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8 giugno 2009

Quesito europeo...

Ma perchè la Rai dà già Louvin ko? Leggendo l'Ansa...

Elezioni europee 2009 in Valle d'Aosta: Louvin può ancora sperare

La mattina riserva qualche sorpresa. La circoscrizione Nord Ovest amplia i suffragi di Vallée d'Aoste e Comunità Alpine. A 63.501 sezioni scrutinate su 64.428 la prima raccoglie 32.890 suffragi e la seconda addirittura 27.049, non molto lontano dal triplicare i propri consensi (10.320 in Valle d'Aosta). Bisognerà però capire quanti di questi voti si trasformeranno in preferenze per i candidati valdostani. Robert Louvin comunque può ancora sperare. Nel frattempo vi rinnovo l'invito a lasciare i vostri commenti sulle elezioni in Valle d'Aosta, segnalando elementi che ritenete meritevoli di annotazione. Ne terrò conto nel predisporre il mio articolo per il Corriere della Valle e, magari, i più interessanti potrebbero anche essere pubblicati.

Elezioni europee 2009 in Valle d'Aosta: come Nostradamus ho ancora molto da imparare...

Da pochi minuti in sala stampa abbiamo i risultati definitivi delle 150 sezioni valdostane (li trovate su Aostasera). Commenterò meglio in serata il risultato del voto. L'unica certezza è che come Nostradamus sono scarso e ho completamente sbagliato le previsioni. O meglio l'europarlamentare difficilmente ci sarà come già si poteva dedurre dalle mie percentuali (anche se il risultato di Robert Louvin con la lista Comunità Alpine e l'exploit dell'Italia dei valori potrebbe riservare sorprese), ma sul peso delle singole forze politiche non ho proprio avuto fortuna... Buona notte

7 giugno 2009

Elezioni europee 2009 in Valle d'Aosta: le vostre previsioni e i vostri commenti

Sto per andare in sala stampa in Regione e, come già fatto per le regionali, voglio provare a fare una previsione su queste elezioni. Un'operazione difficile perchè la tornata elettorale europea in Valle d'Aosta, data la forte presenza del voto di opinione, unita alla possibilità di votare numerosi big nazionali, si differenzia molto da regionali oppure politiche. Tuttavia proviamoci. Qui sotto trovate le mie previsioni. Vi invito a scrivere anche le vostre o comunque a lasciare qualche commento sull'esito di queste elezioni. Quelli più interessanti saranno pubblicati sul Corriere della Valle di questa settimana che troverete in edicola venerdì con tutti i risultati. Ad esempio, secondo voi, verrà centrato l'obiettivo dell'europarlamentare? E da chi?

Lega Nord                                               3,5

Liberal Democratici                                0,2
Pdl                                                          19,0
Vallée d'Aoste                                       34,8
Partito comunista dei lavoratori             1,3
Udc                                                           3,0
Comunità Alpine                                   15,6
Mpa-Pens-All. Centro-Pens.                  1,0
Italia dei Valori                                       4,0
Forza Nuova                                            0,2
Rifondazione Comunisti italiani              3,3
Lista Bonino                                             2,4
Sinistra e Libertà                                     1,2
Pd                                                            10,0
Destra sociale                                          0,5

5 giugno 2009

De Gasperi e l'Europa: una grande prova di democrazia

Propongo ai miei visitatori il mio consueto editoriale pubblicato sul Corriere della Valle.

Una gigantesca prova di democrazia. 375 milioni di aventi diritto al voto in rappresentanza
di 500 milioni di cittadini. Tocca agli inglesi e agli olandesi inaugurare, il 4 giugno, il voto per l’Europarlamento, seguiti dagli elettori degli altri paesi Ue che si recheranno ai seggi nei giorni successivi fino a domenica 7 giugno in cui arriveremo anche noi italiani.
Lunedì 8 conosceremo la composizione dell’Assemblea di Strasburgo per la legislatura 2009-2014, ma anche gli orientamenti politici dell’Europa comunitaria, i partiti premiati e quelli bocciati.

Tuttavia la necessità di dare forza al tradizionale appello per il voto e l’attuale clima politico mi ha portato a rivolgere uno sguardo al passato.
E non credo sia un caso che proprio in questi giorni sia stata pubblicata la biografia, in tre volumi, di Alcide De Gasperi - con il francese Robert Schuman e il tedesco Konrad Adenauer - uno dei tre padri fondatori dell’Europa. La biografia, realizzata dalla Fondazione che porta il nome dello statista, è stata scritta a più mani da docenti universitari quali Pier Luigi Ballini, Alfredo Canavero, Francesco Malgeri, Paolo Pombeni e Giorgio Vecchio, nonché dal prefetto della Congregazione per i vescovi, card. Giovanni Battista Re.

È proprio il cardinale a descrivere De Gasperi come un credente e un politico «senza compromessi e senza sovrapposizioni», «nella chiara distinzione dei ruoli di politico e di cattolico», ma al tempo stesso le sue radici religiose furono «la sorgente che ha dato linfa al suo impegno politico e al suo prodigarsi per la costruzione del bene comune». Il porporato, in particolare, presentando la biografia a Roma, nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
ha ricordato la coerenza di De Gasperi, disposto a «collaborare con tutti quelli che erano disponibili a lavorare per il bene dell’Italia» e al tempo stesso «chiaro nelle sue posizioni».

Come pure la sua «formazione umana e spirituale», che lo portava a sentirsi «responsabile davanti a Dio del suo agire morale» e per questo motivo lo indirizzava alla «costruzione di una società giusta, pacifica e solidale». «La fede – ha aggiunto il card. Re – fu l’ossatura della sua vita»: una fede «dovuta non soltanto alla formazione che aveva ricevuto, ma frutto di una profonda maturazione personale», che gli consentì di «dare prova del suo spessore umano e della sua fedeltà agli ideali» tanto negli anni della sventura, quanto in quelli del successo.

Per il sogno di questi uomini – nonostante tutto – vale ancora la pena votare per dare ancora un futuro all’Europa.

2 giugno 2009

Elezioni europee 2009: tre quesiti ai candidati 3 - Robert Louvin (Autonomie) e Raimondo Donzel (Pd)

Prosegue la pubblicazione delle risposte alle tre domande proposte dal Corriere della Valle e ripubblicate sul mio blog ai candidati valdostani alle elezioni europee.
Il primo post è stato pubblicato ieri sera. Il secondo poche ore fa'.

Per comodità ricordo ai visitatori le domande:

1) La vostra idea di Europa? Quali sono le sfide che un europarlamentare deve affrontare?

2) Tre motivi per votarvi…

3) Tre impegni che prendete con gli elettori valdostani...

Robert Louvin (Autonomie, Liberté et Democratie en Europe)

1) Per qualcuno l’Europa è come una mucca da mungere, soltanto un’occasione per avere dei finanziamenti. Noi la pensiamo in modo diverso. Anche se con alcuni limiti, l’Europa ci ha finora garantito una pace, dei diritti e una prosperità che in nessuna altra parte del mondo hanno raggiunto i livelli che hanno avuto da noi, da quando l’integrazione europea è stata realizzata. il “nostro” deputato al Parlamento europeo deve essere prima di tutto cosciente di questo, ma ha anche un altro compito. Ogni giorno, in ogni occasione, a Strasburgo e a Bruxelles ha il dovere di ricordare che le comunità come le nostre vanno sostenute e rispettate, e non penalizzate con norme inadatte, fatte pensando solo alle grandi realtà abitative e produttive della pianura. Questo è il vero pericolo: essere stritolati da regole non adatte e oppressi da procedure e burocrazia che non aiutano a vivere e produrre nel modo migliore nel nostro ambiente. Chi governa l’Unione europea, con i suoi oltre 400 milioni di abitanti, rischia purtroppo facilmente di dimenticarsi di noi. Per questo, bisogna far sentire alta e forte la nostra voce. Lo possiamo fare visto che con la nostra lista abbiamo la possibilità concreta di avere un eletto in Europa. Votare è un diritto e votare utile è nel nostro interesse: sono due cose che dobbiamo avere ben presenti. Visto che abbiamo due liste regionali in competizione, l’elettore ha per la prima volta la possibilità concreta di scegliere le qualità e i valori che vuole vedere affermati.

2) Noi abbiamo scelto di restare fedeli ai valori dell’autonomia valdostana, senza cercare accordi azzardati con la destra dettati da puro opportunismo. Lo consideriamo un errore gravissimo. La Valle si difende in un solo modo, senza scendere a compromessi di comodo e di convenienza secondo il vento che tira al momento, come purtroppo ha fatto l’Union valdôtaine di Rollandin. Bisogna dire “no” in modo secco e deciso alla tentazione di avventure come questa: come
si fa a celebrare con tanta pompa Emile Chanoux il 18 maggio e poi a stringere accordi proprio con chi non vede l’ora di affossare la nostra autonomia? In secondo luogo, restiamo convintamente aperti verso chi condivide i nostri obiettivi e le nostre necessità: parlo delle genti alpine che vivono nelle regioni a noi più vicine. Sarebbe sbagliato pensare solo a noi stessi: i valori della montagna si difendono insieme, facendo una rete unica con chi ha i nostri stessi bisogni.
La lista “Comunità Alpine” ha proprio questo significato, perché solo uniti si può vincere. Infine, vale la pena ricordarlo, c’è la continuità del “Galletto” che è stato, fin dall’elezione di Perrin e Nicco nel 2006, l’unico vero segno di speranza e di cambiamento rispetto al sistema che domina la vita politica valdostana. Vogliamo portare questo segno anche in Europa, superando le divisioni e rafforzando la visione comune, che si diffonde sempre di più fra i valdostani, di un autonomismo nuovo, moderno, che tenga aperta la Valle ai valori del progresso e alle necessità di tutela dell’ambiente.

3) Lavorerò con passione. Lavorerò soprattutto perché la Valle d’Aosta, come tutte le vallate alpine, sia sempre tenuta presente e rimanga al centro dell’attenzione di tutte le istituzioni europee. Chi pensasse di usare il seggio a Strasburgo solo per sua ambizione o per servirsene come trampolino per rientrare in Regione tradirebbe in pieno le aspettative di tutta la nostra comunità; non saremo di sicuro noi a farlo. Intendo quindi rappresentare tutti i valdostani; altri, purtroppo, pensano sempre e solo a quei pochi che oggi sono già favoriti perché vicini a chi detiene il potere in Regione. Considero invece l’impegno parlamentare un servizio continuo di collegamento essenziale, nell’interesse di tutti; resterò quindi a disposizione di tutte le categorie, gli enti e le associazioni per i quali avere informazione e aiuto nei rapporti con l’Unione europea è vitale. Per tutto questo speriamo che il “Galletto” possa cantare in Europa e darle veramente la sveglia.

Raimondo Donzel (Partito Democratico)

1) L’Idea di Europa che intendo rappresentare è quella che maturò con Spinelli e altri prigionieri politici che il regime fascista aveva confinato a Ventotene, nella prima metà degli anni 40. Un Europa federale, rispettosa delle diversità e delle pluralità culturali, religiose e linguistiche, e unita per garantire la pace che i nazionalismi esasperati avevano vanificato con gli inni di guerra, la barbarie dei bombardamenti anche sui civili e la tragedia delle leggi razziali che portò all’epilogo dello sterminio degli ebrei e di tutti coloro che si opponevano alla dittatura o erano semplicemente diversi dallo standard ariano o appartenenti a gruppi minoritari. L’Europa, pur con tanti limiti – che è nostro dovere superare –, ha garantito 60 anni di pace e benessere. La prima sfida che un europarlamentare deve affrontare è quindi difendere l’Unione Europea che le destre reazionarie vedono come un limite ai governi nazionali. Bisogna rafforzare le istituzioni federali, dando maggior rappresentatività alle istanze regionali, anche a quelle più piccole come la Valle d’Aosta, e sostenerne lo spirito originario che vede una ricchezza nella pluralità europea. L’Europa deve diventare meno astratta e più vicina ai cittadini che oggi sono quasi 500.000.000 e fanno dell’Europa la terza organizzazione federale al mondo dopo Cina e India, davanti a Stati Uniti e Russia. Il Parlamento europeo che fino a non molti anni fa aveva un ruolo marginale oggi è diventato determinante, in particolare nell’approvazione del bilancio europeo, che rappresenta un volano indispensabile alle economie di tutti i territori e lo sa bene la Valle d’Aosta che ha beneficiato e sta utilizzando importanti finanziamenti europei.

2) a) La chiarezza. Sono candidato per la Valle d’Aosta nel Partito Democratico, è chiara quindi la volontà di rafforzare anche in Europa la nostra Autonomia nel quadro del federalismo regionale europeo; è netta la posizione antifascista e antitotalitaria delle forze riformiste, democratiche e progressiste europee, con cui intendo collaborare; non vi sono ambigue alleanze a sostegno
della mia candidatura.
b) L’attenzione ai temi della crisi economica. La crisi c’è. Le fabbriche chiudono. I giovani non hanno certezze per il futuro. L’Europa può aiutare a superare questo difficile momento. Opererò guardando con attenzione ai temi del lavoro, sostenendo imprese e lavoratori e puntando sull’estensione di ammortizzatori sociali e sulla difesa dell’economia reale, rilanciando uno sviluppo più sostenibile, che utilizzi energie pulite e valorizzi il territorio anche attraverso un’agricoltura e un allevamento meno intensivi, tutelando i prodotti di qualità e legati ad un preciso territorio. E’indispensabile quindi che vi sia un riconoscimento dei territori di montagna, entrando a far parte dell’Association des Elus de Montagne, AEM, che mira a sollecitare una vera e propria politica a sostegno della montagna a livello europeo.
c) Al centro della politica siano la persona e la famiglia. I diritti umani sono una grande conquista dell’Europa. Vanno declinati anche in diritti sociali garantendo il lavoro, l’istruzione e la sanità di qualità per tutti. Di fronte all’invecchiamento della popolazione servono politiche che consentano una vecchiaia serena e dignitosa e dall’altro un coinvolgimento maggiore dei giovani nella vita lavorativa, politica e associativa.

3) In primis, ciò che all’estero sarebbe scontato, l’intenzione di fare il parlamentare europeo per cinque anni: infatti l’abitudineiItaliana di usare la campagna elettorale e l’elezione al Parlamento europeo per ambire ad altre cariche come parlamentare italiano o presidente di regione o sindaco, va combattuta, alla luce dell’importanza che assume la politica europea nella vita quotidiana anche dei territori più piccoli come la nostra Valle. Inoltre l’impegno costante e la passione per il lavoro, che hanno sempre caratterizzato la mia vita professionale prima come insegnante e poi durante l’attività sindacale e politica, sono pronto a spenderli anche a Strasburgo. Infine la volontà di mantenere un rapporto stretto e diretto con le persone e le famiglie della Valle, curando i rapporti con le Istituzioni regionali, le organizzazioni e le associazioni territoriali, perché l’azione politica possa essere insieme concreta e frutto di un confronto aperto e plurale.

Elezioni europee 2009: tre quesiti ai candidati 2 - Sandro Bortot (Rifondazione Comunisti Italiani) e Lorella Vezza (Italia dei Valori)

Prosegue la pubblicazione delle risposte alle tre domande proposte dal Corriere della Valle e ripubblicate sul mio blog ai candidati valdostani alle elezioni europee. Il primo post è stato pubblicato ieri sera. L'ultimo sarà pubblicato più tardi in giornata. Per comodità ricordo le domande:

1) La vostra idea di Europa? Quali sono le sfide che un europarlamentare deve affrontare?

2) Tre motivi per votarvi…


3) Tre impegni che prendete con gli elettori valdostani...


Sandro Bortot (Rifondazione Comunisti Italiani)

1) Questa Europa è stata sinora quasi esclusivamente quella delle multinazionali, delle privatizzazioni, dei mercati, vedasi crisi economica e finanziaria dove troppe persone patiscono e pagano con licenziamenti, lavoro precario riduzione dei servizi sociali pubblici. La nostra Europa sarà quella dei popoli, dell’estensione dei diritti umani, sociali e sindacali; che eviti le “guerre” tra i poveri. Un’Europa dove l’Europarlamento abbia più voce in capitolo e le decisioni non provengano solo dalle Commissioni o dal Consiglio. Un’Europa, dove i suoi cittadini abbiano pari diritti e pari dignità. Un’Europa che estenda i frutti ottenuti da secoli di lotte dei lavoratori: il diritto all’istruzione, alla salute, a salari dignitosi, ad una giustizia per tutti e non solo per i ricchi.

2) Durante la mia permanenza in Consiglio Regionale, sono sempre intervenuto per criticare le politiche privatistiche dell’Europa. Per il nostro territorio di montagna ciò significa: chiusura delle piccole stalle, chiusura o ridimensionamento degli uffici postali; privatizzazione e scippo, complice la nostra Regione, tratta ferroviaria Chivasso-Aosta, nonostante le iniezioni di denaro Regionale; caos nella distribuzione dell’energia elettrica; privatizzazione delle scuola e della sanità pubblica. Ho sempre denunciato questa Europa che sostiene quasi esclusivamente le Banche, la finanzia, le politiche di Maastricht troppo severe sul debito pubblico. Soprattutto questa Europa non può cancellare, in nome di una falsa concorrenza, la nostra storia, il nostro Statuto e la nostra autonomia. Chiedo di votarmi per: a) Rafforzare l’opposizione alle politiche sopra citate. b) Per contribuire ad affermare nel mondo una politica europea unitaria fondata sulla cultura della pace. c) Perché la mia idea dell’Europa, coerente e trasparente, concorre alla formazione di una coscienza civica europea nei cittadini.

3) a) Promuovere scambi culturali e sociali con i vari popoli europei per favorire la conoscenza reciproca, strumento che previene prevenzioni, forme di razzismo e discriminazioni. b) Portare più cultura Europea tra i Valdostani per imparare ad essere meno autoreferenziali; per apprendere le cose migliori sulla gestione del territorio, sul risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili, per fare ricerca utilizzando in modo più proficuo i fondi a noi assegnati. c) Aprire a un dibattito pubblico per migliorare il progetto di Costituzione Europea bocciato da francesi, olandesi e irlandesi. Già da tempo oramai il 50% delle decisioni che ci riguardano dipendono dalle decisioni prese a Bruxelles. Potenziare i modi di comunicare, la conoscenza delle lingue compreso l’esperanto. Assegnare ai nostri uffici a Bruxelles un ruolo più attivo, più propositivo e meno burocratico.


Lorella Vezza (Italia dei Valori)

1) L’eurodeputato deve essere l’anello di congiunzione tra i cittadini e le istituzioni europee. Portare l’Europa negli interessi primari degli Italiani mi pare prima sfida da affrontare
e vincere. La presenza permanente in parlamento permetterà di portare la voce dell’Italia nella redazione dei testi legislativi. Gli eurodeputati hanno per lo più lo stesso peso degli Stati membri nell'ambito del processo decisionale comunitario. La maggior parte dei testi legislativi che ci toccano quotidianamente sono il risultato di una legiferazione congiunta tra eurodeputati e ministri a livello di UE. La maggior parte delle leggi promulgate nel nostro Paese è intesa a recepire atti europei votati dagli eurodeputati, cioè dai nostri rappresentanti. E non si tratta soltanto di leggi: fondi per nuove strade, spiagge più pulite, ricerca, istruzione, aiuti allo sviluppo; Anche gli eurodeputati stabiliscono come saranno spesi i fondi dell'UE.

2) Il primo è che il mio sarà un impegno totale all’interno del Parlamento Europeo e garantisco inoltre una giornata a disposizione dei cittadini che vogliano informazioni e nel contempo mi sottopongano le loro problematiche. Aver sempre lavorato in modo trasparente e aver praticato la politica come servizio al cittadino e non come fonte di reddito. Il voler portare all’attenzione dell’europa i problemi reali di tutti i cittadini, soprattutto di quelle persone che tante volte non vengono ascoltati: disabili, anziani, malati.

3) Agli elettori valdostani posso garantire di lavorare per fornire delle opportunità nel settore della scuola e della sanità: che devono evolversi in un contesto europeo e non più chiuso tra i nostri confini regionali. Vigilare affinché la nostra regione non venga sommersa dal traffico su gomma e non si riduca ad una regione di solo transito. Lavorare per incrementare l’iniziativa privata non più legata solo alla regione, ma in un’ottica europea. La politica del fare e non quella del pretendere.

1 giugno 2009

Elezioni europee 2009: tre quesiti ai candidati 1 - Giuseppina Foderà (Lega Nord) e Aurelio Marguerettaz (Vallée d'Aoste)

Anche quest’anno come Corriere della Valle in occasione di una tornata elettorale abbiamo posto tre quesiti ai candidati valdostani alle prossime elezioni europee in modo da permettere ai nostri lettori di farsi un’idea delle possibili opzioni di voto. Ho ritenuto di dover dare voce prima di tutto ai candidati locali e di conseguenza alle liste che ne sono espressione. La settimana successiva ho pubblicato l’elenco di tutte le liste in modo che l'elettore possa avere un quadro completo. Come già fatto in passato riporto questi quesiti anche sul blog in quanto le scelte della politica hanno delle ricadute evidenti sull'economia e trattandosi di Europa il concetto non può che rafforzarsi. Oramai chi fa impresa in Valle d'Aosta deve per forza confrontarsi con scelte prese tra Strasburgo e Bruxelles. Le risposte che trovate qui sono state pubblicate sul Corriere del 21 maggio. Per l'elenco della circoscrizione leggete questo post. Domani metterò on line anche gli altri quattro candidati.

Le domande sono le seguenti:

1) La vostra idea di Europa? Quali sono le sfide che un europarlamentare deve affrontare?

2) Tre motivi per votarvi…

3) Tre impegni che prendete con gli elettori valdostani...

A tutti i candidati è stata data un’indicazione del massimo rigaggio possibile per le risposte e sono stati invitati a inviarci foto e logo. Premetto che alcuni candidati non hanno usufruito dell’intero spazio a loro disposizione.

La sequenza delle risposte rispetta l’ordine nel quale le liste compariranno sulla scheda elettorale: 1) Lega Nord; 2) Liberal democratici; 3) Pdl; 4) Vallee d'Aoste; 5) Partito comunista dei lavoratori; 6) Emma Bonino-Pannella; 7) Udc; 8) Forza Nuova; 9) Prc; 10) Idv; 11) Autonomie Liberté Democratie en Europe; 12) L'Autonomia (Mpa, Pensionati e Alleanza di Centro); 13) Sinistra e Libertà; 14) Pd; 15) Fiamma Tricolore.


Giuseppina Foderà (Lega Nord)


1) La lega Nord intende l'Europa come un'unione di popoli che permetta di tutelare le specifiche caratteristiche di ciascun gruppo attraverso una legislazione che, pur essendo unitaria, lasci spazio ai popoli di autodeterminarsi secondo la propria storia, la propria cultura e le proprie tradizioni. Pertanto la sfida degli europarlamentari sarà in primo luogo quella di evitare che vi sia una omologazione dettata e spinta da interessi del mondo finanziario e nel contempo di evitare la creazione di società cosiddette multietniche che sono fonte di problemi e seri rischi per ciascun popolo europeo. Lo strumento principale per la tutela dei popoli sarà dunque la difesa dei confini dell'Europa mediante l'adozione della normativa vigente nel Paese Europeo maggiormente restrittivo all'ingresso di soggetti che non hanno né cultura né religione né tradizioni di tipo europeo.

2) a) perché non faccio la velina; b) perché non amo la demagogia, i buonismi tanto di moda e l'ipocrisia tipica della sinistra; c) perché credo e lavoro per realizzare programmi concreti per le esigenze dei cittadini.

3) a) Valorizzare il lavoro soprattutto nel settore dell'agricoltura di alta montagna; b) Valorizzare i prodotti che rispecchiano tradizioni valdostane; c) Ridare dignità alla Valle d'Aosta trasformandola da Regione assistita a Regione produttiva di beni e di servizi di utilità generale, eliminando ogni fonte di possibile criminalità.

Aurelio Marguerettaz (Vallée d'Aoste)

1) L’idea di Europa nella quale crediamo e che riteniamo realizzabile si può sintetizzare nell’espressione “unità nella diversità”: un insieme di popoli, fieri delle proprie peculiarità e consapevoli del loro senso di appartenenza ad un’unica comunità costruiscono il loro futuro sui valori condivisi. Questa è l’essenza dell’identità dell’Europa che si traduce nel rispetto della dignità umana, nella libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza e nel rispetto delle minoranze. Sono gli stessi valori che hanno ispirato i padri fondatori dell’UE e che noi condividiamo. Dalla tragica esperienza delle due Guerre mondiali è maturata la coscienza di riaffermare i valori della civiltà europea. Oggi tutti riconoscono il grande contributo dell’Europa alla pace e allo sviluppo che rappresentano una delle grandi conquiste dopo secoli di lotte e divisioni. Lo stesso Emile Chanoux, di cui abbiamo celebrato in questi giorni l’anniversario della morte, all’indomani della Prima Guerra mondiale, in un articolo pubblicato sul Pays d’Aoste, credeva possibile il futuro dell’Europa solo nella “coopération fraternelle, intelligente et, pourquoi pas, chrétienne des divers peuples qui la composent”.
Qesta è la nostra idea di Europa, questi sono i valori nei quali crediamo. Realizzare questo ambizioso progetto è un nostro obiettivo. La nostra sfida oggi è cercare di rendere le istituzioni comunitarie più vicine alla gente. L’Europa è percepita come lontana e non solo per motivi geografici. Per avvicinare l’Europa alla gente, diventa fondamentale accrescere il ruolo del Parlamento europeo, che è l’unica istituzione eletta direttamente dai cittadini, e rafforzare la collaborazione tra parlamenti nazionali e parlamento europeo nel rispetto dei principi comunitari di proporzionalità e sussidiarietà. Per quanto riguarda le sfide a noi più vicine, i temi che ci stanno maggiormente a cuore riguardano in particolare la montagna e l’agricoltura: una montagna che vogliamo riconosciuta e rispettata anche in Europa e un’agricoltura di qualità che sappia valorizzare i nostri produttori e le nostre eccellenze.

2) Il programma col quale ci presentiamo agli elettori è credibile, serio e propositivo. Le tre forze regionaliste Union Valdôtaine, Fédération Autonomiste e Stella Alpina che lo hanno sottoscritto governano saldamente la Regione e hanno tutte le carte in regola per offrire un valido punto di riferimento alla comunità valdostana. Non abbiamo la pretesa di rivoluzionare l’Unione europea ma l’ambizione di poter degnamente rappresentare in Europa la nostra comunità e quei territori a noi vicini che hanno dei valori condivisibili coi nostri. Abbiamo la consapevolezza di essere una comunità di cerniera perché siamo una regione alpina che può rappresentare un valido punto di riferimento per i popoli di montagna e abbiamo una vocazione interculturale che ci permette di essere attivi nei progetti di collaborazione transnazionale e transfrontaliera.
L’apparentamento col Popolo della Libertà permette alla nostra comunità di avere una chance concreta di essere presenti in Europa. Non abbiamo svenduto i nostri valori e non ci siamo dimenticati della nostra storia: la difesa dell’autonomia, la valorizzazione delle nostre specificità linguistiche e culturali sono sancite nell’accordo elettorale che abbiamo concluso col maggior partito di governo a livello nazionale. Ciò significa che condividiamo questi stessi valori che vogliamo difendere in Europa. Siamo forti di un’esperienza di autonomia che dura da più di sessant’anni, che ha garantito alla nostra piccola comunità un benessere diffuso e uno sviluppo adeguato. Siamo fieri di questo risultato e pensiamo di essere un esempio anche per altre realtà: la nostra esperienza può a buon diritto essere assunta a modello nel contesto italiano ed europeo. E’ importante avere un rappresentante valdostano a Strasburgo che abbia la possibilità di seguire i dossiers che interessano la nostra comunità e cogliere tutte le opportunità che l’Europa offre, creando sinergie con altri rappresentanti di altre comunità simili alla nostra per fare sistema e contare di più.

3) L’impegno che mi sento di prendere con i Valdostani è quello di essere un tramite tra la nostra comunità e l’Unione europea. Per far vedere alla gente come l’Europa può influenzare la nostra vita e quali opportunità può offrire.

29 maggio 2009

Il Corriere della Valle vi aiuta ad affrontare lo stress da elezioni europee

Stress da elezioni europee? Non volete ridurvi all'ultimo momento e piazzarvi davanti al tradizionale tabellone elettorale, nella stanza dove ci sono le urne facendo capire al mondo intero non solo le vostre simpatie politiche (il che sarebbe il meno), ma pure gli incredibili criteri che vi conducono a esprimere il vostro suffragio? Vi offro due soluzioni.
La prima consiste nel comprare il Corriere della Valle che trovate oggi in edicola dove c'è una pagina con le liste in lizza e i nomi di tutti i candidati della Circoscrizione Nord Ovest; la seconda è di collegarvi al sito internet della Regione dove è stata allestita un'apposita sezione «elezioni europee».
Qui potete trovare alcune informazioni di servizio e, soprattutto liste e nomi.
Tuttavia non dimenticate che la pagina del Corriere, in caso di panico, potete portarvela fino al seggio, internet invece no.
 

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