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3 giugno 2016

#Under35: la prima puntata

Per gentile concessione del Direttore della struttura programmi Luciano Caveri inizio da oggi a proporre sul mio blog le puntate di Under 35 trasmissione sull'imprenditoria giovanile in Valle d'Aosta che è andata in onda su Rai 3 VDA nello spazio dopo il Tg delle 19,30. La trasmissione è stata realizzata con la società L'Eubage.
Buona visione.


28 febbraio 2014

#Under35: ancora un dietro le quinte....



Si sono concluse le riprese della prima puntata di Under35. O meglio della puntata pilota. Ora si va al montaggio.

Questa volta ho incontrato il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Valle d'Aosta, Edy Incoletti titolare della Logic, e abbamo fatto una serie di riprese all'Abc Company di Oliviero Gobbi.

Anche questa volta ti voglio offrire una testimonianza fotografica del dietro le quinte.

Protagonisti il già citato Gobbi, ad dell'Abc, Marco Gianni e Ester Mira dell'Eubage. Buona visione...

 

27 giugno 2012

Oliviero Gobbi (Abc Company) a Mtv

Oliviero Gobbi
Oggi su La Stampa, nelle pagine di Valle d'Aosta, Daniele Mammoliti segnala per primo il coinvolgimento di Oliviero Gobbi, 33 anni, amministratore delegato di Abc Company e presidente dei giovani imprenditori valdostani (di cui spesso ha scritto questo blog tanto da premiarlo come miglior imprenditore valdostano del 2011), nel programma «Giovani, verdi e imprenditori: la storia di Oliviero» sulla nota emittente Mtv. Al centro della trasmissione l'impegno a lavorare con energia pulita da tempo messo in atto dall'azienda.

Nel filmato compaiono anche altri due giovani imprenditori valdostani: Guido Bertolin (Maison Bertolin) ed Edy Incoletti (Logic)

Se vuoi vedere la puntata trovi il video qui sotto. 18 minuti molto interessanti.


Get More: MTV IT]]>

11 febbraio 2012

Otto Domande a Oliviero Gobbi (Abc Company)

Oliviero Gobbi (Abc Company)
Oliviero Gobbi, amministratore delegato di Abc Company, società che produce bastoncini da sci, e presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Valle d'Aosta è il quarto imprenditore ad entrare nell'albo d'oro di ImpresaVda, premiato con il classico stambecco-tatà come miglior imprenditore valdostano del 2011. Di lui ho scritto spesso sul mio blog (trovi tutto qui), ma in occasione della premiazione ho voluto fare con lui una chiacchierata su come sta vivendo la sua azienda (40 dipendenti, 600mila bastoncini da sci all'anno e 3,7 milioni di fatturato nel 2011 con un +4% rispetto all'anno precedente) questa particolare congiuntura.

Come vive l'assegnazione di questo premio?
Sicuramente fa piacere. Lo vedo come un riconoscimento a chi in un momento non facile cerca comunque di portare avanti le cose, lottando in mezzo a mille difficoltà. E' un premio alla tenacia e anche ad una squadra in realtà perchè quando si fa l'imprenditore non si è mai da soli. Certi risultati si ottengono proprio perchè c'è un gioco di squadra in cui tutti si rema con impegno nella stessa direzione.

A livello di mercato qual è la situazione?
In senso assoluto non ci lamentiamo per quanto ci riguarda le cose stanno andando avanti molto bene. E' chiaro che è diventato tutto più complicato. Per avere gli stessi risultati di prima occorre pedalare più veloce. La caratteristica fondamentale del momento è la volatilità, cioè la velocità con cui le situazioni cambiano. Dall'oggi al domani un alto può diventare un basso o un destri un sinistro. Non c'è più tanto tempo per adeguarsi ai cambiamenti. Tutto avviene molto in fretta e bisogna adeguarsi istantaneamente. Più in generale i nostri mercati - come mondo dell'outdor ci muoviamo principalmente a livelloeuropeo - tengono abbastanza. Le attività sportive legate alla montagna soffrono più per dinamiche di tipo atmosferico che legate alla crisi. E' chiaro che l'operatività di tutti i giorni è messa a repentaglio da mille cose e risulta difficile e faticosa..

Sul fronte dei prezzi?
C'è competizione sui prezzi. Dobbiamo sempre fare molta attenzione perché i clienti ci chiedono di essere molto comeptitivi sui prezzi. Non è più tempo di sprechi e si deve fare attenzione ad ogni centesimo. Va però aggiunto che la programmazione è molto complicata. I clienti, volendo assumersi sempre meno rischi, ormai preferiscono ordinare quando fa loro comodo e questo su un'attività stagionale vuol dire avere dei momenti molto più pieni e degli altri molto più vuoti. Pianificare è molto difficile, anche perché è un momento molto irrazionale per cui quando le cose vanno bene tutti vogliono correre e, non appena cambia un segnale tutti si fermano e poi magari all'improvviso ci si rimette tutti di nuovo a correre. La pianificazione va fatta cercando di mediare e, magari, assumendosi qualche rischio.

Per il 2012 qualche novità?
Sicuramente sarà un anno di transizione in cui cercheremo di mantenerci sul mercato come già stiamo facendo ora e cercando si servire i clienti già come li stiamo servendo oggi. Puntiamo ovviamente  atrovarne di nuovi e a investire in nuove tecnologie.

Sul fronte dell'innovazione...?
 A livello di organizzazione e processo abbiamo approfitttato dell'inverno per rivedere completamente il lay out della fabbrica.

E per il 2013?
Ci sono alcune piste na è ancora troppo presto per parlarne.

Ma come si inventa un nuovo prodotto ?
Si deve lavorare sui materiali, sulle funzionalità, cercando di fare qualcosa che appaia diverso dal solito. La chiave della ricerca e sviluppo rimane comunque una sola. Il lavoro dell'imprenditore è anche quello di avere le idee ma soprattutto oggi è chiamato ad essere un catalizzatore Non si deve mai pensare che un prodotto si arrivato, diversamente si fa prima a chiudere l'azienda.

Cosa state portando avanti invece come giovani imprenditori?
Una premessa: sono anche contento che il premio sia consegnato a me pechè premia un giovane. L'Italia non è un paese per giovani però anche i giovani devono darsi da fare. La nostra mission di fondo rimane comunque sempre quella di creare gruppo, promuovere la cultura d'impresa, continare il rapporto con le scuole. Ad ora sono dieci gli istituti che hanno aderito.

10 febbraio 2012

Consegnato a Oliviero Gobbi il Premio ImpresaVda 2011

Oliviero Gobbi
Questo pomeriggio ho consegnato a Oliviero Gobbi, presso lo stabilimento dell'Abc Company di cui è amministratore delegato, lo stambecco-tatà di ImpresaVda 2011 (il quarto della serie) in quanto miglior imprenditore valdostano del 2011 (leggi qui il post su come era andato il sondaggio).

Domani ti proporrò i contenuti della chiacchierata-intervista che ne è scaturita come sempre all'insegna di un pragmatismo ottimista pur nella difficoltà del momento.

23 giugno 2011

Consiglio Regionale (31): I Temi Economici dell'Ultima Seduta

I temi economici della seduta del Consiglio regionale della Valle d'Aosta del 22 giugno.

Le problematiche relative allo sciopero dei lavoratori del reparto Giochi francesi della Casa da gioco di Saint-Vincent sono state al centro di un'interrogazione a risposta immediata proposta dal Vicepresidente del Consiglio, Albert Chatrian (Alpe).

Sono stati illustrati e approvati (25 voti a favore e 8 contrari, Alpe e Pd) i disegni di legge relativi al rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2010 e all'assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2011 e variazioni al Bilancio di previsione per il triennio 2011/2013.

L'acquisizione di quote azionarie della società Water Gen Power da parte della Compagnia Valdostana delle Acque-CVA è stata l'oggetto di un'interpellanza del Consigliere Roberto Louvin (Alpe).

2 agosto 2010

Grivel e ABC Company Investono in Energia Solare

Grivel e ABC Company  investono in energia solare e danno vita al più grande impianto fotovoltaico della Valle d’Aosta.

La novità sarà presentata con una conferenza stampa lunedì 9 agosto, alle 11, a Verrayes. Purtroppo per esigenze di sopravvivenza estiva (prima o poi si deve rifiatare) non potrò essere della partita, cosa che un po' mi dispiace. Coprirò l'evento in seguito con un post. Per ora vi lascio con il testo di una breve nota sottoscritta da Gioachino e Oliviero Gobbi.

«Questo incontro nasce da un desiderio di condividere la scelta ambientale che le nostre aziende hanno deciso di intraprendere. Il sole è una fonte inesauribile d’energia, non produce scorie ed è assolutamente rinnovabile. Il nostro stabilimento di Verrayes ha l’esposizione adatta ad utilizzare la tecnologia di produzione di energia con il sistema fotovoltaico. 7.000 mq2 di pannelli solari che produrranno energia pari al consumo di 165 famiglie, un risparmio di 1.000 barili di petrolio all’anno e un risparmio di CO2 di 687 kg al giorno, pari ad un’automobile che percorre 5.000 km».

8 gennaio 2010

Abc Company: la Cina si può Battere


Un camion con targa tedesca esce dallo stabilimento della Abc Company di Verrayes. Al volante c’è Karl, trent’anni, e dalla velocità con cui inforca il cancello e si immette sulla strada semiasfaltata che porta alla statale non è la prima volta che fa tappa qualche chilometro dopo il Tunnel del Monte Bianco. Neppure un anno fa il suo prezioso carico di bastoncini da sci sarebbe andato ad attenderlo ad Amburgo. Una nave cargo lo avrebbe scaricato al porto. Provenienza? Cina.

«Quel camion è la prova migliore che i cinesi si possono battere ». Oliviero Gobbi, 31 anni, amministratore delegato della Abc Company, (settecentomila bastoncini da sci prodotti con un fatturato di circa 5 milioni). - alle spalle non soltanto il background della Grivel, l’azienda di famiglia leader mondiale nel settore delle attrezzature da alpinismo, ma soprattutto un’esperienza consolidata sulla piazza milanese in quanto consulente strategico di un’importante multinazionale italiana – sa di avere vinto una scommessa.

Quando il gruppo Grivel ha deciso di acquistare lo stabilimento ex-Rossignol il primo interrogativo è stato proprio questo: «ma come si fa a battere la Cina?». «Noi eravamo sicuri che prima o poi i grandi produttori sarebbero ritornati sui loro passi – dice Gobbi - e così ci siamo messi nelle migliori condizioni per rispondere alle loro richieste». E così un giorno alle porte dello stabilimento si è presentato Richard. Anche lui tedesco, primo contatto con un produttore scottato dalle sirene del dragone. Un nome che, per motivi di riservatezza contrattuale l’azienda valdostana non può rendere pubblico. «Dal mese di febbraio – spiega – quasi ogni settimana produciamo per questa azienda tedesca, leader mondiale nei bastoni da fondo e da nordic walking. E’ un cliente che oggi vale circa 100mila paia di bastoncini che fino all’anno scorso erano prodotti in Cina».

Come è possibile? Politiche di prezzo particolarmente aggressive? Poco credibile. Mirabolanti brevetti sul fronte del prodotto? Quasi impossibile. E allora? All’origine di tutto c’è un passo falso che deve essere narrato. «Il nostro cliente – illustra Gobbi - che prima produceva in Finlandia nel 2005 assume un manager ex-Nike che decide che la produzione deve essere spostata completamente in Cina. Il risultato è che si riducono i costi diretti del prodotto, ma drasticamente si allungano i tempi di consegna, diminuisce la flessibilità e la qualità cala. La reputazione aziendale ne risente e i volumi di produzione hanno un crollo consistente. A distanza di alcuni mesi si manifestano alcuni costi originariamente non valutati correttamente, a partire dalla logistica». Inevitabilmente alla guida della società è chiamato un nuovo management per il quale diventa immediatamente prioritario ricostruire la posizione perduta, e questo poteva avvenire solo riportando la produzione in Europa. Decisi a tornare i nuovi vertici aziendali contattano diversi fornitori. «Sono loro a trovare noi – racconta Gobbi - i primi contatti risalgono alla primavera del 2008. Vengono a trovarci, esaminano a fondo il nostro modo di lavorare e scopriamo di essere apprezzati. In particolare rimangono colpiti dalla nostra storia societaria, cioè dal fatto che con varie denominazioni, alla fin fine qui a Verrayes, si producono bastoncini da 27 anni. Ma hanno anche apprezzato la nostra grande capacità produttiva e le varie tecnologie che mettiamo in campo. Ad esempio siamo l’unico impianto a livello mondiale a poter produrre internamente con le tecniche della serigrafia, dell’anodizzazione e della sublimazione. Sei mesi di negoziato e poi l’accordo e l’inizio della produzione a febbraio».

Una partenza tutt’altro che facile. «Gli uomini della società tedesca hanno dovuto rimpatriare tutto lo stock di materie prime e accessori che avevano in Cina. – aggiunge Gobbi - E tutto il materiale è arrivato da noi in tempi e modi diversi nei mesi scorsi. Prendere visione di tutto e valutare cosa poteva essere ancora utilizzato e cosa no ci ha costretto per un lungo periodo a lavorare in emergenza». Per Gobbi è la dimostrazione più evidente che la Cina non è poi così vicina come si ama scrivere e soprattutto la sua competitività varia da settore a settore. «In questo caso è chiaro – commenta – che solo un’azienda europea può seguirli assicurandogli flessibilità massima, tempi di reazione rapidi, contatto diretto quasi giornaliero. Praticamente ogni giorno ci sono delle novità di cui tenere conto: dalle priorità di produzione, alla spedizione diretta ai clienti, alla disponibilità del materiale. Solo così riusciamo a essere reattivi e agire in tempo reale. Con la Cina sarebbe impossibile. E quando ci sono problemi da risolvere, prendono la macchina dalla Germania e in mezza giornata sono qui da noi».

Per Gobbi, almeno per quanto riguarda il settore montagna la battaglia si gioca principalmente su due fronti: affidabilità totale e efficienza massima. Per Gobbi il rispetto delle scadenze, la rapidità di esecuzione e gli standard di qualità sono debolezze della Cina su cui l’Europa può costruire il proprio successo. «Abbiamo la cultura per farlo, - osserva - e abbiamo sviluppato processi e sistemi che ci possono consentire di farlo. I clienti ci devono percepire come partner affidabili e sicuri». Anche sull’efficienza l’imprenditore valdostano ha molto da dire. «Da noi i costi sono saliti anni fa, e abbiamo imparato ad arrangiarci, a muoverci in mercati altamente competitivi e a trovare soluzioni. I cinesi non hanno gli stessi stimoli. Competono quasi esclusivamente sul costo basso della manodopera. Io stesso nei miei cinque viaggi in Cina ho constatato come per loro sia meglio destinare dieci persone ad una particolare lavorazione, invece che due con un nuovo macchinario o un nuovo processo».
 

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