Ma perchè la Rai dà già Louvin ko? Leggendo l'Ansa...
Il crinale fra protesta e democrazia
2 anni fa
i. Noi la pensiamo in modo diverso. Anche se con alcuni limiti, l’Euro
pa ci ha finora garantito una pace, dei diritti e una prosperità che in nessuna altra parte del mondo hanno raggiunto i livelli che hanno avuto da noi, da quando l’integrazione europea è stata realizzata. il “nostro” deputato al Parlamento europeo deve essere prima di tutto cosciente di questo, ma ha anche un altro compito. Ogni giorno, in ogni occasione, a Strasburgo e a Bruxelles ha il dovere di ricordare che le comunità come le nostre vanno sostenute e rispettate, e non penalizzate con norme inadatte, fatte pensando solo alle grandi realtà abitative e produttive della pianura. Questo è il vero pericolo: essere stritolati da regole non adatte e oppressi da procedure e burocrazia che non aiutano a vivere e produrre nel modo migliore nel nostro ambiente. Chi governa l’Unione europea, con i suoi oltre 400 milioni di abitanti, rischia purtroppo facilmente di dimenticarsi di noi. Per questo, bisogna far sentire alta e forte la nostra voce. Lo possiamo fare visto che con la nostra lista abbiamo la possibilità concreta di avere un eletto in Europa. Votare è un diritto e votare utile è nel nostro interesse: sono due cose che dobbiamo avere ben presenti. Visto che abbiamo due liste regionali in competizione, l’elettore ha per la prima volta la possibilità concreta di scegliere le qualità e i valori che vuole vedere affermati.
1) L’Idea di Europa che intendo rappresentare è quella che maturò con Spinelli e altri prigionieri politici che il regime fascista avev
a confinato a Ventotene, nella prima metà degli anni 40. Un Europa federale, rispettosa delle diversità e delle pluralità culturali, religiose e linguistiche, e unita per garantire la pace che i nazionalismi esasperati avevano vanificato con gli inni di guerra, la barbarie dei bombardamenti anche sui civili e la tragedia delle leggi razziali che portò all’epilogo dello sterminio degli ebrei e di tutti coloro che si opponevano alla dittatura o erano semplicemente diversi dallo standard ariano o appartenenti a gruppi minoritari. L’Europa, pur con tanti limiti – che è nostro dovere superare –, ha garantito 60 anni di pace e benessere. La prima sfida che un europarlamentare deve affrontare è quindi difendere l’Unione Europea che le destre reazionarie vedono come un limite ai governi nazionali. Bisogna rafforzare le istituzioni federali, dando maggior rappresentatività alle istanze regionali, anche a quelle più piccole come la Valle d’Aosta, e sostenerne lo spirito originario che vede una ricchezza nella pluralità europea. L’Europa deve diventare meno astratta e più vicina ai cittadini che oggi sono quasi 500.000.000 e fanno dell’Europa la terza organizzazione federale al mondo dopo Cina e India, davanti a Stati Uniti e Russia. Il Parlamento europeo che fino a non molti anni fa aveva un ruolo marginale oggi è diventato determinante, in particolare nell’approvazione del bilancio europeo, che rappresenta un volano indispensabile alle economie di tutti i territori e lo sa bene la Valle d’Aosta che ha beneficiato e sta utilizzando importanti finanziamenti europei.
1) Questa Europa è stata sinora quasi esclusivamente quella delle multinazionali, delle privatizzazioni, dei mercati, vedasi crisi economica e finanziaria dove troppe persone patiscono e pagano con licenziamenti, lavoro precario riduzione dei servizi sociali pubblici. La nostra Europa sarà quella dei popoli, dell’estensione dei diritti umani, sociali e sindacali; che eviti le “guerre” tra i poveri. Un’Europa dove l’Europarlamento abbia più voce in capitolo e le decisioni non provengano solo dalle Commissioni o dal Consiglio. Un’Europa, dove i suoi cittadini abbiano pari diritti e pari dignità. Un’Europa che estenda i frutti ottenuti da secoli di lotte dei lavoratori: il diritto all’istruzione, alla salute, a salari dignitosi, ad una giustizia per tutti e non solo per i ricchi.
ontare
redazione dei testi legislativi. Gli eurodeputati hanno per lo più lo stesso peso degli Stati membri nell'ambito del processo decisionale comunitario. La maggior parte dei testi legislativi che ci toccano quotidianamente sono il risultato di una legiferazione congiunta tra eurodeputati e ministri a livello di UE. La maggior parte delle leggi promulgate nel nostro Paese è intesa a recepire atti europei votati dagli eurodeputati, cioè dai nostri rappresentanti. E non si tratta soltanto di leggi: fondi per nuove strade, spiagge più pulite, ricerca, istruzione, aiuti allo sviluppo; Anche gli eurodeputati stabiliscono come saranno spesi i fondi dell'UE.
e dettata e spinta da interessi del mondo finanziario e nel contempo di evitare la creazione di società cosiddette multietniche che sono fonte di problemi e seri rischi per ciascun popolo europeo. Lo strumento principale per la tutela dei popoli sarà dunque la difesa dei confini dell'Europa mediante l'adozione della normativa vigente nel Paese Europeo maggiormente restrittivo all'ingresso di soggetti che non hanno né cultura né religione né tradizioni di tipo europeo.
ell’Europa che si traduce nel rispetto della dignità umana, nella libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza e nel rispetto delle minoranze. Sono gli stessi valori che hanno ispirato i padri fondatori dell’UE e che noi condividiamo. Dalla tragica esperienza delle due Guerre mondiali è maturata la coscienza di riaffermare i valori della civiltà europea. Oggi tutti riconoscono il grande contributo dell’Europa alla pace e allo sviluppo che rappresentano una delle grandi conquiste dopo secoli di lotte e divisioni. Lo stesso Emile Chanoux, di cui abbiamo celebrato in questi giorni l’anniversario della morte, all’indomani della Prima Guerra mondiale, in un articolo pubblicato sul Pays d’Aoste, credeva possibile il futuro dell’Europa solo nella “coopération fraternelle, intelligente et, pourquoi pas, chrétienne des divers peuples qui la composent”.Dimenticavo se vuoi il libro sui 70 anni di Confindustria in formato PDF lo puoi trovare qui , mentre qui trovi l'intervento di Robe...
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