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14 novembre 2016

#Berebene e #Bibenda premiano #LesCrêtes


L’azienda Les Crêtes continua a raccogliere segnalazioni positive del suo lavoro. Il Pinot Nero 2015 ha ottenuto l’ambito Oscar per  l’ottimo rapporto qualità/prezzo nell’edizione 2017 del Berebene, la pubblicazione di Gambero Rosso che vuole valorizzare i vini di maggior consumo e con il migliore rapporto qualità/prezzo. La presentazione della guida Berebene ed il wine tasting si sono svolti domenica 13 novembre a Torino in occasione di Gourmet al Lingotto Fiere, in Via Nizza 29. Soddisfazione anche per l’attribuzione dei 5 grappoli per il Chardonnay Cuvée Bois 2014 dalla storica Guida BIBENDA edizione 2017, da diciotto anni il testo di riferimento per il mondo del Vino. La premiazione dei vini avverrà ufficialmente sabato 19 novembre 2016, a Roma, nella consueta cornice dell’Hotel Rome Cavalieri.

«Prodotti di orgoglio, passione e frutto di un lavoro che è stile e continua soddisfazione per la nostra azienda. - spiega in una nota la famiglia Charrèere - È la conferma che stiamo lavorando nella giusta direzione, con l’obiettivo di continuare a produrre vini di altissima qualità che propensione all'innovazione. La valorizzazione della viticoltura locale, insomma intima anima, tutta spirito e profumi, della nostra Valle.Occorre continuare su questa strada: identità e qualità sono asset fondamentali per la promozione del vino valdostano sul mercato nazionale ed estero».

31 marzo 2016

#ChardonnayCuvéeBois di #LesCrêtes secondo fra vini i bianchi italiani

L’autorevole rivista Gentlemen ( Class Editori ), con la  firma del noto giornalista Cesare Pillon, ha compilato nel numero in uscita ad  Aprile,  la classifica dei migliori vini bianchi Italiani 2016.

Dall’incrocio dei risultati delle sette guide Italiane di settore   maggiormente  seguite dai “wine lowers “  ( Gambero Rosso,  Espresso, Veronelli, Bibenda, AIS, Cernilli, Maroni ), lo Chardonnay Cuvée Bois  2013 di Les Cretes di Aymavilles si è piazzato sul podio Nazionale dei vini bianchi.

La classifica  vede al primo posto il Cervaro della Sala 2013  di Antinori (Umbria ), con 658 punti, al secondo posto lo Chardonnay Cuvée Bois  2013 Les Cretes ( Valle d’Aosta ), con 653 punti, al terzo posto il Muller Thurgau Feldmarchall 2013 di Tiefenbrunner ( Alto Adige ), con 648,5 punti.

A far la parte del leone nella classifica   per Regioni sono  il Friuli e l’Alto Adige, pari merito  al primo posto del podio con nove vini,  seguono le Marche con tre vini, ed il Veneto con 2 vini.


«Per la Nostra Azienda,  per i nostri. dipendenti,  - spiega Costantino Charrère - questo risultato è motivo  di grande soddisfazione. Ancora una volta  lo  Chardonnay Cuvée Bois prodotto ad Aymavilles,  mette in luce il lavoro della Famiglia Charrère,  che nel solco delle generazioni,  produce  in montagna  con impegno e passione. Ed è anche  motivo di orgoglio per la Valle d’Aosta, territorio unico e irripetibile, in grado di offrire ai Valdostani stessi, ai turisti, e al grande pubblico degli appassionati,  vini bianchi di caratura Internazionale».

10 settembre 2015

#GamberoRosso: sono sei i #TreBicchieri2016 della Valle d'#Aosta



La guida del Gambero Rosso regala alla Valle d'Aosta uno splendido risultato.
Sono ben sei i Tre Bicchieri 2016
Ecco l'elenco:

Valle d'Aosta Chambave Moscato Passito Prieuré '13 - La Crotta di Vegneron
Valle d'Aosta Chardonnay Cuvée Bois '13 - Les Crêtes
Valle d'Aosta Petite Arvine '14 - Elio Ottin
Valle d'Aosta Pinot Gris '14 - Lo Triolet
Valle d'Aosta Pinot Noir Semel Pater '13 - Maison Anselmet
Valle d'Aosta Syrah '13 - Rosset Terroir 


Ma non solo va alla Valle d’Aosta il premio speciale Dolce dell’Anno con la versione di Chambave Moscato Passito ’13, il Prieuré della Crotta di Vegneron.

Il giudizio è davvero entusiastico e te lo riporto qui sotto.

«La Valle d’Aosta del vino offre uno dei panorami più affascinanti sotto il profilo dei paesaggi e delle varietà autoctone. Non troverete in nessun’altra regione d’Italia (e in pochissime nel mondo) vigne oltre i 1200 metri di quota. Nessun altro terroir può vantare una tradizione di viticoltura di montagna plurimillenaria come quella valdostana. Il fascino di questi vini antichi, vere sfide alla natura, ci ripaga anche dell’unico neo di questa bella storia, la difficoltà di reperimento legata all’esiguità di queste produzioni.
Quest’anno c'è una crescita, particolarmente sensibile tra quei produttori che cercano di esprimere le potenzialità di queste straordinarie vigne d’alta quota e dei vitigni autoctoni valdostani. E il risultato c'è: va alla Valle d’Aosta il premio speciale Dolce dell’Anno (una sfolgorante versione di Chambave Moscato Passito ’13, il Prieuré della Crotta di Vegneron) e il numero dei Tre Bicchieri sale a 6, massimo storico per la Valle. I tre bianchi sono dei classici, ma molte belle notizie vengono dai rossi. Massimo premio per due straordinari rossi da vitigni internazionali che però qui hanno trovato un habitat interessantissimo, che gli permette di esprimere con eleganza i caratteri varietali senza rinunciare alla tipica impronta alpina. Buone prove anche da numerosi Fumin, Cornalin, Mayolet e Vuillermin, ma anche Nebbiolo.
Segnali più che positivi. I giovani stanno tornando a coltivare le vigne eroiche di montagna, determinati a raccontare storie enologiche sempre più fascinosamente locali, che non possono prescindere dallo straordinario patrimonio di esperienze della tradizione e dalla ricchezza di varietà autoctone».



1 luglio 2015

La #Premetta di #LesCrêtes fra i #vini dell'estate

Segnalo con piacere che il metodo classico di Premetta di Les Crêtes è tra gli otto vini per l'estate scelti dal wineblogger Franco Ziliani per l'uscita di luglio di Oggi Cucino Free, mensile RCS, con centomila copie di tiratura.

Evviva il made in Vda!!!!

18 maggio 2015

#LesCrêtes premiata da #Decanter

Soddisfazione in casa Les Crêtes per un nuovo riconoscimento. «Siamo felici che l'autorevole rivista britannica Decanter abbia assegnato alla nostra azienda un doppio e prestigioso riconoscimento: la Medaglia di Bronzo per il FUMIN 2011 e la Medaglio d’Argento per la PETITE ARVINE 2013. Questa competizione di eccellenze, autorevole fonte mondiale per gli amanti del vino e giunta ormai alla sua decima edizione, deve il suo successo al suo unico sistema di valutazione basato su una giuria, composta da centinaia di sommelier, giornalisti del settore e Master Wine di tutto il mondo».

Due riconoscimenti considerevoli, certamente espressione di un meraviglioso terroir nel quale i vini raccontano le nostre montagne e che confermano la capacità della famiglia Charrère da sempre portatrice di genuinità nel mondo del vino e aperta a nuovi orizzonti, di affermarsi sulla scena internazionale.

13 marzo 2015

#LesCrêtes al #Vinitaly: tre appuntamenti

L'etichetta Les Crêtes della famiglia Charrère sarà presente al prossimo Vinitaly, dal 22 al 25 marzo, a ben tre eventi.

The Good, the Bad and the Ugly of Artisanal Wines
Vini certificati bio frutto di un'attenzione per l'ambiente o vini naturali e artigianali che raccontano
storie di un indissolubile legame con il territorio, vini che piacciono sempre più sui mercati internazionali, con piccole e piccolissime cantine più conosciute all'estero che nel proprio Paese.
A Vinitaly, in programma ci saranno due saloni specializzati, Vinitalybio e Vivit, e quest'anno per la prima volta una collettiva Fivi. Per fare un po' di chiarezza, quest’anno è addirittura in programma il 24 marzo (Sala Argento – Palaexpo, ingresso A2, piano -1) un Executive Wine Seminar con degustazione finale dal curioso titolo «The Good, the Bad and the Ugly of Artisanal Wines», organizzato dalla Vinitaly International Academy – VIA, che con il contributo di esperti internazionali definirà cosa sono e come si qualificano – anche dal punto di vista commerciale sui diversi mercati – le varie tipologie di prodotto; al termine una degustazione di vini italiani ed esteri per capire il valore organolettico dei vini artigianali, in crescita anche dal punto di vista qualitativo.
Moderator sarà Stevie Kim, Managing Director of Vinitaly International. Speakers: Pedro Ballesteros Torres MW, Decanter WWA Panel co-Chair. / The letter of the law: defining artisanal, biologic, organic and biodynamic in Europe and the rest of the world; Monty Waldin, Decanter. / The good about biodynamics and green agriculture; Robert Joseph, wine expert and writer. Founder of Wine International Magazine and the London International Wine Challenge. / All that is bad in natural and artisanal wines; Ian D'Agata, Scientific Advisor of Vinitaly International and Scientific Director of Vinitaly International Academy. / Why it can all get ugly: the biology and biochemistry of artisanal wines; State of the Art lecture: Olivier Humbrecht MW, co-owner of Domaine Zind Humbrecht. / My twenty years experience with artisanal and bio wines e il nostro Costantino Charrère, owner of Les Cretes and past president of FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti)./ I vini artigianali nell’esperienza dei piccoli produttori, ieri oggi. Scenari futuri. A seguire vi sarà una degustazione di 8 vini artigianali italiani e stranieri. Si tratta di un appuntamento che, con rigore scientifico, vuole dare risposte alle domande più frequenti di chi si approccia a questi vini o di chi è scettico: cosa vuole dire essere artigianale nel mondo del vino? Può una grande azienda essere artigianale? O solo coloro che si sporcano le mani in vigna tutti i giorni con piccole produzione possono godere di questa definizione? E i vini non biologici possono essere anch'essi artigianali? Ma poi, cosa vuole dire esattamente vino biologico? A parlarne grandi esperti del mondo del vino italiano e internazionale: il Master of Wine Pedro Ballesteros Torres, che introdurrà i concetti legali di biologico, biodinamico e altri termini (ad esempio, ciò che è biologico in Italia non lo è in USA, e viceversa); Costantino Charrère, proprietario di Les Cretes ed ex presidente Fivi, che illustrerà il lavoro delle piccole aziende che spesso fanno viticoltura eroica; Monty Waldin, della rivista Decanter e autore di oltre dieci libri e video sull'agricoltura biodinamica; Ian D'Agata, responsabile scientifico VIA e Vinitaly International, che analizzerà la biologia e la biochimica di vini naturali; Robert Jospeh, uno dei decani del wine writing mondiale, fondatore di Wine International Magazine e del London International Wine Challenge; Olivier Humbrecht, cotitolare della alsaziana Zind Humbrecht, una delle trenta più famose aziende di vino del mondo che sarà presente al Vinitaly per racconare la sua ventennale esperienza nel mondo del vino artigianale e biologico. I lavori si chiuderanno con una speciale degustazione guidata di otto tra vini italiani ed esteri, di produttori famosissimi in tutto il mondo, dall'italiano Gulfi (espositore di Vinitaly) al francese Leroy.

Per partecipare a questo Executive Wine Seminar VIA è necessario iscriversi gratuitamente on-line sul sito di Vinitaly, nella sezione DEGUSTAZIONI – EXECUTIVE WINE SEMINARS dell'Area Visitatori.

Fivi al Vivit (padiglione 12)
Evento ormai consolidato, Vivit, vetrina dei vini artigianali, frutto del lavoro di quei produttori che si riconoscono nell’autenticità di un territorio e nella individualità, viene riproposto per il quarto anno nella sua formula ormai tradizionale e di successo. Oltre 120 le cantine presenti, provenienti oltre che dall'Italia da Gran Bretagna, Francia, Germania, Austria e Slovenia. Collettiva Fivi (pad. 8) - Per la prima volta sarà presente a Vinitaly una collettiva di 56 aziende vitivinicole aderenti alla Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti). La Fivi è un'associazione di aziende vitivinicole (convenzionali, biologiche e biodinamiche) che svolgono al loro interno tutto il ciclo dalla raccolta dell'uva alla commercializzazione del vino prodotto con le proprie uve, con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e l'autenticità dei vini italiani.

Les Cretes a “I Tre Bicchieri al Vinitaly 2015”Domenica 22 marzo, dalle 11.30 alle 16.30, presso la "Sala Argento", piano interrato Palaexpo, Les Cretes con il Petite Arvine 2013 Stelvin tra i premiati nella 28ma edizione di Vini d’Italia sarà in degustazione al Vinitaly. Dopo lo straordinario successo delle scorse edizioni Gambero Rosso e Vinitaly presentano per il quarto anno la grande degustazione dei vini premiati nell’edizione 2015 di Vini d’Italia. In degustazione troverete, tra gli altri, i vini che hanno ottenuto i PREMI SPECIALI (miglior rosso, miglior bianco, migliori bollicine, ecc. ecc.), i TRE BICCHIERI sotto i 15 euro (ben 108), e i TRE BICCHIERI VERDI, quelli prodotti da aziende sensibili alle istanze della sostenibilità ambientale. All’evento parteciperanno produttori, importatori, distributori, ristoratori, giornalisti della stampa italiana ed estera, opinion leader e ospiti internazionali.

9 marzo 2015

#WineSpectator: due #vini bianchi valdostani fra i 14 migliori italiani


Mancano pochi giorni all'evento esclusivo “OperaWine, Finest Italian Wines: 100 Great Producers" Première che Vinitaly, in collaborazione con la rivista americana di riferimento per il mercato americano Wine Spectator, ha espressamente dedicato agli operatori specializzati di tutto il mondo. Previsto il 21 marzo a Verona.

OperaWine è arrivato alla sua quarta edizione e si propone come un concentrato dell'eccellenza vinicola del Bel Paese. Obiettivo primario dell'iniziativa è la valorizzazione delle caratteristiche intrinseche dei vini italiani e dei loro produttori, un modo immediato e veloce per favorire soprattutto gli operatori internazionali e permettere loro di incontrare le aziende produttrici, conoscerle nel loro contesto culturale, capirne le scelte e più di ogni altra cosa apprezzarne le peculiarità.

Quest'anno oltre alla cantina Les Crêtes, di cui ho scritto spesso in passato in questo blog, la presenza valdostana si arricchisce. Anzi raddoppia. Ma non solo. Su 14 vini bianchi segnalati a livello italiano ben due - entrambi Chardonnay, il Elévé en Fût de Chêne di Anselmet e il Cuvée Bois di Charrère, sono valdostani.

«Questa è la mia prima volta ad OperaWine e sono allo tempo stesso felice e in apprensione. - commenta Giorgio Anselmet -  Ho lavorato molto su questo vino, nel corso degli anni, anche dopo i primi consensi, non mi sono mai fermato, andando di volta in volta alla ricerca di qualche piccolo dettaglio in più. Non è affatto importante aggiungere un riconoscimento in bacheca,  ma verificare che il mio lavoro di rifinitura abbia fatto evolvere un vino nel quale ho sempre creduto in modo da essere riconosciuto di riferimento non solo nel mercato italiano, il cui gusto è facilmente riconducibile al mio, ma su tutti i principali mercati internazionali: il francese e lo svizzero prima, l'inglese poi e ora l'americano. Mi affascina conoscere il giudizio di chi degusta i miei vini, ascoltare come enologi e sommelier descrivano i profumi e i sapori per ritrovare nelle loro parole i miei obiettivi iniziali, la mia ricerca. Ognuno di noi percepisce e apprezza un bicchiere di vino a modo suo, secondo l'umore di un momento, l'ambiente che lo accoglie, la compagnia che lo circonda. Quando produco, anzi quando 'compongo' i miei vini, mi pongo degli obiettivi armonici, vado alla ricerca di un sapore, un gusto, una rotondità, una armonia, un equilibrio per me fondamentali. Se ritrovo queste caratteristiche nel giudizio di chi degusta il mio vino allora so di aver ottenuto il più alto dei riconoscimenti a cui potessi ambire».

28 febbraio 2015

#LesCrêtes: un «Rifugio» per gli appassionati del #vino

Costantino Charrère (merito anche delle figlie Eleonora ed Elena alle cui solide mani è ora affidata l'azienda, senza dimenticare il sostegno appassionato della moglie Imelda) ha uno sguardo fisso sul futuro e piedi ben piantati su un passato consolidato.

Fare viticoltura in Valle d'Aosta (con l'etichetta Les Crêtes produce, su un territorio di venti ettari, 180mila bottiglie per un fatturato di 1,4 milioni) vuol dire confrontarsi con i difficili terreni montani che più che sfidati devono essere compresi.

Green e innovazione sono le leve sapientemente mosse dal maggior produttore privato di vino valdostano che, ancora nel marzo 2014, grazie al suo Chardonnay Cuvèe Bois 2011, è stato selezionato dalla rivista Wine Spectator, fra le 100 migliori cantine Italiane.

L’intera gestione agronomica di Les Crêtes è basata sul rispetto e sulla valorizzazione del “terroir”, con la ferma convinzione che essere in armonia con l’ambiente, rispettare e preservare il terreno e il suo equilibrio è fondamentale per continuare ad avere buon vino. Da alcuni anni Les Crêtes applica i principi dell’agricoltura biodinamica e biologica su selezionati appezzamenti, al fine di porre le basi di una viticultura sempre più sostenibile. Ma in generale sono tante le scelte “verdi” dell'azienda.

«Si va dal non utilizzo di insetticidi – spiega Costantino - sostituiti con il controllo per confusione sessuale degli insetti alla gestione del vigneto con pratiche agronomiche e a basso impatto chimico, all'impianto fotovoltaico di 15Kw, all'utilizzo di energia idroelettrica prodotta da acqua per caduta, all'installazione nell'impiantistica di due pompe di calore per il ricupero energetico. E prossimamente, in azienda, vogliamo realizzare una piletta per il ricarico di auto elettriche».

Sul fronte dell'innovazione non va dimenticato la sperimentazione di tappi prodotti con materiali bioplastici di origine vegetale con zero impronta di carbonio e l'uso di tappi a vite Stelvin che consentono una marcata riduzione di additivi all'imbottigliamento. Ma su tutto attualmente – l'inaugurazione è prevista per il mese di giugno – si eleva con forza la nuova cantina (un investimento da due milioni di euro), progettata dall'architetto di Courmayeur Domenico Mazza, perfetta sintesi tra tradizione e modernità. Dotata di una sala degustazione motivazionale vuole essere una sorta di «Rifugio» per gli appassionati del vino.

1 ottobre 2014

#Vino: ecco i nostri #TreBicchieri2015. Per Il #GamberoRosso la Valle d'#Aosta non esprime ancora in pieno il suo potenziale


Segnalo con un po' di ritardo i Tre Bicchieri 2015 valdostani del Gambero Rosso si tratta di:

Valle d'Aosta Chambave Moscato Passito Prieuré 2012 Crotta di Vegneron

Valle d'Aosta Chambave Muscat 2012 La Vrille


Valle d'Aosta Fumin 2012 Ottin


Valle d'Aosta Petite Arvine 2013 Le Crêtes


Valle d'Aosta Pinot Gris 2013 Lo Triolet


Da segnalare il commento che si trova anche sul sito dell'illustre guida. 

«Un territorio particolare che genera vini particolari, purtroppo ancora costretti a prodotti di facile consumo. Così la Valle d'Aosta non esprime ancora in pieno il suo potenziale, anche se il panorama è vivace, con la nascita costante di nuove aziende e nuovi investimenti. Non sempre si centra l'obiettivo: manca un'analisi più approfondita al connubio vitigno/terroir, per esempio, ma l'attitudine alla sostenibilità e l'interesse ai vitigni autoctoni segnano due importanti punti a favore». 

25 giugno 2014

#Decanter Wine World Awards: #Anselmet conquista l'oro con il suo Petit Arvine

Partecipare ai Decanter Wine World Awards significa sottoporre il proprio vino al giudizio dei palati più autorevoli, significa mettersi in gioco prima e in discussione poi. In sintesi 15.000 vini degustati da tutto il mondo e una giuria composta da oltre duecento tra commercianti, sommelier, scrittori e giornalisti.

Risultati particolarmente brillanti sono stati raccolti dall'etichetta valdostana Maison Anselmet. che con i suoi vini Vallée d'Aoste Petite Arvine Dop, Vallée d'Aoste Chambave Muscat Dop e vallèe d'Aoste Müller Thurgau Dop, tutti e tre del 2012, ha ottenuto la medaglia d'oro, quella d'argento e una menzione.

«Il confronto è sempre difficile, ma stimolante! - ha detto Giorgio Anselmet - Quando poi è di alto livello lo è ancora di più. Per me è fondamentale capire cosa pensano dei miei vini gli esperti internazionali. Maison Anselmet è una realtà piccola, ma le nostre ambizioni sono grandi perché crediamo nella qualità e nella professionalità del nostro lavoro e quindi abbiamo deciso di partecipare ai DWWA per la terza volta, e siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti».

Buoni risultati anche per i vini di altri due produttori valdostani: medaglia d'argento e menzione per i Fratelli Grosjean rispettivamente con il Vigne Rovettaz Fumin del 2010 e il Vigne Rovettaz Petite Arvine del 2012 e per les Crêtes medaglia di bronzo e menzione con il Fumin del 2010 e il Cuvèe Bois Chardonnay del 2011. 

3 marzo 2014

#WineSpectator seleziona #LesCrêtes fra le 100 migliori cantine italiane

La famiglia Charrère

Anche quest’anno con il Cuvée Bois 2011, l'Azienda Les Crêtes è stata selezionata dalla celebre rivista americana Wine Spectator, fra le 100 migliori cantine Italiane, per il Grand Tasting di Opera Wine "Finest ItalianWines: 100 Great Producers", a Palazzo della Gran Guardia di Verona, Sabato 5 Aprile (dalle 16 alle 18.30), dove l’eccellenza dei vini italiani sarà degustata da un limitatissimo pubblico di 500 invitati.

6 dicembre 2013

Il 19 dicembre Conferenza di Oscar #Farinetti (#Eataly) e Costantino #Charrère (#LesCrêtes) all'Università della Valle d'#Aosta

Il Dipartimento di Scienze Economiche e Politiche dell'Università della Valle d'Aosta organizza una conferenza dal titolo “Storie di Coraggio. Fare impresa nel mondo del cibo e del vino” che si svolgerà il 19 dicembre, dalle 18 alle 19,30, presso l'Aula Magna dell'Università.
Interverranno Oscar Farinetti, Fondatore di Eataly, e Costantino Charrére, Fondatore dell’azienda vinicola Les Crêtes. Modera Carmine Garzia, Docenti di Economia Aziendale presso il Dipartimento di scienze Economiche e Politiche dell’Università della Valle d’Aosta

«L'uscita del volume Storie di Coraggio per i tipi di Mondadori - spiega Garzia - rappresenta un innovativo racconto dell'imprenditoria di successo italiana nel mondo del vino. L'autore è l'imprenditore italiano più celebre nel mondo del cibo, Oscar Farinetti, ed ha percorso l'Italia raccogliendo le storie e il racconto del proprio successo imprenditoriale di dodici realtà clou della produzione enologica nazionale. Tra queste, spicca la prima azienda incontrata: quella del valdostano Costantino Charrére, fondatore di Les Crêtes. L’incontro costituisce un’occasione di riflessione sul contributo del settore del cibo e del vino allo sviluppo dell’economia nazionale e sulle sfide competitive che le aziende che operano nel settore devono affrontare nel mercato internazionale».

9 ottobre 2013

Storie di #Vino: Il Coraggio di Costantino Charrère

Ho letto davvero con grande piacere l'articolo pubblicato oggi su La Stampa a firma di Francesca Soro dove si racconta che Oscar Farinetti, patron di Eataly, ha inserito Costantino Charrère, fondatore dell'etichetta Les Crêtes, fra le dodici storie umane e di impresa del suo libro, edito da Mondadori, «Storie di coraggio», dedicato a 12 produttori tra i più importanti in Italia.

12 dialoghi che, attraversando lo stivale, oltre a Charrère hanno coinvolto Angelo Gaja, Beppe Rinaldi, Walter Massa, Marilisa Allegrini, Josko Gravner, Piero Antinori, Nicolò Incisa della Rocchetta, Ampelio Bucci, Francesca e Chiara Lungarotti, Josè Rallo, Francesca e Alessio Planeta.

Confesso che sapere che c'è un valdostano fra nomi così illustri mi fa davvero piacere e credo sia un riconoscimento che illumina tutto il mondo vitivinicolo valdostano. Mi fa perfino essere un po' più ottimista sul futuro di questa regione. E aggiungo che a Costantino va riconosciuta una tenacia ed una lungimiranza non comuni, che nascono da una passione sincera per il fare bene il proprio lavoro. 

Scrive Farinetti nel presentare il suo libro:

«Il coraggio non è soltanto superamento delle paure, forza d'animo, determinazione nell'agire: per come lo vedo io, se non è accompagnato da capacità di analisi, studio attento dello scenario, tenacia e predisposizione al dubbio, non è coraggio. Non c'è coraggio senza rispetto, cioè senso civico, volontà di vivere in armonia con la natura e con le persone. Non c'è coraggio senza senso di responsabilità: fare e rispondere di ciò che si fa. Una comunità di persone che non si prendono le proprie responsabilità è destinata al fallimento. Non c'è coraggio senza amicizia: insieme ai veri amici è più facile diventare coraggiosi per affrontare un progetto. Non c'è coraggio senza bontà: essere buoni significa essere giusti. (...) Non c'è coraggio senza matematica: conoscere i numeri è fondamentale perché sono l'indicatore più preciso in assoluto dello stato delle cose. Non c'è coraggio senza il mix equilibrato di onestà e furbizia, che devono sempre convivere. Non c'è coraggio senza orgoglio: per ciò che si rappresenta, per la terra, la fabbrica, il proprio lavoro, anche fosse il più umile, la famiglia, la Nazione, la storia. (...) Nelle esperienze che vi raccontiamo non aspettatevi gesti eclatanti e clamorosi. C'è leggerezza e armonia nei vignaioli che ho intervistato. C'è famiglia, c'è impegno, c'è futuro, ma anche passato, c'è l'amore, c'è l'Italia, il mondo, c'è la politica, c'è la speranza. Ma c'è soprattutto tanto coraggio».
C'è poco da aggiungere.Complimenti ancora Costantino. E a tutti gli altri...buona lettura.

7 ottobre 2013

5 Grappoli di #Bibenda2014: scopri chi sono i quattro moschettieri valdostani!

Il sito Bibenda.it dell'Associazione Italiana Sommelir di Roma ha reso noto i suoi 5 grappoli 2014, il premio che ogni anno punta a definire il meglio della produzione italiana.

Come sempre rispetto ad altri allori, come ad esempio i 3 Bicchieri del Gambero Rosso, ci sono conferme e novità. L'importante comunque è che si parli sempre positivamente dei vini valdostani!

Ecco i quattro moschettieri della nostra regione:

Vallée d’Aoste Chambave Muscat Fletri 2011 - LA VRILLE
Vallée d’Aoste Chardonnay 2012 - ANSELMET
Vallée d’Aoste Chardonnay Cuvée Bois 2011 - LES CRETES
Vallée d’Aoste Petite Arvine 2012 - OTTIN

Sul sito la lista completa dei vini segnalati regione per regione.

29 luglio 2013

Le eccellenze valdostane protagoniste dell'estate di Courmayeur


L’Institut Agricole Régional e la Fondazione Ollignan, saranno protagoniste domani martedì 30 luglio, alle 18, del primo incontro del ciclo “La bellezza e le virtù della Valle d’Aosta”. René Benzo, rappresentante della Fondazione Ollignan e Andrea Barmaz, rappresentante dell’IAR, assieme al dott. Andrea Nicola, mostreranno al pubblico come dalle piante officinali e gli elementi naturali della tradizione valdostana si possa creare una linea di “cosmetici di montagna” a base delle migliori materie prime, rispettosa dell’ambiente ed estremamente efficace

“La bellezza e le virtù della Valle d’Aosta” accompagna tutta l’estate di Courmayeur, è un viaggio che in cinque tappe che presenterà, sempre al Jardin de l’Ange, alle 18, le eccellenze che meglio rappresentano la Valle d’Aosta: prodotti tipici, preparazioni e cosmetici naturali, perfino capi di abbigliamento. Temi spesso segnalati dalle colonne di questo blog. Ogni serata, moderata dal giornalista Giacomo Sado, sarà l’occasione per approfondire un aspetto del ricco e variegato panorama produttivo regionale, che si contraddistingue per la capacità di innovare pur restando nel solco della tradizione. 

Il secondo appuntamento, martedì 6 agosto, ci trasporterà nel regno dell’enologia, per valorizzare il percorso originale compiuto dall’azienda Les Crêtes, importante realtà vinicola valdostana. Partecipano all’incontro Elena Charrère e il dott. Andrea Nicola.

Il latte di montagna, è al centro dell’appuntamento di sabato 10 agosto, dedicato all'azienda F.lli Panizzi, produttrice a Courmayeur di formaggi e yogurt, che ha fornito il latte con cui è stata preparata l’ultima novità nel campo dei fitocosmetici di montagna.  L’appuntamento si chiude  con una degustazione a base di yogurt, prelibata specialità di Casa Panizzi, accompagnato da frutta fresca di stagione.

Domenica 18 agosto l’ospite d’onore sarà infatti la linea di abbigliamento Valgrisa, un esclusivo brand di abbigliamento “prêt-à-porter montagnard” che affonda le proprie radici in una tradizione tipica regionale. I capi sono realizzati con la lana di circa 1.800 pecore autoctone “Rosset” estremamente rare. L’appuntamento sarà presentato da Alessandra Fulginiti e Maria Giovanna Casagrande della cooperativa Lou Dzeut, assieme alla guida alpina di Courmayeur Luciano Mareliati, che ha raccolto esempi e testimonianze dell’abbigliamento tradizionale delle famiglie locali dalla seconda metà dell’800 ai primi decenni del ‘900.

Chiude il ciclo, martedì 20 agosto, la mela renetta, uno dei frutti simbolo della Valle d’Aosta. La serata è presentata da Piero Duc, direttore della cooperativa Cofruits, la più importante realtà locale nella frutticoltura, fornitrice delle renette, che offrirà ai presenti il suo gustoso succo di mela. Per rendere ancora più speciale questo appuntamento il pubblico potrà ascoltare il monologo “Il veleno della bellezza”, del professor Alex Gezzi, eclettica figura di docente universitario, esperto di filosofia dell’estetica e brillante narratore teatrale, che si conclude con l’esibizione della ballerina e contorsionista Elena Pavoni.

La stessa filosofia, rispettosa dell’ambiente e radicata nel territorio, anima un altro appuntamento irrinunciabile, soprattutto per gli amanti della buona tavola. In piena estate, per tre lunedì (29 luglio, 5 agosto e il 19 agosto) il Jardin de l’Ange ospiterà, per tutta la mattinata, il Marché Agricole de la Valdigne

Al mercato, dalle 8 alle ore 13, si potranno trovare tutti i sapori, i profumi e i colori della Valle d’Aosta, e della Valdigne in particolare: formaggi di vacca e di capra, latte, yogurt, mieli, marmellate, mostarde, aceti, vini, pane di segale, frutta, ortaggi e uova. 

13 luglio 2013

Vignaioli Indipendenti: passaggio di consegne fra Costantino #Charrère e Matilde #Poggi


Mercoledì 10 luglio, presso la Reggia di Colorno, si è svolta l’assemblea ordinaria 2013 di F.I.V.I. - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. I Vignaioli Indipendenti, dopo i saluti e i ringraziamenti di Costantino Charrère, Presidente in carica fin dalla fondazione nel 2008, e ora uscente, hanno votato il Consiglio Direttivo che guiderà la Federazione nel prossimo triennio 2013-16.

L’Ufficio di Presidenza è così composto: Presidente Matilde Poggi, VicePresidenti Leonildo Pieropan e Walter Massa, Segretario Nazionale Saverio Petrilli, Consigliere Delegato agli Affari Istituzionali Gianmario Cerutti. I Consiglieri eletti sono: Stefano Casali, Giulia Cavalleri, Lorenzo Cesconi, Costantino Charrère, Ettore Ciancico, Luca Ferraro, Celestino Gaspari, Armin Kobler, Marco Vercesi, Guido Zampaglione.

«Queste nuove nomine giungono in un momento importante per FIVI - ha detto Charrère - nel corso della sua relazione morale chr ha saputo in poco tempo ritagliarsi in Italia e in Europa grande autorevolezza nei confronti delle Istituzioni di riferimento, attraverso iniziative tangibili e in particolare grazie all’elaborazione del Dossier Burocrazia, documento concreto e dettagliato di sfoltimento burocratico. Il Dossier, recentemente presentato in Commissione Agricoltura del Senato, è stato adottato come testo base per una prima proposta di legge per la semplificazione del lavoro dei Vignaioli».

«FIVI -  ha dichiarato Poggi al momento del suo insediamento - continuerà a procedere, insieme a C.E.V.I. (Confédération Européenne des Vignerons Indépendants), con energia e convinzione sulla strada della tutela dei diritti dei Vignaioli presso tutte le istituzioni preposte sia in Italia sia in in Europa. La nostra presenza sarà attiva e propositiva a tutti i tavoli decisionali per il comparto vitivinicolo/agricolo e il nuovo Consiglio è consapevole dell’impegno e dello spirito di sacrificio necessario. Gli obiettivi si raggiungono operando uniti e insieme, è quindi fondamentale che tutti i vignaioli nostri soci si impegnino per comunicare e diffondere le iniziative e idee FIVI, e soprattutto il nostro marchio che in sé racchiude ciò che noi siamo: vignaioli che coltivano le loro vigne, imbottigliano il loro vino e curano personalmente il loro prodotto».

L’occasione migliore per conoscere i Vignaioli associati a FIVI e per gustare e acquistare i loro vini è l’appuntamento annuale con il grande Mercato dei Vini dei vignaioli indipendenti, che si svolge sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre alla Fiera di Piacenza200 produttori dalle zone vitivinicole di tutta la penisola, oltre 1.000 vini in assaggio, approfondimenti su specifiche tipologie attraverso degustazioni guidate, e soprattutto la possibilità di conoscere tanti territori, le loro unicità, la loro storia attraverso le voci dei Vignaioli. 

Sulla Fivi
Attualmente sono oltre 700 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 7.000 ettari di vigneto, quindi una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. 412.000 sono gli ettolitri di vino prodotti, 55 i milioni di bottiglie commercializzate e oltre 0,5 i miliardi di euro di fatturato. I 7.000 ettari di vigneto sono condotti per il 44 % in regime biologico/biodinamico, per il 18 % secondo i principi della lotta integrata e per il 38 % secondo la viticoltura convenzionale. 

24 giugno 2013

Gli Ottimi...vini valdostani

Domenica 23 giugno, il Castello di Roppolo ha ospitato la cerimonia di assegnazione degli “Ottimi 2013”, il prestigioso riconoscimento dedicato ai migliori vini dell’Enoteca Regionale della Serra.

La commissione di degustazione, composta da enologi, sommelier e degustatori qualificati, ha degustato 153 vini provenienti dal Piemonte (province di Biella, Vercelli, Torino e Novara) e dalla Valle d’Aosta.

 I massimi riconoscimenti dell’Enoteca, denominati “Ottimo” e “Ottimo d’Oro”, sono stati assegnati a diciannove vini (sei “Ottimo d’Oro” e tredici “Ottimo”). Di questi, ben sette sono stati abbinati a vini prodotti in Valle d’Aosta (tre “Ottimo d’Oro” e quattro “Ottimo”).

A segnalarlo è l’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali Giuseppe Isabellon che ne approfitta «per porgere le migliori congratulazioni ai produttori valdostani premiati e ai loro eccellenti vini.

Ecco l'elenco dei vini premiati:

la Cave des Onze Communes per il Valle d'Aosta Doc Traminer aromatico 2012 e il Valle d'Aosta Doc Mayolet 2012 (Ottimo) mentre il Valle d'Aosta Doc Rosé 2012 e il Valle d'Aosta Doc Muscat Petit Grain Flétri 2011 hanno ottenuto (Ottimo d’oro);

• la Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle per il Valle d'Aosta Doc Blanc de Morgex et de La Salle Brut Prince 2007 (Ottimo d’oro);

• La Crotta di Vegneron per il Valle d'Aosta Doc Fumin Esprit follet 2011 (Ottimo);

• Les Crêtes per il Valle d'Aosta Doc Fumin 2009 (Ottimo).

13 giugno 2013

#Enogastronomia: Il #Torrette di Les #Crêtes in #Quebec

Attraverso la Société des alcools du Québec il Torrette di Les Crêtes sbarca per la prima volta in questa piccola terra francofona al di là dell'Oceano. A testimoniarlo il video di cui ti propongo la visione in questo post.

«Un risultato - si legge in una nota dell'azienda che sottoscrivo ampiamente - che afferma la capacità della famiglia Charrère da sempre portatrice di genuinità nel mondo del vino e aperta a nuovi orizzonti, di affermarsi sulla scena internazionale con un vino autoctono rappresentativo del territorio. Un riconoscimento considerevole, certamente espressione di un meraviglioso terroir nel quale  i vini raccontano le montagne».

Del resto una delle poche voci in crescita del nostro export, come testimoniato proprio oggi dal rapporto di Banca d'Italia è proprio quella dell'enogastronomia e di sicuro il contributo dei vini valdostani non è stato secondario.

Insomma. Ancora una volta evviva i vini valdostani!

29 maggio 2013

La rivista britannica #Decanter Premia anche i vini di #LesCrêtes

Vini valdostani ancora premiati. L'autorevole rivista britannica Decanter (di cui ho già scritto alcuni giorni fa) ha assegnato all'etichetta  Les Crêtes di Aymavilles un doppio e prestigioso riconoscimento:

Medaglia d'Argento per la PETITE ARVINE 2012 

e Medaglia di Bronzo per il FUMIN 2009 (vino che apprezzo moltissimo)
Un ulteriore segno di una storia imprenditoriale ormai sapientemente consolidata.

23 maggio 2013

#ImpresaVda ha premiato i migliori produttori di vino valdostani


Da sinistra Elio Giuseppe Cornaz (Crotta de Vegneron), Imelda Charrère (Les Crêtes), l'autore di questo blog, Hervé Dèguillame (La Vrille) e Elio Ottin
Un clima festoso e amicale ha piacevolmente caratterizzato la premiazione della terza edizione del sondaggio vota il miglior produttore di vino valdostano e la migliore Cave Coopérative del 2013, ospitata oggi, poco dopo le 18, presso la  vineria «L'Uva e un quarto» di Roberto Jacquemod Pane (che ancora ringrazio per l''accoglienza).
L'autore di questo blog e Elio Ottin

A consegnare i premi come si vede dalle foto non sono stato solo, ma mi hanno aiutato l'ad della Grivel Gioachino Gobbi con il terzo premio tra i produttori privati consegnato a Imelda Charrère di Les Crêtes, Fabrizio Gallino del blog Enofaber con il secondo posto di  Hervé Déguillame de La Vrille. E ancora Jean Paul Lustrissy, titolare di Netbe nonché webmaster di ImpresaVda, con il primo premio a Elio Giuseppe Cornaz, presidente de La Crotta de Vegneron, per la neonata sezione Caves Coopératives. Infine a me è toccato l'onore di consegnare la coppa per la prima posizione tra i produttori privati a Elio Ottin. 
Lustrissy e Cornaz


Con Lustrissy ho poi presentato il nuovo bollino di ImpresaVda creato ad hoc per tutte le imprese che si sono aggiudicati uno dei sondaggi lanciati dal blog, un piccolo riconoscimento made in Vallée d'Aoste, un marchio di imprenditorialità certificata.
Gallino e Déguillame

E' poi iniziata la bicchierata. la Crotta ha proposto Malvoisie, Muscat e Fumin, Les Crêtes un Chardonnay Cuvée Bois del 2007, La Vrille Muscat de Chambave e Chambave e Ottin è sceso in campo con una Magnum di Fumin. I riferimenti più precisi sulla bicchierata li lascio però a Gallino che sicuramente dedicherà un post all'evento.
Gobbi e Charrère

Grazie a tutti quelli che sono intervenuti.
Il bollino di certificata imprenditorialità di ImpresaVda




 

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