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18 giugno 2018

#Bancaditalia: «L'economia valdostana torna a crescere»

Proponiamo anche quest'anno la sintesi della relazione sull'economia della Valle d'Aosta di Banca d'Italia, presentata la scorsa settuimana. Sul Corriere della Valle nelle prossime settimane approfondiremo alcuni dei temi trattati in maniera più diffusa

Nel 2017 l’attività economica in Valle d’Aosta è tornata a crescere. Nel 2016 il PIL aveva ristagnato, dopo cinque anni consecutivi di recessione. 

Le imprese
Nell’industria l’attività produttiva si è intensificata ed è proseguito il recupero degli investimenti. Anche nel terziario l’andamento è migliorato. Vi ha contribuito in misura significativa la perdurante dinamica positiva del turismo, cresciuto per il terzo anno consecutivo, e dei comparti a esso più strettamente collegati. I pernottamenti di turisti sono saliti a 3,6 milioni, il valore massimo dell’ultimo decennio, grazie soprattutto alla componente straniera. Nelle costruzioni per contro l’attività è rimasta debole. Nel mercato immobiliare è proseguita la graduale ripresa delle compravendite di abitazioni, anche se a ritmi più contenuti rispetto all’anno precedente; è continuato il lieve recupero dei prezzi delle case, iniziato nella seconda metà del 2016. La dinamica dei prestiti alle imprese valdostane è migliorata, anche per effetto di alcune operazioni straordinarie di elevato ammontare. Rimane alta l’eterogeneità degli andamenti tra settori produttivi e classi di rischio.

Il mercato del lavoro
 L’occupazione è tornata a crescere dopo due anni di calo, grazie al positivo andamento nell’industria e nei servizi; si è invece intensificato il calo nelle costruzioni. All’aumento degli occupati si è associata la riduzione del ricorso alla Cassa integrazione guadagni. Anche il tasso di disoccupazione è diminuito.

Le famiglie
Nel 2017, secondo le informazioni preliminari disponibili, sarebbe proseguito il recupero dei consumi avviatosi nel 2015; vi avrebbe contribuito l’ulteriore incremento della spesa per acquisti di beni durevoli. Il risparmio finanziario delle famiglie si è ancora indirizzato soprattutto verso i depositi in conto corrente e le quote di fondi comuni di investimento. Nel complesso, il valore a prezzi di mercato dei titoli depositati presso il sistema bancario è ulteriormente calato. È proseguita la crescita dell’indebitamento delle famiglie: sono ancora aumentate sia le erogazioni per l’acquisto di abitazioni, anche se a tassi inferiori a quelli dell’anno precedente, sia il credito al consumo. Il reddito disponibile e la ricchezza pro capite dei valdostani si mantengono su livelli notevolmente superiori alla media del Paese; rimane assai più basso il rapporto tra il debito verso banche e società finanziarie e il reddito disponibile delle famiglie.

Il mercato del credito
 L’andamento dei prestiti bancari alla clientela residente in regione si è rafforzato. La qualità del credito è migliorata per le famiglie e per il complesso delle imprese; per queste ultime, tuttavia, le dinamiche sono state differenziate tra i settori di attività economica. Il numero di sportelli bancari si è lievemente ridotto nel 2017, ma in rapporto agli abitanti rimane elevato nel confronto nazionale. È proseguito lo sviluppo dei canali alternativi di contatto tra banche e clienti. Economie regionali

 La finanza pubblica
 Nell’ultimo triennio disponibile (2014-16) la spesa corrente delle Amministrazioni locali ha continuato a ridursi. Nel medesimo periodo anche la spesa per investimenti si è contratta significativamente; il calo sarebbe proseguito nel 2017. Nonostante tale dinamica, la spesa per investimenti e quella complessiva rimangono in termini pro capite notevolmente più elevate rispetto alla media delle regioni a statuto speciale. È proseguito il calo del debito delle Amministrazioni locali, la cui incidenza sul PIL si è sostanzialmente allineata a quella media nazionale.

22 novembre 2017

L'economia della Valle d'#Aosta secondo Banca d'Italia

Ieri mattina il direttore della filiale regionale di Banca d'Italia, Angelica Pagliarulo, ha presentato con il suo staff il tradizionale aggiornamento congiunturale del rapporto dedicato all'Economia della Valle d'Aosta. Proponiamo la sintesi che apre il rapporto la cui versione integrale è disponibile online.

Nella prima parte dell'anno l'economia valdostana ha mostrato segnali di miglioramento. Nell'industria l'attività è in recupero, trainata dall'aumento della domanda interna e dalla ripresa di quella estera. Vi si è associata una moderata intensificazione dell'accumulazione di capitale, anche se la propensione all'investimento rimane ancora in media contenuta.
Anche nei servizi il quadro congiunturale è stato nel complesso positivo. Vi ha ancora contribuito il settore turistico: la crescita delle presenze, avviatasi nel 2015, è proseguita nei primi otto mesi dell'anno, sia per la componente nazionale sia per quella straniera. 
Per contro, nelle costruzioni la lunga fase negativa non si è ancora interrotta, per la debolezza della domanda e dell'attività sia nel comparto residenziale sia in quello pubblico. Nel mercato immobiliare le transazioni sono ulteriormente cresciute, anche se a ritmi inferiori rispetto allo scorso anno, e i prezzi sono rimasti stabili.
Come nel biennio precedente, nel primo semestre l'occupazione in Valle d'Aosta si è ridotta, in controtendenza rispetto alla dinamica positiva a livello nazionale. L'andamento negativo si è concentrato nel settore delle costruzioni e nel lavoro autonomo. In presenza di un calo della partecipazione al mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione è rimasto sostanzialmente invariato, su livelli storicamente elevati per la regione.
Nel primo semestre dell'anno si è consolidata la ripresa del credito, avviatasi nel 2016. L'andamento positivo è ancora riconducibile prevalentemente alle famiglie consumatrici. Per contro, è proseguito il calo dei finanziamenti alle imprese, frenati dalla perdurante debolezza della domanda. La dinamica del credito ha continuato a essere differenziata tra i comparti di attività economica, con un'ulteriore flessione nella manifattura e nelle costruzioni e un nuovo aumento nei servizi. Il tasso di deterioramento del credito è rimasto sostanzialmente stabile.
I depositi bancari di famiglie e imprese valdostane sono ulteriormente aumentati nei primi sei mesi, anche se a ritmi inferiori a quelli dell'anno precedente. È ancora calato il valore di mercato dei titoli a custodia depositati dalle famiglie presso le banche. È proseguita la ricomposizione tra le diverse tipologie di strumenti finanziari, con un nuovo aumento delle quote di fondi comuni e una diminuzione dei titoli di Stato e delle obbligazioni bancarie e non bancarie.

16 giugno 2017

Il rapporto di #Bancaditalia sull'economia della Valle d'#Aosta


E' stato reso noto ieri il rapporto annuale di Banca d'Italia sull'economia della Valle d'Aosta redatto dalla filiale di Aosta diretta da Angelica Pagliarulo.

Proponiamo qui di seguito una sintesi. E qui puoi leggere il testo completo.

Nel 2016 l’attività economica in Valle d’Aosta è rimasta nel complesso debole. Nel 2015 il PIL era calato per il quinto anno consecutivo, in base ai nuovi dati rilasciati dall’Istat nel dicembre scorso.

Le imprese

Nell’industria l’attività è stata ancora contenuta; gli investimenti, favoriti dagli incentivi fiscali introdotti dal Governo, hanno fatto registrare segnali di recupero, riconducibili in larga misura alle decisioni di spesa di alcune imprese di grandi dimensioni. Nelle costruzioni la situazione di crisi degli ultimi anni non ha subito sostanziali cambiamenti, in presenza di una domanda che rimane contenuta sia nel comparto pubblico sia in quello privato. Nei servizi non sono emersi segnali positivi, tranne che nel turismo, nel quale si è consolidata la fase di ripresa avviatasi nel 2015 e le presenze hanno raggiunto il valore massimo degli ultimi dieci anni. Tra il 2008 e il 2015 l’offerta turistica in regione è complessivamente cresciuta in termini sia quantitativi sia qualitativi; vi ha corrisposto un incremento dei turisti, risultato tuttavia meno intenso rispetto alla media nazionale.
I prestiti alle imprese hanno fatto registrare andamenti eterogenei tra settori e aziende. Il credito ha continuato a diminuire nella manifattura e nelle costruzioni, mentre è ancora cresciuto nei servizi, in particolare nel comparto del turismo. Le dinamiche sono state più favorevoli per le imprese in condizioni economico-finanziarie solide, per le quali il costo dell’indebitamento si è ridotto in misura più intensa.

Il mercato del lavoro

Nel 2016 l’occupazione in Valle d’Aosta è ulteriormente diminuita, riflettendo il negativo andamento in quasi tutti i settori, ad eccezione di quello dei servizi del commercio, alberghi e ristorazione. Al calo degli occupati si è associata una riduzione delle ore lavorate per addetto, a cui ha contribuito l’aumento del ricorso alla Cassa integrazione guadagni. Il tasso di disoccupazione, in presenza di una contrazione dell’offerta di lavoro, è marginalmente calato, ma rimane elevato nel confronto storico.

Le famiglie

Nel 2016 sarebbe proseguito il recupero dei consumi avviatosi nell’anno precedente. Nel mercato immobiliare le compravendite sono cresciute in misura significativa, anche se rimangono ancora molto al di sotto dei livelli degli anni precedenti la crisi; i prezzi delle case sono tornati a salire nel secondo semestre dell’anno. Il reddito disponibile e la ricchezza pro capite dei valdostani continuano a essere assai più elevati della media italiana, ma sono in diminuzione negli ultimi anni.
In presenza di bassi livelli dei tassi di interesse, il risparmio finanziario si è ancora diretto verso i depositi in conto corrente e gli strumenti del risparmio gestito. Nel complesso, comunque, il valore a prezzi di mercato dei titoli depositati dalle famiglie presso il sistema bancario è ulteriormente calato. L’indebitamento è nuovamente cresciuto, riflettendo la dinamica dei mutui per l’acquisto di abitazioni, sospinta da condizioni di costo molto favorevoli, e l’ulteriore aumento del credito al consumo. Gli indicatori di sostenibilità finanziaria del debito delle famiglie valdostane hanno mostrato negli ultimi anni segnali di moderato peggioramento, pur rimanendo migliori della media nazionale.

Il mercato del credito

Nel complesso i finanziamenti bancari erogati al sistema economico valdostano sono tornati a crescere lo scorso anno, trainati soprattutto da quelli alle famiglie. La qualità del credito ha mostrato segnali di miglioramento per le imprese, ma è peggiorata per le famiglie.
Diversamente dalla tendenza flettente della media nazionale, dall’inizio del decennio la rete territoriale delle banche in Valle d’Aosta è rimasta sostanzialmente stabile. Negli ultimi anni è aumentata la diffusione dei canali alternativi di contatto tra le banche e la clientela.

La finanza pubblica

Nell’ultimo triennio disponibile (2013-15) la spesa delle Amministrazioni locali della Valle d’Aosta si è significativamente ridotta, riflettendo la contrazione sia della parte corrente sia soprattutto di quella per investimenti. Nonostante tale dinamica, la spesa in termini pro capite rimane notevolmente più elevata della media delle altre regioni a statuto speciale. Nel medesimo periodo anche le entrate correnti, rettificate per i trasferimenti tra enti della stessa regione, sono diminuite; come per la spesa, esse si attestano su valori molto maggiori di quelli medi delle regioni di confronto.
Lo scorso anno il debito delle Amministrazioni locali valdostane si è ulteriormente ridotto. In rapporto al PIL esso rimane lievemente maggiore della media nazionale.

10 novembre 2016

#Bancaditalia: lievi (molto lievi) miglioramenti per l'#economia valdostana

E' stata presentata questa mattina dal direttore della filiale Angelica Pagliarulo  il tradizionale aggiornamento congiunturale della Valle d'Aosta fatto da Banca d'Italia. 
Qui sotto trovi la sintesi e qui il testo integrale. Se vuoi approfondire senza leggerti tutto il rapporto qui trovi le slides utilizzate in occasione della presentazione alla stampa di questa mattina. Ne scriveremo anche sul Corriere della Valle. Buona lettura.

Nella prima parte del 2016 l’attività economica in Valle d’Aosta ha fatto registrare un lieve miglioramento, riconducibile soprattutto al terziario. Sull'andamento di questo settore ha influito positivamente l’ulteriore espansione del turismo: le presenze nelle strutture ricettive della regione sono ancora salite a ritmi sostenuti, grazie al contributo sia della componente nazionale sia di quella estera. Nelle costruzioni, per contro, non sono emersi segnali di significativa inversione del ciclo, pur in presenza di una ripresa vivace delle transazioni nel mercato immobiliare. Nell'industria il fatturato ha fatto registrare un lieve miglioramento; tuttavia l’attività di investimento continua a rimanere molto contenuta, risentendo della debolezza del quadro congiunturale e dell’elevata incertezza.
L’occupazione è ancora cresciuta nel comparto del commercio, degli alberghi e della ristorazione, beneficiando del favorevole andamento del movimento turistico. Nel complesso, tuttavia, il numero degli occupati è ulteriormente sceso, riflettendo il calo negli altri servizi e nell'industria. La riduzione degli sgravi contributivi sui nuovi contratti a tempo indeterminato rispetto al 2015 ha favorito una ricomposizione delle assunzioni in favore di quelle a termine. Il tasso di disoccupazione è lievemente sceso, ma è rimasto su livelli superiori alla media delle regioni del Nord Ovest.
Il credito al settore produttivo ha continuato a contrarsi nel primo semestre, a causa della dinamica negativa nel comparto manifatturiero e in quello delle costruzioni. Per contro, sono ancora cresciuti i prestiti alle famiglie: le nuove erogazioni di mutui hanno registrato una sostenuta espansione, connessa con la ripresa del mercato immobiliare e favorita dal calo dei tassi di interesse; anche i finanziamenti al consumo sono ulteriormente aumentati. La qualità del credito ha mostrato nel complesso segnali di lieve miglioramento. Hanno continuato a crescere i depositi di famiglie e imprese, grazie all'espansione dei conti correnti; è proseguita invece la riduzione del valore di mercato dei titoli a custodia detenuti dalle famiglie presso il sistema bancario.

22 giugno 2016

#Bancaditalia: l'economia della Valle d'#Aosta è in graduale recupero

Da sinistra Angelica Pagliarulo e Roberto Cullino

Questa mattina Banca Banca d'Italia ha presentato ai giornalisti il suo tradizionale rapporto sull'andamento dell'economia regionale. In base al lavoro della staff della filiale aostana diretta da Angelica Pagliarulo (oltre a lei sono intervenuti Roberto Cullino, Responsabile Divisione Analisi e Ricerca economica territoriale della Sede di Torino, e Massimiliano Rigon, della Divisione Analisi e Ricerca economica territoriale della Sede di Milano)l’economia della Valle d’Aosta risulta in graduale recupero. Qui di seguito trovi la tradizionale sintesi. Alle 16 presso l'Università della Valle d'Aosta la presentazione pubblica con la presenza dell'economista Mario Deaglio. Troverai anche un mio articolo sul Corriere della Valle di questa settimana.

Nel 2015 l’attività economica in Valle d’Aosta ha fatto registrare un moderato miglioramento, riconducibile soprattutto ai servizi. Secondo le stime preliminari di Prometeia, il prodotto regionale sarebbe cresciuto in termini reali dello 0,8 per cento rispetto all’anno precedente, in misura analoga alla media italiana.

Nel terziario l’attività ha beneficiato dell’andamento positivo del settore turistico, favorito anche dalle condizioni meteorologiche: le presenze nelle strutture ricettive della regione sono tornate a crescere a ritmi significativi, sostenute anche dalla ripresa della componente italiana. Nei trasporti il numero dei passaggi nelle autostrade valdostane è risultato in recupero sia per i mezzi leggeri sia per quelli pesanti. Nel settore delle costruzioni la situazione è rimasta negativa; nel mercato immobiliare all’ulteriore calo delle compravendite di abitazioni si è associata una nuova riduzione dei prezzi. Nell’industria manifatturiera l’attività è stata nel complesso debole.

L’occupazione è cresciuta nei servizi commerciali, alberghieri e di ristorazione, mentre è calata negli altri settori. Le assunzioni a tempo indeterminato sono aumentate, favorite dagli incentivi contributivi introdotti dalla legge di stabilità per il 2015 e dalle recenti riforme del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile, su valori elevati nel confronto storico.

Nel 2015 il credito alle imprese ha continuato a contrarsi, riflettendo il calo nel settore manifatturiero e in quello delle costruzioni; nei servizi, invece, i finanziamenti sono tornati a crescere. I prestiti alle famiglie sono aumentati a ritmi analoghi a quelli dell’anno precedente. Il flusso di nuove sofferenze è cresciuto: l’andamento è dovuto alle imprese, a fronte di una stabilità
per le famiglie.

È proseguito a ritmi moderati l’aumento dei depositi bancari delle famiglie. Per contro, si è ridotto il valore di mercato dei titoli di terzi in deposito, nonostante l’ulteriore crescita di quello delle quote di fondi comuni.

Se sei interessato alla lettura del rapporto integrale clicca qui.

11 novembre 2015

Una Valle d'#Aosta fra segnali positivi ed incertezze per Bankitalia


Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa convocata ad hoc il direttore provvisorio della filiale valdostana di Banca di Italia, Paolo Compagnoni, ha presentato il tradizionale aggiornamento congiunturale. Qui sotto trovi una sintesi dello studio e qui lo studio completo. Buona lettura.
Nella prima parte del 2015 la congiuntura in Valle d’Aosta ha fatto registrare segnali di miglioramento nei servizi, che rappresentano oltre i tre quarti dell’economia regionale. Sull’andamento ha influito la forte crescita del settore turistico, che ha beneficiato di condizioni climatiche particolarmente favorevoli nel periodo estivo: all’ulteriore incremento delle presenze di turisti stranieri si è accompagnata la ripresa della componente italiana. Nell’industria l’attività produttiva e gli investimenti sono rimasti su livelli contenuti. Le costruzioni hanno continuato a risentire della perdurante debolezza della domanda; nel mercato immobiliare le compravendite e i prezzi sono ancora diminuiti.
Nel primo semestre l’occupazione ha continuato a crescere, seppure ai ritmi modesti dell’anno precedente, grazie soprattutto alla positiva dinamica del comparto del commercio, alberghi e ristorazione. Tuttavia, l’offerta di lavoro è aumentata in misura più intensa della domanda. Tali andamenti si sono riflessi nell’ulteriore lieve incremento del tasso di disoccupazione.
Le aspettative delle imprese, rilevate dal sondaggio congiunturale della Banca d’Italia, prefigurano per i prossimi mesi un quadro congiunturale ancora incerto. Ne risentirebbe l’attività di investimento, che rimarrebbe debole anche nel prossimo anno.
Nel primo semestre la dinamica dei prestiti ha fatto registrare segnali di miglioramento. Il credito erogato alle famiglie è ancora cresciuto, per effetto sia di un allentamento dell’offerta sia di un rafforzamento della domanda. La contrazione dei finanziamenti al settore produttivo si è attenuata, in un quadro di perdurante debolezza delle richieste di credito da parte delle imprese. Il flusso di nuove sofferenze, tuttavia, è tornato a crescere in rapporto ai prestiti, a causa del peggioramento per le imprese delle costruzioni e dei servizi. I depositi bancari delle famiglie consumatrici sono diminuiti. Anche il valore di mercato dei titoli a custodia depositati dalle famiglie presso le banche è calato: la forte crescita delle quote di fondi comuni di investimento non ha compensato la flessione delle obbligazioni e dei titoli di Stato.

15 giugno 2015

Per #Bankitalia l'economia della Valle d'#Aosta è ancora debole



Questa mattina il Direttore della filiale di Aosta di Banca d'Italia Gennaro Maria Argirò ha presentato con il suo staff ai giornalisti il nuovo rapporto su "L'Economia della Valle d'Aosta". Propongo come al solito la tradizionale sintesi e rinvio al Corriere della Valle di questa settimana per ulteriori approfondimenti.

Nel 2014 l’attività economica in Valle d’Aosta è rimasta complessivamente debole. Secondo le stime preliminari di Prometeia il PIL è ulteriormente sceso, anche se in misura contenuta (-0,2per cento).

Sull’andamento dell’anno ha continuato a influire negativamente la perdurante debolezza della domanda interna. L’impulso espansivo fornito dalla crescita di quella estera è stato limitato dalla bassa propensione all’esportazione dell’economia regionale.

Nel terziario l’attività si è mantenuta su livelli contenuti. La lieve ripresa dei consumi delle famiglie non è stata sufficiente a recuperare la riduzione dell’anno precedente. Il comparto turistico ha fatto registrare una sostanziale stabilità delle presenze: alla flessione della componente italiana si è associata una significativa ripresa di quella estera. Il settore delle costruzioni ha continuato a risentire del negativo andamento della domanda di lavori pubblici e del mercato residenziale.

Nell’industria  l’attività è rimasta debole e  gli investimenti hanno riflesso l’andamento della congiuntura e l’ampia capacità produttiva inutilizzata. L’occupazione è tornata a crescere. Tuttavia, il recupero della domanda di lavoro non è stato sufficiente ad assorbire la cre-scita dell’offerta; il tasso di disoccupazione è così ulteriormente aumentato.

Nel 2014 il credito alle imprese ha continuato a ridursi, sebbene in misura meno intensa rispetto all’anno precedente. Vi ha ancora influito la debolezza della domanda, in presenza di un lieve allentamento dell’offerta. Per contro, il credito alle famiglie consumatrici ha ripreso a crescere. Le nuove sofferenze in rapporto ai prestiti hanno fatto registrare un ridimensionamento nell’anno; tuttavia, la perdurante debolezza della congiuntura si è riflessa in un ulteriore aumento dell’incidenza delle partite deteriorate diverse dalle sofferenze.

I depositi bancari delle famiglie consumatrici sono rimasti sostanzialmente stabili, come nell’anno precedente. Per contro, il valore ai prezzi di mercato dei titoli a custodia presso il sistema bancario si è ridotto, pur in presenza di una significativa espansione della componente dei fondi comuni di investimento.

Qui trovi il testo integrale del rapporto.

11 novembre 2014

Banca d'Italia: In Valle d'#Aosta «stop alla fase recessiva ma non c'è ancora la svolta congiunturale»

Da sinistra Daniele Coin, Gennaro Argirò e Silvia Camussi
Questa mattina il direttore generale della sezione di Aosta della Banca d'Italia Gennaro Argirò ha presentato, coadiuvato dai colleghi torinesi Silvia Camussi e Daniele Coin, l'aggiornamento congiunturale del rapporto "L'economia della Valle d'Aosta". In estrema sintesi il direttore ha detto che "non siamo in una situazione recessiva come nel 2013, ma la svolta congiunturale non c'è stata ancora».

Propongo ai visitatori del blog la tradizionale sintesi con cui si apre il documento: 


Nella prima metà dell'anno è proseguita la fase di debolezza dell'economia valdostana. L'attività industriale ha continuato a riflettere la stagnazione della domanda interna, a fronte di una lieve ripresa delle esportazioni. La congiuntura delle costruzioni è rimasta negativa sia nella componente pubblica sia in quella privata.
Il terziario ha continuato a risentire della debole domanda interna: sulle attività turistiche e su quelle commerciali hanno influito negativamente anche le avverse condizioni climatiche estive. Nei primi otto mesi del 2014 le presenze di turisti presso le strutture ricettive della regione sono ulteriormente calate, nonostante la ripresa di quelle estere.
Secondo le previsioni formulate dalle imprese, nei prossimi mesi non si registrerebbe un significativo cambiamento della congiuntura. I livelli contenuti di attività e l'incertezza sui tempi della ripresa si rifletterebbero in un sostanziale ristagno degli investimenti.
Le condizioni nel mercato del lavoro hanno fatto registrare nel primo semestre un miglioramento nell'industria, a fronte di un'ulteriore contrazione nei servizi del commercio, alberghi e ristoranti e nelle costruzioni. Il tasso di disoccupazione è marginalmente aumentato.
Il credito alle imprese ha continuato a contrarsi, seppur a ritmi lievemente meno accentuati dello scorso anno. In presenza di una domanda che rimane debole soprattutto nella componente per investimenti, il processo di irrigidimento dell'offerta si sarebbe arrestato nel corso dei primi sei mesi; nei confronti delle imprese più rischiose permane, tuttavia, un orientamento selettivo. Si è interrotto, invece, il calo dei finanziamenti alle famiglie.
La rischiosità del credito è ulteriormente cresciuta, a causa del peggioramento nel settore delle imprese. Nei primi sei mesi i depositi delle famiglie sono tornati a crescere, grazie alla componente dei conti correnti. Anche il valore dei titoli in deposito delle famiglie è aumentato.
Se sei particolarmente amante dei numeri puoi approfondire sul sito della Banca d'Italia è possibile consultare il testo integrale. Anche sul Corriere della Valle di questa settimana troverai qualche dato in più. 

23 settembre 2014

#Tecnocasa: Il mercato dei #Mutui in Valle d'#Aosta (1° trimestre 2014)


Anche per il primo trimestre 2014 l'Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato nel dettaglio l'andamento dei finanziamenti finalizzati all'acquisto dell'abitazione concessi alle famiglie residenti sul territorio regionale. L'analisi fa riferimento al Bollettino Statistico II-2014, pubblicato da Banca d'Italia nel mese di Luglio 2014.

ITALIA
Nel primo trimestre 2014 le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 5.210,7 milioni di euro. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a +5,3%, per un controvalore di 260,8 milioni di euro. La fotografia indica una ripresa dell'erogazione del credito concesso alle famiglie, in controtendenza rispetto al -7,5% registrato nel quarto trimestre 2013 e al -6,9% del terzo trimestre 2013.

REGIONE VALLE D'AOSTA
Nel primo trimestre 2014 le famiglie in Valle D'Aosta hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 17,1 milioni di euro, che collocano la regione al 18° posto per totale erogato in Italia, con un'incidenza dello 0,33%. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni in regione pari a +37,5%, per un controvalore di +4,7 milioni di euro.

Guardando all'andamento delle erogazioni sui 12 mesi, e analizzando quindi i volumi da Aprile 2013 a Marzo 2014, la regione Valle D'Aosta mostra una variazione positiva delle erogazioni pari a 2,9%, per un controvalore di +1,6 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi ultimi dodici mesi 57,1 mln di euro, volumi che rappresentano lo 0,26% del totale erogato in Italia.

CONCLUSIONI
Il mercato del credito è complessivamente ancora in contrazione, ma ci sono segnali di una moderata ripresa verso una situazione di maggiore stabilità. Fra le note che inducono a un rinnovato ottimismo c’è l’aumento della domanda di mutui da parte delle famiglie, segno di una crescente fiducia rispetto alle prospettive future. Ciononostante, bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se la crescita della domanda comporterà una nuova fase di dinamismo degli istituti di credito, che continueranno comunque a prestare particolare attenzione al rischio di credito.

17 giugno 2014

Rapporto #Bancaditalia: cala ancora il Pil della Valle d'#Aosta


Come ogni anno propongo ai visitatori di ImpresaVda la sintesi del Rapporto della filiale di Aosta della Banca d'Italia, diretta da Gennaro Maria Argirò, su «L'economia della Valle d'Aosta». Il documento è stato presentato questa mattina ai giornalisti e questo pomeriggio in Università. Oltre ad Argirò erano presenti Roberto Cullino, Davide Revelli e Marta Auricchio.

Nel 2013 l'attività economica in Valle d'Aosta si è ulteriormente ridotta. In base alle stime preliminari di Prometeia, il PIL è diminuito dell'1,6 per cento. Era calato del 3,5 per cento nell'anno precedente, secondo i dati Istat.
Sul negativo andamento economico ha influito la perdurante debolezza della domanda interna. La spesa delle famiglie è calata, riflettendo le difficoltà del mercato del lavoro e la debole dinamica dei redditi. Ne hanno risentito sia il commercio sia il turismo. Nei trasporti, i transiti autostradali sono diminuiti. Nell'industria l'attività è stata condizionata negativamente anche dall'ulteriore riduzione delle esportazioni. Nelle costruzioni, la congiuntura è stata negativa sia nel comparto pubblico sia in quello privato. Nel mercato immobiliare sono proseguite le flessioni del numero di transazioni e dei prezzi.
Nel mercato del lavoro l'occupazione è calata per il terzo anno consecutivo. La flessione è stata più forte tra i giovani. Al calo dell'occupazione si è associato un ulteriore aumento del ricorso alla cassa integrazione ordinaria. Il tasso di disoccupazione è nuovamente salito, attestandosi nella media dell'anno all'8,4 per cento.
Il credito al settore privato lo scorso anno ha continuato a contrarsi. La riduzione dei finanziamenti alle imprese ha interessato tutte le principali branche di attività economica. Alla dinamica negativa hanno contribuito sia la perdurante debolezza della domanda delle aziende, soprattutto nelle costruzioni e per il finanziamento degli investimenti, sia condizioni di offerta ancora improntate alla cautela; peraltro, un'attenuazione del grado di restrizione si sarebbe registrata nella seconda parte del 2013, secondo le indicazioni fornite dagli intermediari. Anche il credito alle famiglie è nuovamente calato, anche se a ritmi meno intensi dell'anno precedente. Il negativo andamento della congiuntura si è riflesso in un ulteriore peggioramento della qualità del credito, che ha interessato sia le imprese sia le famiglie.
Sia i depositi sia i titoli detenuti dalle famiglie consumatrici valdostane presso il sistema bancario hanno fatto registrare lo scorso anno una sostanziale stabilità. Secondo nostre stime, nel 2012 (ultimo anno per il quale sono disponibili i dati), la ricchezza netta pro capite delle famiglie consumatrici e produttrici della regione ammontava a circa 226 mila euro, valore notevolmente superiore alla media italiana. Tra il 2008 e il 2012, tuttavia, tale valore ha iniziato a calare, risentendo degli effetti della crisi sul valore delle attività finanziarie e reali.
Segnalo agli amanti del cartaceo che il Corriere della Valle  in edicola da venerdì  dedicherà uno speciale di quattro pagine al Rapporto di Banca d'Italia e a quello della Camera di Commercio. Chi poi ha tempo e voglia può consultare il testo integrale sul sito di Banca d'Italia. Non escludo di tornare su alcuni temi nei prossimi giorni. 

12 dicembre 2013

Ma tu sai cos'è il #SEPA?: Banca d'Italia te lo spiega

Il 16 dicembre, dalle 10 alle 12,30, si terrà presso l’Hostellerie du Cheval Blanc si svolgerà un incontro organizzato dalla filiale di Aosta della Banca d’Italia sullo stato di migrazione alla SEPA (Single Euro Payment Area), l'area unica dei pagamenti in euro.

Tale area include 33 paesi europei che si sono impegnati nella realizzazione della SEPA con l'obiettivo di offrire ai cittadini, alle imprese ed alle P.A. la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti in euro senza più alcuna differenza tra pagamenti nazionali ed europei.

A partire dal primo febbraio 2014 - data di migrazione obbligatoria - sia gli addebiti diretti sia i bonifici nazionali dovranno essere definitivamente sostituiti dai nuovi strumenti di pagamento europei: (SEPA DIRECT DEBIT = addebito diretto e SEPA CREDITTRANSFER = bonifico).

I benefici attesi, secondo la nota diffusa da Banca d'Italia dalla SEPA sono:

Per i consumatori
Possibilità di eseguire e ricevere pagamenti in euro su un unico conto in un Paese SEPA.

Per le imprese
Operatività anche cross-border su un unico conto, maggiore automazione dei pagamenti (obbligo Xml), possibile integrazione del ciclo commerciale e del pagamento (fattura elettronica).

Per le banche
Maggiore competizione su scala europea. Razionalizzazione delle procedure e delle infrastrutture interbancarie.

Per le pubbliche amministrazioni
Servizi di base su cui innestare progetti innovativi (es. art. 5 CAD).


Visto l'approssimarsi della data di avvio del nuovo sistema, data inderogabile che non consente proroghe, la Banca d’Italia ha ritenuto opportuno organizzare incontri a livello territoriale con operatori economici, associazioni di categoria, imprese ed intermediari volti a verificare lo stato di adozione delle iniziative propedeutiche alla trasmigrazione alla SEPA.

20 novembre 2013

#Bancad'Italia: prosegue in Valle d'#Aosta il calo dell'attività economica


Questa  mattina Banca d'Italia ha presentato il tradizionale aggiornamento congiunturale sull'economia della Valle d'Aosta nel 2012. A illustrare i contenuti del documento, come semepre, il Direttore Gennaro Maria Argirò (nella foto) coadiuvato dal suo staff.
Ecco la sintesi del rapporto che puoi trovare anche sul sito di Banca d'Italia insieme al Pdf del testo integrale.

La situazione in sintesi
Nel corso del 2013 è proseguito il calo dell'attività economica in Valle d'Aosta. Nel settore manifatturiero la flessione della domanda, sia interna sia estera, si è riflessa negativamente sull'attività produttiva e sul grado di utilizzo degli impianti, ancora lontano dai valori pre-crisi; la propensione delle imprese a investire è rimasta su livelli molto contenuti. Le aspettative degli operatori non prefigurano un miglioramento a breve termine.
Nel comparto delle costruzioni è proseguita la flessione determinata dall'andamento negativo della domanda. Anche nel settore dei servizi la congiuntura continua a essere sfavorevole. In particolare, nel turismo gli arrivi e le giornate di presenza sono diminuite, soprattutto per la debolezza della componente nazionale.
Il numero di occupati in regione ha continuato a ridursi; anche l'occupazione femminile, dopo un triennio di crescita, si è contratta. Il tasso di disoccupazione, nella media del primo semestre dell'anno, ha superato l'8 per cento.
Nei primi sei mesi dell'anno la flessione dei prestiti bancari alla clientela residente in regione è proseguita, risentendo della debolezza del quadro congiunturale che influenza la domanda e le condizioni di offerta del credito. La diminuzione dei finanziamenti è stata più intensa per le imprese medio grandi mentre si è attenuato il calo di quelli concessi alle famiglie consumatrici, in particolare per l'acquisto di abitazioni.
La qualità del credito erogato alle imprese evidenzia qualche segnale di miglioramento, anche se è ancora aumentata l'incidenza delle posizioni che presentano difficoltà e ritardi nei rimborsi; è rimasta stabile per le famiglie consumatrici. Si è attenuata la crescita della raccolta bancaria presso la clientela residente in regione, riflettendo la dinamica dei depositi a risparmio. Il valore complessivo dei titoli in custodia e amministrazione presso le banche delle famiglie valdostane, valutati al fair value, è cresciuto grazie all'aumento delle quote di OICR.

20 giugno 2013

Per #Bancad'Italia in Valle d'#Aosta c'è poca #innovazione

Per Banca d'Italia non brilla la lampadina dell'innovazione valdostana
Uno dei paragrafi più interessanti del rapporto di Banca d'Italia sulla Valle d'Aosta è sicuramente il paragrafo  dl titolo «L'attività innovativa in regione» (da pag 16 a 18). Una lettura da cui emerge un preoccupante ritardo del tessuto imprenditoriale della nostra regione.

Riporto uno stralcio dell'analisi realizzata dallo staff della filiale valdostana diretta da Gennaro Maria Argirò.

L’approccio più comunemente usato per una valutazione quantitativa prende in esame gli input dell’attività innovativa, come la spesa in ricerca e sviluppo o la forza lavoro impiegata in attività innovative, e l’output, come la diffusione di imprese innovative e il ricorso a strumenti per la protezione della proprietà intellettuale delle innovazioni (brevetti, marchi, design).

Gli indicatori disponibili mostrano nel complesso un ritardo dell’attività innovativa delle imprese italiane rispetto a quella degli altri principali paesi europei. Questo ritardo relativo risulta più elevato in Valle d’Aosta, dove la diffusione dei processi innovativi è inferiore sia rispetto al Nord Ovest sia all’Italia. 

È infatti minore rispetto alle aree di confronto la quota di imprese che ha portato a termine innovazioni di prodotto e processo e vi è uno scarso ricorso agli strumenti di protezione della proprietà intellettuale. Vi concorre una più bassa intensità della spesa in ricerca e sviluppo effettuata dalle imprese. 

Al gap innovativo regionale contribuisce un minore peso, rispetto al Nord Ovest, delle imprese di grandi dimensioni, che di norma mostrano una maggiore capacità innovativa. 

Gli input. – Nel 2010 la quota di risorse umane impiegate nelle aziende valdostane per attività innovativa era inferiore a quella del Nord Ovest e alla media italiana: gli addetti alla ricerca e sviluppo rappresentavano l’1,0 per cento del totale (1,7 nel Nord Ovest e 1,5 in Italia) e i ricercatori lo 0,4 per cento. Nel decennio
2000-2010 la prima quota è tuttavia salita in misura considerevole (era pari allo 0,6 per cento nel 2000), mentre la seconda è rimasta stabile.

In regione gli investimenti in ricerca e sviluppo rappresentavano nel 2009 lo 0,7 per cento del prodotto, valore inferiore alla media nazionale e a quella del Nord Ovest (rispettivamente pari all’1,3 e all’1,4 per cento). La differenza è principalmente imputabile ai livelli di spesa sostenuti dalle imprese (0,5 per cento in regione; 0,7 per l’Italia e 1,0 nel Nord Ovest), mentre l’apporto della componente pubblica è in linea
con quello delle aree di confronto (0,1 per cento in Valle d’Aosta e nel Nord Ovest; 0,2 in Italia).

Per quanto riguarda la spesa pubblica in ricerca, l’utilizzo di fondi europei rappresenta uno strumento
di finanziamento dell’attività innovativa delle imprese, singolarmente o in partnership con enti di ricerca pubblici e privati. Utilizzando la banca dati “Opencoesione” del Ministero dello Sviluppo Economico  emerge che la Valle d’Aosta è stata destinataria per il periodo di programmazione 2007-2013 del finanziamento di 84 progetti, per un ammontare pari a 45 euro per abitante, valore analogo alla media delle regioni del Nord Ovest.

Gli output. – Secondo gli standard internazionali, un’impresa è ritenuta innovativa se ha introdotto sul mercato o al proprio interno innovazioni significative, sia di natura tecnologica (cambiamenti nei prodotti o nei processi produttivi) sia di altro tipo (mutamenti nella struttura organizzativa, nelle tecniche di marketing, ecc.). In base ai dati dell’ultima rilevazione CIS dell’Istat, tra il 2008 e il 2010 il 56,8 per cento delle imprese valdostane ha attuato, o cercato di attuare, innovazioni di prodotto, di processo, di marketing o organizzative; l’analogo dato è pari al 58,4 per cento nel Nord Ovest e al 56,3 per il complesso del paese.

La quota scende al 32,2 per cento includendo soltanto le innovazioni di prodotto o di processo (44,1 nel Nord Ovest) e cala al 25,7 per cento considerando esclusivamente l’attività innovativa effettivamente portata a termine, valore di oltre 16 punti percentuali inferiore rispetto al Nord Ovest. Vi contribuisce il minore peso 
delle imprese di grandi dimensioni. In Valle d’Aosta, infatti, gli occupati in imprese con almeno 50 addetti erano nel 2010 il 18,7 per cento del totale, contro il 29,6 del Nord Ovest. 

L’innovazione si realizza in larga misura all’interno del perimetro aziendale: l’85 per cento delle imprese innovatrici sviluppa tale attività in-house (93 per cento sia nel Nord Ovest che in Italia). Soltanto il 13 per cento delle imprese innovatrici ha definito accordi di cooperazione, una quota simile alla media nazionale, ma inferiore a quella del Nord Ovest.

Un’ulteriore indicazione della bassa propensione all’innovazione è testimoniata dallo scarso ricorso a strumenti che offrono una protezione legale delle proprietà intellettuale e che al contempo consentono la trasferibilità tra imprese. In Valle d’Aosta la propensione a ricorrere al registro o al deposito di brevetti presso lo European Patent Office (EPO) è molto contenuta: tra il 2000 e il 2008 l’intensità media brevettuale, data dal numero di brevetti registrati per milione di abitante è stata mediamente di 61,2 all’anno, un valore inferiore sia a quello nazionale (72,6) sia soprattutto a quello del Nord Ovest (126,1).

Restringendo l’analisi ai brevetti presentati dalle sole imprese, in base a nostre elaborazioni sulla banca dati Patstat, le domande di brevetto provenivano per lo più dai settori delle macchine elettriche, elettroniche e apparecchi di precisione, della chimica, gomma e plastica e dei macchinari. 

Anche il ricorso a marchi è inferiore alle aree di confronto. Tra il 1999 e il 2011 in Valle d’Aosta le imprese hanno depositato presso l’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno (UAMI) 249 marchi, 4,3 ogni 1.000 addetti. L’intensità di produzione di marchi registrati è risultata ampiamente inferiore sia a quella del Nord Ovest sia a quella nazionale (rispettivamente, 11,0 e 7,7 marchi per 1.000 addetti). I marchi
provengono in prevalenza dall’industria, sia quella tradizionale (93) sia quella a più alta tecnologia (59).

Tra il 2003 e il 2011 le imprese industriali e delle costruzioni valdostane hanno presentato 95 domande di registrazione di design presso l'UAMI, una media di circa 6,5 domande ogni 1.000 addetti. Anche in questo caso l'intensità di produzione è risultata inferiore sia a quella del Nord Ovest sia a quella nazionale rispettivamente, 13,7 e 13,5). Le domande provengono con maggiore frequenza dall’industria tradizionale (56) rispetto a quella avanzata (37).

#Credito: #Confidi Valle d'#Aosta inserito da #Bancad'Italia nell'elenco speciale degli #intermediari #finanziari

Da sinistra Federico Jacquin (Industriali), Pericle Calgaro (Albergatori) e Dino Marchetti il giorno della nascita del Confidi Valle d'Aosta

Novità nel mondo del credito valdostano. 

Il 4 giugno Confidi Valle d’Aosta s.c., presieduto da Federico Jacquin, è stato inserito da Banca d’Italia nell’elenco speciale degli intermediari finanziari ai sensi del D.Lgs. 385/1993. 

Il conseguimento dello status di “Confidi vigilato” permette così di continuare ad erogare i contributi in conto interesse alle imprese socie secondo quanto richiesto dalla Regione con l.r. 21/2011.

Come i lettori di questo blog ricorderanno Confidi Valle d’Aosta nasce dalla fusione di Confidi Industriali Valle d’Aosta con Confidal Società cooperativa realizzata a dicembre 2011. L’aggregazione dei due soggetti, oltre alla razionalizzazione dei costi e delle risorse, ha consentito il raggiungimento dei parametri dimensionali necessari a presentare istanza di iscrizione a Banca d’Italia. L’iter di iscrizione, iniziato a novembre 2012, si è concluso positivamente a conferma della solidità patrimoniale e organizzativa del Confidi stesso.

«Il bilancio 2012 è stato approvato - in sessione privata - dall’assemblea ordinaria del 29 maggio. - si legge in una nota diffusa dai vertici del Consorzio - La riunione, contrariamente agli anni precedenti, ha avuto luogo alla sola presenza dei soci. Si è convenuto di attendere il provvedimento di Banca d’Italia prima di indire l’abituale incontro pubblico nel corso del quale verrà comunicato ufficialmente l’obiettivo raggiunto. Sarà nostra premura comunicare la data dell’incontro che avverrà a breve».

Alcuni dati del bilancio 2012 (confronto con anno precedente):

Soci: 621 (591)

Patrimonio netto: 23.839.440€  (23.264.142€)

Utile d’esercizio: 117.516€  (73.388€)

Stock garanzie:  89.302.369€ (86.633.599€)

Stock fidi garantiti: 257.426.037€ (241.893.488€)

Rapporto patrimonio/garanzie: 26,70%  (26,85%)

Garanzie deteriorate: 1.913.520€  (2.102.935€)

Escussioni al netto dei recuperi: 424.447€ (303.049€)

«I dati sopra riportati - si legge ancora nella nota - evidenziano valori in crescita nel numero dei soci, nel patrimonio e nelle garanzie rilasciate. Elevato il rapporto tra patrimonio netto e stock garanzie a conferma della forte capitalizzazione societaria. Le posizioni deteriorate, nonostante la grave crisi economica, si mantengono sui valori dell’anno precedente».

13 giugno 2013

Banca d'Italia: Nel 2012 il Pil della Valle d'#Aosta è diminuito dell'1,8 per cento

Da sinistra Antonio Ferraro, il Direttore Gennaro Maria Argirò e Marta Auticchio
Questa mattina con la consueta conferenza stampa è stato presentato il rapporto di Banca d'Italia dal titolo «L'economia della Valle d'Aosta». Inutile dire che il 2012 descritto dal direttore Gennaro Maria Argirò e dal suo staff (Marta Auricchio, Antonio Ferraro, coadiuvati dal torinese Roberto Cullino) è stato un Annus  Horribilis. In tragica perfetta sintonia con l'economia nazionale. Anzi, il consueto ritardo con cui si manifestano i fenomeni economici in Valle sembra disegnare uno scenario con qualche tinta più fosca se non del quadro nazionale di sicuro dell'area del Nord Ovest.

Come è mia abitudine in questo blog propongo ai visitatori di ImpresaVda il sommario di un testo complessivamente costituito da 81 pagine disponibile integralmente sul sito della Banca d'Italia. 
Nei prossimi giorni proporrò alcuni passaggi in versione antologica per proseguire insieme la riflessione. Vorrei augurarti buona lettura, ma di certo il tema non è ameno.

Nel 2012 l'attività economica della Valle d'Aosta si è contratta. Secondo le stime di Prometeia, il prodotto regionale in termini reali è diminuito dell'1,8 per cento, in misura inferiore alla media nazionale.
Nel settore manifatturiero la flessione della domanda interna ed estera ha determinato un calo della produzione e del fatturato delle imprese. La spesa per investimenti è risultata contenuta.
L'attività economica nell'edilizia ha continuato a ridursi; vi ha influito il deterioramento della domanda sia privata sia pubblica. È proseguita la diminuzione delle compravendite immobiliari; i prezzi delle abitazioni in termini nominali hanno iniziato a diminuire nel secondo semestre dell'anno. Il valore e il numero dei bandi per appalti pubblici sono calati fortemente.
Nei servizi il valore aggiunto si è ridotto dello 0,6 per cento, sulla base delle stime di Prometeia, principalmente per il calo nel comparto del commercio, che ha continuato a risentire della debolezza dei consumi delle famiglie, e in quello dei trasporti. Il movimento turistico è invece cresciuto per il contributo positivo sia della componente italiana sia di quella straniera.
Nel 2012 il numero di occupati è nuovamente calato; vi ha influito l'ulteriore flessione nel settore delle costruzioni e la riduzione in quello dei servizi. Il numero di occupati è diminuito nelle classi di età fino a 44 anni. Il tasso di disoccupazione è salito di quasi due punti percentuali, al 7,1 per cento. Le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni sono aumentate, soprattutto per l'apporto della componente straordinaria e in deroga.
Nel 2012 i prestiti bancari alla clientela residente in regione sono diminuiti. La riduzione ha riguardato sia i finanziamenti alle imprese sia quelli alle famiglie consumatrici. Sul calo hanno continuato a pesare le difficoltà di accesso al credito, che si sono accompagnate a una diminuzione della domanda. Nel primo trimestre dell'anno in corso la dinamica del credito è tornata ad essere positiva per le imprese, mentre hanno continuato a ridursi i prestiti alle famiglie consumatrici.
L'andamento negativo dei finanziamenti alle famiglie ha riflesso la contrazione sia dei mutui immobiliari sia del credito al consumo. Le nuove erogazioni per l'acquisto di abitazioni si sono ridotte e si sono ulteriormente concentrate presso le fasce più anziane della popolazione; si è arrestata la tendenza all'aumento di quelle di importo elevato. Negli anni tra il 2007 e il 2011 è cresciuta la quota di famiglie valdostane indebitate e l'incidenza della rata del mutuo sul reddito di queste famiglie è lievemente aumentata, restando comunque inferiore alla media del Nord Ovest e a quella nazionale.
La riduzione dei prestiti alle imprese ha riguardato principalmente i finanziamenti collegati alla gestione del portafoglio commerciale, in connessione alla flessione delle vendite; sono diminuite anche le forme a scadenza, a causa della scarsa attività di investimento. Si sono ulteriormente contratti i finanziamenti alle attività manifatturiere ed è diventato negativo il tasso di crescita dei prestiti al settore delle costruzioni.
Il perdurante stato di debolezza dell'attività economica si è riflesso sul peggioramento della qualità del credito. La dinamica è riconducibile principalmente all'aumento di nuove sofferenze tra le imprese, in particolare tra quelle delle costruzioni. Gli indicatori prospettici prefigurano un ulteriore abbassamento della qualità dei portafogli delle banche. Si è lievemente deteriorata anche la qualità del credito alle famiglie consumatrici.
La raccolta bancaria presso le famiglie e le imprese è tornata a crescere sospinta dall'incremento delle componenti a scadenza protratta, più remunerative, a fronte del calo dei conti correnti e dei pronti contro termine. L'ammontare dei titoli depositati dalle famiglie presso le banche, misurato al fair value, è diminuito; sono calati gli investimenti in obbligazioni e in titoli di Stato italiani a fronte di un aumento di quelli in azioni e in quote di OICR.

17 novembre 2012

Liquidazione di #Aostafactor: la strategia mi sfugge


Come segnalato da Aostasera (riprendendo un articolo di Giancarlo Telloli, consigliere di amministrazione in quota Stella Alpina, su La Voce) Finaosta intende mettere in liquidazione Aostafactor pur in presenza di conti specchiati. 

Mi riprometto di fare quattro chiacchiere con Jean Claude Mochet, l'attuale presidente, magari anche in diretta a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu, per comprendere meglio i contorni della vicenda, tuttavia confesso un istantaneo sconcerto per una  «scelta strategica» che davvero mi sfugge. Senza contare che quando si ha a che fare con enti vigilati da Banca d'Italia con certi volumi d'affari non si tratta di certo di una passeggiata avviare una simile operazione.

Se l'obiettivo è fare cassa (c'è pur sempre in ballo un patrimonio netto di 26 milioni di euro, ma dipende anche da come si attua la liquidazione) non ci sono forse altre società da cui si potrebbe ricavare buoni introiti? E dove la quota della Regione si rivela poco efficace?

Sarà che forse pecco di «vision»? 

14 novembre 2012

Banca d'Italia: Continua a Deteriorarsi l'Economia Valdostana


Da sinistra Antonio Ferraro, il Direttore Gennaro Argirò e Marta Auricchio
Questa  mattina Banca d'Italia ha presentato il tradizionale aggiornamento congiunturale sull'economia della Valle d'Aosta nel 2012. A illustrare i contenuti del documento il Direttore Gennaro Maria Argirò coadiuvato da Marta Auricchio che ha illustrato l'economia reale e da Antonio Ferraro che si è occupato della parte sul credito.

Ecco la sintesi del rapporto che potete trovare anche sul sito di Banca d'Italia insieme al Pdf del testp integrale.


Nella prima parte dell'anno è proseguito il deterioramento congiunturale iniziato alla fine dell'anno scorso. Nel settore manifatturiero l'indebolimento della domanda interna ed estera ha determinato un calo della produzione e del fatturato delle imprese. L'attività di investimento è rimasta debole. Le aspettative delle imprese non prefigurano un miglioramento significativo della congiuntura nei prossimi mesi.
Nelle costruzioni è proseguita la fase negativa iniziata nel 2009; vi ha influito la debolezza della domanda sia pubblica che privata. Nei servizi la congiuntura è stata complessivamente sfavorevole; segnali positivi si sono avuti nel comparto turistico. Le condizioni nel mercato del lavoro hanno risentito del quadro congiunturale negativo: nel primo semestre gli occupati e il tasso di occupazione sono calati; il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 7 per cento. È tornato a crescere il ricorso alla Cassa integrazione guadagni.
Nei primi sei mesi dell'anno i prestiti bancari alle famiglie sono diminuiti; vi ha ancora influito la debolezza della domanda. Dopo il picco toccato nella seconda metà del 2011, l'irrigidimento dell'offerta di prestiti si è attenuato. Il credito alle imprese è ancora aumentato anche se a ritmi modesti: all'aumento dei finanziamenti alle aziende di maggiori dimensioni si è contrapposta la diminuzione di quelli concessi alle imprese più piccole. La domanda di credito delle imprese è rimasta debole, in particolare nel comparto delle costruzioni, riflettendo soprattutto una ridotta attività di investimento in capitale fisso. Hanno invece agito in senso moderatamente espansivo le esigenze di copertura del fabbisogno di circolante e quelle connesse con la ristrutturazione del debito.
La qualità del credito erogato alle imprese è ulteriormente peggiorata, mentre è rimasta stabile quella per le famiglie consumatrici. La raccolta bancaria presso le famiglie e le imprese è tornata a crescere, anche se in misura lieve. Sono aumentati sia i depositi, nelle forme diverse dai conti correnti, sia le obbligazioni bancarie. 

22 giugno 2012

Consiglio Regionale (50): I Temi Economici dell'Ultima Seduta

I temi economici dell'ultima seduta del Consiglio regional del 21 e 22 giugno.

La gestione di servizi sociali nel comune di Aosta (leggasi questione Leone Rosso) è stata il tema di un'interrogazione a risposta immediata del gruppo Alpe.

Nell'ambito delle interpellanze, la Consigliera Carmela Fontana, capogruppo del PD, ha affrontato il tema del bilancio dell'Azienda sanitaria regionale.

La Consigliera e capogruppo del PD, Carmela Fontana, ha illustrato un'interpellanza riguardante gli intendimenti in merito alla predisposizione di un piano di rilancio industriale dell'intera regione.

Il Consigliere del gruppo Alpe, Roberto Louvin, ha presentato un'interpellanza riguardante le ragioni della contrapposizione della Giunta regionale alla Banca d'Italia in merito alla modificazione dello statuto della Banca di credito cooperativo valdostana.

Il Consigliere del PD, Raimondo Donzel, ha presentato un'interpellanza relativa agli appalti dei cantieri idraulico-forestali.

Con 24 voti favorevoli e 8 contrari (Alpe e PD), il Consiglio regionale ha approvato il Piano triennale di politica del lavoro 2012-2014. Il documento, che scaturisce da un'analisi del contesto socio-economico della regione, propone gli obiettivi strategici triennali, mettendo in campo risorse pari a 18.281.600 euro, di cui 6.203.400 per il 2012, 6.119.900 per il 2013 e 5.958.300 per il 2014.


Andrea Rosset
Le Conseil de la Vallée a approuvé à l'unanimité une motion concernant l'engagement de la Région pour l'élaboration et la concrétisation d'une stratégie européenne pour l'Espace alpin. L'initiative a été proposée par les Conseillers unionistes Luciano Caveri et Diego Empereur, les Chefs de groupe de Stella Alpina, Francesco Salzone, de Fédérations Autonomiste, Leonardo La Torre, du Popolo della Libertà, Massimo Lattanzi.

Il Consiglio regionale ha iniziato oggi, venerdì 22 giugno, la seconda giornata di lavori con l'esame congiunto del rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2011 e dell'assestamento del bilancio di previsione 2012-2014 della Regione nonché della relazione della Sezione di controllo della Corte dei conti sul rendiconto 2011 (presentato dal presidente della seconda commissione consiliare «Affari generali», il consigliere dell'Uv Andrea Rosset). Quest'ultimo documento rappresenta il primo degli impegni assunti dalla Sezione di controllo, istituita nel 2011 a seguito di una specifica norma di attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, nell'ottica di «ausiliare gli organi elettivi (e, con essi, le comunità rappresentate) nelle valutazioni di sana e regolare gestione delle risorse pubbliche». Per saperne di più clicca qui e qui.

Dimenticavo. Fra gli spunti di questa ultima seduta consiliare c'è anche un riferimento alla Cina così vicinachè non vedo però... e qualche positiva notizia sull'Olivetti I-Jet.

13 giugno 2012

Rapporto Banca d'Italia: Aumenta il Tasso di Disoccupazione tra i Giovani Valdostani


Uno degli aspetti su cui più riflettere dell'ultimo rapporto di Banca d'Italia  è indubbiamente il paragrafo dedicato al lavoro che evidenzia come preoccupante anche in Valle il fenomeno della disoccupazione giovanile. Ti propongo i passaggi del rapporto che riguardano questo tema.


L’occupazione
In base ai dati della Rilevazione sulle forze lavoro dell’Istat, l’occupazione in regione, dopo essere aumentata nel 2010, è tornata a diminuire nello scorso anno (-0,5 per cento); nella media delle regioni sia del Nord Ovest sia dell’Italia è cresciuta dello 0,4 per cento. Il tasso di occupazione in Valle d’Aosta è sceso al 67,0 per cento; esso si mantiene ancora superiore alla media del Nord Ovest e a quella nazionale (64,5 e 56,9 per cento, rispettivamente).

Sul calo occupazionale dello scorso anno hanno influito principalmente l’ulteriore flessione nell’industria in senso stretto, che segue quella dei due anni precedenti (-6,3 per cento nel 2011), e nell’edilizia (-5,0 per cento; -3,6 nel 2010). L’occupazione nei servizi ha rallentato allo 0,3 per cento, dal 3,7 nel 2010, a causa della contrazione nel comparto del commercio, degli alberghi e della ristorazione (-0,7 per cento); gli addetti ai servizi diversi dal commercio sono invece aumentati dello 0,8 per cento.

Il numero di lavoratori dipendenti si è ulteriormente contratto (-0,9 per cento; -1,1 nel 2010); il calo si è concentrato principalmente nelle costruzioni e nell’industria. Nei servizi e nell’agricoltura ad aumentare è stata solo l’occupazione autonoma. Gli occupati a tempo indeterminato hanno continuato a ridursi (-1,8 per cento; -2,0 nel 2010), mentre è ulteriormente aumentato il numero di quelli a tempo determinato (5,4 per cento; 6,0 nel 2010); la loro incidenza sul totale ha raggiunto il 12,8 per cento nella media del 2011.

I dati di fonte INAIL elaborati da Ebitemp mostrano nel 2011 una flessione del numero di lavoratori che hanno svolto almeno una missione di lavoro interinale (-9,7 per cento; 14,7 nel 2010).

L’occupazione femminile è aumentata dello 0,8 per cento, a fronte di una riduzione dell’1,5 per quella maschile. Il tasso di occupazione femminile è moderatamente aumentato, al 60,8 per cento, 0,5 punti percentuali in più del 2010, mentre quello maschile ha continuato a ridursi (73,1 per cento nel 2011; era il 75,6 nel 2008). Il divario tra i due tassi di occupazione è sceso da 15,8 punti nel 2008 a 12,4 nel 2011.

L’incremento delle donne occupate, che ha interessato solo le persone con almeno 45 anni, è stato particolarmente forte per la classe dai 45 ai 54 anni, il cui tasso di occupazione è aumentato tra il 2010 e il 2011 di 5,8 punti percentuali, al 77,7 per cento.

Tra il 2008, anno in cui è iniziata la crisi globale, e il 2011 l’occupazione tra i giovani è diminuita
significativamente: la riduzione è stata del 20,8 per cento per quelli tra i 15 e i 24 anni e dell’11,4 per quelli tra i 25 e i 34 anni. Il tasso di occupazione relativo alla prima classe d’età è sceso al 23,9 per cento, 7,0 punti percentuali in meno rispetto al 2008; quello dei giovani tra i 25 e i 34 anni è risultato pari all’80,7 per cento, 1,3 punti più basso rispetto a tre anni prima.



Gli ammortizzatori sociali

In base ai dati dell’INPS, le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni (CIG) si sono ulteriormente ridotte nel 2011 (-18,8 per cento; -43,6 nel 2010). La contrazione ha riguardato sia la componente straordinaria e in deroga sia quella ordinaria (rispettivamente, -28,4 e -13,9 per cento). Nei primi 4 mesi del 2012 la tendenza al calo delle ore totali di CIG è proseguita (-7,9 per cento), pur in presenza di una
ripresa della componente straordinaria e in deroga (51,7 per cento).

Nell’industria in senso stretto, nonostante l’aumento delle ore autorizzate nel settore dell’installazione degli impianti per l’edilizia, nel 2011 si è ancora ridotto il ricorso agli ammortizzatori sociali, principalmente per il calo nel settore meccanico.

Nel commercio e nei servizi le ore di CIG, più che raddoppiate nell’anno precedente, sono ancora lievemente aumentate. Nell’edilizia la diminuzione delle ore autorizzate ha interessato tutte le componenti.

Il numero di occupati equivalenti a tempo pieno in CIG, calcolato sulla base di dati depurati dei fattori stagionali, nella media del 2011 è stato pari a circa 600 unità, valore inferiore al dato medio del 2010 (pari a circa 870 unità).



L’offerta di lavoro e la disoccupazione

In base ai dati Istat, lo scorso anno l’offerta di lavoro in regione è cresciuta ulteriormente (0,4 per cento; 1,2 nel 2010). Il tasso di attività è salito al 70,8 per cento, valore superiore al dato del Nord Ovest e alla media italiana (68,9 e 62,2 per cento, rispettivamente).

Le dinamiche opposte dell’offerta e della domanda di lavoro si sono riflesse in un aumento del numero di persone in cerca di occupazione (19,4 per cento). Il tasso di disoccupazione ha continuato a salire, raggiungendo nella media del 2011 il 5,3 per cento (era il 3,3 nel 2008), valore comunque inferiore sia al dato medio del Nord Ovest sia a quello italiano (pari, rispettivamente, al 6,3 e all’8,4 per cento). L’aumento ha interessato sia la componente maschile sia quella femminile. Il tasso di disoccupazione con durata superiore ai 12 mesi è salito di 0,6 punti percentuali, al 2,1 per cento, raddoppiando rispetto ai valori precedenti alla crisi.

Tra il 2008 e il 2011 il tasso di disoccupazione tra i giovani è aumentato significativamente. Quello relativo ai giovani tra i 15 e i 24 anni è salito nel periodo di 10,4 punti percentuali, al 22,4 per cento, valore lievemente superiore al dato medio del Nord Ovest (22,2); quello riferito alla classe tra i 25 e i 34 anni è aumentato di 4,2 punti, al 7,2 per cento (7,5 nella media dell’area di confronto). Nello stesso periodo il numero di lavoratori inattivi è aumentato del 29,7 per cento. L’incremento ha riguardato esclusivamente la componente maschile, mentre il numero di donne inattive è diminuito.
 

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