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28 aprile 2011

Legrenzi, Rumiati e il Post-It

Come sempre ti lascio con un regalo in merito all'intervista pubblica di oggi. I professori Paolo Legrenzi e Rino Rumiati, entrambi psicologi cognitivi, hanno risposto al quesito «Creativi si nasce o si diventa?», dando vita ad una piacevole chiacchierata, ricca di spunti. Il mio consiglio spassionato sia che tu fossi in sala oppure no è di comprarti (sono 9,80 euro e puoi chiederlo alla Libreria La Page) il libro di Legrenzi «Creatività e innovazione», edito da «Il Mulino». Se c'eri so che non devo aggiungere altro perchè sicuramente raccoglierai il mio consiglio, ma se non c'eri devo giustamente farti venire la voglia e lo faccio proponendoti un brano tratto dalla stessa pubblicazione. 

Impegnati nella ricerca di una formula chimica in grado di garantire una maggiore resistenza ed efficacia alla colla prodotta, i laboratori della 3M, una multinazionale americana, trovarono, per puro caso, una formula che ad una prima analisi sembrava un insuccesso. Una buona colla, infatti, deve tenere insieme due o più pezzi con molta forza e per molto tempo, mentre il nuovo ritrovato di 3M non si induriva e rimaneva sempre appiccicoso.
La leggenda vuole che una segretaria, venuta a sapere per puro caso di questa pseudo-colla, avesse cominciato ad adoperarla per fissare dei foglietti di appunti su superfici lisce, così che questi potessero fungere da promemoria. Altre segretarie la imitarono. Venne così scoperta una nuova funzione per quel tipo di colla «mal riuscita». Era una colla cattiva solo dal punto di vista delle proprietà adesive tradizionali. Uscendo da quei canoni, ci si poteva accorgere di aver scoperto un nuovo prodotto, il Post-it (così verranno chiamati dalla 3M i foglietti gialli autoadesivi). Il Post-it svolge funzioni a cui, nessuno, fino ad allora, aveva pensato. Parafrasando Oscar Wilde: geniale non è chi trova le risposte ma chi sa porre le giuste domande. La segretaria della 3M aveva visto una «potenzialità» di domanda per una nuova funzione adesiva. In un certo modo è stata lei a creare il Post-it, non chi aveva fabbricato la colla cattiva. Insomma non si trattava di risolvere in modo creativo un problema dato. Creativo è stato inventare un nuovo bisogno: questa è l'essenza dell'innovazione tecnologica!

20 aprile 2011

Paolo Legrenzi e Rino Rumiati ai Dialoghi dell'Innovazione sul tema «Creativi si nasce o si diventa?»

Giovedì 28 aprile, alle 17.30, presso la Pépinière d’Entreprises Espace Aosta, in via Lavoratori vittime del Col du Mont, 24, quinto appuntamento con il ciclo di interviste pubbliche denominato «I Dialoghi dell'Innovazione», il penultimo prima della chiusura, prevista per il 19 maggio, con la tavola rotonda dedicata agli «Innovatori alpini» e la conferenza-evento di Piero Angela sulla storia dell'innovazione, presso il salone del Palazzo regionale.
Di grande interesse il tema che parte dall'accattivante quesito: Creativi si nasce o si diventa? O meglio si può imparare a essere creativi o si può almeno migliorare la capacità di avere idee nuove ed originali? Per rispondere a questa domanda bisogna chiarirsi le idee su che cosa è la creatività e se sia possibile apprenderla.
E a a rispondere alle domande del sottoscritto (e ovviamente alle vostre) non ci sarà soltanto un relatore ma addirittura due. Oltre al già citato Paolo Legrenzi dell'Università Ca’Foscari, di Venezia interverrà anche Rino Rumiati dell'Università di Padova. Vista la new-entry diamo un po' di informazioni sul curriculum dei due docenti. Due veri big del settore.


Chi è Paolo Legrenzi?
Paolo Legrenzi
Insegna Psicologia cognitiva presso lo IUAV di Venezia, ai dottorati di ricerca della Bocconi e della Scuola Superiore S. Anna di Pisa. Visiting professor allo University College di Londra e alla Princeton University. Pubblica articoli sulle più importanti riviste internazionali scientifiche, dirige la Scuola di dottorato dei due atenei veneziani e la Scuola di Alti Studi sull’Arte, membro del Comitato Direttivo dell’Associazione Il Mulino e presidente del nucleo di valutazione alla Scuola Superiore S. Anna di Pisa e all’Università di Bologna. Fra le sue pubblicazioni per il Mulino: La mente (2002); Creatività e innovazione (2005); Credere (2008); con C. Umiltà Neuro - mania. Il cervello non spiega chi siamo (2009); La Fantasia. I nostri mondi paralleli (2010); Non occorre essere stupidi per fare sciocchezze (2010). Per Laterza: Prima lezione di scienze cognitive (2002); Come funziona la mente (2008).




Rino Rumiati
Chi è Rino Rumiati?
E' Professore ordinario di Psicologia Generale nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Padova, dove insegna Psicologia Cognitiva, Psicologia della Comunicazione e Psicologia delle Decisioni. Nel 1986 è stato visiting researcher presso il Department of Psychology dell’Università dell’Oregon. E’ autore e curatore di venti volumi, di quaranta pubblicazioni su riviste internazionali e cinquanta nazionali e di oltre cinquanta contributi in volumi nazionali e internazionali. Attualmente è componente della Giunta del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione e del Collegio Docenti del Dottorato in Scienze Cognitive dell’Università di Padova. Fra le sue pubblicazioni, tutte edite da Il Mulino, ricordiamo con Salvadori Rischiare (2009), Decidere (2009) e con Bonini Le Decisioni manageriali (2010)

La testimonianza locale
Come sempre di livello la testimonianza locale che vedrà intervenire Pietro Menniti, amministratore delegato di Dora S.p.A, società ospitata nell’area industriale Espace Aosta, che svolge attività di ricerca e sviluppo nel settore della microelettronica. Fondata nel 2000, è stata rilevata al 100% nel 2002 dalla STMicroelectronics, produttore globale indipendente di semiconduttori e leader nello sviluppo, produzione e  commercializzazione di soluzioni integrate per un’ampia gamma di applicazioni microelettroniche, ed ha conseguentemente ampliato il proprio campo di ricerca. I principali settori di Ricerca e Sviluppo in cui attualmente Dora è impegnata sono: comunicazione e trasmissione di dati audio e video utilizzando le linee dell’alimentazione elettrica a 220V; gestione dell’alimentazione nei sistemi portatili (notebook, palmari, ecc.) e nei sistemi per networking (LAN switches, routers, IP Phone); conversione di potenza per applicazioni automotive, consumer, computing; LED driving; controllo motore per robotica e lo studio degli ElectricalOverStress nei circuiti integrati e ricerca di nuove strutture di protezione.

Mi sembra giusto ricordare, trattandosi di uno degli ultimi incontri, che si tratta di un evento realizzato da Vallée d’Aoste Structure s.r.l. con il supporto organizzativo dell’associazione Centro Scienza Onlus, promosso dall’Assessorato regionale alle Attività produttive, Direzione assistenza alle imprese, ricerca, qualità e formazione professionale, e finanziato dal programma operativo FESR Competitività regionale 2007/2013.

6 gennaio 2011

I Dialoghi dell'Innovazione: Paolo Legrenzi e gli Innovatori Alpini

Terzo post per presentare «I dialoghi dell'innovazione 2011». Ancora due e avrete il quadro completo di un evento che spero sia culturalmente stimolante.

14 aprile 2011 ore 17.30
Pépinière d’Entreprises Espace Aosta
Creativi si nasce o si diventa?

Paolo Legrenzi
Il relatore
Paolo Legrenzi è professore ordinario di Psicologia cognitiva nell’Università IUAV di Venezia. Dal 1968 al 1972, grazie ad una borsa della NATO, ha imparato, a Londra presso l’University College, la psicologia cognitiva del pensiero e della decisione sotto la supervisione dei Prof. Peter Wason e Philip Johnson-Laird. Nel 1973 è diventato ordinario di Psicologia alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste, dove è rimasto fino al 1992 dirigendo inizialmente l’istituto di Psicologia. Nel 1973 ha fondato con altri il Giornale Italiano di Psicologia, diretto per un ventennio dal Prof. Gaetano Kanizsa. Nel 2005 è uscit o per i tipi del Mulino “Creatività ed Innovazione”.

Il tema
Si può imparare a essere creativi o si può almeno migliorare la capacità di avere idee nuove ed originali? Per rispondere a questa domanda bisogna chiarirsi le idee su che cosa è la creatività e se sia possibile apprenderla. Dai primi studi negli anni Venti del secolo scorso dello psicologo gestaltista Kohler, la creatività,
nella vita quotidiana e nel lavoro di singoli scienziati, appare come qualcosa d’improvviso, uno sprazzo repentino di cui non è nota l’origine. Il leggendario ”Eureka!” (“Ho trovato!”) di Archimede testimonia questo stato di cose mentale. Studi successivi hanno mostrato che la creatività può venire educata, anche se non
è possibile insegnare la capacità di per sé ad essere creativi; piuttosto è possibile insegnare la capacità di essere creativi in uno specifico dominio di problemi. Se si passa dalla nozione della creatività individuale a quella dell’innovazione, che in genere è l’esito di un’opera collettiva, le cose cambiano.

La testimonianza locale
La Dora, società ospitata nell’Espace Aosta, svolge attività di ricerca e sviluppo nel settore della
microelettronica. La società, fondata nel 2000, è stata rilevata al 100% nel 2002 dallaSTMicroelectronics,
produttore globale indipendente di semiconduttori e leader nello sviluppo, produzione e commercializzazione
di soluzioni integrate per un’ampia gamma di applicazioni microelettroniche, ed ha conseguentemente ampliato il proprio campo di ricerca. I principali settori in cui la società svolge oggi la propria attività sono: comunicazione e trasmissione di dati audio e video utilizzando le linee dell’alimentazione elettrica a 220V; gestione dell’alimentazione nei sistemi portatili (notebook, palmari,ecc.) e nei sistemi per networking (LAN switches, routers, IP Phone); conversione di potenza per applicazioni automotive, consumer, computing; LED driving; controllo motore per robotica e lo studio degli ElectricalOverStress nei circuiti integrati e ricerca di nuove strutture di protezione.



19 maggio 2011 ore 14.30
Pépinière d’Entreprises Espace Aosta
Tavola rotonda con la partecipazione di
Riccardo Trisoldi - Compagnia Valdostana delle Acque
Gioachino Gobbi - Grivel
Costantino Charrère - Les Crêtes
Marilena Péaquin - Maison Bertolin
Alessandra Fulginiti - Valgrisa

presentazione del volume
Dieci casi di ordinaria imprenditorialità
Fra Innovatori alpini e Campioni del territorio.
edito da Egea

Carmine Garzia
Gli autori della pubblicazione in questione sono il professore Carmine Garzia e l’autore di questo blog (Fabrizio Favre) che sarà anche il moderatore di tutti gli eventi. Per un minimo di pudore - che talvolta non guasta - ti propongo soltanto il curriculum dell’amico Garzia: Carmine Garzia è ricercatore di economia aziendale presso l’Università della Valle D’Aosta, Facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, e professore a contratto di strategia e Politica Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano è inoltre membro fondatore del centro di ricerca sull’imprenditorialità - CEF - presso l’Università della Svizzera Italiana, Lugano. Le sue aree di interesse scientifi co sono la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e l’innovazione e il cambiamento strategico. Si è laureato in Economia Aziendale e ha ottenuto il Ph.D in Management presso l’Università Bocconi di Milano.

Se non conosci le aziende in questione (sul blog puoi trovare tantissime informazioni) ti propongo i mini-lanci di presentazione che saranno pubblicati sulle brochure.

Compagnia Valdostana delle Acque: importante player energetico che ormai da quindici anni si confronta con successo con il mercato nazionale. I primi a comprendere l’importanza dei consorzi di autoproduzione e ad avviare accordi con Enel per l’acquisizione delle centrali. Oggi signifi ca oltre 60 milioni di utili all’anno.

Grivel: è stata definita una multinazionale tascabile. L’azienda, nata nel 1818 a Courmayeur, produce attrezzature e equipaggiamenti per alpinismo, arrampicata e outdoor. Oltre che ai piedi del Bianco ha sedi a a Verrayes, a Vivaro in Friuli, a Chamonix in Francia. Data la grande qualità dei suoi prodotti, frutto di un’attività di ricerca intensa, esporta in 26 paesi ed è diffusa ovunque ci siano appassionati di montagna.

Les Crêtes: attiva da cinque generazioni nel settore agroalimentare oggi è l’azienda vitivinicola privata valdostana più importante per volumi e fatturato. Radici solide che, grazie anche alle nuove generazioni, non mancano di guardare al futuro con l’innovazione tecnologica, lo sviluppo dell’enoturismo e del marketing
emozionale. Un marchio che spesso è stato un importante apripista per i vini valdostani.

Maison Bertolin: un merito su tutti: essere riuscita per prima a ritagliare al lardo un posto nel pantheon della
gastronomia italiana. Dagli anni ’90 poi la società di Arnad non ha conosciuto battute d’arresto. Lo dimostrano i 30 dipendenti e i 150 quintali di produzione settimanale.

Valgrisa: una mission precisa: creare capi e accessori ispirati alla tradizione valdostana ritagliandosi uno spazio nella moda italiana. Un obiettivo raggiunto con l’invito a partecipare a Firenze alla manifestazione “Pitti uomo”.
 

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