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16 dicembre 2019

Leopoldo Gerbore (#Confcommercio): «All'estero nella #ristorazione si può lavorare con maggior leggerezza»


Proponiamo l’intervista al ristoratore Leopoldo Gerbore, vicepresidente responsabile del settore Ristorazione per Confcommercio.
Leopoldo Gerbore

Lei ha lavorato anche all'estero...
Ho cominciato a 18 anni con una esperienza in Germania, poi sono stato un po’ in giro per l’Europa. Mi sono fermato un periodo e poi sono ripartito e ho finito 5-6 anni facendo l’executive chef in un resort in Thailandia.

Come è stato il ritorno in Italia e in Valle d'Aosta?
Combattuto tra la felicità di ritrovare gli affetti, gli amici, le mie montagne e l’infelicità di dovermi adeguare al fatto che nel nostro Paese fare impresa è più difficile che all’estero, c’è meno leggerezza, ci sono più regole, un sacco di burocrazia in più.

Cosa ci può dire sullo stato di salute del settore in Valle d'Aosta?
C’è una ripresa del turismo. Il che fa ben sperare. Viviamo in un momento di profondo cambiamento, cominciato con il Decreto Bersani che ha fatto una liberalizzazione piuttosto selvaggia per finire con questo periodo in cui l’avvento di internet ha allargato molto le maglie, togliendo professionalità, togliendo tutele, togliendo la possibilità a chi opera nel settore in maniera professionale e accurata di difendersi da certi personaggi che lavorano nel nostro stesso settore con regole diverse.

Quali sono i nodi più critici per i ristoratori valdostani?
I ristoratori di tutta Italia hanno dei nodi critici abbastanza importanti. Quello della concorrenza sleale è uno dei più importanti che sono. E purtroppo attualmente ci sono persone che lavorano nel nostro settore con regole diverse. E quindi si va ad interrompere quello che dovrebbe essere un mantra: stesse regole per stesso mercato. Poi c’è un aumento di costi derivanti da tutta una serie di spese che abbiamo in più rispetto al passato per poter fare il nostro mestiere. Da quelle tecniche a quelle di approvvigionamento di clientela. Oggi il cliente usa il ticket, la carta di credito oppure per mangiare a casa propria e potersi bere un bicchiere di vino utilizza i delivery…Sono tutti costi in più che ci dobbiamo sorbire e che al momento hanno delle spese molto importanti.

Sul fronte normativo?
Il regolamento è europeo. Ma in Italia ogni regione fa il suo. E quindi quello che si fa a Carema probabilmente non si fa a Pont-Saint-Martin. In Valle d’Aosta abbiamo quattro tipologie di professionisti che possono lavorare nel settore enogastronomico. Queste tipologie sono normate in maniera molto puntuale, ma è anche molto difficile stabilire quali sono veramente i paletti tra uno e l’altro: uno può riscaldare, l’altro può cuocere, scongelare oppure preparare. Stiamo lavorando con l’amministrazione regionale – e la ringraziamo per averci coinvolto  - per portare un’armonia in queste regole per portare dei paletti chiari su chi può fare un certo tipo di attività e su chi invece per fare ristorazione deve adeguare la propria attività.

Come è il dialogo con la pubblica amministrazione?
Io sono molto contento perché ultimamente ho partecipato a dei tavoli di lavoro proprio per la normativa igienico-sanitaria e per il turismo. Non si può prescindere da noi. Noi facciamo il turismo e siamo il 60% del PIL valdostano. Qualcosa si sta muovendo. Abbiamo visto più collaborazione, più voglia di coinvolgerci. D’altra parte non farlo sarebbe stato un errore.

Lei è attivo anche in Confcommercio. Quanto è importante e utile far parte di una associazione di categoria?
Nel nostro settore è più importante che in altri perché è un posto dove possiamo essere tutelati. Facciamo un esempio: per poter fare un progetto devi essere un geometra, un architetto, senza di questo non lo puoi fare. Per poter fare il ristoratore non devi avere nessun titolo di studio particolare. Devi aver fatto al massimo dei corsi. Siamo quindi più attaccabili. Non abbiamo un albo al quale siamo iscritti dove chi vuole fare ristorazione deve avere una persona iscritta. Di conseguenza il nostro albo è la nostra associazione che ci aiuta quando escono nuovi regolamenti, quando escono problematiche diverse, che ci dà una mano con chi legifera che non facendo parte del nostro settore può fare scelte non così corrette. Io faccio parte della Fipe da dieci anni. Vado a Roma regolarmente. Imparo. Porto a casa delle belle idee. E porto a Roma le problematiche regionali. Possiamo infatti contare su uno studio legale che il più delle volte ci ha aiutato. Sono molto contento della mia esperienza in associazione.

Novità per il 2020?
La prima novità è l’invio telematico delle chiusure contabili finali. Che sarebbe una cosa meravigliosa perché ci evita di andare a scrivere tutti i giorni sul registro dei corrispettivi dove se fai un errore sei multabile per minimo 480 euro. Toglierci questo onere non sarebbe male. Però purtroppo, come al solito, un’operazione semplice l’hanno complicata e quindi i registratori devono essere di un certo tipo, poi non arrivano, ci sono state sei circolari negli ultimi due mesi per capire come rendere questa novità meno difficoltosa possibile. L’ultima genialata – perdonatemi il termine – è quella dell’eliminazione del contante e del maggior utilizzo della carta di credito…Che andrebbe benissimo ma devono toglierci le commissioni bancarie. Per noi sarebbe meglio però non si può continuare a togliere potere di spesa al cittadino. Se uno mi paga 100 euro con la carata di credito io non ho più in mano 100 euro, ma 99 euro e 25 centesimi e via dicendo. E poi perché al posto di estrarre un fortunello che ha messo il codice fiscale sullo scontrino - e mi chiedo come riusciremo a mettere il codice fiscale sullo scontrino di 50 clienti che prendono il caffè nell’arco di mezz’ora -  non si prende questo monte di denaro e si fa sì che gli italiani possano scaricare dai loro redditi questa cifra dalle tasse. Infine abbiamo una finanziaria che invece di abbassare le tasse le aumenta. Aumenteranno le revisioni catastali e questo porterà ad un aumento di Imu e Tari che sono già a livelli insostenibili. Fare impresa è complicato in Italia.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Di quello che ho fatto sino ad ora sono molto felice per questo il mio sogno è quello di aiutare le imprese a confrontarsi con la politica e fare in modo che in Italia si più semplice fare impresa come all’estero, dando alle figure professionali il giusto valore. 

14 novembre 2019

Leopoldo Gerbore (#Confcommercio): ospite il 15 novembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 15 novembre, alle 10, ottava puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Leopoldo Gerbore, ristoratore e nel Direttivo di Confcommercio. Daniele Cattaneo, hub manager delle pépinières d'entreprises di Aosta e Pont-Saint-Martin.

Sul Corriere in edicola l'intervista a Daniele Cattaneo, hub manager delle pépinières d'entreprises di Aosta e Pont-Saint-Martin.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

2 gennaio 2019

La Pizzeria #Anemaecore investe in Svizzera




Proponiamo questa settimana l’intervista a Virginio e Stefano Saulle della pizzeria Anema e Core di Quart. 


Come nasce la vostra azienda?
Virginio: Siamo un azienda familiare sin dai tempi del mio trisavolo. Nel 1822 a Gaeta nasce il primo Anema e Core.

Perfino ad Aosta ci sono tantissime pizzerie, la domanda sarà anche alta ma come ci si differenzia? Virginio: Noi alla mattina quando iniziamo la nostra attività ci riuniamo e se abbiamo fatto bene ci chiediamo tutti se possiamo fare meglio sia per quanto riguarda la cucina che per il servizio in sala, ma anche rispetto ai prodotti.

Sul vostro sito non andate per il sottile: sostenete che il vostro locale ha cambiato il volto della ristorazione in Valle d’Aosta. Come sostenete questa tesi? 
Virginio: molti ci fanno questa domanda. Con onestà e con tanta umiltà diciamo che sono i numeri a parlare. Il primo anno che abbiamo aperto in Valle non soltanto con Anema e Core ma pure con il gruppo Festival Pizza abbiamo fatto 185mila pizze in quanto abbiamo girato tantissimo in Valle e fuori. Questa frase è stata scritta da due giornalisti piemontesi che sono venuti a trovarci nel locale e hanno visto i numeri che abbiamo fatto e l’affluenza al locale.

Nel 2017 avete anche aperto uno street lab in Aosta. Di cosa si tratta? 
Stefano: Ci troviamo in via Torre del Lebbroso 29 e lo Street Lab parte come laboratorio ma anche come pizzeria popolare per tutte le tasche. Per noi poi, essendo pizzaioli da tre generazioni, far mangiare per noi campani è un mestiere antico. Lo street food oggi conquista le strade di tutto il mondo: è glam, è gourmet, è trendy, lo si sbandiera, se ne parla. E ad Anema e Core si trova tutto questo. E’ un locale che vuole avere un taglio più giovane. E’ anche rosticceria, friggitoria tutto tipico campano.

Una curiosità più gastronomica che imprenditoriale: da cosa si capisce che una pizza è rispettosa della vera tradizione napoletana?
Virginio: Da come esce la pizza dal forno a legna. Noi rispettiamo i criteri dell’Associazione Vera Pizza Napoletana il che significa che la pizza deve essere un babà. Totò scrisse che “la pizza è come una bella femmina sa da accarezzà ma nun sa da maltrattà”. La vera pizza napoletana non è la piadina, non è schiacciata. Ha dei colori. L’impasto è fondamentale. Noi abbiamo dei campioni pizzaioli per quanto riguarda l’impasto che è un nostro segreto di famiglia. Non si può dire. E’ come chiedere la ricetta della Nutella. In sintesi bordo alto, condimenti e sapori particolari.

Uno dei vostri temi forti aziendali sono le materie prime. Come avete selezionato i fornitori? Virginio: Li abbiamo selezionati tenendo conto della loro cura dettagliata ma anche con cuore delle materie prime. Inoltre noi siamo produttori di mozzarella di bufala. Abbiamo un caseificio in Campania e alleviamo 1000 bufale a Cassino dove prendiamo latte di bufala al 100%. Il prodotto è tracciato. Noi usiamo soltanto prodotti esclusivi. La nostra mozzarella è stata portata anche davanti al Papa quando è stata fatta la festa dei 200 anni della gendarmeria. Sulla mozzarella copriamo tutta la filiera. Poi non dimentichiamoci del pomodoro. Noi utilizziamo quello sarnese di Sorrento e poi l’olio di Sorrento, il basilico di Genova, per il suo profumo, le farine selezionate a pietra. La gente oggi capisce la qualità.

In un settore come il vostro dove la tradizione è importantissima, quanto si può innovare? 
Virginio: Con umiltà. Fare innovazione significa cambiare, rivedere, rimodernizzare, aggiornarsi e noi come impresa ci interroghiamo sempre su questo. I nostri locali in Valle avranno tutti per il 2019 una nuova location, più moderna, più pratica, più vicina alle persone. Ne siamo entusiasti anche se per ora non possiamo dire di più. Modernizzare poi significa anche essere attenti alle esigenze della clientela. Molte persone soffrono di intolleranze e noi proponiamo la pizza senza glutine e anche la pasta, fatta in casa sulla base di un’antica ricetta napoletana. Voi in effetti offrite una ristorazione a 360°…

Altre iniziative aziendali? 
Virginio: Abbiamo anche degli “Api” che utilizziamo per le manifestazioni in piazza, ad esempio abbiamo organizzato un evento per la Casa di riposo G.B.Festaz. Ma nel 2019 andremo anche in Svizzera in varie località e in altre località in Italia con il nostro brand Festival Pizza.

Prevedete ulteriori sedi? 
Virginio: Da un anno stiamo lavorando ad un nostro ristorante in Svizzera. È la gente che ce lo chiede e noi siamo molto contenti.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Virginio: Noi non siamo un franchising, ma una famiglia allargata. E anche dire loro di venirci a trovare che troverete sempre delle novità. Il nostro sogno è quello di far sempre più conoscere il made in Italy non soltanto napoletano ma italiano. E il prossimo locale che apriremo in località Amérique, risponderà proprio a questa logica. Non diciamo di più perché deve essere una sorpresa a cavallo di fine anno

22 novembre 2018

Virgilio Saulle (#Anema&Core) ospite il 23 novembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 23 novembre, alle 9,35, undicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Virgilio Saulle della pizzeria Anema&Core

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

18 gennaio 2018

Grappa, Micòoula, e Seupa à la Vapelenentse entrano nelle 5047 specialità tradizionali nazional (#mossoni09)


Al via l’anno del cibo italiano nel mondo con ben 5047 specialità alimentari tradizionali censite sul territorio nazionale. L’Italia  detiene così il record mondiale per varietà e ampiezza di patrimonio agroalimentare. E’ quanto emerge dallo studio della Coldiretti sulla base delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. Per quanto riguarda le varie categorie si tratta di 1.521 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.424 verdure fresche e lavorate, 791 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 497 formaggi, 253 piatti composti o prodotti della gastronomia, 147 bevande tra analcoliche, birra, liquori e distillati, 167 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 159 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei. Sul podio di quelle che possiamo chiamare le “bandiere del gusto” assegnate a livello regionale troviamo nell’ordine la Campania (515) seguita dalla Toscana (461) e dal Lazio a quota 409. La nostra Regione è in coda all’elenco con 32 specialità che, comunque, sono molte e molto rilevanti in rapporto alle dimensioni del territorio.
Ricordiamo che i PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) sono quelli  compresi nell’ elenco nazionale che viene pubblicato in aggiornamento annuale  dal Ministero dell’Agricoltura e riservato a prodotti ottenuti con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore a 25 anni.
Con l’ultimo aggiornamento sono stati introdotti, per la Valle d’Aosta, la Grappa, la Micòoula, e la Seupa à la Vapelenentse. 
L’elenco completo comprende quindi:  Genepì, Ratafià, Grappa, Boudin, Motsetta, Prosciutto alla brace Saint-Oyen, Saoucesse, Teteun, Tseur achètaye, Brossa, Formaggio di capra a pasta molle, Formaggio di pecora  o capra a pasta pressata, Formaggio misto, Reblec, Reblec de crama, Salignoùn, Séras, Toma di Gressoney, Mele Golden delicious della Valle d’Aosta, Renetta della Valle d’Aosta, Pan Ner, Micòoula, Seupa à la Vapelenentse, Beuro, Beuro colò, Beuro de brossa, Burro centrifugato di siero, Olio di noci, Miele di castagno, Miele di rododendro, Miele millefiori di montagna, Lasé.
Tra le curiosità troviamo, in Campania, la colatura di alici di Cetara, un liquido dal sapore intenso, frutto della sapiente stagionatura e pressatura delle alici salate, mentre nel Lazio viene seminato da tempo immemorabile il fagiolo del purgatorio di Gradoli che rappresenta il piatto fondamentale del mercoledì delle ceneri, denominato “pranzo del purgatorio”, mentre in Emilia-Romagna si apprezza il savòr, una marmellata di mosto d’uva, in Sardegna si apprezzano, “sa” pompia , un frutto endemico simile al limone  mentre i Friulani vanno fieri della porcaloca, un’oca intera disossata farcita con filetto di maiale, cucita a mano, legata cotta e affumicata. In Lucania, ad Episcopia, è famosa la  rsskatiedde cca muddiche, una pasta preparata con la mollica di pane, dell’Alto Adige il graukase, detto “formaggio grigio”, probabilmente il formaggio più magro che esista con il 2% di grassi e 150 calorie per etto, mentre crea particolare curiosità, a livello Nazionale, il nostro l’olio di noci.
L’elenco completo nazionale, una lista particolarmente ricca, curiosa e colorata è reperibile sul sito www.coldiretti.it

29 settembre 2017

L'Accademia Italiana della #Cucina premia Piero Roullet (#Bellevue)


Da sinistra il delegato di Aosta Andrea Nicola, il presidente nazionale dell'Accademia Paolo Petroni, il presidente del Consiglio regionale Andrea Rosset e Piero Roullet dell'hotel Bellevue di Cogne
Ieri, mercoledì 27 settembre, il presidente dell’Accademia italiana della cucina Paolo Petroni ha consegnato il Premio Giovanni Nuvoletti a Piero Roullet, titolare con la sua famiglia dello storico Hotel Bellevue di Cogne.

«Questo prestigioso riconoscimento – ha dichiarato il presidente Petroni – è riservato alla persona, ristoratore od organizzazione, che abbia contribuito in modo significativo alla conoscenza e alla valorizzazione della buona tavola tradizionale del proprio territorio. Il premio consiste in una pregevole opera grafica ad personam».
La consegna del premio


Il premio è stato proposto dalla Delegazione di Aosta dell’Accademia italiana della cucina, che ha curato anche l’organizzazione dell' evento: «Aver proposto la candidatura di Piero Roullet per l’assegnazione del Premio Nuvoletti è un’occasione importante per la delegazione di Aosta – ha spiegato il delegato Andrea Nicolae la presenza del presidente Petroni e di delegati provenienti dal Piemonte e dalla Svizzera sottolinea quanto il meritorio lavoro delle Famiglie Jeantet e Roullet sia apprezzato dalla nostra associazione. Essere ospiti del Bellevue significa riuscire a comprendere il valore dell’ospitalità e a interiorizzarlo al punto da essere invogliati a trasmetterlo».
La sala (Il servizio fotografico è di Paolo Rey)

Per l’occasione, nel corso dell’appuntamento conviviale è stato studiato un menù con un elevato significato anche culturale, che ha messo a confronto l’evoluzione della cucina negli ultimi quarant’anni, analizzando i cambiamenti sociali ed economici che hanno portato alla metamorfosi della cultura della tavola e dei gusti.Alla serata hanno preso parte i delegati dell’Accademia italiana della cucina delle principali delegazioni del nord-ovest. 

13 agosto 2017

#Confcommercio, cucina valdostana e Fantasie al #caffè

«La Valle d’Aosta ha una lunga tradizione nella torrefazione ed è tempo di proporlo come alimento vero e proprio e per questo invito tutti i colleghi a partecipare al concorso nazionale, in modo da far conoscere la nostra regione di montagna». A dirlo è Leo Gerbore, Vice presidente Fipe-Confcommercio VdA

Fipe-Confcommercio ha lanciato il concorso per far conoscere il caffè in tutte le sue sfaccettature: bevande, ma anche primi, secondi, dessert. Questo, infatti, il tema del nuovo concorso promosso da Fipe. “Fino al prossimo 8 ottobre – sottolinea Graziano Dominidiato Presidente Fipe VdA nonché Presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia VdA - sia gli operatori dei pubblici esercizi, sia coloro che studiano per diventarlo, potranno esprimere la loro creatività inviando una foto della loro idea per essere selezionati a realizzarla presso lo spazio di Fipe ad Host, dove potranno ritirare il loro premio».

«Un chicco, mille possibilità – spiega Gerbore – perché il caffè non è, infatti, solo il ‘cuore’ della bevanda più amata dagli italiani ma può essere ingrediente e ‘tocco’ di molte altre preparazioni». Per valorizzarne appieno la versatilità Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Confcommercio, in collaborazione con Host e ICA (Italian Coffee Association) promuove un concorso dedicato non solo ai baristi, ma anche ai pasticceri e, soprattutto, ai ristoratori più estrosi che potranno cimentarsi in originali creazioni per essere poi premiati in occasione di Host 2017 Fiera Milano, importante fiera del settore dell’ospitalità, che costituirà anche una prestigiosa vetrina nazionale e internazionale per i vincitori.

E proprio alla volontà di promuovere, attraverso il caffè, la qualità del servizio e delle proposte lungo tutta la filiera si ispira la presenza di Fipe a Host 2017, come ricorda il Presidente Lino Enrico Stoppani: «Con il concorso "Fantasie al caffè" la nostra Federazione rafforza la propria collaborazione con ICA e lavora per promuovere l’attività di quei gestori e operatori che puntano alla cura del dettaglio ed alla valorizzazione del rapporto con la clientela, con proposte sempre nuove che abbiano come fil rouge l'attenzione alla qualità, dalla selezione degli ingredienti alla preparazione fino ad arrivare alle modalità di servizio. La nostra presenza a Host intende valorizzare i pubblici esercizi come parte fondamentale di una filiera complessa per la quale è stringente un ripensamento dei rapporti a favore di una sempre maggiore attenzione alla clientela e alle sue esigenze di qualità nel prodotto e nel servizio».

La premiazione avverrà martedì 24 ottobre presso lo stand di FIPE in Host in Fiera Milano e al primo classificato sarà riservata la partecipazione gratuita ad un corso di alta formazione.

Il regolamento completo del concorso "Fantasie al caffè" è disponibile sul sito www.fipe.it insieme al form per l’iscrizione.

6 aprile 2017

Tiziana Monaco (#Fornettosiciliano): «In Valle d'#Aosta abbiamo ritrovato la voglia di fare impresa»


Questa settimana proponiamo l'intervista a Tiziana Monaco, la cui famiglia è titolare del Fornetto siciliano di via Sant’Anselmo.

Un po’ di storia della vostra attività...
E’ nata dodici anni fa. Venimmo in vacanza in Valle d’Aosta e il posto ci piacque molto. E così ci siamo ripromessi di aprire prima o poi un’attività in Valle d’Aosta. Due anni fa’ è nata questa avventura e da Catania siamo venuti in Valle aprendo prima il Fornetto siciliano su Roma e via Innocenzo Papa. La risposta della clientela è stata positiva e così abbiamo aperto anche il Bar Bellini in via Sant’Anselmo e anche lì con buoni risultati. Ci siamo resi conto che la Valle d’Aosta è ancora una realtà dove, se si ha voglia di fare si possono avere delle risposte positive. Io invece vengo da una zona dove anche se hai tanta voglia di fare non sempre riesci.

Quindi non è la vostra prima esperienza imprenditoriale?
Noi eravamo panificatori da tre generazioni. Ma ad un certo punto abbiamo deciso di fare qualcosa di nuovo in modo che almeno ci fosse la mattina la soddisfazione di andare a lavorare. E qui l’abbiamo trovata.

Quindi il nome Fornetto siciliano nasce da questa precedente esperienza?
Certamente.

La vostra clientela è composta più da turisti o da locali?
Locali tantissimi. La prima risposta l’abbiamo avuta proprio da questo tipo di clientela. Prima si sono avvicinati con curiosità e poi abbiamo instaurato un buon rapporto con la clientela. E oggi anche il turista. Lavoriamo bene con entrambi proponendo tutti i nostri prodotti tipici della cucina siciliana, a partire dagli arancini. La nostra offerta è chiaramente la prima cosa che il cliente coglie ed è per questo che ritorna in quanto si stanno un po’ perdendo questi sapori tipici della gastronomia italiana offerti in maniera artigianale.

Un suggerimento che dareste all’amministrazione comunale per aiutare l’attività del commercio locale, in particolare dei piccoli esercizi?
E’ da troppo poco tempo che siamo in Valle per esprimere giudizi. Anche se, secondo me, soprattutto per quanto riguarda via Sant’Anselmo, la presenza significativa di turisti fa pensare che alle spalle ci sia un buon lavoro per farli venire in Valle.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontra un esercizio commerciale come il vostro?
La burocrazia. Che sia sia ad Aosta o a Catania cambia poco. Non si sa mai da dove cominciare a sbrigare i documenti. Dal punto di vista nostro abbiamo avuto difficoltà a comprendere la normativa sanitaria, a capire che cosa si poteva fare e cosa no. Servirebbe più chiarezza. Diciamo che trattandosi di una realtà piccola si è un po’ aiutati. Se però si proiettano questi problemi in una grande città si rischia di essere schiacciati. Io conosco imprese che hanno rinunciato a portare avanti la loro attività per colpa della burocrazia. Anche io quando ho aperto ci sono stati dei mesi in cui uscivano soltanto soldi. E’ chiaro che puoi spaventarti. Però abbiamo tenuto duro e siamo stati premiati.

Il problema sono le tante leggi…
Esattamente. Il tempo per mettersi in regola si sottrae a quello del lavoro. Non è stato semplice.

Progetti per il 2017 e per il 2018?
Il lavoro fino ad ora ha già preso molte delle nostre energie sia fisiche che economiche. In un prossimo futuro mi piacerebbe un ristorante-pizzeria siciliano. Per ora si tratta soltanto di un’idea.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Se devo sognare in grande direi un franchising del Fornetto siciliano legato ai prodotti tipici siciliani. In fondo i sogni non costano nulla. 

22 marzo 2017

Daniela Mus (#Rapideat): #Deliveryfood in #Aostavalley

Questa settimana proponiamo l’intervista a Daniela Musgiovane imprenditrice che con Dario Cancemi ha lanciato l'impresa Rapideat

Prima di tutto spieghiamo di cosa si tratta…
E’ una piattaforma online. Di base è un servizio di consegna a domicilio dove la persona può scegliere tramite il sito, tramite un servizio clienti i ristoranti proposti e farsi portare a casa i loro cibi preferiti.

Come è nato questo nome?
E’ nato dall’unione delle parole rapido e eat che in inglese significa mangiare. Noi pensavamo ad un servizio rapido, veloce perché molto spesso uno torna a casa e non ha tempo di cucinare e in questa maniera il cibo viene immediatamente portato a casa.

Prima di lanciarvi in questa impresa di cosa vi occupavate?
Io di comunicazione istituzionale non in Valle d’Aosta mentre il mio socio era già attivo nella ristorazione. Entrambi arriviamo da Roma.

Concretamente in cosa consiste il vostro lavoro?
E’ un servizio di consegna a domicilio del cibo. Le persone possono ordinare sia dal lavoro sia da casa, andare sul nostro sito www.rapideat.it, scelgono il loro ristorante preferito e ordinano sia dal sito, pagando con carta di credito o paypall, o alla consegna. Il pagamento della consegna è di 1,90 euro. I prezzi sono quelli già indicati dal ristorante. Non ci sono altre sorprese.

C'è una piattaforma online e l'invito a diventare partner. Vi siete fatti delle ipotesi di crescita?
In questo momento ci sono tre ristoranti. L’Oriental, il Sushi, e il panificio Aosta-Romana che propone pizze. Ci stiamo però già estendendo alla cucina valdostana, ad una hamburgheria, ad un negozio di prodotti sardi. Siamo interessati ad offrire questo servizio anche a delle gastronomie,presto ci sarà un’altra pizzeria. Insomma ci stiamo espandendo. La nostra ipotesi di crescita prevede di portare il servizio in tutta la Valle d’Aosta. In questo momento siamo in tre, ma lentamente si amplierà l’organico. Presto ci sarà anche si occuperà del marketing, della comunicazione. I ruoli di gestione aumenteranno.

Come pensate di far conoscere la vostra piattaforma. State contattando altre realtà di ristorazione o puntate sul passa parola…
Il passaparola è sempre fondamentale, poi facendo pubblicità con volantini e brochure e ovviamente i social network.

Il delivery food all'estero è già una realtà. In Italia e in Valle d'Aosta?
All’estero è già diffuso. Io stessa ho fatto un master a Londra sul tema del delivery food, studiando marketing, comunicazione, analisi del cliente, e ho avuto una breve esperienza lavorativa proprio in una società londinese che operava in questo settore. In Italia questa moda è già arrivata e a Roma ho iniziato a conoscerla da utente. Ci sono realtà nazionali come Justeat e da diversi anni Foodora. Sono però realtà diverse dalla nostra. Justeat, ad esempio, dà soltanto il servizio della piattaforma e permette al ristoratore di mettersi online noi invece offriamo anche il servizio di distribuzione.

Quali sono vantaggi che un ristoratore ha ricorrendo ai vostri servizi?
Innanzitutto di offrire un servizio in più al proprio cliente. Poi ci sono dei vantaggi pubblicitari in quanto la nostro comunicazione ricade inevitabilmente anche su di loro, inoltre su di loro, pur offrendo un servizio in più, non ricade nessuna spesa.

Progetti per il 2017?
Ci piacerebbe estenderci a tutte quelle realtà che si occupano di cibo, anche ad aziende agricole e vitivinicole che vogliano fare delle consegne.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Il desiderio di rimanere in Valle d’Aosta grazie alla nostra attività. 

15 marzo 2017

Venerdì 17 marzo Richard Lanièce (#Coldiretti) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, Dopodomani, venerdì 17 marzo, ventiquattresima puntata di ImpresaVda. su Radio Proposta in Blu. Anche quest'anno per le prime 24 puntate abbiamo come sponsor la BCCValdostana. Questa settimana tocca a  Richard Lanièce, da poche settimane nuovo direttore di Coldiretti. 

Il prossimo appuntamento sarà, dunque, Venerdì 17 marzo, sempre alle 9,30. Qui - se te la sei persa - trovi l'intervista della scorsa settimana a Daniela Mus di Rapideat, nuova realtà del delivery food. 

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'intervista a Daniela MusDopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

9 marzo 2017

#LeGrenier di Saint-Vincent: unico ristorante valdostano selezionato per la terza edizione di #GoûtdeFrance



È un messaggio di modernità e di eccellenza quello che gli chef Stefano e Bruno Mazzotti del ristorante Le Grenier di Saint-Vincent vogliono trasmettere con il menù che proporranno ai clienti il 21 marzo, in occasione della terza edizione della manifestazione Goût de France, organizzata dal Ministero degli Esteri francese. «Dopo l'esperienza dello scorso anno, abbiamo capito che questa serata si presenta innanzitutto come un'occasione per presentare la nostra cucina gourmet, che nella cucina francese affonda saldamente le sue radici" spiegano i fratelli, che con Sara Berti, responsabile della sala, gestiscono da anni lo storico locale al centro di Saint-Vincent e aggiungono "Condividiamo lo spirito della manifestazione in toto. Come Alain Ducasse, presidente del Comitato di Chef che ci ha selezionati, sosteniamo la dimensione conviviale della buona tavola e l'idea che la cucina di eccellenza debba basarsi solo su prodotti di qualità selezionati con cura e attenzione".

Per il terzo anno consecutivo, Good France il 21 marzo riunirà oltre 2.000 chefs dei 5 continenti per celebrare la  gastronomia francese. Sulla scia delle "Cene d'Epicuro" inventate dallo chef Auguste Escoffier durante la Belle Époque, ogni ristorante selezionato per l'evento, renderà omaggio con una cena all’eccellenza della cucina francese, alla sua capacità innovativa e ai valori che trasmette. Questo evento internazionale segue l'iscrizione al Patrimonio immateriale dell'UNESCO del "pranzo gastronomico dei francesi" e beneficia di un piano di comunicazione a livello internazionale che permetterà a tutti gli chef partecipanti di valorizzare la propria cucina, il proprio savoir-faire, ovunque nel mondo, con il sostegno attivo delle Ambasciate, di Atout France e dei partner media, France Media Monde, TV5 Monde.

Il menù, al prezzo di € 75 a persona bevande escluse, segue la stessa impostazione in tutto il mondo e prevede:

·         Aperitivo e stuzzichini
·         Polenta e asparagi
·         Scaloppa di foie-gras di primavera
·         Salmone mi-cuit, crescione, patate
·         Formaggi
·         Millefoglie della casa
·         Caffè e piccola pasticceria

Data l'esclusività dell'evento e il numero limitato di posti disponibili, i titolari consigliano la prenotazione al numero di telefono 0166510138 o all'indirizzo di posta elettronica legrenier@ristorantelegrenier.com

Per maggiori informazioni:

8 marzo 2017

Venerdì 10 marzo Daniela Mus (#Rapideat) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, Domani, venerdì 10 marzo, ventidusima puntata di ImpresaVda. su Radio Proposta in Blu. Anche quest'anno per le prime 24 puntate abbiamo come sponsor la BCCValdostana. Questa settimana tocca a  Daniela Mus di Rapideat, nuova realtà del delivery food. 

Il prossimo appuntamento sarà, dunque, Venerdì 3 marzo, sempre alle 9,30. Qui - se te la sei persa - trovi l'intervista della scorsa settimana aNicola Rosset, amministratore delegato di Saint-Roch.

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'intervista a Nicola RossetDopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

2 marzo 2017

#Rapidèat: ad #Aosta è tempo di #delivery #food

Nasce ad Aosta un nuovo modo di gustare i propri piatti preferiti, a casa o a lavoro, da soli o in compagnia, a pranzo o a cena, insomma ovunque uno lo desidera e quando si vuole. E' Rapideat. 

Rapideat nasce dall’idea di due giovani amici, Dario Cancemi e Daniela Musentrambi appassionati della buona cucina e del mangiar bene, che - così raccontano - durante una cena in queste sere invernali si sono ritrovati a parlare di come sarebbe bello avere qualcuno che potesse portarci a casa del cibo soprattutto dopo una lunga giornata estenuante. «La riflessione, ammettiamo, - confessano - venne anche perché vedendo dal lavandino le pentole che sbucavano e che erano da lavare eravamo ancora più stanchi. Così parlando e discutendo anche sulla base delle nostre vite vissute in Italia e all’Estero prese forma l’idea di portare il delivery food ad Aosta. Ci siamo detti perché non provare? Conosciamo il settore, il marketing e la comunicazione, siamo appassionati di cucina……e così da quella sera abbiamo lavorato intensamente per far nascere questo progetto denominato appunto Rapideat: Cucinato e Consegnato! Come abbiamo pensato di organizzare la consegna a domicilio? In modo semplice, senza stress e con un semplice click».

Basta una connessione internet, la persona si collega al sito www. rapideat.it,seleziona il ristorante dalla lista, sceglie trai i vari tipi di pietanze e bibite che si desidera ricevere e le quantità che si preferiscono. Dopo di che in un apposito campo s’indica il luogo di dove lo si vuole ricevere e così un nostro incaricato consegnerà il tutto direttamente all’indirizzo indicato.

E il pagamento? Le persone possono pagare dal nostro sito, in tutta sicurezza, utilizzando la carta di credito o paypal oppure possono scegliere il pagamento alla consegna.
E per chi non vuole collegarsi a Internet? È possibile ordinare anche attraverso il servizio clienti e pagare comodamente alla consegna. Con un ordine minimo di 10 euro il cibo preferito è cucinato e consegnato. 

17 novembre 2016

Elisabetta Allera (#LouRessignon): «#Ristorazione tra solide radici e innovazione continua»

Elisabetta Allera
Questa settimana abbiamo intervistato Elisabetta Allera, titolare con il fratello del ristorante Lou Ressignon di Cogne, meglio conosciuto come Da Arturo che ringraziamo per essere qui ai nostri microfoni.

Nei giorni scorsi avete festeggiato un'importante ricorrenza…
Il 23 ottobre abbiamo festeggiato i 50 anni di attività del nostro locale. Abbiamo fatto una bellissima festa con tutti gli amici, i nostri ospiti abituali.

Quali sono stati i passaggi più significativi della vostra storia?
50 anni fa mio papà - che all'epoca di mestiere faceva il restauratore-ebanista - aveva raccolto negli anni tanti bei pezzi di legno, li aveva sistemati, abitualmente rivenduti, ma poi aveva cominciato a sognare di poter mettere assieme questi pezzi e creare un punto di ritrovo per i giovani dell'epoca perché a quei tempi non c'era un posto dove mangiare qualcosa, stare in ottima compagnia con un po' di musica. E lì assieme ad alcuni amici ha creato Lou Ressignon che nel patois di Cogne vuol dire lo spuntino della notte.

In cosa consiste l'attuale offerta del vostro locale?
Negli ultimi otto anni al ristorante, alla tavernetta abbiamo aggiunto l'attività di Chambre d'hote, realizzando quattro camere all'ultimo piano che ci ha permesso un complemento di attività notevole e ci siamo così aperti ad un altro settore assolutamente interessante.

Oggi la ristorazione è un pezzo importante dell'offerta turistica di una località. Avvertite più forte di un tempo questa responsabilità?
Credo di sì. Diventiamo quasi motivo di scelta di località. E posso essere tranquilla nel dire che Cogne ha questo immenso vantaggio di essere riconosciuta come qualità nella ristorazione e riusciamo anche, forse, a creare una clientela precisa. Quando un cliente sa che può trascorrere alcuni giorni e mangiare bene in tanti posti in effetti è più sereno e sceglie questa località.

La tipologia di clienti?
E' molto varia, soprattutto quelli di prossimità, il nostro triangolo d'oro Torino-Milano-Genova, anche se ultimamente siamo sorpresi di trovare molti più svizzeri, anche in questi mesi in cui la Svizzera ha fatto questa scelta un po' scellerata di chiusura nei confronti dell'Italia.

Vi chiederei che cosa è cambiato nel fare ristorazione negli ultimi 50 anni, ma credo che dare un'occhiata agli ultimi dieci sia già sufficiente oppure no?
Sì, anche se è bivalente. Nel senso che si è voluto mantenere le radici della tradizione perché sono obbligatorie e in esse poi ci riconosciamo molto, ma è anche vero che il gusto è cambiato, la scelta di pietanze si è alleggerita – non si mangia più come un tempo antipasto, primo, secondo, dessert e formaggio - e allora si è volutamente alleggerita anche la sostanza di alcuni piatti con ingredienti più delicati, più fini, che appagano anche la vista perché il cliente vuole questo. Noi siamo contenti di offrire entrambe le soluzioni. Si mangia la seupetta alla cognentse, il riso, la carbonada con la polenta, ma anche le tagliatelle con lo storione, il petto d'anatra alle mele per poter accontentare un'ampia clientela. I piatti storici rimangono ogni anno, mentre quelli più moderni li ritocchiamo ogni anno.

Possiamo dire che oggi l'arte dell'accoglienza, al di là di un certo savoir faire che deve essere nel dna, richiede anche competenze di tipo universitario? Basta pensare soltanto al crescere della clientela straniera…
Avere avuto la possibilità di fare esperienza all'estero, un po' di studio, un po' di vita nell'accoglienza serve per avere più di apertura mentale e, forse, più vicinanza con l'ospite straniero che arriva e ama potersi esprimere nella sua lingua, o almeno nella lingua di comunicazione comune, ad esempio l'inglese, in modo da poter spiegare meglio i piatti, gli ingredienti. Sempre di più da quando ci sono varie intolleranze, varie problematiche questo è importante. L'aver fatto esperienza, il conoscere le abitudini altrove ti aiuta nei confronti della clientela. E' un classico lo straniero che vuole la pasta con la bistecca. Gli si dice che possiamo farlo, ma che in Italia non si usa così.

Sul fronte delle strategie turistiche che può mettere in campo la pubblica amministrazione che cosa vi è realmente di aiuto?
Si tratta di vedere il quadro che sta intorno alla struttura. Di conseguenza fa molto piacere quando c'è ordine, pulizia, servizi fatti seriamente messi a disposizione della comunità. Già il fatto che d'inverno si raggiunga facilmente la località e quindi la capacità di mettere in sesto le strade, di dare l'informazione corretta, questo ci facilita e ci migliora. Pensando ad una amministrazione penso anche al Parco Nazionale. Da quando il Parco ha effettivamente aumentato la capacità di comunicazione di quanto è importante un'area protetta e dei vantaggi che ci sono a poterla scoprire, abbiamo notato che la clientela è aumentata notevolmente. Si viene per passeggiare, per trovare indicazioni corrette di percorrenza, sulla fauna, sulla flora e il risultato è una clientela decisamente perfetta per Cogne.

In tv c'è tantissimo cibo. Questo ha fatto crescere la consapevolezza del cliente?
Assolutamente sì. C'è più freschezza nelel conoscenze del cliente. Sono più attenti, più curiosi, si informano molto di più. Personalmente abbiamo avuto l'esperienza strepitosa di partecipare a ben 11 puntate della Prova del Cuoco con la Clerici e questo ci ha dato una visibilità eccezionale e ha creato nei nostri ospiti, nei nostri clienti un orgoglio. Molti ci dicevano ma glielo avete detto che vi avevamo scoperto prima noi?

Qualche novità come locale nel 2017?
E' un po' difficile. Mio fratello, come tutti i cuochi, è un po' artista, se gli chiedi che cosa farà questo inverno come piatti è difficile avere una risposta.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Era sicuramente quello di mio papà ed è anche il mio e di mio fratello di poter avere un po' di serenità. Oggi raccogliamo quanto seminato in tutti questi anni ma è sempre difficile venirne fuori da un punto di vista economico. Un po' di stabilità. E il progetto di Cogne collegata alla stazione di Pila creando una stabilità invernale con una clientela più regolare, fatta non solo di picchi nei weekend, ci darebbe quel di più per permetterci di guardare ancora avanti e non fermarci ai primi 50.

Il problema della stagionalità…
Sì se c'è una stabilità hai un buon numero di dipendenti che ti aiuta, quando non te li puoi permettere nell'inverno non è facile organizzare il lavoro. 

9 novembre 2016

Venerdì 11 novembre Pierre Noussan (#Sicav) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 11 Novembre, settima puntata di ImpresaVda. su Radio Proposta in Blu. Anche quest'anno per le prime 24 puntate abbiamo come sponsor la BCCValdostana. Questa settimana tocca a Pierre Noussan, titolare della Sicav, impegnato da sempre in Confindustria Valle d'Aosta e vicepresidente del Confidi Valle d'Aosta

Se ti sei perso l'intervista della scorsa settimana a Giulia Mona, Presidente dei Giovani Albergatori Valdostani che da pochi mesi ha preso il posto di Filippo Gèrard, divenuto Presidente senior dell'Adava, la puoi trovare qui.  

Il prossimo appuntamento sarà, dunque, Venerdì 11 Novembre, sempre alle 9,30

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'ntervista a Elisabetta Allera e nelle prossime settimane quelle a Mona e Noussan. Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

2 novembre 2016

Venerdì 4 novembre Giulia Mona (#GiovaniAlbergatori) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 4 Novembre, sesta puntata di ImpresaVda. su Radio Proposta in Blu. Anche quest'anno per le prime 24 puntate abbiamo come sponsor la BCCValdostana. Questa settimana tocca a Giulia Mona, Presidente dei Giovani Albergatori Valdostani cheda pochi mesi ha preso il posto di Filippo Gèrard, divenuto Presidente senior dell'Adava.. 

Se ti sei perso l'intervista della scorsa settimana a  Elisabetta Allera, una dei titolari del ristorante Lou Ressignon di Cogne la puoi trovare qui.  

Il prossimo appuntamento sarà, dunque, Venerdì 4 Novembre, sempre alle 9,30

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'ntervista a Marzorati e nelle prossime settimane quelle a Allera e Mona. Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 
 

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