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9 marzo 2015

#ExpoVda: #LaTorre si è dimesso

Leonardo La Torre
Non ho fatto in tempo su questo blog a scrivere di ExpoVda che...


DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DI EXPO VDA

Queste le dichiarazioni del Presidente della società Expo VdA, Leonardo La Torre, che in data odierna ha rimesso le dimissioni dalla carica.

Meglio chiarirsi subito.

Con riferimento alla conferenza stampa di giovedì 5 marzo in cui, in qualità di Presidente del Consiglio di amministrazione della Società Expo VdA SpA, presentavo alla stampa valdostana i primi sessanta giorni di attività della società stessa, venuto a conoscenza delle valutazioni negative sul lavoro da me sin qui svolto espresse dall’Assessore al turismo, Aurelio Marguerettaz, sottolineate da pesanti commenti sulla mia persona da parte del Segretario particolare, Jean Barocco, appare evidente il venir meno di un rapporto di serena collaborazione e reciproca fiducia costruttiva.

Dato atto che l’Assessorato al turismo rappresenta di fatto l’azionista della società Expo VdA e che non potendo io cambiare la proprietà, è d’obbligo, vista l’incompatibilità creatasi, il ritiro immediato della mia disponibilità a proseguire nella carica di Presidente della società e di membro del Consiglio di Amministrazione, rassegnando le mie dimissioni irrevocabili da tali incarichi.

Certo di aver risolto sul nascere il conflitto insorto all’Assessorato al turismo di gestire come meglio crede la società, magari dando valore alle suggestioni dell’emerito professor Jean Barocco. Ricordo solo che non tutti sono obbligati a sottostare al vecchio gioco della politica delle due facce, quella davanti e quella dietro.

Ringrazio, comunque, l’Assessorato perché l’occasione mi consente anche di definire con me stesso una questione etico-morale che generava numerose perplessità sull’opportunità che una persona rinviata a giudizio potesse gestire soldi pubblici o ruoli strategici nel rispetto della sua dignità e dell’opinione pubblica senza commettere un gesto di arroganza politica.

Bene, oggi il problema è risolto.

Colgo l’occasione per ringraziare il collega Cognetta per la serietà professionale e la capacità operativa e la dott.ssa Riccardi per la preziosa collaborazione. Ringrazio, inoltre, i colleghi dott. Fabiano, Vagneur, Lunardi e Nogara per lo straordinario impegno al di là di ogni orario, dimostrando quanta capacità e voglia di lavorare esista ancora in questa straordinaria regione che è la Valle d’Aosta. Resto a completa disposizione per il passaggio delle consegne per non creare la minima disfunzione all’importante lavoro della società Expo VdA Spa.”


11 aprile 2014

Consiglio Regionale (81): le ultime sedute

Leonardo La Torre
Il Consiglio regionale di oggi (prossima seduta il 23 e il 24 aprile) si trova tutto in un link.

Mi auguro che la prossima seduta sia comunque decisiva...

Segnalo anche i link alle precedenti sedute in quanto su questo versante ho perso qualche colpo.
Non tutto era economico ma cosa c'è di più economico dell'esistenza oppure no di una maggioranza?

Ecco gli altri link

7 aprile

2-3 aprile

26-27 marzo

11-12 marzo

26 luglio 2012

Consiglio Regionale (52): I Temi Economici dell'Ultima Seduta

Il nuovo Assessore al Bilancio Leonardo La Torre
I temi economici dell'ultima seduta del Consiglio regionale del 25 e 26 luglio. Davvero tanti i temi di interesse. A partire dall'elezione del nuovo Assessore al Bilancio, Leonardo La Torre.

La società Cogne Acciai Speciali è stata al centro di un'interrogazione posta dalla Consigliera Carmela Fontana, capogruppo del PD.

Il Vicepresidente del Consiglio Valle, Albert Chatrian (Alpe), ha illustrato un'interpellanza relativa alle prospettive di nuovi insediamenti produttivi nell'area ex Tecdis di Châtillon.

La Consigliera e capogruppo del PD, Carmela Fontana, ha illustrato un'interpellanza sugli interventi per il rilancio dell'attività produttiva della Verrès spa.

Il tema delle concessioni di derivazione d'acqua a uso idroelettrico è stato affrontato da un'interpellanza del Consigliere Roberto Louvin (Alpe).



Con 27 voti a favore e 5 astenuti (Alpe), il Consiglio regionale ha approvato l'acquisizione da parte della società Vallée d'Aoste Structure di una serie di terreni e immobili industriali di proprietà della Sima spa, partecipata al 49 per cento da Finaosta e al 51 per cento da Heineken.


Con 25 voti a favore e 7 astensioni (Alpe e PD), il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge che reca disposizioni in materia di pianificazione energetica, di promozione dell'efficienza energetica e di sviluppo delle fonti rinnovabili.


Con 26 voti a favore e 8 contrari, il Consiglio regionale ha approvato il programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2012-2014. Il piano prevede interventi per 559 milioni 616 mila euro, suddivisi in tre grandi settori: le infrastrutture incidono per 345 milioni 420 mila euro, il territorio e l'ambiente per 178 milioni 700 mila, il turismo e i beni culturali per 35 milioni 496 mila euro. In particolare vengono impegnati 109 milioni 180 mila euro per l'assetto idrogeologico dei bacini montani, un milione 320 mila per la manutenzione stabili, 186 milioni 735 mila per le opere edili, 71 milioni 820 mila per le opere idrauliche, 180 milioni 525 mila per le opere stradali, 480 mila per la pianificazione agricolo-territoriale e strutture aziendali, 9 milioni 556 mila per il restauro e valorizzazione.


Con 21 voti a favore, 9 contrari, 3 schede nulle e 1 bianca, il Consigliere Leonardo La Torre (Fédération Autonomiste) è stato eletto Assessore regionale al bilancio, finanze e patrimonio. La sua elezione chiude l'interim del Presidente della Regione che dall'8 febbraio 2012 aveva assunto le funzioni assessorili a seguito delle dimissioni rassegnate dal Consigliere di FA, Claudio Lavoyer.


Il Consigliere Raimondo Donzel (PD) ha posto l'attenzione dell'aula sui lavoratori delle società partecipate della Regione e i particolare sulla possibilità di consentire loro di poter beneficiare della regolare retribuzione.


Il problema legato all'estorsione è stato sollevato dal Consigliere del gruppo Alpe, Alberto Bertin, che con un'interpellanza ha voluto avere notizie circa la conclusione dell'inchiesta su presunti tentativi che si sono verificati in Valle d'Aosta.


Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin (UV), ha illustrato in aula la relazione annuale 2011 sul controllo strategico e di gestione, prevista dalla legge regionale n. 30/2009, che ha introdotto meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attività svolta dalle amministrazioni pubbliche.


Il Consiglio regionale ha discusso una risoluzione proposta dal gruppo Alpe riguardante l'incarico, affidato il 20 luglio 2012 dalla Giunta regionale, a Finaosta per reperire i fondi necessari al finanziamento del piano di sviluppo della società Casinò de la Vallée spa, mediante l'utilizzo della liquidità della Compagnia valdostana delle acque. L'iniziativa, che impegnava la Giunta ad informare la Commissione consiliare competente entro 48 ore sui contenuti, i presupposti normativi specifici, le garanzie e le finalità dell'operazione, nonché a richiedere con urgenza un motivato avviso alla Sezione di controllo della Corte dei conti, è stata respinta, con votazione a scrutinio segreto, con 21 voti contrari e 12 a favore.







10 novembre 2008

Fiera di Sant'Orso tutto come prima: soddisfatto il mondo artigiano

L’edizione 2009 della Fiera di Sant’Orso non vedrà applicate le nuove regole, volute dall’assessore Leonardo La Torre (Fédération Autonomiste), ma si rifarà alle indicazioni già da tempo note dell’edizione 2008 (oltre 1000 espositori e un giro di affari di circa due milioni). La Giunta, su proposta dell’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret (Uv), ha infatti approvato la sospensione, sino a nuova determinazione della stessa giunta regionale, della deliberazione n. 2807/2007 sull’elenco aggiornato delle lavorazioni e degli oggetti artigianali ammissibili, ai sensi della legge regionale n. 2/2003 concernente «Tutela e valorizzazione dell’artigianato valdostano di tradizione». (Chi vuole leggersi le puntate precedenti clicchi qui). «L’obiettivo – si legge nella delibera - è di prevedere, in considerazione dell’importanza delle scelte da assumere, ulteriori opportune attività di ricerca e di confronto tra i soggetti coinvolti al fine di pervenire all’elaborazione di una proposta il più possibile coordinata e condivisa, utile a definire complessivamente le caratteristiche del prodotto artigianale della Valle d’Aosta da tutelare e da promuovere attraverso azioni che valorizzino sia i canoni della tradizione che le caratteristiche della qualità artistica». La nuova Giunta ha accolto le numerose perplessità sollevate dagli artigiani, che si erano riuniti in un Comitato spontaneo Fiera di Sant’Orso per far meglio conoscere i motivi della loro protesta, in merito all’impatto che le nuove disposizioni avrebbero avuto sui diversi settori produttivi dell’artigianato regionale. Del resto l’Assessore Ennio Pastoret già al momento del suo insediamento era stato molto chiaro evidenziando la necessità di un’applicazione di buon senso del provvedimento. «Non c’è niente di immutabile a questo mondo. Oggi c’è un quadro regolamentale sul quale tenere aperti i canali della riflessione e del confronto. L’artigianato tradizionale va difeso senza penalizzarlo troppo. Tuttavia dobbiamo vigilare sul fatto che non appena perdiamo il contenuto del brand – che l’artigianato tradizionale porta con sé - apriamo le porte alla possibilità di avere Taiwan che produce oggetti di artigianato tradizionale. E così il non avere previsto delle regole, per quanto condivise con dei limiti precisi, ci metterebbe in una condizione di cui pagherebbero le conseguenze gli stessi artigiani». Soddisfazione nel mondo artigiano. Dario Coquillard che si occupa del settore seriale evidenzia come nessuno degli artigiani che si è detto contrario alle regole voglia snaturare la tradizione. «Siamo perfettamente consci che dobbiamo tutelarci . Tuttavia riteniamo anche fondamentale che si apra un dialogo vero fra amministrazione regionale e mondo artigiano. Una situazione che, purtroppo, non si è mai verificata con la passata gestione. Molti provvedimenti sono stati decisi con davvero poco confronto con il mondo artigiano che inevitabilmente ha una migliore conoscenza di quali sono le difficoltà del settore o gli impedimenti ad applicare determinate regole. Penso,ad esempio, alla difficoltà del reperimento delle materie prime. Trovare noce nostrano con determinate caratteristiche è sempre più difficile. Vediamo anche con favore il coinvolgimento dell’Ivat in grado di offrire la propri competenza rispetto ai principi di salvaguardia della tradizione e di sviluppo delle capacità imprenditoriali dell’intero settore». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Ermanno Bonomi, un altro dei componenti del Comitato. «La sospensione della delibera ridà speranza al nostro settore che st afronteggiando un aforte recessione economica. La possibilità di coinvolgere il comparto in scelte che ridisegneranno l'artigianato per i prossimi anni a venire riporta fiducia all'articolato mondo artigiaano anche se la preoccupazione per la fase delicata rimane». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 29 ottobre 2008)

31 maggio 2008

Spunti di riflessione - 26: Elezioni regionali in Valle d'Aosta: Capacità di ascolto e idee di futuro

Propongo il consueto editoriale pubblicato questa settimana sul Corriere della Valle d'Aosta.


I più stupiti del successo elettorale sembravano proprio gli unionisti. E in parte è comprensibile. Da un lato c’era il timore che l’onda lunga del Pdl sommergesse anche la Valle. Dall’altra non riuscivano a capire quanto fosse il peso della dissidenza unionista e fin dove potesse arrivare l’Alleanza progressista autonomista.
Il risultato finale sarà il Consiglio più regionalista nella storia di questa regione. Ben 22 consiglieri contando i 17 dell’Uv e i 5 di Vda Vive e Renouveau.
Oltre naturalmente agli autonomisti di scuola Dc, cioè la Stella Alpina, e alla Fédération autonomiste che porta in Consiglio regionale Claudio Lavoyer (un tempo Adp) e Leonardo La Torre (in passato sindaco socialista di Aosta). Per le forze nazionali lo spazio è esiguo: quattro seggi al Pdl e tre al Pd. L’Arcobaleno è ko. Il Centro autonomista insomma ha ricevuto un mandato ampio con il 61,94% dei consensi e con l’indicazione cristallina (le oltre 13.000 preferenze a Augusto Rollandin) di chi dovrà presiedere il futuro Governo regionale. Quasi che l’elettore volesse invitare il mouvement ad evitare le lacerazioni e le tensioni che portarono alla nascita della Giunta guidata da Carlo Perrin con tutto quello che ne seguì.
Ora però è giunto il momento di mettersi al lavoro. La scorsa settimana, in uno scritto che ho scoperto apprezzato, ho sviluppato alcune riflessioni sull’attività del futuro Consiglio regionale, in particolare della Giunta. Oggi voglio principalmente limitarmi a fare ai 35 consiglieri i miei migliori auguri di buon lavoro.
Un’unica annotazione. Rollandin nelle varie interviste rilasciate ha sottolineato l’importanza del
saper ascoltare e del dare risposte alla gente nel più breve tempo possibile. Una capacità di decidere che parte, però, da una conoscenza approfondita del problema attraverso i suoi protagonisti. Mi sembra un modus operandi apprezzabile. Credo, però, che accanto alla risoluzione dei tanti problemi contingenti occorra anche individuare una vocazione, un’idea di futuro per questa regione. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 29 maggio 2008)

24 maggio 2008

I liquoristi contestano la sospensione dell'esenzione fiscale

«Mediamente tra un prodotto a tassa pagata ed uno senza accisa c’è una differenza di almeno due euro». Nicola Rosset, a.d. della Saint-Roch e referente di Confindustria Valle d’Aosta per il settore liquori, non ci sta e contesta le motivazioni che hanno portato alla sospensione in Valle d'Aosta, a partire dal 30 aprile, del meccanismo di esenzione fiscale per le ditte che importano o producono alcol, zucchero e birra. «La sospensione temporanea – aveva spiegato l'assessore regionale alle attività produttive, Leonardo La Torre - è stata decisa per capire come mai i prodotti arrivano al consumatore finale senza evidenti vantaggi di prezzo, è necessario studiare nuovi meccanismi che consentano a tutti i valdostani di beneficiare di questa opportunità offertà». Rosset, in via riservata, ci mostra anche una tabellina dove sono riportati alcuni dati sensibili della sua attività commerciale e che mettono in evidenza la maggior convenienza dei prodotti commercializzati sul territorio regionale. Ma come è possibile che le parti siano così distanti? Va premesso che il ddl non è mai piaciuto ai diretti interessati. Le sezioni valdostane di Confindustria, Confcommercio e Confesercenti, già due anni fa’, avevano bocciato all’unisono con un documento unitarioil disegno di legge regionale, appena approvato dal Consiglio. Pur condividendo la necessità di disciplinare ex novo una materia sino ad ora normata da una legge del 1949 (n.623 «Concessione alla Valle d’Aosta dell’esenzione fiscale per determinate merci e contingenti») ed un successivo regolamento del 1973, si sono fortemente dette critiche nei confronti di un ddl nato, «con una scarsa consultazione dei destinatari della norma» (imprese di produzione, grossisti e commercianti) tanto da essere arrivate pochi giorni prima della presentazione del disegno di legge in Consiglio regionale a chiederne il ritiro «in modo da poterlo rielaborare, con spirito di collaborazione e con serenità, per giungere ad un testo condiviso che, tutelando i consumatori e l’Amministrazione regionale, sia applicabile dalle imprese». Il tavolo di concertazione non è mai stato avviato e le successive delibere hanno perpetrato un meccanismo ritenuto dalle imprese troppo oneroso richiedendo una gestione separata dei prodotti in esenzione. «Ma non solo – prosegue Rosset – la Regione non ha mai attivato dei controlli seri sulla rete commerciale e, soprattutto, non ci ha mai messo a disposizione la pagina web per facilitare la comunicazione dei dati come previsto dalla legge». Lo scontro si è poi acuito con i risultati dello studio, predisposto da Finaosta, per valutare la «prima applicazione di sistemi di monitoraggio della gestione dei generi contingentati previsti dalla legge 16/2006» in base al quale i prezzi dei prodotti che godono dell’esenzione non sono inferiori ai prezzi di prodotti identici venduti senza esenzione fiscale sia in Valle d’Aosta che in Italia. «Sono due le considerazioni da fare: prima di tutto che la ricerca sostiene che la differenza di prezzo deve essere pari all’accisa e questo non è assolutamente scritto nella legge. Anzi le imprese avrebbero dovuto poter recuperare sul valore dell’accisa eventuali oneri aggiuntivi derivanti dall’applicazione della legge». «Inoltre – conclude Rosset – le rilevazioni sono state fatte su campioni molto limitati, senza medie ponderate e, soprattutto, non fra esercizi omogenei. Ho personalmente rilevato alcuni prezzi presso l’ipermercato Gros Cidac di Aosta dai quali emerge chiaramente come il consumatore finale che acquisti i medesimi prodotti in esercizi commerciali omogenei, ad esempio ipermercati, usufruisce di notevoli vantaggi». Difficoltà che però non dovrebbero comunque minare il buon momento del settore. Il comparto dei liquori prevede nel prossimo triennio di crescere di circa il 42%: dai 31 del 2007 ai 44 ipotizzati nel 2010. Il rischio è che la sospensione fino a fine anno potrebbe slittare e a quel punto a rimetterci potrebbero essere principalmente i consumatori. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 21 maggio 2008)

22 maggio 2008

Federico Jacquin confermato alla guida del Confidi Industriali

Federico Jacquin, giovedì scorso, è stato confermato presidente del Confidi Industriali. Con lui nel direttivo Flavio Bertino, Giuseppe Bordon, Giulio Grosjacques, Alfredo Lingeri, Roberto Mussino, Paolo Musumeci, Pierre Noussan e Nicola Rosset. Durante l’Assemblea, alla quale sono intervenuti il Presidente della Giunta Luciano Caveri e gli assessori Aurelio Marguerettaz (Bilancio) e Leonardo La Torre (Attività Produttive), Jacquin ha informato l’assemblea che l’annunciata fusione con «Fidindustria Biella» è sfumata. «Dopo attenta valutazione, - ha spiegato il Presidente - l’operazione di fusione non si è concretizzata in quanto non c’erano le condizioni ambientali e finanziarie, ma soprattutto sono sopravvenute importanti novità legislative che hanno profondamente cambiato il quadro di riferimento in cui operano i confidi». Jacquin come sempre ha fotografato lo stato di salute del Consorzio che nel 2007 ha fatto registrare un forte incremento dello stock dei finanziamenti complessivi, facendo registrare al 31 dicembre 2007 quota 79,2 milioni contro i 68 dell’anno precedente, di cui €40,3 milioni per fidi a breve (€32,8 milioni nel 2006) e €38,9 milioni per mutui (€35,2 milioni nel 2006). Le pratiche deliberate nel 2007 sono state 384 (compresi i rinnovi), di cui 76 relative ad operazioni a medio/lungo termine, per un totale complessivo di €39,1 milioni di fidi garantiti. «Il patrimonio del consorzio al 31 dicembre 2007 – ha sottolineato Jacquin - ammonta a 11,0 milioni di euro rappresentato da 0,3 milioni di Fondo consortile, 9,3 di Fondi rischi e 1,4 di Fondi disponibili». «Il consorzio – ha coincluso il confermato Presidente - è intervenuto nel corso del 2007 a copertura di insolvenze per € 139.000. Nel corso del 2007 ci sono stati altresì € 106.000 di recuperi per contenzioso pregresso, per cui le perdite effettive sono state € 33.000 pari allo 0,10% delle garanzie in essere (0,56% nel 2006)». (Pubblicato sul Corriere della Valle del 22 maggio 2008)

7 maggio 2008

Le associazioni di categoria giudicano i provvedimenti della Giunta Caveri (2)

Le categorie economiche promuovono a pieni voti i Saveurs du Val d’Aoste ipotizzando positive ricadute sia per il settore del commercio che per quello del turismo. Sia Ascom che Confesercenti si esprimono positivamente sul contrassegno di qualità. «Da tempo – osserva il direttore di Confesercenti Paola Gottardiriteniamo che tutto ciò che può sviluppare il turismo nella nostra regione vada anche a tutela degli esercenti e da tempo sosteniamo la necessità di dare il via ad iniziative per valorizzare la produzione e la commercializzazione dei prodotti tipici locali ritenendo così di rafforzare l’appetibilità turistica della nostra regione».
Per Confesercenti tuttavia è però venuta a mancare in questa legislatura la volontà di mettere mano alla legge 6 del 2001 che riformava l’organizzazione turistica regionale. «Occorre una legge più innovativa e maggiormente concertata» ha precisato Gottardi.
Per Giuseppe Sagaria, vicepresidente di Ascom-Confcommercio, il settore invece attende una parola definitiva in merito alla normativa che disciplina i pubblici esercizi, in particolare bar e ristoranti. «E’ un vuoto che deve essere colmato». Giudizi complessivamente positivi arrivano dal mondo agricolo. Per Giuseppe Balicco, presidente di Coldiretti, la Giunta regionale ha operato bene. «Fra gli interventi di particolare utilità – sottolinea il presidente – ricordo l’intervento da parte dell’amministrazione regionale per sbloccare i ritardi nei pagamenti da parte dell’Agea attraverso la creazione dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura. La Regione in quell’occasione anticipò una somma pari a sette milioni». Per Coldiretti è poi apprezzabile l’intera impalcatura del Piano di sviluppo rurale che ha, in massima parte, tenuto conto delle indicazioni dell’associazione. «In tutta sincerità – conclude Balicco – sono convinto che alla Regione non si possa chiedere di più. Anche potendo aprire completamente il libro dei sogni bisogna ricordare che molti interventi su cui la volontà politica potrebbe esprimersi positivamente sono vanificati dalle normative comunitarie».
Particolarmente variegata la posizione delle associazioni del settore artigiano. In particolare sulla legge 6/2003 che disciplina gli «Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali ed artigiane» si registrano alcuni distinguo. Per Aldo Zappaterra, direttore di Confartigianato, rimane il giudizio negativo in merito alle prime modifiche apportate dall’Assessorato alle Attività Produttive, che portarono a tagli particolarmente pesanti per il settore in materia di contributi. «Sembrava quasi una punizione. – sottolinea Zappaterra – Anche perché i tagli colpirono soltanto il nostro settore da un giorno all’altro». Più conciliante Cesare Grappein, presidente di Cna, che preferisce sottolineare la positivività del successivo parziale ritorno sui propri passi da parte dell’Assessore Leonardo La Torre. Più pragmatico Marino Vicentini, presidente dell’associazioni Artigiani Valle d’Aosta, che evitando di commentare gli sviluppi della vicenda, suggerisce la necessità di «riporre mano alla legge in maniera corposa». Soddisfatti sia Grappein che Vicentini in merito all’aumento, dal 50 al 75%, dell’abbattimento del tasso di interesse riservato ai confidi , indicato nell’ultima legge omnibus, licenziata dall’amministrazione regionale. Soddisfatto invece Zappaterra per l’aumento delle risorse riservate alla formazione professionale degli apprendisti. «Nell’ultimo biennio – precisa – sono cresciute in maniera significativa». Sul fronte dei «desiderata» Zappaterra invece chiede a gran voce «una maggior semplificazione degli adempimenti burocratici». Grappein invece auspica la concessione di contributi anche per le certificazioni obbligatorie come la Soa, particolarmente impegnative per le microaziende valdostane, e che, all’interno delle procedure di appalto, si tenga in maggior considerazione il criterio della sede legale regionale e il fatto di occupare personale residente in Valle d’Aosta. Vicentini ritiene infine necessario adeguare la legge 75/1990 «Adesione della Regione al Consorzio Garanzia Fidi tra esercenti le libere professioni in Valle d'Aosta. Interventi a favore dei Consorzi Garanzia Fidi» al nuovo scenario delineato da Basilea 2. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 30 aprile 2008)

4 maggio 2008

Aosta si propone come «villaggio globale» delle energie rinnovabili

Tutto è pronto per la seconda edizione di Rigenergia, la fiera/convegno sulle energie rinnovabili, il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni nelle zone di montagna, organizzata dalla Chambre valdôtaine e dalla Regione Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Istituto per il commercio estero-ICE.
Da giovedì prossimo, 8 maggio, la tensostruttura allestita in Piazza Plouves ospiterà espositori, convegni, aule didattiche e laboratori. Ricorrendo all’eloquenza dei numeri Rigenergia significa 3000 metri quadrati di esposizione, 80 espositori italiani e internazionali in rappresentanza di oltre 120 marchi di produttori di sistemi per il risparmio energetico, le energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni, 10 eventi in quattro giorni (compresa la proiezione del film Biutiful Cauntri) oltre 20 tra convegni e conferenze e circa 20.000 visitatori attesi.
«Il villaggio sulle migliori esperienze internazionali nel campo delle energie rinnovabili, del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni sta prendendo forma in Piazza Plouves ad Aosta e – spiega il presidente della Chambre Pier Antonio Genestrone tutto sarà pronto per l’8 maggio quando la manifestazione prenderà il via. So che l’occupazione della Piazza con una tensostruttura così imponente potrà creare qualche malumore, ma il grande afflusso di visitatori che ci attendiamo credo che potrà controbilanciare questa situazione di disagio». «Rispetto alla passata edizione – aggiunge Genestrone – quest’anno lo sforzo è stato enormemente superiore, come testimoniano i numeri che accompagneranno Rigenergia. Oltre alla fiera, che raccoglie i migliori marchi in materia di energie rinnovabili e risparmio energetico, è stata prevista una serie di eventi che accompagnerà la manifestazione nei quattro giorni di fiera».
In particolare, l’area espositiva è stata studiata per ospitare insieme agli 80 espositori, anche un tecnocamp, uno stand per la didattica energetica ed un laboratorio. Mentre il programma sarà completato dalla proiezione di un film e dalla consegna dei premi Rigenergia agli istituti superiori e ai laureandi.

Il Tecnocamp
Una sorta di sala conferenze che sarà operativa già giovedì mattina 8 maggio quando, a partire dalle 10, si svolgerà il seminario sui Programmi Europei e strumenti regionali a supporto delle imprese nel settore dell’Energia.Nel pomeriggio, alle 15, avrà luogo invece la cerimonia inaugurale di Rigenergia, nel corso della quale interverranno il presidente Genestrone, il presidente della Regione Luciano Caveri, gli assessori regionali Leonardo La Torre e Laurent Viérin e il direttore Scientifico del Kyoto Club Gianni Silvestrini. A seguire, si alterneranno tutti i giorni ogni ora, dalle 9 alle 19, relazioni e approfondimenti sui temi del risparmio energetico e delle energie rinnovabili.
In questo calendario, l’unica eccezione è rappresentata dal Brockerage event che venerdì 9, dalle 9 alle 14, trasformerà il tecnocamp in una Borsa internazionale della cooperazione, strutturata per far incontrare tra loro le imprese, con l’obiettivo di favorire la nascita di collaborazioni scientifiche e commerciali.

La didattica energetica
Si tratta di un percorso didattico-espositivo interattivo, che vedrà circa mille bambini e ragazzi delle scuole valdostane impegnati nella scoperta dei temi riguardanti l'energia, le fonti energetiche rinnovabili e non rinnovabili, il risparmio energetico e i materiali da costruzione naturali.
Questi argomenti verranno trattati anche attraverso l'illustrazione di impianti mobili per la produzione di energia rinnovabile e strumenti didattici appositamente concepiti per lo scopo.
Lungo il percorso espositivo saranno sviluppate, soprattutto attraverso l'utilizzo di modelli ed esempi reali, le seguenti tematiche: l'energia solare: pannelli solari termici, pannelli fotovoltaici, serra solare, forno a concentrazione; l'energia eolica: ventola per la produzione di energia elettrica; l'energia idroelettrica: modellino di centrale idroelettrica; l'energia dall'atomo: cella a idrogeno; l'energia da biomasse: materiali combustibili e tecnologie; il risparmio energetico: materiali isolanti, esempi di applicazioni (sezioni di pareti, ..).

Il laboratorio
E’ uno spazio ludico-ricreativo per i più piccini, i quali saranno guidati nella realizzazione con cubetti di Ecomais dei protagonisti della «Fattoria dei rinnovabili», ossia i piccoli fantastici animaletti che aiuteranno i bambini ad avvicinarsi alle energie rinnovabili.

Il Film
Alle 21 di venerdì 10, il Théâtre de la ville di Aosta ospiterà la proiezione del film «Biutiful Cauntri», cui farà seguito un incontro-dibattito con la regista Esmeralda Calabria. La trama: allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche. Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio. Siamo in Italia, nella regione Campania dove sono presenti 1200 discariche abusive di rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole. Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un'attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.

La premiazione
Il Premio Nazionale Rigenergia 2008 per Progetti di Tesi di Laurea specialistica sulle fonti rinnovabili e l'uso razionale dell'energia e il Concorso per gli Istituti Superiori della Valle d'Aosta finalizzato a promuovere una cultura del risparmio energetico già a partire dalle nuove generazioni saranno aggiudicati nel corso di una cerimonia in programma alle ore 10 di sabato 10 maggio al Théâtre de la ville di Aosta. Il premio assegnerà tre borse di studio da seimila euro, mentre il concorso premierà con assegni di vari importi i migliori Istituti i cui elaborati sono stati selezionati da una giuria di tecnici.

21 marzo 2008

Valle d'Aosta: per l'industria piano strategico da 160 milioni di euro

La Valle d’Aosta ha il suo piano strategico regionale di posizionamento e sviluppo del territorio. Il Comitato di pilotaggio (presieduto dall’Assessore alle Attività Produttive Leonardo La Torre) ha dato la scorsa settimana il suo ok al progetto elaborato dalla Società Ambrosetti di Milano, incarico finanziato nel quadro del Programma operativo regionale «Competitività regionale 2007/2013» e cofinanziato dall’Unione europea attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale. Unica incognita, per ora, l’ammontare della dotazione finanziaria complessiva su cui si dovrà esprimere nei prossimi giorni la Giunta regionale guidata da Luciano Caveri. Le prime stime ipotizzano una cifra tra i 120 e i 160 milioni spalmati nel sessennio 2007-2013, di cui il 50% a carico della Regione e il restante 50% dei partners privati che non saranno soltanto valdostani. Le risorse dovranno essere reperite non soltanto all’interno del bilancio regionale, ma anche sui programmi operativi comunitari e statali. Un’operazione delicata anche perché per la sua durata va ad impegnare il futuro governo regionale (in Valle d’Aosta si vota anche il 25 maggio per il rinnovo del Consiglio regionale). Il piano individua per la prima volta un modello di specializzazione produttiva della Valle d’Aosta incentrato su tre obiettivi. Prima di tutto la valorizzazione della specificità ambientale alpina che da «elemento di marginalizzazione» deve trasformarsi in eccellenza e risorsa per lo sviluppo. Poi la focalizzazione di quattro piattaforme tecnologiche regionali (vedi tabella) che permettano di creare la massa critica sufficiente per garantire lo sviluppo orientandosi verso ambiti ad alta intensità di innovazione e valorizzando la qualità degli insediamenti già presenti sul territorio. Quattro gli ambiti individuati: tecnologie per il monitoraggio e la sicurezza del territorio; energie rinnovabili e risparmio energetico; tecnologie per la salvaguardia ambientale e il ripristino di ecosistemi e elettronica, microelettronica, micro robotica e meccatronica. Ambiti nei quali la Valle intende trasformarsi entro il 2015 in una realtà di eccellenza veicolando sul proprio territorio il maggior numero di tecnologi innovative applicate anche in modo sperimentale. «Il modello di trasferimento tecnologico ottimale – spiega l’assessore la Torre – prevede che la predisposizione di progetti e bandi faccia perno sulla domanda di innovazione e ricerca derivante dalle imprese che verranno messe in competizione tramite meccanismi di selezione delle proposte di progetto presentate». «Tale approccio – prosegue La Torre –, oltre a mettere alla guida del processo di sviluppo gli imprenditori stessi e i loro progetti di business, vuole garantire maggiore flessibilità evitando la creazione di sovrastrutture pubbliche». In base all’analisi fatta dal team di professionisti messi a disposizione dalla società milanese il modello «mette in campo le capacità manageriali e strategiche delle imprese coinvolte, si inserisce all’interno di un orientamento strategico definito, richiede un impegno finanziario delle aziende, oltre alla capacità delle stesse di tradurre la ricerca in risultati economici e incentiva alla cooperazione strategica con enti scientifici e università e allo stesso tempo con partner locali e sovra-regionali, dando origine a reti scientifiche e di aziende». Terzo obiettivo del modello di specializzazione definito la qualificazione del tessuto socio-economico regionale puntando a creare prospettive occupazionali qualificate in imprese, università e centri di ricerca e favorendo la diffusione di reti regionali e sovra-regionali di Ricerca e Sviluppo, settore, quest’ultimo, dove dovrebbe aumentare in maniera consistente la disponibilità di risorse regionali. Il piano nel concreto prevede quattro iniziative strategiche di sviluppo del business nelle quattro piattaforme tecnologiche, con il chiaro intento di superare una logica di incentivazione generalista e ricorrendo al meccanismo competitivo della «chiamata di idee», e ventuno iniziative strategiche di sistema finalizzate a creare le condizioni di contesto, ad esempio la predisposizione di pacchetti di attrazione degli insediamenti produttivi tramite l’armonizzazione del sistema degli incubatori d’impresa, la definizione di servizi reali alle imprese, la facilitazione degli insediamenti. Lo studio ipotizza anche l’attivazione di tavoli negoziali a livello centrale per la creazione di un distretto tecnologico. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 19 marzo 2008)

18 marzo 2008

In Valle cresce la rete di distribuzione del metano

Creare una rete di distribuzione di metano per autotrazione sul territorio della Valle d'Aosta. Il progetto potrebbe nascere grazie all’interessamento, stimolato dal governo regionale, della divisione Gas & Power dell'Eni. La società dell’Eni ha individuato 2-3 postazioni possibili dove potrebbe essere commercializzato il metano. Ora però tocca alle compagnie petrolifere titolari delle pompe di benzina interessate valutare la fattibilità dell’operazione. Per l'assessore regionale all'Energia, Leonardo La Torre, si tratta di «un passo avanti per permettere l'accesso a combustibili che, seppure convenzionali, risultano largamente meno inquinanti e sostenendo, al tempo stesso, la politica avviata di riconversione degli autoveicoli in circolazione».
Non va dimenticato che degli oltre 80 mila veicoli circolanti in Valle d'Aosta poco più di 500 funzionano a Gpl o a metano. La proposta di piano di sviluppo del metano per autotrazione è stata affidata alla divisione Gas & Power dell'Eni, una rete di 610 distributori in Italia, che ha inserito nelle ipotesi di fattibilità alcune aree di servizio lungo la Statale 27, l'asse viario principale, oltre che la stazione di rifornimento carburanti nell'area di sosta autostradale di Saint-Vincent. Per La Torre «é tassativo superare le difficoltà strutturali per colmare il divario con altre regioni italiane dove l'utilizzo di carburanti gassosi è in crescita». Un primo obiettivo è rappresentato dallo snodo autoportuale alle porte del capoluogo che presenta le caratteristiche ideali per ospitare il primo distributore per gas metano da autotrazione, in attesa di analisi più approfondite sugli altri siti. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 12 marzo 2008)

14 marzo 2008

La Vallée si prepara a dire addio ai buoni benzina: allo studio lo sconto alla pompa oppure il «buono energia»

Sconto alla pompa (come ha già fatto il Friuli Venezia Giulia) o buono energia sono queste le due possibili soluzioni, allo studio dell’Assessorato alle Attività Produttive, che in un futuro molto prossimo potrebbero sostituire i buoni benzina attualmente utilizzati dai residenti.
Una direttiva dell'Unione europea impone infatti alla Valle d'Aosta di «abolire i buoni per i carburanti in esenzione fiscale», attualmente pari a 0,6768 euro al litro per la benzina e a 0,5076 per il gasolio per autotrazione (legge 3 agosto 1949, n.623). La «dead line» sarà il 1° gennaio 2009. Anche se c’è particolare attesa intorno alla data del 2 aprile quando il Parlamento europeo discuterà il dossier «Buoni benzina» della piccola regione autonoma (In tabella trovate come attualmente sono suddivisi i buoni).
In entrambi i casi toccherebbe alla Regione Autonoma Valle d’Aosta reperire all’interno del bilancio regionale la somma per coprire la mancata agevolazione. Sulla base delle assegnazioni fatte nel 2008 la cifra in gioco si aggira intorno ai 46 milioni (48,5 il valore dell’esenzione da cui se ne devono detrarre circa 2,2 di onere regionale). Di questi 5,2 interessano il mondo delle imprese, in particolare artigiane. «Credo che da parte della Regione – osserva l’assessore alle Attività Produttive Leonardo La Torre (Fédération Autonomiste) – ci debba essere un forte impegno ad assicurare un simile beneficio inteso non tanto come diritto acquisito o, peggio, privilegio, ma come compensazione di una situazione di svantaggio reale delle nostre aziende. Credo sia evidente a tutti che il fare impresa in una realtà montana ha dei costi aggiuntivi che non si riscontrano in pianura. Ecco perché è necessario dare continuità a questa forma di sostegno». Due le opzioni possibili. «La prima ipotesi è quella dello sconto alla pompa di benzina – spiega La Torre -. In questo caso per il valdostano cambia molto poco. Può continuare ad usare la sua cartevallèe soltanto che al posto dell’esenzione ha uno sconto che però deve essere coperto dall’amministrazione regionale con risorse proprie. E qui si deve valutare fino a che punto essite la disponibilità finanziaria per integrare la differenza. La seconda affronta il problema energetico in maniera un po’ più ampia. Dato che si mettono a disposizione risorse della comunità si può valutare se non sia meglio introdurre un buono energia che ogni famiglia può decidere se utilizzare per l’acquisto di benzina, per il riscaldamento, per il metano, per la corrente elettrica. In questa maniera il provvedimento andrebbe a vantaggio di tutta la comunità e non soltanto i possessori di un auto. Il provvedimento avrebbe una valenza più sociale». Cesare Grappein, segretario regionale di Cna Valle d’Aosta, non manca di sottolineare come la decisione dell’Unione europea cada in un momento particolarmente difficile per le imprese artigiane. «E’ chiaro – commenta il segretario - che siamo di fronte ad una decisione su cui non si può più intervenire. E su cui difficilmente l’Europa farà marcia indietro. Tuttavia ci auguriamo che la Regione riesca ad individuare una forma di incentivo sostitutiva. La proposta del buono energia sul riscaldamento ad esempio ci trova favorevoli. Non dimentichiamoci che mediamente con i buoni benzina un’azienda usufruisce di uno sconto di 1000-1500 euro. In questi tempi in cui molte aziende sono al limite della sopravvivenza non è una cifra da sottovalutare». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 12 marzo)

28 gennaio 2008

Fiera di Sant'Orso: 200 mila visitatori e qualche polemica

L’obiettivo è bissare i 200mila visitatori dello scorso anno. L’edizione numero 1008 della Fiera di Sant’Orso, il 30 e il 31 gennaio, fra le più importanti kermesse italiane dedicate all’artigianato tipico invaderà Aosta ancora una volta. Ad animare l’evento valdostano, noto in tutto l’arco alpino e apprezzato anche sul versante francese e svizzero, 1.085 espositori, in massima parte hobbisti, che daranno vita ad un giro di affari (stimato molto probabilmente per difetto) di circa due milioni: 906 nel settore tradizionale (attrezzi agricoli, ferro battuto, mobili, intaglio, oggetti torniti e in vannerie, sculture, tessuti, abbigliamento, oggetti per la casa); 26 equiparati al non tradizionale (ceramica, rame, vetro, oro e argento); 115 nel non tradizionale; e 38 scuole di artigianato. Tra le novità dell'edizione 2008, l'ampliamento dell'Atelier. Lo spazio riservato agli artigiani professionisti (complessivamente 85 espositori), già visitabile a partire dal 26 gennaio, sarà collegato da piazza Chanoux a piazza San Francesco attraverso i portici del municipio. Sarà poi potenziato anche il settore enogastronomico con un padiglione in piazza Plouves più grande (58 espositori). I preparativi per l’edizione 2008 sono stati caratterizzati da qualche polemica legata al nuovo disciplinare che entrerà in vigore l’anno prossimo, con l’edizione 2009 e che stabilisce ciò che può essere considerato artigianato tipici e ciò che non lo è (ad esempio è vietato l'utilizzo del colore in quanto si tratta di una tecnica tipica del Trentino Alto Adige).
Polemiche che non sono rientrate neppure di fronte alla decisione dell’Assessorato di approvare il rinvio dei termini di entrata in vigore delle norme relative alle lavorazioni ammissibili in tema di artigianato di tradizione al 1° luglio 2008.
Nella nota che accompagnava la notizia l’Assessore Leonardo La Torre ribadiva la propria convinzione circa la correttezza del percorso intrapreso a tutela del patrimonio storico e culturale valdostano, ma nel contempo invita, come già fatto a gennaio del 2007, tutti coloro che ritengono necessarie delle integrazioni a quanto già approvato dalla Giunta regionale nello scorso ottobre a far pervenire le proprie segnalazioni, ribadendo la propria disponibilità al dialogo per ristabilire un clima più sereno. Chi volesse contribuire, in forma scritta e con riferimenti puntuali, potrà farlo entro il mese di febbraio.
Personalmente ritengo che i nuovi paletti abbiano un loro senso. Il concetto di tipicità dovrebbe guidare molte strategie regionali e non solo nel settore dell’artigianato. Tuttavia ci fosse qualche artigiano che volesse convincermi del contrario può scrivermi sul blog.

Nel frattempo buon Sant’Orso a tutti!

Info turistiche: http://www.regione.vda.it/artigianato/saintours_1007/default_i.asp

Per chi vuole approfondire

La delibera in questione è la 2807 del 12 ottobre 2007 e doveva entrare in vigore il 1° febbraio. 28 pagine dove ogni lavorazione è riportata in maniera dettagliata. A titolo esemplificativo per i miei visitatori riporto la scheda riguardante le sculture.
SCULTURE
Contenuti
Realizzazione di figure, paesaggi e/o elementi astratti mediante l'uso di scalpelli,
mazzuoli, sgorbie, con le tecniche del tuttotondo, del bassorilievo e dell’altorilievo.
Sono comprese le maschere.

Materiali
Legno massiccio, pietra locale.

Lavorazioni
La lavorazione consiste nella realizzazione manuale di pezzi unici.
E’ consentita la realizzazione di opere derivanti da assemblaggio di sculture anche su
basi non scolpite purché in materiali ammissibili.
E’ consentito l’uso di macchinari purchè non atti alla riproduzione seriale e la cui
funzione non sia prevalente rispetto al lavoro manuale di esecuzione dell’opera.
Non è ammessa la lavorazione ad intarsio e a mosaico.
Non è ammesso l’assemblaggio di pezzi piani (puzzle).
Per ottenere una materia prima di grandi dimensioni o per motivi strutturali, è ammesso
l’assemblaggio o l’inserimento di legni della stessa essenza, prima dell’inizio della
lavorazione.

La riproduzione in serie di sculture rientra nella categoria “Altri oggetti per la casa –
Riproduzione seriale di sculture”.

Finiture
E’ ammessa la ceratura e, ove necessario per condizioni ambientali o relative alla
materia prima, trattamenti insetticidi o fungicidi o l’uso di olio e vernici che non alterino
l’aspetto del materiale lavorato.
Nel caso di utilizzo di macchinari, la finitura deve eliminare il segno della macchina
(fori di mecchia, segni lasciati dalla sega a nastro o altro) ove questo non sia
strettamente funzionale al risultato espressivo.
E’ ammessa la colorazione solo in sculture a tuttotondo, rappresentanti elementi di arte
sacra o riproduzioni di soggetti tradizionalmente (*) colorati (galletti, uccelli,…) purchè
non scolpiti in composizione. Non è ammesso l’inserimento di elementi di provenienza industriale (orologi,
termometri, barometri…). Non è ammesso l’uso del pirografo né della punzonatura.

Livelli
I livello (artisanat d’antan): Produzione creativa di opere in unico esemplare,
riproducenti forme e modelli che costituiscono elementi caratteristici documentati nel
patrimonio storico e culturale valdostano.
II livello(artisanat évolué): È ammessa una naturale evoluzione stilistica legata al gusto
artistico personale. Comprende la realizzazione di opere astratte.
Nella finitura può essere impiegata la mordenzatura per scurire il legno in modo
uniforme, mantenendo evidente la venatura.

(*) l’eventuale esibizione delle fonti è a carico del produttore

23 gennaio 2008

A proposito del fallimento della Quality Building

Il Consiglio regionale, nella sua seduta di oggi, è tornato ad occuparsi della Quality Building. Siccome sappiamo che l'argomento è spesso ricercato anche su questo blog offriamo queste nuove informazioni ai navigatori. Si tratta di un comunicato dell'Ufficio stampa del Consiglio regionale.

Il Consigliere Dario Frassy (La Casa delle Libertà) ha chiesto, con un'interrogazione, notizie circa le conseguenze del fallimento della Quality Building S.p.A. di Hône. «Appreso del fallimento della Qualità Building spa, vorremmo sapere se l'Amministrazione regionale fosse al corrente della gravità della situazione aziendale;se la Regione o Finaosta o comunque aziende a prevalente capitale regionale vantino crediti nei confronti della Quality Building spa e - in caso affermativo - quale sia l'entità degli stessi e le eventuali garanzie; quali prospettive occupazionali vi siano per i lavoratori dell'azienda; l'importo complessivo delle risorse finanziarie concesse - direttamente o indirettamente - a vario titolo dalla Regione alla Quality Building spa». Nella risposta, l'Assessore alle Attività produttive, Leonardo La Torre, ha detto che «La relazione della Finaosta evidenziava già nel maggio 2007 una situazione di difficoltà dell'azienda e una tensione finanziaria. La Finaosta e la CVA S.p.A. e le sue commerciali, allo stato attuale non vantano crediti nei confronti della Quality Building. Il credito maturato per i canoni di locazione dovrebbe essere compensato dal debito per i lavori di messa a norma e adeguamento». «Il curatore fallimentare - ha proseguito l'assessore - chiederà la Cassa integrazione per i lavoratori dell'impresa per 12 mesi a partire dal 31 dicembre 2007. Seguirà la procedura di mobilità. Infine, il Consiglio di amministrazione della Finaosta aveva deliberato la concessione di un prestito partecipativo di euro 300.000,00. Il contratto però non è mai stato perfezionato e quindi non ci sono state erogazioni. La stessa Giunta regionale aveva deliberato la concessione di un contributo al quale però non è stato dato seguito».
Nella replica, Frassy ha detto di ritenersi «Insoddisfatto sul fatto che non si sappia a quanto ammontano i canoni di locazione. Ancora una volta non vengono forniti dei dati ed è grave, in questo caso, perché vuol dire che non si ha il controllo della situazione. Ci rammarichiamo ancora una volta del ruolo svolto dalla Finaosta perché fa le istruttorie e poi le sbaglia. È l'ennesimo fallimento non solo della Quality Building, ma anche delle politiche regionali in questa materia».

17 gennaio 2008

La Torre vuole aiutare i giovani imprenditori valdostani

Una legge per favorire l’imprenditorialità giovanile. L’assessore alle Attività produttive Leonardo La Torre intende portare in giunta per il mese di febbraio e in Consiglio regionale entro il mese di aprile una legge per sostenere i giovani imprenditori. «Un simile disegno di legge è un tassello fondamentale per il rilancio del nostro sistema imprenditoriale industriale, - osserva La Torre - ma soprattutto interviene su una carenza cui da tempo dobbiamo dare una risposta». In effetti nel panorama nazionale la Valle d’Aosta non si dimostra particolarmente attenta a chi nutre il sogno di fare impresa. «E’ una linea di azione che ho ereditato dal mio predecessore. – ci tiene a precisare La Torre - L’Assessore Piero Ferraris nel 2006 aveva infatti commissionato ad un gruppo di docenti universitari uno studio per comparare le normative regionali e provinciali a sostegno delle imprese industriali e artigiane. Dalla ricerca emergeva un evidente vuoto legislativo proprio in questo settore. Io ho trovato questo lavoro già avviato e ho deciso di portarlo a compimento». I tecnici dell’assessorato stanno ancora studiando la bozza. «Non posso ancora dare anticipazioni precise sui contenuti. – riprende l’assessore - La filosofia che sta alla base del provvedimento è che un giovane nel suo progetto di impresa può mettere ambizione, lavoro e idee, ma con difficoltà denaro. Di conseguenza c’è la necessità di una legge che dia credito finanziario ai giovani. Una specie di prestito d’onore che ci permetta di credere e investire in loro. I contributi devono essere dati però con intelligenza attraverso l’attenta valutazione di un business plan».
Ettore La Carrubba, 37 anni, imprenditore valdostano dal 2005 componente della Presidenza Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria con la delega alle Politiche Sociali ed Economiche, e consigliere della sezione aostana, guidata da Luca Minini, guarda favorevolmente al disegno di legge. «Se la logica non è quella dei finanziamenti a pioggia – precisa – è un provvedimento legislativo che ci può trovare sicuramente d’accordo. Anche perché talvolta si può ottenere risultati più efficaci creando le condizioni ambientali adeguate per diffondere la cultura imprenditoriale piuttosto che limitarsi semplicemente a dare contributi». Per la Carrubba è importante non soltanto che si valuti il business plan, ma che si cerchi di inserirlo all’interno di un piano di sviluppo industriale regionale. «Sono d’accordo sulla necessità di sviluppare la giovane imprenditoria. Ma chiediamoci anche quale tipo di impresa può essere più utile alla Valle d’Aosta? Sono convinto che questo disegno di legge debba essere uno strumento non soltanto di aiuto ma anche di indirizzo».
L’imprenditore valdostano allarga ulteriormente il ragionamento. «Io non mi scandalizzerei – conclude - se a questi finanziamenti potessero accedere anche non residenti disposti a dare vita ad una attività imprenditoriale in Valle d’Aosta. Cerchiamo di attrarre idee innovative guardando al difuori dei confini regionali. Con una buona legge è possibile». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 16 gennaio 2008)

16 gennaio 2008

Il tavolo permanente dell'innovazione e gli imprenditori valdostani

Il tavolo permanente di innovazione tecnologica è stato presentato ieri, martedì 15 gennaio, ad una numerosa platea di imprenditori valdostani riuniti al Forte di Bard. Ad illustrare le attività del Tavolo, previsto dalla Convenzione per la creazione di un Polo di servizi formativi, ricerca e trasferimento tecnologico a Verrès, siglata tra la Regione, l’Università della Valle d’Aosta e il Politecnico di Torino, vi erano il Presidente della Regione, on. Luciano Caveri, il professor Guido Saracco del Politecnico di Torino, gli Assessori all’Istruzione e Cultura, Laurent Viérin, e alle Attività produttive, Leonardo La Torre, il coordinatore del Tavolo, Maurizio Rebaudengo, e il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Giuseppe Bordon. La giunta regionale ha affidato ad un comunicato la spiegazione del senso dell'iniziativa che potete leggere proseguendo la lettura. Credo che l'aspetto più problematico, di una iniziativa comunque apprezzabile, sia quello di favorire la comunicazione tra mondo universitario e tessuto imprenditoriale. Serve da parte del mondo universitario un'ampia disponibilità all'ascolto delle necessità di chi fa impresa e dall'altra parte deve affinarsi la capacità di fare richieste adeguate al mondo della ricerca che ha tempi e obiettivi che non sono necessariamente sempre quelli dell'impresa. E probabilmente sarà anche necessario evitare la tentazione della «tuttologia» dedicando questi primi mesi ad individuare i settori in cui l'apporto del Politecnico è più in linea con il tessuto imprenditoriale locale. Può anche trattarsi di una strada nuova ma ci vogliono imprese desiderose di percorrerla. Osserverò l'evoluzione di questo soggetto con molto interesse. Nel frattempo ecco le suggestioni della Giunta.

«Abbiamo cominciato un percorso che ci porterà ad instaurare un legame sempre più stretto tra mondo accademico e mondo imprenditoriale – ha detto il Presidente della Regione Caveri -. Non c'è settore in bassa Valle in cui il Politecnico di Torino non possa essere un interlocutore utile ed è quindi una presenza che si inserisce in una riflessione più ampia di sviluppo. Abbiamo in particolare tre atouts che consentono alla Valle d'Aosta di essere terreno fertile per la ricerca e la sperimentazione tecnologica: il territorio di montagna che ci porta ad essere un’area test per applicazioni da trasferire altrove (penso agli impianti a fune, al soccorso alpino, alla numerosa presenza di tunnel); una democrazia di prossimità che ci consente di intervenire capillarmente nei singoli settori; infine una ridotta porzione di popolazione che ci permette di far corrispondere domanda e offerta sin dalle scuole superiori proprio per non sprecare talenti»

«Sta crescendo in questi anni – ha sottolineato l’Assessore Viérin – la consapevolezza dell’entrata in crisi del circolo virtuoso innovazione-sviluppo-crescita-occupazione, e quindi l’esigenza di preparare gli individui giovani ad inserirsi costruttivamente in un modello di società dinamico e in continua evoluzione. Il coinvolgimento del Politecnico di Torino offre alla nostra regione un serbatoio di risorse umane e di conoscenze così ricco da rendere possibili scelte di eccellenza in una gamma ampia di settori. Lo sforzo della Regione per promuovere l’internazionalizzazione dei corsi di Verrès attraverso borse di studio apre ulteriormente a nuove energie e differenti sensibilità lo spazio universitario valdostano. La presenza poi di Confindustria ci offre l’opportunità di avvicinare il mondo della formazione al mondo produttivo collegando formatori e utilizzatori e rispondendo così anche al nuovo bisogno di formazione continua delle risorse umane»

«Il progetto di rilancio e sviluppo industriale oltre che il Piano strategico regionale di posizionamento e sviluppo del territorio, curato dalla società internazionale di consulenza strategica Ambrosetti – ha spiegato l’Assessore La Torre – hanno individuato la strada per innescare un nuovo ciclo di sviluppo economico che posizioni la Valle d’Aosta a livello di eccellenza internazionale, per assicurare un efficace e duraturo utilizzo degli spazi industriali, con particolare attenzione a imprese innovative e in grado di garantire alto valore aggiunto, rafforzamento dei vantaggi competitivi e posti di lavoro più numerosi e qualificati. L’obiettivo primario è quello di creare i presupposti per una competitività duratura, sostenibile e coerente con la vocazione del territorio. La Regione ha stanziato per il 2008, 6 milioni di euro – che rappresentano un primo passo – per l’attività di ricerca e di innovazione affiancando al contempo un legge regionale più snella per l’accesso ai contributi per la ricerca e lo sviluppo».

4 gennaio 2008

Spunti di riflessione - 6

I numeri dell’Istat sulla Valle d’Aosta
L’Istat rende disponibili le stime a livello regionale, riferite al 2006, dei seguenti aggregati economici: occupati interni, unità di lavoro, valore aggiunto, prodotto interno lordo, redditi da lavoro dipendente e spesa per consumi finali delle famiglie. Vi propongo uno stralcio del documento
con il dato nazionale e quello del Nord Ovest.

Principali risultati nel 2006 in Italia
Nel 2006 il Pil a livello nazionale cresce dell’1,9% rispetto al 2005; andamenti quasi analoghi si registrano nel Nord-Ovest e nel Centro-Italia (+2,0% e +1,8%, rispettivamente), mentre nelle altre ripartizioni territoriali il tasso di crescita è risultato pari al 2,4% nel Nord-Est, all’1,3% nel
Mezzogiorno Il Pil per abitante, misurato dal rapporto tra Pil nominale e numero medio di residenti nell’anno, aumenta del 3,1% a livello Italia. Tale andamento è il risultato di una dinamica differenziata tra le ripartizioni geografiche: la crescita è pari al 3,0% nel Nord-Ovest, al 3,3% nel Nord-Est, al 2,3% nel Centro e al 3,3% nel Mezzogiorno. I valori assoluti relativi alle ripartizioni centro-settentrionali risultano, comunque, più elevati di quelli del Mezzogiorno: 30.105 euro nel Nord-ovest, 29.826 euro nel Nord-Est e 27.890 euro nel Centro, contro i 16.999 euro del Mezzogiorno.

Il Nord-Ovest e la Valle d’Aosta
La crescita dell’economia nord-occidentale è spiegata principalmente dall’andamento
dell’attività dell’industria in senso stretto, settore nel quale il valore aggiunto in termini reali registra un incremento del 2,4% , a fronte di dinamiche più contenute nel settore dei servizi (+1,8%) e in quello delle costruzioni (+1,2%), nonché di una flessione del valore aggiunto del settore agricolo (-2,8%). La spesa delle famiglie per consumi finali aumenta dell’1,5%, un risultato appena inferiore al dato nazionale, pari a +1,6% .
Il Pil per abitante segna, nel dettaglio regionale, un +2,2% in Liguria - il risultato meno brillante
della ripartizione - +2,8% in Valle d’Aosta, +3,0% in Piemonte e +3,1% in Lombardia.
Per quanto attiene gli aspetti occupazionali, l’input di lavoro (espresso in unità di lavoro annue)
cresce dell’1,8% (+1,6% il dato nazionale). L’andamento della remunerazione del fattore lavoro
(rapporto fra redditi da lavoro dipendente ed unità di lavoro dipendente) è assai prossimo a quello registrato a livello nazionale:+2,4 % contro +2,5%, attestandosi sul valore di 36.420 euro.
Fra le regioni nord-occidentali la Valle d’Aosta e la Liguria registrano le variazioni più
contenute del Pil (+0,9% e +0,8%, rispettivamente). Nella prima il risultato è da ascriversi alla flessione del valore aggiunto in agricoltura (-1,2%) e al basso profilo dei servizi (+0,4%), non compensati dalle dinamiche positive dell’industria in senso stretto e delle costruzioni (rispettivamente pari al +1,8% e +1,4%). In Liguria l’andamento del Pil (+0,8%) è legato al calo dell’attività edilizia (-0,9%) e alle modeste performance dell’agricoltura (+0,1%), dell’industria (+0,7%) e dei servizi (+0,9%). In Lombardia, dove il Pil cresce del 2,3%, si registrano risultati positivi nell’industria in senso stretto (+2,7%), nei servizi (+2,0%) e nelle costruzioni (+1,8%) mentre il valore aggiunto si contrae nel settore primario (-3,8%). In Piemonte la crescita complessiva dell’economia è meno robusta (+1,6%) in ragione
di incrementi più contenuti sia nell’industria (+1,9%) sia nei servizi (+1,5%), ai quali si associano una sostanziale stagnazione dell’attività edilizia (+0,2%) e una flessione di quella agricola (-2,0%) La domanda finale interna, costituita dai consumi delle famiglie, ha stimolato l’economia
piemontese e quella valdostana, con una crescita rispettivamente pari al 2,0 e al 2,3%; meno dinamica risulta, invece, in Lombardia e Liguria (+1,4% e +0,9%, rispettivamente). L’input di lavoro è ovunque crescente: +1,5% in Piemonte, +1,1% in Valle d’Aosta, +2,0% in Lombardia e +2,1% in Liguria. La produttività del lavoro, espressa dal rapporto tra valore aggiunto e unità di lavoro, risulta crescente, sia pure con un esiguo 0,2%, soltanto in Lombardia, mentre è stabile in Piemonte ed in calo in Valle d’Aosta (-0,5%) e Liguria (-1,4%).
Ulteriori info: http://www.istat.it/

Giovani imprenditori: dall’attesa all’impresa
L’Assessore La Torre intende proporre una legge sui giovani imprenditori. Ecco cosa è stato fatto in Calabria. L’articolo è tratto dal sito www.controcampus.it ed è stato pubblicato il 20 dicembre 2007.

Offrire ai giovani la possibilità di mettersi alla prova e di realizzare concretamente la propria idea imprenditoriale, passando così “dall’attesa all’impresa”, grazie a tutti quegli strumenti di sostegno necessari per far fronte alla fase di avvio sul mercato: questo l’obiettivo del premio, presentato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Catanzaro, questo pomeriggio, nel corso di un incontro con i giovani universitari presso il Campus di Germaneto. L'iniziativa è promossa dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Catanzaro, in collaborazione con Confidi, Assindustria Servizi e Banca Popolare di Crotone. Sono intervenuti Marianna Maura, ricercatrice in Economia Aziendale all’Università Magna Graecia, Daniele Rossi, Presidente di Confindustria Giovani Catanzaro, Aldo Ferrara, Amministratore unico Assindustria Servizi, Enrico Mazza, Componente del Gruppo Giovani Imprenditori di Catanzaro. L’incontro con gli universitari è stata così l’occasione non solo per illustrare, nel dettaglio, tutti gli aspetti specifici del premio, ma anche per sollecitare e stimolare i giovani a mettersi in gioco, “a svegliarsi” – così come ha voluto enfatizzare Aldo Ferrara – a pensare idee nuove e innovative in grado di stare sul mercato e di creare sbocchi occupazionali. Il premio, infatti, attraverso la diffusione della cultura d’impresa tra i giovani, vuole essere proprio un incentivo alla competizione di idee imprenditoriali in un territorio che ha un forte bisogno di innovazione. Ma i giovani almeno per ora non sembrano rispondere, visto che, secondo quanto riferito dallo stesso Presidente Rossi, ad oggi, non è stata ancora presentata alcuna domanda di partecipazione al premio. Ecco perché Daniele Rossi ha voluto insistere sul valore delle tre “s” (sogni, soldi, sostegno) per la realizzazione dell’idea di impresa. «Noi vi offriamo una piccola base imprenditoriale – ha detto Daniele Rossi riferendosi ai giovani presenti in aula – il sogno e l’idea dovete metterli voi».
Il premio, a cui possono partecipare tutte le persone con un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni, residenti nella provincia di Catanzaro che non abbiano in corso un’attività imprenditoriale, prevede la presentazione di un progetto nei settori: Industria, Artigianato, Agricoltura, Servizi, Turismo. Il miglior progetto riceverà i seguenti servizi: concessione di una linea di credito, per un importo massimo di 50.000 euro da parte dell’Istituto di credito coinvolto, a tasso agevolato; consulenza ed assistenza nella ricerca delle fonti di finanziamento cui l’iniziativa potrà accedere; tutoraggio nella fase di avviamento dell’attività; assistenza gratuita nella fase di impianto contabile; eventuale affiancamento con imprenditori del settore interessati all’iniziativa.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare i siti internet http://www.giovaniimprenditori.cz.it/ e http://www.confindustria.cz.it/

2 gennaio 2008

Cosa possiamo aspettarci dal 2008?

Quando si inizia un nuovo anno si vorrebbe sempre avere un’idea di quali novità ci porterà. E talvolta ci affidiamo ai vaticinii più incredibili nella speranza di lenire questo sottile desiderio... In campo economico ho raccolto alcune di queste ipotetiche novità. E’ chiaro che il 2008 è un anno molto particolare poichè cis aranno le elezioni regionali, e quindi la «politica degli annunci» va sempre valutata attentamente. Tuttavia può essere utile, se ovviamente ci interessano, mantenere l’occhio vigile su determinati dossier nella speranza che davvero si realizzino. In merito abbiamo stralciato una parte dell’intervento dell’Assessore alle Attività Produttive Leonardo La Torre, presente nel già citato "Dizionarietto" che illustra come sarà il 2008 del suo Assessorato. Il tempo è molto breve e la carne al fuoco ci appare davvero molta. Tuttavia... Faccio poi seguire questo brano dal testo integrale di una slide che accompagnava la presentazione, fatta alla stampa, dell’ultimo bilancio regionale. Qui trovate indicate una fitta serie di provvedimenti e iniziative legislative (non solo economiche) con una prospettiva temporale un po’ più ampia, cioè 2008-2010.

Il 2008 dell’Assessore La Torre
«Il 2008 rappresenta il banco di prova e la naturale continuazione di quanto fatto fino ad oggi. Le attenzioni sono state e saranno rivolte su più fronti. In particolare: approvazione della legge sugli Interventi regionali a favore delle imprese in difficoltà; legge per i giovani imprenditori; azioni che saranno rivolte a sostegno dei precari, problema attuale che oggi affligge e non crea prospettive; rilancio dello sviluppo industriale con nuove strategie a medio e lungo termine impostate sulla vocazione del territorio, sulle sue eccellenze e su approfondimenti mirati. Diverse sono state le iniziative in campo energetico; nel 2008 si partirà con le certificazioni e con nuovi incentivi e finanziamenti per lo sviluppo di energie alternative e pulite. La Valle d’Aosta può e deve avere un ruolo guida in tale settore che si ripercuote oltre che sull’ambiente anche sulla popolazione e sulle aziende stesse che investiranno in questa direzione. Basti pensare al recente protocollo d’intesa con la Compagnia Valdostana delle Acque che andrà a premiare la realizzazione di progetti dimostrativi, che possano essere di esempio e attivare buone prassi sul territorio».

Una lista da tenere d’occhio
Nei fondi globali, sono iscritti gli interventi relativi a disegni di legge che si prevede di finanziare nel corso dell'anno 2008 e risultano destinate spese totali per euro 26,8 milioni nel 2008, 70,9 milioni nel 2009 e 77 milioni nel 2010.

Tra cui:
- la Centrale Unica per le chiamate di soccorso;
- Disposizioni in materia di Servizio Civile;
- Disposizioni in materia di telelavoro;
- Disposizioni in materia di tasse auto;
- Interventi finanziari a favore degli enti locali per gli oneri accessori conseguenti all'acquisizione di beni immobili;
- Interventi regionali a favore dell'imprenditoria giovanile;
- Misure di sostegno a favore dei lavoratori economicamente indipendenti e discontinui;
- Disposizioni in materia di Consigliere di parità;
- Interventi regionali per lo sviluppo dello sci nordico;
- Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali;
- Istituzione e finanziamento di un organismo privato destinato alla gestione delle candidature di località valdostane per l'organizzazione di manifestazioni sportive internazionali;
- Nuova disciplina in materia di organizzazione turistica;
- Disciplina degli aiuti nel settore forestale;
- Disposizioni regionali applicative sul servizio idrico integrato;
- Disposizioni di riordino in materia di edilizia residenziale;
- La costituzione di forme associative per la gestione delle funzioni di polizia;
- Interventi finanziari a sostegno dei centri polifunzionali di servizio.

22 dicembre 2007

Appunti sulla conferenza stampa di fine anno al Centro congressi di St-Vincent

Ieri sera si è svolto il consueto appuntamento con la conferenza stampa di fine anno, a Saint-Vincent, nell’ampia sala del Centro Congressi. Un appuntamento che il Presidente della Giunta Luciano Caveri ha trasformato in un talk show, più adatto alle sue corde, nel tentativo di rendere l’evento meno formale pur non rinunciando alla tradizionale celebrazione di quanto fatto durante l’anno. Una buona partenza con un Ego Perron, ben stimolato da Caveri, in ottima forma, ha dato un avvio dinamico all’incontro. Una spinta propulsiva che successivamente si è un po’ persa, a nostro modesto avviso, in virtù di un numero elevato di video che hanno bersagliato l’uditorio con tantissimi messaggi. Chi scrive però offre il suo umile parere di spettatore, perfino un po’ affaticato da una giornata piuttosto intensa di lavoro, e non, ovviamente, di comunicatore televisivo. Al di là di queste analisi gli interventi degli assessori hanno offerto molti spunti di materia economica. Ne riporto alcuni senza avere nessuna velleità di essere esaurienti. A partire dalla notizia che la Cogne Acciai Speciali dal 10 gennaio porrà fine alla cassa integrazione, notizia a me già nota avendo intervistato Roberto Marzorati, vicepresidente Cas, quella stessa mattina, e di cui leggerete in un prossimo articolo. Caveri ha pure sottolineato come dalle ceneri dei buoni di benzina che rimarranno nelle tasche dei valdostani fino al 2009 (notizia già bruciatagli dal rapido Assessore alle Attività Produttive Leonardo La Torre) potrebbe nascere una norma di attuazione per la zona franca, consegnata in questi giorni, se ho ben capito, al Presidente del Comitato paritetico Stato-Regione. La vicinanza delle elezioni regionali insegna che simili annunci vadano presi con le molle, tuttavia la notizia appare degna di nota. Come parimenti degna di attenzione è l’intenzione dell’assessore ai Trasporti Ennio Pastoret di trasformare la tratta Aosta-Pré-saint-Didier in tratta di esercizio regionale. Un’operazione che avrebbe anche importanti ricadute urbanistiche sulla città. L’assessore ai Trasporti ha espresso pure l’intenzione di arrivare con la ferrovia fino a Courmayeur. Un investimento da cento milioni. E, molto probabilmente, ipotizzo io, un simile progetto porterebbe alla nascita di una partecipata regionale. Necessaria? Non necessaria? Boh? Si valuterà sul momento. Pastoret, in quanto assessore al turismo, ha anche informato i presenti che sono state presentate proprio questa mattina agli operatori turistici (Aiat e Consorzi) le linee guida per la riforma del turismo). Un documento di vitale importanza per una regione che deve darsi una definitiva strategia sulla materia in un momento in cui la montagna valdostana è da tempo in debito di ossigeno in materia di presenze. Leonardo La Torre ha espresso un concetto a me particolarmente caro, cioè l’importanza del sostegno alle realtà industriali valdostane da tempo radicate sul territorio e che sanno proporsi sui mercati internazionali (vedi intervista a “Détaillants montagnards”) e ha citato Gps, Mdm, Thermoplay, Bertolin, Sea e Cogne. In più La Torre si è posto come obiettivo la definizione di una certificazione energetica valdostano. L’assessore al Bilancio Aurelio Marguerettaz mi è piaciuto quando ha invitato «a criticare ma con l’obiettivo di procedere». E’ quello che vorremmo avvenisse anche attraverso questo blog. Ho ugulamente apprezzato (ma qui usciamo dall'ambito economico) l'annuncio dato dall'Assessore Antonio Fosson di intitolare l'ospedale di Aosta allo scomparso Umberto Parini. Un’ultima annotazione. Il dizionarietto della Regione è in sé una pubblicazione agile e di interessante lettura (oltre che di impeccabile qualità di stampa), tuttavia confesso di avere un po’ di nostalgia per il rapporto degli anni passati che sicuramente aveva molti limiti, ma permetteva un facile confronto con quelli precedenti e soprattutto, seguendo la strutturazione della macchina amministrativa, era un utile strumento di lavoro per comprenderne i funzionamenti e capire da chi poter raccogliere certe informazioni. Nulla da obiettare sulla necessità di fare squadra e di lavorare per dossier, evidenziati dal Presidente Caveri, ma se si riuscisse in qualche maniera a recuperare questa dimensione di confronto tra un anno e l'altro sarebbe per me, operatore dell'informazione, cosa alquanto utile e gradita.

11 dicembre 2007

Incidenti sul lavoro: qual è la situazione in Valle d'Aosta?

Il mondo dell’impresa si confronta con i problemi legati alla sicurezza del lavoro. La strage degli operai della Thyssen Krupp di Torino ha posto il tema come centrale nell’agenda politica. Anche in Valle d’Aosta il tema è diventato subito di attualità. L'assessore alle Attività Produttive, Leonardo La Torre, ha annunciato «l'avvio di un monitoraggio nelle maggiori aziende, ma che successivamente sarà esteso anche alle medie aziende dove l'attività necessità di una maggiore attenzione alle questioni attinenti la sicurezza dei lavoratori». Anche a me, magari, con l’aiuto di qualche testimone privilegiato, del mondo imprenditoriale e sindacale, piacerebbe nei prossimi giorni capire qual è la situazione in Valle. Il tutto al di là delle rivendicazioni politiche che giustamente devono fare da pungolo ma non possono rimanere fine a se stesse. Parlare alla testa più che agli stomaci. Personalmente sono convinto che le leggi ci siano. E’ necessario soltanto farle rispettare. In merito trovate sul Corriere della Valle che uscirà questa settimana anche un interessante intervento di Cristiano Nervegna, segretario nazionale del movimento lavoratori di Azione Cattolica.
Chi vuole esprimere le sue opinioni scriva sul blog.
 

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