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16 ottobre 2013

Guardia di #Finanza: sequestro di prodotti non conformi alle norme di sicurezza (oltre 11.000 pezzi di bigiotteria)


Prosegue l’impegno della Guardia di finanza di Aosta nel contrasto alla commercializzazione di prodotti non conformi alla normativa in materia di sicurezza prodotti a tutela del consumatore.

Nella giornata di martedì, in occasione del mercato settimanale di Aosta, pattuglie di baschi verdi del gruppo di Aosta, congiuntamente con ispettori della Chambre valdotaine, hanno eseguito alcuni controlli nei confronti di operatori commerciali.

Al termine di tale attività sono stati sottoposti a sequestro oltre 11.000 pezzi di bigiotteria esposti alla libera vendita da parte di un ambulante di origine extracomunitaria, munito di regolare licenza, in difformità alle norme vigenti in materia di sicurezza generale dei prodotti previste dal “codice del consumo”.

La merce sequestrata era sprovvista delle informazioni merceologiche, quali ad esempio la denominazione del prodotto, il marchio dell’importatore o produttore, il materiale impiegato nella lavorazione, particolare questo importante per la salute pubblica in quanto fornisce al consumatore, tra l’altro, notizie circa la presenza di eventuali materiali nocivi e/o allergici.

Al trasgressore sono state elevate sanzioni fino a venticinquemila euro. 

12 luglio 2013

#Edilizia : Maxievasione da 3 milioni di euro

I finanzieri del Gruppo di Aosta nel corso di un’indagine di Polizia Giudiziaria condotta nei confronti dell’amministratore di una cooperativa aostana operante nel settore edile, hanno accertato reati contro il patrimonio per circa cinquecentomila euro ed una evasione fiscale per circa 3 milioni di euro. 
L’attività si è sviluppata mediante l’esecuzione di 6 verifiche e 7 controlli fiscali nei confronti di imprese artigiane valdostane operanti nello stesso settore edile, quattro delle quali completamente sconosciute al fisco.
La maxi evasione fiscale scoperta è stata realizzata anche attraverso l’annotazione in contabilità e l’inserimento nelle dichiarazioni fiscali presentate per gli anni dal 2009 al 2011, di fatture relative a operazioni economiche inesistenti.
L’amministratore indagato ha messo in atto un complesso disegno criminoso volto alla distrazione di ingenti risorse finanziarie della cooperativa gestita, celando agli altri soci, le indebite uscite di denaro dai conti correnti aziendali, utilizzate per fini propri. Ha posto in essere una serie di artifici contabili, tra cui l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da conoscenti, successivamente individuati in cinque artigiani ed una società cooperativa riconducibile ad uno degli stessi.

La conseguente attività ispettiva eseguita nei loro confronti ha permesso di rilevare gravi irregolarità penali e fiscali riconducibili all’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
È stato comprovato che i pagamenti delle fatture false fossero simulati in quanto l’amministratore, una volta emesso l’assegno bancario a fronte della fittizia prestazione d’opera, si faceva restituire dai propri complici l’equivalente in denaro contante, per poi utilizzarlo per fini personali.
La ricostruzione del volume d’affari realizzato dalle imprese coinvolte nelle indagini è stata possibile grazie a indagini finanziarie, nonché  a controlli incrociati che hanno coinvolto numerosi soggetti economici (persone fisiche e persone giuridiche) residenti nella Valle e nelle Regioni limitrofe.
Al termine di tale attività sono state costatate violazioni fiscali per circa  3 milioni di euro e 250 mila euro di I.V.A.,  segnalate ai competenti uffici finanziari.

Inoltre, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria sei soggetti, tutti residenti nella regione, per violazioni al Decreto Legislativo 74/2000 riguardanti l’emissione di fatture false, dichiarazione fraudolenta e omessa dichiarazione, nonché per i reati contro il patrimonio di appropriazione indebita e truffa previsti dal codice penale.  

10 luglio 2013

#Commercio: Guardia di Finanza & Imprese

Mondo delle imprese e attività della Guardia di Finanza ecco alcune news.

SOSPESE TRE ATTIVITÀ COMMERCIALI

Una pizzeria, un negozio di abbigliamento ed un ristorante si sono visti sospendere temporaneamente le proprie attività commerciali, da parte dei finanzieri del Gruppo di Aosta. I provvedimenti sono stati disposti dalla  direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate a causa della mancata emissione di scontrini fiscali nei confronti dei tre commercianti, i primi due di Aosta, il terzo di Saint Christophe.

Le violazioni di cui gli esercenti si sono resi responsabili sono state constatate dalla Guardia di Finanza nell’arco temporale di cinque anni e collegate al mancato rilascio dello scontrino o ricevuta fiscale. A tal riguardo la normativa prevede, infatti, che nei casi in cui vi siano reiterate violazioni analoghe (quattro in un quinquennio) vi sia la chiusura dell’esercizio per un periodo da tre giorni ad un mese, in base alla recidività del contribuente. Nel caso in cui invece gli importi non contabilizzati oggetto di contestazione superino complessivamente i 50 mila euro, la chiusura potrà essere disposta da uno a sei mesi.

I titolari delle attività, due di origini asiatiche, l’altro del luogo, resteranno chiusi tre giorni, esclusi i giorni festivi e di chiusura settimanale programmata.

SEQUESTRO DI ACCENDINI PERICOLOSI

Nei giorni scorsi pattuglie di baschi verdi del Gruppo della Guardia di Finanza di Aosta, hanno eseguito una serie di controlli finalizzati a verificare il rispetto della normativa sulla sicurezza dei prodotti.

Attraverso tale servizio veniva accertato che in due attività commerciali erano esposti per la vendita “accendini di fantasia” o cosiddetti “novelty lighters”, ovvero quegli accendini che assomigliano ad oggetti in grado di attirare l’attenzione dei bambini. 

Al momento dei  controlli i finanzieri hanno rinvenuto accendini aventi forme di  giocattoli, armi, orologi, telefonini, etc, quindi con un elevato rischio di utilizzo improprio da parte dei bambini, in quanto proprio per la loro forma, colore o immagine possono richiamare un’idea di gioco. Si stima che il loro uso improprio provochi ogni anno in Europa un migliaio di lesioni.

Gli accendini sottoposti a sequestro sono più di 500 mentre ai titolari delle attività commerciali sono state elevate sanzioni amministrative fino a 60.000€ per violazioni al Codice del Consumo introdotto dal D.Lgs. 206/2005. 


7 maggio 2013

Penso a quelle 32 imprese...

In merito alla vicenda Gottardi-Martino mi dichiaro esterrefatto. Più leggo i resoconti giornalistici costruiti a partire da una nota della Guardia di Finanza che lascia pochi dubbi e più mi chiedo come sia possibile quanto accaduto.

Comunque la si legga 32 imprese (o forse di più) sono state danneggiate e si ritrovano in una condizione di evasione totale involontaria con cui comunque dovranno fare i conti e di questi tempi non è di certo cosa facile... Per il mondo delle associazioni di categoria (anche se Confesercenti non è direttamente coinvolta nella vicenda) sicuramente una brutta pagina.

Ho atteso un po' di tempo a commentare quanto accaduto ipotizzando elementi nuovi che però non ci sono stati. Terrò comunque d'occhio la vicenda.

20 ottobre 2011

Un Fornitore Evasore Mette nei Guai la Cogne Acciai Speciali

Monica Pirovano e Roberto Marzorati
Un milione di euro di Iva evasa più le eventuali sanzioni. La Cogne Acciai Speciali (in compagnia di altri importanti stabilimenti siderurgici del Nord Italia) è rimasta involontariamente coinvolta in una truffa perpetrata contro l’erario da un suo fornitore e si prepara a ricevere un salatissimo verbale da parte della finanza. E’ stata la stessa azienda valdostana - per chiarire subito le proprie responsabilità - a decidere di dare per prima la notizia in forma ufficiosa. I fatti sono stati illustrati dai vertici aziendali, il vicepresidente Roberto Marzorati e l’amministratore delegato Monica Pirovano, ai responsabili delle testate di informazione regionale, convocati lunedì mattina in una sala riunioni dell'albergo Milleluci di Aosta.
La Guardia di finanza ha scoperto che un fornitore della Cogne nel 2007 non ha mai regolarizzato i suoi rapporti nei confronti dell’erario, dichiarando di pagare un euro di Iva. «L’erario in questi casi – spiega Pirovano – viene a cercare il soggetto passivo che ha versato l’Iva al fornitore. L’acquirente infatti ha una responsabilità solidale ed è tenuto a pagare l’Iva all’erario in quanto la somma in questione è divenuta indetraibile». Il risultato è che la Cogne non può essere parte lesa, ma viene considerata come associata. Inoltre il fornitore in questione (con il quale la Cogne non intrattiene più rapporti dal 2007 essendo stato considerato nel frattempo poco affidabile) è fallito, di conseguenza l’azienda non può neppure ipotizzare di rivalersi nei suoi confronti.
La questione Cogne si complica però ulteriormente per un problema di codici doganali. «In realtà – spiega ancora Pirovano – la materia prima che ci è stata fatturata non era esposta ad Iva, ma il fornitore l’ha inserita lo stesso indicando un codice diverso dalla materia prima che ci è stata fornita». In pratica sul fronte amministrativo si pagava un certo tipo di materia prima ma sul fronte opertaivo, l’uno all’insaputa dell’altro, se ne lavorava una diversa. E, al di là dell’entità economica del danno, è quest’ultimo punto a preoccupare di più Marzorati. «Si tratta di un danno di immagine enorme e per questo abbiamo anche avviato un’indagine interna. E’ il primo caso in cui siamo stati coinvolti. Ma purtroppo è sostanziale. Il nostro sistema di controllo ha fallito. Le fatture presentavano un codice diverso da quello della merce realmente consegnata alla Cogne. Dobbiamo assicurarci che un simile circostanza non si verifichi più».
L’azienda non ha ancora deciso se fare ricorso. Dipenderà  dal fatto se verranno addebitati oppure no atti illeciti all’azienda.
 

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