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17 gennaio 2010

BioDigitalValley: l'ICT Applicata alla Biomedicina (3)

Qui trovi i post precedenti.


IL PROGETTO IMAGE IN DETTAGLIO
Qui puoi leggere un post dove l'argomento è descritto in maniera meno da addetti ai lavori.


Le tecniche di meta analisi raccolgono dati a partire da molti studi scientifici differenti per verificare il grado di accordo tra diversi studi e isolare e descrivere effetti sperimentali affidabili e statisticamente supportati.

In questo senso, la meta analisi dei dati disponibili costituisce il più importante strumento per verificare sia la confidenza di un determinato insieme di ipotesi scientifiche, sia la robustezza delle tecniche sperimentali usate negli studi di interesse.

Ad oggi, tuttavia, la meta analisi dei dati scientifici di argomento biomedico si basa principalmente sull'analisi testuale delle fonti di pertinenza al particolare problema di interesse, indipendentemente dal fatto che tali fonti siano articoli scientifici (meta analisi di letteratura), database di vettori di testo (per esempio, i database che contengono le sequenze delle proteine e quelli che si riferiscono alle mutazioni di tali sequenze in associazione con determinate patologie) o altre fonti di testo, come nel caso delle analisi effettuate negli studi di linguistica computazionale. Mentre però negli ultimi due casi citati il testo rappresenta l'elemento stesso dell'indagine, e corrisponde quindi esattamente al dato sperimentale oggetto di indagine, nel caso dell'aggregazione di studi di letteratura scientifica il testo costituisce una sovrastruttura rispetto al dato sperimentale vero e proprio, sia perché contiene le conclusioni tratte dagli autori (non necessariamente esatte) sia perché non riflette l'intera informazione contenuta nel dato sperimentale di partenza, ma solo quella parte che, a giudizio degli autori, è pertinente alle conclusioni che si intende sostenere.

Al contrario, la meta analisi delle immagini, e in particolar modo di quelle che rappresentano direttamente un risultato sperimentale e non schematizzano le conclusioni del lavoro, rappresenta uno strumento di indagine poco esplorato, nonostante le sue potenzialità comincino ad emergere.

Tale strumento può fornire sia una robustezza maggiore nel supporto delle conclusioni scientifiche tratte in un lavoro sia anche, ed è questo l'aspetto più interessante, nuove conferme sperimentali ad ipotesi di nuova formulazione. Per supportare quest'ultima affermazione, sarà sufficiente un esempio: immaginiamo di voler dimostrare per primi la correlazione tra l'espressione di un determinato gene e l'insorgenza di una patologia. Potremmo decidere di affidarci alla letteratura scientifica e affrontare la meta-analisi di tutti gli articoli scientifici che si riferiscono al gene in questione. Se la nostra ipotesi scientifica è originale, tuttavia, non troveremo nessun articolo che riporta in maniera diretta a livello del corpo del testo l'associazione tra il gene e la malattia di interesse, perché anche chi ha studiato la malattia non ha ancora notato l'associazione con il gene in questione. Inoltre, visto che la maggior parte degli studi si riferiscono ad un piccolo numero di replicati biologici, manca la potenza statistica necessaria perché si possa trarre una conclusione sul gene in questione.

Tuttavia il gene, sotto forma per esempio del suo prodotto proteico, anche se non identificato esplicitamente, potrebbe essere presente in tutti quegli esperimenti in cui si studia la patologia di interesse. Se il segnale sperimentale dovuto all'espressione di questo gene è noto, sarà possibile andare a ricercarlo in tutte le immagini di esperimenti che si riferiscono alla patologia bersaglio, e confrontarne l'intensità con tutte le corrispondenti immagini che si riferiscono a condizioni diverse (controllo di specificità).

Allo scopo di poter perseguire proprio questo tipo di approccio, nell'ambito del progetto Image ci si propone, per la prima volta a livello globale, l'esplorazione esaustiva delle immagini depositate in letteratura scientifica (image data mining, in circa 4 milioni di pubblicazioni scientifici), il trattamento statistico e la classificazione automatica delle stesse attraverso:

a) estrazione delle features significative,

b) definizione di una semantica appropriata

c) costruzione di classificatori appropriati (ove necessario, con tecniche di intelligenza artificiale)

ed infine lo studio di un caso specifico allo scopo di dimostrare come sia possibile ottenere con questa tecnica risultati originali nel settore della ricerca biomedica (virtual discovery).

14 gennaio 2010

BioDigitalValley: l'ICT Applicata alla Biomedicina (2)

Il primo post pubblicato sul mio blog su BioDigitalValley lo trovate qui.

L'offerta

BioDigitalValley ha avviato una serie di progetti dedicati all'area biomedica. Alcuni esempi:

ProteinQuest: si tratta di un motore di ricerca per immagini biomediche, in particolare legato all'ambito delle proteine. Lo strumento messo a punto da BioDigitalValley è in grado di analizzare il contenuto della letteratura scientifica presente nel Web, selezionare tutti i documenti rilevanti ed estrarre da questi le immagini, che vengono poi archiviate secondo un approccio a rete neurale. In questo modo, grazie ad una semplice interrogazione di DB è possibile estrarre tutte le immagini relative ad una determinata proteina e ad un determinato esperimento scientifico.
Servizi di intelligenza artificiale

• Implementazione di algoritmi di IA per problemi specifici

• Apprendimento automatico per il riconoscimento di oggetti e il relativo popolamento di database


Servizi di analisi dell'immagine

• Segmentazione e analisi di immagini biomediche

• Semantica delle immagini per interrogazione di database

• Applicazioni dedicate di analisi di immagine

Servizi informatici

• Applicazioni bioinformatiche indipendenti dal sistema operativo

• Modellazione e integrazione di database

• Servizi web per e-health e biomedicina

Telemedicina: con telemedicina/telediagnostica si intende una nuova forma di interazione tra i pazienti e il medico, basata sugli strumenti mobili utilizzati normalmente, come ad esempio il cellulare. Il cellulare, o un altro dispositivo mobile, viene utilizzato per inviare i parametri fisiologici del paziente ad un server centrale, che a sua volta li trasmette al computer del medico. Se necessario il medico può comunicare con il paziente, in maniera da fornire un'eventuale terapia in tempi rapidi.

Questo processo è già stato implementato con successo in diversi ambiti, specialmente per il trattamento delle cardiopatie e del diabete, e solitamente in questi casi il dispositivo mobile ha ricoperto il ruolo di canale comunicativo tra il server e uno strumento diagnostico dedicato utilizzato dal paziente.

Oggi, con le recenti evoluzioni elettroniche, il cellulare o dispositivo mobile sarebbe in grado di acquisire autonomamente e direttamente i parametri di interesse. BioDigitalValley sta infatti investigando la possibilità di misurare e trasmette i parametri diagnostici direttamente dal cellulare.


Collaborazioni  & Partnership

Nel corso dei suoi primi 6 mesi di attività, BioDigitalValley ha attivato una serie di collaborazioni e contatti con partner scientifici e tecnologici di rilievo tra i quali il Politecnico di Torino, il Mondino di Pavia, l'Università «Federico II» di Napoli, l'Ospedale Cardarelli di Napoli.

BioDigitalValley ha inoltre siglato un importante accordo di ricerca con il Dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano, riguardante lo sviluppo del progetto IMAGE. Il progetto si pone l'obiettivo di indagare la possibilità di promuovere un avanzamento delle conoscenze in ambito biofarmaceutico mediante l'identificazione la catalogazione e l'analisi statistica delle immagini pubblicate in articoli scientifici e collegate ad una determinata patologia e/o biomolecola.

IMAGE viene realizzato grazie ad un finanziamento di oltre 500.000 euro erogato dalla Regione Autonoma della Valle d'Aosta per il periodo 2009-2010 e prevede anche l'attivazione da parte di BioDigitalValley di un programma di partnership accademica della società per l'applicazione delle metodologie innovative di meta-analisi dell'immagine alla scoperta e validazione di nuovi marcatori molecolari.

In particolare sono state avviate collaborazioni con l'Università dell'Insubria per l'applicazione sul Parkinson, con il Centro Ospedaliero Universitario di Pisa per l'applicazione sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica e con l'IRCC di Candiolo per l'applicazione in ambito oncologico.

12 gennaio 2010

BioDigitalValley: l'ICT Applicata alla Biomedicina (1)


Un mese fa al Forte di Bard è stata organizzata una tavola rotonda su «Ricerca e innovazione sulle tematiche della bioinformatica in Valle d’Aosta». L’evento è organizzato dall’azienda BioDigitalValley con la partecipazione dell’Università di Milano, una giovanissima start upe che da pochi mesi si è insediata nell'incubatore di impresa di Pont-Saint-Martin come già avevo scritto in un precedente post.

In quell'occasione è stato fornito un ricco dossier di presentazione dell'azienda. Suddivise in tre post ecco alcune informazioni sulla BioDigitalValley.

La storia
BioDigitalValley nasce come start up specializzata nella ricerca e sviluppo in ambiti nuovi ed emergenti, in particolare quello della bioinformatica, per conto del Gruppo RGI.

La bioinformatica è un giovane e innovativo segmento della ricerca e del mercato mondiali, nato dalla applicazione delle tecnologie ICT alla biomedicina, e ha come obiettivo la gestione, l'analisi e la conservazione dell'enorme mole di dati in continua, esplosiva crescita, che originano dal progredire delle tecniche di proteomica, genomica, biologia dei sistemi complessi e in generale dall'applicazione di protocolli ad alto rendimento nei laboratori di ricerca biotecnologici e farmaceutici di tutto il mondo.

In particolare, la bioinformatica promette di accelerare e abbattere i del processo di traslazione delle conoscenze dal mondo del laboratorio al mondo della produzione farmaceutica.
 
BioDigitalValley nasce a novembre 2008 e conta oggi tredici addetti operativi presso il proprio centro di ricerca e sviluppo localizzato alla Pepinière d'entreprise di Pont-Saint-Martin, dove la società svolge attività legate alla progettazione, sviluppo e commercializzazione di software e servizi IT specifici per la ricerca biomedica e farmaceutica e i progetti di eHealth. In quest'ambito BioDigitalValley ha avviato alcuni progetti di ricerca nell'ambito del data mining di immagini biomediche, nel discovery di biomarcatori e nella telediagnostica.

La proprietà
Il 92,5% del capitale sociale di BioDigitalValley fa capo a RGI SpA, che vanta da oltre vent'anni una posizione di leadership nell'offerta di prodotti software e servizi IT specifici per il settore finance. Con un valore della produzione di oltre 37,52 milioni di Euro realizzati nel 2008 e un EBITDA di 11,28 milioni di Euro oggi il Gruppo RGI conta 9 società, oltre 500 addetti dislocati su 7 sedi italiane e 2 sedi estere ed è una delle realtà più dinamiche nel panorama informatico italiano.

L'obiettivo
Conclusa la fase iniziale di start up, l'obiettivo di BioDigitalValley è quello di posizionare il gruppo RGI nel cuore della ricerca e sviluppo bioinformatici, in modo da raggiungere una posizione consolidata sul mercato fornendo ai potenziali clienti soluzioni realmente innovative e avanzate.

Per raggiungere questo risultato, la mission di BioDigitalValley è duplice:

• Fornire l'informazione, gli strumenti, la ricerca, la capacità di innovazione e le soluzioni nei settori della bioinformatica, del drug discovery, dell'eHealth e i servizi collegati;


• Fare in modo che l'enorme quantità di informazione proveniente dalla biologia molecolare e dalla biomedicina possa più agevolmente portare allo sviluppo di prodotti innovativi.

Il mercato di riferimento
(Fonte Blossom Associati - Assobiotec Report)
Le imprese biotech italiane in esercizio alla fine del 2007 sono 228, di cui 168 attive nel settore medico-sanitario (74% del totale). Di queste, 42 imprese sono società legate all'ambito farmaceutico, uno dei settori di intervento di BioDigitalValley.

La spesa delle imprese biotech dell'area medico-sanitaria in R&D è pari a circa 1,3 miliardi di euro (+9% rispetto al 2006) e si concentra per la maggior parte in ambito farmaceutico (74%), in particolare nelle aree delle terapie oncologiche (33%) e del sistema nervoso centrale (15%).

L'attività di BioDigitalValley si inserisce da un lato a monte delle attività di ricerca farmaceutica, offrendo prodotti e servizi informatici per il discovery di nuovi farmaci grazie a progetti specifici legati alle proteine e alle loro interazioni, dall'altro si rivolge alle società del settore medico sanitario per la fornitura di prodotti e servizi di analisi e segmentazione delle immagini biomediche.

I competitor di BioDigitalValley sono le società del ramo biotech che si occupano di bioinformatica. In Italia le aziende dedicate a questo ambito alla fine del 2007 erano 11 (5% del totale).
 

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