La Coldiretti Valle d'Aosta ringrazia il Vice
Presidente della Regione - Assessore all'Agricoltura e alle risorse naturali Laurent
Viérin per il sostegno all'iniziativa anti CETA (Comprehensive Economic and
Trade Agreement), accordo economico e commerciale globale tra Unione europea e
Canada. «Ora
ci aspettiamo che anche i Sindaci scendano in campo per fermare questo accordo che, non solo rischia di
compromettere il valore aggiunto di buona parte delle produzioni a
denominazione legate al territorio italiano, comprese quelle valdostane, ma
permetterà anche l’invasione di grano duro trattato con glifosato e l’entrata
di ingenti quantitativi di carne a dazio zero». Reagisce così Giuseppe Balicco, presidente di Coldiretti Valle d'Aosta, alla
notizia della proposta di una mozione del Governo Regionale - fortemente
critica nei confronti dell’Accordo economico e commerciale globale tra Unione
europea e Canada (Comprehensive Economic and Trade Agreement - CETA) - che sarà
discussa nel prossimo Consiglio Regionale del 13 e 14 luglio.
«Abbiamo accolto l’invito della Coldiretti Valle d’Aosta traducendo le loro richieste in una mozione da sottoporre all’intero Consiglio Regionale – dichiara l’Assessore Laurent Viérin – perché riteniamo imprescindibile sia difendere i consumatori, che devono essere informati in modo corretto e trasparente, sia tutelare la qualità e soprattutto, per la Valle d’Aosta, le denominazioni dei nostri prodotti. L’entrata in vigore di questo accordo condurrebbe alla graduale eliminazione di regole, senza una concreta garanzia del rispetto del principio di precauzione, in importanti settori quali la sanità pubblica, la protezione dell’ambiente, la sicurezza degli alimenti e appunto la tutela della qualità e delle denominazioni dei prodotti tipici, in quanto liberalizzerebbe un commercio senza controllo per semplice mutuo riconoscimento delle diverse regole oggi presenti nei diversi paesi. In particolare con riguardo alla tutela delle denominazioni e delle indicazione geografiche protette, vi è una solo parziale garanzia di tutela per un numero limitato di queste, permettendo, tra l’altro, volgarizzazioni delle denominazioni o utilizzo delle stesse denominazioni con l’aggiunta di termini accompagnatori quali “tipo”, “stile”, ed è il caso della nostra Fontina. Intendiamo quindi promuovere azioni di sensibilizzazione presso le sedi istituzionali più opportune, anche presentando una mozione nel prossimo Consiglio regionale».
«Il
CETA è un accordo a natura mista, per la cui entrata in vigore è necessaria la
ratifica da parte di ciascuno Stato membro secondo le rispettive disposizioni
nazionali. Chiediamo, pertanto, che anche tutti gli Amministratori dei 74
comuni valdostani si oppongano alla ratifica italiana di questo accordo - sottolinea
Richard Lanièce, direttore di
Coldiretti Valle d'Aosta - che a fronte
dei presunti benefici attesi, introduce sostanzialmente un meccanismo di
acritica deregolamentazione degli scambi e degli investimenti che non giova
alla causa del libero commercio e pregiudica in modo significativo la qualità,
la competitività e l’identità del sistema agricolo nazionale. Per tali ragioni
Coldiretti è impegnata, con una coalizione di altri portatori di interesse, in
un’azione tesa ad informare e sensibilizzare il Governo ed i Parlamentari
italiani chiedendo loro di non votare a favore della ratifica dell’Accordo e di
impedirne l’entrata in vigore in via provvisoria, nella direzione di ragioni di
scambio improntate alla democrazia economica ed alla salvaguardia dei diritti
dei consumatori e delle imprese».
Per queste finalità anche tutti i Sindaci valdostani
hanno già ricevuto da Coldiretti Valle d'Aosta una proposta di ordine del
giorno anti CETA.









