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| Giusto Giovannetti |
L'UNASA (Unione Nazionale delle Accademie italiane per le scienze applicate allo sviluppo
dell’agricoltura, alla sicurezza alimentare e alla tutela ambientale) organizza per il 14 ottobre, all'interno del ciclo di eventi denominati «La cattedra del Contadino», un Workshop sul tema «Nuovi scenari nell’industria agroalimentare: gli Alimenti Funzionali e
Nutraceutici».
Il Workshop vuole essere un’occasione di interscambio di idee e progettazioni tra aziende e i ricercatori
CNR
della rete Nutrheff ed UNASA impegnati nel settore degli alimenti
funzionali e nutraceutici. Nutrheff vanta un portafoglio di brevetti e capacità di approccio multidisciplinare,
in grado di stimolare l’avvio di progetti di ricerca applicata o fornire soluzioni tecnologiche alle aziende.
L'incontro rappresenta pertanto un'occasione unica di stimolo volta a favorire innovazione e competitività
nei settori dieto-terapeutico ed alimentare.
L'evento si svolgerà presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Area di Ricerca di Milano, in via Via Corti 12. Fra i relatori
Giusto Giovannetti, del Centro colture sperimentali (CCS) srl di Aosta, di cui mi sono spesso occupato in questo blog, che interverrà sul tema
«L'immunocompressione delle
coltivazioni agricole ed i risultati nutraceutici dell'inoculo di un biota microbico, il Micosat F». Giovannetti presenterà la filiera dell'Agricoltura ecosimbiotica.
Propongo un assaggio dell'intervento di Giovannetti.
L’AGRICOLTURA ECOSIMBIOTICA
LA SOCIETÀ CCS AOSTA
La CCS AOSTA in linea con questa nuova visione dell’agricoltura produce da 20 anni un
inoculo di un biota microbico,un consorzio di diversi microrganismi, chiamato Micosat,
un prodotto della biotecnologia verde frutto della ricerca italiana che permette il
recupero in poco tempo della vitalità microbiologica della rizosfera e del suolo ed
il ripristino dei rapporti positivi tra pianta e biota microbico.
Micosat ristabilisce la
rete di comunicazione tra le piante, la capacità di assimilazione delle piante degli
elementi utili, la loro capacità naturale di difendersi dagli attacchi dei patogeni.
Le piante utilizzano in modo diverso le loro capacita di difesa. Le piante che hanno una
componente microbica viva ed attiva mostrano una capacità metabolica, metabolomica,
diversa da quelle coltivate tradizionalmente. Esse utilizzano un numero maggiore di
geni, producono una maggiore quantità, misurabile, di antiossidanti ed una migliore
qualità nutraceutica dei prodotti agricoli.
Micosat interviene in questo processo, l’inoculo microbiologico accelera lo sviluppo
delle piante e le rende più resistenti agli attacchi dei patogeni.
La CCS Aosta detiene due brevetti inerenti l’uso del Micosat ed un marchio che distingue
i prodotti ottenuti con una filiera produttiva che rispetta il biota microbico delle piante,
il marchio dell’ Agricoltura Ecosimbiotica.
Alcune applicazioni del Micosat, un prodotto inscritto nel registro dei fertilizzanti nel 2005,
formato da un biota microbico,dimostrano che il recupero funzionale microbiologico
della pianta può cambiare la sua capacità di resistenza anche verso patologie che non
sono risolvibili con trattamenti a base di fitofarmaci.
Ne sono un esempio l’induzione di resistenza verso la flavescenza dorata in un
vigneto del Monferrato, contro il fitoplasma del giallume delle drupacee, una
sperimentazione di campo condotta dal Centro di saggio del Consorzio di Ravenna
ed infine il risultato della lotta contro la ruggine del caffè, una prova condotta in
Perù.
La flavescenza dorata che danneggia in modo significativo i vigneti del Monferrato
forse non è la causa principale della patologia ma una concausa conseguenza di uno
squilibrio dovuto all’impoverimento della parte microbiologica dei suoli agricoli a causa
di una cattiva agricoltura dominata in questi anni da un eccessivo uso dei fitofarmaci.
Sono circa 70 anni che la difesa della vigna è affidata esclusivamente all’uso di
fitofarmaci,alcune conseguenze purtroppo sono anche nefaste .Le viti sono divenute
deboli, muoiono in fretta e si ammalano di tutto. Tra questi nuovi malanni ci sono i
fitoplasmi, che erano presenti anche prima ma non producevano i disastri che oggi
osserviamo.
Per poter curare le viti malate da fitoplasmi è necessario cambiare drasticamente
approccio colturale, ripristinando la biodiversità microbica, almeno in parte,
altrimenti ogni tentativo non sortirà risultati, come si può osservare in Monferrato negli
ultimi dieci anni di trattamenti obbligatori all’insetto vettore.
La CCS Aosta produce inoculi microbici per il recupero della funzionalità fisiologica
delle piante coltivate. Negli ultimi anni sono state effettuate delle prove in vigneti del
Monferrato che hanno dato delle indicazioni positive e sollecitato l’attenzione degli
agricoltori.
Alcuni esempi più nel dettaglio
FRUTTETO A MIRABOLANO
In collaborazione con il Centro di Saggio del Consorzio Agrario di Ravenna, è stato
effettuato a Mirabolano un trattamento con il Micosat per tre anni in un frutteto di un
ettaro impiantato da 12 anni con susino Angelano,che presentava nel 2007, sintomi di
giallume europeo delle drupacee (ESFYP) per il 30,2 %. Nel 2010 le piante trattate
presentavano sintomi di malattia solo per il 2,7%.
CAFFÈ IN PERÙ
Negli anni 2013 -2014, in collaborazione con l’Azienda Chimica Svizzera, è stata
condotta in due località del Perù, una prova contro la ruggine del caffe, l’Hemileia
vastatrix. Con il trattamento di Micosat, la presenza della ruggine del caffè è scesa
dal 13% allo 0,3%.
IL LATTE
L’azienda agricola dei fratelli Piero e Gian Paolo Chiappero, di Carmagnola regione
Colombé, azienda foraggera zootecnica tradizionale, ma moderna,alimenta le circa 50
bovine Frisone con insilato e pastone di mais, aggiunto di fieno, di prato stabile e
di loiessa, il tutto micorrizzato con Micosat (c.d.Unifeed) integrato da poco mangime
acquistato. Nel triennio scorso l’azienda, con altre tre, ha partecipato ad un progetto
scientifico, il Pro-Lacte, centrando gli obiettivi sia economici, sia tecnici che scientifici.
In sostanza, l’economia della gestione ha segnato un +8% in quanto la produzione
di insilato è incrementata in media del 17%; la produzione di latte delle bovine,grazie
al miglioramento dell’appetito e dello stato di salute ha segnato un +4%; la qualità del
latte più proteine, piùgrasso, meno cellule somatiche, è fortemente migliorata rispetto
a quando era somministrato il mais non micorrizato, determinando un forte aumento
del prezzo del latte alla stalla.
Il latte Ecosimbiotico ha una reale valenza nutraceutica in quanto presenta
caratteristiche casearie nutrizionali migliorate: è infatti più ricco di Vitamine A ed
E, di proteine e di grasso ma soprattutto il grasso contiene dal 30 al 40 % in meno
di acidi grassi saturi (i quali hanno una funzione prevalentemente energetica) mentre
i grassi insaturi che arricchiscono il latte Ecosimbiotico (oleico, palmitoleico e linoleico)
hanno proprietà antiossidanti e sono in grado di favorire la formazione dell’ HLD (c.d.
colesterolo buono).
I FORMAGGI
Il Caseificio Luca Persia di Cavallermaggiore, che ha partecipato al progetto ProLacte,
trasforma tutto il latte Ecosimbiotico dell’azienda Chiappero in formaggio
Ecosimbiotico. Grazie alle registrazioni di tracciabilità totale dal latte al formaggio,
Persia ha registrato che il latte dell’azienda Chiappero aveva una resa casearia superiore
rispetto aquella di tutti gli altri fornitori. Ora il formaggio Ecosimbiotico del caseificio
rappresenta il 15% della produzione, venduta in filiera corta ma soprattutto a negozi e
centri specializzati.