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12 giugno 2017

#GénépyDay alla #SaintRoch



Il progetto, “Génépy Day” ideato e sostenuto dall’Associazione Italiana Sommelier Valle d’Aosta, con la partnership della Distilleria levi, Saint Roch, Ottoz, A.I.B.E.S., F.I.C., Associazione rifugi alpini Valle d’Aosta & Slow Food Aosta, è giunto alla terza edizione, questo importante momento serve nel valorizzare e far conoscere, le caratteristiche organolettiche e qualitative dell’Artemisia, la storia e le caratteristiche digestive di questo importante Elixir, tipico della nostra Regione.

In questa giornata il protagonista è il “Genepì” della Valle d'Aosta”, il quale sta ottenendo il riconoscimento dell'Indicazione Geografica. L'iter per il riconoscimento, assegnato dal Direttore generale delle Politiche internazionali e dell'Ue del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, è iniziato un paio di anni fa, con una serie di incontri tra assessorato, Istituto Tutela Grappa della Valle d'Aosta (promotore della domanda), liquoristi, coltivatori e, in loro rappresentanza, Coldiretti Valle d'Aosta e Institut Agricole Régional.

L’appuntamento per il Génépy day è per Giovedi 15 giugno , presso le Distillerie St.Roch a Quart in Loc. Torrent de Maillod n.4 dalle 14 alle 18.



17 marzo 2017

Nicola Rosset (#Saint-Roch): «Prodotti del territorio e qualità internazionale»



Questa settimana intervistiamo Nicola Rosset, AD della Saint-Roch

So che ci sono buone notizie da New York. Che cosa possiamo dire?
Siamo contenti di poter dire che abbiamo finalmente trovato un accordo con un'azienda importatrice su un prodotto di punta che è l'amara Ebo Lebo, che arriverà a New York nella catena eataly attraverso un'azienda del Gruppo Bastianich. Dopo un anno di collaborazione, soprattutto dopo aver affrontato tuttii vari esami richiesta dalle dogane americane finalmente possiamo arrivare negli Stati Uniti e in particolare a New York.

Lo stabilimento sta subendo una metamorfosi molto importante...
Lo stabilimento è la casa della nostra impresa. La nostra impresa nasce a Quart nel 1968. Ed era il primo stabilimento prefabbricato ad arrivare in Valle d'Aosta. Da questo punto di vista ci fu da parte di mio padre una buona lungimiranza. Detto questo lo stabilimento deve seguire le trasformazioni dell'azienda. Oggi come oggi la Saint-Roch si è rivolta ad altri settori e, pur mantenenendone la storicità che non voglio perdere, stiamo rifacendo tutta una serie di servizi che oggi sono necessari. Una volta lo stabilimento era costruito per dare privacy alla produzione. Oggi noi vogliamo mostrare quello che facciamo, mettendolo in evidenza per chi viene dall'esterno, mostrando come lo facciamo, con cosa e quando.

Questi anni sono stati caratterizzati da grossi investimenti...
La distilleria Saint-Roch ha cambiato pelle quando decisi di continuare la nostra avventura imprenditoriale in Valle d'Aosta dopo la cessione di Napapijry. In quel momento decisi di fare degli investimenti mirati a collegare l'azienda sempre di più con il territorio. Da quel punto di vista furono degli investimenti trasversali: sulla produzione, per cui nuova distilleria e nuovi impianti di produzione, e anche puntando alla completa ecocompatibilità. Tutta la nostra energia è prodotta da pannelli fotovoltaici e riscaldamento prodotto da pellet. Furono degli investimenti importanti che oggi iniziano a dare i loro risultati. Anche la strategia aziendale è cambiata. L'azienda non è soltanto più trasformatrice ma ha sviluppato al suo intreno un'altra azienda, che è quella gricola, che ha continuato ad investire in attività come vigneti, produzione dello zafferano, di lamponi e la coltivazione di genepy, che per noi è un importante fiore all'occhiello. Questi sono investimenti che danno risultato nei tempi lunghi. Ma inizamo oggi a vedere i primi risultati soprattutto sul fronte della qualità. E i nostri clienti se ne sono accorti. Investimenti che continuano su una strada avviata dieci anni fa.

In una recente intervista avete parlato di prodotti del territorio diq ualità internazionale. Cosa significa?
Abbiamo capito di avere dei prodotti di qualità e talvolta peccavamo di provincialismo, semplicemente contenti di stare a casa nostra. Oggi noi riteniamo che questi prodotti siano di una qualità eccezionale e per capire se sono veramente devono confrontarsi con i mercati internazionali. Non avremo mai grossi numeri, ma abbiamo dei prodotti che sono riusciti ad emergere...

E così si spiega il premio del Gin Levi in terra inglese...
E' stata una sorpresa. Da due anni studiavamo il Gin che non doveva essere soltanto buono, ma anche caratteristico, cioè di ginepro valdostano, raccolto anche in proprietà nostre, e doveva essere una monobotanica per dare uno spaccato fortemente connotato al ginepro di montagna. Lo abbiamo mandato a Londra, non aspettandoci questo premio, che invece è arrivato dandoci grande soddisfazione.

La tradizione dei liquori in famiglia è antica, la produzione di vino è più recente. C'è stata una contaminazione tra questi due mondi produttivi simili ma differenti...
Naturalmente sì. Prima di tutto la tradizione dei liquori è quella della grappa per cui noi abbiamo sempre avuto come filiera il ragionamento sulla vinaccia che è il residuo della vinificazione per cui c'è sempre stato un rapporto intenso fra i produttori, gli agricoltori e la distilleria. Direi però che in famiglia Rosset la produzione del vino in qunato alimento c'è sempre stata. Non parlerei soltanto di una contaminazione fra i due mondi, ma di una scelta imprenditoriale nostra di voler se non fonderli renderli sinergici. Da questo punto di vista delle capacità nella produzione e nella trasformazione sono state trasferite nell'ambito dell'agricoltura e delle capacità molto importanti legate alla comprensione del prodotto le abbiamo imparate dagli agricoltori.

Chi visita il vostro showroom si accorge delle tante partnership…. Vi sentite come un volano economico per il territorio?
Più ch evolano ci sentiamo integrati in un territorio. La partnership è stata anche il risultato di una scelta imprenditoriale molto specifica. Non mi piace un'azienda che faccia tutto per cui abbiamo scelto degli interpreti di primo piano quali produttori e abbiamo voluto lavorare con loro portando la nostra capacità, la nostra conoscenza e i nostri prodotti facendoli lavorare a chi è già capace e non nascondendo al cliente che questi prodotti sono fatti da esperti del settore. Cito Trione nell'ambito del panetto al Genepy, Les Bières du Grand-Saint-Bernard per quanto riguarda la birra Artemisia. Da questo punto di vista credo che queste sinergie facciano bene a tutti perchè trovano sbocchi commerciali differenti e possono essere utili ad entrambi.

 Progetti per il 2017?
La prima è la nuova cantina per l'invecchiamento dei distillati che sarà presto aperta al pubblico, al massimo entro un paio di mesi, e questo permetterà di vedere direttamente ai nostri clienti come noi invecchiamo realmente i nostri prodotti. L'altro passaggio è che stiamo partendo con la costruzione di una nuova cantina di vinificazione sempre all'interno dello stabilimento. Era necessario perchè siamo cresciuti dimensionalmente. Spero di avere completato questi investimenti per noi molto importanti nel corso del 2017, senza dimenticare che abbiamo acquisito e messo a dimora tre ettari di vigneto tra Chambave e Villeneuve già produttivi nel corso del 2017.

Si amplierà anche lo spettro delle produzioni?
Sì, ma anche i numeri di alcune produzioni aumenteranno, in quanto questi sbocchi all'estero ci fanno capire che un certo numero di bottiglie sono necessarie per affrontare il mercato...

Il vino valdostano è ricercato...
Non solo il vino. Anche il concetto Valle d'Aosta sta cominciando ad essere apprezzato all'estero, naturalmente deve rispondere con dei prodotti all'altezza delel aspettative...

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Il mio sogno è di conferire un'azienda che possa stare sul mercato da sola. Avrei chiaramente piacere che la proprietà rimanesse in capo alla mia famiglia, ma anche in presenza di altri soggetti vorrei che comunque avesse gambe, struttura e autonomia.

27 giugno 2016

Emilia Berthod (#DaEmy): «La mia passione per il #Genepy»

Emilia Berhod 
 Questa settimana abbiamo intervistato Emilia Berthod dell'azienda agricola Da Emy, attiva a Valsavarenche. Questa intervista è stata anche pubblicata sul Corriere della Valle.

Di cosa si occupa la tua azienda?
La mia è una piccolissima azienda agricola di montagna che si occupa di coltivare il Genepy e commercializzarlo sotto forma di erba. Vendo le piantine in sacchettini il cui contenuto è sufficiente per farsi due litri di liquore. Principalmente vendo a privati e quindi il prodotto è destinato al consumatore finale.

Perché questa scelta... Coltivare genepy...
Il tutto è nato nel 2001. Ero casa per la nascita della mia seconda figlia ed ho visto su una rivista della Regione che cercavano delle persone disposte a curare una coltivazione sperimentale di Genepy. Ho telefonato e sono stata scelta. Da lì è iniziata questa mia avventura, questa mia passione che dura ormai da tantissimi anni. Il primo anno 200 piantine e poi l'anno dopo 10mila.

Che dimensioni ha la tua azienda?
Il livello di produzione scende e sale a seconda del periodo. Lavoro 1500-2000 metri quadrati in quanto queste produzioni vanno seguite come degli orti e, quindi, è già molto impegnativo lavorare su simili superfici. Io poi sono un part time. Metà tempo lavoro in Comune e metà coltivo. Mediamente la produzione va da tre a 10 chili di secco.

Cosa significa occuparsi di una azienda agricola oggi?
Vuol dire avere la passione per la terra. Il mio è comunque una microazienda e in più ho un solo prodotto per il momento. La mia è voglia di comunicare un po' di montagna, anche di cultura. Quanti nelle visite guidate che offro alle mie coltivazioni sono arrivati dicendo “ma è ginepro” e io “no è Genepy” e allora faccio vedere la differenza

Come commercializzi i tuoi prodotti?
Ho vari canali. La vendita diretta presso di me. Ma ho anche dei punti vendita da Courmayeur ad Oropa passando per Cogne e Aosta. E poi faccio parte della rete di Tascapan, il portale di produttori di eccellenza della Valle d'Aosta. E poi ho il marchio di qualità del Parco, un canale in più che mi aiuta.

Un elemento molto importante è il fare rete…
Devo dire che ho un carattere molto chiacchierone e questo mi aiuta molto a fare rete ad ampio raggio. Sia tra i vicini di casa, ad esempio sono riuscita a far organizzare delle passeggiate nel fondo valle, e siamo alla terza edizione, in cui partecipanti visitano due-tre aziende agricole e artigianali. E questo è fare rete sia tra di noi perché dobbiamo concordare le varie visite sia con i partecipanti che ci vedono lavorare insieme. Per me poi Tascapan è una rete perché pur essendo un portale con un'attività commerciale il titolare, Mathieu Chaprétavy, riesce a farla diventare una rete coinvolgendoci e facendo interagire a 360 gradi perché ci riunisce e così ci conosciamo e parliamo tra di noi. Anche il fatto dell'avere il marchio del Parco dove ci sono vari tipi di realtà, anche ricettive, fa sì che ci si conosca e si creino delle opportunità, ad esempio degustazioni di tisane al genepy negli alberghi.

Hai mai pensato di trasformarti anche in produttrice di genepy come liquore?
Lemie giornate sono già piuttosto piene. Per ora è un sogno nel cassetto. Io sono sempre ottimista.

Qualche novità in vista per il 2016?
Gli anni scorsi ho già messo a coltura alcune altre varietà di piante alpine un po' diverse dal solito, ad esempio l'agrou, l'arnica, il sedano di montagna con cui mi diverto davvero tanto. Quest'anno sto cercando di mettere a punto tutta la parte burocratica-amministrativa, sanitaria e non sanitaria, e spero proprio di poterle mettere in commercio. Ormai sono conosciuta come quella delle tisane e allora ho deciso di aggiungere qualche prodotto proprio a livello di tisana.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Sicuramente produrre il liquore rimane il sogno principale. Ma le mie giornate restano sempre di 24 ore. 

25 maggio 2016

Venerdì 27 maggio Virgilio Viérin (#LavanderiaIndustrialePollein) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 27 maggio, ImpresaVda. avrà come ospite Virgilio Viérin della Lavanderia Industriale di Pollein.

L'ospite della scorsa settimana è stata Emilia Berthod dell'azienda agricola «Da Emy» di Valsavarenche con cui abbiamo parlato della produzione del Genepy.  Qui (se te la sei persa o la vuoi riascoltare) puoi trovare la sua intervista.

Il prossimo appuntamento, patrocinato dalla BCC Valdostana, sarà, dunque, Venerdì 27 maggio, sempre alle 9,30. Avrò come ospite Virgilio Viérin.

Questa settimana sul Corriere della Valle trovi l'intervista a Jean Baptiste Cerlogne, la prossima toccherà all'avvocato Gianfranco Sapia e poi ad Emilia Berthod.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

18 maggio 2016

Venerdì 20 maggio Emilia Berthod (#DaEmy) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu: si parla di #Genepy

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 20 maggio, ImpresaVda. avrà come ospite Emilia Berthod dell'azienda agricola «Da Emy» di Valsavarenche e parleremo della produzione del Genepy.

L'ospite della scorsa settimana è stato Gianfranco Sapia, avvocato del foro di Aosta, con il quale ci siamo occupati dell'applicazione della privacy nelle imprese.  Qui (se te la sei persa o la vuoi riascoltare) puoi trovare la sua intervista.

Il prossimo appuntamento, patrocinato dalla BCC Valdostana, sarà, dunque, Venerdì 20 maggio, sempre alle 9,30. Avrò come ospite Emilia Berthod.

Questa settimana sul Corriere della Valle trovi l'intervista a Filippo Gérard, nuovo Presidente degli albergatori valdostani, la prossima toccherà a Jean Cerlogne della Pavimenti Cerlogne e poi all'avvocato Gianfranco Sapia.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

7 maggio 2016

#Saint-Roch propone il #Génépy Blanc Artemisia

Nella Foto da Sinistra: Victor Vicquery, Renzo Bussi,Alberto Levi, Giancarlo Bianchedi, Nicola Rosset, Yves Granges, Matteo Moretto, Angelo Sarica
Il Génépy Blanc Artemisia prodotto d'eccellenza delle Distillerie Saint Roch, in Anteprima è stato presentato ufficialmente Giovedì 28 aprile presso le distillerie di Quart, Testimonial l'AIS, Associazione Italiana Sommelier Valle d'Aosta, l'AIBES, Associazione Italiana Barman e Sosteninori e  Slow Food. 

Artemisia Genepy Blanc è l'originale e unico Genepy ottenuto per Autodistillazione a freddo, processo lento ma di qualità' assoluta, le piante vengono lasciate in sospensione in una vasca in acciaio creata appositamente, senza mai toccare l'alcool, i vapori creati naturalmente conferiscono al liquido tutte le parti organolettiche delle piante senza trasmetterne il colore, da qui nasce un genepy  fine, delicato, puro che rispecchia la trasparenza e la purezza delle nostre vette. 

23 dicembre 2015

Massimiliano Bernardini: il nostro impegno per #Vertosan, dal #Genepy al #Gin

Massimiliano Bernardini
Intervistiamo questa settimana Massimiliano Bernardini dell'azienda Vertosan di Châtillon, attiva nel settore dei liquori.

Con il vostro nome puntate ad una forte caratterizzazione legata al territorio…
Assolutamente sì. Questa azienda ha una connotazione territoriale fin dagli anni '70, quando è nata. Prende il nome dal vallone omonimo e questo fa sì che noi si produca al momento sul mercato regionale prodotti del territorio, in primis il genepì.

Come è nata l'azienda?
Noi siamo la terza proprietà e gestione di questa azienda nata appunto nei primi anni '70 da un'idea di Maschi, il fondatore oggi non più fra noi, per varie vicissitudini passa ad una seconda proprietà che ha poi venduto a noi il marchio nel 2007. Noi abbiamo ricominciato a produrre alla fine del 2009. Siamo a Châtillon e l'azienda ha una gestione famigliare.

Venite da esperienze precedenti nel settore?
Io, mio papà e mio fratello. Mio papà dai primi anni 80 e io dopo pochi anni abbiamo sempre operato nella distribuzione e vendita di liquori nazionali ed internazionali anche con alcune presenze in aziende regionali. Di conseguenza abbiamo sempre frequentato il settore dell'hotellerie, della ristorazione, della caffetteria.

A fianco del Genepy proponete anche un gin, che sicuramente non è un prodotto con una tradizione locale, come mai questa scelta?
Il Gin è stato presentato da poco più di un mese. La scelta nasce dall'idea di prendere un prodotto di fama mondiale, con più di 150 anni di storia alle spalle, e dargli una connotazione territoriale. Il Gin è un distillato di ginepro. Noi abbiamo voluto mettere all'interno di questo prodotto il fiore di genepy distillato insieme ad altri botanici.

Avete anche una linea per l'industria alberghiera. Perché avete deciso di operare in questo settore?
Il settore dell'hotellerie è imprescindibile per chi come noi fa prodotti del territorio e vuole farli conoscere. Per questo noi poniamo molta attenzione nella cura del prodotto e del servizio presso queste categorie senza naturalmente dimenticarci la vendita al dettaglio.

Non ci sono differenze di tipologie tra un settore e l'altro?
No. E' la stessa. Non abbiamo richieste differenti.

Al di là del Gin comunque va evidenziato che l'80% della vostra produzione è legata al Genepy.
Assolutamente noi quando abbiamo dato vita alla nuova Vertosan ci siamo posti come focus principale di lavorare il genepy valdostano. Produciamo diverse tipologie: un prodotto che facciamo affinare per sei mesi in botti di rovere, il più delicato della nostra gamma; un altro, che si chiama «Zerbion» lavorato con materia prima non essicata e, infine, il classico riservato agli amici che invece viene essicato e messo in bottiglia, del quale facciamo una variante con il miele e, anche in questo caso, sia il genepy che il miele sono al 100% di provenienza valdostana.

Commercializzate i vostri prodotti soltanto sul mercato valdostano?
Al momento siamo concentrati sulla Valle d'Aosta. Stiamo cominciando a guardarci anche intorno. Qualcosa stiamo iniziando a fare. Va tenuto conto che la nostra produzione è molto limitata. Per ora si tratta di piccolissime realtà estremamente specializzate.

Il settore dei liquori è caratterizzato da una forte concorrenza quali sono gli atout utili per proporsi efficacemente sul mercato?
Il primo è la cura del prodotto a partire dalla materia prima, dalla coltivazione del genepy. Noi conoscendo chi ci fornisce le materie prime abbiamo questo tipo di garanzia che cerchiamo di portare avanti mantenendola in bottiglia e questo è secondo me il primo atout. Il secondo è il servizio alla clientela che noi curiamo personalmente. Siamo molto presenti quando c'è un'esigenza del cliente e riusciamo anche a dare risposte oggi per domani.

Si parla da molto tempo di una dop per il Genepy. Quanto può essere importante per un produttore questo percorso per chi opera nel settore?
E' molto importante. Stiamo lavorando in collaborazione con altri produttori per raggiungerlo quanto prima. Speriamo già nel corso del 2016 in quanto ci darebbe grande visibilità ben all'esterno dei confini regionali.

Una novità in vista per il 2016 da annunciare?
La grande novità è stata sicuramente il Gin di conseguenza stiamo lavorando ancora su questa freschissima novità. Sicuramente nel 2016 in merito al genepy proporremo qualcosa di nuovo.

Come nasce un prodotto nuovo?
E' una sperimentazione continua.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Vorrei poter vedere - spero in un futuro non troppo lontano - il genepy assurgere all'onore delle cronache alla stessa stregua di altri prodotti del territorio come il limoncello o il mirto. Vorrei che diventasse un prodotto riconosciuto come fine pasto al di fuori del territorio valdostano. Questo mi porta a dire che non mi dispiacerebbe che questo portasse a nuovi posti di lavoro nella mia ma anche nelle altre realtà valdostane del comparto. 

8 ottobre 2015

Paolo #Savio: per i 60 anni della #Savio arriva il #Genepy fior d'acqua alpina


Marco Savio
Intervista a Marco Savio della Savio di Châtillon, azienda attiva nel settore dei liquori. L'intervista è già stata pubblicata sul Corriere della Valle d'Aosta.

La vostra è una storia aziendale che sfiora ormai i 60 anni...
Papa ha fondato l'azienda nel 1958, tra l'altro 1° maggio festa del Lavoro, iniziando ad occuparsi di caffe ed estendendo poi l'attività ai liquori tipici. Poi i grandi passi della nostra azienda sono stati negli anni '70 l'internazionalizzazione, iniziando ad esportare, a fare trading e ad importare dall'estero bevande alcoliche francesi, scozzesi, nel 1989 io ho terminato gli studi e ho subito raggiunto l'azienda e nel 2000 ci siamo allargati al mondo dei rum centramericani, iniziando a produrre i nostri marchi e dal 2008 abbiamo sviluppato e approfondito il primo amore, cioè i liquori valdostani, scoprendo la ricetta del genepy fior d'acqua alpina, partendo solamente dai fiori freschi del genepy, anziché dalla piantina intera.

Di cosa vi occupate anche?
Il nostro gruppo dal 2009 si occupa anche di hotellerie. Abbiamo due hotel-motel in provincia di Torino, essenzialmente legati alla clientela business.

Da dove nasce la scelta di occuparvi anche di prodotti che non appartengono al territorio. Penso al Rum...
La nostra azienda fin dagli anni '70 ha rappresentato dei prodotti esteri. Negli anni '90 siamo stati fra i primi distributori di un rum del centramerica, poi abbiamo avuto dei problemi con questa azienda e abbiamo notato che sarebbe stato comunque difficile collaborare con queste aziende latino-americane che hanno una mentalità un po' troppo diversa rispetto al marketing europeo. A questo punto abbiamo fatto il passo di investire nella produzione di una etichetta, di una bottiglia specifica per creare un nostro brand e da lì iniziare a venderlo prima in Italia, dove era iniziato un vero e proprio boom dei rum, e poi piano piano, in quanto non siamo un'azienda enorme, e le forze umane e finanziarie sono limitate, abbiamo iniziato a vendere prima nei paesi più vicini e poi in tutto il mondo.

La voce export è molto significativa nei vostri bilanci... 
Si. E' una voce che può variare negli anni. Vendiamo in Germania, Olanda, Francia, recentemente anche in Cina e Giappone e da quest'anno negli Usa. Dipende molto dall'andamento di alcuni paesi. Pensiamo in questi ultimi anni alla Russia che è veramente altalenante. Può in alcuni anni arrivare al 50 percento. Ed è sicuramente - per delle aziende attive in una realtà piccola come quella valdostana - l'unico sbocco per crescere in modo importante.

Ma come fa un'azienda valdostana come la vostra a rimanere dinamica su un mercato così globale?
Lavorando molto e pensando altrettanto molto. Bisogna sempre stare attenti a quel che succede in giro. Viaggiare molto per confrontarsi sempre con chi è più bravo di noi, cercando di rubare qualche segreto agli amici, ai concorrenti e ai colleghi. Rimanere qui vuol dire rischiare di chiudersi un po'. Il tutto  con difficoltà di logistica, un sistema paese e regione che non è perfettamente tarato per facilitare chi vuol fare impresa, soprattutto quando si tratta di un'impresa completamente slegata da forniture pubbliche. Comunque fino a quando potrò considerare il mio lavoro come il mio hobby p divertente non ci sono problemi a proseguire.

Professionalmente recentemente avete rafforzato il vostro managemet… 

La crescita del rum in tanti Paesi del mondo ci ha portato ad allargare il reparto marketing. Alcuni mesi fa è rientrata nel nostro staff Annalisa Consol,  che si occupa del marketing del rum e della ricerca di clienti in paesi nuovi. Consol era stata mia assistente appena uscita dalla università, poi aveva fatto un'esperienza internazionale, nazionale ora è rientrata.

Si è occupata di turismo?
Una parte. E visto che il gruppo ha anche due Hotel questo poteva tornarci utile.

Prossimi passi aziendali?
Per quanto riguarda la parte turistica, non escudo a medio termine un terzo albergo. Italia o addirittura America Centrale.  Per la parte liquoristica-alimentare sempre focus sul rum , ma senza chiudere gli occhi, mantenendo un'antenna che ci permetta di captare se esce qualcosa di nuovo, qualche nicchia, qualche opportunità do sviluppo in qualche paese. Non si sa mai.

Come mai avete abbandonato il settore del caffé?
Il mercato del caffé si divide in due parti: casa e bar. Il mercato bar è diventato più un mercato finanziario che di compravendita di caffé. Pubblicità, vetrine, tazzine, finanziamenti al bar per riuscire ad aprire e, quindi, un mercato un po' diverso dalla compravendita di un prodotto alimentare. La grande concentrazione poi di produttori caffé famiglia da un lato e di supermercati dall'altro fanno sì che le torrefazioni tradizionali abbiano sempre meno spazio. E la Valle d'Aosta fa sempre 110mila abitanti in 74 comuni.

Qualche novità in merito al vostro genepy?
Nel 2008 abbiamo inventato il Genepy fatto con i fiori freschi ora stiamo studiando una novità di prodotto e di processo per la quale potremmo essere pronti per Natale al più tardi per l'inizio del 2016.

Un vostro punto di vista come operatori del settore su Expo?
Sono due i punti di vista. All'expo i prodotti liquori, data la collocazione estiva dell'evento e i problemi di trasporto della bevanda alcolica in aereo - la bottiglia di vetro in bagaglio a mano non si può e in valigia può rompersi - hanno avuto un appeal inferiore rispetto ad altri prodotti food. Ciò non toglie che come imprenditore io sia assolutamente entusiasta che in Italia di tanto in tanto si facciano dei grandi eventi mondiali in cui da un lato si fa ricordare l'Italia o zone dell'Italia – ad esempio io quando sono in qualche angolo strano del mondo per spiegare dove siamo dico che siamo vicini a Torino dove c'è stata l'Olimpiade invernale del 2006 e la gente se lo ricorda – e dall'altro dà anche dell'entusiasiasmo. L'ottimismo a tutti i costi non aiuta, ma neppure il pessimismo.

Un sogno imprenditoriale da realizzare? 
Più che di sogni io parlerei di progetti difficili di lungo periodo. Me ne vengono in mente due. Il primo, legato al rum, è trasformare la Savio in un'azienda globale che distribuisce un prodotto a livello internazionale e intercontinentale. E poi – davvero a lunghissimo tempo cominciare a pensare che l'azienda deve continuare possibilmente sempre e iniziare a pensare un'organizzazione che possa proseguire anche quando volessi a livello personale rallentare il ritmo attuale. Un tema ovviamente attuale di tutte le aziende famigliari.

In quanto tempo un processo del genere si può innescare?
Difficile da dire. Nel mondo alimentare si tratta sempre di processi molto lunghi. Non ci sono le mode improvvise che magari caratterizzano altri comparti come quello tecnologico.

19 agosto 2015

#SaintRoch e #Savio premiate per #Genepy e #Rum a #Londra e #Chicago



Nel mese di agosto, mentre questo blog sonnecchiava, le aziende valdostane del settore liquori si sono fatte valere all'estero. La Saint-Roch a Londra e la Savio a Chicago. Complimenti ad entrambe. Ecco come è andata.

Saint-Roch
Istituita nel 1969, The ‪‎International  ‎Wine and ‪Spirit ‪‎Competition (IWSC) di ‎Londra, é stata la prima competizione nel suo genere, costruita con lo scopo di premiare e promuovere i ‪‎vini, i ‪‎distillati e i ‪liquori più ‪‎buoni al ‪mondo. Giunta ormai alla 46esima edizione, l'IWSC continua a perseguire il suo scopo con enorme successo ricevendo domande di partecipazione da oltre 90 paesi del mondo che la ricompensano sottoponendole i loro prodotti più pregiati.Le ‪‎distillerie ‪ ‎St. ‪‎Roch si sono aggiudicate, in questa vetrina ‪‎internazionale, la ‪‎medaglia ‪ d'argento con il loro ‪Génépy A ‪Artemisia. I vini ed i distillati vengono sottoposti ad un preciso quanto complicato processo di giudizio. Vengono fatte due degustazioni per prodotto su due bottiglie differenti a distanza di alcuni mesi. I giudici, scelti a rotazione tra i 300 professionisti del settore, assaggiano i prodotti senza vederne le bottiglie e senza sapere la descrizione precisa del contenuto: ricevono il prodotto direttamente nel bicchiere. Tra una ‪degustazione e l'altra viene fatta l'analisi chimica dei prodotti per assicurarsi che siano stati fatti correttamente e seguendo le norme del ‪‎concorso. Un processo di giudizio così minuzioso non può che sottolineare la bontà di ‪‎prodotti ‪ ‎unici nel loro genere, come appunto, il Génépy A Artemisia St Roch.


Un altro importante traguardo verso l'internazionalizzazione.


Savio
La Savio srl, di Chatillon,fondata nel 1958 da Paolino Savio, si occupa da sempre della commercializzazione di liquori, zucchero e caffè. Grazie ad un’organizzazione consolidata e ad un magazzino di 7.000 metri quadri, l’azienda è stata in grado di fronteggiare i continui cambiamenti del mercato (sia on-trade che off-trade)  e soddisfare le esigenze dei suoi innumerevoli clienti. Durante gli anni, alla Savio srl è stata inoltre affidata la distribuzione in esclusiva di alcuni marchi sia per il mercato italiano che internazionale, riuscendoli a portare a posizioni di prestigio. Circa 25 anni fa, Paolino è stato affiancato dal figlio Marco, che è ora Amministratore Delegato dell’azienda stessa. Grazie alla sua creatività, ha contribuito allo sviluppo di nuovi prodotti e marchi, dal Génépy alle Vodke e ai Rum. Tra i Rum, riscuotono particolare successo i marchi Savio denominati Malteco e Malecon. Entrambi prodotti a Panama in maniera ancora artigianale ed imbottigliati a Chatillon. Il primo dal gusto più rotondo per coloro che desiderano avvicinarsi al rum. Il secondo più secco  e strutturato per intenditori, raggiunge invecchiamenti anche di oltre 30 anni. E proprio i rum premium di casa Savio sono appena stati premiati ottenendo l’International Review of Spirits Award 2015 a Chicago dalla Tastings International Review of Spirits, la più autorevole ed influente competizione annuale negli Stati Uniti. Il Malecon Seleccion Esplendida 1985 ha ottenuto la Medaglia d’Oro nella categoria Rum Scuri con il punteggio 95/100 (Eccezionale), risultando anche il miglior rum della categoria; il Malecon 10 Anni la Medaglia d’Oro nella categoria Rum Invecchiati con il punteggio di 93/100 (Eccezionale) ed anche Best Buy per il miglior rapporto qualità/prezzo; Malteco 10 Anni la Medaglia d’Argento nella categoria Rum Invecchiati con il punteggio di 89/100 (Altamente Raccomandato).

25 luglio 2014

#Génépy della Valle d''#Aosta: raggiunto un accordo tra trasformatori e #Coldiretti

Coldiretti e Trasformatori si danno appuntamento oggi, nel primo pomeriggio, per sottoscrivere un accordo di filiera per la fornitura di Génépy. Un gruppo di aziende agricole Valdostane si è impegnato, con la regia Coldiretti – sia pure con un accordo sperimentale – a fornire la preziosa erba officinale ai trasformatori con un accordo quinquennale e in quantitativi stabiliti.

«Produttori e trasformatori in pieno accordo, quindi, - si legge nella nota - per valorizzare il liquore “principe” della nostra Regione, partendo proprio dalla materia prima, un ulteriore passo per la valorizzazione del territorio complessivo attraverso le sinergie e la “rete” che è l’opportunità per portare benefici in un momento di crisi economica molto spiccata. Nell’accordo si legge, infatti, che le parti riconoscono la necessità di consolidare una “filiera agricola tutta Valdostana” per fornire al consumatore un prodotto che, conosciuto in tutto il mondo, trasmetta con la qualità anche il valore culturale e di tradizione».

I produttori saranno accreditati dal circuito “Campagna Amica” di Coldiretti ( lo stesso circuito che organizza i mercati degli agricoltori) e si impegneranno con un piano colturale annuo a fornire le indicazioni produttive allo scopo di permettere ai trasformatori l’organizzazione del ritiro delle piantine.

Dal canto loro i trasformatori hanno aderito all'iniziativa con entusiasmo riconoscendo in maniera tangibile la qualità e le specificità del prodotto con le difficoltà gestionali legate alla coltivazione di un territorio non certo facile.

Non va dimenticato che il Génépy è un prodotto che fa parte dell’elenco Ministeriale dei prodotti agroalimentari Tradizionali (P.A.T.)
 

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