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24 novembre 2019

Elio Gasco (#Coldiretti): #Agricoltori tra tradizione e innovazione


Da sinistra il Direttore Elio Gasco e il Presidente Alessio Nicoletta
Abbiamo intervistato Elio Gasco, nuovo Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.


Lei arriva da Cuneo ma ha già operato in Valle d’Aosta?
Vent’anni di esperienza in Coldiretti, arrivo da Cuneo, ma sono stato in Valle d’Aosta per un anno come responsabile regionale del Centro di assistenza agricola.

Quanti iscritti ha attualmente Coldiretti?
Circa 5000 dove le unità attive corrispondono a circa 3000 titolari di partita Iva. Sono numeri importanti e anche di difficile gestione.

Come si diventa agricoltori oggi?
Al di là di alcuni aspetti burocratici oggi si diventa agricoltori con tanta passione e tanta voglia di lavorare e con la capacità di coniugare innovazione e tradizione delle produzioni del territorio.

Nell’ultimo decennio quanto è cambiata la professione?
Non parlerei soltanto dell’ultimo decennio, ma in generale di quello che è avvenuto per il mercato con la globalizzazione. Le nostre aziende si sono dovute adattare.

Che tipo di formazione occorre?
La formazione tecnica di settore prima di tutto. Voi avete qui la fortuna di avere un Institut agricole che è riconosciuto a livello nazionale, ma occorre una formazione a 360° in quanto l’agricoltore oggi è un imprenditore a 360° di conseguenza anche tutte le materie legate al mondo dell’amministrazione del fiscale e anche delle lingue in quanto ci interfacciamo con un mercato sempre più globale e anche con degli stranieri. Ci sono settori che esportano in tutto il mondo. E poi in in una zona come la Valle d’Aosta dove i turisti provengono da tutte le parti del mondo conoscere le lingue diventa fondamentale.

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Oggi quello che attanaglia le nostre aziende è un problema di redditività che non è proporzionata agli investimenti di capitale e all’investimento di lavoro che uno fa all’interno dell’azienda. Questo perché siamo invasi a livello nazionale da tutta una serie di produzione non tracciate che fanno concorrenza sleale alle nostre produzioni che non hanno rivali in termini di qualità ma devono confrontarsi con prezzi troppo bassi.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Nel nostro settore non si può parlare di saturazione. Al massimo di una difficoltà oggettiva in quanto per fare l’agricoltore occorre il capitale terra e in un territorio come quello valdostano non c’è una disponibilità illimitata. Spesso la possibilità di fare l’agricoltore è legata alla successione naturale che avviene nell’azienda.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Innanzitutto stare attenti alle insidie che nasconde l’attività. L’agricoltore lavora 365 giorni all’anno all’aperto, i cambiamenti climatici sono all’ordine del giorno e quindi si deve stare attenti. Soprattutto non ci si deve fare abbindolare dai facili guadagni o da chi ti dice che fare l’agricoltore è molto semplice.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Essenzialmente c’è il problema che sono molto basse. L’agricoltore paga i contributi per molti anni e corre il rischio di non percepire in proporzione o comunque di percepire una pensione che abbia un importo equo. Noi abbiamo una Cassa mutua Coltivatori diretti dove se uno va in pensione ma continua a svolgere l’attività - e i nostri anziani che vanno in pensione non si fermano mai per fortuna – deve continuare a versare.

I giovani si stanno avvicinando di più alla professione?
Sì, anche perché – ahimé – negli altri settori trovare lavoro è sempre più difficile. E poi perché l’agricoltura è stata riscoperta per il vero valore che ha cioè non soltanto produzione di commodities, ma anche di cibo per le persone. I giovani sono molto attenti a questo e anche al fattore ambientale di rispetto dell’ambiente, di permanenza sul territorio. C’è poi un ritorno della seconda generazione. I nipoti che prendono in mano le aziende dei nonni perché i padri erano andati a lavorare nelle industrie e in una epoca post-fordista, di crisi industriale che viviamo tutti i giorni, e allora cercando degli altri sbocchi.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
In certe situazioni un po’ di prepotenza come è stato nella vita di tutti noi. Però tendenzialmente è stata una grande crescita professionale per gli addetti del settore agricolo e per gli agricoltori. Oggi è entrata dal punto di vista tecnico basta pensare all’agricoltura di precisione grazie all’utilizzo dei droni in agricoltura per sorvolare le colture e capirne le necessità o per la semina, per il trattamento, per la concimazione. Ma anche nella vendita e nella promozione delle produzioni attraverso i social. Sono tante le nostre aziende che vendono online. Ormai è qualcosa di imprescindibile. Gli agricoltori sono abituati anche ad utilizzare la parte digitale-informatica nella vostra azienda.

Si riesce anche a svolgere mansioni senza spostarsi da casa…
Io ho vissuto anche esperienze in altri territori, ad esempio la Valle dell’Ossolano, dove sono diverse le aziende che hanno impianti di mungitura con robot dove da remoto controllano l’attività. Personalmente ne ho contate almeno cinque in una valle che non è così grande. In questa maniera l’imprenditore agricolo può occuparsi di altre attività.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Gli agricoltori sono riconosciuti per essere delle persone umili. Quindi l’umiltà è un valore che l’agricoltura può trasmettere alla società. Il tutto legato ad un abbassamento dei toni e ad un ritorno allo stringersi la mano per fare i contratti secondo me potrebbe essere un valore che dà una mano alla nostra società.

7 novembre 2019

11 Novembre #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: #Coldiretti - intervista a Elio Gasco

Lunedì 11 novembre, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu sesta puntata del nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Elio Gasco, da pochi giorni nuovo Direttore di Coldiretti Valle d'Aosta

Sul Corriere in edicola trovate l'intervista a  Terenzio De Fazio di Cna Trasporti e parleremo dei conducenti a noleggio. Buona lettura.


6 luglio 2019

Alessio Nicoletta (#Coldiretti): «Serve una politica strutturale sulle filiere, sulla distintività, sulla Pac, sui servizi, soprattutto sulla difesa dei marchi italiani»

Da sinistra Alessio Nicoletta con il fratello Mattia
Proponiamo l’intervista al Presidente di Coldiretti Alessio Nicoletta.

Si è appena svolta l’Assemblea di Coldiretti. Quali sono stati i temi affrontati?
I temi affrontati sono stati numerosi. Il primo è stato il cercare di fare un punto della situazione degli aiuti che spettano al settore: dal Piano di Sviluppo Rurale al PSR alla PAC. Ed è emerso che purtroppo ancora troppe aziende stanno aspettando i contributi spettanti anche relativi al 2015/2016 e addirittura alcune realtà sono ferme alla passata programmazione. Fondi che dovevano arrivare nel 2013, ma che in realtà ad oggi non sono ancora stati assegnati. Abbiamo anche affrontato il tema della fauna selvatica e in particolare la predazione del lupo. Va benissimo la procedura degli indennizzi, ma non si deve perdere di vista il settore e soprattutto bisogna garantire la difesa dei pascoli valdostani. Inoltre abbiamo accennato ai vari strumenti che Coldiretti sta mettendo in piedi per la valorizzazione e la difesa dei prodotti agricoli valdostani ed infine abbiamo individuato i principali servizi utili ad andare verso una logica di sburocratizzazione del sistema.

Si è appena votato per il Parlamento europeo: sono molto i dossier aperti a livello comunitario...
La Riforma della Politica Agricola Comune (Pac) dovrebbe garantire ad una agricoltura di montagna come la nostra le risorse necessarie per continuare a rappresentare un motore di sviluppo sostenibile per l’Italia  e l’Europa. Indebolire l’agricoltura, l’unico settore realmente integrato all’interno dell’Unione Europea, significa sicuramente minare le fondamenta della stessa Ue. La PAC va rafforzata evitando quelle misure che forniscono una rendita. O comunque cercare di premiare chi è veramente agricoltore, chi vive di agricoltura puntando su un’assegnazione di risorse che consideri anche il contributo alla sostenibilità ambientale sociale e all’occupazione da parte delle imprese agricole Ma c’è anche il tema del commercio internazionale dove bisogna procedere nella difesa delle produzioni europee dalla concorrenza sleale e dalle importazioni extracomunitarie che non rispettano gli stessi standard su ambiente, diritti dei lavoratori, infezioni da parassiti, residui fitosanitari e sicurezza alimentare come evidenziato dalla Corte dei Conti Ue. Va in questa direzione la campagna promossa dalla Coldiretti, insieme ad altre nove organizzazioni di diversi Paesi, “EatORIGINal” per estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti ed assicurare così le stesse garanzie di trasparenza dell’informazione sui cibi in tutta l’Unione Europea dove rischiano di entrare in vigore nell’aprile 2020 norme fortemente ingannevoli per i consumatori.

Le priorità del mondo agricolo a livello italiano...
Sicuramente una politica strutturale sulle Filiere, sulla distintività, sulla Pac, sui servizi, soprattutto sulla difesa dei marchi italiani, l’etichettatura certa e garantita, la sostenibilità ambientale, e, perché no, anche l’educazione alimentare, fauna la selvatica, e le semplificazioni. Sono tutti aspetti proposti dal nostro Presidente Ettore Prandini nell’ultimo Consiglio nazionale e che verranno portati sui vari tavoli da qui ai prossimi cinque anni.


...e quelle a livello valdostano...
Devo ribadire che le principali criticità consistono nel superare l’attuale problematica del sistema degli aiuti al settore, evitando il ripetersi dei ritardi cronici nei pagamenti e delle problematiche irrisolte;  inoltre la scarsa valorizzazione del prodotto agricolo, con remunerazioni spesso al di sotto dei costi di produzione e l’esasperante burocratizzazione stanno togliendo tempo e risorse economiche alle aziende agricole valdostane.

Le turbolenze politiche, ormai quotidiane, non aiutano
La grave situazione di instabilità politica, che sta caratterizzando il Consiglio Regionale sin dalla passata legislatura, ha sicuramente influito negativamente sulla gestione dei problemi del mondo agricolo con evidenti e ripetute contrapposizioni interne all’amministrazione che, purtroppo, hanno alimentato anche delle divisioni tra le organizzazioni agricole che fino ad allora erano state capaci, a mio avvisom di condividere sempre in modo unitario le azioni a favore degli agricoltori. C’è da dire che fino ad oggi l’agricoltura è sempre stata al centro delle attenzioni della politica valdostana, - questo non va negato - ma le minori risorse economiche e le problematiche irrisolte st6anno facendo crescere il malcontento e perdere la fiducia nella politica da parte dei nostri agricoltori.

Sono molti i giovani che scelgono di dedicarsi all’agricoltura...
Da una recente analisi della Coldiretti è emerso che l’Italia è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura, con gli under 35 che sono alla guida di 57.621 imprese nel 2018, in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente. L’agricoltura è tornata ad essere un settore strategico per la ripresa economica ed occupazionale con le campagne che possono nuovamente offrire prospettive di lavoro sia per chi vuole intraprendere con idee innovative sia che per chi vuole trovare un’occupazione anche temporanea per fare una esperienza a contatto con la natura. Ecco perché occorre sostenere il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione, che mai come adesso vuole investire in questo settore il suo futuro.

Superati da poco i primi sei mesi di Presidenza. E’ presto per fare bilanci, ma un punto sul cammino fatto ci può stare...
Tra le tante iniziative mirate a valorizzare e proteggere le nostre produzioni agricole, riscontriamo un costante successo nell’opinione pubblica che riconosce sempre più nei nostri simboli, nelle nostre aziende, nella nostra bandiera gialla, un valore aggiunto in termini di qualità, ovviamente di trasparenza, e anche di sostenibilità ambientale, prendendo, allo stesso tempo, sempre più coscienza della necessità di garantire alle produzioni agricole il giusto prezzo. Siamo in un contesto montano di conseguenza nostri prezzi non potranno mai competere anche soltanto con con quelli del vicino Piemonte, però sicuramenet abbiamo un livello di qualità superiore.

I prossimi passi per l’associazione?
Siamo in linea con l’agenda programmatica di Coldiretti nazionali e in questi sei mesi abbiamo messo in piedi una collaborazione con ADAVA e gli albergatori valdostani, quindi contatto diretto tra il prodotto agricolo valdostano e l’albergo, inoltre stiamo ideando anche in Valle d’Aosta delle filiere verticali puntando, sempre più, ad un miglioramento dei servizi, e voglio dire ai vari attori che andranno a redigere il Piano di Sviluppo Rurale che Coldiretti, vista la sua presenza radicata sul territorio con tre uffici zona e più di 5300 tesserati, è sicuramente una delle associazioni che potrà dare il suo contributo e vorremmo essere interpellati e partecipare ai tavoli in modo più che attivo. Abbiamo il polso delle criticità, ma pure delle virtù future che l’agricoltura valdostana potrà mettere in campo.

Un sogno imprenditoriale-associativo da realizzare?
L’unione fa la forza. Ed il sogno che posso immaginare per gran parte degli agricoltori potrebbe essere un mix unico e irripetibile tra cibo, cucina, cultura, turismo e paesaggio che possiamo offrire in Valle d’Aosta in grado di rappresentare quella leva competitiva con cui la nostra agricoltura di montagna potràaffrontare le sfide di oggi e di un futuro prossimo. Logicamente in questo contesto dobbiamo concentrare tutti gli sforzi al fine di mantenere centrale il ruolo dell’agricoltore come custode del territorio e della biodiversità, una sfida che possiamo vincere grazie anche al supporto fondamentale della nostra base, dando un contributo determinante per il bene delle aziende e per il futuro dell’agricoltura valdostana. 

13 giugno 2019

Alessio Nicoletta (#Coldiretti) ospite il 14 giugno a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 14 giugno, alle 9,35, trentunesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Alessio Nicoletta, Presidente di Coldiretti Valle d'Aosta.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

In queste settimane sono saltati un po' di lanci che recuperiamo almeno in termini di cammino percorso: il 26 aprile sono stati intervistati Stefano e Simone Brazzale (Brazzale Design), il 3 maggio Lorenzo Tota e Massimiliano Pegorari (BNI Italia), il 10 maggio Alberto Bois (Ivit Energia), il 17 maggio Ezio Roppolo (Rimchain), il 24 maggio Christian Bordett (Gelateria Ivana), il 31  maggio Sergio Bisone (Peakjet) e il 7 giugno Davide Barberis (Blueticketing), intervista che puoi trovare nel Corriere in edicola.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

2 maggio 2019

#Confidi agricoltori: confermati Balicco e Quendoz

Confermati alla Presidenza Giuseppe Balicco di Nus e alla vice-Presidenza Raffaella Quendoz di Gressan. Gli altri amministratori eletti dall’Assemblea, per il prossimo quinquennio sono Dalbard Remo di Pollein, De Zordo Adele di Verrès, Denarier Marino di Avise, Diemoz Italo di La Salle, Dondeynaz Marcello di Verrès, Lanièce Angelo di Champdepraz, Mossoni Ezio di Aosta, Perraillon Yves di Chambave. Faranno, inoltre, parte del Consiglio Direttivo Nicoletta Alessio di Fénis e Vacquin Savino di Brusson, su designazione di Coldiretti Aosta, e Pascal Daniele su designazione della Amministrazione Regionale. La Dottoressa Daniela Martorina segue l’organizzazione amministrativa con incarico di Direttore. «Da una parte la soddisfazione per il riconoscimento del lavoro sinora fatto, dall’altra le preoccupazioni per poter sostenere adeguatamente il mondo agricolo in un momento tanto difficile» questo il primo commento di Balicco dopo la riconferma.

Balicco ha voluto anche «ringraziare i colleghi amministratori, la struttura e le banche convenzionate, tutti elementi senza i quali non sarebbe possibile fornire l’adeguata assistenza». Balicco ha poi sottolineato alcune preoccupazioni rispetto al dibattito locale e nazionale «incentrato esclusivamente sulla creazione di grandi soggetti vigilati dalla Banca d’Italia, frutto di fusioni resesi necessarie a seguito dell’innalzamento dei parametri richiesti. Un dibattito che escluderebbe, ad oggi, le realtà più piccole come la nostra che - grazie ad una buona patrimonializzazione e una gestione snella - sono, invece, ancora fondamentali per molte piccole aziende agricole. Il nostro futuro di confidi minore sarà definito, - ha concluso Balicco - con l’ufficializzazione delle norme attuative di un decreto del 2010 che, a nove anni di distanza, ancora non hanno visto la luce, sempre nella speranza che tali norme non rappresentino esclusivamente oneri ed impegni ma anche la possibilità, per le piccole e sane realtà come la nostra, di continuare a prestare – al meglio – i propri servizi alle aziende associate».

Il Confidi Agricoltori è nato nel 1981 su iniziativa di Coldiretti Valle d’Aosta al fine di fornire
intermediazione bancaria e consulenza finanziaria alle aziende agricole della Regione. Oggi conta
circa 260 soci ed eroga garanzie per circa 9, 5 milioni di Euro. Il settore zootecnico, come da previsione, costituisce il settore di attività con il maggior peso delle garanzie in essere con ben il 79%
del totale. Una buona crescita si è registrata per le produzioni ortofrutticole e la coltivazione della
piante officinali (8%) oltre ad un aumento nel settore vitivinicolo (6%), tra i fiori all’occhiello
della realtà valdostana. Gli affidamenti a breve erogati nell’ultimo anno sono stati pari a circa € 2,
9 milioni mentre i finanziamenti (a medio e lungo termine) sono risultati pari a circa € 2, 1 milioni
per un importo complessivo di affidamenti in essere pari a circa € 17, 8 milioni. Le garanzie in essere
ammontano complessivamente a circa € 9, 5 milioni a fronte di un patrimonio netto del Consorzio di oltre € 3, 7 milioni. Gli Istituti convenzionati sono BCCV, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare di
Sondrio, e Finaosta. Gli utenti possono trovare, presso il Confidi, diverse agevolazioni; naturalmente
la partecipazione alle garanzie, ma anche costi di istruttoria estremamente accessibili, riduzione
delle procedure burocratiche e un iter procedurale molto rapido al fine di poter erogare finanziamenti, aperture di credito e anticipazioni sui premi comunitari spettanti alle imprese agricole nel minor tempo possibile. In questo scenario va rimarcato come anche nel 2018, in maniera ormai sistematica
e cronica, gli agricoltori abbiano dovuto affrontare il problema dei contributi AGEA - un sistema
che da anni non riesce a dare garanzie sugli importi dei contributi e sui tempi di erogazione degli
stessi. Proprio per far fronte a questa criticità il Confidi Agricoltori ha continuato ad offrire il
suo prodotto specifico – anticipazioni PSR e PAC - con garanzia all’80% ed abbattimento dei costi
commissionali (0, 25% al posto del 0, 60%): un prodotto che nel corso del 2018 ha visto l’erogazione
di finanziamenti per quasi € 1, 4 milioni.

20 febbraio 2019

Etichetta made in Italy (#mossoni08)

La norma, contenuta nel decreto semplificazione, consente di adeguare ed estendere a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti ponendo fine ad un lungo e faticoso contenzioso aperto con l’Unione europea oltre 15 anni fa. In particolare si individuano disposizioni nazionali autorizzate nell’ambito di una consultazione con la Commissione sulla base del Regolamento quadro sull’etichettatura n. 1169 del 2011, in ragione della protezione della salute pubblica e dei consumatori, della prevenzione delle frodi e della protezione dei diritti di proprietà industriale e di repressione della concorrenza sleale. Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme che vanno da 2mila a 16mila euro, salvo che il fatto non costituisca reato di frode penalmente rilevante. L’obiettivo è dare la possibilità di conoscere  finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro.

L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. Secondo una ricerca di Beuc (l’organizzazione europea dei consumatori) il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati
del latte e della carne.

Una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei
cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le
maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i  prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio  generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro.

L’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa. A livello comunitario il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca.

Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria
anche su funghi e tartufi spontanei.

CIBI CON ETICHETTA DI ORIGINE....
Carne di Pollo e derivati – Carne Bovina – Frutta e Verdura fresche – Uova – Miele – Extravergine di oliva – Pesce*- Derivati del pomodoro e sughi pronti* - latte/formaggi* -Pasta*- Riso* Tartufi e funghi spontanei. (*a seguito provvedimenti di carattere Nazionale)

...E QUELLI ANCORA SENZA ETICHETTA
Salumi – Carne di Coniglio – Carne trasformata – Marmellate, succhi di frutta, Verdura in scatola, - Pane – Insalate in busta – Frutta e verdura essiccata.

4 gennaio 2019

Predazione #lupo, l'appello di #Coldiretti: «Immobilismo ormai insostenibile, servono misure per salvare l'economia rurale»



Coldiretti Valle d'Aosta, dopo l’ennesimo avvenimento di predazione a danno di un’azienda agricola, lancia un appello alla nuova Amministrazione regionale affinché possa garantire, al più presto, risposte concrete su di un’emergenza troppe volte considerata come un non problema.

«Viviamo in una situazione di immobilismo insostenibile poiché il Piano Lupo si è arenato in Conferenza Stato-Regioni già nel dicembre del 2017, dopo anni di discussioni, per cui non esiste un quadro normativo che consenta di mettere in campo misure concrete» evidenziano Alessio Nicoletta e Richard Lanièce rispettivamente Presidente e Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.

«Una condizione che porta a tralasciare, di fatto, le conseguenze patite dagli allevatori e da chi vive quotidianamente la montagna a seguito degli attacchi dei lupi e degli ibridi di lupo. La diffusione sempre più massiccia di questo predatore rischia di minare l’economia rurale della nostra regione - concludono Nicoletta e Lanièce - per questo il Piano Lupo, che auspichiamo venga al più presto preso in seria considerazione dalle Istituzioni preposte, dovrà tener conto delle esigenze degli allevatori e del loro prezioso ruolo ambientale, sociale ed economico. In questa direzione, richiediamo al mondo politico regionale la massima attenzione e l’apertura di un confronto serio sul futuro dell’allevamento valdostano».



29 novembre 2018

Alessio Nicoletta (#Coldiretti): «Il portale del socio sarà la grande novità del 2019»

Da sinistra il direttore di Coldiretti Richard Lanièce, il Presidente nazionale Ettore Pradini e quello Regionale Alessio Nicoletta
Questa settimana proponiamo l’intervista a Alessio Nicoletta, nuovo Presidente di Coldiretti Valle d’Aosta.

Oltre che un passaggio di testimone quello tra lei e Balicco è anche un passaggio generazionale…
Un passaggio condiviso su tutti i fronti, dal presidente uscente, dalla struttura regionale e da Coldiretti nazionale. Il vero passaggio sta nell’investimento sul lavoro di squadra a 360° partendo prima dal consiglio e poi passando alla giunta. Abbiamo cercato di creare un’equipe dinamica, molto eterogenea che rappresentasse con spirito e competenza tutti i settori agricoli.

Nel mondo agricolo stanno crescendo i giovani imprenditori. Questo fa ben sperare…
A livello nazionale si registra un boom di giovani imprese agricole. Da uno studio Coldiretti ci risulta che quasi un’impresa, condotta da under 35, su dieci (8,4%) opera in agricoltura. Le difficoltà a livello regionale sono diverse, ma segnali incoraggianti ci sono anche sul territorio - vedi campagna amica.

Dal suo osservatorio qual è lo stato di salute del settore?
E’ un momento particolarmente delicato per il mondo agricolo valdostano, dove alle già numerose difficoltà di lavorare in un territorio complesso con elevati costi di gestione e risicati margini di guadagno si sono aggiunte le incertezze e problematiche collegate al mondo degli aiuti pubblici al settore. Al punto che troviamo aziende in gravi difficoltà di liquidità, spesso indebitate con gli Istituti bancari anche per l'ottenimento di anticipi sui contributi spettanti. Credo che tutti debbano, ognuno per le sue competenze, lavorare per semplificare il sistema. Spesso ci si scontra con problematiche e anomalie dei sistemi informatici nazionali che non riconoscono le peculiarità delle produzioni agricole valdostane. Questo sistema va superato con procedure semplici e con tempi certi, in alternativa il sistema agricolo rischia il collasso.

Qual è il ruolo di Coldiretti nello scenario italiano?
Ho avuto l’opportunità di partecipare al 17° Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione organizzato da Coldiretti a Cernobbio (Como) lo scorso 19 e 20 ottobre. Questo forum ha sancito inequivocabilmente la vocazione, della più grande organizzazione di rappresentanza agricola, ad affrontare a tutto tondo i temi che interessano gli agricoltori e che possono influire sulla vita delle imprese, con l’obbiettivo di rendere gli agricoltori sempre più attori protagonisti all’interno della filiera.

E in quello valdostano?
L'Associazione Agricoltori - la Coldiretti ha sempre rappresentato un punto di riferimento per il mondo agricolo valdostano, in questa fase delicata bisogna poter guidare il cambiamento che la nostra organizzazione dovrà affrontare offrendo agli agricoltori valdostani una casa moderna in cui poter trovare sempre risposte concrete, assistenza e soddisfazioni.

Ci sono dei temi che riguardano l’agricoltura che dovrebbero entrare nell’agenda politica?
Assolutamente si! primo fra tutti il nuovo piano di sviluppo rurale. Attendiamo con impazienza l’apertura di un tavolo di lavoro permanente che indirizzi la discussione del nuovo PSR su casi reali e sulle problematiche dell’attuale programmazione, il tutto in un’ottica di semplificazione delle procedure. L’obbiettivo dei tavoli è quindi di ottenere uno strumento, PSR, su misura per le realtà
agricole valdostane. Altri aspetti fondamentali che dovrebbero rientrare nell’agenda politica sono: chiaro riconoscimento dell’emergenza legata ai danni da fauna selvatica; necessità di completare, in tempi celeri, i pagamenti dei contributi attesi dal mondo agricolo; non dobbiamo però dimenticarci della valorizzazione dei prodotti agricoli valdostani.

Ritornando alla nomina si tratta ovviamente di una passaggio nel segno della continuità ma immagino che lei porterà anche un suo contributo personale come presidenza. Quale sarà?
Come detto in precedenza credo molto nel lavoro di squadra, oggigiorno l’agricoltura sta diventando estremamente specializzata/complicata e quindi per avere un quadro dettagliato delle diverse questioni diventa particolarmente difficile. Per questa ragione abbiamo scelto di costituire delle commissioni ad hoc settore per settore (zootecnico, vitivinicolo, ortofrutticolo e agrituristico). Queste commissioni sono composte dai nostri associati ed hanno l’obbiettivo di affrontare ogni singolo aspetto; permettendo un confronto rapido, reale e puntuale delle diverse questioni aperte ottenendo un’analisi e un punto di vista chiaro della situazione.

Novità da segnalare per il 2019?
C’è un progetto di carattere nazionale di Coldiretti delle attività dell’impresa agricola: il Portale del Socio, ovvero una piattaforma informatica che accelera e semplifica la normale amministrazione dell’azienda agricola. All’interno di questa piattaforma, oltre ad una serie di informazioni aggiornate in campo agricolo, vi ritroviamo dei servizi come il Quaderno di Campagna Digitale, strumento fondamentale per una più corretta gestione degli appezzamenti con anche la possibilità della registrazione dei trattamenti tramite smartphone. Inoltre il Quaderno di Campagna Digitale
semplifica anche la domanda PAC riducendo il rischio di errori e tagli ai premi comunitari. Un altro servizio fondamentale all’interno del portale è quello relativo alla fatturazione digitale con un sistema di gestione integrato con gli uffici Coldiretti al fine di ridurre anche i tempi di presenza negli uffici per la consegna della documentazione.

Un sogno associativo-imprenditoriale da realizzare?
E’ da poco che rivesto questo ruolo e sono consapevole che tanti sono gli aspetti da considerare, però mi sento di poter affermare che bisogna fortemente credere nell’agricoltura valdostana perché ha un potenziale enorme, purtroppo spesso ancora in parte inespresso. Importante è favorire le relazioni tra gli agricoltori e tra tutti gli altri attori presenti sul territorio al fine di trarne un beneficio comune e contribuire alla difesa e valorizzazione del nostro fondamentale e strategico settore. 

25 ottobre 2018

Alessio Nicoletta (#Coldiretti) ospite il 26 ottobre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 26 ottobre, alle 9,35, sesta puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Alessio Nicoletta, nuovo Presidente di Coldiretti Valle d'Aosta

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Piero Roullet, uno dei titolari dell'Hotel Bellevue di Cogne.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

11 ottobre 2018

Alessio Nicoletta è il nuovo Presidente di #Coldiretti Valle d'Aosta



Da sinistra Giuseppe Balicco e Alessio Nicoletta

Alessio Nicoletta è il nuovo Presidente di Coldiretti Valle d’Aosta. A eleggerlo all’unanimità è stata l’Assemblea composta dai 40 presidenti delle sezioni Coldiretti presenti sul territorio regionale e dai rappresentanti dei movimenti Donne Impresa, Pensionati e Giovani Impresa che si è svolta oggi, mercoledì 10 ottobre, presso l’Institut Agricole Régional ad Aosta.

Nicoletta, 30 anni, è un giovane imprenditore di Fénis titolare dell’azienda agricola
“Au potager de Grand-Mère”. Succede a Giuseppe Balicco che ha annunciato di non voler presentare la propria candidatura per dar atto al giusto rinnovamento, salutando la Presidenza dopo 17 anni. «Lascio l’Associazione in buone condizioni ma soprattutto in buonissime mani – ha spiegato Balicco nel corso dei lavori – perché abbiamo individuato un Presidente che ha le idee chiare e che sicuramente saprà condurre Coldiretti in questa fase congiunturale molto delicata».

Tracciando un bilancio della sua Presidenza, Balicco ha voluto ricordare come soprattutto nell’ultimo periodo del suo mandato ci siano stati anche anni difficili: «Stiamo ancora attraversando una delle crisi più lunghe dure di sempre – ha concluso Balicco – ma l’Associazione sul territorio ha tenuto e ha sempre lavorato nell’ottica di aiutare e sostenere gli allevatori e gli agricoltori, restando sempre al di fuori della politica».

Raccoglie il testimone con entusiasmo il neo presidente Nicoletta. “Rappresentare tutti gli agricoltori valdostani è un onore e un onere allo stesso tempo”, ammette spiegando che il primo obiettivo, già raggiunto, è di «rinnovare nella continuità il Consiglio Direttivo, creando una squadra composta da persone giovani e da altre più esperte, responsabilizzando ognuno di essi proprio per affrontare le principali problematiche ed arrivare ad un confronto puntuale e diretto su ogni singola questione aperta».
Alessio Nicoletta (Presidente), Bruno Rivarossa (Delegato Confederale) e Richard Lanièce (Direttore) 

L’Assemblea ha anche eletto i nuovi componenti del Consiglio Direttivo di Coldiretti Valle d’Aosta, che sarà composto da Clara Battistina Sertori (Morgex), Giorgio Lale Lacroix (Saint-Pierre), Michel Meynet (Sarre), Didier Gerbelle (Aymavilles), Ildo Abram (Doues), Fabrizio Chenal (Oyace), Costantin Praz (Jovençan), Sandro Bonin (Gressan), Elio Ottin (Aosta), Erik Tognan (Pollein), Edy Damarino (Quart), Simone Rean (Saint-Marcel), Vittorio Noz (Nus), Natalino Vallet (Verrayes), Yulen Lettry (Saint-Denis), Mauro Treves (Montjovet), Loredana Obert (Challand-Saint-Anselme), Savino Vacquin (Brusson), Mauro Gontier (Champorcher) e Alfredo Girod (Fontainemore) a cui si aggiungeranno come componenti di diritto Yves Giuseppe Perraillon (Presidente dell’Associazione Pensionati), Elisa Urbano (Responsabile di Donne Impresa) e il prossimo Delegato di Giovani Impresa (ruolo fino ad oggi ricoperto proprio dal neo Presidente Nicoletta).

Il passo successivo sarà la formazione della Giunta Esecutiva. «Si tratta dell’atto finale di uno scambio d’idee e d’informazioni a 360 gradi su tutti i comparti produttivi agricoli valdostani» ha continuato ancora Nicoletta, prima di focalizzare l’attenzione su due temi prioritari da affrontare il prima possibile, tra le tante questioni che saranno sul tavolo durante il suo mandato. «La prima riguarda burocrazia che ci sta sommergendo sempre di più, avanzando richieste che gli allevatori non possono sostenere – ha concluso il neo Presidente di Coldiretti Valle d’Aosta – mentre la seconda riguarda il Piano di Sviluppo Rurale che sta volgendo al termine: se ne aprirà uno nuovo e quindi sarà fondamentale lavorare e raccogliere informazioni per riuscire ad ottenere uno strumento veramente fatto su misura per gli agricoltori».

27 settembre 2018

In arrivo il portale del socio #Coldiretti


Con la fine dell’estate arriva una grande novità che rivoluzionerà il lavoro nelle aziende agricole, eliminando le carte e facilitando la vita d’impresa, in modo semplice e accessibile a tutti. Si tratta del “Portale del Socio Coldiretti”, uno strumento digitale innovativo che anticipa i nuovi orientamenti in materia di gestione aziendale con il vantaggio di essere perfettamente integrato con il sistema Coldiretti.

Con il Portale del Socio sarà possibile accedere al Quaderno di Campagna digitale che permetterà agli iscritti di registrare i trattamenti direttamente in campo da smartphone e tablet oppure da pc. Grazie alla perfetta integrazione con il fascicolo aziendale il programma diventa un prezioso strumento di lavoro consentendo di gestire il piano colturale, il magazzino degli agrofarmaci, i trattamenti, i diserbi, le fertilizzazioni (con controlli automatici e completi in tempo reale rispetto alle etichette e ai disciplinari) e tutte le lavorazioni, l’irrigazione, le macchine e molto altro.

Il Quaderno di Campagna digitale renderà più semplice anche la domanda Pac e ridurrà il rischio di sanzioni e tagli ai premi comunitari. Inoltre, metterà a disposizione strumenti in grado di gestire la produzione bio, i piani di fertilizzazione, la cartografia, le etichette e tutto ciò che è legato, in generale, alla produzione e alla normativa vigente.

Attraverso il Portale si accederà anche a Digit – Fatturazione digitale che offre la gestione digitalizzata delle fatture e dell’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa grazie a un programma avanzato che consente di monitorare prodotti, listini, clienti e fornitori, direttamente da pc, tablet o smartphone. Grazie al collegamento integrato con Impresa Verde le fatture giungeranno automaticamente agli uffici Coldiretti, evitando file e facendo guadagnare tempo alle attività.

L’agenda on line gratuita e personalizzabile, infine, avviserà delle scadenze d’impresa mentre nella sezione Notizie si potranno ricevere in anteprima news e approfondimenti su normative e mercati. Il sito contiene anche informazioni sui bandi del Piano di sviluppo rurale (Psr) della regione di riferimento, notizie, il meteo del territorio, convenzioni riservate ai soci e molto altro.


«Questo strumento faciliterà il lavoro in azienda ma consentirà anche un contatto quotidiano con gli uffici Coldiretti favorendo una consulenza sempre più mirata e puntuale - spiegano Giuseppe Balicco e Richard Lanièce, Presidente e Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta. - Presto saremo in grado di fornire tutte le informazioni e l’assistenza del caso ai nostri soci che decideranno di aderire».

#Coldiretti: Oscar Green 2018 anche per un valdostano

C’è anche un progetto imprenditoriale valdostano tra quelli premiati, nei giorni scorsi, al Borgo Medievale di Torino per gli Oscar Green 2018, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa, arrivato alla dodicesima edizione, che punta a valorizzare il lavoro di tanti giovani che hanno scelto per il proprio futuro l’Agricoltura.

Si tratta di “Madame Escargot” della Cooperativa Sociale Mont Fallère, presentato da Gaetano Aiello, in gara nella sezione “Noi per il Sociale”. La Cooperativa Mont Fallère da più di 25 anni opera sul territorio per offrire servizi e progetti imprenditoriali senza mai perdere di vista l’inserimento lavorativo, dando un’opportunità di lavoro alle persone più fragili o che vivono in condizioni di marginalità. Dal loro lavoro quotidiano nei campi, che porta con sé autenticità e passione attraverso un preciso atteggiamento nei confronti della natura, è stato ideato e realizzato il progetto “Madame Escargot”. La Cooperativa riproduce le condizioni ottimali per la chiocciola, con caparbietà e pazienza si aspettano e rispettano il susseguirsi delle stagioni e le dure leggi della terra, affinché il ciclo biologico sia perfettamente completato. La lumaca è una materia prima che assorbe la personalità del suo territorio: pura, forte e inesorabile.

Alla finale di Torino, con il delegato regionale piemontese Giovani Impresa Danilo Merlo, il vice presidente di Coldiretti Piemonte Fabrizio Galliati, il Delegato Confederale Bruno Rivarossa, i presidenti ed i direttori di tutte le federazioni provinciali ed i delegati ed i segretari provinciali del movimento, c’era anche Richard Lanièce, direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.

«L’agricoltura sociale muove quei progetti volti a rispondere a bisogni della persona e della collettività – ha commentato Richard Lanièce - grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e sociale».

I concorrenti hanno partecipato agli Oscar Green online, durante l’estate (le altre sezioni in gara erano Campagna Amica, Creatività, Fare Rete, Impresa 3.Terra, Sostenibilità), evidenziando le peculiarità delle loro aziende sotto il profilo dell’impatto ambientale, degli aspetti solidali, della solidità economica, dei rapporti commerciali, della capacità comunicativa e dell’originalità.


 «Si tratta di una vetrina molto importante che offre una grande opportunità ai giovani agricoltori che si impegnano con il loro lavoro quotidiano ad implementare ed innovare il nostro patrimonio enogastronomico – ha evidenziato Coldiretti -. Grazie alle nuove generazioni, il binomio agricoltura e innovazione è diventato sempre più frequente: l’esempio l’abbiamo avuto  proprio dalle aziende che hanno partecipato a questo concorso con estro, passione, innovazione e professionalità».

12 aprile 2018

#Coldiretti: Yves Giuseppe Perraillon nuovo Presidente Associazione Pensionati



Yves Giuseppe Perraillon, 65 anni, coltivatore diretto di Chambave, è il nuovo Presidente dell’Associazione Pensionati di Coldiretti Valle d’Aosta.

L’Assemblea, riunita lunedì 9 aprile presso la sede Coldiretti di Aosta, ha anche eletto come vice presidenti Pascasia Marquet di Aosta e Franco Jacchi di Donnas.

«E’ un onore per me, dopo tanti anni di impegno all’interno della Coldiretti Valle d’Aosta, andare a ricoprire il ruolo di Presidente dell’Associazione Pensionatievidenzia  Perraillonuna categoria che considero decisamente speciale per l’impegno profuso in campo agricolo, anche dopo il raggiungimento dell’età pensionabile, per il miglioramento della propria azienda, per il benessere dei propri figli e dei propri nipoti, per la crescita della nostra Organizzazione».
L’Associazione Pensionati Coldiretti rappresenta, tutela e difende circa 3000 pensionati, tra gli obiettivi evidenziati dal nuovo direttivo, spicca l’impegno per favorire il ruolo attivo dei pensionati, valorizzando le competenze, le esperienze acquisite e il loro fondamentale supporto per tramandare i valori del mondo agricolo di montagna.

Ecco il nuovo Consiglio direttivo al completo: Yves Giuseppe Perraillon (Presidente), Pascasia Marquet di Aosta e Franco Jacchi di Donnas (Vice Presidenti), Elda Covolo di Morgex, Aldo Dalbard di Pollein, Angelo Lanièce di Champdepraz e Alessio Zerga di Courmayeur (consiglieri).

23 marzo 2018

#Coldiretti: in arrivo l'aiuto per compensare i titoli Pac


La Coldiretti Valle d’Aosta segnala, come già anticipato nelle scorse settimane, la pubblicazione delle istruzioni operative per l’avvio delle domande di accesso agli aiuti previsti dal Ministero delle Politiche Agricole (DM 1 marzo 2018, n. 1317) a favore delle aziende zootecniche collocate in zona montana, un aiuto finalizzato a compensare le aziende escluse dal mancato adeguamento del valore dei titoli PAC nel 2015.

«Un intervento che attendevamo da tempo - dichiarano Giuseppe Balicco e Richard Lanièce rispettivamente Presidente e Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta - per il quale la Coldiretti si è fortemente impegnata fornendo, a livello nazionale, tutta la sua fondamentale collaborazione. Una notizia che accogliamo con grande soddisfazione, ma che non ci deve distogliere dal lavoro corale finalizzato a risolvere lo sblocco di tutti i pagamenti attesi delle aziende agricole valdostane».

Le aziende interessate saranno contattate direttamente dagli uffici CAA all’apertura dei sistemi informatici. 

15 marzo 2018

#Coldiretti: Giovani imprese arriva il premio start up




Con i giovani imprenditori agricoli che nel 2017 sono aumentati del 6% arriva il premio per l’innovazione dedicato alle giovani start up nelle campagne italiane.

Aperte dal 9 marzo le iscrizioni al nuovo concorso nazionale che punta a valorizzare le giovani realtà imprenditoriali del settore agricolo e alimentare capaci di emergere, tra le altre, grazie ad un modello di impresa innovativo e sostenibile.

Un’importante occasione per raccogliere le idee progettuali presenti sul territorio italiano, divenuto, grazie alle 55.121 imprese agricole condotte da under 35 la prima nazione in Europa per numero di giovani in agricoltura.
Il premio punta i riflettori sulla capacità di utilizzare l’innovazione per dare lustro alle tradizioni e ai prodotti locali, così come il ruolo dell’imprenditore per la tutela e l’arricchimento del territorio, e degli enti che sostengono il loro lavoro.
Sei le categorie di concorso.

Impresa3.Terra, premierà i progetti di quelle giovani aziende agroalimentari che hanno creato una cultura d’impresa esemplare, riuscendo a incanalare creatività, originalità e grande abilità progettuale per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana coniugando tradizione e innovazione.

Campagna Amica valorizzerà i prodotti tipici italiani su scala locale, nazionale e mondiale rispondendo alle esigenze dei consumatori in termini di sicurezza alimentare, qualità e tutela ambientale.

Sostenibilità ambientale è la parola d’ordine di quei progetti che promuovono un modello di sviluppo sostenibile, riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente.

Fare Rete prende in esame quei modelli di imprese, cooperative, consorzi agrari, società agricole e start up, capaci di creare reti sinergiche in grado di massimizzare i vantaggi delle aziende agroalimentari e del consumatore finale. 

Noi per il sociale promuove quei progetti volti a rispondere a bisogni della persona e della collettività, grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e sociale.

Creatività, centra l’attenzione sull’originalità di idea, di prodotto e di metodo.
Le iscrizioni sono aperte dal 9 marzo al 15 aprile 2018 e si possono presentare attraverso il sito web http://giovanimpresa.coldiretti.it.

1 marzo 2018

E’ arrivata l’#etichetta per #Pasta e #Riso (#mossoni10)

Prosegue la via della trasparenza alimentare. Si tratta di una “guerra” lunga e difficile che, come già accennato in altre occasioni, mette in evidenza quali e quanti siano gli interessi che l’industria agroalimentare – certo non tutta – mette in campo contro la trasparenza auspicata da consumatori e produttori. Nella generalità dei casi, dietro le indicazioni e le norme Comunitarie, si nasconde quella forte azione di lobby che tende a generalizzare e uniformare le produzioni, a nascondere le identità territoriali e le specificità che, invece, vengono esaltate anche quotidianamente accendendo la televisione dove i grandi Chef sono diventati star mediatiche e le trasmissioni “salutiste” si sprecano.
Si deve dare atto a Coldiretti di essere stata certamente tra i primi organismi di rappresentanza sociale a muoversi nella direzione della trasparenza. Nel “lontano” 2004, infatti, oltre 1,5 milioni di firme autenticate sono state depositate per una iniziativa di legge popolare che è poi sfociata nella legge n.204 del 3 agosto 2004, appunto sulla trasparenza dell’origine della materia prima.
La legge ha avuto molte opposizioni – dalla rappresentanza dell’ Industria Alimentare in particolare – che si è appellata, anche più volte, alla Commissione Europea ma la volontà dei consumatori ha tracciato una via che potrà essere rallentata ma non fermata. La sentenza del TAR del Lazio che ritiene “prevalente l’interesse pubblico ad informare i consumatori considerato anche l’esito delle consultazioni pubbliche circa l’importanza attribuita dai consumatori italiani alla conoscenza del paese di origine e/o del luogo di provenienza dell’alimento e dell’ingrediente primario” ha indicato una direzione ben precisa.

La tracciabilità è ormai obbligatoria per molti alimenti e, proprio nel mese di Febbraio, entreranno in vigore le indicazioni per pasta e riso, due fondamentali produzioni nazionali di grande risalto sia per il consumo interno che per l’Export. Un pacco di pasta imbustato in Italia su tre che è fatto con grano straniero, fenomeno che ha provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione, con una drastica riduzione delle semine e il rischio di abbandono per un territorio di 2 milioni di ettari coltivati. Ma l’etichetta darà ossigeno anche ai risicoltori italiano, “assediati” dagli arrivi di prodotto straniero, una  vera e propria invasione di prodotto dai paesi asiatici, da dove proviene ormai la metà del riso importato. Il risultato è che le quotazioni del riso italiano, per gli agricoltori, sono crollate dal 58% per l’Arborio e il Carnaroli al 37% per il Vialone nano, senza peraltro avere effetti sui prezzi al consumo. 

Secondo quanto previsto dal decreto, dal 17 febbraio le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono avere obbligatoriamente indicato in etichetta il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e quello di molitura; se proviene o è stato molito in più paesi possono essere utilizzate, a seconda dei casi, le seguenti diciture: paesi UE, paesi NON UE, paesi UE E NON UE. Inoltre, se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”. L’indicazione in etichetta dell’origine per il riso è scattata il 16 febbraio e deve riportare le diciture “Paese di coltivazione del riso”, “Paese di lavorazione” e “Paese di confezionamento”. Qualora le fasi di coltivazione, lavorazione e confezionamento del riso avvengano nello stesso Paese, può essere recata in etichetta la dicitura “origine del riso”, seguita dal nome del Paese. In caso di riso coltivato o lavorato in più Paesi, possono essere utilizzate le diciture “UE”, “non UE”, ed “UE e non UE”.

Ricordiamo che dal 19 aprile 2017 è d’obbligo indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. Dopo pasta, riso e pomodoro resta però ancora da etichettare con l’indicazione dell’origine 1/4 della spesa alimentare degli italiani dai salumi ai succhi di frutta, dalle confetture al pane, fino alla carne di coniglio.

Poi, come sempre, ai consumatori la scelta.

Ezio Mossoni


 

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