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8 aprile 2014

Analisi #Ires: nel 2013 in Valle d'#Aosta #Pil in calo dell1,6%

La Cgil ha presentato sul suo sito l'analisi congiunturale Ires dove si legge: 


Per quanto riguarda la chiusura del 2013 le stime prevedono per la Valle d'Aosta una diminuzione del PIL reale pari all'1,6%, di poco peggiore rispetto a quella della ripartizione nord-ovest che dovrebbe fermarsi infatti all'1,5%. Entrambe le percentuali sono comunque migliori di quella nazionale (-1,8%). Per quest'anno anche l'economia valdostana dovrebbe recuperare la crescita che dovrebbe attestarsi intorno allo 0,6%, un livello inferiore a quello nazionale (0,7%) e soprattutto a quello del nord-ovest (1,0%).

L'economia regionale dovrebbe segnare una diminuzione del PIL reale nella misura dell’1,9% durante il 2013 per tornare poi alla crescita nel 2014 quando il sistema economico locale dovrebbe raggiungere l’1,0% contro l’1,1% stimato per la ripartizione nord-ovest e lo 0,8% previsto per l’Italia.

13 novembre 2011

StatisticheVda (15) - Quando la Valle d'Aosta dà i Numeri: Evoluzione del Numero di Ditte Attive Totali in Valle d'Aosta

La statistica che ti propongo questa settimana è tratta dall'analisi congiunturale della Cgil a cura di Cristiano Buizza e Francesco Montemurro e con il coordinamento di Domenico Falcomatà. L'analisi è realizzata in collaborazione con l'Associazione Ires (Istituto di Ricerche Economiche Sociali). Si tratta di dati Movimprese.


SISTEMA IMPRENDITORIALE


Che la crisi non sia ancora del tutto superata è osservabile dalla tabella sottostante, la quale evidenza come in media, tra il 3° trimestre del 2011 e quello del 2010, il numero di ditte totali attive si è ancora ridotto dello 0,6%, dopo il calo dello 0,8% registrato tra il 2010 e il 2009.

Da sottolineare come il risultato dipenda quasi totalmente dalla fortissima contrazione delle ditte classificate nella modalità “imprese non classificate”, le quali passano dall’essere 103 nel 2010 ad essere 4 nel 2011. Sensibile anche la riduzione incorsa nel settore “fornitura di acqua, reti fognarie e rifiuti” (-15,4%). Lievi contrazioni anche nel settore agricolo (-4,7%), in quello del trasporto e magazzinaggio (-1,2%) e in quello dei servizi di informazione e comunicazione (-1,6%). Stabili o in lieve crescita tutti gli altri settori, almeno rispetto al 2010.

Per leggere correttamente la tabella clicca la parte destra del mouse e poi "apri collegamento"

8 novembre 2011

Analisi Congiunturale dell'Ires: la Crisi Economica non è ancora Superata

Anche la Cgil propone da alcuni mesi la sua analisi congiunturale a cura di Cristiano Buizza e Francesco Montemurro e il coordinamento di Domenico Falcomatà. L'analisi è realizzata in collaborazione con l'Associazione Ires (Isrituto di Ricerche Economiche Sociali). Pensavo di dedicare qualche post alla presentazione dei dati rilevati nel mese di ottobre. Ti evito laparte sul contesto internazionale e ti propongo una prima parte di dati valdostani.

La Valle d’Aosta


 La recente indagine congiunturale realizzata dalla Camera di Commercio di Aosta (pubblicata nel mese di settembre) registra, anche per l’economia valdostana, il permanere nel primo semestre del 2011 di condizioni complessivamente difficili.

Il dato riguarda soprattutto lo stato di salute del sistema imprenditoriale. 

In base alle nostre analisi, sebbene abbia attenuato i propri effetti, la crisi economica non è ancora del tutto superata. Dai dati Movimprese si evince, infatti, come in media, tra il 3° trimestre del 2011 e quello del 2010, il numero di ditte totali attive si è ancora ridotto dello 0,6%, dopo il calo dello 0,8% registrato tra il 2010 e il 2009.

Nel corso del 2011 è possibile osservare un nuovo rallentamento delle esportazioni, dopo il netto incremento fatto registrare nel 2010.

Per quanto riguarda l’aumento dei prezzi, in base alle statistiche ISTAT il tasso d’inflazione annuo a ottobre è salito al 3,4% rispetto al 3% del mese precedente: si tratta del dato più alto dall’ottobre del 2008. Secondo l’istituto di statistica, il fenomeno va messo in relazione soprattutto con gli effetti della manovra economica del Governo, in particolare l’aumento dell’IVA. La perdita del potere di acquisto delle famiglie, dal 2008, è stimata al 7% dalla Confcommercio.

Il dato è destinato ad incidere in modo considerevoli sul potere d’acquisto e sui consumi delle famiglie. Peraltro, come rileva l’ISTAT, in Valle d’Aosta l’incidenza della povertà relativa risulta in aumento negli ultimi anni. Mentre nel 2009 la povertà coinvolgeva il 6,1% delle famiglie residenti, nel 2010 il 7,5% delle famiglie valdostane si colloca sotto la linea di povertà relativa.

A livello regionale la Valle d’Aosta è la regione che nel Nord, dopo il Trentino-Alto Adige, registra la più alta incidenza di povertà.

Da sottolineare che  nel 2009/2010 in Valle d’Aosta è cresciuto in modo considerevole il numero dei provvedimenti di sfratto emessi (+17,02% pari a 165 nel 2010) (fonte: Ministero dell’interno). In oltre il 90% dei casi la motivazione del provvedimento è da ricollegarsi alla morosità dell’inquilino; il numero delle richieste di esecuzioni (358 nel 2010) è aumentato del 4,37%; il numero degli sfratti eseguiti è cresciuto di ben il 36,36%.  

Un peggioramento della situazione si evince anche dal rapporto tra i provvedimenti di sfratto emessi e il numero delle famiglie residenti in Piemonte. Tale indice  si attesta, per l’anno 2010, a uno sfratto ogni 360 famiglie a fronte di uno sfratto ogni 484 famiglie rilevato nel 2008.  

17 marzo 2011

La Cgil ha Presentato la sua Analisi Congiunturale: Diminuisce il Ricorso alla Cassaintegrazione

Ti propongo una sintesi dei risultati dell'«Analisi congiunturale Valle d'Aosta» realizzata per la CGIL regionale, dall'associazione IRES-Lucia Morosini, istituto che svolge attività di indagine e ricerca sulla situazione e sulle dinamiche dell’economia e dei fenomeni sociali, sui seguenti temi e relativamente al mese di febbraio 2011. Per l'Ires la ricerca è stata redatta da Cristiano Guizza con il coordinamento a livello regionale di Domenico Falcomatà e Roberto Montemurro.

Ecco alcuni passaggi della nota diffusa nei giorni scorsi

La situazione della Cassa integrazione (Cig)
Se nel Nord-ovest o a livello nazionale la cassa integrazione interessa ancora rispettivamente il 3,3% e il 3,1% della forza lavoro, in Valle d’Aosta riguarda solamente lo 0,7%. Sebbene il valore sia molto limitato, è altrettanto doveroso sottolineare come il fenomeno, nel corso dell’ultimo mese, si dimostri in crescita in Valle d’Aosta rispetto alle altre zone considerate, nelle quali si presenta in costante contrazione.
In realtà (...) il risultato sembra dipendere solamente dall’andamento stagionale del settore dell’edilizia per quanto concerne la cig ordinaria e del commercio per quanto riguarda la cig in deroga. In tutti gli altri settori, sia nel caso della cig ordinaria, sia in quella straordinaria, sia in quella in deroga è possibile osservare una generale tendenza alla riduzione dei lavoratori equivalenti interessati da ammortizzatori sociali. Pertanto, è possibile concludere che, almeno per quanto riguarda il ricorso alla cassa integrazione, la crisi ha certamente superato la fase di crisi. In modo particolare è possibile osservare come sia venuto meno il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Data la presenza anche negli anni passati di mensilità senza alcuna ora autorizzata diventa necessario aspettare i prossimi mesi per comprendere se il fenomeno sia definitivamente superato o se si tratta solamente di un ritardo nella registrazione presso l’Inps delle ore. In ogni caso, è possibile notare come anche presso le altre zone considerate il monte ore si stia riducendo se confrontato con la fase finale del 2009 e l’inizio del 2010.

Anche per quanto concerne la cassa integrazione in deroga, è possibile osservare come in Valle d’Aosta non solo ormai non venga quasi più utilizzata, nonostante un lieve incremento avvenuto nel corso dell’ultimo mese, ma anche in passato abbia interessato pochissimi lavoratori.

I lavoratori parasubordinati

In base alle classi d’età, è possibile osservare come i parasubordinati monocommittenti siano maggiormente concentrati nelle fasce d’età più giovani, in modo particolare tra coloro che hanno tra i 30 e i 39 anni; viceversa, sono molto pochi i lavoratori più anziani caratterizzati da un unico committente. Opposta è la situazione che si presenta considerando i lavoratori pluricommittenti. Dalla figura sottostante è possibile notare come la classe d’età oltre i 60 anni sia ora quella maggiormente interessata dalla compresenza di più datori di lavoro. Inoltre, si può osservare come nel corso del tempo la diffusione di questa forma contrattuale si sia mantenuta stabile nelle classi d’età centrale, mentre ha conosciuto variazioni tra quelle estreme (meno di 29 anni e oltre 60). (...)

Considerando il genere dei lavoratori, è possibile osservare come nel corso del 2009 il gap salariale, pur mantenendosi ancora significativo, si è ridotto. Naturalmente, è necessario considerare che questo è il salario calcolato in funzione dei mesi lavorati in media dai parasubordinati monocommittenti. Nel caso dei maschi, il numero medio di mesi lavorati è stato 7,5. Questo significa che calcolando invece lo stipendio diviso per 12 mesi, i maschi guadagnano 1.364 euro al mese e le donne circa 790 euro.
Considerando, invece, la durata media in mesi delle collaborazioni, trova conferma quanto anticipato precedentemente. I lavoratori più giovani lavorano mediamente 5 mesi l’anno, mentre quelli più anziani raggiungono gli 8,1 mesi all’anno.

Evoluzione dell'occupazione per settore economico
Sia considerando i lavoratori dipendenti sia gli indipendenti, s evince la netta preponderanza degli occupati nel settore dei servizi. Dato che si presenta costante nel corso degli ultimi 15 anni. Nel 2009, i lavoratori dipendenti nel terziario erano il 68,2% della forza lavoro. Interessante notare, invece, il lento declino degli occupati nell’industria in senso stretto, i quali passano dal rappresentare il 20% circa della popolazione occupata nel 1995 al 12,9% nel 2009. Opposto invece è il trend dei lavoratori nell’edilizia. In questo caso, dal 10% nel 1995 raggiungono una quota pari al 15,8% nel 2009, con un marcato incremento concentrato nei primi anni del 2000. Residuale si mostra la quota di lavoratori nel settore primario, i quali si mostrano costantemente attorno al 3%.

La preponderanza degli occupati nei servizi si presenta anche nel caso dei lavoratori indipendenti. In questo caso, elevata è anche la proporzione che appartiene al settore agricolo (l’8,3%, in diminuzione rispetto al 13% circa di metà anni ’90). Costante, invece, è il trend dei lavoratori autonomi del settore manifatturiero, il quale non supera mai il 10% della forza lavoro indipendente.

Il settore del terziario non solo occupa i 2/3 della popolazione attiva Valdostana, ma arriva a produrre quasi il 77% della ricchezza. Il dato, inoltre, presenta una crescita sensibile rispetto al passato. Condizione che invece non sembra contraddistinguere i settori rimanenti. La peculiarità della regione si osserva in modo particolare osservando il bassissimo valore aggiunto prodotto dal settore manifatturiero, il quale produce solamente il 12% circa della ricchezza regionale.

6 maggio 2008

Le associazioni di categoria giudicano i provvedimenti della Giunta Caveri (1)

Il giudizio di Confindustria Valle d’Aosta sull’operato della Giunta guidata da Luciano Caveri è legato al promesso taglio dell’Irap come previsto dal pacchetto di disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Autonoma Valle d’Aosta, approvato lo scorso dicembre. Il provvedimento, indicato all’articolo 1 della «Legge finanziaria per gli anni 2008/2010», si poneva l’obiettivo di diminuire l’imposizione sul costo del lavoro, mediante la riduzione di un punto percentuale dell’aliquota IRAP (oggi pari al 4,25%). Un taglio per premiare le aziende considerate «virtuose», cioè quelle che nell’ultimo triennio hanno fatto registrare un incremento del 5% del valore della produzione netta e dei costi relativi al personale. «Il provvedimento del Governo Caveri maggiormente auspicato che abbiamo chiesto più volte e più utile per il settore industriale è sicuramente quello della riduzione dell’IRAP. – commenta il Presidente Giuseppe Bordon - Al tempo stesso però si è dimostrato il più inefficace perché è stato adottato a fine legislatura e ancora oggi, tenuto conto delle condizioni poste in termini di incremento del valore della produzione netta e dei costi del personale, non sappiamo quante imprese potranno avvantaggiarsene». Sul fronte dei «desiderata» Confindustria sottolinea come sarebbe stato auspicabile in quest’ultima parte di legislatura l’avvio di un «processo di privatizzazione delle partecipazioni regionali nelle società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi che avrebbe consentito una esternalizzazione di servizi e un minore peso della Regione nell’economia valdostana». Critico Roberto Montrosset, presidente di Assoedili. «L’attuale pianificazione delle opere pubbliche – spiega – non aiuta le aziende a programmare per tempo la propria attività. Se non c’è la certezza di un mercato è difficile che le aziende puntino ad aggregarsi per concorrere agli appalti regionali. Sono convinto che si dovrebbe valutare la predisposizione di interventi che favoriscano l’aggregazione». «Complessivamente – conclude Montrosset - riscontro però poco attenzione da parte della pubblica amministrazione nei confronti del settore delle costruzioni. Confrontarsi con soggetti imprenditoriali maggiormente consolidati a livello regionale sembra non interessare a nessuno». Federico Jacquin, presidente della sezione edili di Confindustria, segnala fra gli interventi positivi la modifica della legge sulla raccolta rifiuti (31/2007) che ha permesso di risolvere un grave vuoto normativo in materia di trasporto inerti che rischiava di mettere in difficoltà tutto il settore. «In quell’occasione – ha sottolineato Jacquin - è stato dimostrato che se c’è la volontà politica i problemi si possono risolvere. Purtroppo non è sempre così». Sul fronte del credito Martino Cossard, presidente della locale sezione Abi, osserva come l’attuale Giunta abbia maggiormente coinvolto gli istituti di credito. «Per alcuni finanziamenti – precisa - sono state sottoscritte convenzioni non soltanto con Finaosta. Ad esempio per un aiuto in materia di imprenditoria femminile è stata data la possibilità di rivolgersi alle banche convenzionate». Manca ancora per Cossard una convenzione fra Regione e Istituti di credito che permetta alle imprese appaltatrici di servizi alla pubblica amministrazione di ottenere l’anticipazione delle fatture da parte delle banche. Claudio Viale, segretario regionale della Cgil, evidenzia come positivo l’accordo siglato tra i sindacati confederali e la Giunta Caveri affinché il governo regionale faccia propria la proposta di legge «Misure di sostegno in favore delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti, delle collaboratrici e dei collaboratori». «Si tratta – commenta Viale – di misure integrative agli attuali ammortizzatori sociali. Sono interventi relativi al sostegno al reddito nei periodi di inattività involontaria e di sospensione dell'attività lavorativa a causa di motivi di salute». Viale giudica negativamente la decisione della giunta di costruire un termovalorizzatore e ritiene auspicabile che il prossimo governo regionale approvi una proposta di legge dei sindacati confederali in materia di «reddito di cittadinanza per le nuove povertà». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 23 aprile 2008)
 

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