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17 giugno 2008

Il caro-greggio e il crollo delle slot mettono k.o. la Casa da Gioco di Saint-Vincent

Le slot machine tradiscono la casa da gioco di Saint-Vincent (-14,65%). Nei primi cinque mesi del 2008 i ricavi del Casino della cittadina termale sono diminuiti di 4,2 milioni (-8,69%), fermandosi a quota 44 milioni contro i 48,2 del 2007, e gran parte della perdita è concentrata proprio nel settore dei giochi elettronici, passato dai 23,79 milioni del 2007 ai 20,33 di quest’anno. In leggera crescita i giochi francesi (11,7 contro 11,4). In flessione quelli americani: da 12,5 a 11,5. Un trend negativo alleggerito soltanto in parte dal positivo andamento del mese di maggio (+12,2%) con incassi pari a 9,4 milioni (contro gli 8,4 del 2007). «La performance positiva – spiega il Presidente Enrico Cheillon, un passato da funzionario regionale presso la Casa da Gioco - è frutto dell’ottimo risultato messo a segno dai Giochi Francesi, pari a circa 1,9 milioni, che ha permesso di rimediare ai risultati negativi degli altri settori». Per i vertici del Cda tuttavia è ancora troppo presto per ipotizzare un’inversione di tendenza. «Già l’anno scorso – osserva Cheillon mostrando le statistiche - avevamo registrato uno scostamento negativo delle stesse dimensioni, poi recuperato nella seconda parte dell’anno». Nei primi cinque mesi non si ferma neppure il calo delle presenze (-8,61%). Visti i positivi risultati dei giochi lavorati, soprattutto quelli francesi, per i quali la Casa da Gioco in termini di incassi fa registrare risultati inferiori soltanto a Venezia, appare evidente ai vertici aziendali come sia in calo la clientela di target medio-basso, maggiormente attratti dalla sempre più ampia offerta di azzardo dello Stato. Cheillon disegna un quadro complessivamente critico. «Alla già pesante congiuntura economica e alle limitazioni imposte dalle norme antiriciclaggio, - commenta - si aggiunge ormai anche l’effetto rincaro carburanti. L’insieme di questi fattori non fa ben sperare per il restante periodo dell’anno. La Casa da gioco è infatti penalizzata dalla collocazione geografica a causa degli spostamenti significativi che la clientela del bacino primario di utenza, cioè l’area del Nord Ovest, deve comunque affrontare per visitarla. L’incidenza dei costi di pedaggio autostradale e di carburante condizioneranno sicuramente il tasso di frequentazione del casinò da parte dei giocatori, anche occasionali e quindi di passaggio in Valle d’Aosta per motivi turistici. Alla fine si preferisce la slot da bar sotto casa oppure l’on line». E proprio per contrastare questa particolare tipologia di concorrenza e recuperare una fetta di clientela il Cda con due punti gioco in gestione diretta, ad Aosta e Torino, e, a partire dall’estate, altri negozi in franchising in diverse province italiane, ha proposto il brand del Casino de la Vallée nel settore delle scommesse e dei giochi autorizzati dai Monopoli di Stato. L'operazione sarà promossa dalla «4Games srl», di cui la casa da gioco è socio di maggioranza con Cogetech, società operante nel campo dei giochi in concessione. «Vogliamo cogliere - ha spiegato l'amministratore delegato, Riccardo Varvello - alcune opportunità offerte dall'evoluzione della normativa nazionale in ambito di gioco attraverso il ricorso alle nuove possibilità in campo telematico con il gioco on line e, sulla scia di quanto già intrapreso da altri Casinò nazionale, e raccordarci così con l'emergente mercato del gioco pubblico, attraverso lo sviluppo di un marchio di franchising». Cheillon è comunque convinto che i problemi della Casa da gioco siano più organizzativi che strutturali e individua nella riorganizzazione dei tavoli verdi una delle leve prioritarie per riportare definitivamente i conti in positivo. Una riorganizzazione che potrà poggiare su basi solide soltanto a partire da un nuovo contratto che unifichi definitivamente giochi americani e francesi. Il Presidente si fa forte del risultato positivo del bilancio del 2007 con un margine sui proventi lordi di quasi 2 milioni di euro (1.976.506), dopo la perdita di oltre 2 milioni dell'anno precedente. «Una parte del risultato positivo – conclude – si deve sicuramente al nuovo disciplinare che ci ha concesso un 9% in più di risorse rispetto al precedente, ma non è stato l’unico fattore. C’è stato un lieve incremento degli introiti lordi (+0,61% ndr), un azione di contenimento selettivo dei costi di gestione, già avviata dal precedente Cda, e una riduzione delle spese derivanti da collaborazioni esterne, ottenuta attraverso un maggior coinvolgimento delle risorse interne». (Pubblicato sul Sole 24 Ore dell11 giugno 2008)

20 febbraio 2008

Dite la vostra sul nuovo Cda della Casa da gioco di Saint-Vincent

La giunta regionale (o se vi piace di più l’assemblea degli azionisti cioè 99% Regione e 1% Comune di Saint-Vincent), indisponendo non poco le opposizioni (come credo si vedrà concretamente nel Consiglio regionale di oggi), ha provveduto alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione della Casa da gioco. Enrico Cheillon e Riccardo Varvello saranno rispettivamente presidente del nuovo Cda e amministratore delegato della Casinò de la Vallee Spa. Il Cda sarà anche composto da Walter Lillaz (vice presidente) e dai consiglieri Roberto Oggiani e Sergio Vitali. Cheillon è stato per molti anni funzionario regionale presso la casa da gioco, mentre Lillaz ha ricoperto il ruolo di capo del personale dell'Amministrazione regionale. Varvello è un manager di Valtournenche con esperienze nell'informatica e nella gestione delle risorse umane. Più sotto trovate il mio ultimo articolo sulla Casa da gioco (pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest il 13 febbraio) un piccolo riassunto delle puntate precedenti.
Come spesso accade le prime reazioni alle nomine sono state svariate. Alcune particolarmente ispirate a ira funesta. La più gettonata appare quella che evidenzia la chiara politicizzazione dei suoi componenti. I primi tre all’Uv e gli altri due rispettivamente a Fédération Autonomiste e Stella Alpina. Personalmente, data la situazione in cui versa la Casa da Gioco, mi aspettavo una cura più drastica con professionalità più importanti, magari perfino strappate alla concorrenza. Tuttavia non va nascosto che anche il precedente Presidente, Moreno Martini, vantava un ottimo curriculum (anche se non nel settore specifico) e i risultati non sono arrivati lo stesso. Forse è bene aspettare e vedere cosa farà il nuovo Consiglio.
Chi invece ha già le idee chiare può votare il mio nuovo sondaggio che è proprio sulla Casa da Gioco dove vi chiedo che cosa pensate delle nomine e di come sono state fatte. Vi pregherei di argomentare le vostre risposte con qualche e-mail, così tanto per provare a ragionarci insieme. "Si interest" ovviamente.
Casinò senza puntate a Gennaio
«Gennaio horribilis» per la Casa da Gioco di Saint-Vincent Consiglio di amministrazione decapitato (dimissioni date il 26 gennaio su richiesta pressante dell’azionista di maggioranza, cioè la Regione), incassi in forte calo (-13,61%) e presenze a picco (-21,63%), come dire che un cliente su cinque ha disertato il casinò della cittadina termale. Ora la Regione dovrà decidere chi sostituirà il presidente Moreno Martini, il vice Edo Chatel e i consiglieri Gianni Zandano, Pietro Conca e Aldo Stesuri. Se le dimissioni del Cda erano da tempo nell’aria (oltre alle forze di opposizione anche ambienti interni alla maggioranza chiedevano un azzeramento del vertice) il crollo degli incassi a gennaio ha colto molti impreparati anche perché il 2007 si era chiuso con un sostanziale mantenimento dei proventi lordi del 2006, cresciuti del 0,61%, e un lieve decremento in termini di presenze (-1,41%).
I primissimi giorni del 2008 hanno da subito fatto segnare una pesante inversione di tendenza. Nei primi sei giorni la casa da gioco ha perso 7.121 presenze (13.559 alla fine del mese) e 1.128.668 di incassi lordi (1.312.696 alla fine di gennaio). Negativo l’andamento dei giochi Americani (-25,19%) e dei giochi Elettronici (-20,75%), non compensati dalle buone performance messe a segno dai giochi Francesi (+17,33%) e dai giochi Misti (+275,60%). «Dal 2 di gennaio – spiega Marco Fiore, responsabile del settore comunicazione del Casinò - abbiamo assistito ad un effetto svuotamento che non si era mai verificato negli anni precedenti. I primi 7-10 giorni dell’anno - a seconda di come si collocava la festività della befana- ci hanno sempre garantito afflussi significativi sia in termini di massa monetaria che di presenze. Quest’anno le cose sono cambiate e temo non sia troppo difficile capire il perché: la congiuntura economica che interessa il Paese non è “virtuale”, ma reale e quindi festeggiato doverosamente il Capodanno, il problema di far quadrare il bilancio mensile da parte degli Italiani, si è ripresentato con tanto di aumenti tariffari e prezzi dei carburanti in continua ascesa». Di diverso parere le opposizioni che da tempo chiedono nuove strategie per la gestione della Casa da gioco. In particolare sia il Partito democratico che la Casa della Libertà hanno presentato due proposte di legge per modificare la legge 36 del 30 novembre 2001 concernente la «Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent». La proposta del Pd mira ad attribuire al Consiglio regionale, e non più alla Giunta, la competenza in materia di nomina dei rappresentanti della Regione nel Consiglio di amministrazione. Un obiettivo condiviso anche dalla Cdl che però con la sua proposta intende introdurre anche la possibilità che la Casa da gioco sia amministrata da un amministratore unico in alternativa alla consueta gestione in forma collegiale che si realizza attraverso un consiglio di amministrazione (in questo caso comunque composto da non più di tre persone). «La facoltà di scegliere un organo monocratico al vertice della Casino de la Vallée S.p.A. – si legge nella relazione che accompagna la pdl - permette agli azionisti di optare per una formula gestionale più snella e più agile, soprattutto nei casi in cui siano richieste tempestività ed efficacia delle strategie aziendali adottate». «Prendendo spunto dalle esperienze rissose del recente passato - ha ricordato Enrico Tibaldi, vice presidente del Consiglio regionale - la legge intende evitare che all'eccessivo numero dei consiglieri consegua l'impossibilità, o anche solo la difficoltà, di perseguire le comuni intenzioni condivise dagli azionisti e che ciò si traduca, quindi, in un danno per la gestione aziendale nel suo complesso».
Va anche detto che le forze di opposizione in un documento congiunto, presentato il 17 gennaio, visto l’avvicinarsi della scadenza elettorale, avevano chiesto «l'immediato azzeramento dell'attuale Consiglio di Amministrazione e, al fine di superare l'impasse di questa fase transitoria, si proceda alla contestuale nomina di un organo monocratico, autorevole e competente, che possa garantire un'efficace conduzione dell'azienda in grado di restituire serenità e fiducia ai dipendenti». Per i quattro gruppi consiliari (Arcobaleno, Casa delle Libertà, Partito Democratico e Per il Partito Democratico appariva «assolutamente inopportuno confermare o sostituire l'attuale consiglio di Amministrazione a soli quattro mesi dalla scadenza della legislatura» ritenendo che dovesse essere «compito della futura maggioranza e della nuova Giunta regionale la designazione di un nuovo Consiglio di Amministrazione».
 

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