è lievemente
cresciuta con un +1,8% rispetto al 2010. Gli impieghi hanno raggiunto invece quota 447 milioni. Chiuderemo il bilancio con un risultato di gestione ante-imposte importante pari a 3,2 milioni di utile contro l'1,2 dell'anno precedente. Nel 2011 abbiamo poi raccolto 2,5 milioni di capitale sociale con l'obiettivo di consolidare il patrimonio. Un aspetto, insieme all'attenzione alla liquidità, fondamentale nel nuovo scenario creditizio. Questo ci ha dato poi lo spunto per impostare un 2012 che sarà ulteriormente di consolidamento.



L'apertura di Aosta Nord aveva l'obiettivo di utilizzare al meglio le risorse che abbiamo. Noi avevamo un cost/income, cioè un rapporto tra i costi operativi e il margine di intermediazione, molto alto. In questa logica attraverso un accordo sindacale abbiamo alleggerito il numero degli occupati di tre unità con un esodo incentivato. Gran parte del nostro impegno poi in questi mesi - direi dalla metà dell'anno scorso - è andato verso quella attenzione spasmodica a far sì che i periodi di liquidità corrispondano con le erogazioni del credito. Un'attenzione che negli anni passati le banche non erano abituati ad avere. Oggi, a differenza di qualche anno fa, l'ultimo dei problemi è il fare crediti. La domanda è continua. Adesso l'attenzione si concentra tutta sulla liquidità. Anche perché ci sono alcune novità normative che rendono tutto più difficile. Basta pensare alle tesorerie dei comuni. Le eccedenze di liquidità delle amministrazioni dovranno essere versate allo Stato e non più mantenute sui conti del Comune. E questo ovviamente porta via liquidità agli istituti che gestiscono le tesorerie. Comunque posso dire che abbiamo fatto fino in fondo il nostro dovere di sostegno dell'economia locale. (continua)

30 settembre 2011

Il Sistema Valle d'Aosta Può Sopportare anche uno Shock sulle Entrate Tributarie del 20%: Parola di Fitch!

Il sistema Valle d’Aosta tiene. A dirlo è la società di ratings Fitch che ha confermato alla Regione Autonoma Valle d’Aosta (VdA) il rating di lungo termine “AA+” ed il rating di breve termine “F1+”, con prospettive stabili. La conferma riguarda circa 378 milioni di mutui e prestiti in essere (incluso ciò che resta da pagare dei due prestiti obbligazionari, rispettivamente di 543  e 74 milioni, con scadenza 2021 e 2026). 


Gli elementi che hanno favorito il giudizio positivo, pur in presenza di uno scenario globale tutt’altro che rassicurante, sono stati i solidi risultati operativi anche nel medio termine, seppur in lieve riduzione, la buona flessibilità del bilancio regionale e la robusta posizione patrimoniale. 


Un bel respiro di sollievo per l’Assessore al Bilancio Claudio Lavoyer. «L’Agenzia valuta positivamente la tenuta del margine operativo della Regione, ossia la differenza tra entrate correnti e spese correnti - spiega l’Assessore - sostenuto anche dalla tenuta dei consumi. Sempre l’Agenzia evidenzia come l’economia locale abbia beneficiato, nel biennio 2009-2010, di una manovra anticiclica di oltre 200 milioni messa in atto dalla Regione che ha contribuito alla crescita del PIL ed al mantenimento di un basso tasso di disoccupazione, di circa il 4%».


Da notare che Fitch stima che il margine operativo della Regione continuerà a rimanere solido, prossimo a 350 milioni, pari a circa il 25% delle entrate correnti anche nel 2011-2013. La capacità della Regione di controllare la crescita dei costi operativi e un aumento del PIL di circa l’1% annuo nel 2011-2013, infatti, dovrebbero ampiamente assorbire gli impatti sul bilancio di circa 130 milioni dal 2011 quale contributo regionale al risanamento del deficit nazionale.  


«Anche in un eventuale scenario di shock sulle entrate tributarie – si legge in una  nota diffusa dalla Società - tale da comportare una riduzione del margine operativo sotto il 20%, Fitch prevede che il bilancio della Regione abbia flessibilità per chiudere in pareggio nel 2012/2013; il contenuto fabbisogno di investimenti infrastrutturali consentirebbe la riduzione e/o lo slittamento di parte della spesa per nuovi investimenti». Questa spesa, nello scenario base di Fitch, dovrebbe comunque essere superiore ad un miliardo nel triennio 2011-2013, (1.5 nel 2008-2010) e sarebbe finanziata per oltre il 90% con risorse correnti e riduzione di riserve. Fitch pertanto ritiene che «il debito residuo per mutui e presti obbligazionari rimanga stabile a circa 350 milioni, pari al 20% delle entrate correnti nel 2012-2013». 


Reazioni positive alla conferma del rating anche nel mondo del credito e della impresa. Martino Cossard, presidente della Bcc Valdostana, il principale istituto di credito regionale, e componente del direttivo Abi, sottolinea come l’analisi di Fitch sia la conferma che la politica economica regionale può disporre «delle necessarie risorse finanziarie da destinare anche con finalità di crescita o comunque di sostegno del sistema». «Sono anche convinto – conclude Cossard – che questa solidità possa costituire un’opportunità per attrarre investitori sul nostro territorio. E’ un appeal importante per imprese alla ricerca di nuove aree dove insediarsi». 


Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Presidente di Confindustria Valle d’Aosta Monica Pirovano. Per l’Ad della Cogne Acciai Speciali la Regione dimostra così di avere «la capacità di mantenere, almeno nel breve, la destinazione gli investimenti per sostenere in maniera determinante il tessuto industriale, soprattutto delle PMI, e per garantire i livelli di politica sociale e assistenziale in essere». Tuttavia la stessa Presidente invita a «non aumentare le spese, migliorando l’efficienza e l’efficacia della PA». Per Pirovano ci sono alcuni elementi sui quali bisogna riflettere in una logica di medio periodo. «Le previsioni di aumento del Pil della Regione dell’1% annuo, contro 1,4% nel 2010, - commenta - dovranno essere riviste al ribasso, alla luce della previsione di crescita dell'Italia vicina allo zero. Il tasso di disoccupazione al 4% è inferiore alla media nazionale, ma nel breve periodo è difficile pensare ad una inversione di tendenza. Se non intervengono fattori esterni che alimentino la crescita e politiche nazionali a difesa dei bassi redditi per aumentare il potere di spesa, il rischio è di avere una contrazione dei consumi ed un aumento  dell’indebitamento delle famiglie». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 28 settembre

23 aprile 2011

Credito: alla Bcc Valdostana crescono Raccolta e Impieghi

La sede della filiale di Courmayeur
Nell’ultimo quinquennio i risparmiatori valdostani hanno fatto crescere i loro depositi del 10,8% contro una media del Nord Ovest del 5,5% e italiana del 6%, passando da 1767 milioni a 2.725. Curiosamente il contributo maggiore è giunto dalle attività produttive passate da 465 a 690 milioni: un +48,3 più che doppio rispetto al Nord Ovest (23,1%) e al resto d’Italia (23,6%). I depositi delle famiglie valdostane si sono invece sostanzialmente allineati con quelli dell’area del Nord Ovest (45,7 contro 45,5%). Crescita più rallentata (con una accelerazione più significativa fra 2009 e 2010) quella degli impieghi passati da 2.259 nel 2005 a 2.490 nel 2010: un +10,2% che non può competere con il 31% del Nord Ovest e il 32,8% italiano. Stabili le imprese (+7,7%), più attive le famiglie consumatrici (+37,8%). 


In questa crescita del settore il credito regionale si ritaglia una quota del 15% dietro le corazzate IntesaSanpaolo e Unicredit. La Bcc Valdostana (20 filiali e 130 dipendenti), guidata dal Presidente Martino Cossard, ha da poco approvato il bilancio che sarà sottoposto ai soci il 15 maggio. Dai primi dati disponibili la raccolta diretta tocca per la prima volta quota 519 milioni, un +4,9% che sancisce il trend positivo dell’istituto che già tra il 2008 e il 2009 aveva fatto registrare un +8,72%. Cresce ancora a due cifre il fronte degli impieghi: 430 milioni (+13,5%). Già tra il 2008 e 2009 l’aumento era stato del 18,4: da 320,38 a 378,95 milioni. Sostanzialmente stabile l’indiretta: 156 milioni contro i 157,39 del 2009. Unico neo il calo dell’utile netto di esercizio pari a 741mila euro. 


«Abbiamo registrato un calo del 58% - commenta Cossard – dovuto a maggiori accantonamenti e alla contrazione del margine di interesse. Non dimentichiamoci che nel 2010 c’è stato il fallimento di Eurotravel. Inoltre la nostra volontà di essere capillari sul territorio – che ha portato all’apertura degli sportelli di Saint-Marcel e Courmayeur e allo spostamento di quello di Chambave a Châtillon, pur mantenendo uno sportello di tesoreria a Chambave fornito di Bancomat al servizio di quella comunità – inevitabilmente influisce sui costi. Potremmo razionalizzarne la distribuzione, ma per noi è più importante essere il più possibile vicino al cliente».   
Cresce leggermente anche il patrimonio di vigilanza: da 42,8 a 43 milioni. Migliorano le sofferenze nette sui crediti pari all’1,07% e che fanno registrare una diminuzione dello 0,42%. «Il dato valdostano – commenta Cossard, che ricopre pure l’incarico di Presidente della sezione Abi della Valle d’Aosta – evidenzia una crescita delle sofferenze del 31% ed un rapporto sofferenze prestiti del 4,4%, un dato in linea con la media nazionale (4,5%) e superiore a quello dell’Italia Nord-Occidentale (3,5)». 


Sul 2011 la Bcc Valdostana intende sviluppare ancora di più la raccolta diretta. Più prudenza sugli impieghi che con i coefficienti di Basilea costringono ad impegnare patrimonio in maniera elevata. «Non dobbiamo dimenticarci che siamo una banca giovane che non ha ancora 30 anni di vita – conclude Cossard – non abbiamo un patrimonio ancora consolidato e, soprattutto, non essendo una spa tradizionale non possiamo fare aumenti di capitale. Stiamo comunque anche valutando  la possibilità di aprire una nuova filiale ad Aosta in modo da migliorare il nostro servizio nel capoluogo regionale». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 20 aprile 2010)

12 luglio 2010

Più Alti i Tassi di Interesse Valdostani: Massimo Lévêque Spiega Perchè

«Il fenomeno non è nuovo per la Valle e le differenze con Bolzano possono avere alcune spiegazioni. Innanzitutto il peso del credito cooperativo a Bolzano è assai maggiore che in Valle d’Aosta. Lì è preponderante qui riguarda il 20% del mercato. Su un territorio come il nostro le grandi banche nazionali probabilmente preferiscono fare raccolta piuttosto che impieghi, se non a condizioni per loro mediamente più remunerative». L’economista Massimo Lévêque è appena tornato dalla Cina dove è stato in vacanza con la famiglia e della querelle sui tassi di interesse valdostani ha potuto leggere soltanto qualche lancio di agenzia. Siamo perciò i primi con cui riflette ad alta voce della vicenda.

Oggetto del contendere i dati emersi nel corso della «Giornata dell’Economia 2010», che hanno rilevato un costo del denaro nettamente più elevato in Valle d’Aosta rispetto ad altre regioni italiane. In quell’occasione, è stato evidenziato che, benché dal dicembre 2008 i tassi medi praticati sui prestiti a breve termine siano scesi di quasi due punti (da 7,76 a 5,85), restano tuttavia più elevati di quelli praticati sia in Piemonte (di circa mezzo punto) sia nella Provincia autonoma di Bolzano (in media di 2 punti percentuali). La differenza permane anche sui prestiti a medio-lungo termine: la discesa di quasi due punti percentuali tra marzo 2008 e dicembre 2009 registrata in Vallée è inferiore a quella avvenuta in Piemonte e a Bolzano.

E’ soprattutto quest’ultimo confronto, trattandosi di una realtà territoriale e socio-economica comparabile a quella valdostana, ad aver destato le reazioni più veementi del mondo politico tanto che il Presidente della Giunta Augusto Rollandin ha subito convocato i responsabili degli istituti di credito della Valle d’Aosta (il risparmio finanziario è pari a 4,019 miliardi con un incremento del 6,1% rispetto al 2008), per fare luce sulla vicenda. «Gli istituti intervenuti – spiega Martino Cossard, presidente della sezione Abi valdostana e della Bcc Valdostana – hanno fatto emergere la necessità di approfondimenti e chiarimenti sui dati presentati. Non dimentichiamoci poi che si tratta di analisi fatte da Banca d’Italia a campione e il credito cooperativo non è presente nel panel valdostano, mentre è preponderante a Bolzano. Le banche hanno poi sollevato il problema del legame tra i tassi sui prestiti e i rating delle imprese locali, il cui livello è in Valle d’Aosta mediamente inferiore alle altre realtà oggetto del confronto».

Il Presidente Rollandin, in merito alla questione rating, ha però ricordato il ruolo fondamentale dei Confidi, presenti anche loro all’incontro, che «la Regione finanzia ampiamente e che arrivano in alcuni casi a fornire fino al 75% di garanzia, proprio nell’obiettivo di accrescere la qualità del credito. Dobbiamo quindi comprendere quali siano le motivazioni per cui tali sforzi finanziari non si traducono anche in condizioni contrattuali più favorevoli per le imprese locali».

Per Lévêque tuttavia anche la presenza di finanziamenti a medio lungo termine fortemente agevolati potrebbe aver favorito l’applicazione da parte delle banche di tassi di interesse mediamente più alti, poco avvertiti dalla clientela per via dell’intervento pubblico ma che, in parte, tendono a vanificare l’impegno finanziario dell’amministrazione regionale a tutto vantaggio delle banche.

Un disagio percepito anche dal mondo industriale tanto che la Presidente di Confindustria Monica Pirovano, in occasione dell’assemblea annuale, ha espresso la disponibilità dell’associazione ad affiancare le aziende nell’approccio con il mondo del credito. «Abbiamo costituto uno sportello ad hoc per aiutare gratuitamente le imprese che sino ad ora però è stato poco sfruttato».

L’idea di una concertazione che veda seduti allo stesso tavolo tutti i soggetti coinvolti è alla base della proposta di Rollandin di costituire una commissione di lavoro che si impegni a verificare come ovviare al divario dei tassi. «Vi chiedo la disponibilità – ha concluso - a collaborare affinché l’economia regionale non sia danneggiata, soprattutto in un momento di difficoltà come questo, in cui l’impegno di tutti è orientato a sostenere le imprese in ogni modo possibile».

Sullo sfondo anche l’ipotesi, espressa in maniera molto chiara in occasione dell’Assemblea di Valfidi, che la Regione favorisca la convergenza dei Confidi in unico soggetto in modo da poter trattare in una posizione di maggiore forza con le Banche.

18 marzo 2010

A Tam Tam News Imprenditori Jean Paul Lustrissy (Netbe): Quanto la Valle d'Aosta è Web 2.0?

Jean Paul Lustrissy (Netbe)
Carissimo visitatore, metto on line anche la tredicesima puntata di «Tam tam News imprenditori», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 10, su Radio Proposta in Blu, e che è stata trasmessa il 5 marzo. Con me in studio Martino Cossard, presidente della Banca di Credito Cooperativo Valdostana, nonchè presidente della sezione Abi della Valle d'Aosta, con il quale abbiamo approfondito le sfide future della Bcc e il suo rapporto con il mondo dell'impresa..

Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.

Questo venerdì, cioè domani, il 19 marzo, festa del papà, come sempre alle 10, sarà invece mio ospite Jean Paul Lustrissy, amministratore delegato di Netbe, web agency che si propone di offrire soluzioni chiavi in mano e consulenza alle imprese, alla pubblica amministrazione, ad enti pubblici e privati che vogliano ampliare il proprio mercato, rendere più efficace la comunicazione, migliorare la propria efficienza ed i propri processi grazie alle tecnologie internet. Con lui rifletteremo su quanto la Valle d'Aosta sia oppure no web 2.0
Ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

13 marzo 2010

Bcc Valdostana e Caritas: 250mila euro per il Microcredito

Aiutare le persone che versano in transitorie difficoltà finanziarie, contrastare il debito illecito, favorire la nascita di microimprese a conduzione familiare, risanare e supportare l’economia delle famiglie in stato di bisogno e promuovere la diffusione di una cultura all’educazione e alla rieducazione alla spesa. Sono
questi gli obiettivi dello Sportello della Solidarietà, progetto di microcredito promosso dalla Bcc Valdostana
in collaborazione con la Fondazione Opere Caritas locale. L’iniziativa è stata presentata martedì, presso
la sede aostana dell’istituto di credito dal Presidente Martino Cossard e dal direttore della Caritas diocesana don Aldo Armellin. «Ci è sembrato giusto – spiega don Armellin - dare il nostro supporto ad una iniziativa di finanza etica che garantisce un aiuto alle persone in grado di restituire loro dignità. Le persone sono invitate a riprendere in mano la loro vita. Siamo anche convinti che trattandosi di un prestito e non di una beneficenza potremmo essere contattati da persone in difficoltà che fino ad ora non se la sono sentita di avvicinarsi ai nostri servizi». Una centralità della persona ribadita anche da Cossard per il quale la Bcc, ancora una volta, con questa iniziativa vuole mettere in evidenza la sua vicinanza al territorio. «Da tempo – commenta – come istituto volevamo avviare una iniziativa di Microcredito, ma avevamo bisogno di un ente in grado di valutare le necessità e la moralità dei soggetti. Lo abbiamo trovato nella Caritas».

Il servizio
Concretamente si tratta di un fondo di rotazione di 250mila euro. I prestiti concessi possono arrivare fino
ad un importo massimo di 5mila euro (minimo 500,00). La durata del finanziamento è fino a 5 anni
(con un massimo di 12 mesi di preammortamento). Il Tasso è variabile indicizzato sul Tasso BCE senza maggiorazione di spread. La periodicità del rimborso è mensile o trimestrale. Le spese di istruttoria, di incasso rate e la penale di estinzione anticipata è pari a zero. Gli interessi di mora non sono applicati. La validità delle condizioni è sino al 31 dicembre 2011.

Come si accede
Le richieste vanno presentate presso la sede Caritas di Gressan che si occupa di raccogliere la documentazione necessaria e dell’istruttoria della pratica. Ottenuto il benestare dalla Caritas la pratica viene inviata alla Banca che, espletati alcuni controlli sulla onorabilità del richiedente, provvederà ad erogare il finanziamento mettendo a disposizione la somma concessa con accredito in conto corrente, se presente, oppure in contanti.

Per ulteriori informazioni
Fondazione Opere Caritas – Regione Tzamberlet, 12F, Gressan – tel 0165-239604 – e-mail: magazzino.cvaritasmail.com. Oppure sul sito della Bcc.

La polemica
E' di dominio pubblica la dura critica sull'iniziativa sollevata dal Presidente della Giunta Augusto Rollandin. Critica che mi ha davvero colto di sorpresa. Per conoscerne meglio i contenuti leggetevi l'Ansa. Io mi permetto soltanto una breve annotazione personale: credo che simile iniziative avviate direttamente da quella che si è soliti chiamare «società civile», senza per forza coinvolgere l'amministrazione regionale, dovrebbero essere indicate ad esempio e non descritte come «pagine non belle». Mi piacerebbe che altri si esprimessero sulla questione.

1 marzo 2010

A Tam Tam News Imprenditori Martino Cossard (Bcc Valdostana): Il mondo del Credito e le Imprese


Carissimo visitatore, metto on line anche la dodicesima puntata di «Tam tam News imprenditori», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 10, su Radio Proposta in Blu, e che è stata trasmessa il 5 febbraio. Con me in studio Stefano Puiati, amministratore delegato di Montagnard, start up, insediata nell'incubatore di impresa di Aosta, con un core business nel settore delle erbe officinali con il quale, oltre che interrogarci su quali possano essere le prospettive del settore, abbiamo approfondito cosa significhi far nascere un'azienda da zero.

Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.

Questo venerdì, il 5 marzo, come sempre alle 10, sarà invece mio ospite Martino Cossard, presidente della Banca di Credito Cooperativo Valdostana, nonchè presidente della sezione Abi della Valle d'Aosta (nella foto stringe la mano a don Aldo Armellin), con il quale approfondiremo le sfide future della Bcc e il suo rapporto con il mondo dell'impresa..

Ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

29 luglio 2009

Bcc Valdostana: bilanci in crescita e microcredito

La Banca di Credito cooperativo Valdostana vuole rafforzare il suo Dna di «banca differente» e del territorio. All’orizzonte la pianificazione di alcuni progetti legati al microcredito, già operativi entro la fine del 2009, e che, sul medio periodo, potrebbero sfociare in un’attività di «banca etica».

Martino Cossard, riconfermato presidente dell’istituto di credito e fra i massimi artefici dell’operazione di fusione per incorporazione delle Bcc regionali, legge così la nuova mission dell’istituto in tempi in cui la crisi economica sta mettendo a dura prova anche il welfare valdostano. «E’ chiaro – spiega Cossard – che abbiamo bisogno di un partner, già presente sul territorio, dotato di uno sviluppato osservatorio sociale in grado di fare una prima scrematura dei possibili utenti. La nostra idea è di concedere microfinanziamenti su presentazione di progetti». «L’attendibilità e il suo grado di necessità – prosegue il presidente - devono però essere valutati da un soggetto che quotidianamente si confronta con situazioni di disagio. In questa logica avevamo avviato un primo dialogo con la Caritas che ora andrà ripreso e concretizzato».

Cossard ci tiene davvero a rafforzare la vocazione sociale dell’istituto. «Il passo successivo. Non prima però del 2010. – osserva - Potrebbe essere l’impegno da parte della Bcc a finanziare progetti di tipo etico con un’apposita raccolta, promossa dall’istituto, in cui si riconosce al finanziatore un piccolo tasso d’interesse e si chiede al finanziato un interesse ridotto dove la banca svolge esclusivamente un ruolo di intermediario, rinunciando ai propri margini tradizionali».

Ma anche il presente immediato propone nuove sfide all’istituto. La Bcc è, in questi ultimi mesi, impegnata in un’azione di riorganizzazione della propria presenza sul territorio. «Prima di tutto – sottolinea Cossard - ci stiamo occupando delle risorse umane attraverso alcuni incontri di formazione mirati a meglio allineare le metodologie operative dei dipendenti dei due istituti e poi vogliamo radicarci ancora di più a livello regionale. In questa logica, solo per citare gli interventi più significativi, stiamo attendendo l’autorizzazione affinché Saint-Marcel diventi uno sportello effettivo. Ne apriremo uno a Courmayeur. Creeremo uno sportello automatico a Torgnon e la filiale di Chambave sarà spostata a Châtillon». Operazioni che nel biennio 2009-2010 comporteranno un impegno di spesa pari a circa 500mila euro.

In stand by invece l’allargamento nell’area canavesana. «L’inteeresse per la zona di Rivarolo – commenta Cossard – rimane immutato, ma nel corso del 2009 ci pare più opportuno concentrarci sul consolidamento del nostro nuovo assetto aziendale».

Un quadro complessivamente positivo anche sul fronte dei conti. Mettendo a confronto il consuntivo al 31 dicembre 2008 con quello del primo semestre la Bcc fa registrare una crescita dell’8,01% degli impieghi (da 317.208 a 342.608), e del 9,06% della raccolta diretta (da 441.391 a 481.388). Più stentato, ma comunque in crescita, l’aumento di quella indiretta che chiude con un +0,74%. «Praticamente fatta eccezione per l’indiretta – conclude Cossard – tutti i risultati raggiunti non solo sono positivi, ma anche superiori a nostri budget di previsione. E’ chiaro che la crescita della raccolta deriva inevitabilmente da una strategia di risparmio, in attesa di tempi migliori, tipica della popolazione valdostana». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 19 luglio 2009)

29 maggio 2009

Le lodi di Jacquin e le critiche di Rollandin

Complimenti a Daniele Mammoliti per il suo articolo di oggi su La Stampa dal titolo «Il vero freno? Le banche» dove racconta di come il presidente della Giunta Augusto Rollandin con un intervento veemente all'Assemblea del Confidi industriali, di quelli con i quali da sempre sa arringare le folle, sia riuscito a trasformare il Presidente del Confidi industriali Federico Jacquin in un moderato, quasi in un diplomatico (atteggiamento già manifestato per la verità da Jacquin in occasione dell'accordo con Unicredit di cui ho scritto qui). Leggendo l'articolo mi sembrava di essere lì. Rollandin ha accusato gli istituti di credito di non aver fatto abbastanza per aiutare le imprese in questa difficile congiuntura economica.  L'indicazione di Martino Cossard, presidente della Bcc Valdostana, fra gli obiettivi di tanta furia mi appare però un po' ingiusta. L'attenzione al territorio di questo istituto è sicuramente superiore a quella di molte altre «consorelle» nazionali che ormai in Valle hanno fatto tabula rasa di qualunque centro decisionale. C'è chi dice che la discrezionalità di manovra in termini economici di un direttore di filiale sia rimasta quella di vent'anni fa. Un tempo erano miliardi (in lire) oggi sono milioni (in euro). Ma la cifra non è cambiata. Dicevo che mi appare ingiusta a meno che una certa querelle sulle nomine non sia ancora nell'aria...
Malizia a parte sono comunque riuscito a mettere mano alla relazione del buon Jacquin con cui mi scuso per l'assenza. Le sue relazioni sono state sempre stimolanti e la sua oratoria particolarmente apprezzata.
Qui riporto qualche passaggio e alcuni dati. Per chi, come me, non c'era. Sono anche ben accetti i commenti di chi era presente. Qui trovate il mio post dell'anno scorso.

Una virata futurista
Prima di tutto l'invito all'ottimismo di Jacquin rappresentato dalla frase «lodi, lodi, lodi» riportata come incipit del suo intervento, trascritta con un carattere diverso, quasi come una poesia futurista, una virata marinettiana inusitata. «Il mio invito a essere ottimisti per il futuro - ha detto Jacquin - non è un semplice auspicio che la crisi in atto finisca quanto prima, ma è un incoraggiamento a continuare a lottare contro le difficoltà quotidiane. Quello che deve confortarci ed essere di stimolo in questa difficile fase è guardare a quanto di positivo è stato fatto finora. Ecco perché non potevo esimermi, all’inizio della relazione, dal ringraziare per gli sforzi compiuti: il Governo regionale, il sistema bancario e le imprese».

Jacquin, dopo un'attenta disanima del quadro internazionale, ha poi lodato nello specifico le misure anti-crisi messe in campo dall'amministrazione regionale, non mancando di evidenziare una certa qual disponibilità dimostrata in questi mesi dagli istituti di credito nei confronti delle imprese. Ma si tratta di un giudizio che presenta alcune ombre. E su queste vi propongo direttamente le parole del presidente del Confidi.

La burocrazia
«Il problema - ha detto - è che siamo bravi a proporre e a pensare delle valide iniziative, ma poi quando dobbiamo concretizzare il tutto, riusciamo sempre a complicarci la vita. Tutto questo ha un nome: burocrazia. Continuamente ci scontriamo con provvedimenti complicati che rischiano di vanificare la reale volontà di aiutare e tutto ciò mi rammarica moltissimo. Nemmeno in fasi di emergenza economica riusciamo ad essere semplici. La burocrazia è come il cancro, per usare un paragone con la medicina. Sappiamo tutti che bisogna sconfiggerlo, ma nonostante tutti gli sforzi non riusciamo a debellarlo completamente. Progressi sono stati fatti, ma siamo ancora lontani dalla totale vittoria su questo male».

Credito: quelle logiche ante-crisi
«Un altro aspetto che mi amareggia è che nonostante il periodo di crisi che stiamo attraversando, in cui tutti stanno facendo dei sacrifici, le banche continuino ad operare con le stesse identiche logiche commerciali ante-crisi. Il forte aumento degli spread bancari, se in parte può essere giustificato con l’aumento del rischio di credito e con l’aumento del costo del denaro interbancario, non posso che trovarlo disarmante. Sappiamo tutti che gli istituti di credito non sono delle Onlus, tuttavia un incremento così elevato non trova giustificazioni plausibili. La minore redditività delle banche per effetto della crisi viene completamente scaricata sugli utenti finali: famiglie e imprese. Il mio rammarico trova conferma nelle parole del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti che in occasione del recente “Credit Day” ha bacchettato i banchieri chiedendo loro di allineare i tassi di interessi a quelli europei e di utilizzare i “Tremonti Bond” per dare maggior credito alle imprese e non per migliorare i bilanci delle banche».

Un po' di numeri
I soci sono 258. Lo stock dei finanziamenti complessivi al 31 dicembre 2008 ammonta a €87,1 milioni con un forte incremento rispetto allo scorso anno (€79,2 milioni nel 2007), di cui €43,1 milioni per fidi a breve e €44,0 milioni per mutui. Le pratiche deliberate nel 2008 sono state 345, di cui 51 relative ad operazioni a medio/lungo termine, per un totale complessivo di €35,9 milioni di fidi garantiti.
Il patrimonio del Consorzio al 31 dicembre 2008 ammonta a €11,2 milioni rappresentato da (valori in milioni di euro): - 0,3 di Fondo consortile - 9,6 di Fondi rischi - 1,3 di Fondi disponibili.
Il Consorzio è intervenuto nel corso del 2008 a copertura di insolvenze per €171.028. pari allo 0,48% delle garanzie in essere. A fini prudenziali il «fondo rischi per garanzie prestate», creato nel 2006 per far fronte alle probabili perdite derivanti dall’attività di concessione delle garanzie è stato ulteriormente alimentato nel corso del 2008 per €118.712, raggiungendo un importo complessivo di quasi €540.000. Grazie alla Regione Autonoma Valle d’Aosta - ha detto ancora il Presidente - , in applicazione alla l.r.75/90, sono stati erogati ai nostri consorziati nel corso del 2008 (competenza 2007) contributi in c/interesse per un totale di €1.532.260, in netto aumento rispetto all’anno precedente (€596.710). Nel 2009 (competenza 2008) si stima di erogare contributi per oltre €1,7 milioni.

25 maggio 2009

Valfidi, Confidal e Confidi industriali in assemblea

Il credito continua ad essere protagonista. Dopo l’assemblea della Bcc Valdostana che ha portato alla riconferma di Martino Cossard alla presidenza e al colpo di scena dell’esclusione in seguito al voto dei soci del consigliere indicato dall’amministrazione regionale per martedì 26 maggio, alle 20,30, è stata convocata l’Assemblea Ordinaria dei soci di Valfidi (presidente Andrea Leonardi), presso il salone delle manifestazioni di Palazzo Regionale. Una assemblea che chiama a raccolta gli oltre 3200 soci per approvare il bilancio dell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2008 ed eleggere gli Organi Collegiali di amministrazione e di controllo per il triennio 2009/2011 ai quali sarà affidato il compito di condurre la Cooperativa all’iscrizione nell’elenco degli Intermediari Finanziari ex art 107 T.U.B. (argomento su cui ho scritto spesso in questo blog). Nel corso dell’esercizio 2008 da Valfidi sono state concesse nuove garanzie alle attività economiche socie per oltre 26 milioni, sviluppando un volume di oltre 55 milioni di linee di credito garantite, raggiungendo così uno stock complessivo di affidamenti in essere – riferiti alla fine dell’esercizio 2008 – di oltre 160 milioni.

Assemblea Confidal
Giovedì 28 maggio, alle 15, presso il centro congressi dell’Hotel Etoile du Nord di Sarre, si terrà invece l’Assemblea Generale Ordinaria della Confidal, societa cooperativa di garanzia collettiva fidi fra gli albergatori, le imprese turistico-ricettive, commerciali ed attività di servizi della Valle d’Aosta. L’ordine del giorno prevede la relazione del Presidente del Consiglio di Amministrazione della cooperativa, Pericle Calgaro, sull’esercizio chiuso al 31.12.2008, la presentazione del bilancio per l’approvazione con le relative deliberazioni di nomina della società di revisione per la certifica dello stesso. Alcuni dati: i 276 soci della cooperativa rappresentano circa il 70% delle Aziende Alberghiere valdostane, di cui 236 con affidamenti residui per euro 19.846726. Gli affidamenti globali ammontano ad euro 31.853.918, quelli a breve termine sono pari a 11.493.491 e il fondo rischi di 2.960.213 con un rapporto, per ogni azienda affidata di 12.543,00 euro. Il patrimonio societario ammonta a euro 7.229.678. L’esposizione media per azienda è di euro 84.096.00. Le garanzie rilasciate dal Confidi ammontano a euro 9.923.363 mentre le garanzie personali ricevute dai soci sono pari a 3.185.392 euro. L’utile netto del 2008 è di euro 48.445,00 di cui 33.912 euro andranno ad incrementare il Fondo Rischi, mentre 14.534,00 euro implementeranno la Riserva legale. Qui trovate altri post sul Confidi albergatori.

Confidi industriali
Nella stessa giornata ad Aosta, in Via Clavalité n° 20, presso la “Sala Congressi” dell’Hostellerie du Cheval Blanc, è stata convocata anche l’Assemblea ordinaria del Confidi Industriali Valle d'Aosta. L’Assemblea in seduta privata, con inizio alle 15, si aprirà con la relazione del Presidente, Federico Jacquin, alla quale farà seguito l’approvazione del Bilancio consuntivo al 31 dicembre 2008. Alle ore 16.15, al termine della seduta privata, seguirà l’Assemblea in forma pubblica. I lavori riprenderanno con la relazione del Presidente Confidi, seguita dall’intervento del Presidente della Giunta Augusto Rollandin e dell'Assessore al Bilancio, Finanze e Patrimonio Claudio Lavoyer.

21 maggio 2009

Crescono le domande di sospensione del pagamento delle rate dei mutui regionali

Sono 1356 (1052 privati e 304 imprese) le domande, presentate al 30 aprile, di sospensione, per un anno, del pagamento delle rate dei mutui regionali stipulati entro il 28 febbraio 2009, senza interessi e senza oneri aggiuntivi. La misura contenuta all’interno del pacchetto anti-crisi, varato ad inizio anno dalla Giunta, è stata utilizzata da 1.348 richiedenti (1.044 persone fisiche, 8 soggetti con due mutui e 304 imprese). I mutui sospesi sono 1.733: 681 di imprese e 1.052 di persone fisiche.

Più nel dettaglio i mutui delle imprese sono così suddivisi: 281 riguardano il settore impianti a fune, 240 l’alberghiero, 91 l’industriae l’artigianato, 50 il commercio, 2 il settore termale e uno il turismo equestre. «Sono numeri che testimoniano la bontà dell’iniziativa – ha spiegato l’assessore al Bilancio Claudio Lavoyer (Fédération Autonomiste) – e possono dare un po’ di respiro a privati e aziende in un momento in cui ancora non si riesce a comprendere quando questa crisi potrà dirsi superata».

 Un’iniziativa che oltretutto sembra fare scuola. L'Associazione bancaria italiana (Abi) della Valle d'Aosta e i rappresentanti dei consorzi di garanzia fidi stanno infatti mettendo a punto delle intese che consentiranno alle imprese lo slittamento del pagamento delle rate dei mutui. «L'iniziativa si aggiunge - ha spiegato il presidente dell'Abi Valle d'Aosta Martino Cossard - a quanto già previsto dalla Regione circa la sospensione delle rate dei mutui a tasso agevolato con Finaosta, previsti dalle leggi regionali».

31 dicembre 2008

Credito: il ruolo di Finaosta e la Bcc unica

Il terzo mio articolo pubblicato sul rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore di martedì 16 dicembre 2008. Faccio notare che alcune delle misure accennate in questo articolo si sono concretizzate nel ddl anti-crisi approvato proprio ieri, segno, a mio avviso, che i tempi della politica sembrano essersi finalmente accellerati.

«I dati attualmente in nostro possesso in merito alle sofferenze delle aziende, relativi alla fine di settembre, non rispecchiano ancora gli attuali livelli di preoccupazione». Giuseppe Cilea dal suo osservatorio privilegiato di presidente di Finaosta - la finanziaria regionale che dal 1982 attraverso la gestione dei fondi di rotazione regionale o la costituzione di partecipate ha tra le sue finalità quella di favorire il consolidamento economico della piccola regione autonoma – invita alla prudenza. La fine dell’anno sarà rivelatrice dello stato di salute delle imprese valdostane. «Come Finaosta, su richiesta dell’Amministrazione regionale – osserva Cilea – stiamo attivandoci all’interno del Comitato anticrisi per rendere meno pesante l’attuale congiuntura per le famiglie e le imprese valdostane». «E’ chiaro – prosegue - che se sui mutui prima casa non ci sono limitazioni comunitarie e quindi i margini di azione sono ampi, non si può dire la stessa cosa degli interventi a favore delle imprese. Anche un differimento dei tempi di pagamento delle rate dei mutui potrebbe ricadere nella normativa degli aiuti di stato». Al di là dell’impasse momentanea il ruolo della finanziaria regionale resta comunque centrale nell’economia valdostana per due motivi. Da un lato in virtù dell’ampio spettro di aree operative, dai mutui prima casa, al commercio all’industria passando al settore alberghiero; dall’altro per le sue partecipazioni in oltre 40 società regionali con quote azionarie spesso pari o addirittura superiori al 50% in aziende come Compagnia Valdostana delle Acque o Aostafactor. I volumi sono impressionanti. Dal 1982 ad oggi la Finanziaria regionale, con un azionariato diviso fra Regione Autonoma Valle d’Aosta (77,55%), Unicredito (10,71), Sistema Iniziative locali della San Paolo (10,70), Banca Mps (0,56) e Avi Servizi (0,49), ha erogato 2,3 miliardi di euro a 27.601 soggetti. Soltanto nel 2008 (il dato è aggiornato al 31 ottobre) sono stati erogati 72,1 milioni per un totale di 1003 erogazioni. I tradizionali dati del credito appaiono positivi. Alla fine del primo semestre del 2008, sulla base delle rilevazioni di Banca d’Italia, la raccolta bancaria nei confronti dei residenti in regione è salita del 6,7 per cento, un valore superiore a quello registrato alla fine dell’anno precedente (3,9 per cento). In particolare, la raccolta presso le famiglie consumatrici è aumentata del 13,9 per cento, in accelerazione rispetto a dicembre 2007 (5,5 per cento). L’incremento ha riguardato sia i depositi sia le obbligazioni bancarie. Lo stock di titoli detenuti in deposito presso il sistema bancario da parte della clientela regionale è invece aumentato del 4,1 per cento, in decelerazione rispetto alla fine del 2007 (5,7 per cento). Il risparmio regionale, da sempre orientato verso profili poco rischiosi, si è prevalentemente indirizzato verso le obbligazioni e i titoli di Stato, mentre è proseguita la flessione delle quote di fondi comuni e delle azioni. Si è finalmente costituito il polo unico creditizio regionale. La Bcc Valdostana ha provveduto alla fusione per incorporazione della Bcc Fénis, Nus e Saint-Marcel. I presidenti Martino Cossard (Valdostana) e Andrea Leonardi (Fénis) mercoledì 26 novembre, presso lo studio notarile Marcoz, sulla centralissima Piazza Chanoux, hanno posto le loro firme ufficiali sul definitivo atto costitutivo. Il nuovo soggetto si presenta così con 6000 soci, una raccolta bancaria diretta pari a 455,8 milioni, una indiretta di 115,1, una quota di impieghi di 340,4, un patrimonio di circa 40 milioni, e vede operare sul territorio regionale venti filiali e 130 dipendenti. «Attualmente – spiega Cossard, che il 3 dicembre è stato eletto alla guida del nuovo soggetto creditizio – siamo presenti in 55 comuni e copriamo il 74% del territorio. Il nostro obiettivo è quello di ampliare la nostra presenza». Ma alla Valdostana tuttavia guardano ormai già oltre la fusione e chiariscono di non avere ancora del tutto messo nel cassetto il progetto, per ora bocciato dalla Banca d’Italia, di espandersi nella zona di Rivarolo e Castellamonte. «Nel distretto canavesano – conclude il Presidente - operiamo già con un servizio a domicilio con ottimi riusltati. In quest’area in effetti è presente un tessuto imprenditoriale fortemente interessato ad un istituto di credito che sa essere vicino al territorio e alle sue esigenze come il nostro».

22 ottobre 2008

Il Presidente Cossard (ABI) rassicura i risparmiatori valdostani

Sull'ultimo numero del Corriere della Valle ho pubblicato un intervento di Martino Cossard, presidente della Bcc Valdostana e della sezione ABI Valle d'Aosta, da me richiesto. Un testo che lancia un messaggio chiaro ed invita i risparmiatori valdostani ad un atteggiamento più sereno e prudente, senza farsi prendere dal panico. L'intervento segue anche l'incontro della Giunta regionale con il mondo del credito di cui pubblico alcune immagini per illustrare questo post. Leggete qui il comunicato stampa diramato al termine dell'incontro.

La situazione finanziaria internazionale sta attraversando un momento di grande criticità, conseguente ad operazioni creditizie e di finanza evoluta, piuttosto avventurose provenienti particolarmente dagli Stati Uniti d’America.
Le problematiche legate ai mutui “sub prime” erogati da istituzioni americane a fronte di garanzie insufficienti, se non addirittura insussistenti, hanno creato una situazione di grande difficoltà nel momento della mancata restituzione degli stessi.
Tali crediti sono stati cartolarizzati dalle banche titolari ed inseriti in prodotti finanziari offerti sul mercato. Questa situazione ha provocato un notevole impatto sul sistema degli intermediari internazionali, tanto che, con la congiuntura in atto e l’incertezza nel futuro, hanno determinato forti richieste di rimborso da parte dei risparmiatori, creando così la difficoltà delle banche nel far fronte alla liquidità attesa, in assenza di possibili emissioni di prodotti finanziari, che non venivano sottoscritti.
La difficoltà di reperire liquidità sul mercato internazionale, già forte da un po’ di tempo ed aggravata dalle situazioni di cui sopra, hanno determinato problemi di stabilità del sistema bancario internazionale e soprattutto di quello americano, meno protetto rispetto ad altri come quello italiano. Le conseguenze le conosciamo tutti, dallo stato di insolvenza di alcuni intermediari al fallimento di altri, che hanno creato il terremoto finanziario internazionale, in cui sono caduti tutti i paesi, anche quelli più protetti come l’Italia, infatti il mercato della finanza ormai è un mercato globale che investe tutto il mondo. A fronte di tale grave situazione, i governi dei vari paesi sono intervenuti per garantire un futuro all’economia mondiale e più in particolare ad iniziare dagli USA al Regno Unito, per arrivare agli stati dell’Europa dell’Euro, sono stati adottati provvedimenti finalizzati a mantenere vivo un sistema finanziario che rischiava di crollare completamente. Gli interventi, oltre a garantire, più in generale, la stabilità del sistema creditizio e finanziario, hanno lo scopo di salvaguardare le istituzioni per evitare la stagnazione economica mondiale. In Italia in particolare gli interventi statali sono finalizzati a sostenere gli organismi creditizi qualora gli stessi non fossero più nelle condizioni di mantenere i livelli di patrimonializzazione richiesti per lo svolgimento della propria attività, mentre in altri stati l’intervento è stato più diretto nel capitale sociale della banca, rendendola di fatto parzialmente pubblica. La finalità per tutti è sicuramente quella di sostenere l’elemento essenziale per lo sviluppo delle attività economiche di un paese che, necessita di credito e di fiducia per poter far ripartire e sviluppare l’economia reale, costituita dalla produzione e dai consumi. La Valle d’Aosta è intervenuta per sostenere particolarmente i risparmiatori e coloro che hanno investito caricandosi di finanziamenti per i quali potrebbero non essere in grado di sostenere il corretto rimborso, oltre che affrontare l’eventualità che il sistema bancario non fosse nelle condizioni di ulteriormente supportare il credito con la capacità sino ad ora dimostrata. Per la Valle d’Aosta non si pone il problema di sostenere direttamente gli istituti di credito, in quanto la maggior parte del sistema bancario ha sede esterna e procede ad una attività solamente commerciale
nell’ambito regionale, salvo il sistema del Credito Cooperativo che opera in Valle, il quale però dimostra di non avere problematiche di liquidità e di rispetto dei parametri di solvibilità emersi per altre istituzioni bancarie. Pertanto la situazione in Valle d’Aosta è piuttosto tranquilla. Altra cosa sono gli investimenti effettuati dai risparmiatori valdostani, che pure hanno acquistato prodotti oggetto di criticità. In questo caso occorre distinguere due ambiti: il primo per coloro che hanno investito con depositi su conto corrente o su titoli di stato italiani e nel caso delle BCC nelle obbligazioni delle stesse, che sono garantite da un apposito fondo nazionale, per i quali non ci sono particolari problematiche di rischiosità; il secondo per coloro che hanno investito in prodotti finanziari ed obbligazioni che sono cadute nell’ambito dei prodotti «spazzatura»; per questi ci potranno essere perdite, ancora da quantificare, in base al momento della scadenza delle obbligazioni o nel momento in cui si vorrà rendere liquido l’investimento. Allo stato attuale occorre mantenere la calma ed evitare di effettuare passi avventati, come la richiesta di rendere liquidi gli investimenti. L’evoluzione della situazione e la volontà dimostrata dalle istituzioni internazionali nell’affrontare la crisi, potrà alleviare i danni e fare in modo che l’attuale situazione possa migliorare permettendo così all’economia reale di riprendere il suo cammino. Perché ciò avvenga è anche necessario che i consumi continuino ad evolvere, permettendo così alla
produzione di immettere sul mercato i prodotti, avviando un circuito virtuoso che aiuterà all’economia a riprendersi. Ritengo che, allo stato attuale, sia oltremodo necessario provvedere a progettare il futuro, sia per quanto riguarda gli sviluppi degli investimenti dei propri risparmi, sia per quanto riguarda le attività che potranno in futuro presentarsi come propulsori dell’economia reale, quanto mai necessaria per uscire dal tunnel in cui siamo caduti. Sicuramente i fatti di questi ultimi tempi faranno modificare abitudini e norme, con una maggiore consapevolezza, sia dei risparmiatori che potranno avvalersi di maggiore assistenza, sia per il sistema finanziario che dovrà ammodernarsi e svolgere l’attività con maggiore prudenza, nel rispetto di quelle norme che sicuramente verranno emanate per migliorare la stabilità dei mercati internazionali. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 16 ottobre)

26 settembre 2008

Bcc unica in Valle d'Aosta: si attende l'ok di Banca d'Italia

«L’ultima parola spetta ora a Banca d’Italia. Ai primi di ottobre scade il termine entro il quale ci deve essere data la risposta». Martino Cossard, presidente della Banca di Credito Cooperativo Valdostana è fiducioso. La fusione per incorporazione della Bcc Fénis Nus e Saint-Marcel è un pilastro fondamentale per dare definitivamente vita a quel progetto di «banca della comunità valdostana» su cui si sofferma a lungo il piano industriale 2008-2010. Un soggetto che potrà contare su 6000 soci, venti filiali e 130 dipendenti. Un’operazione che sulla carta appare come naturale e necessaria, ma che ovviamente da parte dell’istituto di controllo necessita di una accurata analisi dei parametri finanziari. Il penultimo pezzo del puzzle è stato aggiunto nei giorni scorsi dall’amministrazione regionale. La Giunta guidata da Augusto Rollandin (Union Valdoôtaine, con una propria delibera, ha stabilito di autorizzare, ai sensi della legge regionale 21/1980, la Banca di Credito Cooperativo valdostana per la modifica dello Statuto sociale. «L’azione di governo – ha commentato L’assessore al Bilancio Claudio Lavoyer (Fédération Autonmiste) - intende tutelare il presidio sul territorio valdostano di servizi per il cittadino che, secondo noi, può essere meglio assicurato da un consolidato polo del credito regionale». La crescita del peso del credito locale nell’ultimo decennio è in effetti da tempo costante e l’unificazione delle due Bcc si presenta come uno degli eventi più significativi in una realtà che oggi vede presenti 16 istituti di credito con 97 sportelli (78 di S.p.A.) sparsi sul territorio regionale, in particolare nel capoluogo. Il polo valdostano sia in termini di raccolta che di impieghi pari al 15% del valore totale del mercato. Le due Bcc fanno infatti registrare insieme una raccolta pari a 645 milioni e impieghi per 307 milioni. «Il dato di agosto per il nostro istituto di credito – precisa Cossard – è ancora più positivo. Nella raccolta raggiungiamo, tra diretta e indiretta, i 507,40 milioni, contro i 494,56 di un anno fa, cioè un 2,6% in più, e negli impieghi passiamo addirittura da 212,97 milioni a 249,99 con un incremento del 17,38% rispetto all’agosto 2007. Un trend che dovrebbe accompagnarci fino a fine anno». Per la Valdostana infatti il primo semestre si è chiuso anche con un utile netto di 2.218.068 contro il 1.577.145 dell’anno scorso e l’attento controllo dei costi e del rischio fanno prevedere che il risultato possa confermarsi anche nel corrente esercizio, cioè in crescita rispetto al 2007 e in linea con quanto previsto dal budget e dal già citato piano industriale.«Se arriverà, come speriamo, il via libera da Banca d’Italia – commenta Cossard, che è anche presidente della locale sezione dell’Abi – avremo trenta giorni per indire l’assemblea dei soci e prima di fine anno far approvare l’aggregazione effettiva in modo da produrre un unico bilancio per il 2008 che avrà, in questo caso, un effetto contabile retroattivo al 1° gennaio». Alla Valdostana tuttavia guardano ormai già oltre la fusione e chiariscono di non avere ancora del tutto rinunciato ad espandersi nella zona di Rivarolo e Castellamonte. «I risultati positivi del primo semestre – precisa il Presidente della Bcc Valdostana – si devono proprio ai benefici derivanti dai progetti strategici di sviluppo commerciale lanciati in questi primi mesi del 2008 con l’apporto importante nell’attività nel distretto canavesano dove la banca opera con un servizio a domicilio. In quest’area è presente un tessuto imprenditoriale fortemente interessato ad un istituto di credito che sa essere vicino al territorio e alle sue esigenze come il nostro». Tutti concentrati sulla fusione invece alla Bcc Fénis-Nus e Saint-Marcel. Qui dal 22 maggio, con la chiara mission di «traghettatore» verso la fusione si trova Andrea Leonardi, dottore commercialista titolare dell’omonino studio aostano e attuale presidente di Valfidi. Una nomina con la quale è stato completato il processo di ricambio della governance dell’Istituto dopo che era stato assegnato quasi due anni (il 10 novembre del 2006) fa a Maurizio Visioli (anche lui un passato in Valfidi) l’incarico di direttore. Il primo semestre dell’istituto di credito si chiude con una crescita del 10% sulla raccolta diretta, una stabilità negli impieghi unito ad un calo più consistente nell’indiretta in virtù del difficile momento dei mercati finanziari, in particolare di quello azionario. «Le nostre azioni – spiegano alla Bcc – sono ovviamente concentrate sulla fusione. Lo stesso bilancio semestrale che stiamo redigendo proprio in questi giorni va in questa direzione. Toccherà poi al nuovo Consiglio di amministrazione sviluppare l’attività commerciale». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 24 settembre 2008)
 

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