30 marzo 2019

1° aprile #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #AgentidiAssicurazione

Lunedì 1° aprile, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu undicesima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Sergio Amail, Presidente del Sindacato Nazionale degli Agenti di Assicurazione.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

Simon Bobba (#CentrodellaSicurezza): 40 anni di esperienza


Questa settimana proponiamo l'intervista a Simon Bobba del Centro della Sicurezza di Aosta.

La vostra è una storia che ha origini quarantennali?
Esattamente. Ha tutto inizio nel 1979 con l'apertura del Centro della Sicurezza da parte di Leonardi il mio vecchio capo che poi negli anni ha trasportato in questa avventura me e il mio socio, Rosario Timpano, e da ormai sei anni l'azienda è nostra dopo un periodo di affiancamento con lui che ora è in pensione. Siamo in qualche maniera la seconda generazione anche se lui ha assicurato un contributo trentennale, dandoci delle radici solide.

Descriviamo in cosa consiste la vostra attività?
Prevalentemente ci occupiamo di realizzazione di impianti di sicurezza quali impianti di segnalazione allarmi o quelli che normalmente si chiamano antintrusione, cioè contatti all efinestre e rivelatori di movimento, videosorveglianza, controllo accessi, sensoristica, rivelatori di gas e di CO2, fornitura di mezzi forti, cioè le casseforti e di tutto quello che è il corredo della sicurezza per persone e oggetti, ad esempio pulsanti di emergenza per le persone anziane. Riusciamo a esaudire qualsiasi tipo di esigenza. Ovviamente non facciamo tutto. Gli impianti elettrici li realizziamo soltanto a corredo o per clienti importanti su richiesta. In generale il 70% del nostro fatturato deriva dalle aziende.

In quest’ultimo decennio come è cambiato il mercato?
Al di là del luogo comune sulla crisi per fortuna il nostro settore non attraversa momenti di crisi, al massimo si tratta di fasi di assestamento, caratterizzate da alti e bassi. I certi periodi èmeglio seminare,in latri si raccoglie. E' cambiato tanto il rapporto con gli enti pubblici perchè fino a dieci anni fa il 50% del fatturato deriva da loro. Oggi non è così. Si è modificata anche la tipologia di concorrenza. Si è passati da una professionalità molto accurata ad una basata esclusivamente sul prezzo. Noi in passato abbiamo sempre e continuiamo investito sulla formazione dei nostri collaboratori.

Si parla molto di sicurezza, ma forse talvolta un po’ a sproposito o per lo meno in modo poco professionale...
Come in tutti i settori pesa sempre di più l'informazione che si raccoglie dalla rete con acquisti di dispositivi da Amazon o da altri canali di rivendita. Il mio consiglio non è di recarsi al Centro della Sicurezza perchè ha una professionalità migliore delle altre, ma, comunque, contattare professionisti del settore, non ci siamo soltanto noi, che però abbiano certificati per l'installazione del prodotto, abbiamo soprattutto un acontinua formazione in modo da trovare le migliori soluzioni per il cliente. E così evitare di pensare esclusivamente al prezzo più basso, ma valutare anche che cosa in post-installazione un professionista può fare.

Non si può fare l'autodidatta insomma...
Non dico questo. La semplicità in tecnologia permette in realtà di comprare dei piccoli kit di videsorveglianza su internet, ad esempio, per la carità però almeno un minimo di progettazione è necessaria.

Qual è stata la maggior difficoltà incontrata nel portare avanti l’azienda?
Spesso sono i rapporti umani che complicano il nostro lavoro. In passato avevamo più tempo da dedicare al cliente e potevamo accompagnarlo nel migliore dei modi e aiutarlo nel trovare la soluzione più adatta. Ora dobbiamo fare tutto molto velocemente con richieste di preventivo rapide e anche di soluzioni date rapidamente. Questo ci costringe a rincorrere il cliente e a fargli capire che l'importanza di un impianto di sicurezza, al di là del prezzo che è importante, sta anche nel post-vendita, nella garanzia, nel supporto. Servono soluzioni che possano essere continuamente manutenute dall'installatore. Il mio consiglio è quello di appoggiare ad aziende che offrono un supporto di assistenza tecnica sia ordinaria, in modo da mantenere l'impianto in funzione negli anni, che straordinaria.

A cosa state lavorando in questo periodo?
A un grande progetto di integrazione tra molteplici sistemi di sicurezza, cioè segnalazione eventi, videosorveglianza, controllo accessi in modo tale da avere un'unica piattaforma di gestione e ricezione allarmi perchè il nostro cliente, un grosso committente, ha la ncessità di avere una unica postazione di monitoraggio e ha bisogno di rendere più fruibile il dato, più fruibili gli eventi per i propri operatori.

Un progetto particolarmente impegnativo che avete affrontato in questi mesi?
Uno dei temi più caldi in questo periodo è il cambio delle normative sull'antincendio. In questo periodo ci stiamo concentrando maggiormente su questo settore perchè stanno intensificando i controlli.

Novità per il 2019?
Vorremmo insediare il nuovo capannone, vicino all'attuale sede in via Lavoratori vittime del Col du Mont 28. Qui confidiamo di inaugurare il tutto entro la fine dell'anno. Continua la nostra strategia di investimento sul personale

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Vogliamo crescere il più possibile e assumere personale assicurando nuovi posti di lavoro.

28 marzo 2019

Gianni Buffa (#CNOS-FAP) ospite il 29 marzo a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 29 marzo, alle 9,35, ventisettsima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Gianni Buffa del CNOS-FAP.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

24 marzo 2019

#ProImpresa 10: Breve guida al nuovo regolamento privacy (#crosa10)


Fa sorridere parlare di privacy, che è un diritto inalienabile, di fronte alla forza dei Big Data, perché qualsiasi intervento legislativo rischia di essere vanificato dalla forza del web. Nel 2018 siamo passati da una Direttiva che consentiva a ciascun Paese di recepirla adeguandola alla propria legislazione, ad
un unico regime di protezione dei dati personali dei cittadini e residenti dell’Unione, all’interno ed all’esterno dei suoi confini, comune e omogeneo a tutto il territorio dell’UE.

Il Regolamento 679/2016 è portatore di importanti novità, comporta una serie di nuovi obblighi a carico delle aziende e impone l’adozione di misure di protezione fin dalla fase di progettazione
del trattamento. Viene introdotto il concetto di responsabilizzazione del titolare e del responsabile
del trattamento che devono operare la raccolta in modo lecito, corretto e soprattutto trasparente.
La normativa si applica ogni volta che avviene una qualsiasi operazione compiuta sui dati personali (es. visualizzare un codice fiscale, un numero di telefono, la localizzazione satellitare, un
nickname), esclusi i trattamenti effettuati per attività esclusivamente personale o domestica.

La tenuta del registro dei trattamenti, in forma scritta o elettronica e dove bisogna indicare una serie precisa di informazioni, è un obbligo, ma non si applica alle imprese e organizzazioni con meno
di 250 dipendenti, a meno che il trattamento non sia occasionale o ad alto rischio, o includa particolari categorie di dati (es. dati sensibili).

Il Garante Privacy ha pubblicato le istruzioni sul Registro, che le PMI possono tenere in forma semplificata, e ha chiarito che devono tenerlo liberi professionisti, esercizi commerciali o artigiani
con almeno un dipendente (bar, officine, negozi) o che trattano dati sanitari dei clienti (estetisti, ottici,
odontotecnici, tatuatori) o dati relativi a condanne penali o reati. Il Responsabile del trattamento
è un soggetto particolarmente qualificato e esterno all’impresa, al quale il titolare ha delegato lo svolgimento di determinate attività (es. consulente del lavoro).

L’informativa, in forma concisa, trasparente, intelligibile per l'interessato e facilmente accessibile, va data al massimo entro 1 mese dalla raccolta o dalla comunicazione dei dati. La forma scritta per il consenso, ove previsto, resta la forma più idonea. Restano validi l’informativa e il consenso prestati ante 25 maggio 2018 se hanno tutte le caratteristiche previste dal Regolamento.
Deve sempre essere indicato il periodo di conservazione dei dati e, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinarlo (es. termini prescrizionali di 5 o 10 anni). Il CV va conservato solo per il tempo necessario alla verifica dei requisiti degli aspiranti lavoratori, salvo che si sia specificato che può essere usato per eventuali altre posizioni. Per i dati trattati elettronicamente è necessario
fare un’analisi dei rischi e poi adottare soluzioni di sicurezza informatica per neutralizzarli.

23 marzo 2019

#ProImpresa 9 : Finanziamento per le PMI, aperto il bando della nuova #Sabatini (#crosa09)

La rubrica ProImpresa di Edda Crosa è pubblicata tutte le settimane sul Corriere della Valle d'Aosta.

480 milioni di euro messi a disposizione, dal 7 febbraio scorso, con il bando della Nuova Sabatini che facilita l’accesso al credito delle micro e piccole e medie imprese, comprese le start up, e sostiene gli investimenti sia per acquistare, sia per acquisire in leasing. È un finanziamento erogato da banche
e intermediari aderenti ad un Addendum del Ministero dello Sviluppo economico, con un contributo del Ministero stesso sugli interessi. Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca; sono escluse le attività finanziarie e assicurative, quelle connesse all’esportazione e gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

I beni acquistati o acquisiti in leasing, anche da fornitori esteri, devono essere nuovi; sono escluse le spese relative a terreni e fabbricati, a beni usati o rigenerati o per mera sostituzione; a spese per pubblicità e le promozioni di qualsiasi genere, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti” e a quei componenti o parti di macchinari che non hanno un’autonomia funzionale
o che riguardano costi relativi a commesse interne. Sono ammesse le spese per l’acquisto di serre, a condizione che possano essere considerate impianti, di impianti di cogenerazione, mini eolico e microgeneratore, per le imprese che svolgono attività diverse dalla produzione di energia, e l’acquisto
di software di base, in quanto riconducibile alle immobilizzazioni materiali.

L’acquisto può essere interamente coperto dal finanziamento bancario e deve essere compreso tra i 20mila e i 2 milioni di euro. Il contributo del Ministero è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni, comprensiva di un periodo di preammortamento o di prelocazione non superiore a dodici mesi, e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti
ordinari e al 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali (industria 4.0).

Il contributo è erogato dal MISE in quote annuali, una volta l’anno; è concesso nei limiti dell’intensità di aiuto massima concedibile in rapporto agli investimenti previsti dai regolamenti comunitari di settore ed è cumulabile con altri aiuti pubblici concessi per le medesime spese. La richiesta di finanziamento va fatta alla banca o all’intermediario finanziario, insieme alla domanda di accesso al contributo ministeriale. Il finanziamento può beneficiare di tutti gli interventi di garanzia, pubblici e privati, compresi quelli dei Confidi e può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, richiesto dalla banca/ intermediario o dal Confidi che rilascia la garanzia.

Le specifiche tecniche per accedere al finanziamento si trovano sul sito del MISE 
https://www.mise. gov.it/index.php/it/incentivi/i mpresa/beni-strumentali-nuovasabatini.

Laura Ricchetti (#SEC): Mettere in #sicurezza gli ambienti complessi


Questa settimana proponiamo l’intervista a Laura Ricchetti della Sec, start up insediata nell’incubatore di Pont-Saint-Martin. Ringraziamo Ricchetti per essere ai nostri studi.

Il vostro nome dice bene cosa fate. Ricordiamolo…
Sta per “Securité des environnements complexes”, cioè la sicurezza degli ambienti complessi in quanto nasciamo con l’idea di portare soluzioni che vadano a rispondere ai fabbisogni di ambienti soggetti a rischi ambientali, a calamità naturali, che abbiano la necessità di elevare la qualità della vita proprio in funzione di alcune complessità intrinseche dell’ambiente.

Fate questo con una rete di tecnologie all’avanguardia. Cioè?
Possiamo intendere il concetto di Rete in un duplice significato. In quello più “fisico” si tratta proprio dei nostri prodotti e della loro possibilità di essere configurati per operare nell’ambito di una rete di monitoraggio e di servizi integrati, quindi sostanzialmente abbiamo negli anni sviluppato idee e soluzioni, che sono state anche oggetto di brevetto d’invenzione depositato a livello sia italiano che europeo, e che hanno portato allo sviluppo di prodotti che possono essere sensori ottici, elettronici, termici, e piattaforme più complesse anche con integrazione di hardware e di software che vanno a svolgere attività di monitoraggio del territorio, monitoraggio di fenomeni idrogeologici, prevenzione da rischio valanghe, sistemi che consentono anche la geolocalizzazione di mezzi e persone sul territorio, e quindi anche la possibilità di gestire flotte in campo sia a fine di protezione civile piuttosto che per attività di teleassistenza medica anche in quelle zone in cui è difficile arrivare in maniera tempestiva con il medico o con altri tipi di supporto. Tutto ciò può essere integrato in una rete in cui i vari sensori operano contemporaneamente ed andare a convergere all’interno di una struttura di acquisizione ed elaborazione dei dati per poter poi fornire servizi predittivi e supportare nella prevenzioni di situazioni di rischio. Il concetto di rete, poi, può essere inteso in un senso più “imprenditoriale” in quanto per noi la rete consiste nella possibilità di poter contare sulla partnership di numerose realtà all’avanguardia che portano un importante valore aggiunto ai nostri prodotti e servizi. La partnership principale naturalmente è quella con tutte le aziende del Gruppo Insis, cui Sec appartiene, ed in primis con il laboratorio di ricerca di Insis che ha insediato una succursale proprio in Valle d’Aosta. Un laboratorio nato nel 1997 e riconosciuto dal MIUR a livello nazionale, con oltre 20 anni di ricerca svolta da ingegneri e ricercatori in materie estremamente complesse che spaziano dall’elettronica alla meccanica di precisione, dall’areonautica all’ingegneria di sistema, e che porteranno valore aggiunto nella capacità di Sec di rendere questi prodotti maggiormente rispondenti alle esigenze del contesto. Poi abbiamo numerose partnership con uno studio di ingegneria ambientale in ambito valanghe, con un’azienda che produce a livello mondiale apparati per il distacco forzato di valanghe, con alcune Università, tra cui quelle di Pisa e di Pavia e anche nuove collaborazioni che stiamo cercando in Valle d’Aosta dove abbiamo trovato un forte nucleo con competenze verticali molto spinte con cui speriamo di poter concretizzare nuove opportunità.

Essere insediati in Valle d’Aosta è quasi un fatto dovuto…

La scelta è stata veramente più che dovuta per consentire lo sviluppo di alcuni prodotti; ad esempio per la realizzazione e test della palina per il monitoraggio dell’altezza e della temperatura della neve per prevenire fenomeni di distacco valanga, ci siamo ritrovati in passato, provenendo dalla Liguria, con la forte difficoltà a trovare la neve per poter mettere a punto il prodotto, quindi siamo andati a cercarla in montagna, e sicuramente la valle d’Aosta, anche per tutte le altre linee di prodotto legate al monitoraggio aereo, offre un panorama idrogeologico assolutamente complesso e completo

Come siete stati accolti dal territorio?
Siamo stati accolti in maniera molto positiva. Abbiamo avuto modo di entrare in contatto sia con le istituzioni sia con le altre realtà imprenditoriali. C’è stata data la possibilità di insediarci all’interno di un incubatore, Pepinieres des Enterprise, che offre la possibilità alle start up come la nostra di potersi incontrare, di potersi confrontare su problematiche anche di avvio e di lancio dell’azienda e offre tutta una serie di servizi legati proprio alla crescita degli imprenditori anche con eventi formativi, eventi di confronto, workshop e quant’altro, il tutto all’interno di strutture che sono state messe a disposizione dalla Vallée d’Aoste Structure che è sempre molto presente nel cercare di comprendere le nuove esigenze eventualmente anche evolutive per poter creare ambienti di lavoro adeguati. Oltre a questo dobbiamo ricordare anche tutto il supporto degli enti regionali, ad esempio l’Assessorato alle Attività Produttive, la Fondazione Brodolini e tutti i servizi che ogni giorno ci sono messi a disposizione per poter capire come funziona la Regione e quali potrebbero essere le opportunità per noi per poter accelerare lo sviluppo della start up. Anche con le altre aziende siamo entrati in contatto e vediamo che ci sono parecchie realtà interessate ad intraprendere collaborazioni con noi.

A cosa state lavorando in questo periodo?
Oltre alla palina abbiamo sviluppato altri prodotti che nascono da brevetti del laboratorio di ricerca del Gruppo che riguardano sostanzialmente lo sviluppo di sensori che possano effettuare il monitoraggio del territorio fornendo informazioni tridimensionali dello stesso, e quindi la possibilità di fornire misure 3D dell’ambiente e prevedere fenomeni di rischio, sversamenti, smottamenti. Ma c’è anche tutta la parte legata al monitoraggio infrastrutturale che è un tema molto sensibile in questo periodo, e quindi stiamo lavorandoper poter migliorare le prestazioni degli altri prodotti che abbiamo sviluppato e che possono essere impiegati in questa direzione. Inoltre stiamo cercando di avviare un nuovo progetto che spero ci possa consentire di spostare il concetto di ambiente complesso anche all’ambiente dello spazio celeste e poter sviluppare soluzioni tecnologiche che ci portino anche nel mondo della robotica spaziale

Novità per il 2019?
Lo sviluppo di moduli radio che consentano di effettuare telecomunicazioni sicure da integrare anche con i nostri prodotti ambientali e poi massimo focus su tutti i progetti che ci permetteranno di entrare nell'ambito space e di creare una nuova divisione per l’intero gruppo e dare così una identità molto solida alla Sec.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Sec è nata come una sorta di spin off del gruppo, ma è stato uno spin off un po’ differente dalle altre aziende del gruppo, perché è nata anche dall’idea di un team di ingegneri come me, che sono poi i miei collaboratori, e come me portano il nome come inventori su alcuni brevetti. Il nostro impegno è volto a dare una identità a questi brevetti e provare a farne qualcosa che possa essere proposto sul mercato. Il sogno di questo gruppo è quindi quello di portare la Sec ad avere una identità sua ed essere un terzo filone del gruppo, essendo gli altri due orientati principalmente per il momento al settore civile e a quello della difesa,un filone nuovo che sia dedicato al settore degli ambienti complessi e dello spazio, con un volume di business tale da poter costituire una line of business del gruppo totalmente autonoma.

Paolo Marjolet (#3commessi): Professionalità, specializzazione e fidelizzazione del cliente


Questa settimana proponiamo l'intervista a Paolo Marjolet, componente del direttivo di  Confcommercio e titolare del negozio 3Commessi.

Tutto inizia negli anni ‘50 con un negozio di tessuti...
Esattamente. I tre commessi a quell'epoca, il 1958, erano soltanto tre ragazzi che lavoravano al negozio Moretto ad Aosta in via Sant'Anselmo, che hanno intrapreso questa attività dandole il nome I 3 Commessi. Erano tre amici che hanno intrapreso insieme questa avventura. Dopo pochissimo tempo, il lavoro non era sufficiente per tutti e tre, sono rimasti in due, mio padre, Marjolet Renzo e Napoli Giuseppe, che hanno portato avanti l'attività fino al 1973 quando mio padre morì per un incidente stradale; a quel punto subentrò mia madre e dopo alcuni anni abbiamo rilevato la parte di Napoli che aveva dei problemi di salute e dal 1984 ad oggi la ditta è completamente in mano alla nostra famiglia cioè a me e a mio figlio, Marjolet Matteo, oltre a mia sorella e a mia mamma che adesso, avendo una certa età, non è più con noi in negozio ad aiutarci. L'anno scorso a novembre 2018 abbiamo festeggiato i 60anni di attività.

Siete longevi in quanto attività  commerciale... 
Visto il contesto attuale è sempre più difficile riuscire a mantenere un'attività in piedi...

Come sopravvive un negozio di abbigliamento sulla piazza di Aosta in tempi come gli attuali? Quali sono le strategie?
Il momento è difficilissimo per tutti. Il commercio come è stato concepito fino ad adesso sta terminando. Noi abbiamo una conduzione famigliare ma ci muoviamo molto. Andiamo a cercare nuove aziende, nuovi stimoli. Ci facciamo aiutare anche da nuove procedure di marketing, cercando di fidelizzare i clienti, anche perché ormai l'unica nostra arma che abbiamo è il contatto umano con il cliente. Questo è quello che possiamo dare alla nostra clientela e fino ad ora ha pagato.

A proposito di difficoltà: l’idea di far pagare una sorta di caparra a chi prova abiti e scarpe? Cosa ne pensa?
Purtroppo non è l'atteggiamento corretto. Anche se capisco che noi commercianti arriviamo ad adottare queste tipologie di situazioni perché dà fastidio che il nostro lavoro non è apprezzato, ma non è questo il modo di affrontarlo anche perché rischiamo di perdere altra clientela, invece dobbiamo, come ho già detto, fidelizzare il cliente, cercare di creare un rapporto umano. E' il cliente che deve cercare noi. E' questa la differenza secondo me.

Dal suo osservatorio cosa può dire sul settore dell’abbigliamento in Valle?
La nostra concorrenza spietata è la grande distribuzione, internet, e noi lì siamo indifesi. E' sotto gli occhi di tutti la chiusura di tantissimi negozi. Occorre avere molta professionalità e fare molta attenzione alla gestione amministrativa e a tutto ciò che comporta un negozio.

Lei gira molto fuori Valle: va a caccia di nuovi trend, immagino anche possibili nuovi fornitori...
In questo momento il commerciante del mio settore non può fermarsi, stare nella bottega come si diceva una volta. Deve muoversi, cercare nuove aziende, soprattutto nuovi contatti in quanto la conoscenza delle problematiche comuni a tutti i commercianti dello stesso settore fa sì che uno possa
crescere. Spesso l'errore o la particolarità di un negozio ti può far aprire gli occhi su questioni che rimanendo sempre all'interno della tua attività non vedi. Questo ci ha davvero aiutato tantissimo.

Un po' tutto il territorio italiano è di stimolo immagino...
Assolutamente, anche se il nostro raggio di azione chiaramente è limitato al Nord Italia. Muoversi,
informarsi, scambiarsi opinioni, comunicare con quelli che un tempo chiamavamo concorrenti
mentre invece sono nostri colleghi di lavoro aiuta moltissimo a crescere nella propria azienda.

La rete di Confcommercio è molto utile....
L'Unione fa la forza. Una volta purtroppo il commerciante era abituato a pensare al proprio piccolo orticello, adesso è il caso di guardarci più intorno. Non è facile, ma è necessario se vogliamo proseguire nella nostra attività.

Siete specializzati in abiti da sposo...Come è operare in questo settore?
Siamo stati spinti a specializzarci nell'abito da cerimonia in quanto noi dobbiamo dare un servizio ai
clienti, un rapporto umano e questo è un prodotto legato ad una festa e le famiglie vengono a comprarlo da noi instaurando un buon rapporto sia economico che umano. Il nostro settore ormai non può più essere limitato alla vendita della camicia, del pantalone, occorre trovarsi delle nicchie. E il settore della cerimonia è importantissimo per noi.

Novità per il 2019?
Già da un paio d'anni la ricerca di vestibilità un po' più asciutte, la ricercatezza soprattutto nella vestibilità, slimed extraslim, anche la cura dell'uomo si è fatta più sentire. Quest'anno poi continuiamo a seguire con attenzione il periodo degli sposi che inizia da febbraio e abbiamo  intenzione di creare all'interno del negozio un reparto per le taglie un po' più grandi che apriremo per la fine dell'anno.

Ci sono dei saloni particolari per l'abito da sposa?
Tantissimi. L'appuntamento più importante comunque per l'intero settore rimane Pitti a Firenze, noi ci siamo stati a gennaio e poi c'è la seconda parte a giugno per la primaveraestate. Inoltre visto che lavoriamo per molte aziende estere andiamo sia a vedere il salone dello sposo a Milano che da un paio di stagioni anche in quello di Dussenldorf, in quest'ultimo andiamo per vedere interpretazioni nuove del matrimonio in quanto in Europa non tutti hanno il concetto dello sposo come in Italia ma è un po' più naturale, un po' meno formale.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Più che un sogno vorrei la tranquillità, cioè che la mia famiglia possa continuare a poter vivere grazie
a questa attività in cui noi crediamo tantissimo, soprattutto ora che mio figlio è entrato in azienda. Spero che questa storia possa andare avanti ancora tanti anni.

#PSR: a che punto siamo? (#mossoni09)

L’analisi dello stato di avanzamento della spesa dei Psr è uno dei misuratori importanti al fine
di valutare il livello di attuazione delle Politiche di Sviluppo rurale ed evitare, conseguentemente, il disimpegno delle risorse con la restituzione dello somme stanziate alla U.E.

E’ evidente, quindi, l’importanza dell’utilizzo completo ed efficace delle risorse allocate, al fine di
favorire lo sviluppo e la competitività delle aziende agricole. E’, inoltre, di grande importanza velocizzare l’iter istruttorio di pagamento delle domande presentate dagli agricoltori sui Bandi del PSR regionali. Proprio in riferimento allo stato di attuazione delle Politiche di Sviluppo
rurale, si rende noto che il Ministero ha pubblicato sul sito della Rete Rurale Nazionale, l’ultimo
report trimestrale del 2018 (4° trimestre) con i dati aggiornati al 31 dicembre 2018 sull’esecuzione
del Bilancio FEASR.

Dal documento emerge che, ad oggi, sono stati spesi complessivamente 6.008 milioni di euro pari a
2.947 milioni di euro di quota FEASR. In termini percentuali la spesa è pari al 28,73 % del totale a cui si aggiungono gli importi versati a titolo di prefinanziamento (3% del budget totale di ciascun PSR) e la riserva di efficacia. Dall’analisi specifica dello stato di avanzamento della spesa per singola regione il seguente quadro (escluso la quota di prefinanziamento e la riserva di efficacia): Abruzzo 18,80%; Basilicata 22,03%; Calabria 35,35%; Campania 25,23%; Emilia-Romagna 30,74%; Friuli Venezia Giulia 28,10%; Lazio 24,83%; Liguria 20,39%; Lombardia 25,86%; Marche 17,59%; Molise 35,41%; Piemonte 31,27%; Puglia 18,58%; Sardegna 36,11%; Sicilia 26,52%; Toscana 27,49%; Trento 36,26%; Umbria 29,64 %; Valle d'Aosta 29,64%; Veneto 43,55%.

Come si potrà notare la nostra Regione è, in una ipotetica classifica, ottava - a pari merito con l’Umbria – per capacità di spesa con una percentuale del 29,64%, appena oltre la media nazionale
(28,73). La Regione più virtuosa è il Veneto con il 43,55%. In merito a restituzioni di fondi all’Unione Europea brutte notizie per l’Italia (e altri 10 Paesi) ; è infatti comparso in gazzetta ufficiale
UE il provvedimento di recupero di circa 8,6 milioni di euro, in particolare per quanto riguarda errori
di spesa dei fondiFeaga (aiuti diretti e misure di mercato) e Feasr (sviluppo rurale), e vecchie procedure di liquidazione dei conti risalenti al 2007, 2016 e 2017. Intanto giunge notizia che
la Commissione Europea voterà in aprile sui tre regolamenti della PAC- dopo 2020. Un calendario
del genere escluderebbe la possibilità di un voto sulla nuova programmazione in questa legislatura
ponendo una grande incognita sui tempi di approvazione della riforma della Politica agricola comune.
La commissione agricoltura del prossimo Europarlamento – ricordiamo le elezioni Europee sono alle
porte - potrebbe infatti scegliere di presentare nuovi emendamenti alle proposte fatte dalla Commissione europea nel giugno 2018.

Ezio Mossoni

Dominidiato (#Confcommercio): Vogliamo la zona franca

Graziano Dominidiato
Questa settimana proponiamo una intervista al Presidente di Confcommercio Graziano Dominidiato.

Il ruolo di Confcommercio in un momento come l’attuale?
In un momento particolarmente difficile come l’attuale si tratta di dare un supporto agli associati nei
rapporti con le istituzioni e con la burocrazia che si fa sempre più complessa. Inoltre dobbiamo anche
essere come associazioni più propositivi nei confronti delle stesse Amministrazioni locali.

A livello nazionale Confcommercio dice che il quadro resta debole. La situazione valdostana qual è?
Posso confermarlo. Ho partecipato una due giorni a Roma della nostra confederazione dove abbiamo proprio approfondito le problematiche del settore e ci siamo interrogati sulla necessità di creare nuovi stimoli nell’ambito di un progetto di rigenerazione urbana che favorisca la riqualificazione delle strutture commerciali nei centri storici. In questa sede si è visto chiaramente che mentre prima poteva essere una difficoltà a macchia di leopardo oggi è tutto il territorio italiano ad essere coinvolto. In Valle d’Aosta abbiamo registrato un calo del 4% delle imprese commerciali mentre nel settore turistico e dei pubblici c’è stato un aumento del 7%. Questa crisi tocca le attività che offrono beni,
mentre chi offre servizi, ad esempio la ristorazione, attraversa un momento più favorevole. La gente in momenti come questi cerca di migliorare la qualità della propria vita.

La crisi del commercio in Valle d'Aosta ha delle peculiarità?
Credo che non ci siano grandi differenze fra la crisi nazionale e quella regionale. La situazione locale
forse è aggravata per quanto riguarda il commercio nei piccoli comuni montani. Come si sa questo è un problema di gran parte delle nostre piccole località di montagna. Le attività non reggono, le amministrazioni stanno cercando in tutti i modi di supportare queste attività affinché rimanga un servizio in ogni paese di montagna. Purtroppo i costi per l’approvvigionamento, a differenza delle zone di pianura, sono sempre più importanti e vanno organizzati. Poi sicuramente sono mutate anche alcune caratteristiche legate al turismo che si è fatto più del tipo mordi e fuggi. Chi ha una seconda casa e chi la raggiunge dal venerdì sera alla domenica spesso arriva con gli approvvigionamenti già fatti e questo non fa del bene alle nostre attività. Oltre a questi elementi la crisi è anche dettata da un clima di incertezza di tipo anche politico che non crea nelle famiglie quello stato d’animo che permetta di essere più sereni per il futuro e questo si riflette sui consumi.

Avete aperto un infopoint franchising. Di cosa si tratta?
Dall’autunno 2017 stiamo sviluppando molti servizi a favore degli associati. In questo caso abbiamo attivato uno sportello gratuito grazie ad un nostro associato, esperto nel settore, che ha diverse attività di franchising in diverse parti di Italia. Sicuramente potrà essere un valido aiuto per coloro che vogliono intraprendere questo tipo attività che si discosta dai metodi tradizionali di fare attività commerciale.

Quale è stato l'impatto della fatturazione elettronica sulla categoria?
Sicuramente è stato particolarmente traumatico, già i registratori di cassa avevano creato un problema
che ora ha assunto dimensioni ancora maggiori. Come Confcommercio abbiamo predisposto per i nostri associati una Piattaforma con un concetto primario: massima semplificazione. Chi si trova in difficoltà, chi ha problematiche di questo genere e vuole essere supportato trova in associazione un infopoint molto attento e disponibile. Inoltre l’utilizzo di questa piattaforma che abbiamo predisposto
con una azienda primaria valdostana dà un aiuto notevole assicurando una semplificazione di questo processo che prevede l’invio diretto di quanto fatturato all’Agenzia delle Entrate.

Un buon motivo per iscriversi a Confcommercio…
Direi di sì. In generale noi viviamo un momento soddisfacente in quanto grazie ai nostri nuovi servizi ci stanno avvicinando molti nuovi operatori.

Il reddito di cittadinanza potrebbe rilanciare i consumi?
Secondo me no. Poi è chiaro che si dovrà verificare quali saranno i possibili fruitori. Noi siamo una
piccola regione. Io credo che, nonostante le difficoltà ci siano anche nel nostro territorio, non saranno
particolarmente numerose le persone interessate dal provvedimento. Inoltre sono convinto che chi li
otterrà avrà sicuramente problemi molto più gravi da risolvere con queste disponibilità economiche
piuttosto che utilizzarli nelle attività commerciali.

Un provvedimento regionale o nazionale che potrebbe aiutare il settore...
Provocatoriamente vorrei poter tornare al tempo precedente al Decreto Bersani sulle liberalizzazioni
in quanto avremmo risolto molti problemi. A causa del decreto c’è stato un proliferare di attività che sono una attaccata all’altra e ogni tanto si crede che anche se si è vicini si può esprimere la propria
professionalità in modo diverso, però è chiaro che si crea della confusione anche nei fruitori di queste
attività, ma ormai non è più possibile a causa delle norme europee. Il principio della flat tax e di una
tassazione più corrispondente agli introiti potrebbe essere sicuramente di aiuto, soprattutto non applicando le tassazioni in base al valore del magazzino. Noi soffriamo di questo, cioè che ci viene conteggiato tutti gli anni il magazzino che sfortunatamente non siamo riusciti a diminuire. Inoltre si
tratta di prodotti divenuti obsoleti e che quando sono riproposti anche se avevano valore 10 devi
proporli a 5 altrimenti non riesci a venderli.

Novità per il 2019?
Il 1° di marzo, contestualmente all’inaugurazione della sede, abbiamo alla presenza del nostro
Presidente nazionale Sangalli il Progetto CREA IMPRESA, che vuole rendere consapevoli tutti coloro che vogliono aprire una nuova attività degli ostacoli burocratici, di organizzazione, di funzionamento, e accompagnarli nel creare la loro impresa tramite un servizio che è completamente gratuito, grazie al supporto economicamente rilevante ricevuto dalla confederazione e da alcuni partner che ci  hanno aiutato e hanno creduto con noi in questa iniziativa. Un progetto, quindi, ci tengo a sottolinearlo realizzato completamente con fondi privati. Invitiamo, quindi, tutti coloro
che vogliono intraprendere una attività commerciale nuova ad affidarsi ai nostri esperti. E’ importante
che non accada più come è avvenuto negli ultimi anni che aperte 130 imprese a fine anno se ne
trovano soltanto 85.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Trasformare la Valle d’Aosta in una Zona Franca in modo da dare di nuovo una linfa vitale all’ormai
martoriato settore del commercio che soffre non soltanto la crisi ma soprattutto l’e-commerce.

22 marzo 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: Gli #Ingegneri

IDENTIKIT DEll'ORDINE DEGLI INGEGNERI


Iscritti totali anno 2018: 451 di cui Albo A (ingegneri con laurea maguistrale 5 anni): n. 439 Albo B (ingegneri con laurea triennale - iunior): n. 12

Composizione del Consiglio Direttivo
Presidente:ing. Corrado CAVALLERO
Vice Presidente: ing. Alberto BETHAZ
 Segretario: ing. Erik CAMOS
 Tesoriere: ing. Sofia ZANCHETTA
Consiglieri: ing. Alexia BENATO; ing. Corrado COMETTO; ing. Camillo DUJANY; ing. Lorenzo NELVA STELLIO; ing. iunior Walter MUSSO;

Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede che sia stazionario, le nuove iscrizioni compensano le cancellazioni

E-Mail: segreteria@ordineingegneriaosta.it; info@ordineingegneriaosta.it; PEC: ordine.aosta@ingpec.eu
Sito internet: 
www.ordineingegneriaosta.it 


INTERVISTA AL PRESIDENTE CORRADO CAVALLERO

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
La Regione Valle d’Aosta ha sempre avuto una grossa importanza per quanto riguardava l’edificazione, i lavori pubblici e le costruzioni in generale. Ovviamente in questi anni questo mondo è venuto un po’ meno. Anzi ci sono state parecchie riduzioni in termini di denaro pubblico per ciò che riguarda il settore delle costruzioni. Di conseguenza questo è stato determinante sulla categoria creando una situazione di difficoltà. D’altronde in Valle d’Aosta la professione dell’ingegnere era cresciuta molto sulla scia dei lavori pubblici e, a maggior ragione, c’è uno stato di disagio che comunque permane ed è un po’ sotto gli occhi di tutti. Il mondo delle costruzioni è fermo non soltanto per quanto riguarda gli ingegneri, ma per tutto il settore. Si tratta perciò di numerose migliaia di lavoratori.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Io ritengo che comunque la professione dell’ingegnere possa andare oltre l’edilizia e il lavoro pubblico. Io ritengo che l’ingegnere abbia una forte formazione culturale e con questa può trovare sbocchi anche al di fuori del mondo delle costruzioni, anche se tutti auspichiamo che riprendano gli investimento in questo settore. Tutto il mondo legato all’industria, alle telecomunicazioni, all’informazione gravita intorno alla figura dell’ingegnere, quindi sarà un ingegnere non più esclusivamente del tipo civile, edile, ma meccanico, informatico, delle telecomunicazioni, volto al mondo industriale.
Esistono nuovi sbocchi professionali?
Sicuramente. Dove c’è tecnologia c’è l’ingegnere. Questo è un mondo dove la tecnologia sta diventando sempre di più preponderante. Quindi io vedo la figura dell’ingegnere come protagonista di quelle che saranno le scelte, le attività e tutto l’indotto che un mondo del genere non può che avere. L’ingegnere ha questa formazione, a mio giudizio molto completa, polivalente e proprio basandosi sulla polivalenza si può compensare in questo momento un settore che non risulta appetibile né trainante con altri che invece lo stanno diventando.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Al di là della riforma che l’ha resa obbligatoria per gli ingegneri non è mai venuta meno. Di conseguenza gli ingegneri si sono sempre prodigati, anche prima dei 30 crediti minimi per operare, in corsi di aggiornamento. Del resto noi lavoriamo nel campo della tecnologia di conseguenza non possiamo sicuramente stare al palo. Tutta la formazione che abbiamo in termini di studi universitari costituisce una base che deve essere continuamente aggiornata e implementata. Di conseguenza noi ben volentieri l’abbiamo sempre fatto, lo facciamo tutt’ora e continueremo a farlo. Un contatto anche con l’industria per noi è importante. Sapere quelle che sono le nuove tendenze nelle produzioni aiutano l’ingegnere-progettista a poter entrare con nuove dinamiche, nuove modalità nel mondo del lavoro.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Io sono ottimista. La professione da ingegnere sicuramente garantisce degli sbocchi. Bisogna guardare però ad un orizzonte più ampio. Non esiste soltanto l’ingegnere come spesso abbiamo inteso, cioè soltanto edile o civile. Come dicevo prima esiste anche l’ingegnere delle telecomunicazioni, della tecnologia, non parliamo poi dei problemi ambientali e di quelli energetici. Quindi i giovani possono sicuramente avere grosse soddisfazioni da questo settore di studi, anche perché, come ripeto, c’è una formazione di base importante. Culturalmente valida che consente sicuramente delle possibilità di lavoro ampie. Anche la formazione all’estero è sempre auspicabile perché ci si confronta con realtà diverse dalle nostre. Sono tanti i programmi che permettono di completare gli studi all’estero. Sono soluzioni che devono essere perseguite.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Direi proprio di no. La nostra cassa è sostenibile, ben strutturata, gestita con oculatezza. Non vedo nessun problema di questo genere.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
Il mondo digitale da noi è sempre esistito. La mia generazione è passata dal tecnigrafo al lavoro computer di conseguenza il mondo digitale è sempre stato presente nella vita professionale di un ingegnere. Sono stati proprio gli ingegneri a diffondere questo mondo in tutti i settori del mondo produttivo. Sono strettamente legati. E’ una realtà in cui non possiamo non essere che protagonisti. Tantissimi ingegneri sviluppano software a livello industriale.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
La professione è assolutamente un valore che ha una rilevanza notevole. Il professionista si occupa di tanti aspetti. Quante realtà non si possono probabilmente permettere un ingegnere come dipendente e di conseguenza optano per un consulente che opera su più aziende. Un professionista attivo nel privato, nel pubblico. Che si deve orientare a 360°. Io continuo a vedere nel mondo professionale una possibilità di sviluppo e una notevole correlazione con quella che è la società civile. Ricordiamo che gli Ordini servono a tutelare non soltanto i professionisti iscritti, ma anche il cittadino perché garantiscono al cittadino le professionalità necessarie per poter adempiere a quelli che sono i loro bisogni. La nostra attività è rivolta anche all’esterno, alla tutela del cittadino. Noi dobbiamo aprirci. Facciamo anche dei convegni aperti alla cittadinanza su temi più specifici come l’architettura, il mondo delle costruzioni, i grandi impianti. Sicuramente l’Ordine ha questa valenza.

La scelta digitale di #Sweexo

Questa settimana proponiamo l’intervista ad Alessandro Ristaino della start up Sweexo, insediata nell’incubatore di impresa di Pont-Saint-Martin.

Prima di tutto spieghiamo il nome: cosa significa Sweexo?
Francamente ci abbiamo pensato molto. Volevamo un nome fresco e con un suono accattivante, non un acronimo o una sigla. Alla fine come nelle migliori tradizioni prima di andare a registrare il nome qualcuno ha pronunciato Sweexo, ci siamo guardati e l’abbiamo registrato. Quindi non ha un significato, ma a noi è subito piaciuto, speriamo di aver centrato il punto.

Come nasce la vostra azienda?
Volevamo mettere in pratica la nostra idea di IT. Qualcosa che rendesse l’informatica semplice, utilizzabile ovunque e che fosse vicina all’utente. Per questo motivo abbiamo basato le nostre scelte progettuali pensando ai nostri servizi come Cloud based. E devo dire che questo mix di requisiti ci ha aperto un mercato molto ampio tra le micro e piccole aziende, un po’ come siamo noi, che hanno bisogno di essere reattive ed efficaci nei loro processi.

Voi operate nel settore dell’ICT...Aprendo il vostro sito colpisce lo slogan scelta digitale. Cosa volete comunicare?
Scelta Digitale è il nostro payoff. Oggi le potenzialità sono tante e solo poche aziende le sfruttano. Si parla molto di industria 4.0, ma non tutti sanno davvero quali sono i vantaggi. Ad esempio il documento nativo digitale semplifica molto la gestione documentale ed il rapporto con i terzi, ma oggi quando vado dai clienti mi parlano ancora di fotocopie…. C’è molto da lavorare…Oggi il mercato è infatti complesso, in tutti i settori, noi abbiamo una vision: i dati al sicuro, disponibili sempre e ovunque!

Qual è stata la maggior difficoltà in questo periodo di avvio dell’attività di impresa?
A differenza di quanto ci aspettassimo, in questo momento, l’elemento più delicato che stiamo affrontando è il saper gestire al meglio le nostre risorse, mantenendo un equilibrio virtuoso tra il fatturato e la qualità del lavoro. Alle volte per mantenere i nostri standard siamo infatti costretti ad comprimere la nostra sfera privata e lavorare anche la notte. A tal proposito però ci ha aiutato molto la macchina a supporto delle startup messa a disposizione dalla Regione VDA che si è rivelata molto utile con la formazione e le relazioni messe a disposizione che sono di alto livello.

In quanti siete attualmente in azienda..
Siamo 3 operativi full time, ad essere sinceri anche oltre, e poi abbiamo 2 consulenti, stiamo cercando di crescere con equilibrio ma non è semplice….

A cosa state lavorando in questo periodo?
Stiamo aggiornando l’architettura di un nostro cliente, un tour operator con sedi tra la Liguria e il Piemonte, per permettergli di gestire in maniera più agevoli i contatti e le nuove esigenze di crescita. Inoltre, cosa non meno importante, di contenere in maniera importante i costi.

Un progetto particolare che avete affrontato in questi mesi?
Abbiamo risolto un problema legato alle postazioni virtuali, ovvero quelle postazioni condivise in biblioteche, co-working e internet cafè, garantendo ad ogni utente che ne usufruisce di ritrovarsi un ambiente simile al suo PC, ma sempre pulito, aggiornato e sicuro. Per il momento lo abbiamo implementato in una biblioteca, quindi mondo pubblico, che oggi come mai prima è attento ai temi della privacy e della sicurezza.

Novità per il 2019?
Nel 2019 avvieremo un nuovo progetto di ricerca e sviluppo sul mondo IoT e sensoristica applicata alla produzione, ma con un approccio diverso. Non daremo infatti solo prodotti, ma vogliamo dare ai nostri clienti anche il supporto tecnologico e organizzativo che è imprescindibile nel momento in cui si decide di approcciarsi all’Industria 4.0, ed aiutarli a mettere in atto quelle azioni correttive che sanino le lacune produttive o gestionali che creano inefficienza. Noi vogliamo essere preparati a questo. Non siamo i primi sul mercato lo sappiamo, ma non eravamo i primi sul mercato nell’ICT e nel Cloud nel 2016, però ci piacciono le sfide…

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Oggi abbiamo realizzato una piccola parte del sogno, le prime cose che ti dicono ai corsi di formazione per i nuovi imprenditori sono i numeri delle startup che chiudono e quelle che rimangono in vita… credo il 90% non sopravviva al primo anno. Al futuro guardiamo con ottimismo e stiamo continuando a crescere con il passaparola dei nostri clienti soddisfatti, oggi il marketing ed il mercato sono cambiati anche solo rispetto a 5 anni fa… il mio compito è proprio quello di generare e mantenere relazioni… il sogno è continuare a crescere ancora per qualche anno… poi chissà… nuovi stimoli nuovi ambiti di mercato….

25 marzo #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #Odontoiatri

Lunedì 25 marzo, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu undicesima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Massimo Ferrero, Presidente dell'Albo degli Odontoiatri.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Roberto Rosset, il presidente dell'Ordine dei Medici della Valle d'Aosta.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

L'intervista a Ferrero sarà invece disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 28 marzo. Buona lettura.

21 marzo 2019

Michelangelo Chasseur (#Touchware) ospite il 22 marzo a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 22 marzo, alle 9,35, ventiseiesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Michelangelo Chasseur della Touchware.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Simon Bobba del Centro della Sicurezza. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

14 marzo 2019

18 marzo #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: I #Medici

Lunedì 18 marzo, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu decima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Roberto Rosset, il presidente dell'Ordine dei Medici della Valle d'Aosta. Prossima settimana toccherà alla sezione degli Odontoiatri.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Remy Vauterin, il presidente del Collegio dei Geometri.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

L'intervista a Rosset sarà invece disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 21 marzo. Buona lettura.

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: I #Geologi

IDENTIKIT DELL'ORDINE DEI GEOLOGI

Iscritti totali anno 2018: 48
di cui 10 donne (42 Albo Professionale sez. A, 2 Albo Prof. - sez. B Iunior, 4 Elenco Speciale)
Composizione del Consiglio Direttivo in carica dal febbraio 2016 al febbraio 2020
Presidente: Paolo CASTELLO
Vice Presidente: Ilaria ROSSETTI
Segretario: Alessandro ZOJA
Tesoriere: Davide BOLOGNINI
Consiglieri: Elena GUERRIERI, Alex THÉODULE, Roby VUILLERMOZ
Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede: stabile o in diminuzione; attualmente sono 48, erano 53 all’epoca della precedente intervista, a gennaio 2013
E-Mail: info@geologivda.it
Sito internet: www.geologivda.it

INTERVISTA AL PRESIDENTE PAOLO CASTELLO
Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Le principali problematiche sono legate alla crisi economica che da ormai troppi anni interessa il nostro paese e che è evidenziata, a livello statistico, dal calo del reddito professionale e dalla riduzione del numero di iscritti; la riduzione del reddito e degli incarichi professionali qualificanti comporta a sua volta una diminuzione degli investimenti e una riduzione delle possibilità di crescita professionale. Nel nostro settore tale crisi risulta particolarmente evidente, ad esempio, dal fatto che nonostante a livello nazionale si dichiari periodicamente che è importante e urgente intervenire contro il dissesto idrogeologico, i fondi necessari per i relativi interventi continuino a scarseggiare.
Un’altra problematica che negli ultimi dieci anni ha colpito la nostra e le altre professioni tecniche è stato il tentativo di svilire l’attività professionale, riducendo e talora quasi azzerando i compensi per le prestazioni con la conseguenza di ostacolare la crescita professionale e di rischiare di compromettere la corretta progettazione ed esecuzione di importanti opere pubbliche, impedendo di mantenere il livello minimo di qualità a tutela dell’interesse generale di sicurezza. Speriamo che le iniziative a carattere nazionale e regionale finalizzate a garantire l’equo compenso delle prestazioni e lo snellimento delle procedure per l’affidamento dei servizi professionali abbiano un esito favorevole e veloce.
Si segnala inoltre, per quanto riguarda le tematiche dei rischi naturali, una certa mancanza di cultura sulla prevenzione dei dissesti da parte dei cittadini, che tendono talora a dimenticarsi dei fenomeni accaduti in passato e, per quanto riguarda l’attività di consulenza nella progettazione, la difficoltà nel far comprendere la necessità di effettuare specifiche indagini in sito.
Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Secondo il “Rapporto ISPRA 2018 sul dissesto idrogeologico” l’Italia è uno dei paesi più franosi d’Europa e la Valle d’Aosta ha il maggior valore percentuale (81,9%) di aree a pericolosità elevata e molto elevata, valore legato evidentemente alle sue caratteristiche geologiche e geomorfologiche, oltre che alla particolare attenzione che l’Amministrazione Regionale e i vari tecnici hanno posto nello studio del territorio. Inoltre è previsto che gli importanti cambiamenti climatici in atto comportino nei prossimi anni un aumento dei fenomeni meteorici estremi con, ad esempio, un incremento degli eventi di frana del tipo delle colate rapide di fango e detrito, e un aumento progressivo della temperatura con conseguente riduzione del permafrost e delle aree glaciali, causa, tra l’altro, di un aumento delle deformazioni di versante e della formazione di laghi glaciali a rischio di svuotamenti improvvisi.
Fatte queste premesse l’attività professionale del geologo in Valle d’Aosta, attualmente in crisi per carenza di incarichi conseguenti alla mancanza di fondi, dovrebbe avere possibilità di sviluppo in particolare nell’attività di analisi delle problematiche relative alle pericolosità geologiche e di predisposizione degli interventi di prevenzione e mitigazione dei rischi relativi.
Esistono nuovi sbocchi professionali?
L’attività del geologo continuerà ad essere essenziale per la messa in sicurezza e la manutenzione del territorio e nel settore della geologia applicata alle costruzioni; non sono comunque da trascurare le innovazioni inerenti allo studio dei “nuovi” fenomeni geomorfologici conseguenti ai cambiamenti climatici.
Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
I Geologi hanno istituito l’obbligo di Aggiornamento Professionale Continuo già nel 2008, alcuni anni prima che fosse previsto dalla normativa nazionale; alla fine di quest’anno si concluderà il quarto periodo triennale di aggiornamento.
Al fine di garantire agli iscritti la possibilità di frequentare eventi formativi, per lo più gratuiti, il Consiglio dell’Ordine ha stipulato apposite convenzioni con la Regione Autonoma Valle d’Aosta, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Torino e Fondazione Montagna Sicura e organizza o patrocina, anche in collaborazione con gli altri Ordini e Collegi della Valle d’Aosta o con il Consiglio Nazionale Geologi e l’Ordine dei Geologi del Piemonte, numerosi corsi inerenti all’attività professionale. Nel 2018 sono stati, ad esempio, proposti corsi su “aggiornamento coordinatori della sicurezza”, “utilizzo del software QGIS per la gestione informatizzata e l’analisi dei dati territoriali”, “perizia di interferenza valanghiva”, “presentazione dei risultati ottenuti nell’ambito del Progetto GRETA (inerente alla geotermia di bassa entalpia) sull’area pilota Valle d’Aosta”, “Corso specialistico di approfondimento delle NTC 2018”. Tra le iniziative per il 2019 si segnalano il “Seminario formativo sulla consulenza tecnica nel processo civile e penale” svoltosi lo scorso 8 febbraio e l’evento su “Lo studio e il monitoraggio dei fenomeni franosi: stato dell’arte e nuove prospettive” del prossimo 21 febbraio.
Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Avere interesse e rispetto per il territorio in cui viviamo e per i processi che lo hanno formato e che lo regolano, privilegiare un percorso formativo che dia particolare importanza alle moderne metodologie di studio del territorio e alle materie inerenti alla geologia applicata e prendere coscienza che la laurea rappresenta solo un punto di partenza e che l’attività professionale richiede un successivo periodo di pratica e poi un continuo aggiornamento.
Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Purtroppo il nostro Ente di previdenza ed assistenza, relativamente giovane essendo stato istituito nel 1996, è basato su di un sistema contributivo inadeguato a garantire una rendita pensionistica di livello decoroso, anche a causa dell’importo relativamente basso del contributo versato (10%) e della bassa percentuale fissata per legge alla rivalutazione annuale dei montanti individuali.
Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
Certamente: oltre all’evidente e consolidato utilizzo del web, della posta elettronica e dei vari servizi di comunicazione e messaggistica, per la trasmissione e ricezione di informazioni, pratiche e documentazione, nei rapporti con enti e privati sono ormai di uso comune e spesso obbligatorio la firma e la fatturazione elettronica e la posta certificata. Inoltre è da tempo che l’attività professionale contempla l’utilizzo di software dedicati per la progettazione, per l’utilizzo di strumentazione e per le varie verifiche geologiche e geotecniche.
Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
È opportuno che si consolidi la consapevolezza del nostro importante ruolo nella difesa del fragile territorio montano, sforzandoci nel contempo di migliorare continuamente la nostra professionalità. 

Simon Bobba (#CentrodellaSicurezza) ospite il 15 marzo a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 15 marzo, alle 9,35, venticinquesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Simon Bobba del Centro della Sicurezza.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Laura Ricchetti della SEC. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

7 marzo 2019

11 marzo #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: I #Geometri

Lunedì 11 marzo, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu nona puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Remy Vauterin, il presidente del Collegio dei Geometri.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Corrado Cavallero, Presidente dell'Ordine regionale degli Ingegneri.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

L'intervista a Vautherin sarà invece disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 14 marzo. Buona lettura.
 

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