31 gennaio 2019

4 febbraio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #Avvocati

Lunedì 4 febbraio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu quinta puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Adriano Consol, Presidente dell'Ordine degli Avvocati della Valle d'Aosta.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Pietro Giglio, Presidente dell'Unione Guide di Alta Montagna.  

L'intervista sarà disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 7 febbraio.

Pierre Noussan (#ConfidiValledAosta): «Siamo un partner finanziario dell'imprenditore»

Pierre Noussan
Questa settimana proponiamo l'intervista a Pierre Noussan, Presidente del Confidi Valle d’Aosta.

Cosa possiamo dire sul 2018 del vostro Confidi? Diamo un po’ di numeri?
Il nostro Consorzio che ha una lunga storia ha ormai raggiunto i 1000 soci. Parlando di numeri parliamo anche di garanzie. Il nostro Consorzio ha come missione aggiungere la nostra garanzie all'importo che il nostro socio assume in qualità di debito all'interno della banca e nel nostro caso si tratta di 70 milioni di garanzie date, cioè un volume che supera i 150 milioni in quanto noi garantiamo il 50%. Per quanto riguarda il patrimonio che rappresenta la principale leva finanziaria su cui noi diamo alle banche la certezza di avere in caso di insolvenza la quota che noi garantiamo si tratta di 20 milioni, cioè una leva assolutamente importante. Con due parametri che rappresentano la qualità del garante e della nostra Confidi. Il primo è il CET 1, acronimo di Common Equity Tier 1, indice che dice quanto vale il nostro consorzio. Noi siamo al 33% quando la legge prevede un minimo dell'8%. Noi siamo, dunque, certamente, fra i migliori consorzi di Italia.

Ormai la fusione albergatori e industriali è completa...
C'è stato un percorso. Prima le realtà erano più variegate poi man mano c'è stato un processo di aggregazione che sta caratterizzando tutto il mondo finanziario. E così cinque anni fa c'è stata questa fusione tra albergatori e industriali che, a nostro avviso, si è rivelata particolarmente fortunata - e non sempre è così – perché ha permesso di unire persone che avevano la stessa cultura, la stessa mentalità per affrontare il lavoro da svolgere. Un caso insomma di win-win. Tutti ne hanno tratto vantaggio: i nostri soci, la compagine degli albergatori e degli industriali. All'interno del nostro CDA c'è l'espressione di queste due anime, ma va detto che sempre di più la Confidi si allarga sia come numeri che come settori merceologici a categorie con una storia diversa.

Il buon momento del turismo ha avuto anche delle ricadute sulla vostra attività?
Certamente. Il turismo rappresenta oggi il comparto che nei prossimi anni avrà un trend di crescita costante. Il lavoro da fare sempre di più è quello di dare a tutte le strutture che vogliono ampliare i propri servizi ricettivi la capacità finanziaria per fare quegli investimenti e proseguire in quell'adeguamento, miglioramento per un turista sempre più esigente alla ricerca di effetti speciali nella sua vacanza. E la Valle d'Aosta ne ha tanti. Noi dobbiamo accompagnare una crescita naturale verso un mercato che potrà darci soltanto soddisfazioni.

Avete avviato una intensa campagna di comunicazione: come mai?
La comunicazione ormai ha una rilevanza sempre maggiore. E' chiaro poi che ci devono essere contenuti. Ecco perché anche noi abbiamo sentito l'esigenza di dotarci di un nuovo logo che offrisse una immagine più moderna, un look più caldo, più famigliare, e trasmettere l'idea, come noi siamo sempre stati con i nostri soci, che siamo dei partner, non voglio dire una famiglia, ma sicuramente un gruppo di persone che condividono obiettivi. Di qui la scelta di alcuni volti per promuoverci che oltre nelle pubblicità compaiono anche in un calendario dove i 12 mesi dell'anno vedono protagonisti 12 imprenditori e la loro attività. Come dire loro, imprenditori, sono il vero motore di questa regione e rappresentano il nostro futuro.

In Valle d’Aosta due Confidi, nonostante tutto la situazione sembrerebbe essersi stabilizzata...
La domanda è legittima ed è giusto che ci sia una risposta altrettanto chiara. Premesso che abbiamo sempre sviluppato mercati diversi. Noi ci siamo sempre occupati di realtà corporate rispetto ad un retail che era la richiesta dei 3000-4000 euro, cioè importi un po' più bassi. L'obiettivo rimane sempre quello della fusione. E' una richiesta che arriva dal sistema di Banca d'Italia che vuole strutture alte, certamente oggi le nostre due realtà sono efficienti, capaci di creare valore quindi se non avessimo potrebbero avere un'identità autonoma. Per arrivare alla fusione devono essere rispettati degli indici, delle patrimonialità che i due confidi non hanno in pari misura. Noi riteniamo che all'interno di una funzione debba esserci una importanza maggiore nella governance per chi porta più capitale, più patrimonio

Ipotizziamo che in ascolto ci sia un imprenditore che non ha mai fatto ricorso ad un Confidi. Che cosa può ottenere da voi?
Diventare socio vuol dire appartenere ad una organizzazione forte, capace. Ed è un vero partner finanziario dell'imprenditore. L'imprenditore ha un progetto, ha bisogno di liquidità, ha una esigenza finanziaria, rivolgendosi a noi può avere immediatamente da parte degli istituti di credito con cui opera o segnalati da noi condizioni più favorevoli, un'assistenza per modulare al meglio il prodotto di cui ha bisogno dopodiché, appartenendo alla Confidi, abbiamo il diritto di riconoscere al nostro associato un contributo che la Regione mette a disposizione in termini di investimenti. Riassumendo c'è un vantaggio in termini di pricing, di assistenza e un aiuto. C'è anche da parte nostra il servizio del Medio credito centrale, linee di finanziamento nazionali, e anche nei momenti di difficoltà e di crisi, purtroppo abbastanza frequenti, siamo in grado di assistere il nostro associato se deve affrontare una crisi di liquidità e fare in modo che non vada in affanno e verso una terra di non ritorno.

Come è il rapporto con le banche?
Sono la terza gamba del tavolo. Fondamentali sia perché sono loro stesse a chiedere all'imprenditore di poter aggiungere la nostra garanzia in modo da poter essere più competitivi e aumentare la quantità di denaro da mettere a disposizione. Certamente oggi nel mondo del credito stiamo assistendo ad un mondo che sta cambiando in maniera velocissima. La Confidi invece è una certezza. Noi offriamo anche informazioni che le banche non hanno più sia perché dispongono di personale ridotto e spesso utilizzano mezzi informatici rispetto alle conoscenze che noi possediamo della località e dei singoli imprenditori.

Previsioni per il 2019?
L'obiettivo di tutti oggi è crescere, ovviamente in termini qualitativi. Per noi si tratta di crescere sul fronte delle garanzie potendo scegliere quelle che potranno essere onorate alle scadenze. Ci stiamo allargando anche sul vicino canavese in quanto c'è una domanda, ci sono situazioni molto interessanti per sostenere un'economia che ormai non finisce più in Valle. Tutti coloro che fanno impresa guardano anche all'esterno. Chi fa bene raccoglierà dei frutti. Certamente oggi la sezione è molto forte.

L'economia valdostana potrà crescere?
Lo spazio c'è. Io continuo a pensare che la Valle d'Aosta possa diventare una eccellenza a tutto tondo

Un sogno come Presidente di Confidi da realizzare?
Il sogno è quello di costruire un piano strategico all'interno non soltanto del nostro gruppo ma coinvolgendo Confindustria, Adava e tutte quelle organizzazioni imprenditoriali disposte ad investirvi tempo e denaro. Un piano in tre step: a due anni, a cinque e a 10. E individuare priorità, risorse e ruoli. Oggi gli imprenditori hanno il compito e il dovere di mettere in pista capacità, competenze e anche risorse finanziarie per costruire questo piano. Detto questo – ed è un augurio che riguarda tutta la comunità valdostana - occorre però anche che ci sia più stabilità politica, più competenze, più capacità di ascolto. E nell'ascoltare ci sono le soluzioni perché oggi grazie alla rete si possono trovare. Si tratta soltanto di fare un passo indietro in quelli che sono i privilegi partigiani e guardare al bene della Valle.



#ProImpresa 3 : Bando di ricerca per le PMI Prism-e (#CROSA03)


La Valle d'Aosta mette a disposizione 500mila euro e aderisce al bando piemontese Prism-e che incentiva la realizzazione da parte di micro, piccole e medie imprese di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale negli ambiti individuati dalla Strategia regionale di specializzazione intelligente. Prosegue dunque la collaborazione con il Piemonte che ha lo scopo di consentire alle imprese valdostane di inserirsi in un sistema più ampio di ricerca e costruire delle relazioni per il loro sviluppo.

Le grandi imprese possono partecipare solo se collaborano con le PMI. Tutte le imprese devono essere iscritte al registro delle imprese da almeno due anni e avere due bilanci chiusi ed approvati, oltre alla sede o l’unità locale, dove verranno prevalentemente svolte le attività di R&S, sita e operativa in Piemonte, o in Valle d’Aosta per le sole imprese valdostane, e provvista di carattere
attivo e produttivo. L'impresa valdostana può presentare un solo progetto in forma singola o  collaborare con un'impresa piemontese,  che sarà capofila, senza obbligo di assunzione di un giovane in apprendistato di alta formazione e ricerca.

Gli Organismi di Ricerca possono partecipare ai progetti solo in qualità di fornitori di servizi di ricerca contrattuale, nei limiti del 10% massimo dei costi ammissibili di progetto e solo per spese di
personale. Le domande si possono presentare fino all'8 marzo 2019, compilando un apposito modulo
telematico scaricabile dal sito della Regione Piemonte. Sono elementi caratterizzanti del progetto: innovatività, composizione partnership, dimensione progetto e collaborazione. L'investimento minimo è di euro 300.000 per progetti che coinvolgono solo PMI, euro 600.000 per quelli che
coinvolgono una o più grandi imprese. La durata massima del progetto è di 24 mesi. Non è obbligatorio aderire ad uno dei poli di innovazione piemontesi.

Le tipologie di agevolazione sono due. Il contributo a fondo perso, nella misura massima del 75% del costo ammissibile di progetto per singolo beneficiario, che riguarda il costo del personale, consulenze, spese per prestazioni rese dai soci/amministratori e spese generali. Il restante 25% a copertura di materiale e forniture, strumenti e attrezzature, spese viaggio e consulenze è coperto da un finanziamento agevolato (1%) a valere sulla LR 6/2003 della durata di 60 mesi, oltre un anno di
preammortamento, la cui valutazione spetta alla Regione Valle d'Aosta. L'intensità massima di aiuto
per il fondo perso è del 55% dei costi per le piccole imprese, del 45% per le medie e del 35% per le
grandi. Le domande sono soggette a valutazione formale, tecnica-finanziaria e di merito tecnico-scientifico da parte del Piemonte, da chiudersi entro settembre, e sono previste premialità di punteggio in presenza di PMI innovativa, rating di legalità o SOE certificato di eccellenza europeo, inclusione di almeno un Polo di innovazione.

Tutta la documentazione e maggiori informazioni  scaricabili dal sito della Chambre Valdôtaine

Edda Crosa 

Flavio Lanese (#Speedybrick) ospite il 1° febbraio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 1° febbraio, alle 9,35, diciannovesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio, una vecchia conoscenza, Flavio Lanese di SpeedyBrick

Sul Corriere della Valle in edicola trovate invece l'intervista a Luisa Silvestri di Poésie Chocolat Artisanal de Montagne. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: I #ConsulentidelLavoro

Lunedì 7 gennaio ha preso il via su Radio Proposta in Blu la trasmissione «Grandangolo: incontri
con le professioni in Valle d’Aosta» condotta da Fabrizio Favre. Si tratta della prima puntata di un ciclo durante il quale incontreremo tutti gli ordini e le associazioni professionali della Regione.
L’intervista come avviene oggi per i Consulenti del lavoro oltre che sul blog è stata anche proposta sul Corriere della Valle. Buona lettura. 



IDENTIKIT DEI CONSULENTI DEL LAVORO

Iscritti totali anno 2018: 84 (41 donne e 43 uomini)
Composizione del Consiglio Direttivo
Presidente: Renato Marchiando
Segretario: Daniela Broccolato
Tesoriere: Alessio Bertola
Consigliere: Pierluigi Begliuomini
Consigliere: Xavier Cesal
Trend: nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede:
Stabile – a fronte di fisiologiche cancellazioni per
raggiunti limiti di età pensionabile si auspica l’iscrizione
di nuovi giovani Consulenti neoabilitati.
E-Mail: info@cdlvalledaosta.it
Sito internet: www.cdlvalledaosta.it – www.consulentidellavoro.it


INTERVISTA AL PRESIDENTE RENATO MARCHIANDO

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
A livello nazionale l’instabilità politica ha frenato il rilancio della produttività delle imprese
italiane che è una delle leve più importanti su cui agire per creare nuova occupazione. E’ la disoccupazione quindi una delle principali problematiche che affligge oggi il paese. A livello
nazionale si attesta intorno al 12% (8,6). Soprattutto la disoccupazione giovanile purtroppo
assume connotati abnormi toccando in talune regioni anche il 40% tra i giovani tra i 18 e 24
anni. Negli ultimi 3 anni le politiche del lavoro si sono concentrate prevalentemente su forme di
Renato Marchiando
decontribuzione che hanno favorito, seppur in forma minore di quella auspicata, la ripresa delle assunzioni dimostrando quindi quanto il costo del lavoro abbia la necessità di essere alleggerito. Le recenti riforme messe in atto hanno infatti spostato molti lavoratori da occupazioni a tempo determinato o autonomo a occupazioni a tempo indeterminato, stabilizzando quindi rapporti di lavoro già in essere: solo 1 su 10 contratti a tempo indeterminato ha riguardato persone che non avevano mai lavorato in precedenza. Ciò dimostra quindi che gli incentivi “a tempo” non sono soluzioni valide per una ripresa robusta dell’occupazione bensì è necessario intervenire strutturalmente sul peso del costo del lavoro. A livello regionale la situazione è speculare. Con l’esclusione di poche realtà tutti i settori sono in affanno con la conseguente crescita della disoccupazione. L’introduzione di alcune misure d’incentivazione ha sì avuto un certo effetto attenuante ma non sufficiente a contrastare la tendenza negativa che ha portato negli ultimi anni molti dei nostri giovani a cercare sbocchi occupazionali fuori dal territorio regionale e moltissimi purtroppo anche all’estero. Altro grosso annoso problema che affligge non solo la nostra categoria è  l’abusivismo professionale. Sempre più numerosi sono i soggetti che in modo multiforme svolgono attività professionali senza possedere i requisiti ed abilitazioni previste dalla legge. Ciò ha come prima conseguenza evidente la sottrazione di reddito professionale ma in secondo luogo pone l’impresa che si avvale di tali soggetti non autorizzati nel rischio di commettere atti illeciti.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo? 
Siamo la regione italiana con il più alto rapporto tra Consulenti del lavoro e popolazione residente.
Sembrerebbe quindi a prima vista sulla base dei soli numeri che gli spazi siano molto ristretti per chi esercita la nostra professione. In realtà esistono ancora buoni margini di operatività per la nostra categoria in virtù della dinamicità della nostra professione. Il consulente del lavoro non è più solo “quello che fa le buste paga” ma è il professionista che si occupa a tutto tondo dell’amministrazione
delle risorse umane e che affianca l’imprenditore nelle scelte strategiche in cui il capitale umano ha un ruolo fondamentale per l’impatto che ha, ad esempio, sul costo del lavoro. Quindi efficaci politiche retributive, corrette relazioni sindacali, assistenza contrattuale sono principi ormai indispensabili per la corretta gestione di un’azienda indipendentemente delle sue dimensioni.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Dicevamo pocanzi che i Consulenti del lavoro erano conosciuti come “quelli che fanno le buste paga” e forse in passato questo era vero. Oggi non è più così. Negli ultimi 20 anni la nostra professione ha visto ampliare le proprie competenze in settori nuovi ed importantissimi: mi riferisco ad esempio
all’Asse.co. ovvero la certificazione contributiva e retributiva dei rapporti di lavoro. Questa attività
può essere svolta per legge solo da un consulente del lavoro e consiste nell’asseverazione  ontributiva
e retributiva e della regolarità contrattuale dei rapporti di lavoro di un’azienda. L’esito positivo di tale asseverazione consente all’azienda di non essere oggetto di azioni di vigilanza mirate alla regolarità contributiva e contrattuale. Altra attività è la certificazione dei contratti di lavoro e l’attività di conciliazione ed arbitrato svolta presso le commissioni di certificazione, conciliazione ed arbitrato costituite in seno ai Consigli provinciali dell’ordine. Il nostro consiglio regionale dell’ordine, per
lo scopo, ha costituito la suddetta commissione in modo unitario con l’ordine di Torino e di Biella.
Un’attività di particolare interesse soprattutto in quest’ultimo periodo è la pianificazione  previdenziale. Il susseguirsi di norme in materia di pensioni rende molto complesso orientarsi sulle
scelte previdenziali che impatteranno sulla futura pensione; in questi casi il consulente del lavoro
è preparato per affrontare anche le più complesse situazioni. Un’attività cui il Cdl è chiamato
molto frequentemente negli ultimi tempi è lo studio e l’assistenza nella messa in atto di piani di welfare aziendale. Le politiche del lavoro degli ultimi anni hanno molto incentivato questa forma
retributiva premiale rispetto ai più tradizionali incentivi economici corrisposti sotto forma di premi produzione o premi di risultato. Una buona pianificazione in termini di welfare può generare infatti notevoli vantaggi sia in capo all’impresa sia soprattutto in capo al lavoratore. Come vedete il ruolo e
l’ambito operativo del consulente del lavoro è mutato nel tempo in modo significativo creando nuove opportunità professionali e spazi che oggi non possono essere occupati da altri soggetti diversi dal cdl.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Non mi stancherò mai di affermare che la formazione professionale continua per un cdl oltre che
un obbligo previsto da nostro ordinamento è un dovere imprescindibile per il corretto svolgimento
della professione. Oltre che assistere i datori di lavoro o i lavoratori siamo anche tutori della Fede Pubblica e questo ruolo ci impone di essere preparati al meglio. Il 2018 è stato un anno molto intenso sotto l’aspetto formativo. L’offerta formativa proposta dal nostro ordine è stata di gran lunga superiore a quella minima prevista garantendo quindi ampia scelta ai nostri colleghi. Abbiamo inoltre dato seguito ad una convenzione con l’Università della Valle d’Aosta che prevede la possibilità agli studenti della facoltà di economia di poter svolgere parte del praticantato professionale presso uno
studio di consulenza del lavoro durante l’ultimo anno accademico. La convenzione stessa inoltre
promuove iniziative formative di comune interesse. Su queste basi abbiamo dato seguito all’iniziativa ed in sinergia anche con l’Ordine degli Avvocati della Valle d’Aosta nel mese di settembre dello scorso anno è stato organizzato il 1° master breve di diritto del lavoro dal titolo “il lavoro in Europa oggi: le sfide del lavoro transfrontaliero” . Una tre giorni molto intensa che ha visto l’intervento di
docenti universitari e relatori di altissimo livello e che ha raccolto il consenso e la soddisfazione
di tutti partecipanti. Sulla scorta degli ottimi riscontri stiamo infatti programmando con l’Univda
e l’Ordine degli Avvocati la 2° edizione per l’anno in corso. Nel mese di ottobre abbiamo accolto e coinvolto i vertici nazionali della nostra categoria nella splendida cornice della sky way a  Courmayeur per una giornata di lavoro nella quale sono stati affrontati i temi istituzionali sul futuro della professione e temi più pratici incentrati sulle recenti novità normative. È stata quest’ultima un’occasione unica ed apprezzatissima per un confronto tra Consulenti del lavoro della Valle d’Aosta intervenuti in gran numero e cdl del Piemonte con tutti i vertici nazionali della categoria. Pertanto come il 2018 anche il 2019 si annuncia naturalmente ricco di iniziative formative anche in collaborazione con università, scuole ed altri ordini professionali.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Forse inconsapevolmente ma il più delle volte il cdl con qualche anno di esperienza tende ad  evidenziare più gli aspetti negativi che gli aspetti positivi della propria professione. Se questo avviene nel corso di un colloquio o di un confronto in cui è presente un giovane, magari neolaureato ed in
cerca di uno sbocco professionale diverso dal lavoro subordinato, è evidente che ciò può suscitare
in lui grosse perplessità sull’eventuale scelta futura del percorso professionale da intraprendere. L’effetto sarà quello di allontanare dalla libera professione potenziali ottimi giovani. Allora credo che in ogni occasione dobbiamo invece essere i primi cercare di riacquistare un certo ottimismo  valorizzando i tanti aspetti positivi della nostra professione rispetto agli innegabili lati negativi che tuttavia sono propri di qualsiasi professione o mestiere e fanno parte della quotidianità. Il consiglio principale che rivolgo ai giovani che si avvicinano alla consulenza del lavoro è quello di farlo nella consapevolezza che l’abilitazione all’esercizio della professione non deve essere un traguardo ma l’inizio di un percorso che richiede impegno e dedizione sotto l’aspetto pratico e sotto l’aspetto formativo. La formazione e l’aggiornamento professionale unitamente alla pratica professionale sono tra loro inscindibili. L’associazione giovani cdl della vda visita regolarmente le scuole superiori e l’Università della valle per far conoscere e promuovere la professione ai giovani studenti. Molti colleghi hanno accolto ed accolgono studenti presso i loro studi in alternanza scuola lavoro, è proprio
il contatto diretto e pratico con la professione che fa scattare la passione per intraprendere la strada
della consulenza del lavoro. Suggerisco quindi a tutti i giovani che hanno interesse per la nostra professione di partecipare agli incontri organizzati nelle scuole e dove possibile fare esperienza diretta.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Il nostro sistema previdenziale è gestito dall’Ente Nazionale Previdenza ed Assistenza dei cdl. La nostra è una categoria relativamente giovane rispetto ad altri Ordini professionali. La nostra legge istitutiva compie proprio quest’anno 40 anni quindi anche l’istituzione della cassa di previdenza
propria è piuttosto recente. Si trova quindi oggi a gestire un numero di posizioni pensionistiche inferiori agli iscritti operativi. La legge ha imposto agli Enti di previdenza privati un bilancio di sostenibilità cinquantennale: il nostro Ente ha superato positivamente questo obbligo. L’ente gode di ottima salute e di un patrimonio solido che consente di adempire egregiamente i propri obblighi istituzionali nei confronti degli assisiti. Non solo. L’ente di previdenza parallelamente all’attività
ordinaria è costantemente impegnato in azioni a sostegno della categoria e soprattutto a quelle fasce un po’ più deboli come i giovani o i colleghi in difficoltà ad esempio causate da tragici eventi. Ricordo su tutti gli eventi sismici del centro e nord Italia degli ultimi anni. L’ente inoltre affianca la Fondazione Studi Nazionale nel mettere a disposizione strumenti di lavoro e di formazione a titolo gratuito ciò viene attuato mediante la Fondazione Universo Lavoro che offre strumenti operativi tramite il proprio portale finalizzati alla ordinaria gestione dello Studio.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
Il tema dell’innovazione oggi è centrale ed i cdl sono a pieno titolo parte attiva di questo processo innovativo che necessita di strutture altamente avanzate e di investimenti tecnologici. L’innovazione digitale della PA è stata senza alcun dubbio resa possibile dagli investimenti delle categorie  professionali. I cdl in particolare, hanno negli ultimi anni trainato e promosso il cambiamento assieme ai loro interlocutori storici  come l’A.E. INPS INAIL e tutti gli Istituti previdenziali ed assistenziali. Il cdl testa le procedure e si interpone come cuscinetto tra PA e il cittadino inteso come soggetto singolo o come impresa. Questo ruolo sicuramente molto complesso ha reso negli ultimi
anni la categoria più matura e consapevole delle difficoltà del mondo del lavoro, ma anche
delle sue risorse ed opportunità, in parte ancora inutilizzate alla luce degli investimenti necessari per gestire al meglio le funzioni fino ad ora attribuitegli.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Credo siano sia più di uno. Riassumerei citando i principi di solidarietà, condivisione e correttezza. Questi sono i valori da coltivare nell’esercizio di una professione e che hanno avuto un ruolo
centrale nel dibattito nato nel corso dei lavori svolti l’estate scorsa a Treia e ribaditi nel corso del recente convegno prima citato a Courmayeur sul futuro della professione. Abbiamo percorso tanta strada arricchendo la professione di nuove prerogative e tanta altra dobbiamo ancora farne per consolidare ciò per cui abbiamo lottato in questi anni ovvero essere cdl a 360° pienamente impegnati
in tutte le dinamiche lavorative aziendali. Ai giovani a cui passeremo il testimone il compito di
continuare questo percorso di evoluzione della professione, a noi quello di essere leali con loro, comunicare la passione,  lo spirito di abnegazione e correttezza mettendoli in condizione di poter sviluppare i nuovi ambiti professionali. Credo che la consapevolezza di essere stati fortunati nel fare
un lavoro per il quale abbiamo studiato e ci siamo impegnati ma anche rappresentare sul territorio
un punto di riferimento per il tessuto produttivo economico e sociale è essenziale per rinnovare
e rafforzare il patto intergenerazionale all’interno della nostra categoria.

25 gennaio 2019

28 gennaio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Le #Guide di alta montagna

Lunedì 28 gennaio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu quarta puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Pietro Giglio, Presidente dell'Unione Guide di Alta Montagna.  

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Sergio Togni, presidente dell'Ordine degli Architetti. 

L'intervista sarà disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 31 gennaio.

Tutte le Guide di Alta Montagna riceveranno in omaggio la copia del Corriere in formato PDF.

24 gennaio 2019

Luca Napoletano (#EmbeddedSystems) ospite il 25 gennaio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 25 gennaio, alle 9,35, diciottesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Luca Napoletano della Embedded Systems, start up dell'incubatore. Scoprire insieme di cosa si occupano 

Sul Corriere della Valle in edicola trovate invece l'intervista a Elisa Bonandini della EB Hitech. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

#PodiumEnginering: «puntiamo ad essere una eccellenza mondiale»


Proponiamo l’intervista a Luca Ciancetti della Podium Enginering, società che si occupa di ricerca
e sviluppo nel campo delle tecnologie ibride ed elettriche per autotrazione con sede a Pont-
Saint-Martin. L'intervista è già stata pubblicata sul Corriere della Valle.

Spieghiamo bene di cosa vi occupate... facciamo qualche esempio per i nostri lettori...
Podium è una società che si occupa fondamentalmente di servizi di ingegneria e prototipazione di
esemplari unici e di piccole serie lavorando su tre campi di business ben definiti cioè automobili ad alte prestazioni per utilizzo stradale, elettrificazione e ibridizzazione di qualunque genere di mobilità e quello delle automobili da competizione.

Quindi automotive di nicchia...
Sì assolutamente. E' tutto ciò che riguarda altissime prestazioni e numeri limitati di volumi produttivi.

Prototipazione significa modello base che però, nel nostro caso, spesso è un modello unico...
Esattamente. Spesso succede ed è o l'unico o il primo di una piccola flotta di 4-5 elementi.

Siete nati nel 2011: quando ho intervistato Luca Ciancetti nel 2013 eravate ancora nell’incubatore di impresa di Aosta. Dove siete oggi? E non soltanto dal punto di vista logistico...
Oggi siamo a Pont-Saint-Martin non più nell'incubatore ma in una nostra struttura che ha una  superficie di circa 3500 metri quadri dove si trovano anche delle officine di vetture prototipate. In parallelo a questa crescita anche l'organico è cresciuto da 5 a 50 persone tra soci, collaboratori e dipendenti.

Avete costruito delle reti anche con altre aziende valdostane...
Noi siamo ben inseriti nel tessuto regionale. Sfruttiamo le possibilità che il territorio dà e ci permette di connetterci non soltanto con aziende ma pure con altri player del territorio come il Politecnico di Torino per esempio o che permettono di aggregarsi soprattutto per fare della ricerca, dei progetti che portino un po' di tecnologia nuova.

Quali sono i numeri dell’azienda, oggi?
E' interessante descrivere il parco clienti che è molto internazionale. Molto più del 50% del fatturato deriva da clienti americani o europei, cioè Germania e Inghilterra. La taglia dei clienti sta crescendo. Abbiamo iniziato con piccole forniture per realtà anch'esse piccole e molto localizzate, oggi invece i nostri clienti sono veri costruttori di auto, veri fornitori di tecnologie del mercato dell'auto che magari
ci subappaltano spesso o ci affidano dei lavori di ricerca e sviluppo su tecnologie che vedranno il mercato tra diversi anni.

Il vostro sito prevede la versione russa e quella araba. Avete contatti anche con queste zone?
Ci sono. A oggi però non c'è ancora un vero e proprio business. Il sito lascia intendere che ci stiamo
provando.

In quelle zone stanno lavorando molto con le energie alternative... 
Sicuramente c'è un fermento globale su questo tipo di tecnologie. E da questo punto di vista il mondo
è molto piccolo e perciò abbiamo contatti da tutto il mondo in questo senso.

A cosa state lavorando in questi mesi?
In questo momento siamo impegnati su molti fronti. E' in corso lo sviluppo di cinque vetture per dei
clienti. Quindi ci apprestiamo a vivere un 2019 nel quale dovremo almeno costruire 6-7 prototipi. Alcuni sono già finalizzati dal punto di vista commerciale, ad esempio quello di Amos Automobili, la rassegna della Lancia Delta futurista che tanto ci ha guidato nel 2018 come flag project dell'azienda e poi è sicuramente interessante il grande sviluppo che stiamo facendo per un cliente americano della sua nuova famiglia di vetture, una da competizione e una stradale dedicata al mercato americano.

Il settore della competizione attrae ancora...
Per noi sicuramente rappresenta una buona parte del business.

Altre novità per il 2019?
Abbiamo in questo momento in corso un processo di trasformazione e di crescita dell'azienda molto
forte. L'obiettivo che ci poniamo è quello di diventare per le applicazioni descritte in precedenza un
player di caratura mondiale, quindi apertura di nuovi mercati, magari nella direzione orientale, la Cina che per noi è ancora distante, e sicuramente continuare a finalizzare questa trasformazione da azienda soltanto di fornitura di ingegneria a veri rifornitori di prototipi di piccole serie, quindi lo sviluppo di tutte le infrastrutture di officina messe in piedi e vedere mese dopo mese uscire delle vetture da esse. Credo che nel 2019 faremo un grosso passo in avanti in questa direzione.

Che caratteristiche deve avere un giovane che vuole lavorare con voi?
Fondamentalmente noi abbiamo due tipi di figure operative sui nostri progetti. Da un lato l'ingegneria e il prerequisito è la laurea e le skills che cerchiamo sono intraprendenza e passione, cioè voglia di mettersi in gioco. Questo è un campo in cui la routine non esiste. Il quotidiano è molto variegato e sicuramente la necessità di potersi adattare e avere voglia di intraprendere delle sfide è fondamentale
e poi ci sono altre figure che lavorano presso le nostre officine, cioè persone che giorno dopo giorno montano e sviluppano le nostre vetture e in questo caso occorrono o chi arriva da una esperienza pregressa o se si tratta di un giovane qualcuno che esca da una scuola di formazione di meccanica
o elettronica e che di nuovo abbia voglia di fare un lavoro molto avvincente mettendo della creatività
in quello che fa.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Vogliamo che ci siano delle applicazioni per le quali chiunque nel mondo dica questa cosa la voglia  fare a Podium che siano vetture o sistemi a batteria ad alta prestazione vogliamo legare il nostro nome ad una eccellenza assoluta. E a questo stiamo lavorando.

#ProImpresa 2 : Avviso start the Valley up (#CROSA02)


Le micro e piccole imprese che hanno come oggetto esclusivo o prevalente la ricerca, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi e che sono costituite da meno di cinque anni possono presentare domanda alla Regione per ottenere un contributo a fondo perso dell'importo massimo di 150.000 euro, pari al 65% delle spese sostenute per la realizzazione del loro piano di sviluppo.

L'intensità di aiuto è aumentata del 5% per le imprese iscritte nella sezione speciale start up innovative e di un altro 10% se insediate in una delle due Pépinière. Le imprese devono essere operative da almeno sei mesi ed avere la sede operativa in Valle al momento della prima erogazione del contributo. Particolarità interessante: possono accedere al contributo anche i liberi professionisti. 

Questo in sintesi il contenuto dell'Avviso a sportello “ Start the Valley up” che sarà chiuso il 31 dicembre 2020. Sono innovative le imprese che non hanno distribuito utili, non hanno rilevato un'altra attività o sono nate da fusione e hanno un valore annuo della produzione inferiore a 5 milioni di euro. Il piano di sviluppo deve essere di importo non inferiore a 50.000 euro. 
L'impresa o il professionista deve dimostrare, con valutazione eseguita da un esperto esterno, che in un futuro prevedibile svilupperà prodotti, servizi o processi nuovi o sensibilmente migliorati rispetto allo stato dell'arte nel settore interessato e che comportano un rischio di insuccesso tecnologico o industriale. In alternativa i costi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere almeno il 10 % del totale dei costi di esercizio in almeno uno dei tre anni precedenti la concessione dell’aiuto oppure, nel caso di una start-up senza dati finanziari precedenti, nella revisione contabile dell'esercizio finanziario in corso, come certificato da un revisore dei conti esterno. 

Il vero punto focale dell'Avviso è il piano di sviluppo che deve avere specifiche caratteristiche per essere finanziato. Deve riguardare un ambito tecnologico compreso tra quelli individuati nella Strategia di specializzazione intelligente della Regione (Montagna di eccellenza, Montagna intelligente e Montagna sostenibile), il suo contenuto deve essere tecnologico e innovativo, mirato a sviluppare nuovi prodotti o servizi, deve individuare obiettivi quantificati di crescita, deve dimostrare la possibilità del raggiungimento degli obiettivi e la loro sostenibilità finanziaria. Ma non basta, il piano deve prevedere anche delle consulenze specialisitiche e almeno un investimento in macchinari o brevetti/licenze o know-how e conoscenze tecniche anche non brevettate. Il piano deve avere una durata compresa tra uno e due anni e deve essere sviluppato prevalentemente in Valle. Le domande devono essere presentate online sul sistema informativo SISPREG2014 e sono soggette ad una valutazione formale, tecnica e di sostenibilità economico-finanziaria.

Edda Crosa










18 gennaio 2019

21 gennaio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #architetti

Lunedì 21 gennaio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu terza puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà il Presidente dellOrdine degli Architetti Sergio Togni. 

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista ad Andrea Bo, presidente dell'Ordine dei Commercialisti. Sul Corriere precedente è stato intervistato Renato Marchiando dei Consulenti del Lavoro

L'intervista sarà disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 24 gennaio.

Tutti gli architetti valdostani riceveranno invece in omaggio la copia del Corriere in formato PDF.

17 gennaio 2019

Luisa Silvestri (#PoésieChocolatArtisanaldeMontagne) ospite il 18 gennaio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 18 gennaio, alle 9,35, diciasettesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Luisa Silvestri della Poésie Chocolat Artisanal de Montagne 

Sul Corriere della Valle in edicola trovate invece l'intervista a Pierre Noussan del Confidi Industriali.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

16 gennaio 2019

Per #agricoltura #manovra in chiaroscuro (mossoni 06)


Dagli incentivi per impianti di biogas realizzati dagli agricoltori alla proroga del bonus verde per i giardini, dalla valorizzazione della vendita diretta dei prodotti agricoli fino all’equiparazione sul piano del trattamento fiscale tra familiari che coadiuvano il coltivatore diretto e titolari dell'impresa coltivatrice diretta, sono le maggiori novità che riguardano il settore primario, contenute nella Manovra 2019.

Sono stati infatti estesi gli incentivi per la produzione di energia elettrica agli impianti alimentati a biogas di potenza fino a 300 kW con il requisito che siano realizzati da imprenditori agricoli e che vengano alimentati per l’80% da reflui o comunque scarti che derivano dalle aziende agricole e per il 20% da colture di secondo raccolto. Sarà riconosciuto anche un bonus per la rimozione e il recupero degli alberi caduti in occasione delle calamità atmosferiche dello scorso autunno. Lo stanziamento è di 3 milioni per il 2019 ed è finalizzato a coprire il 50% delle spese sostenute.
Viene inoltre valorizzato il rapporto diretto tra imprenditori agricoli e consumatori prevedendo che gli imprenditori agricoli potranno vendere al dettaglio, oltre che in misura prevalente i prodotti di produzione aziendale, soltanto prodotti agricoli e alimentari acquistati direttamente da altri imprenditori agricoli, garantendo così i consumatori circa l'origine dei prodotti acquistati.
E’ anche prevista la riduzione dell’accisa sulla birra da 3 euro a 2,99 euro per ettolitro e grado-plato, e la previsione per i birrifici artigianali di minore dimensione (produzione annua non superiore a 10.000 ettolitri) di poter considerare accertato il prodotto finito a conclusione e non a monte delle operazioni, nonché riduzione del 40 per cento dell’aliquota dell'accisa ordinaria. Un settore in crescita quello delle birre artigianali - anche nella nostra Regione - che oltre a contribuire all’economia, assicura anche una forte spinta all’occupazione soprattutto tra gli under 35 spesso grazie ad un legame diretto con l'attività agricola di produzione dei cereali utilizzati nella preparazione della birra.
Un risultato interessante nei confronti della burocrazia è la proroga al 1° gennaio del 2020 dell’entrata in vigore del sistema Uniemens, il nuovo sistema di gestione delle deleghe per le aziende agricole con dipendenti che adottano il Dmag che prevede l’invio mensile delle denunce retributive e contributive degli operai agricoli che invece con il Dmag è trimestrale.

Ma si registra negativamente la mancata defiscalizzazione dell’Iva in manovra per tutto il comparto zootecnico nelle aree montane ( di particolare interesse per la Valle d’Aosta) al fine di favorire il presidio del territorio e prevenire il dissesto idrogeologico dopo gli ultimi eventi calamitosi. Non è stata prevista poi la proroga degli sgravi contributivi per i nuovi imprenditori agricoli under 40, mettendo a rischio il ricambio generazionale. Una carenza grave che va al più presto superata in un momento in cui l’agricoltura può offrire grandi opportunità per l’occupazione e la crescita economica del Paese.
Ci sono, inoltre, preoccupazioni per la mancata previsione di interventi indispensabili per il sostegno alla competitività delle imprese, all’occupazione e all’ambiente, l’assenza nella legge di stabilità delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti regioni del Paese a partire dalla Puglia con un drammatico calo della produzione di olio.

Ezio Mossoni



#ProImpresa 1 - Bando per l'insediamento e lo sviluppo di imprese in Valle d'Aosta (#CROSA01)


Con particolare piacere ospito la rubrica settimanale "Pro Impresa" di Edda Crosa, già Direttore di Confindustria Valle d'Aosta che la scorsa settimana ha iniziato a collaborare con il Corriere della Valle. I suoi articoli troveranno spazio anche sul mio blog.

Novità positiva per lo sviluppo e la crescita del sistema produttivo valdostano. A fine anno la Giunta ha approvato il secondo bando finalizzato a promuovere Accordi per l'insediamento e lo sviluppo di imprese che realizzino ricadute positive in termini di produzione, innovazione e occupazione nel territorio regionale, con particolare riguardo alla specializzazione intelligente del sistema produttivo. Grazie a questi aiuti potranno riprendere vita aree industriali dismesse, si eviteranno le delocalizzazioni, ci saranno nuovi investimenti con ricadute positive sul sistema economico e si offriranno nuove opportunità lavorative ai disoccupati. Il bando è rivolto a grandi e medie imprese che intendono realizzare un programma di sviluppo con un impatto aggiuntivo in termini di occupazione di 30 addetti o per la creazione/implementazione di un centro di ricerca con impatto occupazionale aggiuntivo di almeno 20 laureati. Possono presentare domanda le imprese singole o aggregate in forma consortile che intendono insediarsi in Valle e quelle già presenti. Il programma di investimento deve terminare entro 36 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.
Le domande si potranno presentate a partire dal 14 gennaio su apposita modulistica che sarà resa disponibile sul sito della Regione. I fondi messi a disposizione per il triennio 2019-2021 sono 23,5 milioni di euro, 9 milioni per il 2019.
Le domande, superata la valutazione formale, sono soggette ad una valutazione tecnica ed economico-finanziaria da parte di Finaosta. Le domande istruite sono soggette, infine, alla valutazione di un esperto esterno che le valuta secondo i criteri indicati nel bando: qualità, strategicità, coerenza industriale, validità economica, impatto occupazionale, pertinenza e congruità delle spese. Per ogni tipologia di intervento sono indicati i costi ammissibili, l'entità massima di aiuto e i criteri di valutazione, se previsti. Per la ricerca e lo sviluppo possono essere presentati fino a 3 progetti, con costi non inferiori a 750mila euro ciascuno, e l'entità massima di aiuto è di 9 milioni. Per gli investimenti materiali e immateriali, per la tutela dell'ambiente ed efficienza energetica e cogenerazione l'aiuto massimo è di un milione e di due milioni per gli interventi per la formazione. La percentuale di aiuto è maggiore per le medie imprese e per gli investimenti effettuati nelle zone in deroga. Sono previsti inoltre incentivi per l'assunzione a tempo indeterminato di persone svantaggiate, molto svantaggiate o con disabilità, con domicilio in Valle all'atto dell'assunzione, salvo che non ci siano le competenze richieste presso i Centri per l'impiego valdostani. Una volta approvato il programma di investimento, viene definito e sottoscritto l'Accordo tra la Regione e l'impresa, che contiene gli impegni e gli obblighi per l'insediamento e lo sviluppo, le modalità di erogazione dei contributi, la rendicontazione, il monitoraggio e i controlli.


Edda Crosa 

#BCCvaldostana entra a far parte di Cassa Centrale Banca, l'ottavo gruppo bancario italiano

Da sinistra il presidente Davide Ferré e il direttore generale Adriano Cesano insieme ai vertici di Cassa Centrale Banca, l'amministratore delegato Mario Sartori e il presidente Giorgio Fracalossi
Ha preso il via ufficialmente il 1° gennaio 2019 il Gruppo bancario di Cassa Centrale Banca: anche la BCC Valdostana è entrata a far parte di una rete costituita da 84 banche di credito cooperativo e casse rurali su tutto il territorio italiano, che fondano così un sistema di garanzie incrociate che consente di creare solidità e sviluppo.

Il Gruppo di Cassa Centrale banca è stato recentemente indicato da analisi indipendenti come uno dei più solidi, collocandosi intorno al 7°/8° posto a livello italiano: i numeri parlano di 75 miliardi di euro di totale attivo, con impieghi lordi per 45 miliardi di euro. La rete di 84 banche del Gruppo può contare su oltre 11.000 dipendenti e 1.500 sportelli. La scelta di formalizzare l’ingresso nel Gruppo di Cassa Centrale Banca è stata presa dall’Assemblea dei soci della BCC Valdostana il 27 ottobre 2018, punto di arrivo di un percorso avviato nel 2016 con la legge di riforma del sistema del credito cooperativo.

Lunedì 14 gennaio è stata convocata la prima Assemblea ordinaria di Cassa Centrale Banca, che ne ha eletto il Consiglio di Amministrazione: Giorgio Fracalossi è stato confermato come Presidente, mentre nella sua prima riunione il CdA ha nominato Mario Sartori come Amministratore delegato. Dei quindici componenti del CdA, dieci sono Presidenti o Direttori delle Banche di credito cooperativo aderenti: questo non può che rimarcare il tratto essenzialmente cooperativo del Gruppo Bancario. «Crediamo fortemente nella BCC Valdostana – dice Giorgio Fracalossiper il suo essere un elemento essenziale del tessuto economico della Valle d’Aosta. Per questo abbiamo scelto di affiancarla ancora prima che il Gruppo diventasse pienamente operativo: ora lavoreremo insieme per migliorarne le performance con quell’attenzione al territorio che è l’essenza stessa del nostro essere credito cooperativo».

Il consolidamento della struttura della BCC Valdostana, in un percorso concordato con Cassa Centrale Banca e con Banca d’Italia, ha portato anche al ripensamento della presenza sul territorio regionale della banca. È stata quindi messa in atto una riorganizzazione delle filiali, anche in risposta al crescente utilizzo dell’internet-banking e alla crescita dei servizi di consulenza sui prodotti offerti dall’istituto. Sul territorio sono state quindi individuate otto filiali maggiori, diventate punti di riferimento per la propria area: per l’alta valle si tratta di La Salle e Saint-Pierre, per la media valle quelle di Saint-Christophe, Gressan e le sedi aostane dell’Arco d’Augusto e di via Gramsci; per la bassa valle i punti di riferimento sono le filiali di Châtillon e Verrès.

«La rete operativa – spiega Adriano Cesano, direttore generale della BCC Valdostana è stata ripensata con il compito di sviluppare al meglio le relazioni con soci e clienti, accentrando alcuni servizi in capogruppo e presidiando il territorio in maniera più razionale anche con il rafforzamento commerciale delle aree alta valle, Aosta e bassa valle. Le filiali maggiori dovranno rispondere a tutte le esigenze della clientela, dai servizi bancari a quelli assicurativi, mentre le altre saranno più leggere e garantiranno i principali servizi di sportello».

13 gennaio 2019

Mirko De Pascalis (#Pépinières): «Montagna Intelligente, Montagna eccellente e Montagna Sostenibile»

Proponiamo l’intervista a Mirko De Pascalis, componente del team di gestione delle pépinières
d’entreprises.

Cosa significa gestire una realtà come le Pépinières d’entreprises?
Le Pépinières d’entreprises sono l’incubatore d’impresa della nostra Regione, gestirlo significa
progettare un’offerta che sia in grado di rispondere ai bisogni dei nuovi imprenditori, magari giovani che vogliono lanciare la loro idea, aiutarli ad entrare nel mercato e che renda il territorio valdostano attrattivo per nuove aziende e attraente per gli investitori. Non solo comunque, per noi un’impresa
significa anche creare valore per il territorio, inclusione, lavoro e opportunità per i giovani, aggregazione sociale.

Voi avevate già altre esperienze alle spalle… 
Sì, l’ente gestore delle Pépinières è formato da due enti esperti di innovazione e di consulenza aziendale, Fondazione Giacomo Brodolini e Lattanzio Advisory. Nella fattispecie, Fondazione Giacomo Brodolini è molto attiva su tutto il territorio italiano promuovendo lo sviluppo economico e la coesione sociale, progettando e gestendo spazi di innovazione sociale, incubatori e acceleratori di impresa, percorsi di incubazione per start-up.

Come si fa a far insediare imprese innovative in Valle d’Aosta? 
All’incirca ogni quadrimestre pubblichiamo un bando per la selezione di nuove imprese da insediare. Affinché la nostra valutazione sia positiva i progetti presentati devono essere innovativi, sostenibili dal punto di vista finanziario, devono aver individuato e analizzato il mercato di riferimento, ma soprattutto devono avere un prodotto o un servizio che rientri nella strategia di specializzazione
intelligente della Valle d’Aosta, che si declina in tecnologie per la Montagna Intelligente, Montagna eccellente e Montagna Sostenibile

Attualmente qual è la situazione dei due incubatori?
Adesso abbiamo 8 startup nell’incubatore di Aosta e 7 a Pont-Saint-Martin. Alcune di queste sono in fase prototipale ma la maggior parte invece è attiva sul mercato sia locale che nazionale

Ci descriva quali sono le imprese attualmente insediate in Valle?
Ne abbiamo di diverso tipo, c’è sicuramente chi offre servizi informatici e di efficientamento energetico, qualcuno progetta vestiti intelligenti per tenersi al caldo, altri si occupano di agricoltura di precisione e addirittura di cioccolato

Qualche prossimo insediamento?
Abbiamo ricevuto qualche richiesta e siamo in procinto di aprire il nuovo bando per l’insediamento,
ne daremo notizia sui nostri social e sul nostro sito internet.

Voi proponete anche molte occasioni formative.
Sì, alle nostre startup offriamo un percorso formativo a cadenza mensile.

Iniziative da segnalare per il 2019?
Stiamo sviluppando numerose attività sia per le nostre startup che per il pubblico, ma siamo in
continuo cambiamento perché ascoltiamo i bisogni delle nostre startup e del territorio e con grande
flessibilità cerchiamo di adattarci alle nuove esigenze. Per ora non sveliamo anteprime, seguiteci
sui social, comunichiamo molto attraverso la nostra pagina FB e la nostra newsletter.

Un sogno come incubatore di impresa da realizzare? 
Di sogni il nostro team ne ha due: vedere che dopo un percorso di 3 anni le nostre startup sono in grado di crescere e avere successo sul mercato e in ottica più allargata quello di rendere l’ecosistema dell’innovazione valdostano un punto di riferimento internazionale per quanto riguarda le tecnologie
applicate alla montagna.

10 gennaio 2019

14 gennaio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: I #commercialisti

Lunedì 14 gennaio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu seconda puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà il Presidente dellOrdine dei Commercialisti Andrea BO. 

Il 21 toccherà invece al Presidente degli Architetti Sergio Togni.

Sul Corriere della Valle che trovi in edicola c'è l'intervista a Renato Marchiando, presidente dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro della Valle d'Aosta. 

L'intervista sarà disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 17 gennaio.

Tutti i Commercialisti valdostani riceveranno invece in omaggio la copia del Corriere in formato PDF.

Elisa Bonandini (#EBHitech) ospite l'11 gennaio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 11 gennaio, alle 9,35, sedicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Elisa Bonandini, fondatrice della EB Hi-tech Fashion

Sul Corriere della Valle in edicola trovate invece l'intervista a Luca Ciancietti della Podium Enginering.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

Ezio Toscoz (#CooperativaProduttoriLatteFontina): «Sul prezzo della #fontina si può e si deve lavorare»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Ezio Toscoz, direttore della Cooperativa Produttori di
Latte e Fontina. 

Partiamo dall’ultima novità l’accordo con Mc Donalds: in cosa consiste e cosa significa per
la Cooperativa?
Per tutto il 2019 la Fontina sarà utilizzata in uno dei panini della linea “My selection” di Mc donalds.
Questa linea è firmata dal ristoratore italoamericano e star televisiva Joe Bastianich. Il panino che conterrà anche la Fontina si chiamerà “My chicken” e oltre alla Fontina sarà farcito con Pollo proveniente da allevamenti Italiani, Speck Alto Adige Igp e salsa ai fughi porcini. La fornitura
prevista nel prossimo anno è di circa 80 tonnellate di prodotto che potranno subire delle variazioni in più o in meno in base al gradimento del panino. A parte l’aspetto economico decisamente importante,
voglio anche sottolineare che questa è un’importante opportunità per far conoscere il nostro prodotto su un nuovo mercato e ad un pubblico decisamente giovane che magari conosce poco la Fontina
DOP. Le campagne di comunicazione che Mc Donalds metterà in campo nel corso dell’anno  consentiranno alla fontina DOP di avere una grande visibilità peraltro del tutto gratuita.

Quali sono stati i numeri di produzione dell’ultima annata?
Il numero complessivo delle forme che la Cooperativa stagiona e commercializza in un anno
circa 250.000. Questo numero è ormai abbastanza stabile da diversi anni e anche nell’anno che sta volgendo al termine questo numero è confermato. A questo dobbiamo aggiungere circa 35.000 forme di Toma di Gressoney che produciamo nel nostro caseificio di Fontainemore.

Fontina ma non soltanto. Cosa possiamo dire sugli altri prodotti?

La Fontina è ovviamente il nostro prodotto principale. Oltre alla forma intera siamo in grado di confezionarla in atmosfera modifica in confezioni che vanno dai 200 g alla mezza forma. Da
qualche anno siamo in grado di fornirla anche affettata in fettine sottili e questo è il caso della fornitura Mc Donalds. A parte la Fontina, un altro prodotto che ci dà dei buoni risultati è la fonduta
alla valdostana che commercializziamo in confezioni da 400 g e da 800 g per la ristorazione. Abbiamo poi aggiunto negli ultimi anni anche una versione di fonduta alla valdostana con fontina
e tartufo. Un altro prodotto che ci sta dando delle buone soddisfazioni è la toma di Gressoney . I numeri sono cresciuti negli anni e quest’anno superiamo le 35.000 forme. Oltre a questo commercializziamo anche il burro in due formati da 250 e 500 g oltre ad uno per gli alberghi
da 10 g .

Uno dei temi di cui spesso si discute è il prezzo. Punto di arrivo o si può ancora migliorare?
Il prezzo può e deve essere migliorato. Per ottenere questo occorre lavorare su più fronti partendo
dalla qualità. Solo con un prodotto di qualità elevata e costante si può ottenere il giusto riconoscimento dal mercato. Occorre poi investire in comunicazione per far conoscere le caratteristiche e le peculiarità del prodotto. Noi abbiamo un centro visitatori a Valpelline dove accompagniamo i turisti interessati in visita al magazzino. Ci siamo resi conto che sono in pochi quelli che conoscono la realtà produttiva della Fontina.

Un altro problema molto sentito è purtroppo quello delle imitazioni e dei falsi.
Purtroppo sia a livello locale, nazionale e internazionale questa è un piaga che arreca un grave danno al prodotto. 

Al netto dei falsi quanta fontina viene commercializzata fuori valle?
Circa il 92% della nostra produzione viene commercializzata fuori valle. Di questo 92% circa il 12-
13% viene commercializzata all’estero. Quindi in definitiva 8 % valle d’Aosta, 80% resto d’Italia e
12% all’estero.

Una curiosità: mi sono trovato a fare il giurato al Modon d’or e confesso che è stato molto  impegnativo: come si riconosce un Fontina fatta a regola d’arte?
Innanzitutto iniziamo a fare una verifica molto semplice alla portata di tutti. Controlliamo che
su una delle due facce piane del formaggio ci sia il marchio della Fontina. Spesso vengono spacciati
come Fontina formaggi similari. E’ Fontina solo quando è marchiata con il timbro ad inchiostro del Consorzio con la montagna stilizzata e la scritta fontina DOP. Questo è il primo passo. Passiamo poi ad un esame visivo della forma: la crosta deve essere compatta, di colore marrone chiaro che diventa
più scuro con il procedere della maturazione. Per quanto riguarda la pasta, deve essere elastica,
morbida e l’occhiatura non eccessiva e dispersa nella forma, colore dall’avorio al giallo paglierino
più o meno intenso. La pasta fondente in bocca ha un sapore dolce e delicato che può diventare più intenso con il procedere della maturazione.

Novità per il 2019? 
La fornitura al Mc Donalds mi sembra un buon inizio per il 2019. Abbiamo poi alcuni contatti
importanti con altri possibili clienti che speriamo di concretizzare.

Un sogno come Direttore della Cooperativa da  realizzare?
La Cooperativa è stata istituita nel 1957 per raccogliere, stagionare, commercializzare e valorizzare
la produzione dei propri soci e questo è per la Cooperativa il primario obiettivo per cui lavoriamo
da sempre. Io ho svolto praticamente quasi tutta la mia attività lavorativa in Cooperativa e credo fermamente che la cooperazione e quindi l’aggregazione dell’offerta sia un sistema molto valido per avere successo sul mercato. Il mio augurio e il mio auspicio è quello che questa mia convinzione possa essere anche quella di molti produttori.

Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020: riaprono i bandi per i corsi di formazione nel settore agricolo

L'Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali comunica che sono riaperti i bandi relativi alla Misura 1 del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020 per la presentazione delle domande finalizzate all’organizzazione di corsi di formazione in ambito agricolo. Le risorse a disposizione ammontano a quasi 100 mila euro.

Le sottomisure interessate sono tre. La 1.1 riguarda il Sostegno alla formazione professionale e acquisizione di conoscenze e prevede la realizzazione di 3 corsi di formazione; la 1.2, relativa al Sostegno ad attività dimostrative e azioni di informazione, contempla 18 interventi dimostrativi e informativi, quali seminari, workshop e focus group, mentre la 1.3 Sostegno a scambi interaziendali
di breve durata nel settore agricolo e forestale, nonché a visite di aziende agricole e forestali è volta alla realizzazione di visite aziendali. Ai bandi per le sottomisure 1.1 e 1.3 possono accedere gli enti di formazione accreditati, mentre per la 1.2 sono ammessi gli enti di formazione anche non accreditati e i prestatori di servizi di trasferimento di conoscenze.

I destinatari delle iniziative formative sono gli addetti dei settori agricolo e alimentare della regione, gli operatori nella gestione del territorio e le PMI attive nell’ambito rurale. Le tematiche dovranno riguardare, in particolare, le competenze amministrative e imprenditoriali dei titolari d’azienda, la tematica ambientale, la diversificazione produttiva e il miglioramento dei processi produttivi delle aziende agricole e agroalimentari.

Le domande devono essere presentate, entro il 15 marzo 2019, allo Sportello Unico dell'Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali in località Grande Charrière n. 66 a Saint-Christophe. Per ulteriori informazioni, chiamare l’Ufficio formazione dell’Assessorato al numero 0165/275262, oppure consultare il sito della Regione all’indirizzo: http://www.regione.vda.it/agricoltura/ PSR_2014-20

#CVATrading - #AIG Europe : non c'è nulla da pagare

CVA TRADING, in una nota, comunica di aver ricevuto, negli ultimi giorni, numerose segnalazioni agli sportelli e al call center da parte dei propri clienti finali riguardo una comunicazione ricevuta da parte della compagnia assicurativa AIG Europe S.A.

A tal proposito la società precisa che «l’informativa è relativa alla polizza “ASSISTENZA CASA” inclusa a titolo totalmente gratuito all’interno di tutti i contratti residenziali a partire dal 2016. Per tutti i clienti già attivi è stata inviata una comunicazione specifica successivamente all’avvio della promozione, mentre per i nuovi clienti i dettagli sono specificati nelle condizioni economiche dei singoli contratti di fornitura».

CVA TRADING ricorda di avere inoltre provveduto ad informare annualmente i propri clienti, con avviso in bolletta, della possibilità di usufruire dei vantaggi dedicati, mettendo inoltre a disposizione un’area ad hoc del proprio sito internet.

CVA TRADING - ed è questa alla fin fine la cosa più importante -  «desidera rassicurare i propri clienti e informa in tal senso che la comunicazione inviata da parte della compagnia assicurativa non comporta alcuna richiesta di pagamento, né impone alcun vincolo contrattuale: si tratta di un’informativa per presa visione in ottemperanza ad obblighi normativi imposti al gruppo assicurativo in relazione alla Brexit. Pertanto i clienti di CVA Trading possono considerare questa lettera di AIG come una semplice informativa che non comporta alcuna conseguenza né richiede alcuna azione da parte loro».

4 gennaio 2019

#JobDay #CogneAcciaiSpeciali: aperte le candidature

Sino al 15 gennaio sarà possibile inserire la propria candidatura – sul sito della Cogne Acciai Speciali al link: www.cogne.com/job - per partecipare alla selezione di circa 25 figure professionali da inserire
nello stabilimento di Aosta.

COS’È IL JOB DAY COGNE E COME PARTECIPARE?
Il Job Day Cogne è una campagna di reclutamento volta alla selezione del personale da impiegare
presso lo stabilimento di Aosta in vista di assunzioni programmate o di inserimenti lavorativi per sostituzioni, avvicendamenti o potenziamento delle strutture. In particolare, l’iniziativa si articolerà in
una serie di selezioni presso la Cogne Acciai Speciali nelle giornate del 25 e 26 gennaio 2019, alimentate dalle candidature inserite sull’apposita pagina del sito della Cogne dal 22 dicembre al 15 gennaio, e ritenute in linea con le posizioni aperte.

GLI INSERIMENTI IN AZIENDA SARANNO EFFETTUATI CON CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO E INDETERMINATO O DI APPRENDISTATO IN LINEA CON LE
COMPETENZE MATURATE E LE POSIZIONI APERTE.

CHI PUÒ PARTECIPARE AL JOB DAY?
Fino al 15 gennaio è possibile candidarsi in base al livello di scolarità certificata (MINIMO RICHIESTO DIPLOMA O QUALIFICA). Pertanto, nella presente pagina, dopo aver definito il proprio titolo di studio, i candidati dovranno identificare la posizione principale per la quale intendono proporsi (ad esempio Specialista manutentore industriale elettrico). I candidati che desiderano proporsi per un’ulteriore posizione (quindi ci si può candidare solo per due posizioni aperte), potranno farlo con un’unica registrazione, direttamente all’interno della scheda di raccolta “dati anagrafici e professionali”, dove sarà possibile indicare un’ulteriore preferenza (ad esempio Operatore di produzione), senza pertanto dover inserire la candidatura più volte.

ATTENZIONE: Solo le pregresse esperienze professionali maturate nel ruolo di interesse per almeno
dieci anni possono essere considerate spendibili ed eventualmente equiparabili alla Qualifica professionale.

IL PROCESSO DI SELEZIONE
Una volta registrati, i candidati, il cui profilo risulterà in linea con le necessità aziendali, saranno contattati, compatibilmente con i tempi di analisi dei CV pervenuti dall’ufficio risorse umane e riceveranno le indicazioni relative alle fasi di selezione successive: test attitudinali e tecnici, assessment di gruppo e colloqui individuali e tecnici.

I PROFILI RICERCATI
LAUREA: Metallurgista, Esperto SAP, Tecnico di manutenzione industriale, Esperto manutentore
industriale meccanico, Esperto manutentore industriale elettrico e Esperto manutentore industriale
elettronico

DIPLOMA: Operatore laboratori, officine, trattamenti termici area qualità, Operatore CNC,  Operatore di produzione (acciaieria e colata continua, linea laminati e linea fucinati), Specialista manutentore industriale meccanico, Specialista manutentore industriale elettrico e Specialista manutentore industriale elettronico

QUALIFICA O EQUIPARABILE: Addetto officina qualità, Addetto di produzione (acciaieria e colata continua, linea laminati e linea fucinati), Manutentore meccanico, Manutentore elettrico e Manutentore elettronico.

Gli interessati potranno candidarsi fino al 15 Gennaio 2019 collegandosi al link
www.cogne.com/job.

Predazione #lupo, l'appello di #Coldiretti: «Immobilismo ormai insostenibile, servono misure per salvare l'economia rurale»



Coldiretti Valle d'Aosta, dopo l’ennesimo avvenimento di predazione a danno di un’azienda agricola, lancia un appello alla nuova Amministrazione regionale affinché possa garantire, al più presto, risposte concrete su di un’emergenza troppe volte considerata come un non problema.

«Viviamo in una situazione di immobilismo insostenibile poiché il Piano Lupo si è arenato in Conferenza Stato-Regioni già nel dicembre del 2017, dopo anni di discussioni, per cui non esiste un quadro normativo che consenta di mettere in campo misure concrete» evidenziano Alessio Nicoletta e Richard Lanièce rispettivamente Presidente e Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.

«Una condizione che porta a tralasciare, di fatto, le conseguenze patite dagli allevatori e da chi vive quotidianamente la montagna a seguito degli attacchi dei lupi e degli ibridi di lupo. La diffusione sempre più massiccia di questo predatore rischia di minare l’economia rurale della nostra regione - concludono Nicoletta e Lanièce - per questo il Piano Lupo, che auspichiamo venga al più presto preso in seria considerazione dalle Istituzioni preposte, dovrà tener conto delle esigenze degli allevatori e del loro prezioso ruolo ambientale, sociale ed economico. In questa direzione, richiediamo al mondo politico regionale la massima attenzione e l’apertura di un confronto serio sul futuro dell’allevamento valdostano».



7 gennaio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: I consulenti del Lavoro

Lunedì 7 gennaio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu prima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». 

Il mio primo ospite sarò Renato Marchiando, presidente dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro della Valle d'Aosta. 

L'intervista sarà disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 10 gennaio.

Tutti i Consulenti del lavoro valdostani riceveranno invece in omaggio la copia del Corriere in formato PDF.

Stefano Treves: «con passione affronto la sfida del #costruire in #montagna»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Stefano Trevès, titolare dell’omonima impresa edile di Saint-Vincent.

Da quanto tempo siete attivi nel settore?
Io lavoro in questo settore da 30 anni. Da quando ho terminato gli studi. Ho cominciato a lavorare con mio papà che operava nel settore edile dai primi anni 60.

Cosa possiamo dire sulla storia aziendale? Quali sono stati i passaggi più significativi?
Sono due generazioni di attività. Ho lavorato con mio papà per 7-8 anni poi ho aperto una mia attività. Ho cominciato nel 1998 soprattutto con lavori in pietra a vista, cioè caminetti, finiture particolari. Con l’andare del tempo mi sono specializzato anche su altre lavorazioni. Ho cominciato a realizzare ristrutturazioni fino a costruire case dallo scavo fino all’ultima mano di bianco, chiavi in mano...

Un lavoro di cui andate particolarmente fiero?
Io sono contento di tutti i lavori svolti in quanto li realizzo sempre con grande passione e cercando ogni volta di fare del mio meglio. Ovviamente sono particolarmente interessato alla ristrutturazione delle case rurali perché entri anche in contatto con quanto fatto da chi ci ha preceduto e mi dà delle soddisfazioni particolari. Sono molto contento poi di essere riuscito a costruire casa mia. Era un sogno che avevo.

Certe case antiche sono anche delle sfide immagino…
La ristrutturazione è difficile perché ci sono dei vincoli di vario tipo, però dà delle soddisfazioni molto particolari con lavorazioni che in qualche maniera ti portano a superare i tuoi limiti. Riesci a scoprire delle soluzioni nuove e a lavorarci sopra. Occorre cuore e testa.

Non è un momento facile per il settore edile…
A partire del 2009 il settore edile ha visto un calo dell’offerta sia per nei lavori pubblici che in quello privato. Quest’ultimo però è stato caratterizzato da una battuta d’arresto meno traumatica almeno per me che ho una piccola azienda.

Nell’ultimo decennio quanto è cambiato il settore? Quali sono gli ultimi trend dell’edilizia?
La tipologia di costruzione è cambiata tantissimo. Si è passati da una costruzione con una muratura come quella fatta sin dagli anni ‘60 ad una molto più stretta, più portante però con degli isolamenti termici molto più spessi, questo per dare una classe energetica alle case superiore. Il modo di costruire è diverso in quanto si va a fare dei cappotti su dei muri con materiali innovativi.

Cosa significa costruire in montagna?
Il lavoro in montagna comporta difficoltà maggiori che si superano con più lavoro e meno guadagno. Il cliente non è sempre in grado di cogliere questa differenza e un imprenditore si deve organizzare prevedendo un dispendio di energie ed economiche superiori che non puoi neanche addossare tutto sul cliente, altrimenti diventerebbe impossibile fare una ristrutturazione in certi posti dove devi portare per 50-100 metri i sacchi di cemento con una carriola.

Iniziative aziendali da segnalare per il 2019?
Per il 2019 le prospettive sono buone. Ho già lavoro per 7-8 mesi. Una finestra di tempo già buona per il periodo. Si tratta sempre di ristrutturazioni e rifacimento di tetti in lose. Piano piano qualcosa si sta riprendendo. Ce lo auguriamo tutti che finisca.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Più che un sogno il mio è un augurio cioè che l’economia del nostro Paese possa tornare ai livelli di 15 anni affinché sia le aziende, grosse e piccole, che le famiglie che ci lavorano abbiano delle basi solide per poter progettare il loro futuro.
 

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