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13 settembre 2012

Pierantonio Genestrone confermato alla guida di Rete Impresa Italia della Valle d’Aosta.

Pierantonio Genestrone
L’Assemblea di Rete Imprese Italia della Valle d’Aosta ha deliberato all'unanimità di modificare la durata delle cariche portandola da semestrale ad annuale. Quindi, anche per il  semestre in corso, l’incarico di Coordinatore dell’organizzazione rimane in capo a Pierantonio Genestrone e quello di Vice a Maurizio Goi che avevano assunto gli incarichi al momento della costituzione dell’Ente. 

Con questa modifica il ruolo di Coordinatore verrà ora svolto annualmente a rotazione da un rappresentante delle associazioni  che aderiscono a Rete Imprese Italia Valle d’Aosta e che sono: Confartigianato (presidente Eugenio Salmin), Cna Valle d'Aosta (Maurizio Goi), Associazione Artigiani VdA (Marino Vicentini), Confcommercio Imprese per l'Italia Valle d'Aosta (Pierantonio Genestrone) e Confesercenti VdA (Paola Gottardi).


«L’obiettivo - si legge in una nota - è adottare un nuovo modo di rappresentare e tutelare gli interessi della piccola e media impresa nei confronti di Amministrazioni pubbliche locali, istituzioni ed enti. Ed è alla luce del particolare momento di difficoltà, ma soprattutto per dare continuità all’azione ed al confronto intrapreso con le istituzioni che l’Assemblea ha deciso di adottare tale decisione. Quando si parla di piccola e media impresa  si parla di una realtà importante, a livello nazionale come nel territorio della Valle d'Aosta. Quindi, dando valore regionale a Rete imprese Italia si vuole dare stimolo ed efficacia ad un'azione di confronto continuo tra le diverse Associazioni».

In Valle d'Aosta le imprese che appartengono al mondo produttivo sono circa 12.000, coagulano un tasso di occupazione vicino al 60% e sviluppano un valore aggiunto di circa un miliardo e 450 milioni di euro.

25 febbraio 2010

Programma Triennale dell'Industria e dell'Artigianato: una Dote da 156 Milioni per le Pmi

Oltre 156 milioni di euro di cui 127 di fondi regionali. E’ questa la dotazione economica del programma triennale (2010-2012) dell’Industria e dell’Artigianato. Un documento suddiviso in sei assi, condiviso da Confindustria Valle d’Aosta e dalle associazioni artigiane presenti sul territorio regionale (Associazione artigiani, Cna e Confartigianato), dove le voci che la fanno da padrone sono l’Asse 1 «Sostegno nascita e crescita imprese» con 42 milioni e il 5 «Fonti di energie rinnovabili e risparmio energetico» con 81,2 milioni. Più staccato l’asse 3 su «Ricerca industriale e trasferimento tecnologico» con 26 milioni. Non arrivano a sette milioni tutti messi insieme l’asse 2 «Internazionalizzazione e attrazione investimenti», il 4 «Informazione e ottimizzazione dei processi amministrativi» e il 6 «Artigianato tipico e tradizione», fanalino di coda con poco più di 600 mila euro.

Un programma capillare (presentato martedì pomeriggio al Patto per lo Sviluppo e che al più presto sarà sottoposto all'attenzione del Consiglio regionale) che mette sotto un unico cappello l’ottimizzazione dei processi amministrativi a favore delle imprese e le infrastrutture per le attività produttive di cui Monica Pirovano, presidente di Confindustria Valle d’Aosta, dà un giudizio positivo. «Lo strumento – spiega - ci appare ben costruito anche perché permette di vedere con chiarezza tutte le risorse messe a disposizione del settore e le azioni che si vogliono intraprendere. Abbiamo apprezzato anche il fatto che lo stesso assessore ha presentato in Confindustria il documento, segno di un clima sicuramente più collaborativo rispetto al passato. Ora la sfida consiste nel portare avanti e aggiornare il piano, tenendo informate le associazioni di categoria in presenza di eventuali modifiche strategiche».

Giudizio condiviso anche da Marino Vicentini, presidente dell’Associazione artigiani della Valle d’Aosta. Sulla stessa lunghezza d’onda pure Cesare Grappein, direttore di Cna, per il quale «mai come in questo periodo – osserva il direttore - possiamo dire che c’è un ascolto attivo da parte dell’Amministrazione regionale, un confronto davvero costruttivo su tutti i dossier economici».

L’assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret in particolare ritiene siano quattro i principali atout del piano. «Il programma – osserva - è stato confezionato, a differenza che in passato, dalle strutture dell’Assessorato, in collaborazione, per la parte di analisi di contesto, con la Chambre. Esso inoltre contiene una descrizione di tutte le attività previste nel prossimo triennio nell’ambito dell’Assessorato delle Attività produttive». Per Pastoret si tratta di uno strumento che, pur se corposo, risulta di semplice consultazione ed è soprattutto verificabile e flessibile. Ogni anno infatti la Giunta regionale relazionerà al Consiglio sullo stato di avanzamento del piano e avrà la possibilità di proporre eventuali integrazioni e modifiche. Inoltre si dimostra sinergico e complementare ad altri strumenti di programmazione regionali, quali, ad esempio: il Piano strategico di posizionamento e sviluppo del territorio, il Documento Unitario di Programmazione 2007-2013 (DUP), il piano triennale di politiche del lavoro e il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR). Tre gli elementi cardine lungo i quali si sviluppa: la vocazione territoriale prospettica; gli ambiti di specializzazione industriale e il modello di trasferimento tecnologico. «La formulazione della vocazione – spiega Pastoret - deriva sia dalla positiva reputazione di cui la Valle d’Aosta gode come territorio caratterizzato da uno straordinario patrimonio ambientale sia dalla constatazione che questi elementi individuano un contesto favorevole per produrre, sperimentare e diffondere un largo spettro di innovazioni nel settore della sicurezza, salvaguardia, valorizzazione e accessibilità territoriale. Il tema dell’innovazione si vuole saldare così con quello dell’identità del territorio, senza soluzione di continuità». Quattro le piattaforme tecnologiche individuate dal documento, che riprendono quelle già indicate dallo studio Ambrosetti: tecnologie per il monitoraggio e la sicurezza del territorio, energie rinnovabili e risparmio energetico, tecnologie per la salvaguardia ambientale e il ripristino di ecosistemi, e, infine, Elettronica – Microelettronica – Microrobotica – Meccatronica. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 17 febbraio 2010)

16 novembre 2009

Opere pubbliche: Aziende Edili Preoccupate per il 2010


103 cantieri aperti sui 152 lavori previsti dal Piano annuale pur a fronte di un contenzioso che in Valle d’Aosta è cresciuto del 40%. Sono questi i numeri forniti dall’Assessore alle Opere Pubbliche Marco Viérin (Stella Alpina) e dal capo del dipartimento opere pubbliche e edilizia residenziale Edmond Freppaz per dimostrare agli imprenditori edili che il Piano operativo dei Lavoro Pubblici 2009 sta mantenendo fede alle promesse fatte.

I numeri dell'Assessorato
Al 30 di settembre 2009 sono 115 gli interventi per i quali è stata ultimata la procedura di affidamento e 126 quelli per i quali è stata avviata. Entro fine anno la procedura sarà avviata per 133 interventi pari all’87,5%. Il piano complessivamente vale 41 milioni di euro e al terzo trimestre erano stati messi in campo lavori pari a 30,9 milioni. «Nell’aprile 2009, in sede di presentazione del piano operativo - commenta Viérin - era stata manifestata la previsione di realizzare entro l’anno almeno il 90% dei 152 interventi ricompresi nel piano operativo, oltre ad altri 8 interventi ipotizzabili sulla base di successive disponibilità finanziarie. Quest’ultima tranche di lavori ha permesso di aggiungere altri 4,75 milioni alla dotazione del piano. Altri dieci milioni si sono aggiunti con gli interventi eseguiti in somma urgenza in occasione di singoli eventi calamitosi, evidentemente non programmabili». «I dati rilevati dai nostri uffici - conclude l’assessore - dimostrano che non siamo lontani dall’obiettivo e confido nel quarto trimestre per raggiungerlo e che l’amministrazione regionale ha saputo fare la sua parte anche in un momento difficile». Sulla crescita del contenzioso Freppaz spiega come sia stato favorito dal ricorso all’appalto con migliorie, una tipologia di gara che per la sua complessità offre più appigli, rispetto ad esempio ad un appalto al massimo ribasso, per contestare l’aggiudicazione di un lavoro.

Il 2010 preoccupa
E gli imprenditori? Se i dati alla mano presentati dall’assessore hanno fatto rientrare le contestazioni più vivaci sul Piano Lavori, di cui si erano fatte portatrici anche alcune forze di opposizione, la preoccupazione per l’anno prossimo resta palpabile. «La mia impressione - commenta Federico Jacquin, presidente della sezione edile di Confindustria Valle d’Aosta - è che siamo in piena crisi e il sistema non permetta né a noi imprenditori né alla Regione di fare quello che si potrebbe fare. Quando ci sono imprenditori che pur di prendere un lavoro propongono ribassi del 50% che sono chiaramente insostenibili qualcosa non funziona». Una preoccupazione condivisa dal presidente dell’Associazione Artigiani Marino Vicentini. «A fronte di certi ribassi servono più controlli durante il corso dei lavori e se si riscontrano anomalie deve esserci una clausola in base al quale il lavoro passa automaticamente al secondo arrivato». Antonio Belfiore, 61 anni, imprenditore edile di Aosta da 32 e referente di Confartigianato per il settore edile non nasconde il suo disappunto. «Mi sono confrontato con alcuni colleghi - racconta -. Onestamente tutti questi lavori non si percepiscono. La situazione è grigia e confesso di essere molto preoccupato soprattutto per il prossimo anno». Una preoccupazione condivisa da Roberto Montrosset, vicepresidente di Assoedili, che allo stesso tempo cerca di stemperare le polemiche dei giorni passati. «Prendiamo atto dei dati dell’assessore - precisa - tuttavia il piano lavori di quest’anno è anche il risultato di un’organizzazione avviata da tempo prima che la crisi si facesse più sensibile. Credo che ora sia fondamentale, nel rispetto dei ruoli, impegnarsi per il piano lavori 2010 che dovrà aiutare un settore dove la vita di molte aziende sarà seriamente messa a rischio».

Le gare bandite
Questa preoccupazione per il futuro trova una certa concretezza nei dati forniti da Esservices, società che offre servizi alle imprese, specializzata nell’elaborazione e nella gestione di informazioni inerenti le Gare d’Appalto online bandite nella Regione Valle d’Aosta e nel Piemonte. Nel 2008, nei primi dieci mesi, l’importo delle gare di lavori ad evidenza pubblica bandite dall’amministrazione regionale è stato di 35,23 milioni contro i 32,84 del 2009. E’ diminuito anche il numero delle gare, passato da 27 a 16. Il dato si fa però ancora più critico se si mettono a confronto tutte gli enti pubblici (cioè anche Comuni e Comunità Montane, Consorzi di miglioramento fondiario ed altri). Si passa infatti da 172,46 milioni del 2008 ai 146,24 del 2009. Le gare qui sono scese da 144 a 110. Va però precisato che dalle statistiche sono state escluse tutte le gare classificate come project financing oltre a cinque grandi opere come, ad esempio, la funivia del Monte Bianco che di solito per le loro dimensioni non sono appannaggio di imprese locali.

7 maggio 2008

Le associazioni di categoria giudicano i provvedimenti della Giunta Caveri (2)

Le categorie economiche promuovono a pieni voti i Saveurs du Val d’Aoste ipotizzando positive ricadute sia per il settore del commercio che per quello del turismo. Sia Ascom che Confesercenti si esprimono positivamente sul contrassegno di qualità. «Da tempo – osserva il direttore di Confesercenti Paola Gottardi – riteniamo che tutto ciò che può sviluppare il turismo nella nostra regione vada anche a tutela degli esercenti e da tempo sosteniamo la necessità di dare il via ad iniziative per valorizzare la produzione e la commercializzazione dei prodotti tipici locali ritenendo così di rafforzare l’appetibilità turistica della nostra regione».
Per Confesercenti tuttavia è però venuta a mancare in questa legislatura la volontà di mettere mano alla legge 6 del 2001 che riformava l’organizzazione turistica regionale. «Occorre una legge più innovativa e maggiormente concertata» ha precisato Gottardi.
Per Giuseppe Sagaria, vicepresidente di Ascom-Confcommercio, il settore invece attende una parola definitiva in merito alla normativa che disciplina i pubblici esercizi, in particolare bar e ristoranti. «E’ un vuoto che deve essere colmato». Giudizi complessivamente positivi arrivano dal mondo agricolo. Per Giuseppe Balicco, presidente di Coldiretti, la Giunta regionale ha operato bene. «Fra gli interventi di particolare utilità – sottolinea il presidente – ricordo l’intervento da parte dell’amministrazione regionale per sbloccare i ritardi nei pagamenti da parte dell’Agea attraverso la creazione dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura. La Regione in quell’occasione anticipò una somma pari a sette milioni». Per Coldiretti è poi apprezzabile l’intera impalcatura del Piano di sviluppo rurale che ha, in massima parte, tenuto conto delle indicazioni dell’associazione. «In tutta sincerità – conclude Balicco – sono convinto che alla Regione non si possa chiedere di più. Anche potendo aprire completamente il libro dei sogni bisogna ricordare che molti interventi su cui la volontà politica potrebbe esprimersi positivamente sono vanificati dalle normative comunitarie».
Particolarmente variegata la posizione delle associazioni del settore artigiano. In particolare sulla legge 6/2003 che disciplina gli «Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali ed artigiane» si registrano alcuni distinguo. Per Aldo Zappaterra, direttore di Confartigianato, rimane il giudizio negativo in merito alle prime modifiche apportate dall’Assessorato alle Attività Produttive, che portarono a tagli particolarmente pesanti per il settore in materia di contributi. «Sembrava quasi una punizione. – sottolinea Zappaterra – Anche perché i tagli colpirono soltanto il nostro settore da un giorno all’altro». Più conciliante Cesare Grappein, presidente di Cna, che preferisce sottolineare la positivività del successivo parziale ritorno sui propri passi da parte dell’Assessore Leonardo La Torre. Più pragmatico Marino Vicentini, presidente dell’associazioni Artigiani Valle d’Aosta, che evitando di commentare gli sviluppi della vicenda, suggerisce la necessità di «riporre mano alla legge in maniera corposa». Soddisfatti sia Grappein che Vicentini in merito all’aumento, dal 50 al 75%, dell’abbattimento del tasso di interesse riservato ai confidi , indicato nell’ultima legge omnibus, licenziata dall’amministrazione regionale. Soddisfatto invece Zappaterra per l’aumento delle risorse riservate alla formazione professionale degli apprendisti. «Nell’ultimo biennio – precisa – sono cresciute in maniera significativa». Sul fronte dei «desiderata» Zappaterra invece chiede a gran voce «una maggior semplificazione degli adempimenti burocratici». Grappein invece auspica la concessione di contributi anche per le certificazioni obbligatorie come la Soa, particolarmente impegnative per le microaziende valdostane, e che, all’interno delle procedure di appalto, si tenga in maggior considerazione il criterio della sede legale regionale e il fatto di occupare personale residente in Valle d’Aosta. Vicentini ritiene infine necessario adeguare la legge 75/1990 «Adesione della Regione al Consorzio Garanzia Fidi tra esercenti le libere professioni in Valle d'Aosta. Interventi a favore dei Consorzi Garanzia Fidi» al nuovo scenario delineato da Basilea 2. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 30 aprile 2008)

4 dicembre 2007

Vicentini: gli imprenditori devono essere più formati


Cambio generazionale, rapporto tra scuola e impresa e miglior qualificazione degli imprenditori.
Sono questi tre alcuni dei nodi cruciali di chi vuole fare impresa in Valle d’Aosta secondo Marino Vicentini, 63 anni, dall’aprile 2006 presidente dell’Associazioni Artigiani Valle d’Aosta. In Valle d’Aosta il mantenimento di un’azienda un minimo strutturata all’interno della stessa famiglia è reso sempre più difficoltoso. Marino Vicentini con la Fratelli Vicentini & C., società operante nel settore dell’impiantistica, sul primo punto ha avuto più fortuna o, meglio, è stato più previdente iniziando a lavorare all’ipotetico passaggio di consegne già a partire dal 2000. Dal primo gennaio 2007 a Marino e Bruno Vicentini, sono infatti subentrati nelle cariche amministrative i figli, Laura e Davide, entrambi poco più che trentenni, e nella direzione tecnica i due soci accomandanti Vicentini Massimo e Manella Ezio. Con il 2007 si è così felicemente completato il passaggio alla seconda generazione della ditta inizialmente costituitasi in forma singola nel 1969, con Marino Vicentini, e successivamente, nel 1973, allargatasi ad altri
due soci, i fratelli Bruno e Remigio, con la trasformazione in s.d.f e poi in s.n.c nel 1984. Fino alla
trasformazione nel 2002 in s.a.s. con l’inserimento di due dipendenti quali soci accomandanti. «Quest’ultima decisione – spiega Vicentini – è nata dalla volontà di mantenere in azienda due professionalità particolarmente valide. Del resto il problema del reperimento della manodopera qualificata è sempre più grave in Valle. E in questo al momento il mondo della scuola non ci aiuta ancora a sufficienza. Sono convinto che bisognerebbe trovare formule più prfessionalizzanti con collegamenti più consolidati, ad esempio, con le associazioni di categoria». «In passato – aggiunge il presidente - avevo suggerito il modello tedesco dove esistono addirittura delle scuole legate alle aziende con un giusto mix tra teoria e pratica».
La società, che ha sede in Aosta, in Ruelle des Fermes n. 6, opera sia per committenti pubblici che privati. Ampio il raggio delle attività specifiche: installazione, trasformazione, ampliamento, manutenzione, riparazione, assistenza e progettazione di impianti civili e industriali; home & building automation, antenne terrestri e satellitari, telefonici citofonia e videocitofonia, cablaggio
strutturato, antincendio, protezione da scariche atmosferiche, antintrusione solari e impianti fotovoltaici. «Inizialmente – sottolinea Vicentini - avevamo scelto di specializzarci negli appalti pubblici di grosse dimensioni. Ma oggi l’azienda con i suoi otto dipendenti è in grado di farsi carico anche di lavori di dimensioni più ridotte come l’impiantistica di piccoli alloggi. Ad esempio abbiamo sempre pronta una squadra per le manutenzioni».
Fra i lavori eseguiti dalla società di Aosta il museo archeologico di Aosta, la casa da gioco di Saint-Vincent, il Municipio di Courmayeur e l’ipermercato Gros Cidac, soltanto per citarne alcuni. Interventi anche tecnologicamente avanzati come gli impianti elettrici e speciali (impianto di chiamata clinos 2000 e impianto di gestione e controllo EIB BUS) presso alcuni reparti dell’Ospedale regionale di Viale Ginevra. In questa logica dal 2004 la società è partner autorizzato ABB per i sistemi di domotica e building automation. Vicentini evidenzia anche la necessità che gli stessi imprenditori curino di più la loro formazione culturale.
«Oggi non è più soltanto sufficiente saper far bene il proprio lavoro. – conclude Vicentini – La gestione di un’azienda è sempre più impegnativa e non può più essere sottovalutata. Ci sono tantissimi obblighi normativi, molti derivanti dalla legislazione comunitaria, che prima non avevamo. Occorrono, perciò, corsi di aggiornamento per imprenditori. Oggi non ci si può più improvvisare». (Pubblicato sul Corriere della valle d'Aosta del 26 luglio 2007)
 

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