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7 maggio 2013

Penso a quelle 32 imprese...

In merito alla vicenda Gottardi-Martino mi dichiaro esterrefatto. Più leggo i resoconti giornalistici costruiti a partire da una nota della Guardia di Finanza che lascia pochi dubbi e più mi chiedo come sia possibile quanto accaduto.

Comunque la si legga 32 imprese (o forse di più) sono state danneggiate e si ritrovano in una condizione di evasione totale involontaria con cui comunque dovranno fare i conti e di questi tempi non è di certo cosa facile... Per il mondo delle associazioni di categoria (anche se Confesercenti non è direttamente coinvolta nella vicenda) sicuramente una brutta pagina.

Ho atteso un po' di tempo a commentare quanto accaduto ipotizzando elementi nuovi che però non ci sono stati. Terrò comunque d'occhio la vicenda.

22 aprile 2013

#Confcommercio e #Confesercenti: Governo centrale contro realtà produttive e commerciali delle zone di alta #montagna

Le due maggiori organizzazioni di categoria attive in Valle d’Aosta - Confcommercio Valle d’Aosta e Detaillants Valdotains sono contro il Governo Monti che ha impugnato la Legge Regionale sulla media e grande distribuzione. 


«Ancora una volta –precisa Pierantonio Genestronea Roma non tengono conto delle specificità territoriali locali che presentano realtà quanto mai diverse tra loro e soprattutto non si tiene conto che nelle zone di montagna le attività commerciali svolgono anche, e soprattutto, una funzione sociale; cosa che non avviene nelle grandi città o nelle zone ad alta urbanizzazione».

«Il testo – spiega Paola Gottardi - è stato frutto di una lunga concertazione tra le categorie ed il Governo Regionale, in particolare con l’Assessore al Commercio, Aurelio Marguerettaz, che ha fatto proprie alcune richieste dei commercianti».

Per Confcommercio Valle d’Aosta e Detaillants Valdotains la decisione del Governo Centrale, che ha impugnato  la legge Regionale sulla media e grossa distribuzione, «deve diventare una delle priorità politiche. In campagna elettorale i partiti dovranno tener conto delle  esigenze espresse dalla categoria, trattandosi della sopravvivenza di centinaia di imprese, famiglie e lavoratori dipendenti».
«Ci auguriamo - si legge in una nota diffusa sul tema - che anche il nuovo Consiglio Regionale sappia dare il giusto valore alle nostre richieste, ribadendo con forza i dettami della legge sul Commercio approvata a febbraio dalla Regione Valle d’Aosta e sostenendo con forza il senso dell’autonomia che è uno dei cardini principali dell’esistenza della nostra Regione. Invitiamo anche i nostri parlamentari, in un momento così difficile della vita politica italiana, a ribadire con forza il ruolo e l’importanza dell’autonomia valdostana».

8 febbraio 2013

Commercio: raggiunto accordo su ddl che disciplina media e grande distribuzione

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta sarà chiamato ad esprimersi su un disegno di legge che regolamenta la media e grande distribuzione in Valle d’Aosta.
«Il testo - come sottolineato dall’assessore regionale al Commercio, Aurelio Marguerettaz - è il frutto di un lungo, articolato e positivo confronto con le associazioni di categoria e tiene conto delle normative statali ed europee facendo perno sulla particolarità del nostro territorio».

Il testo del disegno di legge, infatti, è stato illustrato ieri sera dall’assessore all’assemblea dei rappresentanti di Confcommercio e Détaillants Montagnards .

«I decreti sulle liberalizzazioni emanati dal Governo Monti – hanno commentato Pierantonio Genestrone e Paola Gottardi, rispettivamente presidente di Confcommercio e Détaillants Montagnards – di fatto superano gli effetti del vecchio regolamento regionale e quindi è stato necessario adottare un testo che, pur tenendo conto delle norme nazionali ed europee in qualche modo eviti il proliferare di insediamenti di grandi e medie strutture; il risultato è stato ottenuto facendo riferimento alle norme urbanistiche».

Infatti, il testo stabilisce che le nuove strutture commerciali potranno essere insediate in aree previste dal Piano regolatore comunale compatibile con il Piano Territoriale Paesaggistico. «Nella sostanza – ha spiegato Marguerettaz – non potranno essere autorizzati nuovi insediamenti commerciali se i Piani regolatori Comunali non saranno adeguati al PTP».

Per Confcommercio e Détaillants Montagnards è urgente approvare il nuovo testo condiviso del disegno di legge «in quanto il regolamento regionale in materia è superato dalle nuove norme statali che si richiamano alle direttive dell’Unione europea».

15 gennaio 2013

Maurizio #Goi nuovo Coordinatore di #ReteImpresaItalia della Valle d’Aosta

Maurizio Goi
L’Assemblea di Rete Imprese Italia della Valle d’Aosta ha eletto all'unanimità Maurizio Goi coordinatore dell'organismo al quale aderiscono: Confartigianato (presidente Eugenio Salmin), Cna Valle d'Aosta (Maurizio Goi), Associazione Artigiani VdA (Marino Vicentini), Confcommercio Imprese per l'Italia Valle d'Aosta (Pierantonio Genestrone) e Confesercenti VdA (Paola Gottardi).

Goi, che è presidente della Cna , succede a Pier Antonio Genestrone, eletto Coordinatore dall'Assemblea costitutiva di Rete Imprese Italia della Valle d’Aosta e che aveva mantenuto l'incarico per circa un anno, anche se è di durata semestrale a rotazione.

La proroga a Genestrone, con una modifica allo statuto, era stata decisa per dare continuità alle azioni avviate per contribuire a contrastare la crisi e valorizzare le piccole aziende. Goi, dall'istituzione della Rete, era vice presidente, incarico che ora viene assunto da Genestrone.

Con questa modifica il ruolo di Coordinatore verrà ora svolto annualmente a rotazione da un rappresentante delle associazioni che aderiscono a Rete Imprese Italia Valle d’Aosta.

«Il nostro impegno - come ha ricordato Goi - è operare in un nuovo modo di rappresentare e tutelare gli interessi della piccola e media impresa nei confronti di Amministrazioni pubbliche locali, istituzioni ed enti. Ed è alla luce del particolare momento di difficoltà, ma soprattutto per dare continuità all’azione ed al confronto intrapreso con le istituzioni che l’Assemblea ha deciso di adottare tale decisione. Quando si parla di piccola e media impresa si parla di una realtà importante, a livello nazionale come nel territorio della Valle d'Aosta. Quindi, dando valore regionale a Rete imprese Italia si vuole dare stimolo ed efficacia ad un'azione di confronto continuo tra le diverse Associazioni. In Valle d'Aosta le imprese che appartengono al mondo produttivo sono circa 12.000, coagulano un tasso di occupazione vicino al 60% e sviluppano un valore aggiunto di circa un miliardo e 450 milioni di euro».

13 dicembre 2012

Paolo #Perrin (Tipografia Valdostana) Ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore, metto on line anche la  puntata numero 110 di «ImpresaVda», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Si tratta della puntata trasmessa il 29 novembre.

Con me in studio Paola Gottardi, presidente e direttore di Confesercenti, nota associazione di categoria del settore del commercio, tema che ovviamente è stato al centro della mia intervista.

Qui sotto puoi trovare il podcastdella mia intervista 


Check this out on Chirbit 


Domani Venerdì 14 dicembre, sempre alle 9,35, sarà invece mia ospite Paolo Perrin, amministratore delegato della Tipografia valdostana, nota per essere l'editore del Messager Valdôtain ma non solo.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

7 dicembre 2012

#Commercio: Quattro fatture per un Pacco di Natale | La #FIPE ricorre alla Corte Europea

Con il decreto “liberalizzazione” il Governo Monti ha fissato i termini generali di pagamento per le transazioni commerciali dei prodotti agroalimentari. Secondo la Fipe  per un solo pacco di Natale sono necessarie 4 fatture.


Proprio per questo la FIPE (Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi), con l’assistenza del Prof. Avv. Antonio Baldassarre e dell’Avv. Massimiliano Brugnoletti, si è rivolta alla Commissione Europea denunciando il contrasto dell’art. 62 del Decreto legge n. 1/2012 con la normativa europea; in particolare con la Direttiva 29 giugno 2000 n. 35 e la Direttiva 16 febbraio 2011 n. 7, che disciplinano in sede sovranazionale la materia dei termini di pagamento.

Dette norme, infatti, nel fissare termini generali di pagamento per le transazioni commerciali dei prodotti agroalimentari, riconoscono comunque alle parti la possibilità di derogare negozialmente tali termini: in ambito europeo è dunque riconosciuto che l’autonomia imprenditoriale possa esercitarsi anche prevedendo termini di adempimento più lunghi, per favorire la dinamica degli scambi e mettere in concorrenza fornitori ed appaltatori.

Per la Fipe Confcommercio la norma italiana, oggetto della denuncia, si pone in netto contrasto con tutte le norme richiamate: l’articolo 62 del decreto liberalizzazioni stabilisce termini di pagamento di 30 giorni (per i prodotti freschi) e di 60 (per le altre derrate), la decorrenza immediata ed automatica degli interessi di mora a tasso maggiorato, la possibilità di irrogare addirittura sanzioni, impedendo al contempo qualsivoglia autonomia alle parti.

«Il provvedimento – spiega Pier Antonio Genestrone, presidente di Confcommercio-Fipe Valle d’Aosta - costituisce un ulteriore appesantimento burocratico». «L’introduzione della nuova normativa – aggiunge Paola Gottardi, presidente di Confesercenti - avrà conseguenze tali da influire sull’attuale gestione finanziaria delle imprese, già provate dalla crisi economica».

Confcommercio-Fipe e Confesercenti evidenziano inoltre che «la situazione è, se possibile, ancora più preoccupante se la norma si applica ai servizi prestati in favore della Pubblica Amministrazione, a causa dei ritardi che contraddistinguono i pagamenti nel settore pubblico e che raggiungono in Italia tempi allarmanti anche di dieci volte superiori rispetto a quelli imposti dalla normativa nazionale ed europea, contro i quali le imprese sono del tutto inermi. Le imprese che erogano servizi di ristorazione, infatti, si troveranno comunque costrette ad  eseguire il servizio, pena gravi conseguenze, in alcuni casi anche di natura penale, ma, al contempo, non disporranno dei capitali necessari per corrispondere quanto dovuto ai propri fornitori di prodotti agroalimentari nei tempi imposti – e si rammenta non derogabili – dalla norma in commento». 

6 dicembre 2012

Paola #Gottardi #(Confesercenti) Ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore, metto on line anche la  puntata numero 109 di «ImpresaVda», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Si tratta della puntata trasmessa il 29 novembre.

Con me in studio Paolo Contoz, titolare dell'omonima azienda che opera nel settore del gasolio da riscaldamento e proprietario della prima "pompa bianca" della nostra regione. 



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Domani Venerdì 7 dicembre, sempre alle 9,35, sarà invece mia ospite Paola Gottardi, presidente di Confesercenti, nota associazione di categoria del settore del commercio, tema che ovviamente sarà al centro della nostra intervista.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

15 novembre 2012

«Con questo regolamento sui déhors il Comune favorisce la desertificazione di Aosta» | Ma siamo o non siamo una città turistica?


Nota durissima in merito al regolamento sull'installazione dei déhors nel Comune di Aosta nei confronti dell'Assessore Stefano Borrello da parte di Confcommercio e Confesercenti. Tra commercianti e Comune è sceso il gelo come puoi leggere in questo post: 

L'approvazione da parte della Commissione comunale del regolamento per l'installazione dei déhors nel Comune di Aosta dimostra l'insensibilità della politica nei confronti degli esercenti.

Al tempo stesso evidenzia la scarsa attendibilità degli organi competenti in materia che a fronte delle proposte delle associazioni di categoria avevano espresso condivisione, seppure con la riserva di verificarne la fattibilità, senza poi proseguire il confronto sull'attuazione delle indicazioni date dalle categorie interessate.
«Con il nuovo regolamento, se approvato dal Consiglio comunale – sottolineano Giuseppe Sagaria, vice presidente di Confcommercio, e Paola Gottardi, Presidente di Confesercentisi contribuisce alla desertificazione turistica e sociale di Aosta, una città già abbandonata a se stessa dove il disordine urbanistico regna sovrano».

Confcommercio e Confesercenti si augurano che in aula il regolamento venga modificato così come richiesto dalle associazioni di categoria che nei prossimi giorni promuoveranno un incontro con le forze politiche per spiegare i motivi per i quali il regolamento venga variato nel senso richiesto dagli esercenti iscritti a Confcommercio e Confesercenti.
«Abbiamo l'impressione – aggiungono Sagaria e Gottardi – che ci sia chi ignora ancora che i déhors contribuiscono ad abbellire a città portando ricchezza e prestigio ad Aosta, una città che vive una fase di decadenza mai vista prima e che si potrebbe aggravare allorquando gli esercenti non chiederanno più le concessioni per i déhors».

Le proposte di Confcommercio e Confesercenti per l'installazione dei déhors, mirano invece, concludono Sagaria  e Gottardi a «combattere la desertificazione della nostra città, che il nostro Sindaco vuole che sia turistica, e contribuire alla riqualificazione del centro urbano tutelando la qualità dell'offerta dei servizi commerciali. Per questo auspichiamo un ripensamento da parte della maggioranza che a nostro avviso deve compiere scelte politiche consapevoli, disgiunte dalle indicazioni prettamente burocratiche col  principale obiettivo di dare maggiori opportunità e strumenti di lavoro alle nostre aziende associate e non».

Annotazione personale
Una scelta incomprensibile. Ma del resto Aosta è anche una delle poche città che preferisce una piazza della Cattedrale piena di macchine, piuttosto che di turisti. Un tempo come Corriere avevo fatto una lunga serie di servizi sull'identità della città. E' un quesito che andrebbe riposto. Forse dovrei andarmi a rivedere le risposte che allora furono date...

13 settembre 2012

Pierantonio Genestrone confermato alla guida di Rete Impresa Italia della Valle d’Aosta.

Pierantonio Genestrone
L’Assemblea di Rete Imprese Italia della Valle d’Aosta ha deliberato all'unanimità di modificare la durata delle cariche portandola da semestrale ad annuale. Quindi, anche per il  semestre in corso, l’incarico di Coordinatore dell’organizzazione rimane in capo a Pierantonio Genestrone e quello di Vice a Maurizio Goi che avevano assunto gli incarichi al momento della costituzione dell’Ente. 

Con questa modifica il ruolo di Coordinatore verrà ora svolto annualmente a rotazione da un rappresentante delle associazioni  che aderiscono a Rete Imprese Italia Valle d’Aosta e che sono: Confartigianato (presidente Eugenio Salmin), Cna Valle d'Aosta (Maurizio Goi), Associazione Artigiani VdA (Marino Vicentini), Confcommercio Imprese per l'Italia Valle d'Aosta (Pierantonio Genestrone) e Confesercenti VdA (Paola Gottardi).


«L’obiettivo - si legge in una nota - è adottare un nuovo modo di rappresentare e tutelare gli interessi della piccola e media impresa nei confronti di Amministrazioni pubbliche locali, istituzioni ed enti. Ed è alla luce del particolare momento di difficoltà, ma soprattutto per dare continuità all’azione ed al confronto intrapreso con le istituzioni che l’Assemblea ha deciso di adottare tale decisione. Quando si parla di piccola e media impresa  si parla di una realtà importante, a livello nazionale come nel territorio della Valle d'Aosta. Quindi, dando valore regionale a Rete imprese Italia si vuole dare stimolo ed efficacia ad un'azione di confronto continuo tra le diverse Associazioni».

In Valle d'Aosta le imprese che appartengono al mondo produttivo sono circa 12.000, coagulano un tasso di occupazione vicino al 60% e sviluppano un valore aggiunto di circa un miliardo e 450 milioni di euro.

24 luglio 2012

Confartigianato e Confesercenti hanno incontrato i parlamentari valdostani

Da sinistra Antonio Fosson e Roberto Nicco
Una delegazione di Confcommercio e Confesercenti ha incontrato ieri, alle 19, in via Charrey, 1 nell’ufficio del deputato valdostano, i Parlamentari valdostani: il Senatore Antonio Fosson e l’Onorevole Roberto Nicco per confrontarsi sul ddl regionale 204/2012 concernente anche la media e grande distribuzione in Valle d’Aosta. Tema già trattato diffusamente in questo post.

«E’ stato - commentano Pierantonio Genestrone, presidente di Confcommercio, e Paola Gottardi, rappresentante di Confesercenti - un confronto serio e concreto nella distinzione dei ruoli istituzionali nel corso del quale i parlamentari hanno condiviso le preoccupazioni delle categorie per la possibile liberalizzazione della Grande distribuzione mettendo in evidenza che il provvedimento segue le direttive emanate in materia del Governo Monti».

Confcommercio e Confesercenti VdA prendono atto di quanto affermato dai parlamentari valdostani e ribadiscono la disponibilità a partecipare ad un tavolo di confronto con le forze politiche e le forze sociali al fine di individuare quelle soluzioni utili a salvaguardare le prerogative autonomistiche della Regione nel rispetto delle norme statali tutelando e valorizzando le piccole attività commerciali in particolare i negozi di prossimità e di montagna.

«Ringraziamo i nostri parlamentari - concludono Genestrone e Gottardi - per la disponibilità ad incontrarci, dandoci così modo di manifestare il difficile momento che sta attraversando il comparto che rischia di aggravarsi ancor più con la liberalizzazione selvaggia delle autorizzazioni per la media e grande distribuzione e confidiamo di poter avere analogo e costruttivo confronto con tutte le forze politiche valdostane chiamate a legiferare in materia».

3 aprile 2012

Sul costo della Tazzina di Caffè si apre il dibattito

Sul costo della tazzina di caffè in Valle si apre il dibattito. Da un lato Confcommercio ritiene che sfondare il muro di un euro sia inevitabile. Dall'altro Confesercenti chiede il beau geste. Ecco le note delle due associazioni di categoria.
Confcommercio: un ritocco indifferibile
Non sono i bar a lucrarci, ma è colpa delle speculazioni internazionali che tengono in fibrillazione i prezzi delle materie prime. Anche il caffè sta pagando scotto con le quotazioni all'origine in vertiginoso aumento”. Pierantonio Genestrone, presidente di Confcommercio Imprese Italia VdA e di FIPE Valle d’Aosta spiega le ragioni per le quali dal 2 aprile, alcuni associati all'Ascom hanno portato a 1,10 euro il prezzo della tazzina di caffè.
Nel ricordare che era dall'aprile 2007 che non veniva ritoccato il costo del caffè al bar, Genestrone sottolinea: «E' chiaro che se la miscela la paghi il 40% in più si ripercuote sulla tazzina. Dobbiamo inoltre tenere in conto che intanto aumentano i costi di attività degli esercizi».
Confcommercio evidenzia però che gli esercenti suoi associati hanno dimostrato molta attenzione a non trasferire questi rincari su espresso e cappuccino, un rito che l'italiano ha a cuore e sui cui è meno disponibile ad accettare aumenti rispetto alla maggior parte dei prodotti'.
Nel mese scorso la Commissione Economica di Confcommercio VdA si è riunita per valutare la situazione «ed è giunta alla conclusione – precisa ancora Genestrone – che il ritocco ai prezzi delle consumazioni effettuate nei pubblici esercizi è ormai indifferibile, ma Confcommercio VdA lascia alla libera scelta degli associati l’eventuale determinazione degli aumenti e la decorrenza degli stessi, invitandoli però, nel caso, a praticarli dopo la fine di marzo».

Confesercenti: tenete il prezzo ad un euro La Confesercenti valdostana, pur consapevole del momento di difficoltà di tanti pubblici esercizi a seguito della forte contrazione dei consumi, degli aumenti delle materie prime, dei costi dell’energia e di una pressione fiscale tra le più alte al mondo, invita comunque i propri associati a contenere il prezzo della tazzina del caffè ad un solo Euro. L’attuale crisi economica necessita di misure per la crescita continuamente annunciate, a parole, dal governo ma di cui, per ora, si vede ben poco, mentre  gli aumenti di tasse e tariffe (energetiche in primis)  alimentano la contrazione economica  recessiva in atto. Se a questo si aggiungono le azioni demagogiche e  spettacolari nei confronti degli esercenti operata dagli organi di controllo, il quadretto è concluso, salvo poi riconoscere che migliaia di imprese  stanno chiudendo e che molti piccoli imprenditori  arrivano a gesti estremi di disperazione.
Il simbolico prezzo della tazzina di caffè inalterato, sarebbe, per noi un piccolo segnale in controtendenza che potrebbe essere apprezzato dai consumatori. Detto questo, siamo nel libero mercato e ognuno decide ciò che crede  meglio per la propria azienda. 

12 febbraio 2012

Complimenti a Olide Tommaso Bergantino!

Sull'ultimo numero di Détaillants Montagnards, la rivista regionale di Confesercenti, è riportata la notizia che La Ferramenta alpina di Olide Tommaso Bergantino di Aosta è stata premiata a Venezia per i suoi 40 anni di attività. 40 candeline come quelle di Confesercenti che ha voluto così ricordare alcuni dei suoi esercizi associati più meritevoli.

E bravo il nostro signor Bergantino di cui è giusto sottolineare oltre che la professionalità anche la grande cordialità e disponibilità. Nell'immagine l'articolo che ha dedicato all'evento Confesercenti Valle d'Aosta.

1 aprile 2010

Commercio: Calano i Piccoli Esercizi e Cresce la Grande Distribuzione

Il Gros Cidac nel 2009 ha registrato ricavi pari a 87 milioni di euro
Cala la propensione ad aprire nuove attività e si consolida il saldo negativo fra iscrizioni di nuove imprese e cessazioni. Nel 2009 a fronte di 133 nuovi esercizi commerciali, il dato più basso dell’ultimo quadriennio, Movimprese registra 196 chiusure su uno stock di 2335. Inoltre in Valle d’Aosta, trend consolidato in tutto il Nord Ovest, ma meno evidente nel resto d’Italia, la grande distribuzione organizzata con i suoi 1012 addetti e 39.173 metri quadri di superficie di vendita (2 ipermercati, 14 supermercati alimentari, 7 grandi magazzini e 19 minimercati) avanza a spese degli altri esercizi commerciali.

«E’ un dato di fatto – spiega Giuseppe Sagaria, vicepresidente di Ascom-Confcommercio - i piccoli esercizi sono in difficoltà, mentre c’è una vera e propria corsa alla grande distribuzione. Nel 2010 Conad aprirà un nuovo punto vendita. Si tratta di un supermercato alimentare di 1500 metri quadri a Saint-Christophe, praticamente alle porte di Aosta». Una percezione suffragata anche dai numeri ufficiali. Nel 2008, in base agli ultimi dati messi a disposizione dall’Osservatorio nazionale del Commercio, la Gdo è passata dai 326 milioni di fatturati del 2007 ai 331 del 2008, strada inversa per gli altri esercizi che da 390 sono calati a 383. Un travaso quasi perfetto, segno che, comunque, i consumi non sono diminuiti, ma semplicemente si sono modificati. Nel 2009 il trend si conferma in virtù della netta performance dell’ipermercato Gros Cidac.

Il brand regionale, guidato da un azionariato tutto valdostano, ha festeggiato i suoi primi sessant’anni di vita con una quota record di ricavi pari a 87 milioni (+3,5% rispetto all’anno precedente) tanto da risultare il sesto punto vendita su tutto il territorio nazionale con un penetrazione del 43% del mercato alimentare valdostano. «Va fatto rilevare – osserva Chiara Celesia, 36 anni, terza generazione ad affacciarsi sul ponte di comando del Gros Cidac in qualità di responsabile degli acquisti -, che il target della nostra clientela è caratterizzato da possibilità economiche medio-superiori, questo fa sì che siano più sensibili alla variabile qualità del servizio offerto piuttosto che a quella del prezzo».

Per aiutare il settore l’Assessore al Commercio Aurelio Marguerettaz, in aggiunta alle misure anti-crisi varate dalla Giunta a favore di tutti i comparti produttivi, ha provveduto a far modificare alcune disposizioni di attuazione della l.r. 19/2001 «Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali». In particolare è stata incrementata l’intensità dell’aiuto pubblico (dal 15% al 20% per le piccole e dal 7,5% al 10% per le medie) per le domande di agevolazione effettuate ai sensi del regime PMI alternativo al regime de minimis in cui l’intensità dell’aiuto è normalmente del 30%. «Tale iniziativa – spiegano in assessorato - ha generato vantaggi soprattutto sui mutui che nella totalità dei casi sono stati concessi ad un tasso agevolato dell’1% fisso». E’ stata poi agevolata la nascita di nuove imprese create da giovani le quali hanno potuto beneficiare di contributi in conto capitale nella misura del 40% della spesa ammessa, ampliata la platea dei soggetti beneficiari delle agevolazioni e sono stati semplificati i procedimenti di concessione delle agevolazioni previste dalla legge.

Per Luciano Scarlatta, presidente di Confesercenti, le misure anticrisi hanno aiutato indubbiamente il settore. «Purtroppo – conclude – non ha invece avuto gli esiti sperati l’iniziativa “Io Centro”, messa in campo dall’amministrazione comunale di Aosta, mirata a garantire in alcuni negozi convenzionati degli sconti nell'ultima settimana di ogni mese». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 30 marzo 2010)

23 marzo 2009

Commercio: ad Aosta nel 2008 mancano all'appello 108 negozi

Anno difficile per il commercio valdostano. Le cessazioni nel 2008 sono state 260 (contro le 152 del 2007) a fronte di 152 nuove iscrizioni (141 l’anno precedente). E il calo dei consumi iniziato nel 2007 e consolidatosi nel 2008 non sembra ancora terminato in questi primi mesi del 2009. Nel primo semestre del 2008 in Valle d’Aosta, sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio nazionale del Commercio del Ministero dello sviluppo economico, è stato registrato un calo nelle vendite del 0,5% caratterizzato da una lieve crescita della grande distribuzione (1,6%) e un più forte arretramento degli altri esercizi (-2,2%). Un trend negativo completamente imputabile al settore non alimentare (-2,5%), mentre l’alimentare è cresciuto del 2,7%.

L'iniziativa dell'Assessore Giordano
In questo quadro, per far ripartire i consumi e per sostenere le fasce di cittadinanza più deboli, l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Aosta Bruno Giordano ha promosso, a partire dall’ultima settimana di gennaio, «Io Centro», un campagna contro il caro vita sottoscritta insieme alla Camera di Commercio di Aosta, alle Associazioni di Categoria, alle Organizzazioni Sindacali e alle Associazioni dei Consumatori. L'iniziativa, che durerà fino al mese di maggio, prevede che i soggetti aderenti applichino prezzi scontati, o effettuino promozioni, durante la quarta settimana del mese, secondo le modalità individuate nell'accordo, mettendo al centro dell'attenzione beni e servizi di prima necessità.
«Attualmente – osserva l’assessore Giordano – sono oltre 100 gli esercizi commerciali che hanno aderito sui circa 250 presenti in città. Un risultato che mi sembra dimostri che l’iniziativa ha colto nel segno».

Il parere delle associazioni di categoria
Confesercenti, pur avendo appoggiato l’iniziativa, all’insegna del «tutto può servire in un momento come questo» giudica le prime settimane di applicazione come una falsa partenza. «La prima settimana in cui Io centro è veramente decollato – spiega Riccardo Rapetto del direttivo di Confesercenti – è stata l’ultima di febbraio. Da un prima indagine ancora piuttosto sommaria tra i commercianti non c’è stato ancora il riscontro atteso. La campagna pubblicitaria annunciata dal Comune non è ancora così incisiva e diffusa come c’era stato assicurato. Inoltre da parte degli operatori del settore servono iniziative più mirate. Un macellaio nel centro storico proponeva, ad esempio, il pacchetto di carne già pronto a dieci euro». Più ottimista Giuseppe Sagaria, vicepresidente Ascom. «Personalmente – riporta – ho avuto qualche riscontro positivo. Ma per noi l’importante era di far comprendere all’utente che siamo dalla stessa parte in questa crisi».

Migliorano gli aiuti al settore
Nel frattempo il settore incassa per lo meno una buona notizia sul versante legislativo essendo state modificate le condizioni e le modalità di concessione delle agevolazioni a favore delle imprese turistico-ricettive e commerciali previste dalla LR 19/2001. La legge finanzia aiuti, sotto forma di contributi in conto capitale (7 milioni di euro all'anno circa) e di finanziamenti a tasso agevolato, per le piccole e medie aziende del commercio, alberghiero, extra alberghiero e per alcune tipologie di imprese di servizi. Le modifiche,presentate nei giorni scorsi dall’Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti Aurelio Marguerettaz, riguardano l'inclusione degli alimentaristi e degli agenti di assicurazione tra le categorie che potranno beneficiare degli interventi, l’elevamento dell'intensità dell'aiuto dal 15% al 20% per le piccole imprese e dal 7,5% al 10% per le medie. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 18 marzo 2009)

2 marzo 2009

Saldi tutto l'anno: che cosa ne pensate?

Ho chiesto a Flavio Martino, presidente di Confesercenti, di poter pubblicare l'articolo di Riccardo Rapetto, uscito su «Détaillants Montagnards», quindicinale della Confesercenti della Valle d’Aosta, dal titolo «Saldi: come erano, come sono e come potrebbero essere regolati». La rivista invita a scrivere le vostre opinioni a info@confesercentiaosta.it in modo da pubblicarle nei prossimi numeri e utilizzarle come spunti di discussione e confronto con l’Amministrazione Regionale. Io vi chiedo anche di lasciare un commento nel mio blog sull'argomento sia come commercianti che come clienti.

Passato
Correva l’anno 2005, con una situazione economica normale. La legge regionale n.36 del 2004, stabiliva, tra l’altro, che dal 5 gennaio erano vietate in Valle d’Aosta le vendite promozionali selvagge e che queste «possono essere effettuate per un massimo di tre settimane per ciascun periodo, esclusivamente tra il 15 aprile e il 31maggio e tra il 1° e il 31 ottobre, dandone comunicazione al Comune… ecc. mentre i periodi dei saldi è fissato per la stagione invernale dal 10 gennaio e le vendite straordinarie non possono più coincidere con i saldi…».

A quei tempi la Valle d’Aosta era storicamente l’ultima regione a entrare nella fase delle vendite di fine stagione, in quanto i saldi iniziavano dal 10 febbraio e terminavano il 31 marzo.
Era quindi uso comune iniziare subito dopo Capodanno vendite promozionali più o meno selvagge in attesa dei saldi veri e propri. In quell’occasione per una serie di disguidi burocratici la nuova legge si accavallò con la precedente creando non poca confusione tra i commercianti tanto che la Confersercenti scrisse di «scelta intempestiva» per quanto riguardava i tempi di pubblicazione della nuova disposizione invitando «gli organi di sorveglianza a non applicare in questa prima fase sanzioni, ma a concorrere allo sforzo di comunicazione verso esercenti e consumatori».

Presente
Corre l’anno 2009, con il primo anno horribilis di recessione. Il 10 gennaio, come da calendario, è partita la stagione dei saldi. A dire la verità mai come quest’anno, e ben prima di Natale, si sono viste sulle vetrine «vendita promozionale», «svendita prenatalizia», «sconti su tutta la merce», «sconti all’interno»; ecc. con i negozianti di abbigliamento che si sono inventati di tutto pur di portare un po’ di soldi in cassa.

La legge fa partire i saldi soltanto da gennaio, ma se i conti non tornano, allora si sfidano anche le regole e quando si parla di sconti vale la regola del «si fa ma non si dice»». Anticipare gli sconti è stata quest’anno una scelta obbligata, pochi in questa fase di recessione erano disposti a spendere per qualcosa che dopo pochi giorni sarebbe costata almeno il 20% in meno. I prezzi ribassati già prima di Natale sono stati il regalo più gradito per i clienti.

Futuro
Per gli anni che verranno. Viste queste premesse e appurato che ognuno si arrangia come può, è urgente una revisione della legge regionale sulle vendite promozionali e i saldi di fine stagione. Hanno liberalizzato il commercio e i prezzi ma per i saldi sono rimaste sempre regole rigide
che impediscono la concorrenza tanto che se un commerciante volesse ribassare la merce perché ha venduto poco negli ultimi mesi, e tutti sappiamo quanto ciò sia sempre più vero, lo può fare ma non pubblicizzarlo.

Una corrente di pensiero dice che, visti i tempi grami, è arrivato il momento di liberalizzare le vendite promozionali, e le vendite di fine stagione.
I vantaggi, se gli sconti potranno essere effettuati tutto l'anno, sarebbero duplici: i piccoli commercianti, che potrebbero effettuare in ogni periodo dell'anno sia il saldo che la vendita promozionale, per eliminare le giacenze di magazzino; i consumatori che avrebbero più occasioni di fare acquisti vantaggiosi garantiti da maggiore trasparenza.

Altri dicono che la liberalizzazione creerebbe il caos e favorirebbe solo i furbi a discapito della grande maggioranza dei commercianti che rispetta le regole. Giusto ma visto che le regole sono sempre più aggirate bisogna ragionare sul come evitare la svendita selvaggia e incontrollata. Sicuramente si dovrebbe modificare la data di inizio saldi legandola a quella delle regioni vicine. In tempi di crisi non si può regalare una settimana di saldi alle grandi città. Si potrebbe anche proporre unanimi liberalizzazione delle vendite promozionali durante tutto l’arco dell’anno predisponendo dei «corner» all’interno di ogni punto vendita nei quali poter saldare, liquidare o promozionare parte delle proprie rimanenze senza dover per forza aspettare le vendite di fine stagione.

Tale liberalizzazione renderebbe più facile la gestione delle rimanenze di magazzino che rappresentano anch’esse un onere assolutamente iniquo. La discussione sui saldi e sui finti saldi contro la crisi, è appena iniziata.

12 agosto 2008

Commercio: la preoccupazione degli operatori

L’ultima iniziativa pubblica nel settore del commercio è del comune di Aosta. Nel triennio 2008-2010 l'Amministrazione comunale investirà nel Consorzio di commercianti «Aosta Insieme»oltre 281 mila euro per finanziare le attività del Consorzio stesso. La bozza di convenzione prevede un programma di iniziative tese a promuovere l'albo degli esercizi storici e tradizionali, organizzare eventi enogastronomici, promuovere attività in altre località turistiche per richiamare turisti nel capoluogo regionale, avviare studi e progettazioni per dare nuovo impulso all'attività economico-turistica del capoluogo valdostano. «La situazione del piccolo commercio – spiega Flavio Martino, presidente di Confesercentiè critica. I saldi non stanno andando per niente bene. Inoltre in questi ultimi anni con il diminuire dei margini di redditività dei singoli esercizi si è aggravata la problematica degli affitti, onere sempre più pesante nei bilanci delle piccole aziende commerciali». «In merito poi alla presenza degli esercizi commerciali nei centri storici – sottolinea Martino - si deve fare una seria riflessione. Occorre intervenire, ad esempio, sulle tasse comunali. In questo momento gli affitti sono troppo alti». E cresce così il fenomeno del franchising. «Per molti piccoli commercianti – prosegue Martino- si tratta di una vera e propria ancora di salvezza, soprattutto ora che esiste una legge che ha ben definito diritto e doveri di entrambe le parti. L’unico aspetto negativo è il rischio che nel centro storico di Padova e di Aosta finiscano per esserci gli stessi negozi. Bisognerebbe individuare strumenti adatti a favorire gli esercizi che promuovono la tipicità». Preoccupato anche Giuseppe Sagaria, vicepresidente di Ascom-Confcommercio. «Inutile girarci intorno – osserva – i saldi non stanno andando secondo le aspettative degli esercenti. La gente non si fa vedere in negozio. Chi un tempo aspettava i saldi per spendere ora preferisce risparmiare per coprire altre spese. I magazzini così restano pieni». Sagaria, da poco eletto nel direttivo della Chambre, confida nell’impegno dell’ente a favore del progetto del «Centro commerciale naturale» su cui però deve ancor aessere definita una tempistica precisa. «Anche il nuovo regolamento sui Dehors – prosegue - approvato dal Consiglio comunale del capoluogo regionale ci trova concordi». I numeri messi a disposizione da Unioncamere non sembrano ancora evidenziare un’emorragia significativa. Il saldo tra imprese registrate e cessate è pari a –1,55%, quasi perfettamente in linea con la media italiana del –1,50%. «E’ chiaro però – conclude Sagaria – che chi decide di aprire un’attività in questa particolare congiuntura deve davvero fare molto bene i suoi conti. Io sarei molto cauto».

7 maggio 2008

Le associazioni di categoria giudicano i provvedimenti della Giunta Caveri (2)

Le categorie economiche promuovono a pieni voti i Saveurs du Val d’Aoste ipotizzando positive ricadute sia per il settore del commercio che per quello del turismo. Sia Ascom che Confesercenti si esprimono positivamente sul contrassegno di qualità. «Da tempo – osserva il direttore di Confesercenti Paola Gottardiriteniamo che tutto ciò che può sviluppare il turismo nella nostra regione vada anche a tutela degli esercenti e da tempo sosteniamo la necessità di dare il via ad iniziative per valorizzare la produzione e la commercializzazione dei prodotti tipici locali ritenendo così di rafforzare l’appetibilità turistica della nostra regione».
Per Confesercenti tuttavia è però venuta a mancare in questa legislatura la volontà di mettere mano alla legge 6 del 2001 che riformava l’organizzazione turistica regionale. «Occorre una legge più innovativa e maggiormente concertata» ha precisato Gottardi.
Per Giuseppe Sagaria, vicepresidente di Ascom-Confcommercio, il settore invece attende una parola definitiva in merito alla normativa che disciplina i pubblici esercizi, in particolare bar e ristoranti. «E’ un vuoto che deve essere colmato». Giudizi complessivamente positivi arrivano dal mondo agricolo. Per Giuseppe Balicco, presidente di Coldiretti, la Giunta regionale ha operato bene. «Fra gli interventi di particolare utilità – sottolinea il presidente – ricordo l’intervento da parte dell’amministrazione regionale per sbloccare i ritardi nei pagamenti da parte dell’Agea attraverso la creazione dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura. La Regione in quell’occasione anticipò una somma pari a sette milioni». Per Coldiretti è poi apprezzabile l’intera impalcatura del Piano di sviluppo rurale che ha, in massima parte, tenuto conto delle indicazioni dell’associazione. «In tutta sincerità – conclude Balicco – sono convinto che alla Regione non si possa chiedere di più. Anche potendo aprire completamente il libro dei sogni bisogna ricordare che molti interventi su cui la volontà politica potrebbe esprimersi positivamente sono vanificati dalle normative comunitarie».
Particolarmente variegata la posizione delle associazioni del settore artigiano. In particolare sulla legge 6/2003 che disciplina gli «Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali ed artigiane» si registrano alcuni distinguo. Per Aldo Zappaterra, direttore di Confartigianato, rimane il giudizio negativo in merito alle prime modifiche apportate dall’Assessorato alle Attività Produttive, che portarono a tagli particolarmente pesanti per il settore in materia di contributi. «Sembrava quasi una punizione. – sottolinea Zappaterra – Anche perché i tagli colpirono soltanto il nostro settore da un giorno all’altro». Più conciliante Cesare Grappein, presidente di Cna, che preferisce sottolineare la positivività del successivo parziale ritorno sui propri passi da parte dell’Assessore Leonardo La Torre. Più pragmatico Marino Vicentini, presidente dell’associazioni Artigiani Valle d’Aosta, che evitando di commentare gli sviluppi della vicenda, suggerisce la necessità di «riporre mano alla legge in maniera corposa». Soddisfatti sia Grappein che Vicentini in merito all’aumento, dal 50 al 75%, dell’abbattimento del tasso di interesse riservato ai confidi , indicato nell’ultima legge omnibus, licenziata dall’amministrazione regionale. Soddisfatto invece Zappaterra per l’aumento delle risorse riservate alla formazione professionale degli apprendisti. «Nell’ultimo biennio – precisa – sono cresciute in maniera significativa». Sul fronte dei «desiderata» Zappaterra invece chiede a gran voce «una maggior semplificazione degli adempimenti burocratici». Grappein invece auspica la concessione di contributi anche per le certificazioni obbligatorie come la Soa, particolarmente impegnative per le microaziende valdostane, e che, all’interno delle procedure di appalto, si tenga in maggior considerazione il criterio della sede legale regionale e il fatto di occupare personale residente in Valle d’Aosta. Vicentini ritiene infine necessario adeguare la legge 75/1990 «Adesione della Regione al Consorzio Garanzia Fidi tra esercenti le libere professioni in Valle d'Aosta. Interventi a favore dei Consorzi Garanzia Fidi» al nuovo scenario delineato da Basilea 2. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 30 aprile 2008)

22 dicembre 2007

Imprese valdostane: più luci che ombre

Sono stato intervistato da Flavio Martino per la rivista «Détaillants Montagnards» di Confesercenti. Il numero è in distribuzione in questi giorni. Per chi non lo ricevesse, in un impeto di narcisismo, propongo il testo della chiaccherata fatta con il Presidente di Confesercenti.


Da diversi anni, anche per conto del più autorevole quotidiano economico nazionale (il Sole 24ore), ti occupi delle problematiche delle imprese valdostane e della nostra economia - senza dimenticare la lunga inchiesta che stai dedicando sul Corriere della Valle dal titolo “Viaggio fra chi fa impresa in Valle d’Aosta”- dalla tua finestra privilegiata, che idea ti sei fatto dei vizi e delle potenzialità della nostra Regione?
Ho tracciato i profili di una trentina di aziende in questi ultimi mesi e posso dire che l’imprenditoria valdostana presenta molte più luci che ombre nonostante stiamo appena uscendo da una congiuntura difficile. Ci sono imprenditori che sanno cosa significa competere. Tuttavia il sistema non sempre li aiuta. Alcuni si sentono soffocati da un eccesso di burocrazia. Talvolta perfino superiore a quello comunitario. Tuttavia ultimamente la giunta regionale ha dato alcuni segnali a mio avviso positivi. La cessione delle aree a Thermoplay, Gps e Mdm è un giusto riconoscimento per realtà imprenditoriali sane, radicate sul territorio e che portano il savoir faire industriale valdostano sui mercati internazionali.


Tutti dicono che le imprese valdostane sono troppo piccole e che devono ingrandire le loro dimensioni per essere competitive sul mercato globale: siccome non esistono bacchette magiche tu che idee ti sei fatto in merito? Come possono crescere le imprese?
Ho potuto analizzare in alcune sue parti lo studio Ambrosetti, commissionato alcuni mesi fa dalla giunta regionale. Sono due i punti a mio avviso fondamentali individuati dalla società milanese: il favorire insediamenti di enti scientifici e poli tecnologici con il conseguente sviluppo di competenze locali e la promozione di consorzi di aziende locali e attività di rete. Innovare e mettere il maggior numero di servizi in rete e, dove possibile, favorire la fusione tra le aziende. In alcuni settori è una strada obbligata, pena l’implosione.


Supposto che anche tu sia tra quelli che pensano che la Regione (e la pararegione) deve gestire di meno e governare di più cosa pensi si debba fare per raggiungere questo obiettivo? Che futuro abbiamo?
Montezemolo parla di “neostatalismo municipale”. Io non sono un fan delle privatizzazioni ad ogni costo. Tuttavia occorre molta onestà intellettuale e valutare in quali settori le partecipate regionali finiscono per fare concorrenza sleale ai privati.


Da qualche tempo hai lanciato un tuo blog “www.impresavda.blogspot.com” come è nata questa idea? Che obiettivi ti sei posto?
Prima di tutto volevo sperimentare un nuovo strumento di comunicazione, poi si è fatta sempre più forte l’idea di creare un luogo dove sia possibile ragionare in modo permanente su cosa significhi fare impresa. L’ambizione più grossa è realizzare un primo esempio di rete virtuosa fra gli imprenditori attraverso un confronto mi auguro il più possibile costruttivo.
 

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