«L’ultima parola spetta ora a Banca d’Italia. Ai primi di ottobre scade il termine entro il quale ci deve essere data la risposta». Martino Cossard, presidente della Banca di Credito Cooperativo Valdostana è fiducioso. La fusione per incorporazione della Bcc Fénis Nus e Saint-Marcel è un pilastro fondamentale per dare definitivamente vita a quel progetto di «banca della comunità valdostana» su cui si sofferma a lungo il piano industriale 2008-2010. Un soggetto che potrà contare su 6000 soci, venti filiali e 130 dipendenti. Un’operazione che sulla carta appare come naturale e necessaria, ma che ovviamente da parte dell’istituto di controllo necessita di una accurata analisi dei parametri finanziari. Il penultimo pezzo del puzzle è stato aggiunto nei giorni scorsi dall’amministrazione regionale. La Giunta guidata da Augusto Rollandin (Union Valdoôtaine, con una propria delibera, ha stabilito di autorizzare, ai sensi della legge regionale 21/1980, la Banca di Credito Cooperativo valdostana per la modifica dello Statuto sociale. «L’azione di governo – ha commentato L’assessore al Bilancio Claudio Lavoyer (Fédération Autonmiste) - intende tutelare il presidio sul territorio valdostano di servizi per il cittadino che, secondo noi, può essere meglio assicurato da un consolidato polo del credito regionale». La crescita del peso del credito locale nell’ultimo decennio è in effetti da tempo costante e l’unificazione delle due Bcc si presenta come uno degli eventi più significativi in una realtà che oggi vede presenti 16 istituti di credito con 97 sportelli (78 di S.p.A.) sparsi sul territorio regionale, in particolare nel capoluogo. Il polo valdostano sia in termini di raccolta che di impieghi pari al 15% del valore totale del mercato. Le due Bcc fanno infatti registrare insieme una raccolta pari a 645 milioni e impieghi per 307 milioni. «Il dato di agosto per il nostro istituto di credito – precisa Cossard – è ancora più positivo. Nella raccolta raggiungiamo, tra diretta e indiretta, i 507,40 milioni, contro i 494,56 di un anno fa, cioè un 2,6% in più, e negli impieghi passiamo addirittura da 212,97 milioni a 249,99 con un incremento del 17,38% rispetto all’agosto 2007. Un trend che dovrebbe accompagnarci fino a fine anno». Per la Valdostana infatti il primo semestre si è chiuso anche con un utile netto di 2.218.068 contro il 1.577.145 dell’anno scorso e l’attento controllo dei costi e del rischio fanno prevedere che il risultato possa confermarsi anche nel corrente esercizio, cioè in crescita rispetto al 2007 e in linea con quanto previsto dal budget e dal già citato piano industriale.«Se arriverà, come speriamo, il via libera da Banca d’Italia – commenta Cossard, che è anche presidente della locale sezione dell’Abi – avremo trenta giorni per indire l’assemblea dei soci e prima di fine anno far approvare l’aggregazione effettiva in modo da produrre un unico bilancio per il 2008 che avrà, in questo caso, un effetto contabile retroattivo al 1° gennaio». Alla Valdostana tuttavia guardano ormai già oltre la fusione e chiariscono di non avere ancora del tutto rinunciato ad espandersi nella zona di Rivarolo e Castellamonte. «I risultati positivi del primo semestre – precisa il Presidente della Bcc Valdostana – si devono proprio ai benefici derivanti dai progetti strategici di sviluppo commerciale lanciati in questi primi mesi del 2008 con l’apporto importante nell’attività nel distretto canavesano dove la banca opera con un servizio a domicilio. In quest’area è presente un tessuto imprenditoriale fortemente interessato ad un istituto di credito che sa essere vicino al territorio e alle sue esigenze come il nostro». Tutti concentrati sulla fusione invece alla Bcc Fénis-Nus e Saint-Marcel. Qui dal 22 maggio, con la chiara mission di «traghettatore» verso la fusione si trova Andrea Leonardi, dottore commercialista titolare dell’omonino studio aostano e attuale presidente di Valfidi. Una nomina con la quale è stato completato il processo di ricambio della governance dell’Istituto dopo che era stato assegnato quasi due anni (il 10 novembre del 2006) fa a Maurizio Visioli (anche lui un passato in Valfidi) l’incarico di direttore. Il primo semestre dell’istituto di credito si chiude con una crescita del 10% sulla raccolta diretta, una stabilità negli impieghi unito ad un calo più consistente nell’indiretta in virtù del difficile momento dei mercati finanziari, in particolare di quello azionario. «Le nostre azioni – spiegano alla Bcc – sono ovviamente concentrate sulla fusione. Lo stesso bilancio semestrale che stiamo redigendo proprio in questi giorni va in questa direzione. Toccherà poi al nuovo Consiglio di amministrazione sviluppare l’attività commerciale». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 24 settembre 2008)
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